XII Festa dello Stoccafisso e del Baccalà norvegese: torna a Somma con grandi novità

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Venerdì l’incontro d’apertura, poi una cena di gala. Sabato e domenica la sagra. Degustazioni, canti, balli popolari e expò di prodotti tipici.

 Somma Vesuviana (Na), mercoledì 6 novembre 2013. Le associazioni Vesuvia Pro Loco e Villa Summa, con il patrocinio morale del Comune di Somma Vesuviana e Regione Campania, Ente Parco Nazionale del Vesuvio e Confcommercio, ripropongono la Festa dello Stoccafisso e del BaccalĂ  norvegese, uno degli appuntamenti più attesi dal turismo di settore, capace di stimolare anche l’interesse di visitatori semplicemente curiosi.
La tre giorni non è solo dedicata alla degustazione di pietanze tradizionali a base del noto merluzzo nordico, infatti l’incontro di presentazione, che si terrĂ  venerdì 8 novembre alle 18.30 nell’area “La Porta del Parco”, luogo dove si svolgerĂ  l’intera manifestazione, si impegnerĂ  ad approfondire il tema «Conserviamo le tradizioni: proposte per la salvaguardia del patrimonio
socio-culturale sommese a vantaggio dell’economia locale», scelto per identificare la Festa con l’inizio di nuove possibilitĂ  professionali per i giovani allo scopo di coinvolgere soprattutto questa fascia sociale nel processo di sviluppo dell’imprenditoria del ramo.

Interverranno:
Mario Aurelli, presidente Vesuvia Pro Loco.
Salvatore Esposito, presidente Villa Summa
Comune di Somma Vesuviana, una rappresentanza
Ugo Leone, presidente Ente Parco Nazionale del Vesuvio
Ciro Fortunio, Scanfish srl
Senofonte Demitry, presidente prov. Giovani imprenditori Confcommercio
Carmine Cimmino, cultore ed esperto della VesuvianitĂ 
Adriano Santoro, prof. associato Dip. di Medicina Veterinaria e Produzioni animali
Francesco Gravetti, giornalista «Il Mediano»

Quest’anno è riservata un’attenzione particolare all’aspetto culturale, per cui subito dopo l’intervento dei relatori si svolgerĂ  la singolare cena di gala, su prenotazione, “’700 Vesuviano – Opera buffa a base di stocco” (testi di Federico Ambrosanio, coreografie di Angelo Parisi dell’accademia Percorsi di Danza e direzione musicale di Rosanna Cimmino), curata dal raffinato Rose Rosse – Relais di Charme, che per l’occasione propone un menù a tema con i prodotti di Scanfish, vini del Gocciolatoio Casciello. Sul prezioso tovagliato le impeccabili composizioni floreali del Fiore dei Fiori. Spazio ai giovani: gli allievi dell’alberghiero dell’Istituto Montessori, prestigiosa realtĂ  scolastica, saranno impegnati nell’accoglienza con un aperitivo di benvenuto. Durante la serata, alla quale parteciperanno sindaci del Vesuviano, personalitĂ  degli enti patrocinanti e gente comune, l’organizzazione donerĂ  abbigliamento utile alla Cri di Somma Vesuviana in previsione dell’apertura della nuova sede.

La XII Festa dello Stoccafisso e del BaccalĂ  norvegese intende essere un mix di espressioni locali, perché Somma Vesuviana ha tanto da raccontare. Non è un caso, infatti, che lo storico Caffè Masulli proponga un dolce all’albicocca, un saluto all’agricoltura locale, di cui il frutto è una consolidata espressione.

Sabato 8 e domenica 9, dalle 20, l’attesissima sagra dello stoccafisso e del baccalĂ  norvegese. Il merluzzo nordico, sapientemente lavorato, sarĂ  quindi preparato con maestria, secondo la tradizione, dagli chef di Villa Smeraldo e Casa Tre Pizzi. Musica folk e tammurriate a cura di gruppi popolari del territorio. Nell’area destinata alla Festa stands per l’esposizione di prodotti tipici e un omaggio a Somma Vesuviana: la proiezione di immagini storiche e attuali della cittĂ . In più domenica mattina, a partire dalle 9, Expò Confagricoltura; di sera, per gli appassionati di calcio, diretta Juventus-Napoli. ChiuderĂ  la tre giorni l’agenzia di spettacolo e servizi Made in Eventi proponendo un’attrazione a sorpresa.
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Crisi politica a Boscoreale: il commento dei militanti del Pd

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I democratici: “E’ impensabile che si blocchi l’amministrazione di un paese come Boscoreale per diatribe politiche o di gelosie o di prevaricazioni per il solo protagonismo personale”.

