Il paesaggio protetto dai giudici.

  Sentenze diverse sui parchi eolici in Campania e Sardegna provocano disorientamento e mettono a rischio progetti impegnativi. Le decisioni della magistratura su autorizzazioni e pratiche ambientali a tutela dei territori stanno mettendo a rischio progetti molto impegnativi . I giudici svolgono un lavoro appesantito  dalla soffocante produzione di norme e regolamenti  su questioni a cuore ad ambientalisti e difensori del paesaggio. Due recenti provvedimenti sulle installazioni di impianti eolici stanno producendo disorientamento e  nuove  polemiche. Gli investitori sono perplessi, l’Italia si espone ad altre critiche  per lungaggini su cose serie da fare senza troppe incertezze. La decisione della Giunta regionale della Campania di applicare una moratoria al montaggio di nuove pale eoliche è stata ritenuta incostituzionale dal Consiglio di Stato. In Sardegna, invece, il Tribunale amministrativo regionale ha stabilito che a decidere sull’impiantistica delle fonti rinnovabili non può che essere la Regione. Solo a lei è riconosciuto il potere di autorizzare o negare nuovi impianti e di conseguenza gli investimenti degli operatori. Una competenza dei Comuni è esclusa , dicono i magistrati sardi, perché non rientra nei compiti di un primo cittadino stabilire se e dove conviene posizionare pannelli, centraline, tralicci. Ogni rivendicazione è, quindi, inutile e sanzionabile. E allora ? La sentenza reca un esplicito vantaggio alla  Regione Sardegna, già dotata di potestà legislativa in materia di urbanistica e paesaggio. Il raffronto con quanto sta avvenendo in Campania è  rapido e simpatico. La decisione campana di sospendere le nuove richieste di autorizzazioni è stata giudicata contraria ai principi della Costituzione. La Regione non ha potesta esclusiva ma , in sostanza , le è stato vietato un potere che in Sardegna – per mano di altri giudici amministrativi – è stato riconosciuto. Nonostante le sentenze provengano da Tribunale Amministrativo e da Consiglio di Stato, e considerate le dovute specificità, è evidente che le conseguenze delle due decisioni fanno temere. Gli avvocati si sfidano con difese e  pareri, ma il disappunto di ambientalisti da una parte e istituzioni dall’altra per capire il percorso corretto, è esplicito. In mezzo ci sono le aziende con soldi e progetti e che hanno diritto di sapere chi decide per loro. Dovunque in Italia ci sono piani di integrazione tra fonti di energia per assicurare disponibilità di forniture e non compromettere l’ambiente, il paesaggio. Gli impianti spinti dal vento su colline e dorsali hanno la contrarietà di movimenti interessati a non compromettere l’habitat. L’apporto dell’energia eolica è , però, un dato di fatto acquisito. Le wind farm sono in aumento, e non  deve dispiacere  nemmeno che la loro creazione porti nuovi posti di lavoro. Né più , né meno di ciò che è avvenuto quando  sono state costruite centrali elettriche, linee di alta tensione, gasdotti.  Ai Sindaci che fanno resistenza assieme ai comitati , i giudici della Sardegna hanno detto che non possono utilizzare lo strumento urbanistico comunale  per condizionare scelte così importanti. In Campania la moratoria è stata bocciata perché bloccava i progetti e la Giunta non aveva titolo per fermare attività in corso. Ne hanno preso atto anche gli esponenti del M5S, vivaci ispiratori della moratoria. La tutela del paesaggio e l’ uso del territorio , in ogni caso, deve avere “contemperamento” con  l’esigenza di massima diffusione delle fonti di energia rinnovabili, si apprende dalla Sardegna. Il beneficio che deriva dalle nuove strutture è sovracomunale ed  è conforme allo spirito della Costituzione. Il paesaggio, le montagne , l’ecosistema saranno salvaguardati da provvedimenti regionali. Chissà se anche dove governa De Luca.  Alla base delle contestazioni c’è una legge del 2003, più volte emendata proprio sulle procedure autorizzative. Si capisce che non riesce ancora a soddisfare le esigenze in campo e che la sua applicazione è progressivamente finita  nelle mani dei giudici. Eppure lì è scritto che gli impianti eolici – in particolare-  devono avere corretto inserimento nel paesaggio e che le Regioni devono adottare linee guida per trovare aree e siti idonei. Sembra abbstanza chiaro. O forse ?

