Giornate Europee del Patrimonio: al via sabato 28 settembre

L’iniziativa quest’anno si abbina all’apertura fino alle 24 di tutti i luoghi d’arte statali.

La notte è un po’ come il ricordo, sopprime i particolari oziosi. Eppure l’iniziativa del Mibac, rilegge in chiave entusiastica la deroga al principio: «d’arte- la cultura sveglia». Perché a volte parlare di cultura è sempre "contro cultura": il denominatore comune contiene già virtualmente la presa di possesso, l’incasellamento, ma per amare la cultura occorre vitalità. Si sa, niente necessita di più matta energia del possesso.

Anche quest’anno, infatti, il Ministero dei Beni e delle Attività Cultuali aderisce alla Giornate Europee del Patrimonio per promuovere la conoscenza culturale. La novità di quest’anno, è che sabato 28 è previsto un doppio appuntamento gratuito: apertura diurna di tutti i luoghi d’arte statali ed apertura prolungata fino alle 24 per i luoghi d’eccellenza della cultura che aderiscono ad "Una notte al museo". La Sopraintendenza aderisce con una serie di iniziative a partire dalla Reggia di Caserta, dove sono infatti previste a partire dalle 11 di domattina, negli Appartamenti storici, le rappresentazioni "Scene musicali a Corte – Matinèe alla Reggia", oltre alla consueta visita del sito. In programma anche musica e canti dell’accademia musicale ed esibizioni di danza, nelle stesse sale della Reggia.

A Napoli, invece, resteranno aperti il Palazzo Reale; il Museo Archeologico Nazionale; La Reggia di Capodimonte e Castel sant’Elmo. Evento suggestivo anche al Parco Sommerso della Gaiola: "il Family Tour – Snorkeling e laboratorio di biologia marina", grazie al quale si potranno ammirare organismi marini che vivono gli unici fondali. Sabato sera, dunque, tutti al museo: senza dimenticare però, la Giornata Europea della Cultura Ebraica, i cui festeggiamenti sono previsti per il giorno dopo a Villa Pignatelli; e ancora le iniziative Legambiente tra cui "Puliamo il mondo", che nel weekend coinvolge tutti i comuni vesuviani in particolare.
(Fonte foto: Rete Internet)

CAMPANIA CONTEMPORANEA

Pomigliano d’Arco. Giostre per bambini diversamente abili nel Parco Pubblico

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Il sindaco Russo: “Un passo in più verso l’integrazione”.

 Un’altalena e un girotondo per i bambini diversamente abili saranno installate nel Parco Pubblico «Giovanni Paolo II». Le giostre saranno fornite dalla ditta Green Arreda, sono già state scelte e in tempi brevi saranno fruibili, in sicurezza, nel parco urbano della città.

Il girotondo ha un volante centrale, barriere protettive e sedute in polietilene atossico e riciclabile, in colori vivaci e con pavimento antiscivolo, mentre l’altalena è dotata di funi di sicurezza, colonne portanti in acciaio e pavimento antitrauma. «L’idea è nata in concerto con le associazioni che sul territorio si occupano dei diversamente abili – dice il sindaco Lello Russo – e queste prime giostre che collocheremo nel parco urbano sono un passo in più verso l’integrazione». Una piccola «rivoluzione» che consente di abbattere le barriere architettoniche anche laddove sembra più difficile, ossia negli spazi destinati al gioco.
(Fonte foto: Ufficio Stampa Città di Pomigliano d’Arco)

Nola. SOS Villaggio Preistorico

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SEL area nolana consegna nelle mani del Ministro Bray un dossier per salvare il siiuto archeologico.

 Il Ministro Massimo Bray, titolare del dicastero per i Beni e le attività culturali è stato ospite della Festa regionale di SEL mercoledi 25 settembre.

La segreteria del circolo di SELnolana, da sempre attenta alle questioni che riguardano la salvaguardia dei beni cultuirali del territorio, ha colto l’occasione per presentare direttamente nelle sue mani un dossier corredato da un’accorata lettera per chiedere un intervento diretto a favore del Villaggio preistorico dell’età del bronzo, unanimemente considerato un patrimonio unico non solo per il territorio ma per l’intera umanità.

