Nola, bimba di 14 mesi ingerisce droga e finisce al Santobono

Un caso che ha destato forte preoccupazione tra medici e investigatori è al centro di un’indagine avviata nel Nola. Una bambina di 14 mesi è infatti finita in ospedale dopo un improvviso malore e gli accertamenti clinici hanno evidenziato la presenza di sostanze stupefacenti nel suo organismo.

La piccola vive con i genitori in un comune della provincia di Napoli. Nei giorni scorsi avrebbe accusato sintomi tali da rendere necessario il ricorso alle cure mediche. La madre l’ha accompagnata al pronto soccorso dell’ospedale di Nola, dove i sanitari hanno disposto ulteriori controlli vista la gravità del quadro clinico iniziale.

Per garantire assistenza specialistica, la bambina è stata trasferita presso l’ospedale pediatrico Santobono. Qui i medici hanno effettuato esami tossicologici che hanno portato alla scoperta più inquietante: la positività ai narcotest.

Le condizioni della piccola, che in un primo momento avevano fatto temere conseguenze molto serie, sono progressivamente migliorate grazie alle cure ricevute. Oggi non sarebbe in pericolo di vita, ma continua a rimanere sotto osservazione per motivi precauzionali.

L’aspetto che gli investigatori stanno cercando di chiarire riguarda la modalità di esposizione alla droga. Non è ancora stato stabilito se la sostanza sia stata ingerita accidentalmente oppure inalata in qualche circostanza. Proprio per questo la Procura di Nola ha disposto una serie di approfondimenti investigativi.

Gli agenti della Polizia di Stato hanno già eseguito una perquisizione nell’abitazione della famiglia. L’attività, secondo quanto trapelato, non avrebbe portato al rinvenimento di sostanze stupefacenti o di elementi immediatamente riconducibili all’episodio.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo. Gli inquirenti stanno raccogliendo testimonianze e verificando ogni dettaglio utile per comprendere cosa sia accaduto nei momenti precedenti al malore della bambina. Un lavoro delicato che punta a fare piena luce su una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica.

Somma Vesuviana, 90 anni di vita e di numeri: il prof. Antonio Tuorto festeggia con famiglia e amici

Novanta candeline e una vita passata a spiegare il valore dei numeri, ma anche quello del tempo. Storico insegnante di matematica della scuola di Rione Trieste, ha spento ieri le novanta primavere circondato dall’affetto della famiglia,  e degli amici.
Per intere generazioni di sommesi  è stato più di un professore. È stato il rigore della regola, la pazienza della spiegazione ripetuta, la battuta pronta che trasformava un’equazione in una lezione di vita. Ma Somma lo ricorda anche fuori dall’aula: per anni anima e organizzatore di feste ed eventi culturali del famoso Circolo Sociale di un tempo.
“Per lui la vita va vissuta e goduta, sempre con gli amici intorno” – racconta la figlia Sara. E così ha voluto il suo novantesimo: niente formalismi, solo allegria: il prof che insegnava a non mollare davanti a un problema, a scuola e nella vita.
La sua vita è un inno alla vita perché  a 90 anni il professore ha ancora la stessa energia, la stessa curiosità, la stessa voglia di stare in mezzo alla gente.
Auguri, professore. Che la prossima equazione sia ancora: vita + amici = felicità.

Nola, domenica tutti in piazza per Gaza

Riceviamo e pubblichiamo

Domenica 14 giugno, alle ore 11, a Nola in Piazza Duomo si terrà l’iniziativa pubblica “In Piazza per Gaza – Solidarietà attiva per il popolo palestinese”, promossa dall’Osservatorio Civico Area Nolana.

L’appuntamento nasce dalla volontà di esprimere vicinanza e solidarietà alla popolazione civile palestinese, duramente colpita dalla guerra e dalla crisi umanitaria in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

L’iniziativa intende richiamare l’attenzione dell’opinione pubblica sul dramma vissuto da oltre due milioni di uomini e donne, con particolare riferimento alle condizioni di vita dei bambini e delle persone più vulnerabili.