 Sono in pochi a voler parlare e la parola “crisi” fa paura solo a pronunciarla.

Eppure i militanti del Pd cittadino sentono la necessitĂ  di intervenire per chiedere al sindaco Giuseppe Balzano azioni forti, altrimenti, dicono “altrimenti il senso di questa anomala aggregazione ci sfuggirebbe del tutto o non avremmo più ragione di riporre in lui speranza e fiducia”. Dopo aver appreso della richiesta di una parte della maggioranza che vuole il ritiro delle deleghe per assessore Raffaele De Falco e l’azzeramento della giunta, affermano l’ex consigliere Francesco Paolo Oreste, Lello D’Errico, Peppe Sartore, Mimmo Matrone e Francesco Brancaccio:

“Non sappiamo i motivi ma certamente possiamo immaginare la prevaricazione dell’assessore De Falco nei confronti di chi per la prima volta si affaccia ad amministrare un paese. Gli assessori che compongono la giunta, ne siamo certi, sono dei professionisti seri e capaci e laboriosi, ma solo adesso possiamo capire l’immobilismo di questa amministrazione a sei mesi dal suo insediamento. E’ impensabile che si blocchi l’amministrazione di un paese come Boscoreale, che viene giĂ  da un mal governo precedente, e che, ha affidato al sindaco Balzano la fiducia per una ripresa immediata della rinascita di Boscoreale, si logori dietro a diatribe politiche o di gelosie o di prevaricazioni per il solo protagonismo personale che comunque riflette una forza di maggioranza non determinante al prosieguo della legislatura”.

E sui risultati di un’amministrazione ormai ferma, aggiungono: “E’ sconcertante come, a soli sei mesi dal voto, ci si ritrovi dinanzi alle solite lotte di potere e interesse che finiscono sempre per prevaricare l’unico vero fine che dovrebbero avere gli amministratori, ossia la cura ed il perseguimento del bene comune. Il paese ristagna in un torpore che vede abbandonati e sospesi in un limbo tutti i progetti politici e amministrativi oggetto di propaganda elettorale. Noi abbiamo creduto e crediamo nella possibilitĂ  che il sindaco Balzano possa essere collante e traino di una coalizione sicuramente eterogenea ma che avrebbe dovuto avere la necessitĂ  ed il dovere di preporre la salute e lo sviluppo della nostra cittadina a qualsiasi altro tipo di “valutazione” politica. E invece è proprio la politica, nella sua concezione più becera, a porsi da intralcio”.

Pertanto, certi di non rimanere inascoltati, i militanti del Pd invitano il sindaco a “rimuovere celermente ogni tipo di impedimento ulteriore ad una giĂ  tardiva ripartenza dell’azione amministrativa”.

Quando il tempo non è galantuomo:

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Era in attesa di una cattedra dal 1999, purtroppo si è spenta nel 2005. La triste storia di Sabrina C. apre una riflessione sul tempo sospeso e infinito che i docenti precari trascorrono nelle graduatorie della scuola.

 Chi per anni attende una busta gialla, di quelle dozzinali e paglierine, sulla quale campeggia il timbro dell’Ufficio Scolastico Regionale, conosce il valore del tempo. È avvezzo al suo sedimentarsi, al suo neghittoso ondivagare.

Conosce il significato della pazienza e sa riempire l’attesa con la speranza o semplicemente con il disincanto. Sa che il tempo, o almeno ha sentito dire, è galantuomo e che alla fine premia sempre i meritevoli e i tenaci. Si è forgiato e temprato negli eoni gnostici di astrologie Caldee alla ricerca di un tempo migliore. Ha visto negli occhi di Einstein un relativismo temporale che avvolge tutto l’universo e travolge troppo spesso le nostre esistenze. Spesso ha condiviso col filosofo della Hispania Betica il concetto di tempo presente: “Praesens tempus brevissimum est, adeo quidem ut quibusdam nullum videtur”.