Proprio in questi giorni, infatti, sono partite le procedure di interramento a salvaguardia del sito, essendo stato sinora impossibile concentrare risorse e attenzione sufficiente alla sua messa in sicurezza, valorizzazione e ampiamento, “tuttavia – osservano i promotori dell’iniziativa – restiamo tra quelli che non si rassegnano a questa dolorosa soluzione e reclamiamo dalle Istituzioni una risposta all’altezza della sfida.”

“Abbiamo riscontrato la massima attenzione e disponibilità nel Ministro e nel suo staff – sottolineano dal circolo di via Fonseca – e già nei prossimi giorni chiederemo per tramite dei nostri parlamentari un incontro al Ministero retto da Bray per approfondire la questione. Sappiamo che è una corsa contro il tempo, ma già con la visita di Nichi Vendola al Museo archeologico e con le numerose iniziative politiche di questi mesi abbiamo intrapreso un percorso che auspichiamo ci porti lontano”.

Di seguito il testo della lettera
Gent.mo Sig. Ministro Massimo Bray

In questi giorni a Nola si sta procedendo all’interramento del Villaggio Preistorico, il sito archeologico risalente all’età del bronzo seppellito dall’eruzione del Vesuvio conosciuta come “le pomici di Avellino ( 1800 circa a.C.).
L’interramento del sito sarebbe necessario a causa dell’innalzamento della falda acquifera che ne rende impossibile l’accesso e ne minaccia la distruzione.

Nessuna tra le Amministrazioni pubbliche, in questi anni, è stata in grado di porre rimedio al rischio che correva il “villaggio”, anche per una sorta di atavica rassegnazione delle classi dirigenti meridionali.
Eppure, secondo molti, questo sito rappresenta un patrimonio non solo per il territorio nolano e per l’Italia intera.
Questo luogo porta con sè una componente di “unicità” che ha portato molti studiosi a ribattezzarlo “la Pompei dell’Età del Bronzo”, una testimonianza, forse, si ripete, unica, di come vivevano i nostri antenati quasi quattro millenni addietro

Abbiamo apprezzato, sig. Ministro, l’attenzione che Lei ha più volte avuto nei confronti di alcuni dei più importanti beni culturali del Paese, in primis Pompei e la Reggia di Caserta, per cui, proprio per la specificità che anche il Villaggio Preistorico porta con sè, vogliamo sollecitare l’intervento diretto del Ministero che Lei sta guidando.
L’interramento del “Villeggio” è un segno di resa alle difficoltà, una scelta di retroguardia che non condividiamo perché esprime una continuità ed il rispetto di una gerarchia delle priorità di sempre, che denota il ruolo subalterno dei siti culturali e la scarsa considerazione di vederli anche come volani di occupazione qualificata e di sviluppo economico dei territori.

Noi, sig. Ministro, le chiediamo una manifestazione di volontà decisa e precisa, volta a significare una inversione di tendenza simbolicamente inequivocabile: non interriamo il villaggio preistorico, risolviamo il problema della falda acquifera anche se richiede costi economici notevoli e soluzioni tecniche complesse e riportiamo alla luce anche le altre capanne e gli utensili ancora “protetti” dalla madre terra, lì ancora racchiusi per non scalfire interessi privati.
Gent.mo Dott. Bray, Sinistra Ecologia e Libertà della zona nolana confida nell’intervento del suo Ministero perché la sua formazione umana e culturale, non espressa dai sinedri di malaccorte e stantìe logiche politiche, possa coraggiosamente far affermare un concetto a noi caro: la cultura è la “Koinè” attorno alla quale si misura il grado di crescita evolutiva, di sviluppo sociale, di ricchezza interiore non solo di una comunità locale, ma dell’intera umanità.
SINISTRA ECOLOGIA e LIBERTA’
– zona nolana –

Puliamo il Mondo a Somma Vesuviana e Sant’Anastasia

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Per la città sommese gli appuntamenti sono presso la scuola elementare S. Maria del Pozzo, dove saranno coinvolti bambini e insegnanti e S. Maria a Castello. Villa Tortora Brayda, invece, la località scelta per Sant’Anastasia.