Nel corso della manifestazione interverrà, tra gli altri, il prof. Angelo Michele Imbriani, storico e autore di numerosi saggi, che offrirà una riflessione sulle radici del conflitto e sul ruolo della società civile nella costruzione di percorsi di pace, dialogo e cooperazione tra i popoli.

L’evento vuole rappresentare un momento di partecipazione civica e di sensibilizzazione sui temi dei diritti umani, della pace, della giustizia e della dignità delle persone, riaffermando il valore della solidarietà internazionale e dell’impegno nonviolento, lanciando una proposta concreta per aiutare i bambini e le famiglie in difficoltà.

L’Osservatorio Civico Area Nolana invita cittadini, associazioni, realtà sociali e culturali del territorio a prendere parte all’iniziativa per testimoniare, con la propria presenza, la vicinanza a chi oggi vive una delle più gravi emergenze umanitarie del nostro tempo.

Nola, 10/06/2026

Osservatorio Civico Area Nolana

Marigliano, al via l’iniziativa “Qui la Zampa” nel Giardino della Pace

Riceviamo e pubblichiamo

Una passeggiata all’aria aperta, tanti consigli per il benessere degli animali e un gesto concreto di solidarietà. Dopo il successo della prima edizione, torna “Qua la Zampa”, l’iniziativa promossa dall’associazione Prossimamente e dedicata a tutti gli amanti degli amici a quattro zampe.

L’appuntamento è fissato per domenica 14 giugno 2026, dalle ore 10 alle 12, nella suggestiva cornice del Giardino della Pace del Santuario della Madonna della Speranza di Marigliano, che per una mattinata si trasformerà in un luogo di incontro, confronto e condivisione per famiglie, appassionati e fedeli compagni pelosi.

Il programma prevede una piacevole passeggiata con i propri cani e momenti di approfondimento con professionisti del settore. La dott.ssa Angela Maria Dragonetto, medico veterinario, offrirà preziosi suggerimenti sull’alimentazione animale, sfatando falsi miti e fornendo indicazioni utili per garantire salute e benessere agli animali domestici. Spazio anche all’educazione dei cuccioli con Claudio De Tommaso, specialista cinofilo, che illustrerà buone pratiche e consigli per costruire un rapporto equilibrato e sereno con il proprio cane.

Non mancherà uno dei momenti più attesi della giornata: la benedizione degli animali, simbolo del profondo legame che unisce l’uomo ai suoi compagni di vita. Accanto a questo, sarà promossa una raccolta di crocchette, scatolette e biscotti destinati agli animali meno fortunati ospitati da associazioni e volontari del territorio.

L’ingresso è gratuito. “Qua la Zampa” si conferma così un evento capace di unire informazione, sensibilizzazione e solidarietà, regalando ai partecipanti una mattinata all’insegna del rispetto, della cura e dell’amore per gli animali.

Palma Campania, partite di calcio in strada durante la notte: il sindaco annuncia provvedimenti

0

Donnarumma: «Il diritto al divertimento non può prevalere sul diritto al riposo dei cittadini»

Schiamazzi, rumori e persino partite di calcio improvvisate in piena notte sotto le abitazioni. È questa la situazione denunciata dal sindaco di Palma Campania, Nello Donnarumma, che attraverso un messaggio pubblico ha annunciato l’intenzione dell’amministrazione di intervenire per tutelare la quiete dei residenti.

A far scattare la presa di posizione del primo cittadino sarebbe stato un episodio verificatosi nelle ore notturne, con un gruppo di giovani impegnato a giocare a pallone in uno spazio pubblico a ridosso delle abitazioni, causando inevitabili disagi ai cittadini che stavano riposando.

