Quattro studentesse del Liceo Colombo di Marigliano trionfano nel pattinaggio artistico

Quattro eccellenze del nostro territorio hanno trionfato conquistando l’oro nella competizione Artistic World Cup Final di Cesena 2026.

 

È un risultato straordinario che ha portato il nostro territorio ad un livello superiore. Le ragazze sono originarie della zona nolana e studentesse del Liceo Cristoforo Colombo di Marigliano.

Le atlete della scuola di pattinaggio “Alusia” hanno conquistato la medaglia d’oro alla Artistic World Cup Final di Cesena 2026, nella categoria Quartets Junior, con il quartetto “Scintille” e un’esibizione elegante ma allo stesso tempo potente che ha incantato i giudici.

Il gruppo è composto da quattro ragazze: Diletta Russo, di Marigliano frequentante la 3ª Architettura indirizzo Artistico; Lucilla Liccardi, di Nola frequentante la 3ª Architettura, indirizzo Artistico; Anna Amato, di San Vitaliano frequentante la 3ª B Scienze Umane e Elena Menditti, di Scisciano frequentante la 2ª B Linguistico.

La loro esibizione ha ammaliato il pubblico e la giuria con un’interpretazione artistica eccezionale, con coordinazione e armonia di gruppo frutto di tantissimo lavoro e allenamento costante e una tecnica spettacolare. Grazie ai loro sacrifici hanno conquistato l’oro e hanno portato in alto il nome dell’area nolana.

Tutta la comunità del Liceo Colombo, seconda casa delle ragazze, ha festeggiato per il risultato delle ragazze e ha espresso con un post tutta la stima e l’orgoglio per la vittoria firmata Marigliano: “Orgoglio del Liceo Colombo!

Le nostre alunne-atlete Russo Diletta e Liccardi Lucilla, entrambe della classe 3ª Architettura dell’indirizzo Artistico, insieme alle compagne Anna Amato della 3ª B Scienze Umane ed Elena Menditti della 2ª B Linguistico, hanno conquistato uno straordinario traguardo sportivo, aggiudicandosi la medaglia d’oro all artistic world cup final con il loro quartetto di pattinaggio artistico!

Un risultato eccezionale che premia talento, impegno, sacrificio e passione.

A loro vanno le più vive congratulazioni da parte di tutta la comunità scolastica per questo prestigioso successo internazionale.”

Anche il sindaco di Scisciano, Antonio Ambrosino, si è congratulato con le ragazze e in particolare con Elena Menditti: “Un risultato straordinario riempie di orgoglio la nostra comunità. Elena Menditti, giovane atleta di Scisciano e studentessa del Liceo Cristoforo Colombo, ha conquistato la medaglia d’oro alla World Cup 2026 di pattinaggio artistico insieme alle sue compagne Anna Amato, Diletta Russo e Lucilla Liccardi. Quattro ragazze, quattro talenti, un’unica grande impresa: salire sul gradino più alto del podio e portare in alto il nome della propria scuola, delle proprie comunità e dell’intero territorio.”

Un pensiero è andato anche ai genitori della ragazza: “A Elena va il plauso più sincero dell’Amministrazione comunale e di tutta Scisciano. Un abbraccio e un sentito complimento ai genitori, Gianluca Menditti e Cinzia Iorio, che con amore, presenza e sacrificio accompagnano ogni giorno il percorso della propria figlia.”

In conclusione il Primo Cittadino ha fatto i complimenti anche alle altre ragazze e agli allenatori: “Risultati come questo non nascono mai per caso: sono il frutto di disciplina, passione, talento e determinazione. Quando una giovane atleta di Scisciano raggiunge un traguardo così prestigioso, vince tutta la nostra comunità. Brava Elena, brave ragazze: continuate a sognare in grande. Scisciano è orgogliosa di voi.”