 Il circolo Legambiente di Somma Vesuviana invita tutti i cittadini a partecipare attivamente ai due appuntamenti fissati nell’ambito dell’iniziativa nazionale “Puliamo il mondo”. L’evento, che si svolgerà contemporaneamente in tutta Italia, ha cadenza annuale ed ha come finalità quella di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni ad avere cura dei BENI COMUNI richiamando l’attenzione verso quelle aree degradate del territorio dove sono previsti concreti interventi di pulizia e di ripristino con il coinvolgimento di cittadini, aziende e associazioni.

Per la città di Somma Vesuviana un primo appuntamento è fissato per sabato 28 settembre alle ore 9.00 presso la scuola elementare S. Maria del Pozzo, dove saranno coinvolti bambini e insegnanti. Legambiente dà poi appuntamento per domenica 29 settembre alle ore 7.00 a S. Maria a Castello dove si affiancherà a un’iniziativa organizzata e promossa da associazioni e gruppi di liberi cittadini del territorio. “Entrambe le giornate”, sottolinea Giovanni Romano, presidente del circolo cittadino, “hanno inoltre una forte valenza simbolica. Il primo appuntamento, con il coinvolgimento della scuola, ribadisce il forte impegno educativo di Legambiente che da sempre afferma l’importanza di fornire, fin dalla tenera età, una cultura dell’ecologia e dell’ambiente.

L’altro appuntamento, d’altro canto, organizzato da moltissime associazioni locali, paranze, semplici cittadini e promosso da LEGAMBIENTE, coinvolgerà un’area che è rappresentativa del forte legame che unisce la città di Somma alla montagna e al Parco Nazionale del Vesuvio e che, purtroppo sempre più spesso, è vittima di incurie e negligenze”.

Il simbolo anastasiano della campagna di Legambiente “Puliamo il Mondo” è il “polmone verde” del parco noto come il “boschetto”. Appuntamento per circa 180 ragazzi e 70 adulti alle ore 9:00 di sabato 28 settembre, per un intervento di pulizia immersi nel patrimonio arboreo comunale.

E’ un evento sia operativo che simbolico, teso a far conoscere Legambiente, ad aumentare la cultura del rispetto delle zone verdi del paese e favorire il senso di civiltà. Anche quest’anno l’Amministrazione Esposito ha aderito all’evento “Puliamo il Mondo” mediante l’acquisto dei kit – maglietta, guanti, cappellini e sacchetto – da fornire agli alunni delle scuole quinte e prima media degli Istituti Comprensivi e delle Suore Domenicane, invitati ad essere protagonisti, nonché agli adulti – tra cui insegnanti, Protezione Civile e Croce Rossa. Il programma prevede l’intervento di pulizia fino alle 12:30 ed a seguire un piccolo rinfresco per i partecipanti.

“L’amministrazione ha aderito a questa manifestazione perché sposa completamente uno degli obiettivi principali del nostro programma: la tutela e la salvaguardia dell’ambiente. Visto che, da pochi giorni, l’amministrazione ha restituito alla comunità il Parco Tortora Brayda, abbiamo ritenuto opportuno – afferma l’ass. Lucia Barra – scegliere come location per l’evento “puliamo il mondo” questo polmone di verde, affinché i cittadini possano sviluppare non solo quel senso di appartenenza ma soprattutto di responsabilità e di rispetto per il territorio che li circonda. La novità di quest’anno è quella di coinvolgere, oltre le scuole, anche le associazioni del Centro Liguori, perché è giusto che si sentano sempre più partecipi e protagoniste e possa questa manifestazione rappresentare un importante momento di dialogo e di scambio socio-culturale tra diverse realtà del territorio”.

