Acerra, Tarsu ridotta per le abitazioni

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Provvedimento della giunta comunale della cittĂ  dell’inceneritore: tassa sui rifiuti scontata per abitazioni private. Ma aumenta per sale da gioco e banche.

Il taglio della Tarsu è stato deciso l’altro ieri. Con la delibera numero 110 il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, e la giunta comunale, è stata approvata la riduzione dell’ormai famigerata tassa sui rifiuti. Un ridimensionamento che è puntato sulle abitazioni private e relative pertinenze. Qui Si pagherĂ  30 centesimi di euro in meno al metro quadrato. Una riduzione media di 30 euro all’anno per ogni famiglia, dunque.

Ma la coperta è corta per cui il minor gettito fiscale dovrĂ  essere compensato da un aumento su altre voci. La Tarsu aumenterĂ  quindi per le sale da gioco ( in questo caso di 50 centesimi di euro al metro ) e le banche, che pagheranno la gabella più salata: 1 euro e 15 cent in più al metro quadrato. ” La riduzione della Tarsu per l’anno 2013 – spiega il comune in una nota del suo ufficio stampa – per le abitazioni private e per i depositi e i garage a servizio degli stessi alloggi, è stata decisa dall’amministrazione comunale grazie agli ottimi risultati raggiunti sul fronte della raccolta differenziata da tutti i cittadini acerrani e anche grazie alla lotta all’evasione “.
(Fonte foto: Rete internet)

Somma, nella redazione de Ilmediano il primo incontro a sostegno delle imprese vesuviane

Sugli strumenti della P.A. il Mediano, Inail, Italia Lavoro, Uniforma – FonArCom, PMI Italia International insieme per le aziende. Agevolazioni utili per le imprese: l’obiettivo è la regolarizzazione contributiva e assicurativa contro il sommerso.

«Da tempo, la redazione de ilmediano segue con particolare attenzione l’attivitĂ  delle aziende che operano, a tutti i livelli, nel Vesuviano e nel Nolano, per due ragioni: perché l’economia è fattore essenziale dello sviluppo sociale, e perché l’analisi corretta delle variazioni del sistema economico aiuta a capire le tendenze di tutti i processi culturali. Inoltre è risaputo che tali aree, per la complessitĂ  del territorio e dei meccanismi economici, per la vigorosa energia dello spirito d’iniziativa e per il groviglio di problemi antichi e recenti, si integrano fino a formare un "luogo" unitario e a costruire, di conseguenza, un modello fedele dello stato dell’economia regionale e di quella nazionale, e delle tendenze che all’interno di queste economie si delineano e più vigorosamente si configurano». Una presentazione diretta ed efficace, quella del giornalista Francesco Gravetti che ha moderato l’incontro.

Con la nuova direzione di Carmela D’Avino, infatti, ieri il prestigioso quotidiano on line ha proposto: «Gli strumenti della P.A. a sostegno delle imprese vesuviane», il primo di una serie di focus utili per le aziende in collaborazione con Inail, Italia Lavoro, Uniforma-FonArCom e PMI Italia International, all’attenzione dell’assessore alle politiche sociali di Somma Vesuviana, Tommaso Granato, di una delegazione di consiglieri del comune di San Vitaliano, e di numerosi imprenditori e consulenti fiscali, dei volontari della protezione civile Cobra2 di Somma Vesuviana.

Nella sala conferenze, Emidio Silenzi, direttore regionale Campania Inail, Eugenio De Gennaro, operatore progetto LOA – Italia Lavoro Spa, Nunzia Onesti, presidente Uniforma Conto di Rete Fondo Interprofessionale FonArCom, Salvatore Guerriero, segretario nazionale PMI Italia International, vice presidente E.B.SI.L. (Ente Bilaterale Sicurezza sul Lavoro), hanno illustrato diverse interessanti agevolazioni rivolte alle piccole e medie imprese, che però spesso non ne fanno richiesta, con grande probabilitĂ  per mancanza di conoscenza del privilegio.

