L’Ipocondria: quando la preoccupazione per la salute diventa una malattia

Non è semplicemente una “paura” passeggera, ma un vero e proprio stato di sofferenza e angoscia che può interferire in modo significativo con la vita quotidiana, le relazioni e le prestazioni lavorative. L’ipocondria è, nel linguaggio comune, sinonimo di una fissazione eccessiva sulla salute. Tuttavia, in ambito clinico, questa condizione è stata oggetto di una radicale ridefinizione nosografica, culminata con la riclassificazione all’interno del Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-5)

Il termine ipocondria, dal tardo latino hypochondria, deriva dal greco ὑποχόνδρια, composto dal prefisso υπό (ipo-) e χόνδρος (cartilagine/condro/coste), letteralmente “sotto il condro” (sotto le costole), riferendosi alla regione anatomica dell’ipocondrio, che ospita la milza e il fegato. Anticamente, si riteneva che in quest’area si generasse la melanconia, l’umore nero responsabile dei disturbi somatici e mentali., a indicare un malessere, noto già in epoca antica, che si riteneva localizzato nella fascia addominale. (Enciclopedia Treccani, su treccani.it). Un aneddoto storico di grande impatto, che sottolinea la sottile e spesso tragica linea tra l’ansia per la malattia e la realtà, è legato al commediografo francese Molière. Nel suo capolavoro Il Malato Immaginario (1673), Molière mise in scena l’ipocondriaco Argante, ossessionato da ogni minimo malanno. Ironia della sorte, Molière stesso morì di tubercolosi il 17 febbraio 1673 collassando sul palcoscenico durante la quarta replica dell’opera, mentre recitava la parte di Argante.

Il decesso avvenne nella notte, tra le braccia di due suore. Sigmund Freud inizialmente, classificò l’ipocondria (assieme a nevrastenia e nevrosi d’angoscia) come una “nevrosi attuale”, ritenendo che avesse origine da un processo fisiologico dovuto a una libido “tossica” non convogliata, escludendola dal trattamento analitico classico. Successivamente, Freud ipotizzò un legame tra l’ipocondria e la paranoia, una connessione suggerita dal celebre caso del presidente Schreber, la cui lunga storia di ipocondria precedette lo sviluppo di una schizofrenia paranoide. Questa osservazione evidenziò come preoccupazioni somatiche estreme potessero talvolta sfociare in quadri deliranti, sebbene i moderni criteri diagnostici distinguano chiaramente questo disturbo dai disturbi psicotici

Come riconoscerla? La diagnosi di “Ipocondria” è stata eliminata dal DSM-5. La patologia è stata riclassificata nel capitolo dei Disturbi da Sintomi Somatici e Disturbi Correlati, suddividendosi principalmente in due categorie basate sulla presenza o assenza di sintomi fisici significativi: il Disturbo d’Ansia da Malattia (DAM) e il Disturbo da Sintomi Somatici (DSS).

Nel Disturbo d’Ansia da Malattia (DAM), la caratteristica fondamentale è una preoccupazione intensa e duratura di avere o contrarre una grave malattia. I sintomi fisici sono assenti o, se presenti, sono minimi. La componente dominante è l’ansia per la salute e la paura della patologia.

Al contrario, nel Disturbo da Sintomi Somatici (DSS), il paziente presenta uno o più sintomi fisici (come dolori al petto, affaticamento, diarrea/stitichezza, o tachicardia). Gli psicopatologi classici chiamano ipocondria cum materia. Il problema non è l’assenza del sintomo, ma il modo in cui il paziente lo elabora: i pensieri sono persistenti e catastrofici, l’attenzione alle sensazioni corporee è eccessiva e la reazione emotiva al sintomo, anche se di lieve entità, è sproporzionata rispetto alla sua gravità medica. Il DSS può manifestarsi anche in concomitanza con una malattia organica reale, se la reazione psicologica all’evento è considerata eccessiva

I Sintomi Chiave e il Ciclo Ipocondriaco. Il riconoscimento del DAM nella pratica clinica si basa sull’identificazione del circolo vizioso cognitivo. Il sintomo chiave è l’Ipervigilanza Corporea, ovvero una sensibilità interocettiva ed eccessiva attenzione rivolta alle proprie sensazioni fisiche. Questa ipervigilanza fa sì che stimoli fisiologici normali—come una leggera tensione muscolare (spesso causata dall’ansia stessa), un battito cardiaco accelerato o dolori addominali lievi —vengano interpretati come segnali di pericolo imminente. L’ipervigilanza alimenta il Pensiero Catastrofico. Il paziente traduce un sintomo neutro o lieve in una prova inequivocabile di una malattia grave, innescando un intenso rimuginio.

