Pasquale Raimo è il nuovo sindaco di San Vitaliano: “riportiamo il paese in buone mani” San Vitaliano
Riceviamo e Pubblichiamo
È Pasquale Raimo, detto Lino, il nuovo sindaco di San Vitaliano, eletto al termine della consultazione elettorale che lo ha visto prevalere sullo sfidante Giovanni Malesci. La lista a sostegno di Raimo, San Vitaliano in buone mani, ha ottenuto un ampio consenso, totalizzando 2312 voti contro i 1632 preferenze raccolte dalla lista San Vitaliano Merita guidata da Malesci, su un totale di 3992 votanti.
A seguito della tornata elettorale, i candidati eletti della lista San Vitaliano in buone mani che entreranno in consiglio comunale sono Alaia Maria Giuseppina, Pizzini Pasquale, Piccolo Giuseppe, Sanges Rosanna, Mascia Ivana, Spiezia Annunziata Anna, Mascia Domenico e Piscopo Pietro. Pasquale Raimo, classe 1974, è un chirurgo plastico impegnato presso la Breast Unit dell’Ospedale Santa Maria delle Grazie di Pozzuoli, dove si dedica alla ricostruzione mammaria per restituire benessere e fiducia alle donne colpite da tumore.
Parallelamente alla carriera medica, ha maturato una solida esperienza amministrativa, avendo servito San Vitaliano come Vicesindaco dal 2008 al 2013 e come Segretario locale del Partito Democratico.
Raimo mette ora la sua competenza al servizio della collettività per costruire un futuro migliore per il proprio territorio. In merito al risultato, il neo sindaco ha dichiarato:
“È la vittoria di chi ci ha creduto fin dal primo giorno, di chi ha condiviso un’idea, di chi ha dedicato anche solo un minuto del proprio tempo per ascoltarci, confrontarsi e sognare insieme a noi il futuro della nostra comunità. Da domani si accendono i motori e si comincia a lavorare sul serio, con umiltà, responsabilità e un amore immenso per il nostro territorio. Ora è il tempo di unire il paese, di esserci tutti, di riportare San Vitaliano in buone mani”.
Massa di Somma: via al nuovo piano urbanistico comunale
Riceviamo e pubblichiamo:
Giovedì 4 giugno 2026, alle ore 18.30, presso la sala consiliare di via Marini 1, si terrà l’incontro pubblico di presentazione del Piano Urbanistico Comunale (PUC) di Massa di Somma.
L’Amministrazione comunale invita la cittadinanza, le associazioni, i professionisti e le realtà del territorio a partecipare a un momento di confronto e condivisione su uno strumento fondamentale per il futuro della città.
Il Piano Urbanistico Comunale rappresenta una visione strategica di sviluppo sostenibile, tutela del territorio e riqualificazione urbana, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini e valorizzare le potenzialità del territorio comunale.
“Il nuovo PUC è uno strumento decisivo per programmare il futuro di Massa di Somma con equilibrio, responsabilità e visione – dichiara il sindaco Gioacchino Madonna –. Vogliamo costruire una città più moderna, vivibile e sostenibile, capace di coniugare tutela ambientale, sviluppo urbano e servizi efficienti. Per questo abbiamo scelto di presentare il Piano in un incontro pubblico, aperto alla partecipazione della comunità, perché crediamo che il futuro del territorio debba essere condiviso con i cittadini”.
