Saviano. No alla Tares, Tarsu promossa anche per il 2013

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Il consiglio comunale delibera l’applicazione della TARSU, al posto della TARES, anche per il 2013. Nessun aumento a carico dei contribuenti. Approvati altri atti propedeutici al bilancio di previsione 2013 il cui termine scade il 30 novembre prossimo.

Il consiglio comunale, su proposta dell’assessore Francesco Iovino, ha esercitato la facoltĂ  data dal D.L. 102/2013 di applicare anche per il 2013 la Tarsu applicata nel 2012. L’alternativa sarebbe stata quella di introdurre la Tares che avrebbe comportato aumenti per le famiglie numerose e per alcune utenze non abitative. Questa scelta sottrae l’ente dall’obbligo di copertura integrale del servizio e perciò ci sarĂ  un minor prelievo dalle tasche dei contribuenti valutato in 100 mila euro che saranno coperti dalla fiscalitĂ  generale.

Il provvedimento prevede anche il riconoscimento mediante sgravi in bolletta dei bonus accumulati dai cittadini che hanno conferito rifiuti presso l’isola ecologica. L’assessore al bilancio Francesco Iovino, prima di illustrare l’argomento ha comunicato le determinazioni assunte in Giunta, di conferma delle vecchie aliquote relative alla refezione, al trasporto scolastico, alla Cosap, alla pubblicitĂ  ed alle pubbliche affissioni. Nella stessa seduta il Consiglio comunale ha poi approvata una modifica al regolamento comunale sull’imu, con cui vengono equiparate all’abitazione principale gli immobili ceduti in comodato gratuito tra padre e figlio.

Sono state poi confermate confermate le aliquote Imu giĂ  vigenti nel 2012 (0,76% aliquota base, 0,4% abitazione principale con le detrazioni di legge e 0,2% immobili rurali strumentali all’attivitĂ  agricola). Infine è stata confermata l’addizionale irpef giĂ  vigente per il 2012 (0,65%). Tutti atti propedeutici al bilancio di previsione 2013, il cui termine di approvazione scade il 30 novembre prossimo.
Per maggiori informazioni 081.820.38.46

Sant’Anastasia. Forum dei Giovani, scelto il logo

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Tre busti posti a scalare in profonditĂ  sulla scritta forum giovani e due fumetti vuoti, tutto in unico colore azzurro chiaro e scuro: il Forum dei Giovani di Sant’Anastasia presenta il suo nuovo logo.

Il Forum Comunale dei Giovani ha il proprio logo: tre busti posti a scalare in profonditĂ  sulla scritta forum giovani e due fumetti vuoti, tutto in unico colore azzurro chiaro e scuro. Al concorso di idee indetto dalla Giunta Comunale per la progettazione e realizzazione di un “logo” identificativo del Forum dei Giovani di Sant’Anastasia, hanno partecipato 34 giovani “autori” con altrettanti disegni che saranno riportati in un unico quadro da esporre nella sede del Forum in Via Garibaldi n. 37. Il vincitore del concorso, Giuseppe Granata, avrĂ  la somma di € 250,00 al lordo delle trattenute fiscali, prevista dall’apposito bando preparato dal Responsabile di Staff, Ten. Antonio Carotenuto, su proposta del Consiglio Direttivo del Forum dei Giovani, il cui Presidente è Domenico Panico.

“La partecipazione dei giovani alla vita comunale, con obiettivi condivisi e impegno operativo nel Forum, si inizia a vedere – afferma Antonio Carotenuto – come testimonia questa iniziativa del concorso che è stata un successo, oltre che per i 34 partecipanti, per l’ampio consenso registrato in paese e l’entusiasmo che ha contagiato i giovani. La Commissione che ha scelto il logo ha apprezzato tutti i lavori e per questo abbiamo deciso di realizzare un quadro che li contenga tutti e lo esporremo nella sede. Il logo scelto è semplice ed efficace nello stesso tempo, perchè richiama al dialogo ed alla partecipazione, dando valore all’aggregazione giovanile”.