Come si sente il paziente ipocondriaco? Egli si percepisce come fragile e vulnerabile e in particolare: a livello fisico, si sente debilitato, sempre affaticato, stanco e privo di forze; a livello emotivo, sente di non avere controllo sulle proprie emozioni e crede di essere in balia degli eventi, senza controllo alcuno nella gestione della propria vita (confusione mentale, flessione del tono dell’umore, sbalzi di umore, tristezza, irritabilità, apatia ecc.); ha paura delle malattie e ha il terrore di ammalarsi. Questa sua modalità di percepire la realtà può evolvere in un disturbo d’ansia e/o in un disturbo ossessivo-compulsivo e di ipervigilanza; talvolta, l’ipocondriaco ha timore anche per la salute dei propri cari (familiari, partner, amici) e potrebbe attivare modalità di controllo (ipervigilanza) anche su di loro. Un paziente è definito ipocondriaco (affetto da ipocondria) quando continua a male interpretare alcune sensazioni corporee nonostante abbia ricevuto rassicurazioni mediche pertinenti, valide e ben fondate, e nonostante abbia le capacità intellettive per comprendere le informazioni ricevute. Nell’ipocondria la preoccupazione può riguardare le funzioni corporee (per es. il battito cardiaco, la respirazione); alterazioni fisiche di lieve entità (per es. piccole ferite o una saltuaria allergia); oppure sensazioni fisiche indistinte o confuse (per es. “cuore affaticato”, “vene doloranti”). Questa preoccupazione, che deve persistere per un periodo minimo di sei mesi per soddisfare i criteri diagnostici, impatta drammaticamente sulla qualità della vita e sulla funzionalità quotidiana.

Le cause. Le cause dell’ipocondria possono essere molteplici e includono fattori di origine biologica (genetica-ereditaria-familiarità con patologie psichiatriche), culturali (educazione), esperienze di vita (fattori esperienziali e relazionali), tratti di personalità del paziente. Un peso rilevante sembra abbiano le esperienze traumatiche di vita: lutti, malattie gravi di familiari, esperienze di abbandono, eventi traumatici personali o di persone vicine, perdita del lavoro possono favorire lo sviluppo di diverse reazioni psicologiche, tra queste i sintomi ipocondriaci.

Come guarire dall’ipocondria: cura e trattamento.

Interventi psicologici. La Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) è riconosciuta come la strategia terapeutica efficace per il Disturbo d’Ansia da Malattia. L’intervento mira a spezzare i circoli di mantenimento del disturbo attraverso due componenti principali: l’intervento cognitivo e quello comportamentale. La TCC lavora per riconoscere, mettere in discussione e modificare i pensieri irrazionali legati alla salute (ad esempio, l’equazione “mal di testa = tumore”). Contemporaneamente, insegna tecniche di rilassamento e gestione dello stress, come la respirazione diaframmatica, essenziali per ridurre i sintomi fisici somatizzati derivanti dall’ansia cronica.

Psicoterapia Psicoanalitica/Psicodinamica: Può esplorare le cause sottostanti e le esperienze passate che hanno contribuito allo sviluppo del disturbo. Aiuta a comprendere il significato del disturbo e a collegarlo a esperienze antecedenti.

Psicoterapia Breve Strategica: Si focalizza sulla soluzione del problema nel presente. Aiuta a interrompere le “tentate soluzioni” che mantengono il problema, come la continua ricerca di rassicurazioni mediche o l’evitamento di situazioni e Insegnando al paziente a non cercare rassicurazioni e a fronteggiare le paure.

ll trattamento farmacologico, pur essendo generalmente meno efficace degli approcci psicologici, è un supporto vitale nei casi più gravi o in presenza di disturbi co-occorrenti, in particolare depressione e ansia con forte componente ossessiva e rimuginativa. Le molecole d’elezione sono gli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina), come la Paroxetina, efficaci nel ridurre la tendenza alla rimuginazione ossessiva, che caratterizza le preoccupazioni del DAM. Anche la Fluvoxamina è risultata efficace nel ridurre sia i sintomi ansiosi che quelli depressivi nelle sindromi miste. Nei pazienti che rispondono solo parzialmente alla monoterapia farmacologica, la strategia combinata, che associa gli SSRI alla TCC, si è dimostrata la più incoraggiante nel ridurre significativamente la sintomatologia complessiva

L’esito terapeutico del DAM non consiste nell’eliminazione completa della preoccupazione per la salute, che è una parte naturale dell’esperienza umana, ma nel ripristino di un rapporto funzionale con il proprio corpo. L’obiettivo ultimo è trasformare l’ipervigilanza patologica in una gestione della salute appropriata e non più guidata dalla paura, sviluppando la cruciale capacità di tollerare l’incertezza intrinseca alla vita. Questo permette ai pazienti di interrompere i rituali compulsivi e di recuperare una qualità della vita che era stata gravemente compromessa dalla ricerca incessante di una certezza impossibile.

Dott. Giuseppe Auriemma

Medico Psichiatra Psicoterapeuta

Psico-Oncologo II livello, Coordinatore SIPO Campania

Notte di fuoco a Napoli: due incidenti vicino al Maradona

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Durante la notte scorsa a Napoli si sono verificati due incidenti con feriti nei pressi dello Stadio Maradona

I due incidenti si sono registrati nella notte tra sabato 8 e domenica 9 novembre vicino allo Stadio Maradona, uno a Fuorigrotta e uno in Via Leopardi. La dinamica dei due sinistri è la stessa: auto che si schiantano e si ribaltano.

Il primo incidente si è verificato in Via Leopardi, nei pressi del Serpentone, dove l’auto si è ribaltata e i ragazzi presenti nel veicolo sono usciti in uno stato di palese agitazione.

Il secondo sinistro è avvenuto a poche decine di metri di distanza dal primo, vicino all’impianto sportivo di Fuorigrotta, dal lato dei Distinti. Il conducente dell’auto è rimasto gravemente ferito; la dinamica è ancora da definire.

Su entrambe le scene sono intervenute le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, date le posizioni delle auto coinvolte. Per chiarire la dinamica non si esclude la visione delle registrazioni delle telecamere di video sorveglianza.

