Somma Vesuviana, grosso incendio nei pressi della 268

Poche ore fa, su la SS268 all’altezza di Somma Vesuviana, è divampato un incendio provocando una nube nera che sta limitando la visibilità per gli automobilisti. Sul posto i volontari della Protezione Civile dei comuni limitrofi  e i vigli del fuoco

 

Sulla strada statale 268, nella zona di Somma Vesuviana, è divampato un violento incendio che sta interessando le sterpaglie che si trovano ai margini della strada.

Dalle immagini presenti sui social si vede come il rogo si stia propagando rapidamente, provocando una enorme nube di fumo nero che impedisce la visibilità agli automobilisti, mettendoli in pericolo.

Particolare apprensione è per una stazione di servizio situata nei pressi delle fiamme. Sul luogo sono presenti le forze dell’ordine e i vigili del fuoco che stanno provvedendo a mettere in sicurezza l’area e a spegnere l’incendio. Si attendono ulteriori sviluppi.

Fonte foto: rete internet

Somma Vesuviana, tutto pronto per la festa di Sant’Anna: il programma religioso e civile

La Festa di Sant’Anna è uno degli appuntamenti più sentiti e partecipati di Somma Vesuviana. Un evento che va oltre il semplice calendario religioso, diventando un simbolo di identità, appartenenza e condivisione. Ogni anno la comunità si ritrova attorno alla Cappella di Sant’Anna per rinnovare una devozione che affonda le sue radici nella storia del territorio e che continua a essere tramandata di generazione in generazione.
Il programma religioso prenderà il via giovedì 23 luglio con la Santa Messa delle ore 19.30, appuntamento che si ripeterà anche venerdì 24 e sabato 25. Il momento più intenso sarà domenica 26 luglio, giorno della festa liturgica, con la Santa Messa solenne alle ore 8.00, seguita dalla tradizionale processione per le strade del quartiere e dalla celebrazione eucaristica serale delle ore 19.30.
Accanto ai momenti di fede, non mancheranno gli appuntamenti dedicati alla socialità e all’intrattenimento. Sabato 25 luglio, dalle ore 21, spazio alla tradizionale “Perteca” dedicata a Sant’Anna, con le esibizioni delle paranze popolari, seguita alle 22 dal Peppe Sannino Show, spettacolo di cabaret. Domenica 26 luglio, alle 21.30, il pubblico potrà divertirsi con il party musicale anni ’90 e neomelodico di Onda Beat, mentre a seguire si terrà la tradizionale estrazione dei premi. Gran finale lunedì 27 luglio con il concerto di Gianluca Capozzi alle ore 22 e, a mezzanotte, il suggestivo spettacolo pirotecnico.
La Festa di Sant’Anna si conferma così un’occasione preziosa per ritrovarsi, rafforzare il senso di appartenenza al territorio e vivere insieme giorni di fede, tradizione e convivialità. Un patrimonio della comunità sommese che, anno dopo anno, continua a unire famiglie, giovani e anziani nel segno della devozione e della cultura popolare.