Primo step, l’analisi degli incentivi Inail per la prevenzione con relativi riferimenti normativi, i decreti ministeriali 12/12/2000 e 3/12/2010, facilmente consultabili su www.inail.it. «L’investimento economico nella prevenzione si traduce in un ritorno della diminuzione delle tasse e dei contributi che vengono pagati dalle imprese all’Inail», ha sostenuto il direttore regionale dell’ente pubblico per la Regione Campania, Emidio Silenzi, il quale ha provveduto a semplificare concetti ostici ai più. È il caso, ad esempio, dell’oscillazione del tasso, OT 20 e OT 24: si tratta di «una variazione del tasso medio nazionale, che viene applicata alla singola azienda in relazione a specifiche situazioni, indicative di un minore o maggiore rischio di livello aziendale. Variabile in relazione a parametri prefissati». Riduzione che va in base al numero di dipendenti per anno, dal 30% fino ai dieci lavoratori al 7% con oltre 500. Il dato interessante è che «richiedono lo sconto le fasce meno agevolate».

Non è difficile pensare che nelle piccole e medie imprese persista il timore di possibili controlli, tuttavia il messaggio relativo alle agevolazioni che riguardano il primo biennio di attivitĂ  è passato forte. I requisiti necessari per accedervi sono la regolaritĂ  contributiva ed assicurativa e, ovviamente, il DVR, documento valutazione dei rischi.

Il nome di Eugenio De Gennaro si è legato alla nuova tendenza dei buoni lavoro, meglio noti come voucher, un sistema diretto per il pagamento di servizi di breve durata da parte di tutti i datori di lavoro, aziende, privati e pubblici. «Il progetto LOA (Lavoro occasionale accessorio) regola i rapporti professionali a carattere saltuario, per far emergere attivitĂ  di lavoro nero e garantire ai lavoratori le tutele previdenziali e quelle contro gli infortuni». Il quadro è chiaro: i compensi percepiti da ciascun lavoratore non possono superare i 5mila euro netti nel corso dell’anno solare, ma sono previsti dei segmenti più contenuti in riferimento a determinate fasce. Nell’opuscolo di presentazione, distribuito durante la serata, sono evidenziati i punti dove acquistare i buoni: presso le sedi Inps o tramite procedure telematiche, banche e uffici postali". Nella brochure informativa anche un elenco di vantaggi per il lavoratore ed il datore.

«Tutte le imprese che hanno dipendenti e che di fatto versano all’Inps hanno l’opportunitĂ  di recuperare una parte del versato attraverso una procedura semplicissima: gli studi di consulenza del lavoro, nel momento in cui preparano la denuncia mensile Uniemens, hanno facoltĂ  di destinare una parte del versato Inps (0.30%) – e per le imprese questa procedura è a costo zero – ad un fondo interprofessionale». Così Nunzia Onesti, presidente Uniforma Conto di Rete – Fondo Interprofessionale FonArCom, la quale non esita a specificare: «Laddove non vi fosse il mandato di destinare questa parte al fondo, essa va alla regione di riferimento, che dovrebbe finanziare i progetti di formazione continua». Contributo che in questi tempi di crisi è utilizzato dalla Regione Campania per coprire altre difficoltĂ  di bilancio. Se invece il mandato venisse dato? «Il Fondo interprofessionale fa rientrare il contributo verso l’impresa in interventi di formazione». FonArCom è uno dei diciotto fondi che in Italia gestiscono lo 0.30% che proviene dall’Inps.

Salvatore Guerriero, segretario nazionale PMI Italia International, vice presidente E.B.SI.L., ha concluso con un approfondimento sul «popolo della partita Iva, un esercito smisurato che molti dimenticano. Abbiamo pensato di tutelare i titolari della partita Iva come una piccola o media impresa, perché ci siamo resi conto di avere a che fare con microattivitĂ  rappresentate da professionisti». Guerriero crede, come gli altri relatori, nel lavoro di squadra, nella forza di un’azione decisiva e immediata volta alla regolarizzazione, preceduta da una guida costante alle imprese. «Ci sono questioni di sommerso, di lavoro nero che potrebbero essere regolarizzate con una semplice informativa. Questo incontro, promosso da ilmediano a cui va il mio ringraziamento, ci consente di dialogare e costruire insieme a diverse realtĂ  un sistema per la sicurezza, per la formazione e l’informazione». È doveroso ribadirlo: è solo il primo.