Ha parlato dell’accaduto il deputato Francesco Emilio Borrelli, denunciando gli atteggiamenti di diversi ragazzi che ogni notte sfrecciano con i loro mezzi in quella zona creando situazioni di pericolo: “Una notte di delirio a Fuorigrotta dove due auto si sono ribaltate a poca distanza. La prima in via Leopardi, all’altezza del Serpentone. Il video dell’auto capottata è stato inviato da un cittadino al deputato Borrelli che afferma che dalla macchina sono usciti dei ragazzi in evidente stato di alterazione. La seconda auto si è ribaltata fuori lo stadio Maradona, lato distinti. E’ stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco e pare che la persona alla guida sia rimasta gravemente ferita. La zona intorno al Maradona è da tempo oggetto delle denunce di Europa Verde, lì ogni notte i giovani si divertono a sfrecciare con le loro auto, impennare con gli scooter ed esibirsi in acrobazie di ogni genere.”.

Ieri sera il deputato Francesco Emilio Borrelli è stato  all’esterno dello stadio Maradona, con Rosario Pugliese, membro dell’Esecutivo Regionale di Europa Verde, e i residenti del quartiere, per chiedere soluzioni immediate a un problema ormai fuori controllo.

“Siamo alla follia – affermano Borrelli e Pugliese – bisogna fermare tutto questo prima di piangere altre vittime. Da tempo denunciamo quanto avviene tutte le notti, in particolare nei week end, a Fuorigrotta. Orde di ragazzi, spesso anche minorenni, occupano gran parte del quartiere per compiere peripezie alla guida. A pagarne le conseguenze più pesanti sono i residenti, che ormai hanno paura anche di girare a piedi nei pressi di casa. Proprio con loro ci ritroveremo stasera, alle 21,30 davanti lo stadio Maradona, per presidiare la piazza e chiedere che tutto questo finisca. Serve un intervento deciso di Questore e Prefetto che preveda un presidio fisso di Forze dell’Ordine per fermare questi giovani sbandati che mettono in pericolo l’incolumità di tutti”.

Le dichiarazioni di Conte gettano un’ombra sinistra sulla stagione del Napoli

Ieri pomeriggio il Napoli è crollato a Bologna perdendo 2-0 e si vede scavalcato in classifica almeno dalla Roma, in attesa di Inter-Lazio.   Se la prestazione in campo ha destato non poche perplessità, le dichiarazioni post partita e in conferenza stampa di Conte hanno contribuito a gettare ulteriore benzina sul fuoco in un ambiente ultimamente poco tranquillo. Il mister ha parlato di mancanza di coesione nel gruppo squadra, della sua incapacità di farsi seguire dai calciatori, della necessità di parlare con la società perché non ha intenzione di accompagnare un morto. Sono parole un po’ diverse da quelle pronunciate alla fine della sfida contro il Como, quando aveva definito i suoi ragazzi dei guerrieri, ma terribilmente simili a quelle dichiarate una settimana prima di dimettersi dal Tottenham. Le dimissioni o l’esonero non sono strade da percorrere, dal momento in cui Conte è comunque la persona più indicata per risolvere i problemi della squadra, ma è chiaro che sia necessario un netto cambio di passo. Dall’esterno la questione sembra essere principalmente tattica e fisica, con scelte troppo conservative e molti giocatori spremuti eccessivamente; se anche ci fossero malumori e problemi di spogliatoio, chissà che la causa non possa essere proprio la pessima gestione della rosa iniziata con Napoli-Pisa, per cui l’allenatore è chiamato a rivedere il suo lavoro e trovare delle soluzioni.

