San Giorgio a Cremano e il mistero della monnezza semovente

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Sono mesi che, tra San Giorgio e San Sebastiano al Vesuvio, accadono strane cose. I sacchi di immondizia, depositati dai sangiorgesi di sera, si ritrovano ad essere sansebastianesi la mattina.

 La notte è giustamente fatta per dormire e per questo non abbiamo le prove dirette per sostenere quello che qui scriviamo e neanche vogliamo perderci più di tanto il sonno, ma vorremmo comunque capirci qualcosa su questi strani fatti locali.

In effetti, da mesi ormai, gli abitanti di via degli Astronauti e via Figliola a San Sebastiano, assistono a una strana routine che vede peregrinare, i sacchetti di San Giorgio, nottetempo, in quel di San Sebastiano. È risaputo che l’ameno paesello è ambito dai più per la sua altolocata nomea ma non essendo animisti non vogliamo credere che questi possano spostarsi da soli. Posti generalmente all’angolo tra Cupa Cascetta e Via Figliola, i depositi, leciti e illeciti che siano, vengono puntualmente ritrovati l’indomani sul versante opposto della strada e prelevati tra venerdì e sabato dagli operatori ecologici di San Sebastiano.

All’inizio avevamo pensato in una sorta d’accordo tra i due comuni vesuviani ma, interpellati gli addetti ai lavori di San Sebastiano, questi hanno negato tale eventualitĂ , prelevando solo quello che trovano sul versante di loro competenza; anzi hanno asserito di aver più volte richiamato un rivenditore di materiale edilizio sangiorgese che spesso lasciava in quei luoghi i suoi rifiuti. Sta di fatto che gli unici imputabili di questo strano gioco a rimpiattino sembrano essere proprio gli spazzini di San Giorgio che nel pieno della notte, quando passano per il loro consueto giro e forse, non potendo raccogliere l’ingombrante o l’indifferenziato, lo lasciano gentilmente al comune confinante fornito di isola ecologica.

Abbiamo interpellato un dipendente della nuova ditta che opera a San Sebastiano e segnalato la cosa. Al nostro ritorno dal lavoro abbiamo trovato parte dei bustoni nel loro luogo d’origine e il tempo di mangiucchiare qualcosa e il tutto è scomparso, come se niente fosse stato. Sono queste solo supposizioni, ma, in attesa di elementi più probanti, invitiamo chi ci legge a dare una spiegazione migliore a questo sporco mistero.

Alla prossima puntata!

CARRELLATA FOTOGRAFICA

fairbanks-142.blogspot.it/2013/11/il-mistero-della-monezza-semovente.html

Somma Vesuviana al centro di un tornado mediatico per il caso dei “pacchi” alimentari

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Su facebook il gruppo Pdl svela: “Avevamo chiesto gli elenchi delle associazioni di volontariato e i provvedimenti adottati dall’Ente per le famiglie meno abbienti, i documenti non ci sono ancora stati forniti”.

Non saremmo a Somma Vesuviana se i partiti politici, dopo e sempre dopo che trasmissioni come Striscia La Notizia o Le Iene scoperchiano gli altarini, non ci mettessero il cappello su snocciolando una serie di “io avevo chiesto, io avevo fatto, io ci avevo provato”. Che spesso è vero, per caritĂ . Ma un senso di impotenza non si può fare a meno di avvertirlo. Oggi si ha notizia, basta dare un’occhiata al social network che va per la maggiore (facebook) che il consigliere Gianmartino Maiello (gruppo Pdl – Forza Italia) aveva scritto in ben due occasioni al segretario comunale di Somma Vesuviana e al responsabile dei servizi sociali facendo precise richieste di documentazioni in merito ai provvedimenti economici adottati dall’Ente per le famiglie meno abbienti tramite associazioni di volontariato nonchè l’elenco di dette associazioni e altri documenti interessanti.

Due le richieste, pare finora inevase: una del 3 ottobre, una dell’11 novembre. A quanto sembra, come conferma pure il capogruppo Vincenzo Piscitelli, sempre sul social network pubblicando con dovizia di commenti gli atti, quei documenti il consigliere Maiello non li ha ancora ricevuti. Cosa grave, se vera e non abbiamo motivo di dubitarne. Perchè se dopo più di un mese un consigliere comunale non riesce a guardare “le carte” richieste agli uffici la situazione si fa seria. Però sorge un dubbio. Forse nelle documentazioni richieste, quando finalmente il consigliere riuscirĂ  a guardarle, ci troverĂ  qualche serio spunto di indagine, andrĂ  a fondo e scoprirĂ  magari qualche “magagna” più o meno grave.