Il tempo presente è brevissimo, a tal punto che ad alcuni sembra inesistente. Quella stessa inesistenza e inconsistenza del presente che avranno percepito i parenti della maestra Sabrina. La mattina in cui hanno aperto la busta gialla dell’USR del Lazio hanno tristemente realizzato che il tempo spesso fa delle volute su se stesso allontanandosi dalla linea dritta. In esso genera i buchi neri della memoria e riporta ad oggi ciò che è stato ieri. Sabrina si è spenta nel 2005 vittima di un mare incurabile. Nel lontano 1999 aveva sostenuto il concorso abilitante per diventare maestra di scuola elementare. Forse un sogno, forse solo una strada da esperire per trovare la giusta dimensione del lavoro nella propria vita. Non lo sappiamo e non lo sapremo mai.

Ma nell’attesa si è consumata una vita. aveva cominciato a fare delle supplenze che poi aveva dovuto interrompere per l’arrivo della malattia. La sorella della maestra ha esclamato: “Quando ho visto la raccomandata non volevo crederci. Sapere quanto fosse importante per lei non ha fatto altro che riaprire una ferita”. Per poi aggiungere: “Io e mio fratello siamo disoccupati da qualche tempo, sapere che almeno lei si sarebbe finalmente sistemata, soprattutto in un periodo di crisi come questo, sembra un’ulteriore presa in giro. Abbiamo comunque deciso di festeggiarla, sappiamo quanto ne sarebbe stata felice. Sabrina lo meritava davvero”.

Ci sono ferite che non sono individuali o familiari. Ci sono ferite che sono purtroppo sociali. Quel vulnus è di tutti. Non perché la burocrazia e la morte abbiano combattuto una macabra battaglia di precedenze. Semplicemente perché il tempo della vita è stato battuto da quello della morte. Il tempo della vita è il tempo del lavoro, a maggior ragione in una democrazia che dice di essere basata sul lavoro. La precarietĂ  deve essere sentita, soprattutto in questo momento di crisi, come un attentato costituzionale, un golpe alle basi stesse del nostro vivere sociale e civile. Un flagello medievale che oscura il cielo dell’orizzonte. Nel frattempo, al senato si discute di decreto istruzione e ci si azzuffa, o si fa solo finta di farlo, per delineare un decreto che sia positivo e lungimirante.

Si discute se riaprire o meno le graduatorie ad abilitati tramite TFA, PAS, idonei dell’ultimo concorso e SFP, una giungla di sigle che dovrebbe contraddistinguere i futuri docenti o i docenti del futuro. Una congerie di concorsi, concorsone e concorsini che sta sfornando altri abilitati. Mentre ogni giorno leggiamo di ricorsi e controricorsi avversi a quel concorso o quell’altro per imbrogli, errori, misfatti o semplicemente, lasciatemelo dire, per voluta incompetenza. E sempre con enfasi si promettono assunzioni in ruolo che sgonfino le ipertrofiche graduatorie e consentano ai nuovi abilitati di intraprendere la lunga marcia di avvicinamento al ruolo. Su questo versante è arrivato il momento di dire basta.

Non si può più attendere. Basta con rimedi cervellotici e colpi di teatro che rinviano sine die la situazione del precariato nel modo della scuola. Basta con una navigazione a vista che riprende puntualmente quando nasce un nuovo governo, una nuova maggioranza e un nuovo ministro che ha voglia di essere protagonista e di legare il proprio nome a mezze riforme che dovrebbero essere la panacea per ogni male. Il tempo deve ritornare ad essere galantuomo e, consentitemelo, breve. Ma in un paese che cerca ancora i mandanti delle stragi degli anni settanta questa sembra una vera utopia…
(Fonte foto: Rete Internet)

SCUOLA, CULTURA E DINTORNI

Somma Vesuviana. Nonna Rosa e la Casa Tre Pizzi

Dalla storica trattoria a Villa Smeraldo. La famiglia Notaro si prepara alla XII Festa dello Stoccafisso e del BaccalĂ  norvegese.