VisitTuscia Expo promuove le eccellenze di Orte

  La Rete d’Imprese Hortae le vie presenta il centro storico racchiuso in pochi metri quadri dello sperone di tufo su si erge Orte   Nei giorni scorsi si è svolto un  educational tour riservato ad operatori e media del settore promosso da VisitTuscia Expo, l’Associazione promo-commerciale per la promozione del Turismo sostenibile, la valorizzazione delle eccellenze locali e il rafforzamento dell’attrattività regionale. Una tappa dell’educational è stata la città di Orte dove si è tenuto un incontro con gli operatori locali per presentare il patrimonio culturale e le eccellenze enogastronomiche della cittadina. Orte è collocata vicino al casello dell’autostrada, a ridosso del fiume Tevere, in un contesto naturalistico immerso nel verde della Tuscia. Questa posizione panoramica ha fatto di Orte un borgo di grande fascino con un magnifico centro storico di origine etrusca e poi romana.
Le donne di Orte nel tradizionale costume medioevale
L’Assessore allo sviluppo economico e politiche sociali del comune  Ida Mariastella Fuselli così presenta Orte.   Assessore a cosa dobbiamo questa iniziativaCome assessore allo sviluppo economico mi sono occupata per il Comune di Orte dell’organizzazione di questa giornata di promozione delle eccellenze territoriali sostenuta da Visit Tuscia Expo che è inserita nel progetto di Hortae le vie, la rete delle attività commerciali di Orte≫.   Ci parli di questa rete di impreseLa rete di imprese si è formata in seguito al finanziamento ottenuto con la partecipazione all’Avviso Pubblico regionale per il finanziamento delle “reti di imprese tra attività Economiche” del 2023.  Oggi la rete di imprese si è costituita in associazione denominata appunto “Hortae le vie” ed è  cresciuta raggruppando circa 80 attività del territorio, dalle iniziali 63. “Hortae le vie” si presenta non solo come una rete commerciale, ma come un’opportunità di crescita e sviluppo per l’intera comunità ortana e rappresenta una splendida occasione per rivitalizzare le nostre attività economiche anche attraverso la creazione di eventi per attrarre ad Orte un pubblico sempre più vasto. La rete organizza eventi a supporto di tutte le attività economiche, proponendo ogni anno sfilate di moda nelle piazze più suggestive del centro storico e manifestazioni enogastronomiche con i prodotti del territorio come il vino, le carni, l’olio e prodotti bio. La rete “Hortae le vie” non solo promuove l’efficienza economica della nostra città, ma agisce anche da catalizzatore per l’integrazione sociale e la coesione comunitaria. Abbiamo ospitato nello scorso settembre quattro delegazioni straniere provenienti dall’Estonia, Ungheria, Repubblica Ceca e Polonia, promuovendo il nostro territorio anche oltre i confini dell’Italia. Una delegazione della rete nella prossima primavera si recherà presso la camera di commercio di Madrid, per intavolare un progetto di esportazione dei nostri prodotti locali, tentando di aprire nuovi orizzonti alle nostre eccellenze≫.   Quali sono le maggiori attrazioni turistiche di OrteOrte, dal punto di vista turistico, offre meravigliosi scorci sul Tevere, bellissime chiese e palazzi storici, interessanti musei ed un centro storico che si snoda su vicoli antichi. Le meraviglie di Orte proseguono anche nel sottosuolo, offrendo ai turisti visite ad Orte Sotterranea negli antichi cunicoli e nella bellezza del Ninfeo rupestre, le colombaie,  il museo Civico, il museo delle Confraternite e il museo Diocesano≫.   Quali sono le manifestazioni più importantiTra i più importanti eventi, nel mese di settembre, in occasione della festa del patrono Sant’Egidio, si svolge l’Ottava medievale: il borgo torna nel medioevo con l’apertura delle taverne, il corteo storico e il Palio degli Arcieri. Nel periodo pasquale, unica nel suo genere, la processione del Cristo Morto – una delle più antiche d’Italia – in cui i confratelli incappucciati la sera del Venerdì Santo sfilano per le vie del centro storico scalzi con le croci e i piedi incatenati. Questa rappresentazione molto suggestiva è particolarmente sentita e partecipata dalla popolazione richiamando ogni anno una moltitudine di turisti. Oltre a queste, nel corso dei mesi ci sono molte altre manifestazioni ed eventi che costituiscono attrattive importanti≫.   Angelo Ciocchetti, manager della Rete d’Imprese  Hortae le vie,  aggiunge :   ≪Orte Le Vie  è un’associazione che consta di un’ottantina di commercianti, che si dividono equamente in quattro quartieri di Orte, ha finanziato per 100.000  euro iniziative di promozione per un anno e mezzo. L’Associazione è nata nel 2024, i primi mesi abbiamo fatto campagne di lancio delle attività per promuovere soprattutto l’associazione e le attività economiche. Puntiamo molto alla promozione turistica del centro storico: Orte Sotterranea – visitata 365 giorni all’anno – musei, tantissime chiese raggruppate in pochi metri quadri su questo sperone di tufo. Poi abbiamo la nostra gastronomia, che si differenzia da quella della  Tuscia per prodotti diversi, per esempio il nostro prodotto numero uno è il carciofo ortano che è un prodotto simile al carciofo romano, che però ha una denominazione propria, ed è stato riconosciuto anche con l’ausilio della Università della Tuscia di Viterbo e oggi è diventata una produzione di molti imprenditori agricoli che l’hanno rilanciato. Il nome di Carciofo è anche quello di un dolce tipico di Orte, che viene realizzato specialmente nel mese di settembre ed è una peculiarità del nostro paese. Molti produttori – continua  Ciocchetti  – che  sono parte della rete producono oli, vini, salumi, ricavati da  maiali locali. Non voglio dimenticare due eventi importantissimi che sono: l’Ottava medievale di Sant’Egidio, che fa parte della rete  pur non essendo un’attività imprenditoriale ma  un’associazione; e il Palio degli Arcieri. Un altro evento di punta è il Venerdì Santo con la processione del Cristo morto che è una delle sfilate più antiche d’Italia a cui prendono parte circa 700 figuranti ortani con incappucciati come i Cirenei con le catene ai piedi. Lavoriamo sul lato commerciale  ma lavoriamo anche sul versante  del turismo perché vogliamo partecipare al rilancio dei piccoli borghi come Orte nell’ambito turistico ed  enogastronomico≫. Gli fa eco Sergio Del Gelsomino, presidente di  Hortae le vieSiamo presenti per  rappresentare il nostro territorio con i nostri prodotti e i nostri servizi. La rete ci ha consentito di crescere e di instaurare una forma di coinvolgimento per creare nuove attività.  Il turismo prima del covid era molto di più, piano piano sta riprendendo e vediamo che è in aumento≫. Sergio Del Gelsomino è il titolare di un’azienda agrituristica che produce in proprio i famosi salumi locali e il cui motto è  “La felicità vien mangiando …” e come non onorare al meglio questa affermazione se non deliziando  con prodotti sani, genuini e soprattutto lavorati con passione e nel rispetto delle tradizioni. ≪Con questa iniziativa – ha dichiarato Vincenzo Peparello, presidente DMO Expo Tuscia – vogliamo promuovere un nuovo modello di sviluppo partecipativo che coinvolge attivamente comunità locali, piccole imprese e artigiani, offrendo loro opportunità di crescita soprattutto per quelle categorie spesso escluse dai circuiti turistici tradizionali≫. Il coinvolgimento delle Reti d’Impresa e delle comunità locali garantiscono la continuità delle tradizioni, stimolando una partecipazione attiva alla valorizzazione del territorio.                  

