Mariglianella. Con il concerto dei “Parià” si è conclusa la Festa dei Gigli

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Numerosi i visitatori accorsi da ogni parte della Campania.

 Domenica 22 settembre, a Mariglianella le due macchine da festa, portate a spalla da esperti “cullatori”, in onore del Santo Patrono Giovanni Evangelista, hanno animato simpaticamente la cittadina dell’agro mariglianese-nolano richiamando anche numerosi visitatori da varie zone della Campania.

Il Giglio “Innamorati della Festa” con la Paranza “Gioventù Mariglianellese” ed il Giglio del “Popolo” con la Paranza “La Nazionale” hanno prodotto una spettacolare processione lungo il percorso stabilito. La mattinata era iniziata con la benedizione degli obelischi, dei “cullatori” e degli organizzatori e collaboratori da parte di Don Ginetto De Simone, il Parroco della Insignita Chiesa San Giovanni Evangelista.

L’Amministrazione Comunale con il Sindaco, Felice Di Maiolo, e l’Assessore allo Sport e Spettacolo, Felice Porcaro, è stata presente con il saluto istituzionale ad entrambi i gruppi promotori, con responsabili e collaboratori, impegnati ognuno presso il proprio Giglio. Poi, dalle postazioni di partenza, in Via Materdomini il Giglio “Innamorati della Festa” ed in Via Umberto I, il Giglio del “Popolo”, dopo il brindisi con i rispettivi padrini si è dato inizio alla “Ballata dei Gigli in onore di San Giovanni Evangelista” con l’invito del Sindaco, Felice Di Maiolo, “a rispettare quanto stabilito durante le riunioni preparatorie e fissato nelle apposite autorizzazioni, riguardanti tempi e percorso, in modo da agevolare la fruizione dei concittadini e dei visitatori richiamati a Mariglianella in questa straordinaria occasione festiva”.

Alla conclusione notturna della Ballata dei Gigli si è registrato un complessivo tranquillo svolgimento compresa la pausa dedicata alla visione della partita del Napoli su un megaschermo allestito in Via Roma. Il Sindaco Felice Di Maiolo ha ringraziato “in primis, l’Assessore Felice Porcaro per la dedizione e l’impegno che ancora una volta ha assicurato in questa importante occasione festiva, e poi tutti i partecipanti, promotori ed organizzatori dei Gigli e gli uffici comunali che nelle diverse competenze si sono prodigati per la massima efficienza ed accoglienza del paese. Un grato pensiero va alle Forze dell’Ordine, i Carabinieri della Caserma di Brusciano al comando del Maresciallo Marco Di Palo, alla Polizia Municipale coordinata dal Comandante, Tenente Andrea Mandanici, ed alla collaborante Associazione di Protezione Civile ‘La Mangusta’. A tutti -ha concluso il primo Cittadino- va il mio, e quello dell’intera Amministrazione Comunale, grato riconoscimento per quanto fatto assicurando la serena fruizione di un evento che per sua natura è assai complesso e richiede notevoli capacità per essere gestito e controllato”.

Il gran finale poi è stato assicurato dall’Amministrazione Comunale, promotrice del concerto conclusivo della “Festa di Mariglianella 2013”, con l’esibizione del gruppo “Parià” composto da valorosi artisti i quali hanno offerto al numeroso pubblico presente uno spettacolo assai coinvolgente premiato da continui ed intensi applausi. L’Assessore allo Sport e Spettacolo, Felice Porcaro, forte del positivo bilancio per tutte le iniziative programmate e svolte, ha ringraziato tutti per la calorosa partecipazione dando appuntamento alla prossima edizione della Festa di Mariglianella, per il mese di settembre 2014.
(Fonte foto: Amministrazione comunale di Mariglianella)

Sant’Anastasia. Primo ciak per il corto de “Girando Intorno al Vesuvio”

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Sono iniziate le riprese per il cortometraggio targato dall’organizzazione anastasiana che si occupa dell’omonimo cineforum per scolaresche. Il breve film tratterà la tematica del bullismo e verrà presentato all’edizione 2014 del Giffoni Film Festival.

Sono iniziate mercoledì 25 settembre le riprese per il cortometraggio prodotto da «Girando Intorno al Vesuvio» il gruppo promotore del cineforum per studenti dell’hinterland vesuviano patrocinato dal «Giffoni Film Festival».