Per maggiori info:
Presentazione OT 24 (PPT)
Tabelle ISI (PDF)
Presentazione UNIforma (PPT)

Pomigliano, rapina al ” Bandiera Blu”: quattro arresti

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I carabinieri hanno catturato i quattro giovani che ieri sera hanno assalito il bar gelateria del centrale viale Terracciano.

Hanno fatto irruzione nel bar gelateria Bandiera Blu, un piccolo bar, piazzato nella parte più isolata di viale Terracciano, ieri sera. Due dentro, impegnati a minacciare i baristi e a razziare l’incasso del pomeriggio, gli altri due fuori, sulla strada, di sentinella.

Ma le pattuglie dei carabinieri della compagnia di Castelcisterna sono intervenute in tempo e li hanno catturati. E’ stata un’operazione di quelle “pulite”. Nessuno si è fatto male, le armi hanno taciuto. Ovviamente paura, però, da parte dei titolari e dei lavoratori del bar. In manette sono finiti quattro giovani: Salvatore Esposito, 23 anni, nato a Massa Di Somma, Vincenzo Panico, 30 anni, nato a Napoli, Giovanni Di Domenico e Salvatore Panico.

Volla. Lo storico mercato ortofrutticolo a rischio chiusura

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Un pezzo di storia di Volla che se ne va. Il mercato ortofrutticolo a rischio chiusura.

Oggi 30 novembre p.v. scade il contratto di affitto del suolo sul quale insiste da più di cinquanta anni il “Mercato Ortofrutticolo di Volla”, in via Napoli. Si tratta di un mercato storico, che nella memoria dei vollesi più anziani sembra sia nato addirittura prima che Volla si staccasse da San Sebastiano al Vesuvio, di cui era una frazione, e acquisisse il titolo di “Comune”. Quel mercato, però, ha sempre avuto una caratteristica, frequente alle nostre latitudini, cioè è sempre stato “abusivo”, nel senso buono del termine, così come lo sono tante cose, tante case e tanti lavori.

Negli anni ottanta prende vita un progetto di costruzione di un “grande” Centro Agro-Alimentare a Napoli che deve ospitare i mercati ortofrutticolo, lattiero-caseario e ittico. La societĂ , pubblica-privata che lo deve realizzare (SocietĂ  Consortile per azioni ai sensi della legge 41/86) viene denominata “CAAN” (Centro Agro Alimentare di Napoli). Vari i soci dell’affare: la Camera di Commercio di Napoli, l’ASCOM della provincia di Napoli, la Federmercati, l’Associazione Commissionari del Mercato Ortofrutticolo di Napoli, il Banco di Napoli, il Monte dei Paschi di Siena, l’Istituto Bancario San Paolo di Torino, l’Assogrossisti, il Consorzio Campania Felix, il Comune di Napoli, il Comune di Volla. L’intento principale del progetto è quello di de-localizzare il mercato della cittĂ  di Napoli dalla sua storica posizione per far posto a case, ad alberghi e ad altre strutture commerciali.

Gli ideatori vanno in giro a cercare l’area sulla quale costruire la grande opera, fucina di benessere e di ricchezza, che deve valorizzare storia, tradizione e fertilitĂ  della nostra terra, della Campania Felix. Tra tutti i comuni del circondario, nessuno vuole l'”affare” sul suo territorio. Volla, invece, in buona fede, accetta. Per il comune che mette a disposizione il suolo e per i suoi abitanti, secondo il vecchio accordo, ci sono numerosi vantaggi (posti di lavoro, infrastrutture, ricchezza, prestigio, e chi più ne ha più ne metta). Il Comune di Volla consulta gli altri enti pubblici interessati. Con atto di C.C., n. 165 del 31/12/1994, delibera di promuovere un accordo di programma (ai sensi dell’art. 27 della legge 08/06/1990, n. 142) per la realizzazione dell’opera, ai fini e per gli effetti di cui al comma 4 del citrato art. 27 della legge 142/90) per la necessaria variante allo strumento urbanistico del Comune di Volla. Si devono costruire strade e ponti dedicati per accedere e defluire dalla struttura.