Choc nell’area del Vulcano Buono: 14enne accoltellato dopo lite

Serata movimentata a Nola, dove un 14enne è stato ferito alla gamba con un coltello durante una lite con un coetaneo avvenuta nella zona del Centro Commerciale “Vulcano Buono”. Il giovane, raggiunto di striscio dal fendente, ha riportato una ferita superficiale ed è stato medicato all’ospedale Santa Maria della Pietà, con una prognosi di dieci giorni. Sull’episodio sta indagando la Polizia di Stato, che sta cercando di ricostruire con esattezza quanto accaduto. Il fatto è avvenuto verso le 22, orario serale nel quale la struttura commerciale registra ancora un alto flusso di clienti, soprattutto nelle aree ristoro e cinema. La dinamica, al momento, non è del tutto chiara: il ragazzo ferito ha riferito agli agenti di conoscere l’autore dell’aggressione e di aver discusso con lui per banali contrasti. Durante il litigio, l’altro adolescente avrebbe tirato fuori un coltello, colpendolo alla gamba. Il padre della vittima ha provveduto a portare il figlio al pronto soccorso. Nonostante le condizioni non siano serie, la vicenda riaccende il dibattito sul crescente fenomeno dei minori che girano armati. Negli ultimi anni, infatti, le forze dell’ordine hanno registrato un aumento preoccupante di reati e violenze che coinvolgono adolescenti, spesso durante il tempo libero e nei luoghi di aggregazione. Coltelli e piccoli strumenti da taglio, facilmente reperibili e difficili da controllare preventivamente, continuano a rappresentare l’arma più utilizzata in risse e aggressioni tra giovanissimi. Un fenomeno che interessa non solo i quartieri del capoluogo partenopeo, ma anche numerosi comuni dell’hinterland, Nola compresa. Le indagini proseguiranno nei prossimi giorni per individuare l’aggressore e valutare eventuali responsabilità penali.

Cimitile, truffa del finto incidente finisce con arresto dopo la fuga

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CIMITILE: Truffa del finto incidente, anziano alle poste per prelevare contante e risarcire la “vittima”. Impiegato comprende tutto e chiama i Carabinieri. 28enne in manette dopo lungo inseguimento Vincenzo Moreno Abbruzzese, 28enne di Avellino, dovrà raccontare al Giudice il suo pomeriggio trascorso nel comune di Cimitile e la messinscena architettata per sottrarre denaro ad un anziano. La storia inizia poco dopo le 14 di sabato. Un 83enne attende il suo turno nell’ufficio postale. All’operatore dietro lo sportello chiede una cospicua somma di denaro. Sarebbero serviti – spiega – per risarcire un uomo che lo attende all’esterno. Racconta di un presunto incidente, avvenuto poco prima proprio con l’auto guidata da quella persona. L’anziano ha già consegnato nelle sue mani una banconota da 50 euro. Non avendo altro contante, è lì per prelevare e coprire i danni arrecati senza coinvolgere le assicurazioni. L’impiegato ascolta tutto e comprende che dietro quella richiesta c’è probabilmente un tentativo di truffa. Temporeggia, alza lo sguardo e nota in strada l’uomo descritto dall’83enne. Poi si allontana e compone il 112, spiegando tutta la vicenda ai carabinieri. Pochi minuti dopo, saranno i militari della stazione di Cimitile a comparire nel retrovisore del 28enne che, consapevole che fossero lì per lui, accelera e fugge. L’inseguimento si protrae per molti chilometri, anche lungo strade strette e trafficate, tra i clacson e lo spavento dei pedoni. Abbandonata l’auto, Abbruzzese scappa a piedi ma viene bloccato e arrestato. In auto la banconota offerta dall’anziano come primo risarcimento di un sinistro stradale mai avvenuto. Il 28enne è ora in camera di sicurezza, in attesa di giudizio.  