Il territorio anastasiano apre per cinque giorni le porte al cinema: Parco Tortora Brayda, vico Gifuni e Santa Rosa, il borgo di Sant’Antonio, gli Istituti Comprensivi Statali «Tenente Mario De Rosa», «Elsa Morante» e «Francesco d’Assisi», un grazioso appartamento privato sono solo alcune delle location suggestive che hanno catturato l’attenzione dell’equipe cinematografica impegnata nelle riprese del corto che tratterà il tema del bullismo. La troupe scelta per l’occasione è formata da attori e registi giovani e di importanti esperienze nel settore acquisite in Italia ma anche all’estero, per la precisione a Los Angeles come nel caso di Claudio Falconi (interprete tra l’altro del film «Una canzone per te» di Herbert Simone Paragnani), aiuto regista del corto.

Fabrizio Denaro è il regista dell’opera cinematografica targata dal gruppo made in Sant’Anastasia, scrittore di diverse sceneggiature come 4K, e regista di videoclip musicali per Dalai, rapper genovese. Massimo Polito, invece, è l’attore che ha provinato i ragazzi durante il casting dello scorso marzo svoltisi presso il cineteatro Metropolitan, reduce da importanti partecipazioni a serie tv care al pubblico come «Un medico in famiglia 9» ed il «Restauratore 2» con Buzzanca. Polito avrà una parte anche nel breve film.

«Dal casting fatto a marzo sono stati scelti quindici bambini i quali avranno un ruolo principale all’interno del corto. Il lavoro viene svolto con grande serietà e passione, senza chiedere sponsor a nessun Ente perché per noi chi fa impresa si deve autofinanziare – sostengono Candida e Marinella Gifuni di Girando Intorno al Vesuvio – Il cortometraggio verrà presentato al «Giffoni Film Festival» nel 2014 e come organizzazione presenteremo un simile lavoro ogni due anni, sia per i costi esosi che richiede e sia per dare modo ai ragazzi di partecipare ancor più numerosi all’iniziativa. Siamo il primo gruppo che fa cinema sul territorio ed a breve nascerà anche la prima accademia del cinema: i ragazzi avranno la possibilità di avvicinarsi al mondo cinematografico con delle lezioni che si svolgeranno al cineteatro Metropolitan con attori di caratura nazionale ed internazionale».

Ancora top secret il titolo del corto: «Non facciamo trapelare nulla a riguardo solo per puri motivi scaramantici – concludono le signore Gifuni – Possiamo solo anticipare che sarà un prodotto di una certa qualità che di sicuro non lascerà indifferenti gli spettatori».
(Fonte foto: Ufficio Stampa di Girando Intorno al Vesuvio)

Esuberi Auchan: è rottura della trattativa, sindacati sul piede di guerra

Posizioni troppo distanzi tra i sindacati e la multinazionale francese, che chiede in Campania condizioni in deroga al contratto nazionale di lavoro.

Esuberi Auchan: è rottura della trattativa. Nessuna intesa, ieri, tra i sindacati e la multinazionale francese della grande distribuzione nella vertenza sugli esuberi individuati negli ipermercati di Nola, Giugliano e Napoli via Argine. L’azienda ha chiesto un accordo in deroga al contratto nazionale di lavoro, come accadde per la Fiat di Pomigliano, tre anni fa. Ma i sindacati di categoria Filcams-Cgil, Fisacsta Cisl e Uiltucs-Uil non hanno accettato questa impostazione per cui la trattativa si è conclusa con un verbale di mancato accordo.

La tensione, dunque, aumenta. Sono in tutto 700 circa gli addetti dei tre ipermercati in cui sono stati individuati gli esuberi, non ancora quantificati. E avanza il timore dei tagli unilaterali. Resta nel frattempo in un fase di stallo un altro focolaio di crisi nel settore regionale della grande distribuzione. Ancora nessuno spiraglio, infatti, nel braccio di ferro tra i lavoratori Ipercoop e la proprietaria Unicoop di Livorno. La cooperativa toscana ha bloccato l’invio di 250 lettere di licenziamento fino al prossimo 8 ottobre. Nel mirino c’è l’ipermercato di Afragola, destinato, in base ai piani, alla chiusura.

San Giuseppe Vesuviano. Rogo in via Macedonio Melloni

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Ennesimo e inquietante rogo tossico in via Macedonio Melloni, facilmetnte raggiungibile dai criminali ambientali delle uscite della SS 268 tra Ottaviano e Terzigno.

Era quasi mezzogiorno di martedì 24 settembre, quando una grossa colonna nera si è stagliata contro il cielo limpido, visibile a kilometri di distanza. Trovare l’epicentro non è stato difficile,la SS 268 nel tratto Ottaviano – Terzigno è un ottimo punto di osservazione,viaggia ad oltre sei metri di altezza rispetto al terreno circostante, con un poco di esperienza è stato facile raggiungere il sito.
Via Macedonio Melloni è una striscia di sterrato che congiunge via Vasca al Pianillo con via Martiri di Nassiriya,facilmente raggiungibile dalle uscite della SS 268. Sono oramai 15 anni che criminali senza scrupoli la usano per scaricare rifiuti industriali a cui periodicamente viene dato fuoco per fare spazio ad altri materiali. Una catena di montaggio a ciclo continuo che nessuno ha intenzione di spezzare.