“Allo sviluppo del nostro territorio corrisponde anche una vivace e dinamica cultura ambientale. Abbiamo cercato finora di dare risposte chiare e concrete, nell’ottica di migliorare la qualità della vita dei cittadini; azioni che poi s’intersecano anche con la pulizia delle strade e dell’igiene urbana. Per il secondo anno consecutivo – dice il sindaco Carmine Esposito – abbiamo accolto con grande entusiasmo l’iniziativa promossa da Legambiente, coinvolgendo scuole ed associazioni; nell’intento di promulgare la migliore cultura, che deve contraddistinguerci e farci fare la differenza come Comunità. Un ringraziamento va ai Dirigenti scolastici, per la loro sensibilità e competenza, ma soprattutto ai più piccoli, che con il loro entusiasmo e il sincero amore verso la natura sono di esempio ed hanno molto da insegnare agli adulti”.

“Contiamo sulla collaborazione dei cittadini, soprattutto delle giovani generazioni che accanto ai volontari di Protezione Civile possono fare l’esperienza di vivere un pezzo del loro territorio – afferma il consigliere Fernando De Simone, delegato alla P.C. – e dimostrare rispetto ed attaccamento alle nostre risorse naturali. Ovviamente l’evento non deve rimanere fine a se stesso ma ognuno con piccole azioni quotidiane può contribuire a far crescere”.

L’autunno caldo parte dalla Fiat di Pomigliano

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L’estrema sinistra politica e sindacale attacca la fabbrica della Panda per bloccarne le produzioni. Sul posto anche i senza salario dell’Astir e dei consorzi di bacino, i disoccupati Bros, i militanti dei centri sociali di mezza Italia.

Il territorio napoletano come l’Italia degli anni Settanta. Comunisti, ribelli, rivoluzionari, anarchici. Extraparlamentari provenienti dai centri sociali più duri del Paese. Tutti uniti contro il nemico comune, Sergio Marchionne. Tutti presenti all’alba di stamane davanti ai cancelli della Fiat di Pomigliano nel tentativo di paralizzare la grande fabbrica automobilistica, simbolo e gioiello del nuovo potere assunto dall’amministratore delegato italo canadese.

Tra gli ispiratori dell’assedio c’è Oreste Scalzone, storico fondatore di Autonomia Operaia e di Potere Operaio. “Se riusciamo a bloccare Pomigliano cominciamo ad abbattere un pezzo di capitalismo italiano che vuole mettere in ginocchio i più deboli”, le frasi di fuoco pronunciate dall’extraparlamentare umbro, che ieri pomeriggio ha parlato di Fiat e precarietà nel laboratorio occupato “Ska” di Napoli, davanti a una folla di studenti universitari. Sono mesi che l’estrema sinistra nazionale sta studiando un modo per paralizzare lo stabilimento “ simbolo del Marchionne pensiero”.

Due i tentativi fatti quest’anno, entrambi falliti. Il primo, risalente al 15 giugno, sabato di recupero produttivo, finì sul nascere tra un parapiglia con i carabinieri e qualche manganellata andata più o meno a vuoto. Protagonisti pochi Cobas del comitato di lotta cassintegrati e licenziati Fiat. Il secondo, quasi immediatamente successivo, l’ultimo sabato di recupero, il 22 giugno, svanì in una bolla di sapone colorata da un conflitto tra i Cobas e la Fiom di Maurizio Landini, presente sul posto. Il segretario generale dei metalmeccanici Cgil maldigeriva la presenza dei militanti dei comitati di base e dopo circa quindici minuti di picchetti ordinò la smobilitazione, lasciando gli extraparlamentari, una trentina in tutto, a fronteggiare un massiccio spiegamento di forze dell’ordine.

Fortunatamente l’imbarazzante isolamento non degenerò nello scontro violento. Se ne tornarono tutti a casa. Ora però i Cobas ci hanno riprovato, stavolta senza la Fiom, con la quale i rapporti sono divenuti troppo difficili.

Esuberi Auchan Campania: i perché di una trattativa saltata

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E’ rottura nel confronto tra sindacati e multinazionale francese sui tagli per gli ipermercati di Nola, Giugliano e via Argine. Napoletano (Uiltucs): “Impossibile accettare deroghe al contratto nazionale di lavoro in cambio di contratti di solidarietà”.