Quando Somma rideva con Sarchiapone

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La “Cantata dei pastori” e degli attori che fecero del palcoscenico un luogo di popolo. Gennaro Merone è stato l’ultimo attore sommese a interpretare il ruolo di Sarchiapone nella Cantata dei pastori, la rappresentazione teatrale in versi composta dall’abate Andrea Perrucci alla fine del Seicento. L’impresa non è di poco conto, se si pensa che negli ultimi ottant’anni soltanto tre attori — Ciccillo Sepe, Ciccio Salierno e lo stesso Merone — hanno avuto l’onore e la responsabilità di portare a Somma Vesuviana questo personaggio tanto delicato quanto amato. Fin dagli inizi del Settecento la Cantata veniva messa in scena in molte località della Campania e del Sud Italia durante il periodo natalizio, conquistando un pubblico vastissimo. La trama racconta il tentativo dei diavoli di impedire la nascita di Gesù a Betlemme. Nel racconto si inseriscono le disavventure di Razzullo, scrivano napoletano inviato per un censimento, e di Sarchiapone, barbiere rozzo e sgangherato. Questo personaggio è stato introdotto circa un secolo dopo la pubblicazione del libretto. Il loro linguaggio in napoletano antico, spesso improvvisato, scatenava risate incontenibili, mentre il pubblico non esitava a intervenire fisicamente pur di ostacolare i diavoli nelle loro macchinazioni sceniche. Anche a Somma Vesuviana la Cantata è stata, per tutto il Novecento, un appuntamento irrinunciabile del Natale. Un rito collettivo, un momento di identità condivisa in cui la comunità si ritrovava per rappresentare sé stessa. Alcuni interpreti, grazie alla loro bravura, sono rimasti impressi nella memoria dei cittadini al punto da essere ricordati con il nome dei personaggi che portavano in scena. Su tutti spicca Michele Febbraro, che per oltre quarant’anni ha dato vita a un Razzullo magistrale. Le scene prendevano forma su palcoscenici improvvisati nelle scuole del Casamale o nella chiesa di San Pietro, dove si sono esibiti, tra i tanti: Nicola Polise, Aniello D’Alessandro, Ciro Raia, Salvatore Angrisani, Franco Calvanese, Gianna Raia, Bianca D’Avino, Giovanni Perna, zio Ciro Molaro, Antonio Raia, Ferdinando Aliperta, Vincenzo Di Matteo e Pietro Secondulfo. Erano serate semplici. Si iniziavano le prove a fine settembre, ci si riuniva dopo cena, si rideva, si provava a memoria, si divideva un panino e si affrontava insieme il freddo dell’inverno. Tra quelle tavole nacquero amicizie, legami duraturi, perfino amori. Era un tempo in cui la comunità si muoveva compatta. Bastava l’iniziativa di una persona intraprendente perché tutti si mobilitassero, pronti a offrire ciò che potevano. Non c’erano social, e la colonna sonora era quella dei juke-box dei bar. Ma c’era un tessuto sociale capace di riconoscersi in un gesto corale. Oggi, invece, a Somma operano decine di associazioni che spesso non dialogano tra loro. Il legame comunitario si è assottigliato, e non stupisce che l’ultima rappresentazione della Cantata dei pastori risalga ormai a circa vent’anni fa. Sarchiapone, con la sua comicità ingenua e la sua umanità disarmante, resta così una voce lontana. Un ricordo del passato, un’eco di un mondo semplice e genuino che sembra non poter tornare più.  

L’invito dell’ Azione Cattolica di Nola al voto consapevole: “In politica sono le persone a fare la differenza”

Riceviamo e pubblichiamo Consiglio diocesano dell’Azione Cattolica di Nola ha pubblicato una nota per diffondere un invito al voto libero e consapevole in vista delle prossime Elezioni regionali della Campania, in programma il prossimo 23 e 24 novembre. «Siamo consapevoli delle perplessità che accompagnano questa tornata elettorale: accuse incrociate, accordi preventivi, risposte mancate e “cambi di casacca” molto spesso alimentano quel senso di sfiducia verso la politica che porta ad allontanarsi dell’esercizio della democrazia. Il tutto all’interno di una terra che vive di luci ed ombre, portatrice di una bellezza e di un’umanità che è difficile trovare altrove e che, al contempo, sembra sempre incapace di esprimere pienamente le proprie possibilità, anche perché soffocata da un modo di intendere la politica che spesso preferisce alimentare il clientelismo più che risolvere i problemi. Come cristiani e come laici di Ac, però, non possiamo e non vogliamo rassegnarci: non è astenendosi che si migliorano le cose. Non è astenendosi che si manda un segnale di disapprovazione, anzi: la diminuzione del numero dei votanti fa aumentare il peso specifico dei gruppi di potere che muovono i voti. Lo diciamo chiaramente: se la classe dirigente dei partiti volesse abbassare davvero il numero di astenuti farebbe scelte diverse, perché l’astensione non è più una sorpresa, ma un trend in continuo aumento che si dà per assodato», scrive il Consiglio dell’Ac di Nola che nel testo richiama anche l’appello alla corresponsabilità del Cammino sinodale italiano e dei vescovi della Campania. Il Consiglio dell’Ac di Nola – composto da 21 consiglieri espressione dei settori associativi (Adulti, Giovani, Acr), da 9 membri di presidenza e da 6 rappresentanti dei movimenti associativi (Msac, Mlac, Meic e Mieac) – ha concluso l’appello ricordando che «In politica, così come in ogni ambiente, sono le persone a fare la differenza: facciamo l’esercizio e lo sforzo di conoscere le liste elettorali in prima persona e senza deleghe, capiamo chi sono le persone che si candidano a rappresentarci e votiamo chi ci sembra dare rassicurazioni in più circa la coerenza al Vangelo, il coraggio e la visione».