La Commissione Straordinaria, che ha gestito il Comune di San Giuseppe Vesuviano dal 2009 al 2012, ha cercato di mettere un freno agli scarichi illegali piazzando delle telecamere che sono state puntualmente demolite o messe fuori uso dai criminali che non gradivano occhi indiscreti. L’Amministrazione Catapano ha invece seguito la strada di intercettare i rifiuti alla fonte, la Polizia Locale ha eseguito una serie di blitz nelle fabbriche tessili della zona con la chiusura di molti opifici. Questa attività era già stata messa in campo dalla Commissione Straordinaria,la nuova amministrazione ha solo incentivato i controlli coinvolgendo anche le civili abitazioni oltre alle fabbriche.

Purtroppo il grosso nodo che non si riesce a sciogliere, o forse non si vuole sciogliere, è la mancanza di sinergie nei controlli fra i comuni che costeggiano la SS 268. Mentre a San Giuseppe Vesuviano si è cercato di avviare un sistema di controlli periodici negli altri comuni o non si fanno o si effettuano operazioni sporadiche. Questo provoca che gli eco criminali si spostano di pochi metri e sono sotto la giurisdizione del comune vicino,vanificando il lavoro della Polizia Locale.
Per impedire questi disastri serve un coordinamento fra i vari comuni che segua l’Azienda dal momento in cui viene creata e in tutte le fasi della lavorazione in modo da tenere sotto controllo tutti i flussi dei materiali di scarto.

Invece molte amministrazioni tollerano questa attività in nero con la convinzione di sostenere l’economia in un momento difficile, dimenticando che se si produce in nero non è possibile smaltire legalmente i rifiuti,al di là dell’elevato prezzo di smaltimento.
Lungo questa strada vi sono enormi cumuli di materiali di scarto oltre ai resti di centinaia di incendi,nonostante che di tanto in tanto qualcosa viene rimosso dai comuni confinanti di San Giuseppe Vesuviano e Poggiomarino, giusto per permettere ai contadini di accedere ai loro fondi dove viene coltivato di tutto,dall’ortofrutta alle noccioline,in spregio ad ogni regola di buon senso che visto l’elevato tasso di diossine provocato dagli incendi aggiunto all’inquinamento proveniente dalla Vasca al Pianillo che esonda ad ogni pioggia consiglierebbe di mettere in quarantena tutta l’area o quantomeno evitare che i frutti arrivino sulle tavole dei cittadini.

Povero Macedonio Melloni che dopo una vita di studio e traversie dovute alle sue idee politiche si è visto appioppare dal comune di San Giuseppe Vesuviano la strada – sversatoio. Una vera beffa.

Pomigliano, chiuso dal comune il centro sociale del parco Partenope

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Il comune ha chiesto e ottenuto le chiavi della struttura dai responsabili del comitato “Rinascita”

“Perché ci hanno fatto questo? Cosa c’entriamo noi con le loro beghe politiche ?”. Giorgio Cioffi abita nella 219 di Pomigliano, il rione della ricostruzione ribattezzato alcuni anni fa col nome di parco Partenope. Qui, da venti anni, c’è un posto, uno stanzone, all’interno di uno dei palazzi del quartiere popolare, dove Giorgio e altri suoi vicini avevano insediato la sede di un comitato, la cui attività è stata puntata alla riqualificazione di questo insediamento segnato per tanti anni dal degrado sociale e strutturale.

“Qui ci riunivamo – racconta Giorgio – qui ci organizzavamo per chiedere al Comune lavori urgenti, per rivendicare un minimo di vivibilità ”. Ma qualche giorno fa nel parco Partenope sono arrivati i vigili urbani. Hanno chiesto e ottenuto la restituzione delle chiavi del comitato “Rinascita”. “Hanno detto – racconta il consigliere comunale Michele Oratino – che siccome noi inquilini non pagavamo la bolletta della luce della sede non potevamo tenerla aperta”.

“ Lo ripeto – aggiunge Cioffi – noi non c’entriamo niente con i problemi politici locali, con i litigi in consiglio comunale. Chiediamo semplicemente all’amministrazione comunale di far riaprire la sede del comitato Rinascita ”.