Somma Vesuviana: lunedì la presentazione della Festa delle Lucerne

Riceviamo e pubblichiamo: Festa delle Lucerne 2026: il Borgo Casamale torna a illuminarsi Lunedì 27 luglio, alle ore 19.00, la conferenza stampa di presentazione dell’edizione 2026 Somma Vesuviana si prepara a vivere nuovamente la magia della Festa delle Lucerne, una delle più antiche, suggestive e identitarie tradizioni popolari del territorio vesuviano. L’edizione 2026 sarà presentata ufficialmente nel corso della conferenza stampa in programma lunedì 27 luglio, alle ore 19.00, presso la sede dell’Associazione Festa delle Lucerne, in via Campane n. 2, nel centro storico del Borgo Casamale di Somma Vesuviana. La Festa delle Lucerne ritorna ogni quattro anni, in occasione delle celebrazioni dedicate alla Madonna della Neve, trasformando gli antichi vicoli del Casamale in straordinarie gallerie di luce. Migliaia di piccole lucerne di terracotta, alimentate ad olio e disposte su tradizionali strutture geometriche in legno, illumineranno il borgo dando vita a un percorso sospeso tra spiritualità, memoria, cultura popolare e partecipazione collettiva. La manifestazione entrerà nel vivo dal 3 al 5 agosto 2026, preceduta da iniziative culturali, momenti di apertura e attività dedicate alla conoscenza e alla valorizzazione della tradizione. L’intero progetto si svilupperà intorno a quattro parole che interpretano il significato dell’edizione 2026: Memoria, per custodire e trasmettere il patrimonio culturale e umano del Casamale; Legalità, come condizione indispensabile per la crescita e la tutela della comunità; Resilienza, quale capacità del borgo e dei suoi abitanti di resistere, rigenerarsi e mantenere viva la propria identità; Prospettiva, intesa come sguardo verso il futuro e richiamo alle suggestive geometrie luminose che attraversano i vicoli e si moltiplicano all’infinito attraverso gli specchi. I telai portalucerne, realizzati nelle forme del cerchio, del quadrato, del triangolo, del rombo e della spirale, saranno disposti in successione lungo gli antichi vicoli, creando profonde prospettive luminose. La Festa non sarà soltanto uno spettacolo da osservare, ma un rito collettivo costruito attraverso il lavoro di cittadini, artigiani, associazioni e volontari. Un’intera comunità tornerà a riconoscersi nella luce delle lucerne, recuperando saperi antichi e restituendoli alle nuove generazioni. Durante la conferenza stampa saranno illustrate le modalità di svolgimento della manifestazione, il programma delle iniziative, gli interventi organizzativi e le attività culturali e sociali collegate all’edizione 2026. L’incontro sarà moderato da Salvatore Della Pietra, presidente dell’Associazione Festa delle Lucerne. Interverranno: Prof.ssa Silvia Svanera, Sindaco del Comune di Somma Vesuviana; Avv. Raffaele De Luca, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio; Dott. Giovanni Romano, funzionario del Parco Nazionale del Vesuvio; Don Nicola De Sena, parroco in Somma Vesuviana; Ing. Arcangelo Rianna, storico promotore dell’evento. La Festa delle Lucerne rappresenta un patrimonio vivo, capace di unire rito, arte, cultura, sapori, tradizioni e magia. Un appuntamento che restituisce centralità al Borgo Casamale e che, attraverso la luce, rinnova il legame tra la comunità, la propria storia e il futuro. La stampa, le istituzioni, le associazioni e la cittadinanza sono invitate a partecipare. INFORMAZIONI Conferenza stampa Festa delle Lucerne 2026 Lunedì 27 luglio 2026 – ore 19.00 Via Campane n. 2 – Centro storico Borgo Casamale Somma Vesuviana Festa delle Lucerne 3, 4 e 5 agosto 2026 Borgo Casamale – Somma Vesuviana Associazione Festa delle Lucerne Via Campane n. 2 – 80049 Somma Vesuviana

Rubano l’auto a Massa di Somma e scappano all’alt: due fermati a Cercola

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Cercola: rubano un’auto e fuggono all’alt. La Polizia di Stato ha tratto in arresto due soggetti. Nel pomeriggio di ieri, la Polizia di Stato ha tratto in arresto un 20enne ed un 22enne per furto aggravato e resistenza a Pubblico Ufficiale. Nello specifico, gli agenti del Commissariato Ponticelli, durante il servizio di controllo del territorio, nel transitare in via Argine a Cercola, hanno notato due soggetti a bordo di un’autovettura il cui conducente, alla loro vista, ha accelerato improvvisamente la marcia, nonostante gli fosse stato intimato l’alt. Dopo un breve inseguimento, terminato nella medesima via, i prevenuti hanno abbandonato il veicolo nel tentativo di darsi alla fuga a piedi, finché, con non poche difficoltà, non sono stati bloccati dagli operatori. Inoltre, dagli accertamenti di seguito esperiti, i poliziotti hanno accertato che i due avevano asportato l’autovettura sulla quale viaggiavano a Massa di Somma. Per tali motivi, gli indagati sono stati tratti in arresto dal personale operante, mentre il veicolo è stato restituito al legittimo proprietario.  

“Sono stato io”: la confessione del commerciante sulla violenza al 13enne di Casalnuovo

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Si è costituito alle autorità il 45enne che, secondo l’ipotesi investigativa, lo scorso giugno avrebbe violentato un 13enne a Casalnuovo, nel retro del suo negozio, dopo essersi guadagnato la fiducia del minore.

L’uomo si era recato in commissariato per denunciare gli insulti ricevuti sui social da alcuni hater, che avrebbero coinvolto anche la figlia.

Nel tentativo di difendersi dalle accuse, secondo quanto emerso, avrebbe poi confessato agli investigatori, raccontando di aver riferito quanto accaduto prima alla moglie e successivamente alle autorità.