“Il Forum è oggi una realtĂ  in grado di svolgere le sue funzioni e di contribuire a promuovere le politiche giovanili da loro attese. Noi – dice il sindaco Carmine Esposito – abbiamo voluto la nascita del Forum Giovanile, strumento di crescita e confronto, per aumentare la partecipazione coinvolgendo direttamente e fattivamente i giovani. Una risposta positiva c’è giĂ  stata con le numerose iscrizioni al forum e registriamo con favore il coinvolgimento di tanti che hanno contribuito alla scelta di un logo che li rappresenti”.

Lo scrittore Erri De Luca ospite della diocesi di Nola il prossimo giovedì 21 novembre

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Un ciclo di incontri sulla figura del Signore dal titolo “Sulle tracce di un volto”. E’ l’iniziativa della Diocesi di Nola per l’anno pastorale 2013-2014, che vedrĂ  ospite il prossimo giovedì lo scrittore Erri De Luca

“Sulle tracce di un Volto”. Questo è il tema del ciclo d’incontri sulla figura di Gesù promosso dalla diocesi di Nola per l’anno pastorale 2013-2014. Ad inaugurare la serie di appuntamenti sarĂ  l’incontro dal titolo Penultime notizie su Gesù, che si terrĂ  giovedì prossimo 21 novembre, alle ore 19, presso il Duomo di Nola, e che vedrĂ  la presenza dello scrittore Erri De Luca. Le serate ospiteranno gli interventi di varie personalitĂ  del mondo della cultura, dello spettacolo e dell’informazione, che si sono lasciati interrogare dalla persona di Gesù.

Dopo Erri De Luca, sarĂ  la volta di Lina Sastri, di Massimo Cacciari ed altri. “Gli ospiti invitati – ha dichiarato il vescovo di Nola mons. Beniamino Depalma – ci aiuteranno ad allargare i nostri orizzonti. Ciascuno di loro, infatti, a suo modo, si è lasciato interrogare dal Nazareno e se la risposta non sempre è stata credente l’attrazione che hanno provato ce li rende compagni di viaggio. Vorremmo disegnare, per noi e per la cittĂ , una Chiesa ospitale, capace di ascolto e di dialogo, sempre disposta alla simpatia per il mondo”.

Il “Bosco della Piazzolla” tra storia e cronaca giudiziaria

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Inedite notizie sul territorio appartenuto per un periodo alla famiglia Albertini di Nola.

 Fin dal 1562 il “Feudo della Piazzolla” appartenne alla famiglia Albertini di Nola. Il territorio, non ancora antropizzato, era un immenso bosco ceduo, ricco di querce, castagni e gelsi, dove gli uomini dei Casali di Saviano, Sirico e Sant’Erasmo erano soliti recarsi per far legna per uso artigianale o da ardere, raccogliere foglie di gelso per allevare bachi da seta, raccogliere ghiande per alimentare suini ed equini.

Pietrantonio Albertini, dominatore incontrastato di quel territorio, in disprezzo degli usi civici concordati con i delegati dei Casali, operò un taglio indiscriminato di alberi, in periodo d’allievo delle piante, generando il risentimento degli abitanti.
Suppliche ed invocazioni bonarie, non sortendo l’effetto di fermare il taglio, sfociarono in una controversia insanabile con inevitabile processo nella Gran Corte della Vicaria, presso il Mastrodatti Apicella, iniziato il 22 giugno 1583.

I tre Casali fondarono le loro ragioni su di un atto del 1530 rogato dal Notaio Ferdinando Gurrerio di Nola, attestante il diritto dei cittadini di “raccoglier “gl’ jandre(ghiande) e tagliare l’erba, per un giorno nel Fangone e per tre giorni nel Gaudio, di tagliare le legne morte e far “torte”, (attorcigliar fascine), per uso degli uomini della detta cittĂ  e distrettuali. Vietato tagliare legne vive, in particolar modo, se di alberi da frutto, ma nel caso fossero servite per acconciare delle porte e ponti della cittĂ  o per le panche dove si taglia la carne in la cittĂ , per tale effetto bisognerĂ  farle tagliare”.