San Vitaliano, opposizione all’attacco : “l’incoerenza degli amministratori”

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L’ opposizione contesta su tutti i fronti l’operato dell’amministrazione Falcone tramite manifesto.

Ancora lontano il confronto politico auspicato da entrambe le parti all’indomani delle elezioni. A provarlo, il nuovo manifesto del gruppo consiliare d’opposizione in merito alle scelte della nuova amministrazione. Tra le questioni passate al vaglio della minoranza, scuola e assegnazione degli alloggi popolari, nonché la questione spinosa delle Commissioni, istituite con votazione in pubblica assise lo scorso 11 Settembre.

“ La nuova maggioranza auspica aperture nei confronti dell’Opposizione – si legge nel manifesto – insieme a tolleranza e moderazione, ma ancora nell’ultima seduta del Consiglio Comunale ha votato la composizione delle due Commissioni, Edilizia ed Urbanistica, senza confrontarsi sulla effettiva attualità ed utilità delle stesse, a prescindere dal valore dei tecnici scelti”. Motivo che effettivamente indusse la minoranza ( i consiglieri Pasquale Raimo e Roberta Nardi ), in sede di civico consesso, all’astensione completa dal voto: la scelta convinse l’amministrazione a bloccare, in quella stessa occasione, l’istituzione della Commissione Trasparenza, introdotta dal Consiglio Comunale nel Marzo 2009 e la cui presidenza spetta all’opposizione

“Noi riteniamo – si legge ancora nel manifesto – che il sindaco Falcone deve essere coerente con le scelte da lui stesso operate e non ostacolare o stravolgere il Regolamento ed il percorso di insediamento del presidente e dei componenti ed, in futuro, il corretto funzionamento della commissione sulla trasparenza dell’amministrazione, utilissima per il buon funzionamento della democrazia”.

Ancora sulla questione delle Commissioni, l’opposizione pone l’accento anche sul rinvio di richiesta d’istituzione di un’apposita commissione comunale Casa per realizzare l’assegnazione delle case ex Legge 219 per i cittadini aventi diritto. Ma non solo. Tra le altre responsabilità, l’isola ecologica e il relativo regolamento comunale per la gestione e il funzionamento, approvato lo scorso 11 Settembre nonostante la minoranza abbia chiesto di regolarizzarne il suolo, non essendo ancora a norma.

“Da queste prime battute – dichiara l’opposizione – abbiamo l’impressione che la maggioranza attribuisca importanza ad altre cose e prediliga i metodi spicci visti in azione nelle sedute del Consiglio, dando conferma che sostituisce il dialogo e il confronto delle idee con l’arroganza. Preferiremmo vedere sindaco e giunta al lavoro su qualche concreto progetto educativo, di sviluppo occupazionale, di efficace amministrazione, di sport e tempo libero e attendiamo di sapere con quali formule intendono risolvere qualcuno dei problemi che veramente affliggono la Cittadinanza: scuola, assegnazione degli alloggi popolari, realizzazione di un giusto piano urbanistico comunale, servizi municipali adeguati, il piano per il commercio, tasse pesanti e aria e acqua e suolo malati”.

Fiom contestata alla Fiat di Pomigliano. E la Panda “frena”

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Le invettive dei Cobas hanno costretto i metalmeccanici della Cgil a rinviare il rientro nella fabbrica napoletana, dopo anni di allontanamento forzato. I comitati di base annunciano per domani picchetti davanti allo stabilimento.

I Cobas hanno contestato la Fiom davanti alla Fiat di Pomigliano. Una polemica che ieri ha costretto i metalmeccanici della Cgil, accusati di aver assunto posizioni troppo “morbide” verso Marchionne, a rinviare il loro rientro in fabbrica, deciso dalla magistratura dopo ben tre anni di allontanamento forzato per non aver firmato, nel 2010, l’accordo Panda.

Intanto le tensioni si stanno consumando sullo sfondo di brutte notizie provenienti dal mercato. Sempre ieri, infatti, il Lingotto ha annunciato la cassa integrazione per la gran parte dei circa 3200 operai dello stabilimento automobilistico attualmente in attività ) altri ( 2300, indotto compreso, sono in cassa a zero ore da anni ).

Lo stop alle produzioni, determinato dal calo degli ordini fatto registrare proprio dalla vettura di punta del gruppo, è stato programmato nella settimana dal 7 all’11 ottobre. I sindacati sono preoccupati. ” Il governo deve individuare un intervento strutturale che rilanci i consumi, incentivi la crescita e deliberi misure a sostegno del rilancio industriale – l’appello di Giuseppe Terracciano, segretario della Fim-Cisl di Napoli -ciascuno deve fare la sua parte in funzione delle proprie responsabilità “.