 Rosa, 78 anni, la passione per la cucina e una storia importante da raccontare. A Somma Vesuviana e altrove la sua attivitĂ  era conosciuta come trattoria Tre Pizzi, nome derivato dalla casa accanto, di forma triangolare appunto. In quell’ambiente angusto, negli anni ’60, preparava pranzi tradizionali su fornelli modesti.

«Erano bei tempi», dice nostalgica del passato. «Ci bastava stare insieme». Dal suo sguardo intenso e sicuro non è difficile immaginare il sacrificio che all’epoca l’intera famiglia ha compiuto. Compresi i bambini, sempre pronti a servire ai tavoli. Eppure durante la conversazione gli occhi di Salvatore, uno dei figli, hanno brillato al ricordo dell’intenso trascorso, tanto che con un sorriso ha accennato al passato: «Era stancante, ma tutto più bello». Poi, mostrando orgoglioso l’esterno, non ha esitato a specificare: «Questo spazio era riservato alla brace. In pieno inverno, anche con temperature rigide, uscivamo per arrostire».

Amava e ama quel cortile dove insieme a lui Enzo Gragnaniello trascorreva intere serate suonando, diventando un figlio acquisito per la signora Rosa. Il cliente era un amico, onorato nel pieno rispetto dell’ospitalitĂ . Oggi Salvatore e suo fratello Carmine sono titolari di Villa Smeraldo, famosa struttura per eventi e cerimonie. Quando scelsero l’intestazione pensarono alla pietra preziosa con l’augurio che il nuovo investimento portasse ricchezza. Di certo, tante cose sono oggettivamente cambiate: dalle persone, più numerose, che raggiungono il ristorante, in particolare in occasione dei matrimoni, alle serate a tema. A dicembre, inoltre, ci sarĂ  una novitĂ . Per la prima volta il veglione di fine anno con un menù tradizionale.

E la trattoria? Esiste ancora, trasferita nel locale ubicato sotto Villa Smeraldo, insignita di riconoscimenti nazionali, anche se Rosa all’inizio si è mostrata scettica sulle future prospettive, legata com’era alle sue abitudini. Nella taverna Lo Smeraldo l’ambiente, più largo e accogliente, conserva un calore familiare immediatamente percepibile. «… A me me cucina cu’ quatte pummarulelle, ‘ncopp ‘o mazzetiello, aulive e chiapparielle e ‘na ponta ‘e cerasiello. Cotto a fuoco lento, ve faccio cunzulĂ ». Mario Pone, affezionato cliente, si è immedesimato nel pezzo di stocco preparato dalla signora «come cucinava ‘a buonanema ‘e MammĂ »: un complimento di gran valore, che a Napoli e provincia viene rivolto solo a chi ne è davvero degno.

Per questo ha ritenuto doveroso dedicarle una poesia. Le sorprese, però, non sono finite. All’improvviso viene fuori un articolo scritto in una lingua diversa dalla nostra: si comprende solo «Mamma mia», riferito a «Miss Notaro». La notorietĂ  di nonna Rosa ha oltrepassato l’Italia raggiungendo la Norvegia, da cui Somma Vesuviana importa merluzzo nordico. Nonostante il successo lei conserva un atteggiamento umile, soprattutto nei confronti di chi le chiede pareri e ricette. Dall’alto della sua esperienza eroga consigli con il piacere di aiutare il prossimo, impeccabile e professionale. Ovviamente coordina il lavoro in cucina.

Manca poco alla XII Festa dello Stoccafisso e del BaccalĂ  norvegese, e la famiglia Notaro ha giĂ  organizzato tutto: nell’area La Porta del Parco, nel cuore della cittĂ , i loro cuochi prepareranno di sicuro i paccheri con lo stocco e lo stoccafisso in cassuola per centinaia di turisti campani. Solo chi sarĂ  presente alla sagra sabato o domenica avrĂ  modo di assaggiare queste prelibatezze. Chiusa la porta di casa, nonna Rosa saluta dal vetro. A quel punto resta un dubbio: ma come ha fatto in passato a cucinare per tutta quella gente su comuni fornelli?