Era uso “lo pascolare all’erba e raccogliere ghiande, se ve ne fossero, dopo la NativitĂ , di acquare e pernottare nel bosco, fare pagliara”, tranne nel tempo in cui detto bosco veniva messo a difesa. Il difensore dei Casali, Magnifico Nicola Falco di Saviano, avvalendosi degli usi e usufrutti “in loro possessione a tempo dell’illustre Enrico Ursino, Conte di Nola”, chiede alla Corte “di imporre al magnifico Pietrantonio Albertini che, entro 15 giorni, per niente incida, né faccia incidere da altre persone gli alberi nel “Bosco della Piazzolla”, sotto pena di once d’oro 50, da pagarsi al fisco Regio, in caso contrario”.

Il feudatario disertò l’udienza inducendo il procuratore dei “Casali “separati della cittĂ  di Nola”, a notificargli “provisioni”, unitamente al suo famulo e custode del bosco,“Jacopo Ciccone” e ad altri incisori, sotto la pena pecuniaria di 100 once.
Detti provvedimenti non rimuovendoli, dai loro comportamenti devastanti, costrinsero il difensore a protestare vibratamente con l’intimazione all’illustre avversario, di lettere osservatoriali”, adducendo: “in nessun modo curò, né cura di obbedire agli ordini ingiunti, in grave danno, pregiudizio e interesse dei supplicanti, con minaccia di comminare una pena pecuniaria di, 100 once d’oro, a ogni incisore”.

L’irreperibilitĂ  fu reiterata dall’Albertini anche di fronte a questa pressante procedura, ma le “Osservatoriali” furono notificate a due suoi lavoranti, Marco e Giovanni Iovino, davanti ai testimoni, Ascanio Marino e Giovanni Battista de Policastro, Minichiello Crasolla de Nola, da Paolo Sapio, giurato della Regia Curia di Nola, il 20 aprile del 1589.
L’evento diede origine a nuove forme di distruzione ed estirpazioni del bosco dovute ad intagli ed incendi, per i quali i Casali invocarono “il perseguimento dei responsabili di tali misfatti, con richiesta al Governatore della cittĂ  di ricercare ed incarcerare delinquenti e deterioranti del “Bosco della Piazzolla”, destinando presso di esso un commissario per la vigilanza”.

Finalmente, comparve in udienza Pietrantonio Albertini che esprimendo soddisfazione per i provvedimenti presi contro gli autori di misfatti perpetrati in danno del bosco, si protestò innocente per non aver mai inciso, né ordinato di incidere alberi e “per dissolvere ogni dubbio, sulle accuse che lo vede in causa contro i Casali di Nola, invita il suo avvocato, Tomaso Comite a replicare”.

Il leguleio facendo ricorso a trastole da “scena quinta” e ingenerando dubbi, sulle certezze in uso ai supplicanti, dedusse: “senza una lista di colpevoli e in assenza di prove, non è possibile emettere condanne a carico di esecutori solo sospettati; le provvisioni non furono notificate “a diritto di giustizia” e non si ascolteranno testimoni se non saranno revocati i provvedimenti emessi, per difetto di notifica da recapitare a termini e modalitĂ  di legge”. Tenuto conto dei motivi addotti e non rilevando nessuna responsabilitĂ  a carico del suo assistito, “la causa non può essere trattata e non si potrĂ  procedere ad emettere alcun provvedimento, stante il notorio difetto di legge che si evince dalla lettura dell’istrumento di vendita del 1530”.

Tutto questo, il 15 maggio 1589, dopo sei anni di giudizio.
L’incompletezza del documento, le pagine lacerate, al di lĂ  delle ragioni degli attori, non ci consentono di conoscere i risvolti processuali successivi, ma lo spaccato di vita quotidiana sull’assetto sociale, politico e giuridico di Nola e suoi Casali, è prova di una naturale opposizione delle ragioni dei cittadini contro il potere del feudatario che tramite i cavilli inventati dal suo sofistico causidico e alla complicitĂ  delle procedure legali lente e farraginose, riesce a squilibrare la bilancia della giustizia contro ogni logica e umana immaginazione.
(Foto: Cartina del territorio di Piazzolla)

San Vitaliano. Furto all’isola ecologica intercomunale

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Rubati tre container scarrabili. Indagano i Carabinieri.