Ma pure se le avesse avute quando richieste, cosa sarebbe cambiato rispetto alla vicenda che ha portato Somma Vesuviana e l’associazione Fantasia di tal Giovanni C. (consigliere del forum dei giovani fino alla sua scadenza, vicino ad un partito che ha sostenuto un candidato ora all’opposizione)? Non si può non chiederselo e magari rispondersi: nulla, probabilmente. A meno di non sapere qualcosa d’altro, perchè l’elenco delle associazioni e i provvedimenti economici adottati dal Comune per le famiglie meno abbienti non c’entrano nulla con il caso sollevato dal Tg satirico di canale 5 e dalla fortunata trasmissione di Italia 1.

O no? Perchè se c’entrano e qualcuno lo sa, dovrebbe parlare. Perchè all’associazione i pacchi arrivavano dal Banco Alimentare di Fisciano – che giĂ  si è detto parte lesa e intenzionato ad agire per vie legali – mica dal Comune di Somma. Perchè i soldi per i presunti pasti agli immigrati, quelli raccontati al gancio di Striscia dallo stesso Coppola che pensava di avere a che fare con un cliente, arrivavano dalla Regione, mica passavano per Palazzo Torino. O no? Perchè se non è così bisogna dirlo. Però magari è meglio insistere, anche con le richieste e con le interrogazioni, chissĂ  che non escano fuori altre situazioni, anche più gravi. Come ben dice il consigliere Piscitelli: “Poche le chiacchiere, parlano i fatti”. Si, ma quali?

(Fonte Foto: Rete internet)

Afragola, uno sceriffo in città

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E’ Luigi Maiello, nuovo comandante della polizia municipale. Azioni antimafia, mano dura con chi delinque e massima disponibilitĂ  verso gli onesti: la ricetta del dirigente in un territorio ad alta densitĂ  camorristica.

Stamattina Luigi Maiello ha giurato davanti al sindaco, Domenico Tuccillo, e agli esponenti locali di polizia e carabinieri. La celebrazione per la nomina del nuovo comandante della polizia municipale di Afragola, nono comune della Campania per numero di abitanti, si è consumata stamattina, nel comando della polizia municipale, in via Fiore. Le intenzioni di Maiello, che è sotto sorveglianza di polizia da molto tempo, sono tutte racchiuse in una sua dichiarazione, gentilmente concessa stamane al Mediano.it.

"Pugno ben chiuso con i criminali e mano tesa alla povera gente, ai cittadini che sono i nostri maggiori azionisti ", fa sapere il colonnello nonché neodirigente del corpo di polizia municipale di Afragola, cittĂ  molto difficile dell’hinterland a nord di Napoli, con tutti i mali ma anche con tutto il potenziale positivo tipici del territorio napoletano. E’ un curriculum di tutto rispetto quello del nuovo capo dei caschi bianchi. Dirigente a Sant’Anastasia, Cercola, Cicciano, e Terzigno, vicedirigente a Vico Equense, quindi appena reduce dalla gestione di un comune strategico, quello di Pomigliano, la cittĂ  delle grandi fabbriche.

Doti antimafia indiscutibili: Maiello, grazie a una decisione del prefetto di Caserta, collabora con la commissione straordinaria antimafia della capitale della nostra Gomorra, Casal di Principe. Il nuovo comandante della polizia municipale di Afragola, 42 anni, è sotto tutela di polizia da quindici anni, a causa di una serie di minacce subite da un noto clan di Sant’Anastasia, sua cittadina d’origine. Dalla redazione de Il Mediano va un grande in bocca al lupo a uno dei nuovi timonieri della legalitĂ  in quel di Afragola.

Volla. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle “Guardie ambientali” per un giorno

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Continuano i roghi di rifiuti tossici nel napoletano. Pochi giorni fa due attivisti del M5S di Volla hanno avvistato una colonna di fumo sospetto in Via Vicinale Fienile. La sorpresa è stata scioccante.