Nel corso dell’incontro saranno illustrati i contenuti principali del Piano, gli obiettivi strategici e le linee guida che accompagneranno la pianificazione urbanistica dei prossimi anni.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
Amministrative, Somma Vesuviana si prepara al ballottaggio
Nessuno dei candidati alla carica di sindaco ha superato la soglia del 50% al primo turno delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio, rendendo necessario il ritorno alle urne fissato per il 7 e 8 giugno. E’ ballottaggio tra Antonio Granato e Silvia Svanera
Secondo i dati ufficiali del Ministero dell’Interno, in testa c’è la candidata sindaca Silvia Svanera, sostenuta da sette liste, con 9.343 voti pari al 47,01%. Segue Antonio Granato, sotenuto da 6 liste, che ha raccolto 8.196 preferenze, fermandosi al 41,24%. Più distante Giuseppe Nocerino con 2.335 voti, equivalenti all’11,75%. Il risultato lascia aperti tutti gli scenari politici in vista del secondo turno, dove il consenso ottenuto dall’area civica guidata da Peppe Nocerino potrebbe rivelarsi decisivo per determinare il futuro sindaco della città.
Ecco le percentuali delle Liste a sostegno dei due candidati
Sul fronte delle liste, la coalizione a sostegno di Svanera ha ottenuto risultati significativi soprattutto con “A Testa Alta”, prima lista dello schieramento con oltre il 12% dei consensi. A seguire le liste “Noi” con l’8,27 % e il Partito Democratico con il 7,51%;
Avanti-PSI/Nuovo CDU 6,10; Movimento 5 Stelle 4,28%; Per le Persone e la Comunità 4,04%; Alleanza Verdi e Sinistra 2,24%
Nella coalizione di Granato, la lista più votata è stata “Forza Somma”, che supera il 13,40%, seguita da “A Viso Aperto” con 9,21% e “Somma Moderata” 8.97%. Segue
Fratelli per Somma Vesuviana 7,02%; Somma Nova 4,30%; Oblò per Somma 2,30%
Anche in questo caso il consenso si distribuisce su più liste civiche, confermando il forte peso delle realtà territoriali rispetto ai partiti tradizionali.
Per il candidato Peppe Nocerino: la lista Siamo Sommesi con 6,51 e la lista Spazio Agòn 3,82%
Il candidato con più voti è stato Antonio Coppola della lista A viso Aperto , primo in assoluto con voti 1022 con Antonio Granato sindaco. Per la coalizione della Svanera, Umberto Parisi del pd con 707 voti.
Dal voto dipenderà anche la futura composizione del consiglio comunale. La coalizione vincente al ballottaggio otterrà infatti la maggioranza con 15 seggi, mentre alle opposizioni andranno i restanti 9 posti in aula.
La sfida finale è dunque rinviata all’8 giugno, quando gli elettori di Somma Vesuviana saranno chiamati a scegliere chi guiderà il Comune nei prossimi cinque anni.
Casalnuovo, Romano non sfonda: sarà sfida con Nappi
CASALNUOVO – A Casalnuovo ha preso forma uno scenario inatteso nelle elezioni comunali 2026: si torna alle urne tra 15 giorni. Con lo scrutinio andato avanti a rilento per tutta la giornata, i primi dati emersi dalle sezioni già conteggiate sembrano indirizzare la corsa verso il ballottaggio tra Nicoletta Romano e Giovanni Nappi.
Nel comune dell’area nord di Napoli, dove l’affluenza si è attestata intorno al 72%, le operazioni di spoglio hanno registrato notevoli ritardi. Dopo diverse ore dall’inizio del conteggio, erano stati elaborati circa 16mila voti sui 28mila complessivi. Numeri ancora parziali ma sufficienti a delineare un quadro politico sorprendente.
Nicoletta Romano, candidata del centrodestra sostenuta da una coalizione composta da tredici liste e vicina all’ex sindaco Massimo Pelliccia, si attesta intorno al 45% dei consensi. Alle sue spalle Giovanni Nappi, esponente civico dell’area progressista, fermo poco sopra il 30%. Più distante Katia Iorio, candidata sostenuta dal Partito Democratico, dal Movimento 5 Stelle e da Alleanza Verdi-Sinistra, che si collocherebbe attorno al 23%.
Il dato che emerge con maggiore evidenza riguarda proprio la mancata vittoria al primo turno della coalizione guidata da Romano, considerata alla vigilia largamente favorita grazie al sostegno di un numero molto elevato di liste. Un risultato che avrebbe sorpreso anche molti osservatori politici locali.
