Alla riunione del Consiglio permanente della Cei, il Cardinale, tra i tanti temi trattati ha affrontato la questione delle gravissime problematiche sociali che attanagliano il nostro Paese.
Puntuale, pungente e chiara, la Prolusione del Card. Bagnasco, alla riunione del Consiglio permanente della Cei, di lunedì scorso.
Tra i tanti temi trattati non poteva mancare il riferimento alle gravissime problematiche sociali del nostro Paese. Il Card. Bagnasco si dice preoccupato per quanto sta accadendo e afferma che “data la gravità dell’ora, la Chiesa – spinta dalla sollecitudine per la Nazione – fa appello alla responsabilità della società nelle sue diverse articolazioni – istituzioni, realtà politica e della finanza, del lavoro e delle sue rappresentanze – perché prevalga il bene generale su qualunque altro interesse. È necessario stringere i ranghi per amore al Paese. La vita della gente è in grave affanno e sente che il momento è decisivo: dalla sua soluzione dipende la stessa tenuta sociale.
È l’ora di una solidarietà lungimirante, della concentrazione assoluta – senza distrazioni – sui problemi prioritari dell’economia e del lavoro, della rifondazione dei partiti, delle procedure partecipative ed elettive, di una lotta penetrante e inesorabile alla corruzione: problemi tutti che hanno al centro la persona e ne sono il necessario sviluppo. Quando – per interessi economici – sull’uomo prevale il profitto, oppure – per ricerca di consenso – prevalgono visioni utilitaristiche o distorte, le conseguenze sono nefaste e la società si sfalda”. Poi affonda il bisturi nel male che sta emergendo in questi giorni:
“Dispiace molto che anche dalle Regioni stia emergendo un reticolo di corruttele e di scandali, inducendo a pensare che il sospirato decentramento dello Stato in non pochi casi coincide con una zavorra inaccettabile. Che l’immoralità e il malaffare siano al centro come in periferia non è una consolazione, ma un motivo di rafforzata indignazione, che la classe politica continua a sottovalutare. Ed è motivo di disagio e di rabbia per gli onesti. Possibile che l’arruolamento nelle file della politica sia ormai così degradato? Si parla di austerità e di tagli, eppure continuamente si scopre che ovunque si annidano cespiti di spesa assurdi e incontrollati”.
Richiama, infine, Bagnasco le finalità della vera politica, così ribadendo: “Nel frattempo, la politica deve riempire operosamente la scena arrivando a riforme tanto importanti quanto attese. Proprio perché la politica è necessaria e, in sé, è arte nobile, non si può sottovalutare il sentimento ostile che va covando nella cittadinanza. La politica – come dedizione fino al sacrificio per il bene comune – richiede non solo buona volontà, ma capacità di visione, competenza, e quella coerenza personale che rende presentabili agli occhi della Nazione e del mondo”.
Intanto la vita della gente continua ad essere segnata in modo preoccupante. La povertà cresce e tocca tutti, anche il ceto medio. Ma i giovani continuano ad essere la categoria più a rischio. “Il precariato – conclude il Presidente della Cei – indica chiaramente una fragilità sociale, ma sta diventando una malattia dell’anima: la disoccupazione o inoccupazione sono gli approdi da una parte più aborriti, e dall’altra quelli a cui ci si adatta pigramente, con il rischio di non sperare, di non cercare, di non tentare più. La mancanza di un reddito affidabile rende impossibile pianificare il futuro con un margine di tranquillità, e realizzare pur gradualmente nel tempo il sogno di una vita autonoma e regolare”.
In primavera andremo a votare. Ho la speranza che ci prepareremo tutti e seriamente a questo momento decisivo per la nostra democrazia e per il futuro dell’Italia. C’è bisogno di un rinnovamento etico reale. Devono andare via (anzi “cacciate”) dai partiti le persone presuntuose, chiacchierate, disoneste. Via soprattutto i personalismi, i clientelismi, strumentalità e isterie, veri cancri della politica attuale. E’ ormai tempo di orgoglio e di onestà, di condivisione, di responsabilità e di solidarietà. Puntando sulle risorse e forze sane (e ce ne sono tante!) ce la faremo.
(Fonte foto: Rete Internet)