VOTARE PER ESPRIMERE FIDUCIA NELLA VITA COMUNE E AFFERMARE RESPONSABILITÀ VERSO CHI CI STA ACCANTO E VERSO LE NUOVE GENERAZIONI 

IL TESTO DELLA NOTA
«L’annuncio del Vangelo di Cristo morto e risorto, che si innesta nella storia umana, deve animare la riflessione su nuovi modelli di presenza e di azione della comunità cristiana e dei battezzati nella società italiana» (LAS 4). La politica – nel suo significato di cura della polis – è fondamentale per la costruzione della fraternità e dell’amicizia sociale (cfr. FT 99), per il servizio al bene comune, nella giustizia e nella pace. Cittadini sempre più attivi e consapevoli fanno sì che la democrazia non si trasformi in una serie di procedure senza orizzonte o in un mercato in cui tutto ha un prezzo (Lievito di pace e di speranza: documento di sintesi del cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia, n.26) Poche settimane fa a Roma è terminato il Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia che ha “mostrato che è possibile vivere dinamiche di corresponsabilità in tutto il popolo di Dio, che la corresponsabilità è essenziale alla vita della Chiesa e contribuisce a costruirla” (Lievito di pace e di speranza, n.7). Insomma: la corresponsabilità non è una possibilità, ma un elemento essenziale per la vita della Chiesa e un dovere a cui tutti sono chiamati. Ci colpisce perciò profondamente la dissonanza tra il tempo ecclesiale e il tempo civile che stiamo vivendo: se il primo è, infatti, segnato dalla crescente consapevolezza di quanto la corresponsabilità sia importante, il secondo si contraddistingue per l’astensionismo crescente che ormai caratterizza ogni tornata elettorale. Condividiamo profondamente, quindi, il senso di urgenza che emerge dal Comunicato dei Vescovi della Campania in vista delle prossime elezioni regionali che “rappresentano un tempo decisivo per la vita della Campania. […] Partecipare non è un gesto opzionale: è il segno che crediamo ancora nella possibilità di costruire insieme una terra più giusta, più libera, più fedele alla propria vocazione. Ogni voto esprime fiducia nella vita comune, riafferma la responsabilità verso chi ci sta accanto e verso le nuove generazioni.” Siamo consapevoli delle perplessità che accompagnano questa tornata elettorale: accuse incrociate, accordi preventivi, risposte mancate e “cambi di casacca” molto spesso alimentano quel senso di sfiducia verso la politica che porta ad allontanarsi dell’esercizio della democrazia. Il tutto all’interno di una terra che vive di luci ed ombre, portatrice di una bellezza e di un’umanità che è difficile trovare altrove e che, al contempo, sembra sempre incapace di esprimere pienamente le proprie possibilità, anche perché soffocata da un modo di intendere la politica che spesso preferisce alimentare il clientelismo più che risolvere i problemi. Come cristiani e come laici di Ac, però, non possiamo e non vogliamo rassegnarci: non è astenendosi che si migliorano le cose. Non è astenendosi che si manda un segnale di disapprovazione, anzi: la diminuzione del numero dei votanti fa aumentare il peso specifico dei gruppi di potere che muovono i voti. Lo diciamo chiaramente: se la classe dirigente dei partiti volesse abbassare davvero il numero di astenuti farebbe scelte diverse, perché l’astensione non è più una sorpresa, ma un trend in continuo aumento che si dà per assodato. Perciò pensiamo che astenersi non rappresenti il modo migliore per esprimere il proprio malcontento, ma che, al contrario, sia recandosi alle urne che si possa mandare un segnale chiaro: la voglia di non farsi estromettere dalla scelta dei propri rappresentanti, di non voler rinunciare alla speranza che ci sia un futuro diverso per la nostra terra, di non rassegnarsi al fatto che così debba andare perché “è il nostro destino” e perché “sono tutti uguali”. In politica, così come in ogni ambiente, sono le persone a fare la differenza: facciamo l’esercizio e lo sforzo di conoscere le liste elettorali in prima persona e senza deleghe, capiamo chi sono le persone che si candidano a rappresentarci e votiamo chi ci sembra dare rassicurazioni in più circa la coerenza al Vangelo, il coraggio e la visione. Come sottolineato dai nostri vescovi: “Se la partecipazione è luce che illumina il futuro della nostra terra, l’indifferenza è l’ombra che lo oscura. […] Ogni assenza pesa sul bene comune; ogni partecipazione, invece, diventa seme di speranza, fiducia e impegno condiviso.”

Visone e Vitiello (AVS) a Ottaviano: “Il coraggio di Beneventano guida il nostro impegno”

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riceviamo e pubblichiamo Dalla memoria all’impegno concreto: AVS propone un Osservatorio regionale permanente sulla trasparenza e la legalità nelle amministrazioni locali campane. — Rosario Visone, portavoce regionale dei Verdi e candidato alle elezioni regionali campane del 23 e 24 Novembre con Alleanza Verdi e Sinistra (AVS), ha partecipato all’iniziativa pubblica in ricordo di Mimmo Beneventano tenutasi a Ottaviano, organizzata da un gruppo di cittadini e attivisti civici locali. All’incontro era presente anche Roberta Vitiello, candidata locale di AVS. Durante la commemorazione è stata ricordata la figura di Mimmo Beneventano, medico e politico, consigliere comunale del PCI a Ottaviano, assassinato dalla camorra il 7 Novembre 1980 a soli 32 anni. Beneventano si distinse per il suo impegno civile e politico contro la camorra e per le sue coraggiose denunce degli intrecci tra criminalità organizzata, politica e affari, in un periodo in cui il clan di Raffaele Cutolo esercitava un potere pervasivo sul territorio. La sua vita e la sua morte rappresentano ancora oggi un simbolo di integrità morale, giustizia e amore per la verità. “Ricordare Mimmo Beneventano oggi, a 45 anni dal suo sacrificio, significa ribadire che la buona politica deve essere trasparenza, servizio e coraggio” hanno dichiarato congiuntamente Rosario Visone e Roberta Vitiello. “Beneventano ha pagato con la vita la sua fedeltà ai valori della giustizia sociale e della legalità, opponendosi al potere criminale che soffocava la sua terra. È nostro dovere raccogliere quella eredità, continuando a costruire una Campania libera, pulita e solidale. La memoria non può essere solo celebrazione: deve trasformarsi in impegno quotidiano“- Visone propone l’istituzione di un Osservatorio regionale permanente sulla trasparenza e la legalità nelle amministrazioni locali, promosso da Europa Verde e Alleanza Verdi e Sinistra. L’Osservatorio avrebbe il compito di promuovere percorsi di formazione civica e antimafia nelle scuole, sostenere gli enti locali virtuosi attraverso incentivi e protocolli di legalità, e offrire un canale di segnalazione e supporto per cittadini, amministratori e associazioni. “Vogliamo che la Regione Campania sia in prima linea nella difesa della legalità e della trasparenza amministrativa” hanno concluso Visone e Vitiello. “È il modo più concreto per onorare la memoria di Mimmo Beneventano e per restituire fiducia ai cittadini nella politica come strumento di cambiamento positivo“.