La confessione sarebbe stata ribadita anche davanti al gip del Tribunale di Nola, Teresa Valentino.

Nel corso dell’interrogatorio, il 45enne avrebbe inoltre fornito elementi sulla propria vita personale, informazioni che sono ora al vaglio degli inquirenti.

Avrebbe aggiunto di aver preso in considerazione anche l’ipotesi del suicidio dopo l’episodio. Parallelamente, il 13enne sarebbe stato ascoltato con le modalità previste per l’audizione protetta.

La vicenda ha scosso l’intera comunità di Casalnuovo, che attende risposte e giustizia attraverso il lavoro degli inquirenti e della magistratura.

“La meccanica delle ragazze”: quando il cuore si rompe e bisogna imparare a ripartire

Raffaella R. Ferré sarà una delle ospiti della seconda edizione del festival letterario “Castello di carta”, che si terrà sabato 5 e domenica 6 settembre al Teatro Summarte di Somma Vesuviana (Na). Per l’occasione la scrittrice presenterà al pubblico, domenica 6 settembre alle ore 11:30, il suo ultimo romanzo “La meccanica delle ragazze”, pubblicato da Colonnese Editore. Avete presente quello stato in cui si avverte il trascorrere del tempo, consapevoli di non appartenere più al passato, ma non riuscendo a vivere il presente? Cosicché, futuro e cambiamento, pure riconosciuti come inevitabili, spaventano. Sì, proprio quella sensazione in cui, almeno una volta – sono certa – tutti noi ci siamo fermati sulla soglia, come seduti in una sorta di sala d’attesa, non riuscendo ad ammettere la conclusione di un “capitolo” della nostra esistenza. Aggrappandoci, inevitabilmente e nostalgicamente, a qualcosa che non esiste più, finendo sospesi in un limbo di struggente bisogno. Un girone infinito, dove vorremmo appagare quella mancanza con i ricordi e il “Se avessi”, che si accomuna al “Se potessi”, e a tanti altri numerosi “Se” che si susseguono, ingabbiando le nostre giornate. Ecco, tutto ciò ha un nome. In filosofia, antropologia e psicologia il fenomeno viene chiamato liminalità (in inglese, liminality) e deriva dal latino limen, che significa “soglia”. Per alcuni è una fase di smarrimento, per altri un’opportunità di trasformazione. Cosa lo scatena? Lo possiamo attraversare dopo un lutto, una separazione, un cambio di lavoro, un trasferimento o qualsiasi evento che ci costringa a ridefinire noi stessi, a crescere. Superare questo stato significa anche imparare a stare per un po’ in quel “corridoio” tra ciò che non siamo più e ciò che non siamo ancora. “Ci vorrebbe un libro…” per rappresentare questa condizione. In effetti ne conosco uno, in cui la protagonista resta “ferma”. No, non immobile nel senso fisico del termine! Bloccata, piuttosto, in quel territorio ambiguo che separa ciò che è stato da ciò che potrebbe ancora essere. Il suo nome è Agostina e la conosciamo grazie all’ultimo romanzo di Raffaella R. Ferré “La meccanica delle ragazze” edito da Colonnese (200 pagine, pubblicato il 29 maggio 2026, costo 12,00 €). Il testo trasforma un’attesa sentimentale in una riflessione sul difficile mestiere di diventare adulti. La storia è quella di una donna di quarant’anni – Agostina Carbone, appunto – brillante e capace di osservare il mondo con intelligenza e autoironia. Eppure, sembra intrappolata in un sentimento che il tempo non è riuscito a consumare del tutto per Mattia Lamerge (ironicamente e con evidente rancore, ribattezzato “Mattia Lamerda”). Nel romanzo si legge infatti: “Mattia Lamerge. Un figlio illustre verso il proprio destino brillante”, ma poco dopo viene specificato che per le amiche di Agostina, (Giovanna, Titti, Emma e Marina), lui è proprio Lamerda“, per il modo in cui ha trattato la donna e per la sofferenza che le ha causato. Un’etichetta vera e propria che supera il semplice insulto personale. Infatti, diventa una sorta di categoria simbolica: un nome collettivo, quasi interscambiabile, con cui identificare tutti quegli uomini (e più in generale tutti quei partner) che hanno agito in modo scorretto, lasciando ferite e dolore nelle persone che avevano accanto.