Uomini senza scrupoli avevano riempito di rifiuti tossici e pericolosi lunghe colonne di camion. “Regali” provenienti dalle “ricche fabbriche” del nord operoso, il trascinatore dell’economia del paese. Non potevano essere smaltiti in maniera regolare ed innocua. Sarebbe costato troppo, e questo avrebbe portato ad una diminuzione dei profitti. Quindi, come fare per farli sparire a costi ridicoli? Chi è disposto a prenderli e portarli via, dietro “lauto” compenso? Uomini accecati dalla possibilitĂ  di profitto avevano accolto quella “manna” piovuta dal cielo (nord) ed avevano svuotato i camion attorno alle loro case, a coronare i luoghi dove vivevano le loro famiglie. Addirittura avevano sotterrato i camion (con tutto il carico) più vecchi e malandati, non più utilizzabili per altri viaggi.

Molti non avevano considerato gli effetti a medio e a lungo termine di quel buon “lavoro”, ma solo quelli immediati. Per qualcuno c’era da sbarcare il lunario, era un lavoro come un altro. Per qualcun altro si trattava di veri e propri affari da non lasciarsi sfuggire. E, poi, non si poteva far “dispiacere” il padrino di turno! “Quello si arrabbia! Tanto, c’è un sacco di Terra incolta! Tanto, c’è Terra che nessuno vuole più coltivare! Tanto, c’è molta Terra per nascondere i rifiuti. Sotto Terra! Tanto, nessuno si occupa e si occuperĂ  mai di questa Terra! A chi vuoi che gliene freghi della nostra Terra! Ai nostri figli? No! Nemmeno a loro. Se ne andranno via, al nord, oppure all’estero. Quelli che sopravviveranno! Tanto qui non c’è lavoro, non ci sono speranze! La mala politica ci ha sterminato!

Vuoi vedere che dall’unione dei rifiuti tossici e pericolosi dell’operoso nord con il fertile terreno delle nostre campagne del sud, della Campania Felix, nasceranno nuove varietĂ  di prodotti ottimi da mangiare oppure si creerĂ  un nuovo clima salubre? Li prendiamo noi i vostri rifiuti! Li smaltiremo noi!”, aveva pensato qualcuno. Ed ecco l’affare è fatto! Qualcuno conta i soldi che ha incassato. Qualcun altro conta i morti che ha sotterrato. Molti sapevano. All’inizio nessuno aveva il coraggio di denunciare. Poi, qualcuno ha cominciato a farlo. Ci sono state le confessioni dei pentiti di camorra, più o meno veritiere, sui luoghi contaminati e tossici della nostra regione. Il caso diventa internazionale, giungendo persino sulle scrivanie dei grandi di Bruxelles. Grande attenzione mediatica data all’argomento. Più grande ancora l’indignazione e la rivolta popolare.

Ebbene, nonostante tutto questo, nel nostro territorio c’è ancora oggi chi continua indisturbato a ravvivare il fuoco. La mattina di lunedì 18 novembre 2013, due attivisti del Movimento Cinque Stelle di Volla notando una evidente e consistente colonna di fumo, in Via Vicinale Fienile di Mezzo, in Volla, in prossimitĂ  del confine con il Comune di Casalnuovo di Napoli, si sono avvicinati al luogo di origine, per vedere cosa stesse accadendo. Poi, insieme ai Carabinieri della stazione di Volla e alla protezione civile Antares, hanno constatato che l’incendio era derivato da rifiuti di ogni genere sversati in un campo Rom. Mentre i Vigili del Fuoco domavano l’incendio, gli attivisti del Movimento Cinque Stelle hanno perlustrato tutta l’area interessata.

La sorpresa è stata scioccante! Materiali abbandonati di ogni genere: eternit, pneumatici, mobili, televisori, motori, plastiche, addirittura sacchi di materiale imballati ancora con la targhetta della ditta di smaltimento! E meno male che i comuni di Volla e Casalnuovo hanno aderito al patto per la terra dei fuochi. “La zona è stata interessata giĂ  in precedenza dal fenomeno, l’ultimo rogo risale al settembre 2013, era stata chiusa con una sbarra. Poi, la rimozione dell’ostacolo e il ripetersi degli sversamenti e dei fuochi”. Il Movimento Cinque Stelle, ai sensi del D. Lgs. n. 22/97, ha denunciato l’accaduto agli organi preposti.

Palma Campania. Auto contro palo, morto 40enne

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Ancora una vittima della strada nel napoletano. Perde il controllo della sua auto che finisce contro un palo dell’illuminazione pubblica, Giuseppe Esposito, 40 anni è morto durante il trasporto in ospedale

Incidente stradale mortale, la scorsa notte, a Palma Campania (Napoli). Giuseppe Esposito, 40 anni, ha perso il controllo della sua Mercedes classe B ed è andato a sbattere contro un palo di cemento della illuminazione pubblica.