Secondo indiscrezioni non confermate la Fiat starebbe pensando di fermare la grande fabbrica napoletana anche nella settimana del ponte di Ognissanti, tra la fine di ottobre e gli inizi di novembre.

” Spero – l’analisi di Luigi Mercogliano, segretario regionale della Fismic – che si tratti solo di una flessione congiunturale dovuta al calo degli ordini, che di solito si registra durante la pausa estiva. La Panda è la migliore utilitaria del momento – conclude Mercogliano – per cui credo che le previsioni non siano così fosche come sostengono le Cassandre “.

Ma il conflitto sociale è dietro l’angolo. ” Il piano Marchionne è fallito, venerdi trasformeremo la Fiat di Pomigliano in un campo di battaglia “, ha gridato, ieri pomeriggio, davanti al cancello della fabbrica automobilistica, Mimmo Mignano, leader Cobas, un operaio di 48 anni licenziato dalla Fiat alcuni anni fa.

I comitati di base sono sul piede di guerra. La loro protesta ha fatto rinviare a data da stabilire il rientro dei delegati della Fiom, previsto proprio nel pomeriggio di ieri, all’una e mezza, durante l’affollato cambio tra il primo e il secondo turno di lavoro. ” Basta con le sceneggiate della Fiom: subito lo sciopero a Pomigliano “, la scritta rossa nel pezzo di lenzuolo appeso sui muri del piazzale dai militanti Cobas, che hanno formato il Comitato di Lotta Cassintegrati e Licenziati Fiat.

” I Cobas contestano a prescindere “, ha però replicato Franco Percuoco, segretario della Fiom. Percuoco ha poi spiegato che il rinvio del rientro in fabbrica dei delegati, comunicato in mattinata, sarebbe stato deciso da ” cause organizzative “. Si profila il più classico dei ” tutti contro tutti”. ” Il 22 giugno scorso, durante la protesta con i picchetti contro il sabato di straordinario – la stizza di Mignano – Landini e i suoi ci hanno lasciati soli a fronteggiare polizia e carabinieri, dopo soltanto dieci minuti di blocco della fabbrica “.

Nel frattempo si prospetta una situazione simile alle vicende di giugno. Oggi pomeriggio, alle 17 e 30, Oreste Scalzone, l’extraparlamentare fondatore di Autonomia Operaia e di Potere Operaio, parlerà di Fiat e di precariato nel laboratorio occupato Ska, a Napoli. E domattina, davanti ai cancelli di Pomigliano, ci saranno anche i Cobas dell’Astir e dei consorzi di Bacino, i Carc i disoccupati Bros e alcuni centri sociali provenienti da tutto il Paese .

Sant’Anastasia. La vicenda della villa Tortora-Brayda

La lunga storia della villa nota anche come “il Boschetto”. Tra dimenticanze, mala politica e canoni di favore.

Siamo convinti che la bontà di un’amministrazione comunale si valuti per la sua capacità di portare a soluzione, in termini ragionevoli, la realizzazione di nuove opere pubbliche, di nuova organizzazione del territorio, di nuova e più efficiente organizzazione della macchina comunale, di là dalla semplice manutenzione dell’esistente.
L’attuale amministrazione Esposito si sta dando molto da fare per la manutenzione di strade, marciapiedi e verde pubblico, svuotando probabilmente le casse comunali dai residui e accantonamenti, accumulati dalle amministrazioni precedenti per sopperire a eventuali imprevisti di spesa. Nulla o poca cambia, invece, per il nuovo.

A dimostrazione di questa nostra opinione, esamineremo alcune nuove realizzazioni che attendono da anni di essere portate a termine. In questo primo articolo tratteremo dell’annosa questione del parco pubblico di villa Tortora-Brayda, più nota come “il Boschetto”, di cui è riportata in allegato la planimetria catastale.
La vicenda inizia negli anni ’80 del secolo scorso, allorché il nostro attuale sindaco era già in amministrazione, come assessore prima e vicesindaco poi, con l’approvazione, con delibere C.C. del 1983, di un progetto per la realizzazione di una villa comunale su una proprietà di circa 46.000 mq di superficie, comprendente un terreno agricolo, un parco ornamentale, un parco alberato, entrambi di notevole pregio, con annesso fabbricato. La proprietà del tutto era della cooperativa IDAS che l’aveva rilevata dai germani Tortora-Brayda.

Dopo alcuni anni, con due provvedimenti sindacali del 1985 e del 1986 si decretò l’occupazione “d’urgenza” per anni cinque delle aree in questione, previo ricognizione delle stesse. All’atto della ricognizione, si costatò che parte del terreno agricolo era coltivato da un colono che occupava anche alcuni locali del fabbricato, altri locali, invece, erano occupati da altre persone.