All’autrice ho chiesto subito se ha avuto più paura di rendere Mattia umano o di rendere Agostina imperfetta. «Mattia umano era necessario – mi ha risposto – un “villain” puro non avrebbe spiegato e non sarebbe servito a niente. La vera sfida era rendere Agostina imperfetta senza farla diventare antipatica. Volevo che lettrici e lettori la riconoscessero, non che la giudicassero, e sono felice che stia accadendo.»

Quindi, viene spontanea la domanda: Agostina aspetta Mattia o aspetta la versione di sé stessa che esisteva quando lo amava? «Credo che Mattia sia solo la scusa più convincente che Agostina ha trovato per non doversi “aggiornare”. – Ci rivela l’autrice – Quello che aspetta davvero è una versione di sé ancora (o di nuovo) capace di sentire, vedere e cogliere le possibilità che si trova davanti. È qualcosa che viene dal passato, prima che imparasse a chiamare “scelta” ciò che in realtà era una resa». Agostina, apparentemente una donna indipendente che vive a Napoli da sola, porta ancora addosso il peso silenzioso delle proprie origini. Figlia del meccanico di paese, ormai scomparso da tempo, nella storia finisce spesso a parlare di motori che si inceppano. Così, tra guasti improvvisi e riparazioni impossibili, con veicoli che continuano a funzionare nonostante l’usura, la metafora con il funzionamento – spesso irrazionale –  del cuore umano è servita. La vecchia Panda su cui si muove è un esempio. Curata con dedizione quasi affettiva, finisce per diventare il simbolo di una resistenza emotiva che sfida il tempo e la stessa logica. «Le automobili almeno ti dicono quando qualcosa non va: una spia, un rumore strano, la luce interna che smette di funzionare. Le persone, invece, continuano ad andare avanti fingendo sia tutto a posto. Forse la vera metafora “meccanica” del romanzo sta tutta nel capire quando è il caso di fermarsi prima di restare a piedi.» Specifica Ferré. L’autrice dimostra una notevole abilità nel dosare registri differenti. Il romanzo alterna momenti di grande intensità a passaggi ironici. La pioggia che accompagna le prime pagine, le strade di montagna, gli ulivi battuti dal temporale, l’abitacolo di una vecchia Panda diventano scenografia che riflette il tumulto interiore della protagonista. Allo stesso tempo, i dialoghi con le amiche, intrisi di quell’affetto ruvido e sincero rendono tutto più divertente e spensierato. Poi c’è la provincia che riflette comunità e giudizi, appartenenza e desiderio di evasione. Ma, quindi, è un luogo geografico o uno stato dell’anima da cui è impossibile andarsene del tutto? «Entrambe le cose, e questa è la trappola. – Rivela l’autrice – Perché puoi prendere la Panda e andartene  (Agostina l’ha fatto e con una certa determinazione) ma la provincia ti resta dentro. Non è solo il posto da cui sei partita: è il modo in cui hai imparato a stare al mondo, il ritmo con cui misuri le cose, la soglia di quello che ti sembra normale aspettare e quella calibrazione di fondo resta lì.»

La meccanica delle ragazze parla della difficoltà di lasciare andare ciò che ci ha definiti. Si focalizza su quelle narrazioni che costruiamo su noi stessi e che spesso finiscono per imprigionarci. Proietta su chi legge quella sensazione amara e universale di voler ricevere una spiegazione, una chiusura, una parola capace di dare senso a ciò che è accaduto. Tuttavia, più di ogni altra cosa, parla dell’illusione che qualcun altro possa consegnarci la pace che dovremmo trovare da soli. Dunque, se Agostina potesse leggere, quale pagina chiuderebbe senza avere il coraggio di rileggere?

«Forse, ed è difficile dirlo senza fare spoiler, una ben precisa pagina del finale in cui si ritrova seduta sull’asfalto rovente: non perché sia la più dolorosa, ma perché è anche l’unica in cui è completamente sola con se stessa, senza nessuna storia da raccontarsi.» Confessa Ferré. «Si smette di amare quando si smette di raccontarsi la storia di quell’amore. Il problema è che certe storie le sappiamo a memoria, non ci appassionano e non ci stupiscono più, eppure continuano ad esercitare su di noi un certo fascino: quello dell’ultima parola, del colpo di scena, dell’insperato lieto fine.»