L’impatto si è verificato mentre stava percorrendo via Nuova Sarno. Sul posto sono intervenuti gli addetti del 118, l’uomo è morto a bordo dell’ambulanza che lo stava trasportando in ospedale. I carabinieri sono intervenuti per il sopralluogo e i rilievi.

(Fonte foto: Rete Internet)

Ercolano: trasporto e smaltimento illecito di rifiuti, denunciate due persone

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Gli agenti del Corpo forestale di Ottaviano, nel corso di un’operazione volta alla prevenzione e alla repressione dei reati ambientali nel comune di Ercolano, hanno denunciato due persone per trasporto illecito di rifiuti.

Gli agenti del Comando della Stazione di Ottaviano, nel corso di un’operazione volta alla repressione degli abbandoni illegali di rifiuti all’interno dei comuni ricadenti nell’area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio, hanno colto in flagranza di reato due persone che dall’interno della propria auto scaricavano rifiuti speciali. Immediata la denuncia per gestione illecita di rifiuti e scarico in zona di elevato pregio naturalistico all’interno dell’area protetta del Parco Nazionale del Vesuvio entrambi i responsabili F.M. e S. B, mentre l’automezzo con il quale veniva trasportata l’immondizia, è stato sequestrato.

Per i due sono state disposte inoltre sanzioni amministrative per un totale di circa 1200 euro. Il Commissario Capo Giovanni ha precisato: “gli accertamenti condotti oggi e l’individuazione dei responsabili costituiscono testimonianza dell’attenzione e del contributo attivo che i forestali forniscono per la risoluzione della delicata vicenda dei rifiuti particolarmente sentita nei Comuni del vesuviano”.

Sant’Anastasia, settimana benessere: lo psicologo come amico del territorio

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A Sant’Anastasia, in occasione della quinta edizione della settimana del benessere psicologico, si terrĂ  un convegno sull’importanza del lavoro dello psicologo per lo sviluppo della societĂ .

Partita la quarta edizione della Settimana del benessere psicologico con consulti gratuiti presso gli studi degli psicologi anastasiani che hanno aderito all’iniziativa, il Comune punta a qualificare l’evento con un convegno dal titolo “Psicologia e Territorio: il lavoro della cura nei Servizi Sociali”, che si terrĂ  nell’aula consiliare giovedì 21 novembre alle ore 17.30.Ospiti del sindaco Carmine Esposito e relatori la dott.ssa Antonella Bozzaotra, vicepresidente dell’Ordine degli Psicologi della Campania e Didatta Responsabile dell’Istituto Italiano di Psicoterapia Relazionale di Napoli, il dott. Nicola Anaclerio, esperto in gestione e programmazione di piani di zona, l’assessore Castaldo e la psicologa anastasiana Dott.ssa Saveria Giordano.

“La scelta dell’argomento emerge dalla necessitĂ  di spiegare quali sono le funzioni dello psicologo per lo sviluppo della societĂ  – dice la dott.ssa Giordano – funzioni che non si limitano esclusivamente all’ambito clinico o sanitario come molti sono abituati a credere. Tra le varie competenze dello psicologo vi è la capacitĂ  di allestire contesti di riflessione in cui pensare le convivenze garantendo buone relazioni. Questa edizione della settimana del benessere arriva subito dopo l’approvazione della legge regionale per lo Psicologo del Territorio. Una legge fatta per garantire ai cittadini campani prestazioni psicologiche nei servizi sociali e nelle scuole del territorio”.

“La conferenza sarĂ  l’occasione per illustrare ai cittadini il contenuto e le opportunitĂ  date dallo “Psicologo del territorio”, previsto dalla legge approvata dal Consiglio regionale pochi mesi fa e frutto di una mobilitazione dei professionisti campani, che hanno raccolto 22 mila firme in due mesi. L’impegno – dice l’ass. Ciro Castaldo – sarĂ  quello di far funzionare al meglio e stabilmente la figura dello psicologo nei servizi sociali e nella scuola”.Gli psicologi anastasiani che aderiscono all’iniziativa hanno aperto i loro studi a consulenze gratuite. I cittadini interessati possono visitare il sito dell’Ordine degli Psicologi della Campania www.psicamp.it dove troveranno tutte le informazioni per poter contattare il professionista a loro più vicino.