Esuberi Auchan Campania: rotta la trattativa tra i sindacati e la multinazionale francese della grande distribuzione. Adesso il verbale d’incontro, con cui è stato ratificato il mancato accordo, fa temere per gli attuali assetti occupazionali degli ipermercati di Nola, Giugliano e Napoli-Via Argine. La trattativa sugli esuberi è saltata.

“Le parti – si legge nel documento relativo all’ultimo, fallimentare, confronto dell’altro giorno – prendono atto della distanza delle loro posizioni e dell’impossibilità di trovare soluzioni congiunte. Ritengono quindi compiuto ed esaurito il confronto previsto dalla contrattazione collettiva”. La vertenza era stata aperta dalla stessa azienda, che aveva comunicato ai sindacati l’esistenza di esuberi, non ancora quantificati, tra i 700 addetti degli ipermercati di Nola (sede centrale), Giugliano e via Argine. Una situazione simile si era già verificata per gli ipermercati di Mugnano e di Pompei. In questo caso però era stato trovato un accordo non traumatico, alternativo ai tagli, attraverso l’applicazione dei contratti di solidarietà, vale a dire, sostanzialmente, riducendo di poco i salari per tutti i dipendenti.

Senza però deroghe agli istituti previsti dal contratto nazionale di lavoro. Ora però Auchan chiede deroghe al contratto nazionale. E’ una situazione che in qualche modo ricalca quanto già accaduto alla Fiat di Pomigliano, dove la richiesta di un contratto in deroga, poi firmato da una parte del sindacato, ha determinato conflitti insanabili. Ma adesso il sindacato è unito. Non ha accettato le deroghe chieste dalla’azienda, che a ogni modo vorrebbe risolvere il problema in modo non traumatico, cioè, appunto, con i contratti di solidarietà. “Escludiamo la stipula di un contratto di solidarietà – spiega Antonio Napoletano, della segretaria regionale Uiltucs – che preveda l’aumento da 38 a 40 ore settimanali del turno di lavoro del personale full time (riparametrato per il part time).

E’ una proposta, questa, – specifica Napoletano – che aumenta sensibilmente la percentuale del contratto di solidarietà con una maggiore incidenza negativa sui salari dei lavoratori”. Il sindacato è molto critico anche sulla richiesta aziendale di deroga a un articolo del contratto nazionale di lavoro che “escluderebbe di fatto la maturazione dei permessi individuali retribuiti”.
(Fonte foto: Rete Internet)

Napoli, a Genova ancora turn over

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A Marassi il primo dei tre impegni ravvicinati prima della sosta.

Archiviato non senza delusione il pareggio con la matricola e fanalino di coda Sassuolo, per il Napoli è già tempo di pensare alla trasferta di campionato di domani sera alle 18 a Marassi contro il Genoa: contro i rossoblu dei neo ex Gamberini e Calaiò, Rafa Benitez dovrà ancora una volta fare ricorso al turn over, in previsione anche della trasferta di Londra contro l’Arsenal per la seconda giornata di Champions League.

Se sugli esterni le indisponibilità di Maggio e Zuniga (pronto a tornare proprio nella trasferta dell’Emirates Stadium ndr) impongono scelte obbligate al tecnico spagnolo con le riconferme di Mesto ed Armero, in difesa è probabile rivedere nuovamente la coppia sin qui titolare composta da Albiol e Britos, anche in previsione delle caratteristiche tecniche del Genoa, che gioca con due attaccanti molto fisici come Giardino e l’arciere palermitano. In mediana probabile staffetta tra Behrami ed il deludente Inler, mentre nei tre davanti sarà con molta probabilità Hamsik a rifiatare con l’inserimento di Callejon dal primo minuto; non è da escludere nemmeno un tempo di riposo per Higuain, con Pandev pronto ad essere nuovamente schierato da prima punta, oppure con il colombiano Zapata scalpitante in attesa del debutto.