 Dei criminali hanno rubato tre container scarrabili in dotazione all’isola ecologica intercomunale di San Vitaliano e Scisciano: un’azione complessa e laboriosa che non è potuta avvenire in assoluto silenzio e nell’invisibilitĂ .

Si spera che le indagini delle forze dell’ordine producano presto dei risultati e blocchino l’azione di chi si macchia di questi crimini, ancor più odiosi oggi poiché non semplici furti, ma tassello del più ampio disegno criminale che minaccia l’ambiente in cui viviamo. I ladri hanno però fallito nel tentativo di rubare anche le speranze di tutta la popolazione onesta, che vuole arrivare a fare di questa terra martoriata una terra “normale” e in cui la differenziazione dei rifiuti rappresenta un tassello fondamentale.

Hanno fallito perché quest’Amministrazione procederĂ  con maggiore caparbietĂ  e celeritĂ  per arrivare ad aprire la struttura, bloccando gli interessi economici criminali alimentati dall’avvelenamento delle nostre terre.
(Fonte foto: Rete Internet)

Pollena. In dirittura d’arrivo i lavori per il centro diurno per disabili

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La struttura ospiterĂ  anche il punto di ascolto per famiglie.

 Sono in dirittura d’arrivo i lavori di sistemazione dell’immobile di proprietĂ  comunale in via Mazzini: la struttura ospiterĂ  a partire dal 2014 il Centro diurno per diversamente abili e il Punto di ascolto per le famiglie. Si tratta della realizzazione di un progetto giĂ  in itinere dalla passata consiliatura Pinto che rappresenta una delle prioritĂ  del programma elettorale.

L’amministrazione ha lavorato al progetto impegnandosi su due fronti: da un lato è stato chiesto e ottenuto un piccolo contributo alla Provincia di Napoli, dall’altro, di concerto con l’Ambito, il Comune ha accantonato dei fondi necessari per la gestione e il funzionamento della struttura. “Abbiamo accolto le istanze pervenuteci dal territorio rispetto alla necessitĂ  dei diversamente abili di un Centro sul territorio: finalmente non sarĂ  più necessario andare altrove per un servizio che dopo anni di attesa sarĂ  presente a Pollena Trocchia”, dice il sindaco Francesco Pinto.

Contestualmente, accogliendo le istanze pervenuteci dalle famiglie che nel contesto attuale hanno sempre più necessitĂ  di confrontarsi, apriremo il Centro di Ascolto: una struttura in cui le famiglie potranno confrontarsi, essere ascoltate e guidate. Il centro di ascolto è una risposta forte in quanto le famiglie sono il cardine della nostra societĂ  e devono sapere che le istituzioni ci sono e sono attente alle loro esigenze”, aggiunge il primo cittadino. L’assessore alle Politiche sociali, Pasquale Fiorillo, esprime invece “piena soddisfazione per il raggiungimento di un obiettivo importante che mette al centro categorie che stanno particolarmente a cuore all’amministrazione, come quella dei disabili e quella delle famiglie”.

“I lavori procedono speditamente e entro il mese di gennaio la struttura aprirĂ  ai cittadini con tutti i servizi cui è stata destinata”, aggiunge infine l’assessore ai Lavori pubblici, Salvatore Auriemma.

Casoria, spiragli sulla riapertura dell’ex Carrefour

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L’amministrazione comunale ufficializza la notizia di una cordata di imprenditori pronti a rilevare l’area dello storico Euromercato, chiuso da tre anni.

 “Sappiamo con certezza che ci sono imprenditori interessati all’area dell’ex Carrefour e al suo rilanci”. Ormai è ufficiale, lo confermano le stesse parole dell’assessore comunale alle attivitĂ  produttive, Antonio Lanzano: una cordata di imprenditori vuole rilevare il centro commerciale di Casoria, chiuso da più di tre anni, il sito dell’ex Euromercato, primo, storico ipermercato di Napoli.