La settimana del benessere psicologico vede in Campania una grande mobilitazione dei professionisti, che saranno in prima linea da lunedì 18 al 25 novembre con incontri, dibattiti e seminari organizzati nei circa 200 comuni, tra cui Sant’Anastasia, che hanno aderito al protocollo “CittĂ  amiche del benessere psicologico”, sottoscritto dall’Ordine e dall’Anci Campania. Le novitĂ  di questa edizione 2013 riguardano la durata dell’evento che si prolunga per dieci giorni, le iniziative dedicate agli stessi psicologi e la chiusura in concomitanza con la giornata internazionale sull’emergenza del femminicidio.

(Fonte foto: Rete Internet)

Baby-prostitute: vendere il proprio corpo con il consenso dei genitori

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La mattina studentesse e il pomeriggio baby-squillo. Le motivazioni che spingono le adolescenti a mercificare e a svendere il proprio corpo.

 Sono settimane che non si parla d’altro se non della "vicenda dei Parioli" che vede coinvolte due ragazzine, l’una di 15, l’altra di 16 anni, costrette a prostituirsi il pomeriggio, dopo la scuola. La storia ha fatto rabbrividire tutti per i particolari agghiaccianti che i media con puntualitĂ  e minuzia ci hanno reso quotidianamente.

La cosa sconcertante in questa vicenda è che la madre di una delle due ragazzine era a conoscenza della situazione ed era lei stessa a spronarla a prostituirsi per guadagnare soldi. Inusuale ascoltare le conversazioni telefoniche tra le due. Sembrava assistere ad uno scambio di ruoli: la figlia ansiosa di andare impreparata a scuola il giorno successivo a causa degli "impegni pomeridiani" e la madre che manifestava alla figlia la sua preoccupazione non per le ore in meno dedicate allo studio ma per quelle sottratte al "lavoro".

Le variabili psicologiche implicate nella questione sono svariate e bisogna porsi nell’ ottica duplice di chi si prostituisce e di chi si rivolge a loro cioè i "clienti”. Nell’esplorare le motivazioni profonde che inducono uomini di mezza etĂ  e in alcuni casi anche anziani a rivolgersi alle baby-prostitute possono essere chiamate in causa molteplici spiegazioni: ad esempio perché essere il cliente di una donna molto più giovane, minorenne, conferisce al cliente un maggior senso di potere e di controllo sino ad arrivare a vere e proprie perversioni nelle quali entrano in gioco tutta una serie di fattori di ordine individuale e legati alla propria storia personale, in virtù dei quali l’etĂ  diventa la conditio sine qua non per raggiungere il piacere sessuale.

Dal punto di vista delle baby-prostitute vendere il proprio corpo è il mezzo più remunerativo e meno faticoso attraverso il quale potersi permettere una ricarica, una borsa firmata, l’ultimissimo modello di scarpe. Queste sono le motivazioni più frequenti che le adolescenti adducono nel tentativo di giustificare i loro comportamenti. Insomma per loro il motto è "il fine giustifica i mezzi!". Ma è davvero così semplice la questione? Ebbene no. Sarebbe fin troppo semplicistico e superficiale ragionare in questi termini. È chiaro che dietro la mercificazione del proprio corpo si nascondono tutt’altre ragioni ancor più complesse e articolate quando, come nella vicenda dei Parioli, sono implicate ragazzine poco più che quindicenni.

Bisogna prendere in considerazione in primis l’etĂ  di queste ragazze. Abbiamo a che fare con adolescenti e l’adolescenza, si sa, è giĂ  di per se una fase delicata del ciclo vitale. Ci troviamo di fronte ragazzine che devono venire a patti con un corpo che cambia, che devono cercare di definire la propria identitĂ , rispondere a importanti domande esistenziali ed è proprio in questo momento che in parte per carenze individuali, in parte per l’influenza del gruppo dei pari si lasciano trascinare in vicende piuttosto pericolose. Anche il sistema familiare, la relazione con entrambi i genitori e la qualitĂ  della comunicazione all’interno del contesto familiare è di fondamentale importanza. Come si intuisce le ragioni che spingono ragazzine di ogni etĂ  e di ogni fascia sociale a comportamenti del genere non sono ravvisabili in un’unica causa ma chiamano in campo una molteplicitĂ  di fattori.