Salumificio Spiezia, “il consiglio comunale per prendere coscienza del problema”

Un consiglio comunale “per prendere coscienza del problema”. Così il sindaco di San Vitaliano, Antonio Falcone, ha motivato la necessità di convocare in via straordinaria la pubblica assise per discutere della crisi che ha messo in ginocchio il Salumificio Spiezia. “Abbiamo preso contatti con il Ministero dello Sviluppo economico” ha riferito il primo cittadino. A parte ciò, di concreto non è venuto fuori niente dal civico consesso. In un’aula gremita dei lavoratori della fabbrica, il sindaco, la sua giunta e i consiglieri comunali hanno assicurato il loro impegno a mobilitarsi per trovare soluzione alternative alla chiusura di una realtà aziendale storica del territorio. Hanno inoltre manifestato il loro sostegno morale. Come i diversi esponenti di amministrazioni comunali vicine (Marigliano, Scisciano, Visciano, Nola) arrivati stamattina a San Vitaliano per l’occasione. Tutti ci hanno tenuto a far sapere a quei 90 lavoratori una cosa: “Noi ci siamo”. Come, non si è capito. O, almeno, non praticamente. Oltre alle promesse e alla solidarietà, hanno sfilato i nomi: di parlamentari assenti che hanno detto la loro tramite una lettera letta dal primo cittadino, della politica, di istituzioni ecclesiastiche. In aula quei lavoratori in silenzio attendevano, invece, solo di capire che ne sarebbe stato del loro futuro, cosa si sarebbe fatto per risolvere il loro problema. A loro le parole non bastano. Quello che gli serve lo ha detto chiaro e tondo Maurizio Vitiello, uno dei sindacalisti intervenuti durante l’incontro pubblico: “Ci vogliono i soldi. Il problema dell’azienda è di carattere finanziario. Lo stabilimento ha richieste di produzione, ma non ci sono i soldi per andare avanti. Chiederemo anche oggi un tavolo al ministero. La politica deve fare la sua parte”. La produzione è ferma da una ventina di giorni. Attualmente i dipendenti attendono di sapere qualcosa sulla cassa integrazione straordinaria: il timore è che possa essere bocciata la richiesta. In conclusione del consiglio comunale una dipendente ha letto una lettera a nome di tutti i lavoratori (video alla fine dell’articolo). “Noi dipendenti non possiamo permettere che le lotte interne e i giochi di potere che hanno già portato alla separazione del gruppo due anni e mezzo fa, uniti alla crisi del settore, compromettano il futuro di 90 famiglie” era scritto, tra le varie cose, nella missiva. Quali siano le lotte interne e i giochi di potere però non è dato sapersi: “Sono cose del passato”, si limita a chiarire la lettrice a margine dell’incontro e, sfuggendo, ha detto di non voler aggiungere altro. I lavoratori, in questa posizione che si potrebbe definire “moderata” (prendendo in prestito l’aggettivo usato da un sindacalista durante l’assemblea), aspettano ora di sapere come andrà a finire l’incontro previsto per oggi pomeriggio con l’azienda. Si attendono risposte da investitori interessati al salumificio. “Pare che stia concludendo questa situazione con un imprenditore del nord molto molto interessato”, ha riferito il sindaco Falcone durante il consiglio comunale.

Il Movimento 5 Stelle di Volla smonta le chiacchiere dell’amministrazione Viscovo