Sui nomi delle aziende però è calato il più stretto riserbo. La novitĂ  è spuntata a margine dell’incontro tenuto in municipio nel primo pomeriggio di ieri tra il sindaco di Casoria, Vincenzo Carfora, l’assessore Lanzano e una delegazione delle maestranze dell’ex Carrefour, l’ipermercato ceduto nel 2010 dalla multinazionale francese a una societĂ  napoletana, la Ipercasoria, che poi ha chiuso quasi subito mettendo tutti i 200 addetti in cassa integrazione. Intanto si sta facendo sempre più insistente la notizia dell’interessamento di alcuni imprenditori per la riapertura del grande impianto di via Circumvallazione esterna, la strada degli americani, una delle arterie più trafficate del Napoletano.

Una realtĂ  produttiva vitale dal 1978 e che ora annaspa nella palude della dismissione. Attorno all’ex Carrefour le attivitĂ  ancora in corso dei vari Decathlon, MacDonald, BurgerKing, Ucicinema e MediaWorld, vale a dire dell’abbigliamento sportivo, della ristorazione, del tempo libero e dell’elettronica, hanno fatto registrarecali sensibili dopo la chiusura del centro commerciale. Da quei la trattativa per il nuovo investimento. “Stiamo seguendo due strade – spiega Lanzano – la tutela occupazionale dei lavoratori ex Carrefour proprio in funzione dell’interessamento degli imprenditori che sono pronti a subentrare una volta definiti i contenziosi”.

Ieri in municipio i lavoratori dell’ipermercato hanno chiesto il massimo sostegno alla vertenza. Rivendicazione prioritaria: l’impegno per la proroga della cassa integrazione in deroga 2014. “Continueremo a lottare oggi più di ieri per il rientro nel mondo del Lavoro – fa sapere Mimma Primo, voce e anima delle maestranze ex Carrefour – quindi contiamo sul massimo appoggio dell’amministrazione comunale e del sindaco Carfora per rilanciare quel sito e valutare eventuali investimenti imprenditoriali”.

“Investimenti – aggiunge Primo – che devono essere credibili, fattibili e veritieri”. Sono 160 attualmente gli addetti dell’ipermercato di Casoria. Erano 200 al momento della cessione, avvenuta il primo giugno del 2010 a opera della multinazionale francese, che cedette alla Ipercasoria, di cui è amministratore unico Luciano Novelli, un imprenditore napoletano. Fino a poco tempo fa uno dei principali nodi da sciogliere era costituito dal contenzioso tra la Bnl, proprietaria dell’intero centro commerciale, e un imprenditore casertano, che avrebbe dovuto pagare l’affitto in leasing dell’impianto.

Nel frattempo i lavoratori stanno percependo il salario della cassa integrazione. L’Inps sta per eseguire il mandato della Regione finalizzato all’erogazione della cassa integrazione in deroga relativa ai mesi di ottobre, novembre e dicembre. Prossimo vertice il 26 novembre, a palazzo Santa Lucia.

Pmi, incentivi per risparmiare sui costi aziendali

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Un convegno sul riscatto delle piccole imprese, che passa per la richiesta di incentivi di cui spesso non si fa neppure richiesta. All’Hotel I Gigli di Nola, la Pubblica Amministrazione si riscopre alleata degli imprenditori.

 Crisi che affonda le aziende, piccoli e medi imprenditori che sull’orlo del collasso scelgono la strada del fallimento come unica via d’uscita, fino ad arrivare, nei casi più gravi, in cui le entrate non bastano neppure a coprire le uscite e quel lavoro fonte di vita si trasforma nel killer più spietato.

Ma lo scenario è davvero così apocalittico? Spesso la capacitĂ  di mettersi in gioco soccombe di fronte al più scontato desiderio di piangersi addosso, ed in situazioni del genere la disinformazione diventa il nemico numero uno di imprenditori che non riescono neppure ad usufruire dei diversi incentivi messi loro a disposizione per agevolare la propria attivitĂ . Incentivi quali lo OT.24, un’incognita per molti, ma che potrebbe diventare un vero e proprio "salvavita" per tante piccole imprese, se solo ne venisse fatta richiesta.