Il progetto subisce cambiamenti e rallentamenti, fino ad arrestarsi del tutto. Poi, col passare del tempo, dopo più di venti anni dalla sua iniziale progettazione, l’opera viene sbloccata e completata. Nell’accordo di programma anche il vecchio mercato ortofrutticolo Vollese deve essere integrato nella nuova struttura, garantendo il rispetto dei posti di lavoro e delle sue professionalitĂ . Ma, per poter de-localizzare il mercato di Volla nel CAAN, bisogna legalizzarlo. L’amministrazione guidata da Mastrogiacomo (2000-2004) lo legalizza. Poi il CAAN apre le sue attivitĂ . E’ ubicato nel territorio del Comune di Volla su di una superficie complessiva di 362.000 m2.

I lavoratori del mercato di Volla non si trasferiscono. Rimangono al loro posto, cioè in Via Napoli. I costi di gestione sono eccessivi, i ricavi scarsi. Il suolo dove insiste il mercato di Via Napoli non è tutto di proprietĂ  comunale. Quasi il 50% è proprietĂ  privata. I proprietari vogliono che l’area sia liberata. Fanno causa al comune. Vincono. Il comune deve sgombrare il mercato per la parte privata del suolo. I mercatali, che pagano regolarmente l’affitto al comune (80.000 euro all’anno), devono sgombrare. Una legge regionale (n. 13 del 1975) recita che l’area deve essere di 10.000 m2 per poter essere adibita a mercato. La parte dell’area di proprietĂ  comunale non è sufficiente per consentire la continuazione dell’attivitĂ . Il mercato di Volla si deve trasferire nel CAAN.

Gli operatori non ci stanno a lasciare il vecchio per il nuovo. Troppe spese e concorrenza sfavorevole con i grandi operatori del CAAN. Essi chiedono una deroga alla legge per continuare a lavorare nel mercato di via Napoli anche sull’area ridotta di quasi la metĂ . Secondo i legali del Comune la proroga è illegittima. Secondo i mercatali non lo è. Anche in altri comuni questo è stato fatto (S. Anastasia).
Nel consiglio comunale del 28 novembre u.s. il sindaco legge una lettera del presidente del CAAN, Lorenzo Diana, che chiede al Borgomastro di “accorpare i due mercati e dĂ  la sua piena disponibilitĂ  ad accogliere gli operatori”.

Il presidente del consiglio G. Navarra, giĂ  sindaco all’epoca della ratifica dell’accordo di programma del 1994, apprezzando la formalizzata disponibilitĂ  del presidente del CAAN, dichiara che il CC del dicembre del 1994 votò all’unanimitĂ  l’accordo di programma che prevedeva la delocalizzazione del mercato di Volla nel CAAN, e teme rivalse legali “potremmo tacciati di essere inadempienti rispetto agli accordi di programma”, dimenticando che tutti gli “accordi di programma” sono stati disattesi. A Volla non sono mai state costruite le infrastrutture e i ristori promessi. Durante l’ultimo consiglio del 28 novembre u.s. i consiglieri Viscovo e Annone propongono di convocare con urgenza un consiglio comunale monotematico sull’annosa questione. Alla fine del consiglio è convocata una conferenza dei capigruppo per decidere.
Il consiglio comunale monotematico si farĂ  prima della scadenza del 30 novembre p.v.?
Se non si dovesse fare ci sarĂ  una proroga temporanea per i lavoratori?
(Fonte foto: Rete internet)

L’amministrazione guidata da Giosy Romano approva il bilancio comunale. L’assessore Rocco Travaglino: “Nessun aumento sulla Tarsu”

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Il Consiglio Comunale a maggioranza ha approvato il bilancio di previsione dell’esercizio finanziario 2013, il bilancio pluriennale esercizio 2013/2015 e la relazione previsione programmatica 2013/2015.

Una manovra nel segno della trasparenza e del bene comune, che come prerogativa fondamentale va nell’obiettivo di non intaccare più di tanto sui redditi delle famiglie. Poche ma incisive le novitĂ  apportate dall’amministrazione guidata dal sindaco Giosy Romano come afferma l’assessore al bilancio Rocco Travaglino: “Siamo arrivati adottare il bilancio di previsione 2013 che era pronto giĂ  da settembre in attesa delle direttive governative. Come amministrazione se pur tra tante difficoltĂ  ci siamo impegnati nel non apportare alcun aumento all’aliquota Tarsu sulle abitazioni che è rimasta invariata.