Repubblica, res publica: il significato di questa parola sacra è stato “tradito” fin dal primo momento

Nel 1948 Luigi Einaudi disse: “La libertà economica è la condizione necessaria per la libertà politica. Non le lotte o le discussioni devono impaurire, ma la concordia ignava e l’unanimità dei consensi.” Sandro Pertini, celebrando il 2 giugno, dichiarò: “La libertà senza giustizia sociale non è che una conquista fragile, che concede la libertà di morire di fame La corruzione è una nemica della democrazia tanto quanto il fascismo. Chi ruba il denaro pubblico ruba la speranza dei cittadini e calpesta la Costituzione.” Correda l’articolo l’immagine di un quadro di R. Magritte: “Riproduzione vietata”.   Cicerone spiegò che “res publica “significa: “Lo Stato è il popolo, e il popolo è lo Stato”, ma ammise che la ristretta cerchia dei “potenti” non solo tende a servirsi degli organi dello Stato per “coltivare” gli interessi dei pochi, anche a costo di violare i diritti fondamentali del popolo, ma fa in modo che l’opinione pubblica non abbia notizia alcuna di questi “traffici”. Mi auguro che gli alunni dei nostri Licei leggano ancora qualche passo delle orazioni che Cicerone pronunciò contro Verre.   Dunque, fin dai tempi della democrazia ateniese non c’è scrittore che non abbia dedicato qualche riflessione all’arte politica della “disinformazione”: a partire dall’Ottocento gli intellettuali hanno cercato le immagini più vive per spiegare ai lettori che il tradizionale esercizio politico della “disinformazione” si perfezionava senza sosta in arte della “manipolazione”, sfruttando la stampa, e poi il cinema e la radio, e poi la TV e gli strumenti della comunicazione “social”. Uno dei più importanti intellettuali “napoletani” della seconda metà dell’‘800, Vittorio Imbriani, arrivò a dire che bisogna diffidare perfino di chi dice insistentemente la verità: egli sta preparando qualche trappola. Ma di Imbriani parleremo nel prossimo articolo, sperando che una severissima intellettuale di Pomigliano d’Arco non mi accusi di essere un presuntuoso, perché ho osato scrivere di Imbriani, senza aver pubblicato su questo grande scrittore nemmeno un opuscolo.   Sulle armi politiche della “disinformazione” e della “manipolazione” dell’opinione pubblica Umberto Eco ha scritto pagine memorabili e illuminanti: mi riferisco in particolare all’articolo “L’illusione della verità”, uscito sull’ “Espresso” nel 1969, che scatenò una polemica a cui parteciparono Piero Ottone, Indro Montanelli, Eugenio Scalfari e Giorgio Bocca: il tema della contesa era la definizione del concetto di “obiettività”, ma i contendenti non trovarono l’accordo.  Nel 1972 Eco pubblicò il “Televisionario” e in questo articolo scoppiettante elencò le dieci regole della Manipolazione televisiva: “1) Si commenta solo ciò che si può e si deve commentare: 2) La notizia veramente orientata non ha bisogno di commento scoperto, ma si basa sulla scelta degli aggettivi e su un accorto gioco di contrapposizione. 3) Nel dubbio meglio tacere. 4) Metti la notizia scomoda dove nessuno l’aspetta più. 5) Non dire mai polenta quando puoi dire pasticcio di mais. 7) Esponiti solo se il governo si è già esposto. 8)Non tacere mai l’intervento di un ministro. 9) Le notizie importanti debbono essere solo dette a voce, quelle irrilevanti possono e debbono essere filmate. 10) Si fanno vedere le cose importanti, solo se avvengono all’estero.”.   Se Umberto Eco fosse ancora tra i vivi, modificherebbe forse le regole 8 e 10, perché ci sono stati “interventi” di ministri che i “manipolatori” televisivi hanno “dimenticato” di trattare per non danneggiare ulteriormente l’immagine di quei ministri, e perché l’“estero” è fatto anche di Paesi amici a cui vendiamo i fucili – i fucili da caccia, intendo – e di Paesi che ci possono strangolare con la “trumpetta” – termine vesuviano che indica la “trombetta” – dei “dazi”. Ho fatto solo due esempi. Nel 2018 la Commissione Europea ha definito la “disinformazione “come la divulgazione volontaria di “informazione rivelatasi falsa, imprecisa o fuorviante, concepita, presentata e diffusa a scopo di lucro o per ingannare intenzionalmente il pubblico, e che può arrecare un pregiudizio pubblico”, e Stephen McKay ha sentenziato dalla sua cattedra universitaria che disinformazione e manipolazione stanno “aprendo” ferite assai gravi nel corpo della democrazia, soprattutto perché indeboliscono la compattezza del sistema sociale: e nei “vuoti” del sistema entrano fiumi di “fake news”, in particolare quelle “notizie false” di cui chi sta al potere e controlla gli organi di comunicazione di massa si serve per “demonizzare” gli avversari. Ma non tutti gli studiosi condividono questo catastrofico pessimismo. Ne parlerò nel prossimo articolo.        