Di contro, Giovanni Nappi avrebbe ottenuto un importante riscontro personale. Economista e volto storico del centrosinistra cittadino, Nappi ha affrontato la competizione da candidato civico dopo la rottura con il Pd locale, appoggiato da A Testa Alta, riuscendo comunque a raccogliere un consenso significativo.
Le mani del clan di Caivano su un appalto di Acerra, 12 arresti
Un’organizzazione dedita al traffico di sostanze stupefacenti e capace, secondo gli investigatori, di utilizzare metodi mafiosi per imporre il proprio controllo sul territorio. È questo il quadro emerso dall’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli che ha portato all’esecuzione di dodici misure cautelari da parte della Squadra Mobile di Napoli con l’ausilio del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Afragola.
L’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli, ha disposto la custodia cautelare in carcere per dieci persone e gli arresti domiciliari per altre due. Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di droga, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, estorsione e tentata estorsione.
Nel corso delle indagini sarebbero emersi anche episodi legati all’utilizzo di armi. Tra le accuse contestate figurano infatti il porto in luogo pubblico di una pistola con matricola abrasa e l’esplosione di colpi d’arma da fuoco finalizzati a generare paura nella collettività e ad attentare alla sicurezza pubblica. Condotte aggravate, secondo la Procura, dal metodo mafioso.
Gli accertamenti investigativi avrebbero consentito di ricostruire l’operatività del gruppo nel territorio di Caivano, dove sarebbe stata organizzata una rete di spaccio di differenti tipi di droga attraverso numerose cessioni documentate dagli investigatori.
L’inchiesta avrebbe inoltre fatto emergere pressioni estorsive nei confronti di un imprenditore edile impegnato in lavori collegati a un appalto con il Comune di Acerra. Un elemento considerato particolarmente rilevante dagli investigatori nell’ambito della ricostruzione delle attività del gruppo.
Come precisato dagli inquirenti, il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari. Gli indagati potranno presentare ricorso contro la misura e restano presunti innocenti fino a sentenza irrevocabile.
Somma Vesuviana, negato il certificato per il voto assistito a una donna disabile: scatta la denuncia
A Somma Vesuviana una donna ha presentato denuncia ai Carabinieri dopo un episodio avvenuto presso l’ASL di Pontecitra (Marigliano), durante la richiesta della documentazione necessaria a consentire alla sorella, disabile al 100%, di esercitare il diritto di voto con accompagnamento.
Secondo quanto riportato nel verbale di denuncia, i fatti si sono verificati nella mattinata del 24 maggio 2026. La donna, accompagnata dalle due sorelle, si è recata presso gli uffici dell’ASL per ottenere il certificato medico-legale previsto nei casi di assistenza al voto.
Nel racconto fornito dalla sorella della persona interessata, la situazione sarebbe rapidamente degenerata dopo la richiesta del certificato. La donna riferisce che il personale sanitario avrebbe sollevato dubbi sulla documentazione presentata, rifiutando il rilascio dell’attestazione e chiedendo ulteriori accertamenti. Il personale non avrebbe neppure voluto prendere visione diretta della condizione della donna, rifiutandosi di uscire dagli uffici per constatarne l’evidenza clinica, nonostante le richieste dei familiari.
L’episodio ha provocato un forte disagio emotivo nella donna interessata che, sentendosi umiliata, è scoppiata in lacrime chiedendo disperatamente di poter esercitare il proprio diritto di voto. A quel punto le sorelle ha chiesto l’intervento dei carabinieri. Nel giro di qualche ora, di fronte alle lacrime della donna disabile , le sorelle accompagnatrici hanno contattato l’ufficio elettorale di Somma che le ha indirizzate dal Presidente del seggio, pronto a far votare la donna. Stremata emotivamente e fisicamente , la donna ha potuto così esercitare finalmente il proprio diritto di voto.