New York omaggia Mia Martini a Times Square

La carriera di Mia Martini è costellata di riconoscimenti internazionali di grande rilievo, fin dai primi anni Settanta. Basti citare “Piccolo uomo” e “Minuetto”, tradotti per i mercati spagnolo, francese, tedesco e sudamericano, oppure ricordare che i suoi primi cinque LP sono stati pubblicati, con copertina diversa da quella proposta per il mercato italiano, anche in Giappone, riscuotendo un notevole successo di pubblico oltre che di critica.

   

Nel 1975 si è aggiudicata il Premio della critica europea a Palma di Maiorca, con un parterre ricco di star internazionali di primissimo livello. Nel 1974 si è esibita al Midem di Cannes eseguendo “Tu t’en vas quand tu veux”, versione francese di “Minuetto”, che le valse l’investitura di Edith Piaf italiana da parte di “Le Figaro”, acclamazione ribadita con fermezza, pochi anni dopo, da Charles Aznavour che volle portare Mia Martini all’Olympia di Parigi (prima artista italiana a varcare quella soglia) a conclusione di una trionfale tournée partita dal teatro Sistina di Roma nel 1977. Per la cronaca le tre date inizialmente previste divennero, a furore di popolo, un mese di repliche. Nello stesso periodo la nostra Mimì ha vinto il premio per la migliore esecuzione con la canzone “Ritratto di donna” al World Popular Song Festival di Tokyo.

 

Nel 1977 (incidendo anche in Inglese il brano “Libera”) e nel 1992 ha rappresentato l’Italia all’Eurofestival (arrivando al quarto posto con “Rapsodia”).

Nel corso della prima metà degli anni Settanta, conquistati dalla sua voce, hanno scritto per lei Chico Buarque de Hollanda e il poeta Vinicius de Moraes.

Tra il 1989 e il 1990, grazie all’evento itinerante “Sanremo in the world”, ha incantato il pubblico di Tokyo, New York (al Madison Square Garden), Canada (Toronto) e Germania (Francoforte). Sempre a Toronto, nel 1993, ha tenuto uno dei concerti più applauditi del suo tour di quell’anno.

Nel 1990, al Festival di Sanremo, Ray Charles ascoltando Mia Martini nel corso delle prove chiese di chi fosse quella voce che gli aveva dato i brividi.

 

Tra le numerose cover di artisti stranieri di brani di Mia Martini citiamo “Flame”, versione inglese di “Almeno tu nell’universo”, cantata da Thelma Houston e “Don’t break my heart”, eseguita da Miriam Makeba e Dizzy Gillespie, ossia la versione inglese della bellissima e struggente “Spaccami il cuore” di Paolo Conte, scritta in esclusiva per Mia Martini e – con un atto di lesa maestà – bocciata dalla commissione selezionatrice del Festival di Sanremo del 1985.

Sono passati trent’anni dalla sua prematura scomparsa, il vuoto incolmabile per la sua assenza è stato in parte risarcito grazie ai continui omaggi televisivi e non, ai premi, agli eventi tributo musicali e teatrali, al florilegio di libri e dischi postumi, ai numerosi luoghi pubblici di ogni tipo a lei intitolati (vie, piazze, giardini, un parco, un anfiteatro, un belvedere).

 

Mia Martini, con la sua arte, non ci ha mai lasciato, entrando di diritto nel mito, nella leggenda, e prova ne è l’ulteriore e significativo riconoscimento a livello internazionale di questi giorni che, come sottolineato, ebbe anche in vita. In Italia, invece, le cose andarono diversamente per note vicende alimentate da certi piccoli uomini e da certe piccole donne dell’ambiente musicale che oggi, al cospetto di quello che questa grande donna e artista è stata capace di seminare e coltivare nel tempo (compreso quello della sua assenza fisica), non possono fare a meno di arrossire o negare, cambiando la narrazione.

 

Da venerdì scorso e per tutto il mese di novembre a New York, presso Times Square, grazie alla campagna di Spotify “Artiste italiane da ascoltare a tutto volume”, campeggeranno foto di Mia Martini nell’anno del trentennale della sua dipartita. Il modo più bello per concludere un anno ricco di celebrazioni, eventi e ricordi a lei dedicati.