Acerra, in Municipio il Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza dopo le sparatorie

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ACERRA – Si è da poco concluso il Comitato per l’Ordine Pubblico e la Sicurezza convocato dal Prefetto di Napoli Michele di Bari a seguito di alcuni episodi criminosi che si sono verificati di recente nella Città di Acerra. La riunione del Comitato si è svolta nella sede del Municipio di Acerra in viale della Democrazia a testimonianza della massima attenzione che il Prefetto di Napoli ripone nei confronti di Acerra. “Un vertice senz’altro positivo – sottolinea il sindaco Tito d’Errico – dove c’è stata una più approfondita valutazione delle attività svolte e di quelle in corso che vedono una piena sinergia tra Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza con il supporto della nostra Polizia Municipale. Nel corso del tavolo, infatti, è emersa la rilevanza del sistema di videosorveglianza comunale a sostegno delle investigazioni. Ringrazio il Prefetto Michele di Bari per aver voluto che questa riunione si svolgesse nella nostra casa comunale: un segnale forte per un presidio di legalità, fiducia ed ascolto, una chiara dimostrazione della vicinanza delle massime istituzioni per garantire la sicurezza dei cittadini”. 

Tragedia al ristorante, muore per le esalazioni dopo spurgo

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  ERCOLANO – Un nuovo incidente sul lavoro scuote il territorio vesuviano. Nel pomeriggio di oggi un operaio di 58 anni, Raffaele Magri, ha perso la vita mentre era impegnato in un intervento di manutenzione all’interno di un ristorante situato in via Benedetto Cozzolino, strada che collega diversi comuni dell’area vesuviana.   Secondo le prime informazioni raccolte dagli investigatori, l’uomo stava effettuando operazioni di pulizia e spurgo di una fossa biologica quando sarebbe stato colto da un improvviso malore. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti vi è quella di un’intossicazione provocata dai gas sviluppatisi all’interno del pozzo durante le attività di manutenzione.   Le persone presenti sul posto hanno immediatamente richiesto l’intervento dei soccorsi, ma per il lavoratore non c’è stato nulla da fare. I sanitari giunti sul luogo dell’incidente hanno potuto soltanto constatarne il decesso.   Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Tenenza di Ercolano, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. L’area interessata dall’incidente è stata posta sotto sequestro per consentire tutti gli approfondimenti necessari.   Le verifiche riguarderanno anche il rispetto delle norme previste per gli interventi in ambienti confinati e la presenza dei dispositivi di protezione individuale obbligatori. Gli investigatori stanno inoltre accertando la posizione lavorativa della vittima e verificando se l’attività fosse svolta nel pieno rispetto delle disposizioni vigenti.   La tragedia riporta l’attenzione sui rischi legati agli interventi nei sistemi fognari e nelle cavità sotterranee, ambienti particolarmente pericolosi a causa della possibile presenza di sostanze tossiche e della carenza di ossigeno. Un settore nel quale, nonostante le normative esistenti, continuano purtroppo a registrarsi incidenti spesso dalle conseguenze drammatiche.