L’accaduto ha lasciato un segno profondo non solo nella donna disabile, ma anche nelle sue sorelle, rimaste profondamente scosse e mortificate da quanto vissuto. Secondo il loro racconto, quello che avrebbe dovuto rappresentare un semplice passaggio burocratico per garantire un diritto fondamentale si sarebbe trasformato in un momento di grande sofferenza umana ed emotiva. Le lacrime, il senso di impotenza e la paura di non poter votare hanno reso ancora più dolorosa una situazione percepita dalla famiglia come umiliante.
Proprio per questo le sorelle hanno deciso di sporgere denuncia, convinte che episodi del genere non debbano verificarsi, soprattutto nei confronti delle persone più fragili e vulnerabili. La vicenda riporta così al centro il tema della tutela della dignità delle persone con disabilità, che devono poter accedere ai propri diritti senza ostacoli o ulteriori sofferenze. I soggetti fragili — sottolineano i familiari — dovrebbero essere accompagnati e tutelati dalle istituzioni, non messi nelle condizioni di sentirsi abbandonati o invisibili.
Una brutta esperienza per la donna disabile, una mortificazione che difficilmente dimenticherà. La famiglia si interroga ancora su quali ulteriori verifiche fossero necessarie, considerando che la donna risultava regolarmente iscritta nel registro degli aventi diritto al voto e in possesso della tessera elettorale.
La denuncia, presentata alla Stazione dei Carabinieri di Somma Vesuviana, ipotizza il reato di “rifiuto o omissione di atti d’ufficio”, previsto dal codice penale nei casi in cui un pubblico ufficiale rifiuti senza giustificazione un atto dovuto. Spetterà ora agli organi competenti verificare l’esatta dinamica dei fatti ed eventuali responsabilità. Al momento non risultano dichiarazioni ufficiali da parte dell’ASL coinvolta.
Luigi de’ Medici sarà certamente orgoglioso del fatto che l’Istituto Alberghiero di Ottaviano porta il suo nome
Tra i molti meriti di Luigi de’ Medici e del fratello Giuseppe III, principe di Ottajano, ci fu anche quello di aver ricostruito su nuove basi la storia dei vini vesuviani, e di averli resi protagonisti, questi vini, anche dei banchetti dei nobili napoletani. Con la manifestazione di sabato 23 maggio l’ISIS “Luigi de’ Medici” conferma il suo ruolo di Istituto guida nel ragionato sviluppo del sistema sociale e culturale del territorio. E di questo vanno ringraziati il Dirigente dott. Vincenzo Falco, i collaboratori, i docenti, gli alunni.
Sabato 23 maggio, nel luminoso salone della sede centrale dell’ISIS “Luigi de’ Medici” l’Associazione del Premio “Arte e Gusto” che, diretta dalla dott.ssa Loredana Paolesse, celebra “l’Arte, la Cultura e l’Enogastronomia”, ha assegnato un riconoscimento d’onore a undici persone: il dott. Daniele Vastolo, il barman Giuseppe Fattorusso, la soprano Francesca Vitale, Michele Romano, produttore di vini importanti, la soprano Francesca Pia Vitale, la Maestra pasticciera Liliana Mancin, il Maestro intagliatore Francesco Marcianò, il dott. Luigi Nunziata, il dott. Michele Piccolo, la prof.ssa Regina Palombo e il sottoscritto. Michele Romano, come presidente del Circolo “A.Diaz”, è l’organizzatore di un evento di cultura enogastronomica a cui il pubblico e gli esperti hanno dedicato, l’anno scorso, significative parole di elogio.