L’amministrazione ha ritenuto di dare un indirizzo programmatico volto ad attestarci alle esigenze del patto di stabilitĂ . Abbiamo adottato solo un ritocco per quanto concerne i terreni edificabili passando l’aliquota Imu dal 0,76 allo 0,90, mentre l’aliquota Imu sulle abitazioni è rimasta invariata. Nell’ottica del risanamento e riqualificazione del paese è stato chiesto un finanziamento regionale per la festa dei gigli, per la restauro dell’ex casa comunale, inoltre si è presentato un finanziamento per ampliare l’isola ecologica e poter dar vita ad un nido di mamma, d’altronde ci stiamo muovendo anche per sbloccare il patto di stabilitĂ  in relazione alla ristrutturazione degli alloggi 219.

L’impegno per l’anno prossimo di questa amministrazione è quello di approvare un vero e proprio bilancio di previsione entro i primi tre mesi del 2014″. Soddisfatto il primo cittadino che precisa: “Ci stiamo muovendo verso la normalizzazione. Ma allo stesso tempo è importante precisare che durante la stesura del bilancio ci siamo trovati a dover coprire un costo del servizio di raccolta dei rifiuti maggiorato di 150mila euro a causa dell’appalto voluto dalla precedente amministrazione e a dover fronteggiare minori trasferimenti dello Stato per 350mila euro circa. Tuttavia abbiamo lasciato invariato il costo della maggior parte dei servizi”.
(Fonte foto: Ufficio Stampa )

Terra dei Fuochi, Caldoro riaccende la speranza: “Presto il decreto in Cdm”

Emergenza ambientale, economia campana ko, ed “effetto psicosi “: Caldoro corre ai ripari.

Non si smette mai di parlarne. Come appena le luci della cronaca abbandonano la Campania per inseguire l’ultimo evento eclatante, ecco che la morte di un piccolo angelo di soli sedici anni, riaccende l’attenzione mediatica, facendo il giro di quotidiani e notiziari, raggiungendo le case di milioni di italiani, che non riescono, non possono farsene una ragione.

Non si può morire poco più che adolescenti, Vincenza come altre centinaia di bambini che lottano per la sopravvivenza nei nosocomi italiani, non possono pagare le colpe di chi ha avvelenato i nostri terreni, gettando fango sull’immagine della Campania a livello mondiale. Al punto che oltre al rischio per la salute di chi nella Terra dei Fuochi ci vive, si aggiunge anche il collasso economico ormai imminente. Sì perchè quella che finora era solo un’emergenza ambientale, si sta rivelando oltretutto un’emergenza alimentare, come rivela la Cia-Confederazione italiana agricoltori: “l”effetto psicosi nell’ultimo mese ha fatto crollare del 35-40 per cento le vendite dei prodotti tipici, dalla mozzarella di Bufala Dop all’ortofrutta”.

Dati allarmanti che potrebbero causare danni irreversibili, causando perdite valore di 5 miliardi di euro l’anno. “Nonostante le rassicurazioni di istituzioni e associazioni di categoria, i consumatori continuano a identificare la Campania con quella limitata porzione di territorio regionale devastata da roghi e veleni”, sottolinea la Cia. Con un ”effetto-fuga” dai prodotti campani che sul lungo periodo può diventare “davvero pericoloso per l’economia e l’occupazione, visto che si tratta della terza regione in Italia per produzione agricola con oltre 136 mila aziende e 65 mila addetti impegnati nel settore”. “Per questo non si può più aspettare”, evidenzia la Cia che indica due direzioni precise “per ridare fiducia ai consumatori e garantire il lavoro delle aziende: da un lato occorre una seria campagna di informazione per sottolineare che oltre il 95 per cento della superficie agricola campana è sana”. Dall’altro lato, servono azioni immediate con la formalizzazione ufficiale dell’elenco delle aree interessate dall’emergenza della ”Terra dei Fuochi” e, quindi, con la predisposizione di un piano di bonifica integrale dei territori contaminati.