A spiegarlo nel corso del workshop "La Formazione per le aziende a Km zero" promosso dall’Associazione Datoriale PMI Italia International e tenutosi all’Hotel i Gigli di Nola lunedì 18 novembre, il direttore regionale dell’Inail Campania Emidio Silenzi che, stravolgendo lo stereotipo del dirigente burbero e poco propenso all’interazione con il pubblico, si è messo dalla parte degli imprenditori, interpretando le loro esigenze e dimostrando che, al contrario di quanto si pensa, la Pubblica Amministrazione può diventare un’ottima alleata delle aziende.

«L’Inail è un ente che sta dalla parte dei clienti», ha esordito Silenzi, spiegando che i clienti per la Pubblica Amministrazione sono le imprese e i lavoratori. «Le imprese sono importanti perché pagano dei premi all’Inail», ha continuato il direttore dell’Inail Campania, «i lavoratori lo sono ugualmente perché spesso subiscono lesioni e quindi bisogna contribuire a riportarli nel mondo del lavoro. Cosa si può fare per le aziende? Per le aziende l’Inail ha fatto degli investimenti sulla prevenzione dal valore di 2 milioni di euro, ottenendo un ritorno di 3300 infortuni in meno in due anni, assicurandosi un risparmio di ben 5milioni di euro. Lo Ot 24, oscillazione tasso art.24 previsto dal dm del 2000 ha introdotto incentivi per le aziende che investono in prevenzione.

Il Dm 12/12/2010 ha introdotto sconti anche per le piccole aziende, che ammontano al 30% per quelle che dispongono di 10 dipendenti, fino ad arrivare al 7% per le gradi imprese che contano oltre 500 dipendenti ». Cifre notevoli che potrebbero garantire vere e proprie boccate d’ossigeno a datori di lavoro che spesso arrancano, brancolando nel buio. Ma quali sono i requisiti per poter ottenere tale sconto? Silenzi lo spiega egregiamente. Oltre alle disposizioni di legge, le imprese devono dotarsi di un sistema di gestione della sicurezza adeguato. «Spendere per poi guadagnare», ha chiosato il direttore dell’Inail Campania, invitando gli imprenditori a investire in sicurezza per assicurare la prevenzione sul lavoro, che renderĂ  più semplice l’ottenimento degli sconti previsti dall’OT24.

A prendere poi la parola il consulente del lavoro Gaetano Casillo, che calandosi nei panni del piccolo imprenditore, ha spiegato come spesso la mancata richiesta di incentivi sia motivata dallo "spavento" legato ad una probabile ripercussione della la Pubblica Amministrazione." In realtĂ  le aziende hanno bisogno di trattare i costi e l’Inail in quiesto momento dĂ  questa possibilitĂ , garantendo un’ottimizzazione dell’attivitĂ  della sicurezza, l’unica percorribile in questo momentoĂ » ha concluso Casillo.

Oltre allo spavento, a frenare gli imprenditori nella richiesta di incentivi è la scarsa informazione, che li tiene all’oscuro di opportunitĂ  interessanti, come quella dell’autofinanziamento ottenibile attraverso quel famoso"030", di cui ha parlato invece la dott.ssa Nunzia Onesti. «Il Consorzio Uniforma che io rappresento – ha dichiarato Onesti – gestisce attraverso i versamenti fatti all’inail lo 030 che è molto utile perché ritorna alle imprese sottoforma di formazione professionale ecc.. Da dove arrivano i fondi? I fondi arrivano dalle nostre stesse risorse. Le imprese che versano i contributi all’Inps non sanno che una parte dei contributi, lo 030, può ritornarle se vincolate ad un fondo interprofessionale sottoforma di formazione professionale. Altrimenti il fondo viene destinato alla Regione che dovrebbe poi restituire questo contribuito attraverso la legge 236 del ’93 ».

«Attraverso questi meccanismi di redistribuzione della ricchezza – ha concluso Onesti – l’imprenditore quindi si sente incentivato ad andare avanti». Il dott. Cicalese nel suo intervento ha spiegato il perché dell’inutilizzo di gran parte dei fondi delle imprese. «Ad incidere sono la scarsa informazione di imprenditori spesso formati professionalmente ma non culturalmente, l’incapacitĂ  dei consulenti di poter informare correttamente le imprese e le istituzioni. Basti pensare alle misure previste per il turismo nella Regione Campania che sono inutilizzate dal 2008».