«Il diritto a frequentare i luoghi pubblici deve tenere conto dell’altrettanto sacro diritto di ognuno al riposo», ha scritto Donnarumma, sottolineando la necessità di trovare un equilibrio tra socialità e rispetto delle regole della convivenza civile.

Il sindaco ha annunciato per lunedì la convocazione di un tavolo di confronto finalizzato a individuare le misure più adeguate da adottare. Non sono stati ancora resi noti i provvedimenti che l’amministrazione intende mettere in campo, ma l’obiettivo dichiarato è quello di ripristinare la tranquillità nelle aree interessate dalle segnalazioni.

La questione del rumore notturno e dell’utilizzo improprio degli spazi pubblici è da tempo oggetto di discussione in molte realtà urbane, soprattutto con l’arrivo della stagione estiva e il conseguente aumento della presenza di persone nelle piazze e nelle strade cittadine.

Il tema è destinato a diventare uno degli argomenti al centro del confronto tra amministrazione, residenti e giovani, nella ricerca di una soluzione che consenta di conciliare il diritto all’aggregazione con quello, altrettanto fondamentale, al riposo e alla serenità dei cittadini.

Una nuova civiltà: i Micenei e il Segreto della Porta dei Leoni

Bentornati al ventunesimo appuntamento di “Riavvolgi il futuro”.  Oggi scopriremo una nuova civiltà: i Micenei e le loro città-Fortezza. Articoleremo  questo nostro discorso in tre brevi fasi e esploreremo nel nostro piccolo angolo dell’esperto uno dei monumenti più significativi della civiltà.    I Micenei e le città-fortezza: La civiltà micenea, considerata l’erede di quella cretese, trae il proprio nome dalla celebre città di Micene, definita da Omero ricca d’oro. Questo centro sorgeva nell’Argolide, nel Peloponneso nord-orientale, e rappresentava uno dei nuclei più potenti, fortemente militarizzati e sofisticati del mondo miceneo. La transizione e la nascita di questa civiltà derivano dall’unione tra le popolazioni indoeuropee stanziatesi nella Grecia continentale e la forte influenza culturale e artistica esercitata da Creta tra il XVI e il XV secolo a.C. Per scopi cronologici, la civiltà micenea viene tradizionalmente suddivisa in tre periodi principali: il Miceneo antico, il Miceneo medio e il Miceneo tardo.  Miceneo antico (1600-1500 a.C.): Durante la prima fase della civiltà micenea, gli influssi della vicina Creta sono ancora profondamente evidenti, tanto che la produzione artistica e ceramica riprende i medesimi temi e motivi della civiltà minoica contemporanea. L’architettura residenziale di questo periodo iniziale è ancora poco conosciuta, mentre la principale testimonianza archeologica è costituita dalle ricche tombe a fossa, caratterizzate da corredi funebri sontuosi. Un esempio straordinario di questa eccezionale produzione metallurgica è la celebre Tazza da Vafliò, rinvenuta in Laconia e visibile in image.png. Questo manufatto d’oro presenta una decorazione a sbalzo che raffigura la cattura di alcuni tori feroci, un tema tipicamente cretese trattato con maestria dai micenei. All’interno delle tombe reali di Micene, l’archeologo tedesco Heinrich Schliemann portò alla luce anche cinque maschere funebri in lamina d’oro, tra cui la celebre Maschera di Agamennone,caratterizzata da tratti stilistici raffinati e da una linea incisa che definisce le palpebre chiuse, i baffi e la barba geometrica del defunto.  