IL SUD CHE CAMMINA

Nola non usufruirà dei fondi regionali Fers

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La denuncia del Pd locale: “La cittĂ  non potrĂ  usufruire di un solo euro per difendere, migliorare e pubblicizzare il suo enorme patrimonio artistico e culturale. Si tratta dell’ennesimo fallimento della giunta Biancardi”.

 E’ di questi giorni l’ennesima bocciatura politica e tecnica di questa amministrazione. Il progetto presentato dal Comune di Nola per accedere ai fondi regionali FERS 2007/2013, per la valorizzazione, la conservazione, la gestione e la fruizione del patrimonio artistico, architettonico e paesaggistico, pur giudicato ammissibile al finanziamento, ha conquistato solo il 22° posto nella graduatoria di valutazione.

Questo risultato rende praticamente impossibile che al Comune di Nola possano essere assegnati parte dei fondi compresi tra gli oltre trenta milioni di euro stanziati con Decreto Dirigenziale n. 77 del 23.10.2013 dell’A.G.C. 13 Turismo e Beni culturali della Regione Campania.
Tutto ciò risulta essere ancora più avvilente se si considera che progetti presentati da altri Comuni, come quello di Cimitile e quello di Avella, valutati rispettivamente al 3° ed al 5° posto, daranno la possibilitĂ  a questi due Enti di realizzare opere per circa 2,5 milioni di euro ciascuno.

Ancora una volta dunque, la CittĂ  di Nola, da tutti riconosciuta come capoluogo dell’area, cittĂ  ricca di storia e cultura, patria della Festa dei Gigli, del Villaggio Preistorico, dell’ Anfiteatro Romano, del ricco e unico Museo Archeologico, e di innumerevoli altre ricchezze scarsamente valorizzate e conosciute, non potrĂ  usufruire di un solo euro per difendere, manutenere, migliorare e pubblicizzare il suo enorme patrimonio artistico e culturale, opportunitĂ  insostituibile di crescita sociale, civile ed economica.

L’ennesimo fallimento di questa Amministrazione assume toni ancora più gravi se si coglie il risvolto politico di questa vicenda, che vede interagire tra loro soggetti politici ed istituzionali schierati dalla stessa parte, che fanno ricadere sui cittadini scelte e decisioni prese rispondendo a dinamiche lontane dalle reali esigenze del nostro territorio.
Altrettanto inquietante inoltre, risulta essere l’aspetto tecnico di quanto detto sopra, che vede un Comune importante come quello di Nola pagare costi e fallimenti per scelte operative finalizzate alla sola occupazione di potere, specializzate nella sola nomina di tecnici assai difficilmente capaci di raggiungere i risultati di cui avrebbe bisogno e di cui sarebbe meritevole la nostra CittĂ .

Bisognerebbe capire allora, aldilĂ  delle strumentalizzazioni di tipo elettorale, perché Nola subisce continue umiliazioni, perché le professionalitĂ  e le competenze di questa CittĂ , indiscutibilmente di altissimo livello, vengono continuamente ignorate, perché si lascia una popolazione intera abbandonata a se stessa, perché si permette che l’ennesimo treno passi senza poterne cogliere i considerevoli benefici civili, economici e culturali.

Italia terra mia: storie e numeri della criminalità ambientale

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A Saviano venerdì 8 novembre ne discutono il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti con il procuratore aggiunto di Santa Maria Capua Vetere Luigi Gay e il generale Sergio Costa del Corpo forestale dello Stato.

 La terra dei fuochi; il triangolo della morte; la Campania come ultima meta di rifiuti tossici illecitamente sversati nei terreni agricoli, diventa caso nazionale. Le Bonifiche e le strategie di contrasto alle ecomafie.

La garanzia della sicurezza alimentare. Se ne discuterĂ  venerdì 8 novembre, alle ore 18.00 nell’aula consiliare del Comune di Saviano, con il Generale Sergio Costa, Comandante provinciale di Napoli del Corpo forestale dello Stato; con il Procuratore aggiunto della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e con il Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti. Prima degli interventi il saluto del Sindaco di Saviano Carmine Sommese.
(Fonte foto: Rete Internet)

Personale, a Pollena Trocchia ok alla riorganizzazione

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L’amministrazione punta sulle competenze e le esperienze delle risorse umane.