Il turno infrasettimanale di mercoledì ha bocciato finora Fernandez, apparso in grossa difficoltà al cospetto di Zaza, evidenziando il perché del poco spazio concessogli in precedenza da Mazzarri; anche Cannavaro non ha certamente brillato, ma il capitano azzurro potrebbe nuovamente trovare spazio in Champions contro l’Arsenal dei vari Walcott, Ozil e Giroud. In attacco buona la prestazione di Mertens che sembra favorito per la riconferma dall’inizio contro l’undici di Fabio Liverani. Una cosa è certa: tra campionato ed Europa il Napoli non vuole avere più passi falsi.
(Fonte foto: Rete Internet)

Autunno Danza: riparte il festival della danza al San Carlo

Fino all’8 novembre la quarta edizione della kermesse che ogni anno inaugura la stagione danza.

Sette opere, otto titoli di danza e diciotto concerti per un totale di 300 alzate di sipario dal 9 settembre 2013 al 26 novembre 2014. Questi i numeri della stagione d’opera, sinfonica e di balletto 2013-2014 del Teatro San Carlo di Napoli, ai quali si aggiungeranno tre appuntamenti in tournee in Oman, Russia e Stati Uniti.

La stagione 2013-2014 sarà la prima firmata dal direttore artistico Vincenzo De Vivo e la quinta realizzata sotto la gestione della sovrintendente Rosanna Purchia. Prima dell’inaugurazione della stagione dell’opera con Aida di Giuseppe Verdi (5 dicembre), il san Carlo dedica ancora una volta l’autunno alla danza sulle due punti. Fino all’8 novembre è infatti in programma Autunno Danza, rassegna fortemente voluta dopo il successo delle edizioni precedenti, anche quest’anno con protagonisti vere e proprie leggende della danza mondiale. Dopo l’inizio in "pompa magna" con Il Lago dei Cigni, interpretato dalla prestigiosa Compagnia di Balletto del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, sabato 26 ottobre alle 18 (si replica domenica) alla stessa ora) appuntamento tra i più attesi della stagione coreutica è il Gala della Scuola di Ballo diretta da Anna Razzi.

Quest’anno, gli allievi della Scuola di danza si esibiranno in Verdiana, coreografia di Fausta Mazzucchelli su musiche di Giuseppe Verdi e in Paquita Divertissement, coreografia di Marius Petipa ripresa dalla stessa Razzi. Protagonista indiscussa dell’edizione 2013 di "Autunno Danza" sarà sabato 2 novembre alle 20,30 e in replica la domenica alla stessa ora, l’ètoile di tutti i tempi Carla Fracci, a cui Beppe Menegatti dedica una coreografia interpretata dal Corpo di Ballo sancarliano, ispirata alle poesie di Rainer Maria Rilke. Infine, giovedì 7 novembre alle 20.30 (in replica venerdì 8 alla stessa ora) un gradito ritorno, quello di Cantata di Mauro Bigonzetti, balletto pieno di vita per una coreografia dai colori forti e passionali, già grande successo della stagione estiva del san Carlo del 2012.

Il corpo di ballo del teatro ed il primo ballerino Alessandro Macario si esibiranno in una danza istintuale e vitalissima su musiche tradizionali napoletane e salentine, arrangiate ed eseguite dal gruppo Assurd.
(Fonte foto: Rete Internet)

CAMPANIA CONTEMPORANEA

La Prolusione del cardinale Bagnasco

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La prolusione del cardinale UL’intervento del cardinale è stato attuale e profondo ed ha messo al centro il tema dell’individualismo nella cultura.

Lunedì 23 Settembre il card. Bagnasco ha aperto i lavori del Consiglio Permanente della Conferenza Episcopale Italiana. La sua Prolusione è stata, come sempre, attuale, profonda e, questa volta, abbastanza sintetica.

Dopo aver affrontato, nell’introduzione, alcuni problemi di tipo puramente ecclesiale, il cardinale ha parlato di un problema che si fa sempre più stringente oggi: “L’individualismo nella cultura”. E così ha detto: “In mezzo ad un fermento di istanze positive, gioie e preoccupazioni – che ben conosciamo vivendo in mezzo alla gente – sentiamo il dovere di ricordare una radice avvelenata che non sempre è presa nella debita considerazione: il virus dell’individualismo. Il suolo umano, infatti, si sta impoverendo e si svuota di relazioni, legami, responsabilità, divenendo così friabile e inconsistente. Al punto che l’uomo stesso, su questo terreno, finisce per diventare “di sabbia”, una figura fluida con una pesante sensazione di stanchezza.