Miceneo medio (1500-1400 a.C.): Il periodo di mezzo si distingue principalmente per l’introduzione e la diffusione di una nuova e monumentale architettura funeraria: la tomba a tholos. La tholos è una sala sotterranea a pianta circolare formata da una pseudo-cupola ogivale. La struttura si regge per gravità grazie a filari concentrici di grandi massi squadrati che, salendo verso l’alto, si restringono progressivamente aggettando rispetto a quelli sottostanti, fino a chiudersi con una pietra tombale finale. La superficie interna veniva poi perfettamente levigata. Il più celebre e imponente esempio di questa ingegneria è il Tesoro di Atreo, noto anche come Tomba di Agamennone, situato a Micene. L’accesso avviene tramite un lungo corridoio scoperto, chiamato dromos, che conduce a un’ampia apertura trapezoidale sormontata da un’imponente architrave monolitico. Sopra l’architrave si trova il triangolo di scarico, un accorgimento architettonico studiato per deviare il peso delle murature sovrastanti verso i piedritti laterali, proteggendo l’architrave stesso da eventuali crolli.  Miceneo tardo (1400-1100 a.C.): L’ultima fase della civiltà micenea si caratterizza per la costruzione di imponenti mura difensive che circondano i palazzi reali e le acropoli, portando alla definizione delle città-fortezza. Queste fortificazioni venivano chiamate “ciclopiche” poiché realizzate con enormi blocchi di pietra che gli antichi greci ritenevano potessero essere stati sollevati e posizionati unicamente dai mitici giganti Ciclopi. Un esempio emblematico di questo sistema difensivo è l’acropoli di Tirinto, dotata di camminamenti coperti all’interno delle mura e accessi protetti da propilei monumentali. All’interno di queste cittadelle fortificate, il cuore politico e religioso era costituito dal megaron. Il megaron era una grande sala strutturata in tre spazi successivi: un vestibolo aperto verso l’esterno con due colonne tra le ante, un antisala  e la sala del trono propriamente detta. Al centro di quest’ultimo ambiente si trovava un grande focolare circolare, circondato da quattro colonne che sorreggevano la copertura e attorno al quale si riunivano il sovrano, chiamato wànax, e la sua corte. Tra i palazzi meglio conservati spicca il Palazzo di Nestore a Pilo, che mostra ancora pavimentazioni decorate e tracce del focolare centrale. 💡 L’Angolo dell’Esperto: Il Segreto della Porta dei Leoni  La Porta dei Leoni di Micene rappresenta il più antico e monumentale esempio di scultura architettonica nel contesto europeo. Inserita magistralmente all’interno delle celebri mura ciclopiche, la struttura colpisce non solo per la sua imponenza difensiva, ma soprattutto per la straordinaria intuizione ingegneristica del triangolo di scarico. Sopra il mastodontico architrave monolitico, infatti, i costruttori micenei hanno ricavato uno spazio triangolare per alleggerire il peso della muratura sovrastante, deviandolo sui piedritti laterali. Il vuoto è stato colmato da una lastra calcarea scolpita a rilievo con due leonesse rampanti, disposte in modo simmetrico ai lati di una colonna di tipo minoico. Questa composizione araldica non rispondeva soltanto a esigenze statiche, ma svolse una potente funzione propagandistica e apotropaica. I felini, benché oggi privi delle teste originariamente realizzate in materiali preziosi o pietra diversa, simboleggiano la forza indomita della dinastia reale e la protezione divina sulla città, ammonendo chiunque varcasse la soglia della roccaforte. Ed eccoci arrivati alla fine cari artisti e artiste, se siete giunti fin qui vi attendo nel prossimo appuntamento per andare alla scuoterti di altre grandi civiltà  P.S.: Vietato mancare ;^) . A presto!!!!! :^)

Le ricette di Biagio: la minestra di pane. E capisci l’importanza di fatti di cui qualcuno vuole che non si parli