Donne delle pulizie “ripuliscono” il ristorante ma di bottiglie e cibo

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  Volla: ristorante pulito e ripulito. Carabinieri arrestano due donne     I carabinieri della stazione di Volla hanno arrestato per furto una 50enne e una 43enne, entrambe della zona e già note alle forze dell’ordine.   Volla, noto ristorante di via Sanzio. Le donne entrano ogni mattina. Hanno Le chiavi del ristorante perché fanno parte della squadra incaricata delle pulizie.   Qualcosa non convince il titolare. Bottiglie che spariscono, confezioni di cibo mancanti, scorte che diminuiscono senza una spiegazione apparente.   L’imprenditore sospetta che qualcuno stia rubando nel suo locale e decide di affidarsi ai carabinieri denunciando l’accaduto.   I militari organizzano un servizio ad hoc. Alle prime luci dell’alba sono nascosti nei pressi del ristorante. Le donne arrivano, entrano nel locale e, poco dopo, escono portando con loro una grande busta nera.   Con apparente tranquillità aprono il bagagliaio dell’auto e caricano la busta. Non sapevano di essere osservate.   I carabinieri decidono di intervenire. Bloccano le donne e scoprono che all’interno della macchina c’erano cibi e bevande per un valore di 1600 euro circa.   La merce è stata riconsegnata al titolare.   Le donne arrestate, sono ora in attesa di giudizio.

Somma al ballottaggio, Antonio Granato chiarisce: “Respingo accuse e falsità, i cittadini giudichino i fatti”

Riceviamo dal candidato sindaco Antonio Granato e pubblichiamo
In merito all’articolo apparso nella sezione “riceviamo e pubblichiamo” apparto sulla testata “Il Mediano” dal titolo “Somma Vesuviana, toni urlati e abiti fuori misura: la metamorfosi dei candidati verso il ballottaggio”, intendo precisare e smentire categoricamente le ricostruzioni ivi riportate, che appaiono palesemente distorsive della realtà.
Respingo con fermezza l’accusa di aver utilizzato toni urlati o di aver reso aggressiva la campagna elettorale.
Chi mi conosce, nella vita privata come nel percorso politico, sa bene che la ricerca del confronto civile e il rispetto dell’interlocutore sono sempre stati i capisaldi del mio agire.
La mia condotta è rimasta coerente con un’indole che non contempla la sopraffazione verbale né l’aggressività.
Al contrario, la mia unica richiesta è stata quella di un confronto pubblico con la candidata Silvia Svanera, lasciando peraltro a lei la piena libertà di definire tempi, modi e regole del dibattito, proprio a dimostrazione di una totale apertura al dialogo.
Smentisco categoricamente la realizzazione, da parte mia, di questa vignetta che sta circolando nelle ultime ore. Prendiamo le distanze da chi utilizza l’intelligenza artificiale per distorcere la realtà.
Noi non abbiamo posto nessun attacco, ma ribadisco: abbiamo chiesto solo un confronto.
Infine, riguardo alle “accuse” circa il mio ruolo nella precedente amministrazione, desidero ribadire che la mia funzione di Presidente del Consiglio è stata sempre guidata dal rigoroso rispetto del regolamento e da un’imparzialità super partes.
È opportuno ricordare che la difficile condizione in cui versa l’ente fu determinata proprio da quei consiglieri, riconducibili al Partito Democratico, e oggi già eletti nella coalizione della stessa Svanera, che, assentandosi strategicamente, decretarono la paralisi amministrativa.
Invito i cittadini di Somma Vesuviana a guardare ai fatti e ai programmi, non alla propaganda costruita per distorcere la realtà. Tutti vogliamo solo il bene del nostro territorio. Tutti continueremo a vivere questa città.