Passano altri anni e nel 1990 la giunta municipale approvò la stima del valore degli immobili per L. 3.264.000 circa, effettuata dai tecnici cui era stata commissionata. Il Comitato Regionale di Controllo impugnò la delibera e dispose d’acquisire la stima dell’Ufficio Tecnico Erariale che corresse il valore a L. 1.018.000 circa (in sostanza un terzo). Stranamente l’Amministrazione Comunale, anziché prendere atto di questo nuovo valore degli immobili con cui indennizzare la proprietà ed emanare il relativo decreto d’esproprio che avrebbe chiuso la questione, acquisendone la piena proprietà, mandò tutto nel dimenticatoio, pur mantenendo l’occupazione degli immobili.

Lasciamo al lettore giudicare se fu una vistosa dimenticanza, protrattasi per di più negli anni successivi, oppure una precisa scelta per favorire la cooperativa IDAS, come vedremo in seguito.
Trascorsi i cinque più 2+2 anni di proroga per l’occupazione legale, secondo la legislazione vigente, la cooperativa IDAS citò in giudizio nel 1994 il Comune di Sant’Anastasia per occupazione illegittima della sua proprietà, rivendicandone la restituzione e relativa indennità d’occupazione, comprensiva di rivalutazione e interessi legali per tutto il periodo di possesso.

La cooperativa IDAS, a sua volta, era debitrice nei riguardi del Comune per i diritti di proprietà e di superficie concessi nell’ambito del piano 167 di via Romani. Finalmente nel dicembre 2002 si pervenne a una transazione tra le parti che consentì al Comune d’entrare nel pieno possesso legale del complesso Tortora-Brayda, senza però aver definito i rapporti con le persone che occupavano parte dei locali del fabbricato e del terreno agricolo, questione tuttora in essere.

C’era da aspettarsi che il Comune, che aveva accantonato prudentemente, se ben ricordiamo, circa sette miliardi di lire per far fronte alla controversia, dopo tante traversie, provvedesse, nei tempi tecnici strettamente necessari, a porre mano alla realizzazione del tanto agognato parco pubblico, con la ristrutturazione del complesso edilizio, con annesso giardino ornamentale, del parco alberato e del restante terreno agricolo. Sarebbe stata messa in tal modo al godimento dei cittadini una struttura pubblica unica nel panorama del territorio vesuviano, considerando anche il limitrofo Santuario di Madonna dell’Arco.

Negli anni successivi, invece, non si risolse e non si è risolto tuttora il rapporto con le persone che occupano parte dei locali del piano terra del fabbricato e parte del terreno agricolo, lasciando praticamente in abbandono il complesso, a parte un piccolo intervento sulla recinzione, per ragioni di sicurezza, una pulizia sommaria del viale alberato e la costruzione di un piccolo parco gioco, il tutto lasciato poi all’incuria del tempo. Si provvide, invece, e non se ne comprende davvero la logica di simile intervento, all’approvazione nel 2008 della progettazione di un piccolo complesso ricettivo, lungo il confine con via Romani. I relativi lavori furono terminati nel 2011 e collaudati ben un anno dopo, senza dar luogo al successivo utilizzo del manufatto realizzato.

Ad aprile di quest’anno, l’Amministrazione Comunale assegna, previa procedura di gara, in locazione alla ditta Sandi Leonessa, al modico canone di € 720 mensile, il complesso recettivo, comprensivo di vasta area esterna di pertinenza, per la distribuzione, come recita il bando di gara, di alimenti e bevande. La ditta Leonessa, che evidentemente ha in mente ben altro e più proficuo uso, senza alcuna autorizzazione, esegue una serie di lavori di adattamento, tale da suscitare ad agosto un’interpellanza rivolta al sindaco e agli uffici comunali preposti da parte di alcuni consiglieri comunali. Tale interpellanza è riscontrata poco dopo dai responsabili dei lavori pubblici e del patrimonio che chiariscono che l’amministrazione non ha autorizzato né affidato l’esecuzione di alcun lavoro.

C’era da aspettarsi che il sindaco intervenisse subito per il ripristino della legalità, come richiesto dai consiglieri interpellanti, e invece, al motto “gli abusivisti vanno sempre assecondati”, convoca su due piedi la giunta e fa approvare le modifiche apportate con i lavori eseguiti, compresa una non precisata struttura esterna smontabile, ancora da realizzare. In pratica si approva, nel complesso di un parco pubblico, la realizzazione di bar- ristorante con vasta area esterna da coprire con strutture smontabili, a uso di un privato al modico canone mensile di € 720 mensile.