«Per il futuro – ha concluso Cicalese – posso dire tra le altre cose che gli incentivi per i giovani andranno avanti per il 2014 e avranno copertura finanziaria fino al 2015. Purtroppo le banche italiane che dovrebbero finanziare le imprese hanno pochi soldi. Per questo motivo Pmi ha stretto un accordo con un gruppo italo svizzero che attraverso una banca operativa in Italia, tra dicembre e gennaio sarĂ  operativa al Centro Sud e sarĂ  destinata soprattutto alle imprese che vogliano investire nella propria attivitĂ ».

A conclusione dell’incontro, l’intervento del Professore Fagnito che ha analizzato le crepe di un sistema, che vede due mondi opposti «quello della politica e del mondo del lavoro che camminano su due linee parallele senza mai incontrarsi». «Il problema è che il sistema politico è autoreferenziale – ha spiegato Fagnito – non è interessato ai veri problemi delle aziende. Aziende che in Italia stanno per essere vendute sempre più spesso ai mercati esteri. C’è quindi una difficoltĂ  di carattere generale che la politica non vuole guardare. Un altro problema riguarda il sistema bancario, che non garantisce alle aziende i finanziamenti necessari per portare avanti la propria attivitĂ ».

«Altra nota dolente il malfunzionamento della scuola, che vede studenti analfabeti e docenti che non vogliono essere valutati – chiosa concludendo il prof. universitario – La progressione avviene per anzianitĂ  e non per merito. Ed è proprio questo il buco nero dell’Italia: la mancanza di una cultura di valutazione. Le imprese devono acquisire questa cultura, oggi fare formazione significa fare una buona formazione, anche nel mondo del lavoro. Per fortuna diceva Socrate"il mondo va a rotoli", ma l’Italia è un paese fortunato e il mio augurio è che prima o poi nel Belpaese torni a splendere il sole».

Arabi, americani e Aeronautica Militare: l’Alenia spicca volo

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Comparto campano su di giri: nuove maxiforniture ordinate da emiri, sauditi e statunitensi. Intanto la Difesa dĂ  il via al programma MC27J.

 Arabi, americani e Aeronautica Militare stanno spingendo l’Alenia verso un futuro positivo. Dopo il forte impulso partito a giugno dal salone di Parigi-Le Bourget è ora il Medio Oriente, e più precisamente il salone aeronautico di Dubai, a far delineare un ulteriore incremento a breve termine delle attivitĂ  di progettazione e di manifattura della grande azienda di Finmeccanica.

Tre le novitĂ  fondamentali spuntate dagli Emirati: la supercommessa da guinnes dei primati delle compagnie Emirates ed Etihad, i nuovi ordini per dodici Atr 72 richiesti dalla statunitense GE Aviation e dalla saudita Alpha Star Aviation e, dulcis in fundo, l’accordo con l’Aeronautica Militare Italiana per la progettazione e lo sviluppo del nuovo velivolo da trasporto MC27J. Tutte iniziative che conferiranno benefici di una certa portata in Italia e anche all’intero comparto aeronautico napoletano, dislocato a Pomigliano, a Capodichino e a Nola.

Per quanto riguarda la maxicommessa di Emirates ed Etihad (206 Boeing 777 e 50 Airbus, per un totale di 143 miliardi di dollari) c’è da dire che questa incrementerĂ  del 5 % le attivitĂ  dell’impianto di Nola, dove si realizzano i segmenti di fusoliera del gigante dei cieli, il velivolo da trasporto passeggeri Airbus A380. Ripercussioni consistenti pure per lo stabilimento madre di Pomigliano, sede della direzione civile di Alenia, grazie all’acquisto, per un ammontare di 241milioni di dollari, da parte della compagnia di leasing statunitense Gecas di quella per saudita per il trasporto regionale, l’Alpha Aviation, di un totale di 12 Atr, l’aereo turboelica a corto raggio la cui fusoliera viene prodotta dallo stabilimento pomiglianese.