Nell’età della “distrazione e della manipolazione del pubblico” i canali TV nazionali si sono dimenticati di “parlare” o hanno “parlato distrattamente” di ciò che è accaduto, negli Stati Uniti, all’ arbitro somalo Omar Artan. Al signor Artan, giudicato il migliore arbitro africano e selezionato dalla FIFA a dirigere partite della Coppa del Mondo, è stato vietato di entrare nel territorio americano, poiché la Somalia è uno dei 39 Paesi colpiti dal divieto di viaggio imposto dall’amministrazione Trump. La FIFA si è sostanzialmente disinteressata della questione: il presidente Infantino ha cercato di “distrarci” deridendo, con plateale volgarità, la squadra di calcio dell’Italia, incapace di qualificarsi.       Ingredienti: gr.300 di bietole, gr. 250 di fagioli cannellini, gr. 500 di pane raffermo tagliato a fette,1 carota, 1 costa di sedano, 3 cucchiai di passata di pomodoro, olio, sale, pepe, rosmarino, acqua. Formiano un composto pestando nel mortaio gli spicchi d’aglio sbucciati e il rosmarino, cospargiamo il “pesto” con un velo di olio d’oliva e, dopo aver aggiunto un “trito” di carote e di sedano soffriggiamolo per circa 7 minuti a fuoco lento. Versiamo l’acqua, i fagioli, la passata di pomodoro, sale e pepe e facciamo cuocere a fuoco lento, per un’ora e mezza, mescolando di tanto in tanto e aggiungendo, a 20 minuti dalla fine della cottura, i gambi tritati delle bietole. Alla fine, in una pirofila, disponiamo strati di fette di pane bagnate ciascuna con il brodo. Quando tutte le fette avranno assorbito il brodo, i “piatti” potranno essere portati in tavola. La ricetta deriva, in parte, dal sito di “Benedetta”.       Vito Teti ha dedicato alcune pagine della sua monumentale “Storia del peperoncino” alla storia del pane, ricordandoci che il “pane bianco” potevano comprarlo solo i ricchi borghesi e che in Calabria la “signora”, la moglie del padrone, era chiamata “donna di pane bianco”. E Teti cita un famoso passo di “Fontamara” di Ignazio Silone, in cui l’io narrante scrive, con amarezza, che, secondo i “signori”, nel quadro dell’Eucarestia Gesù, quando dice “questo è il mio corpo”, tiene in mano “una pagnottella di pane bianco…e voleva dire: chi ha il pane bianco ha me (Dio). Chi non ha pane bianco, chi ha solo pane di granoturco, è fuori della grazia di Dio, non conosce la verità, non ha vita.”. Ma la simbologia del pane è un tema complesso, “smisurato”. Il prof. Raffaele Sorrentino, che ci insegnò “Italiano” – e tante altre cose- al Liceo classico “A. Diaz”, una volta, commentando una pagina di quei “Promessi Sposi” che qualche ministro vorrebbe eliminare dai programmi scolastici, ci disse che i contadini campani vedevano ancora nel pane – bianco o nero che fosse – quei valori “magici” che al pane attribuivano gli antichi.   Chi la mattina mangia pane difende sguardo e percezione da maschere, menzogne, pagliacci e teatrini disseminati lungo il “percorso” della giornata. E oggi comprende la gravità di quello che è successo all’arbitro Omar Artan: “vede” le gravi colpe della FIFA che nelle trattative di partenza con le autorità americane non ha chiarito tutti i termini delle relazioni e non ha aperto bocca quando a un arbitro internazionale, fornito di tutti i documenti, è stato vietato l’ingresso negli Stati Uniti: anzi, la bocca del presidente Infantino – riflettete sul significato della parola “infantino” – si è aperta per offendere l’Italia. Ha detto Ruud Gullit, che fu “stella” della nazionale olandese e del Milan: Sono rimasto in silenzio per molto tempo perché volevo giudicare questa Coppa del Mondo in base a questioni calcistiche. Ma più ci addentriamo nei preparativi, più diventa chiaro che il calcio non è più la questione principale. Per questo motivo, credo che Gianni Infantino debba seriamente considerare di dimettersi dalla presidenza della FIFA. Una Coppa del Mondo dovrebbe unire le persone. Invece, questo torneo sta diventando un simbolo di divisione, dispute politiche, restrizioni di viaggio e fallimenti amministrativi. La FIFA ha assegnato il torneo, la FIFA ha approvato gli accordi e la FIFA ha ripetutamente assicurato al mondo del calcio che tutti sarebbero stati i benvenuti. Se quelle assicurazioni si stanno dimostrando inaffidabili, allora la responsabilità ricade sul vertice. La leadership non consiste nell’apparire in fotografie con i politici o nel celebrare il successo commerciale. La leadership consiste nell’assumersi la responsabilità quando le cose vanno storte.”.   Si vede che Gullit, prima di parlare, aveva consumato un’abbondante porzione di minestra di pane. Degli americani di Trump non mi va di parlare. Voglio solo ricordare che l’UEFA ha scelto Omar Artan come arbitro della partita che il Psg e l’Aston Villa giocheranno a Salisburgo il 12 agosto e che assegnerà la Supercoppa Europea. L’Europa ogni tanto c’è e batte anche un colpo.  (fonte foto: rete internet)    