Poi lo scorso 21 settembre, preceduto da un ben orchestrato battage pubblicitario, inaugura l’apertura al pubblico del parco in argomento, ripetendo la stessa operazione dell’amministrazione comunale precedente che, previa pulizia sommaria del parco alberato, l’installazione di alcune panchine e di giochi per bambini, aveva anch’essa messa in opera analoga funzione pochi anni orsono. In seguito era stato tutto abbandonato all’incuria del tempo sino a pochi giorni orsono, allorché il sindaco Esposito si ricorda del parco e ripete, appunto, la stessa operazione con molta maggiore enfasi.

In realtà esaminiamo qual è l’attuale situazione del complesso Tortora-Brayda. Il fabbricato della villa e il prospiciente giardino ornamentale, sono chiusi e non accessibili al pubblico. Non è stata risolta la questione delle persone che da generazioni occupano parte dei locali al piano terra della villa. Il terreno agricolo che si sviluppa lateralmente al viale alberato, un tempo adibito a frutteto e orto e che costituisce gran parte della superficie del complesso, è abbondato e invaso da sterpi e rovi, ad eccezione di quanto utilizzato per il nuovo complesso ricettivo sul confine di via Romani e i cui lavori sono ancora in corso.

Dopo trent’anni dall’inizio di tutta la vicenda Tortora-Brayda, in un lasso di tempo in cui millenni orsono gli antichi Egizi costruivano le piramidi, la cittadinanza anastasiana è ancora in attesa della realizzazione della grande villa comunale. A consolazione, gli si offrono manifestazioni di sapore teatrale nella tradizione napoletana.

LA PLANIMETRIA DEL BOSCHETTO

Somma Vesuviana. Rissa davanti alla scuola. L’ira dei residenti

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I residenti del quartiere lamentano da tempo problemi di viabilità e di scarso controllo.

“È un quartiere abbandonato da Dio e dalle Istituzioni”. “È terra di nessuno, dove vedi arrivare i signorotti della politica locale solo durante le elezioni e noi, puntualmente, ci facciamo illudere dalle loro promesse. Si devono vergognate tutti, nessuno escluso”. “I nostri amministratori se ne devono andare a casa”. È durissimo il giudizio dei residenti di Rione Trieste, vasto e popoloso quartiere periferico della cittadina vesuviana, che nella tarda mattinata di ieri è stato teatro di una scena di violenza inaudita. A fare da spettatori, purtroppo, i tantissimi bambini della scuola primaria e della scuola dell’infanzia che a quell’ora uscivano dalle classi.

Il caldo, la viabilità sistematicamente in tilt, gli spazi angusti, i cantieri aperti e incompiuti, il degrado, l’esasperazione di chi, quotidianamente, non riesce ad uscire o ad entrare nella propria abitazione perché il passaggio viene ostruito da qualche auto in sosta selvaggia, l’assenza della polizia municipale: un mix esplosivo, la cui miccia è stata innescata ieri dalla bestialità dell’incivile di turno che a quell’ora passava da quella parti e che mal ha tollerato il traffico e il fatto che il guidatore che gli stava davanti era troppo lento. In realtà il malcapitato, un sessantenne, che viaggiava in compagnia della moglie, tornava da un matrimonio e cercava, invano, di entrare nel vicolo che conduce alla sua abitazione, adiacente al cantiere del futuro (?) campetto polivalente e a quello che alla cosiddetta chiesa vecchia, ma un’auto in sosta ne impediva il transito.

Da qui il rallentamento che tanto ha disturbato un uomo il quale, in un’Audi nera viaggiava insieme ad altri due e che, sotto gli occhi di tanti genitori e tanti bambini che in quel momento uscivano dalla scuola, è sceso dall’auto e ha aggredito il sessantenne che non ha avuto nemmeno il tempo di difendersi, cadendo sull’asfalto. Ed è stato proprio lì, a terra, che l’aggressore, sordo alle suppliche della moglie dell’uomo, lo ha picchiato selvaggiamente, sferrandogli, prima di scappare, anche un calcio in pieno volto, all’altezza dell’occhio.

In un attimo si è scatenato l’inferno: bambini in lacrime, donne urlanti alla vista del sangue sul volto dell’uomo e sulla povera donna che, nel tentativo di difendere il marito, si è procurata diversi graffi ed escoriazioni sulle braccia e sulle gambe. Mentre il balordo vigliaccamente scappava, qualcuno è riuscito a prendere il numero di targa dell’auto, che è stato consegnato ai carabinieri della stazione locale, al comando del maresciallo Raimondo Semprevivo.
“Ho supplicato quell’uomo di smetterla, di non fare del male a mio marito- ha raccontato ancora sotto shock la signora- che è un cardiopatico: ma non mi ha sentito. Anzi, quel vigliacco ha continuato a colpirlo”.