Scomparsa da Pomigliano, ansia diventa tragedia: Imma trovata morta

Questa mattina i carabinieri della Compagnia di Poggioreale hanno rinvenuto il corpo senza vita di una giovane donna all’interno del Centro Direzionale di Napoli.

Dopo le verifiche e le successive operazioni di identificazione, è stato accertato che si tratta di Immacolata Panico, 22enne originaria di Pomigliano d’Arco. La giovane risultava scomparsa dalle 10 del mattino di  di ieri, domenica 31 maggio quando i familiari avevano lanciato appelli sui social per ritrovarla. L’ultimo avvistamento sarebbe stato nei pressi della Torre Ferlaino, nell’isola B8, dove nei pressi è stato ritrovato il corpo.

Circola inoltre un audio, non ancora verificato ufficialmente, in cui la ragazza si rivolge ai propri familiari con alcune frasi che fanno ipotizzare uno stato di forte disagio personale, non si esclude il gesto estremo.

Sono in corso gli accertamenti da parte delle forze dell’ordine per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti.

Volla, 12enne in ospedale dopo essere stato picchiato dal branco

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  VOLLA – Non solo la violenta aggressione ai danni di un dodicenne. L’episodio avvenuto nei giorni scorsi in via Aldo Moro ha riportato al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nell’area che rappresenta il principale punto di ritrovo serale della città. Negli ultimi anni la strada, situata a pochi passi dalla sede comunale e caratterizzata dalla presenza di numerose attività commerciali, è diventata il fulcro della movida locale. Nelle ore serali e durante i weekend centinaia di ragazzi affollano marciapiedi e spazi pubblici, creando un contesto spesso difficile da gestire. Secondo quanto riferito da residenti e genitori, non si tratterebbe di un caso isolato. Nella zona sarebbero sempre più frequenti episodi di bullismo, discussioni, aggressioni verbali e comportamenti pericolosi. Tra le segnalazioni ricorrenti ci sono gruppi di giovanissimi che sfrecciano in scooter senza casco, impennate e corse ad alta velocità che mettono a rischio l’incolumità di pedoni e automobilisti. L’aggressione del dodicenne, culminata con il ricovero in ospedale e la diagnosi di una frattura al perone, ha alimentato ulteriormente le preoccupazioni delle famiglie. Molti cittadini chiedono un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e controlli più frequenti nelle ore serali. A rendere ancora più delicata la situazione è il fatto che episodi simili sarebbero già avvenuti in passato. Alcuni residenti ricordano infatti altri casi di violenza che hanno coinvolto adolescenti nelle strade vicine, contribuendo a creare un clima di crescente preoccupazione. La richiesta che arriva dal territorio è chiara: garantire maggiore sicurezza in una delle aree più frequentate della città e prevenire nuovi episodi di violenza. Le indagini sull’ultimo pestaggio proseguono, mentre la comunità attende risposte concrete per evitare che luoghi di aggregazione giovanile possano trasformarsi in scenari di paura e tensione.

Torna l’allarme incendi, fiamme sul monte Somma

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Nel pomeriggio della giornata di ieri, domenica 31 maggio, sono stati segnalati diversi incendi sul Monte Somma che hanno richiesto l’intervento della Protezione Civile e di diversi volontari

Come ogni anno con i primi caldi e con l’imminente arrivo dell’estate le prime zone a risentirne sono proprio il Monte Somma e il Parco Nazionale del Vesuvio per l’emergenza incendio boschivo.

Questa volta è toccato al Monte Somma, precisamente nella zona di Somma Vesuviana. Come spiega la Protezione Civile Cobra Due, squadra intervenuta sul luogo, il primo allarme è scattato alle 16 nella giornata di ieri.

Prontamente sono arrivati sul posto i primi mezzi, coordinati dalle squadre antincendio Cobra 2, Coordinamento Vesuvius e il Corpo Volontari.