Alla fine del romanzo si ha la sensazione che Agostina non abbia esaurito tutto ciò che ha da dire, ma Raffaella R. Ferré non ha dubbi: « Al momento è una suggestione del lettore, e mi fa molto piacere che esista perché Agostina ha ripreso il volante, ma il suo viaggio non è ancora terminato e la strada è ancora lunga. Per ora la lascio procedere, poi si vedrà.»

Intanto, se Agostina sta imparando solo adesso a guardare al futuro, la sua creatrice non ha mai smesso di progettarne uno. «Ho un’idea che mi gira in testa già da un po’ e, come sempre, aspetto che si decida a diventare qualcosa di più preciso. Le storie che vale la pena raccontare di solito fanno così, arrivano quando sono pronte. Nel frattempo continuo a scrivere su giornali e riviste di fenomeni sociali, piccole ossessioni quotidiane, relazioni e tutto quello che non torna.» 

Clan e scommesse, colpo della Finanza: sequestri e misure per gli indagati

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Nuovo colpo al presunto sistema economico riconducibile al clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia. Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un’ordinanza di misura cautelare emessa dal gip del Tribunale di Napoli, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di diverse persone gravemente indiziate di far parte di un’organizzazione dedita a una serie di attività illecite.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, gli indagati dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, trasferimento fraudolento di valori, esercizio abusivo dell’attività di gioco e scommesse, autoriciclaggio, violazione degli obblighi della sorveglianza speciale ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, con l’obiettivo di favorire il clan D’Alessandro, storica organizzazione camorristica attiva nel territorio stabiese.

Le indagini avrebbero consentito di ricostruire l’esistenza di una struttura organizzata che gestiva una raccolta illecita di scommesse attraverso piattaforme telematiche. Per occultare la reale titolarità delle attività sarebbero stati utilizzati schemi societari intestati a prestanome, mentre i proventi ottenuti sarebbero stati successivamente reinvestiti.

Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, l’Autorità Giudiziaria ha disposto anche il sequestro preventivo di quote societarie, complessi aziendali ed esercizi commerciali ritenuti collegati all’attività investigativa.

La Guardia di Finanza sottolinea che il provvedimento è stato emesso nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati, pertanto, devono ritenersi presunti innocenti fino all’eventuale sentenza definitiva di condanna.

Rissa per motivi passionali, poi l’investimento e gli spari: arrestato per tentato omicidio, nei guai pure i figli

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CARDITO – Una lite sfociata in violenza, con un colpo di pistola esploso contro un’auto in fuga. È quanto accaduto in via Ugo Foscolo, dove i carabinieri della Compagnia di Caivano hanno arrestato un 63enne con l’accusa di tentato omicidio.

Secondo quanto ricostruito dai militari, anche grazie ai filmati delle telecamere di sorveglianza presenti nell’abitazione della famiglia coinvolta, tutto sarebbe nato da un diverbio legato, con ogni probabilità, a questioni sentimentali.

La discussione avrebbe coinvolto un 51enne di Cardito e uno dei figli del 63enne. Dalle parole si sarebbe passati rapidamente alle mani, con l’intervento degli altri familiari che avrebbero preso parte alla colluttazione.

Successivamente il 51enne, nel tentativo di lasciare il luogo dell’aggressione a bordo della propria vettura, avrebbe cercato di investire il padre dei due uomini. Il 63enne avrebbe quindi impugnato un revolver calibro 22, regolarmente detenuto, facendo fuoco e colpendo il faro anteriore dell’auto.

L’uomo è stato arrestato per tentato omicidio e condotto nel carcere di Poggioreale. I due figli, rispettivamente di 38 e 36 anni, sono stati denunciati per rissa e lesioni personali, mentre il 51enne dovrà rispondere di rissa e minacce aggravate.

Marigliano, Fondi S.I.E.I, in fase di ultimazione i lavori alla scuola dell’Infanzia “Gigante”

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riceviamo e pubblichiamo

Per la prima volta, le risorse del Sistema Integrato di Educazione e Istruzione 0-6 anni (S.I.E.I.) assegnate annualmente al Comune di Marigliano vengono programmate e utilizzate in tempi rapidi, trasformando i finanziamenti statali e regionali in interventi concreti per scuole e servizi educativi del territorio.

Il Sistema Integrato di Educazione e Istruzione 0-6 anni rappresenta uno strumento strategico per sostenere asili nido e scuole dell’infanzia, sia pubbliche che private, attraverso fondi destinati alla gestione dei servizi, alla riqualificazione degli edifici e al miglioramento degli spazi educativi.