Domenico Caliendo, sospesi i medici accusati di falso

0
  La vicenda del piccolo Domenico Caliendo registra un nuovo sviluppo sul fronte giudiziario. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli ha disposto la sospensione dall’esercizio della professione per due medici coinvolti nell’inchiesta relativa al trapianto di cuore eseguito all’ospedale Monaldi lo scorso dicembre.   Il provvedimento riguarda il cardiochirurgo Guido Oppido, destinatario di una sospensione di dodici mesi, e la collega Emma Bergonzoni, per la quale è stata invece stabilita una misura interdittiva della durata di sette mesi. Entrambi sono indagati per presunti falsi nella documentazione sanitaria relativa all’intervento che aveva interessato il piccolo paziente, deceduto il 21 febbraio scorso dopo settimane di ricovero.   La decisione del gip arriva al termine degli accertamenti coordinati dalla Procura di Napoli. Nella mattinata di ieri i Carabinieri del Nas hanno notificato la misura ai due professionisti e informato l’Ordine dei Medici competente.   Secondo l’ipotesi investigativa, una parte delle informazioni riportate nella cartella clinica non corrisponderebbe alla reale successione degli eventi verificatisi durante l’intervento chirurgico. In particolare, l’attenzione degli inquirenti si concentra su due momenti ritenuti decisivi.   Il primo riguarda l’avvio della circolazione extracorporea, che sarebbe stato anticipato rispetto all’arrivo dell’équipe incaricata di trasportare l’organo destinato al trapianto. Il secondo punto contestato riguarda invece le operazioni di espianto del cuore malato del bambino, che, secondo l’accusa, sarebbero iniziate prima che fosse accertata la piena utilizzabilità dell’organo donato.   A supporto di questa ricostruzione vi sarebbero immagini video e ulteriori elementi acquisiti durante le indagini, che avrebbero consentito di ricostruire con precisione la sequenza temporale dei fatti.   Nel provvedimento il giudice avrebbe inoltre evidenziato criticità nella gestione delle informazioni fornite ai familiari del bambino. La famiglia Caliendo, infatti, sostiene di aver appreso alcuni particolari dell’accaduto soltanto settimane dopo l’intervento, attraverso le notizie diffuse dagli organi di informazione.   I difensori dei due medici hanno già annunciato battaglia legale. Le difese intendono impugnare la decisione davanti al Tribunale del Riesame, contestando la ricostruzione accolta dal gip e chiedendo la revoca delle misure interdittive. Dall’altra parte, i legali della famiglia del piccolo Domenico parlano invece di un primo importante riconoscimento giudiziario nell’ambito di una vicenda che continua a suscitare forte emozione nell’opinione pubblica.