A primo impatto sembrava essere una semplice operazione per un singolo focolaio, ma appena arrivati nella zona interessata si sono subito resi conto di dove fronteggiare diversi focolai in più punti su tutto il Monte Somma, trasformandosi così in un intervento complesso.

Le operazioni per domare gli incendi sono durati oltre sei ore, con il rientro alla base solo poco dopo le 22:30 e grazie allo splendido lavoro e alla coordinazione di tutte le squadre coinvolte i fronti del fuoco sono stati circoscritti e domati.

La Protezione Civile Cobra 2 ha ringraziato chiunque sia intervenuto nell’operazione: “Un immenso ringraziamento a tutte le donne e gli uomini che oggi, ancora una volta, hanno messo il loro tempo e il loro coraggio a difesa del nostro territorio e del nostro patrimonio verde.”

Somma Vesuviana. Toni urlati e abiti fuori misura: la metamorfosi dei candidati verso il ballottaggio

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Riceviamo e pubblichiamo una riflessione sulla comunicazione politica dei candidati alla carica di sindaco Gentile Direttrice, le elezioni amministrative a Somma Vesuviana ci stanno consegnando uno scenario che va ben oltre la semplice sfida numerica tra schieramenti. In una città ferita da un disavanzo di 19 milioni di euro e reduce da un commissariamento, le parole scelte dai candidati non sono solo veicoli di propaganda, ma spie rivelatrici della loro reale cultura politica. Mi preme condividere con i lettori de Il Mediano una riflessione su come la comunicazione dei tre protagonisti del primo turno stia plasmando – e in qualche caso danneggiando – il dibattito verso il ballottaggio.   La comunicazione politica viene spesso confusa con il semplice “saper parlare” o, peggio, con il marketing pubblicitario. In realtà, essa rappresenta la spina dorsale della democrazia, specialmente a livello locale. Nelle elezioni amministrative, dove il candidato sindaco è una figura di prossimità che i cittadini incrociano per strada, lo stile comunicativo ne definisce l’affidabilità e la postura istituzionale.   Comunicare in politica non significa solo lanciare slogan efficaci, ma saper interpretare il “sentiment”, l’anima profonda di una comunità. Quando un candidato sceglie un registro – sia esso moderato, aggressivo, accademico o populista – sta firmando un contratto implicito con l’elettore. Sbagliare questo registro, abusare di toni non conformi alla propria storia o sottovalutare la sensibilità culturale della piazza può trasformare una strategia elettorale in un clamoroso autogol. La forma, in politica, è quasi sempre sostanza.   Entrando nel merito della comunicazione politica che questi giorni di ballottaggio stanno evidenziando, non si può non notare un cambio di registro da parte di Antonio Granato, mentre resta coerente la linea di Silvia Svanera. Quest’ultima continua a usare il pugno di ferro in un guanto di velluto: si mostra moderata nei toni ma ferma sui punti da affrontare. L’impressione che trasmette è quella di chi fa ciò che dice. Vista così, la Svanera incarna uno slogan che sembra un ossimoro: “La forza tranquilla”. Tuttavia, va rilevato che uno dei limiti emersi con maggiore frequenza nella sua comunicazione è l’uso di termini o parole impegnative; sicuramente colte, ma che rischiano di straniare l’uditorio. Strada facendo, dovrà impegnarsi ad adeguare i discorsi alle platee che l’ascoltano, dimostrando di saper cambiare passo in corsa.   Più articolato è il discorso che riguarda Antonio Granato. Prima di affrontarlo, però, non possiamo fare a meno di soffermarci brevemente sulla comunicazione messa in campo da Peppe Nocerino durante il primo turno elettorale. In questo caso la strategia era evidente: correre da candidato sindaco per farsi eleggere consigliere comunale. Con due sole liste a sostegno e schiacciato tra i poli, non la politica ma la matematica lo aveva già relegato al rango di consigliere, con buona pace dei candidati delle sue liste civiche che non hanno visto arrivare i due leader dei poli ora al ballottaggio.   