Nel caso di Marigliano, l’amministrazione comunale ha avviato una complessiva attività di recupero, riprogrammazione e utilizzo delle risorse accumulate negli anni precedenti.

Per il periodo 2019-2023, circa 650mila euro inizialmente non utilizzati per la gestione del nido di via Firenze sono stati riprogrammati nel maggio 2026 e saranno destinati allo stesso servizio in vista della prossima apertura della struttura, con copertura prevista per il quinquennio 2026-2031.

Per il 2024, circa 150mila euro destinati all’arredo dei nuovi nidi di via Cappella e dell’area mercato stanno per essere impiegati secondo la programmazione prevista, in parallelo con l’ultimazione dei lavori fissata entro il 31 dicembre 2026.

Particolarmente significativo il dato relativo ai fondi 2025, pari a 140.456 euro, destinati alla riqualificazione della scuola dell’infanzia “Gigante”. Le risorse, comunicate dalla Regione Campania nell’agosto 2025, sono state programmate dal Comune già nel mese di settembre e definitivamente approvate a novembre.

I lavori di riqualificazione sono in corso presso il plesso “Gigante” e proseguono secondo il cronoprogramma stabilito. A settembre sarà restituita alla comunità scolastica una struttura più bella e funzionale, pronta per l’avvio del nuovo anno scolastico.

“Parliamo di un cambio di passo importante – sottolinea l’amministrazione comunale – perché per la prima volta le risorse S.I.E.I. vengono trasformate rapidamente in progettazione e interventi concreti. Recuperare fondi rimasti fermi per anni e utilizzarli per scuole, asili e servizi educativi significa investire realmente nel futuro della città e dei bambini”.

 

Saviano, Guinness World Record per il “Migliaccio” più grande del mondo

Riceviamo e pubblichiamo

La città del Carnevale punta al raggiungimento del Guiness Word Record realizzando il tipico dolce del carnevale più grande del mondo dell’ambito delle manifestazioni legate al Carnevale 2027.

L’idea è nata da un gruppo di amici (Gennaro Tufano, Nello Fontanella, Domenico Fidanzio, Peppe Pierro e Pasquale Napolitano) con la Pro-Loco il “Campanile” APS  di Saviano, guidata dal presidente Peppe Pierro, quale Associazione capofila in collaborazione con le Associazioni per il supporto alla disabilità, Istituti Professionali Alberghieri e Associazioni del territorio e la collaborazione del Pastry Chef Armando Pascarella.

Il primo atto è stato quello di iscrivere il tentativo al Guiness Word Record per la realizzazione del “Migliaccio” più grande del mondo che non mira soltanto al primato gastronomico, ma si fonda su un profondo valore sociale. I veri protagonisti del record saranno i ragazzi speciali delle associazioni di volontariato e degli istituti scolastici del territorio.

I ragazzi speciali non saranno spettatori, ma artefici in prima persona del primate per  abbattere le barriere dimostrando così che la cooperazione e il lavoro di squadra superano ogni diversità,ma artefici in prima persona del primato.

“L’obiettivo è quello di offrire ai ragazzi un contesto stimolante e altamente formativo, affiancati dagli studenti e dai docenti delle scuole alberghiere, per valorizzare le loro abilità manuali, relazionali e creative”, dicono gli organizzatori.

Sfruttare insomma la grandissima visibilità del Carnevale di Saviano e del palcoscenico del Guinness dei Primati per lanciare un messaggio universale di inclusione e solidarietà.

“La partecipazione dei ragazzi sarà attiva e strutturata in ogni momento chiave dell’evento – affermano gli organizzatori – nelle settimane precedenti l’evento, le cucine delle scuole alberghiere ospiteranno laboratori di pasticceria inclusiva. Gli studenti degli istituti e i ragazzi speciali delle associazioni lavoreranno fianco a fianco, in coppie o piccoli gruppi, per preparare l’impasto e cuocere i moduli di migliaccio. Questa fase favorirà la nascita di legami di amicizia e lo scambio di competenze”.

Per Adesso si lavora sulle misure e sulla logistica, il dolce sarà realizzato lungo via Antonio Ciccone, la strada lunga 200 metri che congiunge piazza Ciccone con piazza Vittoria, sul circuito storico della sfilata dei carri allegorici.

L’organizzazione è partita con un clima che accompagnerà tutto l’evento fino all’assemblaggio e al decreto di validità del giudice.  Il taglio ufficiale della prima fetta sarà affidato proprio ai ragazzi speciali.