Avvertiti da alcuni operatori scolastici, poco dopo sul posto sono intervenuti due vigili urbani che, dato il clima incandescente , hanno rischiato un vero e proprio linciaggio da parte dei residenti. “Deve per forza capitare un guaio per vedervi in strada? Chi ci deve garantire la sicurezza? Dov’è il vigile di quartiere? Perché non è mai in servizio fuori la scuola?” Tra un coro di ingiurie e di offese, la polizia municipale ha provveduto comunque a ripristinare l’ordine e la viabilità. Ma la rabbia e l’indignazione del quartiere è solo momentaneamente sedata e l’intenzione di tanti è quella di una protesta forte a Palazzo Torino, “dove – spiega inferocito un nutrito gruppo di genitori- chiunque arriva si dimentica di questo quartiere.

Sono passati cinque mesi dalle elezioni e qui non si è mosso nulla. Intono a noi c’è sempre lo stesso degrado, i cantieri sono stati solo aperti e le opere pubbliche promesse praticamente sono a zero. Ci avevano assicurato che per lo scorso natale i nostri figlia avrebbero avuto quel campetto e invece? Non solo i lavori sono fermi ma ci hanno tolto anche quel poco di spazio che avevamo per parcheggiare. Noi che abitiamo a via Pigno, via Colle, via Bosco, come dobbiamo accompagnare i nostri figli? A piedi? Già, a piedi: e i marciapiedi? Che dire di quella vecchia chiesa? Siccome è pericolante è stata transennata e così ci hanno tolto anche i marciapiedi! Il sindaco ci aveva promesso che sarebbe stata abbattuta , ma ormai non ci speriamo più.

Vogliamo parlare delle caditoie che, intasate e sporche, emanano una puzza stomachevole? E del controllo? Dei vigili? Dove sono? Quello che è successo oggi è la conferma che per i nostri amministratori, di cui alcuni sono proprio di questo quartiere, siamo cittadini di serie B”.

L’umiliazione e la violenza subita da una famiglia nota e perbene del quartiere Rione Trieste ha immediatamente suscitato l’indignazione della rete, dove è iniziato il processo all’attuale amministrazione che, ad oggi, distratta da lacerazioni interne alla maggioranza che ha portato alla vittoria di Raffaele Allocca, vive un momento di stallo amministrativo.
Intanto, si moltiplicano le attestazioni di solidarietà per l’uomo aggredito, che è stato trasferito al Loreto Mare per un serio trauma all’occhio.

Afragola, riparte l’ ” Isola Ecologica Mobile”

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Lo sversatoio “itinerante” al via la prossima settimana. Un progetto divenuto consolidata realtà e potenziato con altri 11 appuntamenti in altrettante aree del grande centro a nord di Napoli.

Riparte l’Isola Ecologica Mobile, che fa il suo debutto autunnale dopo il successo riscontrato durante la campagna estiva. Dal 5 ottobre prossimo, per undici sabati consecutivi, fino al 14 dicembre, gli abitanti di Afragola potranno recarsi nella struttura per depositare i rifiuti ingombranti misti: ferro, legname, materassi, plastica dura e divani. L’orario di conferimento è stato programmato dalle 9 alle 12. L’iniziativa porta la firma dell’assessorato all’ambiente, retto da Salvatore Iavarone, dell’ amministrazione guidata dal neosindaco Mimmo Tuccillo.

L’iniziativa, che ha l’obbiettivo di incrementare la raccolta differenziata attraverso una capillare campagna di sensibilizzazione civica , rientra nel programma più complessivo che l’ assessorato all’ambiente, di concerto con la giunta, ha predisposto per riqualificare il territorio, flagellato, come tanti altri nell’hinterland, dalla presenza di alcune discariche abusive, formate soprattutto, appunto, da rifiuti ingombranti.

Ecco intanto il calendario con le aree individuate per il conferimento degli ingombranti: piazza Sacri Cuori ( 12 ottobre ), corso Italia ( 19 ottobre ), via Arena angolo via Cinquevie ( 26 ottobre ), via Salvator Rosa ( 2 novembre ), via Saggese rotonda TAV ( 9 novembre ), rione Salicelle, spazio antistante scuola Europa Unita ( 16 novembre ), area antistante stadio Moccia ( 23 novembre ), piazza Municipio ( 30 novembre ), piazza Castello ( 7 dicembre ), via Cimitero e prolungamento via Oberdan ( 14 dicembre ).