Una realtĂ  che ha risvegliato dal torpore anche i politici italiani. “E’ necessaria una forte azione dello Stato ed e’ necessario che tutti acquisiscano una consapevolezza che non è così diffusa”, ha dichiarato oggi il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, incontrando al Quirinale i vincitori del concorso ‘Immagini per la Terra’ promosso da Green Cross Italia e rispondendo alle domande degli studenti presenti alla cerimonia, a proposito dell’emergenza rifiuti tossici in Campania.

“Ci sono cose terribili -ha aggiunto il Capo dello Stato- come quelle accadute in Campania e in provincia di Caserta. Ci sono tanti fatti nuovi e preoccupanti. Si è detto che il clima è cambiato e che occorre prestare molta attenzione alle conseguenze, ma una volta non c’erano le organizzazioni criminali che hanno addirittura messo sotto terra rifiuti tossici che inquinano il terreno e l’ambiente. Dobbiamo cambiare il nostro modo di agire”, ha concluso Napolitano. E c’è qualcuno che l’ha preso in parola. Dopo mesi e mesi di sollecitazioni, oggi Caldoro ha finalmente annunciato che qualcuno ai “piani alti”, presterĂ  attenzione alla Campania.

“Sul decreto del governo per la Terra dei Fuochi, c’è qualcosa più di una promessa: sono stato preavvertito che è stato predisposto e dovrebbe andare in Consiglio dei ministri la prossima settimana”, ha annunciato il governatore della Campania a margine della inaugurazione ad Avellino della nuova Pet-Tac installata nell’UnitĂ  operativa di medicina nucleare dell’Azienda Ospedaliera “San Giuseppe Moscati”. E speriamo che le sue parole siano qualcosa in più di barlumi di speranza.

Franky B a Napoli. Cosmopolis dal tramonto all’alba

Una lunga notte, parte con Improvise di Antonio Imparato, per passare all’elettronica di Franky B, dj premiato al Mei e trasformarsi in rock accompagnato da colazione per affrontare le luci dell’alba.

Cosmopolis è al primo atto. Sabato 30 novembre al Moses. Si inizia alle 23.00 fino all’alba del giorno dopo. E per cominciare bene l’ospite della serata è il Dj napoletano vincitore del Mei come miglior dj e produttore italiano. Una scelta forse dovuta al piacere delle commistioni. Nell’elettronica di Franky B c’è tanto, come tante le collaborazioni per il suo primo album, uscito da appena un mese. Il titolo S.E.B.A. Lì si possono ascoltare incontri artistici a volte inaspettati: da Marcello Coleman, Sha One e Polo de La Famiglia, alla vincitrice del Premio Tenco Pietra Montercorvino, Funky Pushertz, ma anche artisti di calibro internazionale come Deadly Hunta, Kgnston Edwards, che ha debuttato lo scorso anno con un singolo insieme alla leggenda dancehall Beenie Man.

Cosmopolis si presenta come un frullatore “elettronico”, che attinge da energie diverse. Il sottotitolo del format racchiude in sè un’analisi ironica e sotto certi aspetti forse drammatica, sulla capacitĂ  (e incapacitĂ ) rivoluzionaria della musica “Tutta la minaccia dell’elettronica consisteva nella ripetizione”. Quindi cosa ci sarĂ ? Antonio Imparato con le sue improvvisazioni con tromba e due IPad, in cui il jazz incontra la musica elettronica. Il risultato è un percorso che va scoperto di volta in volta. La musica elettronica sarĂ  la protagonista delle ore più notturne, con il dj internazionale Franky B e il dj set di EightBitRate.

Nel frullatore di Cosmopolis anche gli spazi vivranno e cambieranno con la musica grazie al lavoro di Domenico Bore e degli studenti di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Napoli. Finita la notte si aspetterĂ  l’alba e tutto cambierĂ  luci, suoni, atmosfere. Una scelta interessante dell’organizzazione: un buffet a colazione. Per uscire dai fumi della notte e di Cosmopolis e affrontare le luci dell’alba lucidi e sobri in attesa del secondo atto.
(Fonte foto: Ufficio Stampa)

A Ottaviano la Notte Bianca dello sport. Domani conferenza stampa

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Una notte dedicata allo sport , che coinvolga, adulti anziani e bambini. La presentazione dell’evento, domani in conferenza stampa ad Ottaviano.