E’ però l’accordo siglato a Dubai tra l’Aeronautica Militare Italiana e l’Alenia a dare altre speranze di rilancio, visto che l’intesa punta allo sviluppo, alla sperimentazione, alla certificazione, all’industrializzazione e al supporto logistico di una versione del C27J, il velivolo da trasporto militare targato Lockeed la cui fusoliera è realizzata nello stabilimento Alenia di Capodichino. Un potenziamento che coinvolgerĂ  in attivitĂ  di supporto anche i circa 600 tra ingegneri e tecnici del centro di progettazione di Pomigliano. La nuova versione del C27J si chiama MC-27J Praetorian, per indicare le potenzialitĂ  multimissione dell’aereo.

Il progetto "Praetorian" prevede due fasi distinte: la prima dedicata allo sviluppo di un prototipo da parte di Alenia Aermacchi, che sarĂ  consegnato all’Aeronautica Militare il 31 marzo del prossimo anno, e la seconda relativa all’ industrializzazione e al supporto logistico. L’Aeronautica Militare prevede la trasformazione, da completare entro il 2016, di tre C-27J attualmente in servizio, completi di sistemi di missione e di altri tre velivoli predisposti ad accogliere gli stessi sistemi.

A questo proposito il capo di stato maggiore dell’Aeronautica, il generale Pasquale Preziosa, ha dichiarato che “è stata creata una nuova capacitĂ  operativa che risponde alle necessitĂ  dei conflitti di quarta e di quinta generazione ”. E il sottosegretario alla Difesa, Roberta Pinotti, ha aggiunto che “nel quadro del contenimento dei budget della Difesa il programma Praetorian consentirĂ  un efficientamento operativo della flotta dei C-27J giĂ  in servizio presso l’Aeronautica Militare”. “Primati che in tempi di crisi poche aziende possono vantare”, conclude nel comunicato Alenia Aermacchi, azienda guidata dall’amministratore delegato Giuseppe Giordo.

Integrazione scolastica e sociale, a Rimini se n’è discusso

Dall’8 al 10 novembre scorso, a Rimini, grazie alla partecipazione di numerose associazioni di settore, presso il Centro Studi Erickson, si è discusso di qualitĂ  scolastica e sociale per i diversamente abili.

 Giunto alla sua nona edizione, dall’8 al 10 novembre scorso ha avuto vita l’abituale incontro con il "popolo di Rimini", che grazie a numerosi contributi scientifici e di settore, ha affrontato le progettualitĂ  inerenti alla qualitĂ  dell’integrazione scolastica e sociale dei diversamente abili.

Con la presenza di circa tremila docenti, sono stati avviati, all’interno della struttura ospitante, oltre 80 workshop su temi specifici. Durante le ore del mattino, si sono sviluppate le sessioni plenarie, nel pomeriggio, invece, era possibile visitare i diversi workshop di approfondimento.
Nel corso della prima giornata si è affrontato un interessante discorso che ha toccato la partecipazione democratica, per arrivare fino all’intelligenza dell’errore e al ruolo dei servizi socio-sanitari.

Sabato mattina, poi, si è passati al racconto sull’esperienza finlandese del metodo dialogico per l’inclusione, alle nuove figure di supporto per scuola e famiglie fino alla relazione tra ruolo ed identitĂ  nel percorso di integrazione.
A chiudere il convegno domenica 10 novembre, è stata un’interessante riflessione di A. Canevaro sulla progettualitĂ  come reazione. Secondo lo studioso, l’integrazione indica un orizzonte definito, mentre l’inclusione implica un percorso, un andare oltre rispetto ad esso, spostandolo sempre.

Questo convegno, nella sua mozione finale, ha voluto ribadire, con forza, come gli alunni disabili siano una parte della scuola e non una scuola a parte. Infine, i presenti al dibattito hanno spostato la discussione su alcuni punti da loro ritenuti sostanziali: riaffermare una totale fiducia nella scuola e nella figura dell’insegnante, seguire l’autonomia evitando il più possibile politiche di carattere autoritarie, andare oltre le diatribe scolastiche e giuridiche, ottenere valutazione inclusivi superando le logiche dell’INVALSI; battersi per ottenere maggiori risorse ed investimenti per la scuola.
(Fonte foto: Rete Internet)

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