La comunicazione di Nocerino è stata prevalentemente provocatoria, quasi aggressiva, poco incline all’ascolto, sfrontata e tutta all’attacco. Ha sgomitato per farsi largo ma non è stato premiato. Ha perso perché ha sottovalutato un aspetto molto importante della piazza elettorale: Somma è una città moderata, con qualche spolverata di sinistra di tanto in tanto. È poco incline alla battaglia permanente; ama delegare e fidarsi. Negli anni scorsi ha anche mostrato di saper cambiare, ma sempre con equilibrio e sobrietà.   Nelle ultime ore, questo stile comunicativo provocatorio, urlato, incalzante e quasi aggressivo lo sta mostrando anche Antonio Granato attraverso post e inviti pubblicati sui social. Granato, in particolare, sta insistendo sul concetto di “Nuovo”, rivendicando che l’aggettivo appartenga anche a lui e alla sua compagine, e sostiene che i guasti di Somma sono da condividere anche con chi, ora, appoggia la Svanera, sua avversaria nel ballottaggio. L’invito di Granato a fare un dibattito nella sede del PD sommese sembra voler indicare chi avrebbe la responsabilità, insieme a lui, del declino della città. Ma questa è una chiamata di correità! È un messaggio politico assolutamente scadente, inefficace e addirittura controproducente. Oggi, in sostanza, Granato ammette che le responsabilità dei gravi problemi di Somma sono anche sue, confessando una sorta di complicità. Ma soprattutto lo fa usando toni che per lui sono inusuali e che meravigliano chi lo conosce, dando l’impressione di indossare un abito fuori misura, decisamente poco adatto.   Perché questo messaggio politico, e l’intera comunicazione, è scadente e inefficace? Per tre motivi: 1) Perché fino a pochi mesi fa lui era il Presidente del Consiglio comunale. In forza del suo ruolo istituzionale e di garanzia, aveva tra le mani leve politiche e procedurali molto potenti per scuotere il dormiente ambiente della maggioranza dell’ex sindaco Di Sarno. Esempi? La convocazione di consigli comunali straordinari e monotematici, aperti alla cittadinanza, sul tema specifico del disavanzo e della riscossione. Avrebbe potuto e dovuto dare un preciso indirizzo politico di controllo ispettivo continuo sulla V Commissione Consiliare Permanente (che ha competenza specifica su Bilancio, Finanze, Tributi e Programmazione Economica), che è lo strumento principale con cui i consiglieri analizzano i conti. Se Granato avesse esercitato i suoi poteri, avrebbe potuto imporre una ricognizione almeno mensile sullo stato dei debiti fuori bilancio e sull’andamento della riscossione TARI/IMU. Avrebbe dovuto evitare di assecondare i ritardi della maggioranza per garantire la sopravvivenza della consiliatura, imponendo invece la presentazione del piano di riequilibrio (il piano Salva-Comune) nei tempi corretti e non fuori tempo massimo. In buona sostanza, chi ha guidato il Consiglio Comunale negli ultimi anni avrebbe dovuto usare lo scranno istituzionale non come uno strumento di mediazione per tenere in piedi la baracca, ma come una tribuna di trasparenza, costringendo la politica a guardare in faccia il baratro finanziario molto prima del commissariamento del 2025. Paradossalmente, la candidatura ha messo ancora di più in luce le sue colpe politiche.   2) Il secondo motivo riguarda direttamente la Svanera. La candidata non ha alcuna responsabilità nella terribile e sconsiderata gestione finanziaria dell’Ente. Il Comune di Somma Vesuviana ha cominciato a perdere colpi almeno da dieci anni a questa parte, un decennio durante il quale i politici hanno preferito adottare la politica dello struzzo piuttosto che essere seri e affrontare i problemi per tempo.   3) Infine, il terzo motivo: la storia recente. Una comunicazione aggressiva, sfrontata e provocatoria ha già visto un perdente chiaro nelle urne del 24 e 25 maggio. Luigi Pone