Decine di discipline sportive, centinaia di partecipanti, un’intera cittadina coinvolta: cresce l’attesa per “Sport in the city, lo sport si fa strada” ovvero la Notte Bianca dello sport ad Ottaviano, che si terrĂ  sabato 14 dicembre 2013 dalle 15 a mezzanotte.

L’evento è organizzato dalla PRKey e l’Asd Ottaviano Vesuviers in collaborazione con l’assessorato allo sport del Comune di Ottaviano e Confcommercio, con i patrocini di Regione Campania, Provincia di Napoli, Coni- Comitato Regionale Campania, FIP-Federazione Italiana Pallacanestro. Dal pugilato al volley, dalla scherma al calcio balilla: tanti gli sport che saranno praticati in strada, in un clima festoso e allegro. Bambini, adolescenti, adulti e anziani avranno la possibilitĂ  di provare, sperimentare, mettersi in gioco.

Moltissime le sorprese, grazie anche alla partecipazione di sponsor importanti e di molti esercizi commerciali di Ottaviano. I dettagli dell’evento verranno illustrati domani, sabato 30 novembre alle 11, nel corso di una conferenza stampa che si terrĂ  presso la sala consiliare del Comune di Ottaviano. Parteciperanno i responsabili della PRKey e dell’Asd Ottaviano Vesuviers, Viviana Sepe e Michele Saggese, l’assessore allo sport del Comune di Ottaviano Aniello Saviano e il sindaco di Ottaviano Luca Capasso.

La sagra del capretto anastasiano

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Dal 29 novembre al 1 dicembre a Sant’Anastasia, la sagra del capretto anastasiano: un mix di emozioni, tra musica, sapori e cultura.

La "Pro Loco Sant’Anastasia", nata all’inizio del 2007 ed aderente all’UNPLI tramite il comitato Regionale Campano, in conformitĂ  ai propri scopi sociali di valorizzazione del territorio e delle sue potenzialitĂ  naturalistiche, culturali, storiche, turistiche ed enogastronomiche, dal 29 novembre al 1 dicembre prossimi, con il patrocinio del Comune di Sant’Anastasia e del Parco Nazionale del Vesuvio, organizza la nona edizione della fortunata manifestazione: "TRADIZIONI E SAPORI: SAGRA DEL CAPRETTO ANASTASIANO".

La meritata fama attribuita al capretto anastasiano affonda le proprie radici nell’antica pratica della transumanza, quando pastori abruzzesi, molisani ed irpini, nel condurre il bestiame verso il mare durante il periodo invernale, erano soliti sostare nelle campagne anastasiane, rinomate sia per la favorevole collocazione geografica alle pendici del monte Somma sia per la rigogliosa vegetazione delle proprie terre. Con il passare del tempo i pastori anastasiani si sono specializzati nel commercio, nell’allevamento ma, soprattutto, nella macellazione delle carni ovine e caprine. Infatti, proprio le particolari tecniche adoperate durante la macellazione, tramandate di generazione in generazione, contribuiscono ad esaltare la genuinitĂ  delle carni.

Le scorse edizioni hanno riscosso sempre un notevole successo, grazie alla dedizione degli organizzatori, ma soprattutto per la partecipazione attiva del pubblico, degli espositori e delle scolaresche che sono state coinvolte in progetti dedicati alla riscoperta delle tradizioni e del territorio e che con entusiasmo hanno risposto all’invito della pro loco con elaborati molto originali. Anche quest’anno un gran numero di visitatori è atteso presso gli appositi stands gastronomici per degustare il capretto cucinato sia alla brace che al forno, nonché le altre specialitĂ  locali.