Tra gli ospiti c’erano amici carissimi, il prof. Domenico Ciccone, che dirige l’ISIS “Levi Montalcini” di Saviano, lo chef Nunzio Illuminato e il prof. Rosario Cozzolino, Dirigente del Liceo “Albertini” di Nola, che ha seguito con fervido entusiasmo – gli brillavano gi occhi – l’esibizione del coro dei suoi alunni suonatori di sassofono, diretti e orchestrati da un docente dell’Istituto. Una esibizione preziosa, perché ha confermato agli ascoltatori e agli spettatori attenti a ogni nota e a ogni gesto il fantastico nesso che c’è tra il piacere della gola e le note musicali, un nesso di cui hanno parlato Folco Portinari e Carlo Petrini, il magico fondatore di Slow Food, che qualche giorno fa ha lasciato il “convito” terreno e ora è ospite importante nei “conviti” dei Campi Elisi. Ricorderemo prossimamente il ruolo che ha svolto e svolge Slow Food nella storia sociale e culturale del nostro tempo. Il dott. Vincenzo Falco, i suoi collaboratori e i docenti hanno costruito una Scuola che è all’avanguardia, per la struttura degli edifici, per i programmi, per i progetti, e per l’attenzione consapevole, metodica e organica riservata a tutti gli aspetti della cultura del territorio.
Mentre la splendida conduttrice, la dott.ssa Romilda Barbato – la sua è stata una conduzione raffinata – chiamava sul palco, con la sua voce musicale, gli ospiti e i premiati, direttori di hotel importanti, imprenditori, chef, scrittori, artisti, pasticcieri, pensavo a Brillat – Savarin che già alla fine del ‘700 diceva che la gastronomia “ è la conoscenza ragionata di tutto ciò che si riferisce all’uomo, fa muovere i filosofi, gli scienziati, i vignaiuoli, i pescatori, i contadini” e aggiungeva che “il piacere della tavola è una sensazione riflessa che nasce dalle diverse circostanze legate ai fatti, ai luoghi, alle cose e alle persone che accompagnano il pasto”. Pensavo a ciò che hanno scritto Isabel Allende e Folco Portinari, e cioè che dopo Grimod de la Reynière i trattati di gastronomia parlano più di “sociologia che della consistenza dei cibi, data in qualche modo per scontata, poiché i cibi fanno parte di un altro e maggiore fenomeno, incominciando dalla filosofia, dall’estetica e dalla linguistica” (F. Portinari).
Ma c’è una riflessione di Folco Portinari che merita di essere riportata per intero e che disegna con mirabile precisione il complesso rapporto tra cibo e cultura: “Se il “dolce” è una sublimazione piacevole della banalità e della volgarità del reale quotidiano, greve e grezzo, la sublimazione assoluta è comunque da imputarsi al vino, che ci gioca pure con l’ambiguità semantica, essendo esso, anche chimicamente, uno spirito, cioè qualcosa di alternativo al corpo. Un calembour significativo. Il vino è, in questo senso contestuale, il più spirituale degli elementi di quella umanissima e santificata trinità antropologica, culturale, nutritiva e sacrale, unito al pane e all’olio, per noi mediterranei. Infatti da sempre appartiene, antropologicamente e sociologicamente parlando, ai riti di sublimazione liturgica dei gesti di sopravvivenza”. Amici dell’ISIS “Luigi de’ Medici”, ancora grazie.
Ma c’è una riflessione di Folco Portinari che merita di essere riportata per intero e che disegna con mirabile precisione il complesso rapporto tra cibo e cultura: “Se il “dolce” è una sublimazione piacevole della banalità e della volgarità del reale quotidiano, greve e grezzo, la sublimazione assoluta è comunque da imputarsi al vino, che ci gioca pure con l’ambiguità semantica, essendo esso, anche chimicamente, uno spirito, cioè qualcosa di alternativo al corpo. Un calembour significativo. Il vino è, in questo senso contestuale, il più spirituale degli elementi di quella umanissima e santificata trinità antropologica, culturale, nutritiva e sacrale, unito al pane e all’olio, per noi mediterranei. Infatti da sempre appartiene, antropologicamente e sociologicamente parlando, ai riti di sublimazione liturgica dei gesti di sopravvivenza”. Amici dell’ISIS “Luigi de’ Medici”, ancora grazie.