Blitz a Casalnuovo, catturato presunto esponente di vertice del clan Contini

0
  Era ricercato dallo scorso marzo, quando riuscì a sottrarsi all’esecuzione di una misura cautelare emessa nell’ambito di una vasta operazione antimafia. Dopo oltre tre mesi di latitanza, un 50enne originario di Napoli è stato individuato e arrestato dagli investigatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri nel comune di Casalnuovo. L’uomo è gravemente indiziato di appartenere al clan Contini, storico gruppo criminale inserito nell’Alleanza di Secondigliano insieme ai clan Licciardi e Mallardo. L’arresto arriva al termine di una complessa attività investigativa coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli e sviluppata dalla Squadra Mobile, dalla SISCO e dal Servizio Centrale Operativo con il supporto dei militari dell’Arma. Le ricerche hanno consentito di localizzare il presunto affiliato che risultava irreperibile dal 3 marzo scorso, giorno in cui fu eseguita un’ordinanza cautelare nei confronti di 39 persone coinvolte in un’inchiesta sul traffico di sostanze stupefacenti. Gli investigatori ritengono che il clan Contini operasse attraverso diverse cellule distribuite sul territorio cittadino, coordinate da una struttura unitaria capace di gestire affari criminali su larga scala. Secondo l’impostazione accusatoria, il 50enne avrebbe ricoperto un ruolo di riferimento per le attività del clan nel quartiere Poggioreale, con particolare attenzione alla zona del rione Sant’Alfonso, dove avrebbe gestito estorsioni e traffico di droga. Si ricorda che il provvedimento eseguito è una misura cautelare adottata nella fase delle indagini preliminari e che l’indagato deve considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

Incendio a Marigliano, un secondo principio di rogo in un’azienda vicina

0

L’enorme incendio scoppiato ieri sera in Via Masseriola del Bosco ha causato, per propagazione, un principio di un secondo rogo in un’azienda vicina, prontamente domato e spento.

 

Dagli aggiornamenti ricevuti si apprende che alle ore 1:45 della scorsa notte l’incendio era ancora in corso ma fortunatamente in fase di spegnimento, dopo più di due ore di intervento incessante da parte dei vigili del fuoco.

Stando ad una prima ricostruzione della dinamica dell’incendio, il rogo sarebbe divampato dal piazzale esterno della Covone Srl, dove c’è un deposito di casse e cassoni agricoli.

Durante le operazioni per domane le fiamme, si è innescato per propagazione un secondo principio di incendio in una vicina azienda di mezzi movimento terra, che è stato prontamente domato.

La preoccupazione collettiva era che l’incendio potesse andare ad interessare anche i capannoni siti in zona. Infatti, sono state sfiorati dalle fiamme le zone posteriori delle aziende Condor Express, 3Emme Infissi, arrivando fino alla D’Avino Macchine Agricole.

Sono stati attimi di panico ma fortunatamente sono intervenute diverse squadre tra forze dell’ordine, vigili del fuoco e protezione civile che collaborando sono riusciti a contenere l’incendio.

Intorno alle Tre del mattino la protezione civile “Salamandra” ha fatto un aggiornamento sulla sua pagina facebook, rasserenando la popolazione che erano appena iniziate le operazioni di bonifica: “AGGIORNAMENTO INCENDIO ZONA PIP

L’incendio ha interessato un piazzale adibito a deposito di casse e cassoni agricoli. Leggeri danni (non da combustione diretta) al vicino

capannone industriale.

Momenti di tensione quando la propagazione ha innescato un secondo principio di incendio in una vicina azienda di mezzi movimento terra, fortunatamente prontamente domato.

Sul posto 3 squadre di Vigili del Fuoco (Nola, Afragola e Napoli) con altrettante botti, i Carabinieri di Marigliano e Castello di Cisterna, il

Sindaco ed una squadra de La Salamandra.

Sono in corso le operazioni di bonifica.”

Si attendono nuovi aggiornamenti con la stima dei danni e con la dinamica che ha portato all’esplosione dell’incendio.