Fanno da cornice all’evento spettacoli musicali e cabarettistici, visite guidate alle sorgenti Olivella nel Parco Nazionale del Vesuvio e al centro storico e la premiazione delle scolaresche che hanno partecipato al Concorso fotografico "Scorci Anastasiani". Domenica mattina alle ore 11,00 la Pro loco ha inoltre l’onore di ospitare un’iniziativa lodevole; infatti gli stands ospiteranno la conferenza stampa di presentazione de "lacampanianondevemorire.it" un calendario ed una campagna di mobilitazione per il futuro di una regione. Intervengono: Francesco De Rosa (giornalista e ideatore del progetto "lacampanianondevemorire.it"); Antonio Marfella (dirigente medico fondazione Pascale); Michele Piccolo (partner d’impresa calendario 2014. L’appuntamento è dunque fissato per il 29, 30 novembre e 1 dicembre 2013 in Piazza Cattaneo.
(Fonte foto: Rete internet)

Acerra, caso Simmi. Gabriele: “Operai puniti due volte”

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Lavoratori licenziati e ora anche indagati, otto mesi dopo le proteste. La vicenda è stata denunciata da Corrado Gabriele, consigliere regionale nonchè componente della commissione attivitĂ  produttive.

Sono 14 i lavoratori della Simmi, lo stabilimento dell’indotto Ansaldo chiuso per sempre tre mesi fa, indagati dalla procura di Napoli per interruzione di pubblico servizio durante una protesta per salvare il posto. Dunque: sono stati licenziati e ora risultano anche sotto inchiesta gli operai dell’impianto acerrano, i cui cancelli sono desolatamente sbarrati. “Operai puniti due volte “, aggiunge Corrado Gabriele, consigliere regionale dell’opposizione di sinistra e componente della commissione attivitĂ  produttive dell’assemblea campana.

E’ la cronaca del classico danno con beffa. Da tre mesi la Simmi non c’è più. Era lo stabilimento del Mezzogiorno più grande e importante dell’indotto Ansaldo. Ansaldo che ha dirottato al nord le commesse un tempo destinate ad Acerra, provocando l’ennesimo smantellamento industriale. Per difendere posto di lavoro e produzioni i 230 addetti dell’impianto, a marzo, avevano bloccato vari treni, alcuni dell’ alta velocitĂ , nella stazione centrale di Napoli, treni in partenza, zeppi di pendolari, dello stesso tipo di quelli che con la loro opera ( cablaggi ferroviari ) gli operai Simmi facevano sfrecciare sui binari.

Ora però gli operai, ormai disoccupati, risultano iscritti nel registro degli indagati della procura di Napoli. Lo ha deciso il pubblico ministero Lucio Giugliano, dopo che le forze dell’ordine hanno identificato e denunciato una parte del gruppo di manifestanti, bloccati subito dopo il “blitz” in stazione. Ipotesi di reato: interruzione di pubblico servizio. “In quanto – come si legge nell’atto del magistrato – al fine di manifestare per richiamare l’attenzione sulla mancata retribuzione di cinque mensilitĂ , si distribuivano lungo i binari della Stazione Centrale di Napoli”.

Ma Corrado Gabriele commenta così: “Le uniche risposte per chi perde il lavoro e prova a far sentire le sue ragioni arrivano dalla magistratura, nel silenzio di chi invece è responsabile della chiusura di un’azienda all’avanguardia nelle manutenzioni di treni, carrozze e materiale rotante per conto di Ansaldo Breda Napoli”. I problemi per la Simmi sono iniziati nel 2011, quando la committente Ansaldo Breda ha deciso di dirottare verso un’azienda emiliana le lavorazioni prima affidate alla fabbrica di Acerra. “Eppure – denuncia ancora Gabriele – gli operai Simmi sono tutti giovani lavoratori specializzati, che sapevano riparare in ogni parte del mondo i treni della Ansaldo Breda”.

Intanto l’avvocato Lucio Sena, legale degli operai finiti sotto inchiesta, segnala che ” l’ennesima vicenda di disperazione occupazionale è stata provocata dall’Ansaldo, un’azienda a partecipazione statale ” e si augura che “La magistratura nello svolgere il proprio, doveroso, compito tenga conto della drammatica situazione occupazionale ed economica delle trecento famiglie degli operai della Simmi, stremati da quasi tre anni di cassa integrazione, senza altra prospettiva oltre la mobilitĂ ”. Sena alcuni mesi fa ha consegnato una denuncia alla Procura di Nola per una serie di presunti danni arrecati alla Simmi dall’Ansaldo. Tra i reati sostenuti dal legale: l’interposizione di manodopera.