 E’ stata approvata in questi giorni la riorganizzazione complessiva del personale del Comune di Pollena Trocchia. Quella attuata dall’amministrazione retta dal sindaco Francesco Pinto è una vera e propria rivoluzione della macchina comunale, il cui scopo è quello di migliorare al massimo gli uffici e i servizi dell’Ente.

La linea guida della riorganizzazione passa attraverso la ristrutturazione dei vari settori, tenendo all’interno di ciascuno di essi i servizi pianificati in maniera omogenea e con la ripartizione equa dei carichi di lavoro tra tutti i settori e le risorse umane. “La riorganizzazione della macchina comunale costituiva per la nostra squadra di governo un passaggio fondamentale e indispensabile per poter portare avanti con serenitĂ  il lavoro e per raggiungere gli obiettivi che l’amministrazione si è prefissata”, spiega il primo cittadino Francesco Pinto.

“La riorganizzazione è stata realizzata tenendo nella debita considerazione le competenze e le esperienze di ciascun dipendente comunale: l’obiettivo è infatti quello di valorizzare tutte le risorse umane e fare così in modo che gli uffici siano quanto più efficienti e funzionali possibile”, conclude il sindaco. “A tutti i dipendenti va un sentito ringraziamento per la costante collaborazione e un “in bocca al lupo” per il lavoro che andranno a svolgere nella consapevolezza che ciascuno di loro sarĂ  all’altezza del compito che andrĂ  ad assumere a partire dal 18 novembre”, dichiara invece l’assessore al Personale, Pasquale Fiorillo.
(Fonte foto: Rete Internet)

Somma, chiuderà per sempre l’unico cineteatro della città?

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Le voci circolavano giĂ  da un bel po’, ma ora si sono fatte insistenti: i proprietari del cinema Arlecchino starebbero pensando di arrendersi. Al posto del cineteatro c’è chi sarebbe pronto ad investire in un supermercato.

 Era febbraio 2013. Fu l’ultima volta in cui il cinema «Arlecchino», la sala storica di Somma Vesuviana che negli anni ha consentito ai cittadini di assistere a tante proiezioni, ad altrettante manifestazioni politiche, culturali, sociali, si è riempita.

All’inverosimile, quasi. Con una folla non troppo eufemisticamente oceanica per assistere ad un comizio dell’attuale sindaco, Raffaele Allocca, in compagnia dell’onorevole Mara Carfagna. Era in atto, all’epoca, prima che ben si definissero gli scenari della campagna elettorale che sarebbe iniziata di lì a breve, un braccio di ferro per la conquista del simbolo del Pdl. Lo vinse l’attuale consigliera, regionale e comunale, Paola Raia, anche se Allocca è poi riuscito anche senza l’egida del logo di berlusconiana memoria a batterla in ballottaggio e ad essere rieletto. Ma questa è un’altra storia che ci serve a rammentare, appunto, l’ultima volta che i cittadini hanno gremito la sala dell’Arlecchino, proprietĂ  della famiglia De Vita.

Occasione che, forse, ultima lo rimarrĂ . Perché nelle ultime settimane e più insistentemente negli ultimi giorni la voce di una chiusura definitiva sta circolando. Le prime avvisaglie ci furono proprio poco dopo la manifestazione Allocca/Carfagna con polemiche sull’agibilitĂ  del cineteatro e controlli successivi. I problemi riguarderebbero l’aspetto prettamente economico e l’eventuale necessario investimento per far sì che la sala in questione possa essere messa in condizione di competere, sia pur modestamente, con quelle di ultima generazione. Tra collaudi, rinnovamenti, acquisto di nuove tecnologie digitali che mancano alla struttura, la somma minima si aggirerebbe, restando bassi, sui duecentomila euro.