Non è corretto quindi affermare che la colpa è della scuola, piuttosto che della famiglia né tantomeno è giusto condannare a priori queste ragazzine. Questo non vuol dire giustificarle ma comprendere le ragioni della sofferenza che con difficoltĂ  cercano di celare o di esprimere in modi moralmente criticabili. Come intervenire? Ascoltare e osservare con sguardo attento i propri figli in quanto genitori, confidare sulle istituzioni del territorio per la prevenzione, l’individuazione e il recupero delle situazioni a rischio.
(Fonte foto: Rete Internet)

Ercolano. Radio Siani festeggia il quarto compleanno

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Il 21 novembre del 2009 la marcia anticamorra per le principali arterie della cittĂ  degli Scavi segnò l’inizio ufficiale delle attivitĂ .

 Giovedì 21 novembre 2013 la web radio della legalitĂ  di Ercolano accoglierĂ  al bene confiscato di corso Resina 62 quanti vorranno visitare la struttura ed esprimere di persona o davanti al microfono gli auguri per questo anniversario. Dalle ore 10 alle 22 i volontari di Radio Siani accoglieranno amici, ospiti e curiosi.

Radio Siani suona differente. Nel corso della giornata, oltre alla diretta per i saluti dei convenuti, il palinsesto ospiterĂ  le trasmissioni canoniche del giovedì. SarĂ  possibile seguire la diretta sul portale www.radiosiani.com

Fiat, Politecnico e inglesi analizzano Cipputi. Obiettivo: capire il cambiamento voluto da Marchionne

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L’avvio dello studio sulle condizioni degli operai del Lingotto è stato presentato nella sede della Fim Cisl nazionale. In programma interviste e questionari anonimi. L’iniziativa è firmata dal prof. Pero e dai colleghi dell’universitĂ  di Nottingham.

 E’ una sorta di radiografia di Cipputi a Pomigliano e in tutti gli stabilimenti italiani del gruppo automobilistico, guidato da Sergio Marchionne. L’iniziativa è della Fim nazionale ed è stata presentata l’altro giorno nella sede romana del sindacato di categoria dei metalmeccanici Cisl. CoinvolgerĂ  settemila operai.

Obiettivo di fondo: la Fim vuole comprendere in che modo si lavori nelle fabbriche del colosso guidato dall’ad italocanadese e, soprattutto, intende capire come la nuova organizzazione del lavoro introdotta dal supermanager abbia cambiato la vita degli operai. Si tratta, dunque, di uno studio scientifico del Politecnico di Milano per analizzare le nuove condizioni di lavoro, partendo dalla Fiat di Pomigliano per poi interessare tutti gli stabilimenti del gruppo automobilistico. Due i metodi per giungere a una sintesi finale, che sarĂ  illustrata tra alcuni mesi. Con i “focus group” saranno fatte una serie di interviste ai lavoratori, effettuate direttamente in fabbrica dai docenti.

A Pomigliano questi focus sono stati giĂ  eseguiti e saranno estesi a tutti gli impianti italiani della Fiat. Altro strumento d’indagine: questionari, rigorosamente anonimi, da riservare agli addetti dei vari impianti del Lingotto. Domande ai lavoratori da gestite in modo tale da non rendere riconoscibile il destinatario dei quesiti. Lo studio del Politecnico, unico nel suo genere, sui nuovi modelli organizzativi introdotti con il World Class Manufacturing (WCM), la nuova organizzazione del lavoro adottata in Italia nel 2009 e ideata da Hajime Yamashina, guru nipponico delle produzioni industriali, è stato commissionato dalla Fim Cisl nazionale ad un qualificato comitato accademico dell’universitĂ  milanese, guidato dal professor Luciano Pero, che martedi, a Roma, ha illustrato gli aspetti tecnico– scientifici legati alla ricerca.

Le parole del professor Pero chiariscono il senso dell’iniziativa: “È una ricerca che ci aiuterĂ  a capire i cambiamenti a livello sociale, sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori introdotti dal WCM, attraverso focus group e questionari. L’obiettivo – secondo il docente del Politecnico – è quello di capire e migliorare le condizioni dei lavoratori e la loro partecipazione all’interno dell’impresa. Siamo davanti ad un cambiamento epocale del modo di produrre e ad una nuova generazione di fabbriche: le cosiddette “nuove fabbriche”, quelle che hanno introdotto un’automazione evoluta e una diversa e più complessa organizzazione del lavoro (High Performance Work Organization). Questo richiede un uso dell’intelligenza delle persone in fabbrica e una loro partecipazione ai processi produttivi”.

Ancora secondo Pero “il Paese deve riflettere e capire le “nuove fabbriche” perché saranno quelle che ci porteranno fuori dalla crisi”. I dati della ricerca saranno resi noti in un apposito convegno nei mesi di marzo o aprile 2014.