Guerra nel Pd dopo il commissariamento della sezione locale. Mentre Lorenzo Metodio scrive al sindaco invitandolo a istituire una commissione d’inchiesta sulla discarica La Marca.
A volte la politica fa più «rumore» fuori dai palazzi del potere. Lo stanno dimostrando in queste ore, a Somma Vesuviana, due compagini che sui banchi di Palazzo Torino, per vari motivi, non ci sono mai arrivate.
Una è quella che faceva capo, in campagna elettorale, al candidato sindaco Lorenzo Metodio, «La Città Cambia», l’altra è il neonato comitato pro Renzi cui hanno aderito alcuni dei più votati esponenti del Pd (ci sarebbero, tra gli altri Umberto Maione, Crescenzo De Falco e Michele Antonio Mocerino) gettonatissimi ma comunque non eletti in consiglio perché il loro partito non ha passato il primo turno. «La Città Cambia», oltre numerose iniziative, ha firmato di recente (la firma in calce è quella di Metodio) una lettera indirizzata al sindaco Raffaele Allocca chiedendogli di istituire una commissione d’inchiesta allargata alla partecipazione dei cittadini. Una commissione che faccia chiarezza sui danni causati dalla presenza sul territorio della discarica «La Marca».
«Dopo anni di silenzi – scrive Metodio al sindaco – credo che i cittadini di Somma, ed in particolare gli abitanti di Rione Trieste, abbiano il diritto di conoscere la verità e quindi è un tuo dovere, come primo cittadino, nonché responsabile sanitario della nostra comunità, fare chiarezza su quanto accaduto negli anni». In attesa di reazioni dal Palazzo rispetto a questa richiesta che di sicuro la comunità condivide in tempi in cui stanno sempre più salendo agli onori e agli oneri delle cronache i danni dei siti inquinati in tutta la Campania, non si può non incuriosirsi rispetto alle conseguenze che avrà, sul panorama politico locale, un’altra richiesta che arriva dai sostenitori locali di Matteo Renzi, ormai per l’opinione pubblica segretario in pectore del Pd nazionale.
In attesa delle primarie che ratifichino questa previsione sulla quale in tanti scommettono, i renziani di Somma Vesuviana si «ribellano» alla gestione provinciale del partito che al momento è commissariato. Il commissario, in arrivo da Pomigliano d’Arco – altro ex baluardo rosso – si sarebbe già insediato, non senza scintille. Perciò, i sostenitori sommesi del sindaco fiorentino non sono rimasti a guardare, diffondendo un duro comunicato stampa che prende di mira non solo la segreteria provinciale (ndr attualmente guidata da un altro concittadino, Gino Cimmino), ma anche i consiglieri comunali. Eccone il testo, inviato dopo una incandescente riunione tenutasi il 26 settembre scorso.
«Urge comunicare alla cittadinanza tutta la grave situazione ed il clima ostile nel quale sta lavorando oggi il partito democratico di Somma Vesuviana. Una sezione attualmente commissariata contro la volontà di coloro i quali hanno ottenuto la gran parte dei voti conferiti al PD alle ultime elezioni comunali. Per mano di cariche partitiche lontane al nostro territorio il partito democratico di Somma Vesuviana è stato commissariato non per sostenere coesione ed unità , ma per salvaguardare uno spazio che invece di essere casa del popolo è proprietà di pochi, i soliti noti. Sentinelle messe a guardia per impedire crescita e partecipazione popolare. Un commissariamento volto all’autoconservazione di una classe dirigente sbiadita.
Opaca. Ingrigita. Inutile. Per noi la politica ha senso solo se è un laboratorio di innovazione, una realtà in continuo divenire da cambiare giorno per giorno. Noi che abbiamo sposato l’ “Idea Renziana”del partito democratico pensiamo che anche a Somma Vesuviana ci sia bisogno di una “rottamazione”. Una rottamazione che porti ad una spinta ed aiuti il paese a rimettersi in movimento. Chi ha occupato le poltrone del potere in questi ultimi anni teme ciò che accade fuori . Teme la rivoluzione culturale, sociale, ideologica. Mossa con le armi del pensiero e della novità. Questa generazione di politici ha fallito, per ciò che ha fatto ma soprattutto per ciò che non ha fatto.
Ci ferisce ulteriormente il contegno dei nostri consiglieri comunali che non dando espressione di una decisa opposizione viene meno alle speranze manifestate dai nostri elettori. Procrastinare ulteriormente il lavoro della sezione politica del PD Somma Vesuviana aumentando il divario tra cittadini ed elettori non è ciò che vogliamo. Che la politica è fatta di tempi lunghi ma noi non vogliamo aspettare. La politica non è solo dei politici, è cosa del popolo. Deve interessare la collettività, nessuno escluso, poiché i binari della politica si intersecano con la quotidianità di tutti noi. La cittadinanza ha il dovere morale di impegnarsi da cittadini coscienti e responsabili. Ora tocca a voi. Desideriamo coinvolgere tutti in un progetto di democrazia diretta e riportare la vostra voce nel processo politico.
Se avete puntato sull’anti politica sappiate che essa sa esser ancor meno riconoscente della politica tradizionale. Vogliono imporci un tesseramento a porte chiuse, ma noi non temiamo le masse. Senza alcuna remora vi sproniamo a partecipare. Non abbiamo nessuna poltrona da preservare, ma solo muri da abbattere. Siate con noi». Presto sarà resa dei conti, dunque. Se non stupiscono, nel testo, le stoccate alla segreteria napoletana, non è così per quella ai consiglieri comunali tacciati di non mettere in atto un’opposizione «decisa». Che ci siano frizioni non sviscerate e molto poco rese note anche tra i renziani e l’ex candidato sindaco Auriemma? Lui, infatti, insieme a Giuseppe Cimmino, svolge da qualche mese il ruolo di rappresentante Pd in assise pubblica.