È schiacciato dall’urgenza di farsi da sé in una competizione continua e lo Stato, sul piano giuridico, si trasforma in una sorta di nobile notaio dei desideri, delle istanze e forse delle pretese dei singoli. Il grande sogno dell’individualismo, che ha segnato l’uomo moderno, lo ha condotto nella post-modernità ad una imbarazzante scoperta: il sogno non ha tenuto! Ed egli si trova tristemente solo in un terreno fatto da una moltitudine di punti-io. Tutto ciò – come ben sappiamo – contraddice l’esperienza universale, per cui la prima esperienza della persona è l’esperienza del “tu” e quindi del “noi”. Questa viene prima dell’io o per lo meno l’accompagna. Quando i rapporti si allentano, e l’io si insedia fino ad avere il primato esclusivo, gli altri non sono più percepiti come prossimo ma come estranei, alieni e potenziali avversari: è il nucleo di ogni follia”.

E’ passato, poi, a riflettere sullo “Scenario internazionale”, affermando che “la cifra dell’individualismo avvelena anche gruppi e popoli. Ciò è visibile sullo scenario internazionale con aperte e continue forme di discriminazione e di intolleranza. In troppe parti del mondo la violenza, specialmente contro i cristiani, non solo continua ma addirittura sembra intensificarsi”. Un altro tema, sempre ricorrente nelle Prolusioni di Bagnasco, è stato “Il Paese”. E così ha sostenuto, raccogliendo la voce della gente:

“Non ci si può illudere che tutto sia nuovamente a portata di mano come prima: grande impegno viene profuso dai responsabili della cosa pubblica, ma i proclamati segnali di ripresa non sembrano dare, finora, frutti concreti sul piano dell’occupazione che è il primo, urgentissimo obiettivo. Ogni passo è benvenuto, ma l’ora esige una sempre più intensa e stabile concentrazione di energie, di collaborazioni, di sforzi congiunti senza distrazioni, notte e giorno. Ogni atto irresponsabile – da qualunque parte provenga – passerà al giudizio della storia. Concentrazione che porti risultati sensibili per chi vive l’ansia del lavoro. Insieme si può! E si deve!

Gli osservatori dicono che l’attuale indice di disoccupazione giovanile raggiunge il 37,3%, e tutti sappiamo che, senza opportunità, i giovani sono costretti a farsi emigranti, impoverendo giocoforza il Paese di giovinezza e di competenze. Per non dire di quanti vivono nella paura di perdere il posto di lavoro a breve. Come proprio ieri a Cagliari ha detto il Santo Padre, è “una sofferenza – la mancanza di lavoro – che ti porta – scusatemi se sono un po’ forte, ma dico la verità – a sentirti senza dignità! Dove non c’è lavoro, manca la dignità” (Incontro con il mondo del lavoro a Cagliari, 22.09.2013)”.

A me sembra proprio che il tema del lavoro sia, ancora una volta, centrale nella vita delle persone. I nostri politici devono assolutamente accogliere questo grido di dolore. Tutti i loro sforzi (almeno di alcuni) non possono, in nessun caso, andare nella direzione di salvare una persona, per affondare gli altri o l’intero Paese. Meglio sacrificare una sola persona (che tra l’altro dalla sua discesa in campo in politica ha tratto solo giovamento per le sue aziende e la sua famiglia!) piuttosto che mandare all’aria progetti di sviluppo, di lavoro, di condivisione vera dei problemi reali della gente. Ormai il Paese non può più aspettare. E’ tempo di agire per il bene comune e non solo di qualcuno o di alcuni.
(Fonte foto: Rete Internet)

ANNUNCIARE, DENUNCIARE, RINUNCIARE

Nola. Piazza d’Uomo: è nato un progetto

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Il direttore di Caritas Nola: “una formula da mantenere e sviluppare nel tempo”.