Dunque, anche se la conferma ufficiale non c’è ancora e non risulta alcuna richiesta, per ora, di cambio di destinazione d’uso all’ufficio tecnico del comune di Somma Vesuviana, la voce impazza: lì, nella sala storica del cinema della cittĂ , l’unico, c’è chi vorrebbe aprire un supermercato. Una eventualitĂ  che dovrebbe far riflettere e magari convincere gli attuali amministratori, ammesso che l’ipotesi sia fondata, ad intervenire: non solo per conservare un luogo che fa parte comunque della memoria, ma anche per non privare la cittĂ  dell’unico cineteatro. Vedremo gli sviluppi, ma in ogni caso la porta è sbarrata da tempo.

I sommesi affollano le multisala nei comuni limitrofi e le organizzatrici della manifestazione Girando Intorno al Vesuvio dovettero optare, qualche mese fa, per il Metropolitan di Sant’Anastasia per farvi accogliere anche i ragazzi sommesi che presero parte alla kermesse. Salvare la memoria, una sala dove molti hanno riso, si sono divertiti o magari innamorati, non è cosa da poco. L’amministrazione starĂ  a guardare?

Roghi tossici a Trecase: la denuncia dei Giovani Democratici

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Da settimane viene dato fuoco ai rifiuti e gli incendi durano fino al mattino, il fumo entra nelle abitazioni lungo via Ciro Menotti provocando fastidi agli occhi e all’apparato respiratorio.

 "E’ da qualche sera che a Trecase, nella zona via Ciro Menotti, angolo via A. Sciesa, sversano e incendiano rifiuti speciali. Ieri, mi sono fermato e da quello che ho potuto vedere e per il tipo di scatolame presente, sembrerebbero essere rifiuti provenienti da qualche ristorante. Chiunque abbia visto o sappia qualcosa, contatti in modo immediato le autoritĂ  competenti. Noi nel frattempo, abbiamo denunciato il fatto al commissario prefettizio Massimo De Stefano” racconta Simone Sirto, segretario dei Giovani Democratici di Trecase.

“La ditta che raccoglie i rifiuti sta cercando si garantire la vivibilitĂ  dei cittadini – prosegue – ma la totale ignoranza, maleducazione e menefreghismo dei cittadini, sebbene siano una sparuta minoranza, nei confronti della salvaguarda della loro terra, della loro salute e quella dei loro cari. Occorrerebbe che tutti noi, insieme, riuscissimo a condannare questo tipo di episodi, senza e senza ma”. Intanto, diversi cittadini ricordano che sindaci e amministrazioni comunali finora, anche se sollecitati, non hanno predisposto zone video sorvegliate oppure altri mezzi di deterrenza per evitare una pratica, purtroppo, non nuova nei dintorni del Vesuvio.

Nola. Rinvenuto carico di mangimi rubato a Parma: tre denunce

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Alimenti per animali dal valore di 30 mila euro, rubati a Parma, sono stati ritrovati dai carabinieri di Cimitile in un capannone a Boscofangone, nel nolano. Tre persone denunciate a piede libero.

 Un carico di alimenti per animali dal valore di 30 mila euro rubato a Fidenza, nel parmese, è stato rinvenuto dai carabinieri del comando provinciale di Cimitile, nel corso di un’ispezione in una sede della societĂ  "New Vogue" a Boscofangone, nel nolano.

Stando a quanto riferito dal maresciallo Franco Di Gioia, i mangimi erano stati sottratti nella notte tra il 14 e il 15 ottobre scorso da malviventi che, approfittando della sosta del tir che trasportava gli alimenti, avevano staccato da esso il rimorchio con i prodotti attaccandolo ad un altro veicolo. Le accurate indagini dei militari dell’Arma hanno permesso di risalire alla provenienza della refurtiva, risultata appartenere alla ditta Nestlé e di denunciare a piede libero tre persone convenenti della societĂ , un 38enne, una 36enne e un 44enne, tutti residenti ad Ercolano.I tre messi alle strette, non hanno saputo spiegare, né documentare con apposite fatture, la provenienza degli alimenti.

I carabinieri hanno quindi disposto l’immediato sequestro del capannone nel quale è stata rinvenuta la refurtiva, mentre giĂ  da domani, verranno avviate le operazioni di restituzione della merce alla societĂ  produttrice degli alimenti.
(Fonte foto: Rete Internet)