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Marigliano, indagini sulle cappelle gentilizie: estumulazione e tre indagati nell’inchiesta
Dopo il dissequestro disposto sulle cappelle gentilizie del cimitero comunale di Marigliano, proseguono le indagini legate agli sfiati e alle condotte per i gas ritenute abusive. Gli accertamenti effettuati dall’ufficio tecnico comunale avrebbero confermato diverse irregolarità nella realizzazione delle tubazioni di aerazione installate all’interno delle strutture funerarie.
Secondo quanto emerso dalle verifiche, alcune condotte sarebbero state realizzate in violazione del regolamento nazionale di polizia mortuaria e senza il rispetto delle prescrizioni previste dalla normativa vigente. Proprio per questo motivo il Comune starebbe predisponendo una serie di provvedimenti amministrativi e sanzioni considerate particolarmente pesanti nei confronti dei responsabili.
Il comando della polizia locale avrebbe già trasmesso una dettagliata informativa al sindaco e agli uffici tecnici competenti, chiedendo l’adozione di un’ordinanza finalizzata alla rimozione e all’abbattimento delle tubazioni giudicate irregolari. L’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare le condizioni di sicurezza e legalità all’interno dell’area cimiteriale.
Ma l’inchiesta non si fermerebbe soltanto agli sfiati abusivi. Gli investigatori stanno infatti approfondendo anche la posizione di alcune nuove cappelle gentilizie e dei relativi permessi a costruire rilasciati negli ultimi anni, per verificare eventuali anomalie o autorizzazioni non conformi.
Nel frattempo, nella giornata di domani, è prevista anche l’estumulazione di una salma nell’ambito di un altro filone investigativo già sfociato in un sequestro convalidato dall’autorità giudiziaria. L’indagine, che al momento vedrebbe tre persone indagate, avrebbe acceso i riflettori sulle dinamiche legate alla gestione del cimitero comunale.
Massimo il riserbo da parte degli inquirenti, mentre la polizia locale continua il lavoro di controllo e verifica per riportare piena legalità nell’area cimiteriale di Marigliano.
Undici tessere elettorali nel sottosella: scatta denuncia per corruzione elettorale
Un controllo dei Carabinieri nei pressi di un seggio elettorale di Mugnano di Napoli ha portato alla denuncia di un 49enne accusato di corruzione elettorale. L’uomo, un operatore ecologico già noto alle forze dell’ordine, sarebbe stato sorpreso dopo uno scambio ritenuto sospetto avvenuto all’esterno della struttura di voto di via Cristoforo Colombo.
Secondo quanto emerso, i militari della sezione operativa di Marano e della stazione di Mugnano stavano monitorando l’area quando hanno notato un uomo consegnare una tessera elettorale ad un’altra persona. Un gesto che ha immediatamente attirato l’attenzione dei Carabinieri, intervenuti poco dopo per bloccare il 49enne mentre tentava di allontanarsi a bordo del proprio scooter.
Durante la perquisizione del mezzo è stata fatta la scoperta: nel sottosella erano custodite undici tessere elettorali intestate a cittadini residenti a Mugnano. Insieme ai documenti sono stati trovati anche alcuni volantini riportanti il fac-simile della scheda elettorale con preferenze già espresse, materiale che gli investigatori ritengono possa essere stato utilizzato come indicazione di voto.
Tutto è stato sequestrato per gli accertamenti del caso mentre per il 49enne è scattata la denuncia all’autorità giudiziaria. Gli investigatori stanno ora cercando di chiarire il contesto della vicenda e verificare se vi siano altre persone coinvolte.
L’operazione rientra nei controlli predisposti dalle forze dell’ordine per garantire il regolare svolgimento delle consultazioni elettorali e prevenire eventuali irregolarità nei pressi dei seggi. A Mugnano l’episodio ha subito fatto discutere, soprattutto per il numero di tessere rinvenute nel mezzo dell’uomo fermato.
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Il blocco di destra, formato in parte dai monarchici e nostalgici del regime fascista, avanzò con ben 2.829 voti e 16 seggi. Il blocco bianco, il cosiddetto Scudo Crociato, prese 1.197 voti e 6 seggi, mentre il blocco rosso delle sinistre ottenne 1.590 voti e 8 seggi. L’11 dicembre del 1946 si insediò ufficialmente nella sala delle solite adunanze nell’ex convento di san Domenico, a termine di legge, il primo Consiglio Comunale sotto la presidenza del prof. Francesco Capuano, che, da sindaco uscente, dopo aver esaminato l’elenco dei proclamati eletti a consiglieri, dichiarò insediato il nuovo Consiglio ed ammise il consigliere più votato, Ciro Aliperta, nell’Ufficio di Presidente del Consiglio [Archivio Storico Somma Vesuviana, Fondo Deliberazioni Consiliari, Volume 23, 1 dicembre 1946 – 28 dicembre 1948]. Eccoli i nomi:
Aliperta Ciro fu Vincenzo
Testa Eugenio fu Carlo
Pellegrino Michele fu Natale
D’Avino Giuseppe fu Luigi
Feola Domenico fu Luigi
Di Sarno Pasquale di Amalio
Beneduce Ernesto fu Mariano
Secondulfo Vincenzo fu Pietro
Giova Vincenzo fu Enrico
Iovino Ludovico fu Giuseppe
Mocerino Carmine di Salvatore
D’Avino Federico fu Baldassarre
Rippa Antonio fu Giuseppe
Aliperta Luigi fu Michele
Terracciano Domenico fu Ciro
Carrella Paolino di Pasquale
De Lucia Michele di Tommaso
Piccolo Ciro fu Felice
Piccolo Pasquale fu Felice
Di Sarno Luca fu Domenico
Restaino Paolo Emilio fu Canio
Eccitato Pasquale di Enrico
De Vita Luigi fu Francesco
Cioffi Silvio di Antonio
De Stefano Luigi fu Francesco
Del Giudice Enrico fu Sabato
Ciampa Fausto di Giovanni
Piccolo Felice di Salvatore
Piccolo Felice fu Luigi
Angrisani Gennaro fu Paolino




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