 Gli amministratori dei comuni della diocesi di Nola, in tanti, sindaci e assessori di ramo, hanno preso parte a Piazza d’Uomo. Accogliendo l’invito di don Arcangelo Iovino, guida di Caritas Nola, a fare fronte comune al fenomeno dell’usura, la serata inaugurale della due giorni dedicata al sociale, tenutasi a Nola gli scorsi 20 e 21 settembre, è stata principio di un rinnovato programma di impegno sociale.

Come nelle intenzioni di don Arcangelo Iovino: “Vogliamo aprire una piattaforma dove ragionare insieme sui diversi bisogni che affliggono il nostro territorio. Questo lavoro si contestualizza nella nuova esperienza di Piazza d’Uomo, una formula da mantenere e sviluppare nel tempo”. L’incontro con gli amministratori locali, a cui ha partecipato anche il Vescovo Beniamino Depalma, ha preceduto il tavolo di confronto sull’usura, attorno a cui si sono riuniti il procuratore della DIA Giovanni Conzo, Mons. Andrea La Regina di Caritas Italiana, il Prof. Ciro Pizzo dell’Università Suor Orsola Benincasa, che hanno dato, ciascuno per le sue competenze, una lettura sulle criticità e le prospettive del problema.

Dalle realtà più difficili del nostro presente alle più belle, il sabato di Piazza d’Uomo è cominciato con l’entusiasmo dei piccoli campioni di Calcio Azzurri, ospiti di Monsignor Depalma insieme ad alcuni dei maggiori esponenti del calcio campano. Francesco Barresi, direttore del settore giovanile Calcio Napoli, il procuratore Enzo Raiola, Stefano Cirillo della società Calcio Azzurri e due maglie azzurre storiche come Gianni Improta e Alberto Savino si sono dati appuntamenti in piazza Duomo a Nola. “Davanti ad iniziative come queste non esitiamo a partecipare” – ha commentato Barresi – “anzi, andiamo cercando momenti di questo tipo. Il nostro territorio va tutelato e apprezzato e noi, che abbiamo la fortuna di lavorare in un ambiente che accoglie e avvicina tutti, dobbiamo contribuire a dimostrare come non esistano barriere tra gli uomini”.

Al momento sportivo della mattina ha partecipato anche l’Asl Napoli 3, rappresentata dal direttore Andrea De Stefano e dall’istruttore IRC Armando Napolitano, che hanno promosso Viva, la Settimana per la Rianimazione Cardiopolmonare istruendo sulle tecniche di soccorso e prevenzione. Al termine di un ricco programma di appuntamenti, che hanno coinvolto anche realtà dedite al terzo settore come l’APIS e il CSV Napoli, si è tenuto nella serata di sabato il tradizionale Happy Hour dei volontari Caritas, con i momenti artistici di denuncia dell’usura a cura di Napoli Cultural Classic. Carlo Cutolo e Ivana D’Alisa con le loro performance di microteatro hanno offerto agli ospiti della curia l’esperienza di raccogliere per 5 minuti le confessioni di Valerio e Concetta, funzionario di banca depresso l’uno, usuraia napoletana l’altra.

Ha chiuso la serata Clementino, il talento nolano balzato ai vertici delle classifiche musicali nazionali. Clementino, salutato dal Vescovo Depalma e da don Arcangelo Iovino sul palco di Gigio Rosa, ha lanciato un messaggio ai volontari Caritas: “Tutto quello che ho avuto, l’ho conquistato solo con la determinazione. Cadere, rialzarsi e rimboccarsi le maniche: questo è tutto quello che possiamo fare”. Momento che ha regalato le opportune conclusioni di questa innovativa e aperta formula di riflessione nata con Piazza d’Uomo: “Il nostro territorio non ha soltanto problemi e incertezze ma giovani con grandi valori” ha chiuso il Vescovo Depalma “abbiamo bisogno di ragazzi che vivono il proprio impegno sapendo dire no a tante lucciole”.