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Sabato 6 maggio alle ore 11,00, nella sede di Via Sandomenico 3, si è svolta la conferenza stampa del Movimento 5 Stelle che ha informato i cittadini sul lavoro svolto in questi pochi mesi dal gruppo e dal suo portavoce, Sergio Vaccaro, tra i banchi dell’opposizione.   Ricco e appassionato l’intervento dell’ex consigliere comunale del M5S di Volla Sergio Vaccaro. Queste le parole chiavi: proporre, vigilare, condividere, segnalare, ostacolare e difendere.  Proporre mozioni e soluzioni. Vigilare sugli atti. Condividere idee. Segnalare irregolarità e sprechi. Ostacolare scelte scellerate. Difendere i diritti dei cittadini. In esse il Movimento 5 Stelle di Volla ha racchiuso la fierezza e la determinazione per raccontare il suo tempo e la sua esperienza all’interno della casa comunale, dalla fine di giugno 2016 a oggi. Vaccaro ha iniziato a raccontare i primi 100 giorni dedicati ai dipendenti come promesso in campagna elettorale. Ha continuato e raccontato il lavoro svolto sui regolamenti, sulle criticità trovate in ognuno di essi e sulla mancanza di alcuni di questi ultimi. Come un fiume in piena il portavoce del M5S è passato da un argomento all’altro senza risparmiarsi: mozioni, esposti, proposte, interrogazioni ecc. Con parsimonia è entrato nello specifico, sottolineando più volte un lavoro svolto in armonia con il suo gruppo di attivisti che lo ha sostenuto. L’elenco delle proposte e delle richieste del M5S è stato lungo: Esposto al Prefetto per la modifica del regolamento delle commissioni speciali; Segnalazione Regolamento Commissioni Permanenti; Esposto all’ANAC e al Prefetto per il permesso di costruire in deroga; Compostiera di Comunità (Bocciata dalla maggioranza); Istituzione di una commissione Ambientale, sullo stato di salute dei cittadini, mortalità e nessi causali (Approvata); Criteri di designazione scrutatori (Bocciati); Proposta del PEBA (Piano Abbattimento Barriere Architettoniche) (Bocciata); Albo dei sostituti Presidenti di Seggio (Bocciato); Modifica del regolamento delle Commissioni Permanenti e Statuto (Bocciata); Autosospensione dalle commissioni permanenti; Numerose richieste di accesso gli atti; Numerose interrogazioni. Dettagliato l’elenco delle proposte, così come il lunghissimo elenco sul lavoro di verifica e controllo che il Movimento 5 Stelle ha portato avanti in questi pochi mesi.  Inoltre, l’ex consigliere ha spiegato di aver fatto numerose richieste di accesso agli atti per esaminare uno ad uno i vari appalti, elencando le numerose criticità e incongruenze trovate. Per la maggior parte di esse non ci sono state risposte. Poi Vaccaro ha speso alcune parole sul bilancio dell’amministrazione Viscovo, bocciato dall’ assise il 26 aprile, dimostrando l’evidente incongruenza tra le linee programmatiche presentate nella seduta di marzo, rispetto a quelle portate all’ultimo consiglio comunale di aprile. Sul PUC (Piano Urbanistico Comunale), Vaccaro ha lanciato una dura accusa all’amministrazione Viscovo evidenziando una chiara mancata intenzione di realizzarlo, nonostante lo avesse promesso ai cittadini. Ha continuato con forza, Vaccaro, criticando l’ultima decisione dell’ex amministrazione, la quale, senza confrontarsi con i rappresentanti di categoria, ha avviato la procedura di istituzione delle “Strisce Blu” per tutte il territorio comunale, anche nei luoghi dove non ci sono problemi di viabilità, sottolineando una chiara intenzione da parte dell’amministrazione di voler fare cassa. Infine, con speranza, Vaccaro ha accennato ad alcuni progetti sviluppati insieme al suo gruppo, con i rispettivi studi di fattibilità per consentirne la certa realizzazione: Polo Tecnologico, Raccolta differenziata, Aumento Organico Polizia Municipale. A trasmettere il chiaro segnale che il Movimento 5 Stelle lavora in sinergia con le cariche di tutti i livelli istituzionali, c’è stata la presenza e l’appoggio alla conferenza stampa dei deputati Roberto Fico (Presidente della Commissione Vigilanza Rai), e Carlo Sibilia, e del Consigliere Regionale Mari Muscarà.  Poche parole espresse da ognuno di loro, tutti soddisfatti dell’ottimo lavoro svolto sia all’interno della casa comunale che sul territorio da Vaccaro e dal gruppo di Volla. Come sempre il  messaggio che il M5S di Volla ha lanciato, anche in questa occasione, è stato limpido. Nel lavoro svolto e in quello che aveva intenzione di realizzare c’è un idea concreta di portare alla luce qualsiasi argomento poco chiaro, di analizzarlo, esaminarlo e verificarne il beneficio per il cittadino in rapporto con i costi e con le esigenze del territorio. Tutto questo sulla base di una visione chiara, concreta, compatta e solidale di paese futuro.      

Somma Vesuviana/Amministrative 2017: «Noi Ora» sarà la quarta lista in sostegno di Celestino Allocca

In principio fu tandem con i Verdi, poi migrati a sostenere la candidatura di Salvatore Di Sarno, poi il tavolo del centrosinistra pronti a sostenere la candidatura, attualmente in bilico, del medico Peppe Bianco, infine il movimento «Noi Ora» ha deciso la collocazione definitiva: sarebbe certo, in attesa della comunicazione che ne sancisca l’ufficialità, il sostegno  alla corsa verso palazzo Torino di Celestino Allocca che dunque aggiungerà alla sua rosa di liste (Forza Italia, Forza Somma, Allocca per Somma) una quarta forza. Erano gli inizi di marzo quando una nota stampa annunciava, in vista delle prossime amministrative, la scelta di un’alleanza tra Noi Ora e Verdi, con tanto di piattaforma programmatica che faceva leva soprattutto sulle opportunità di inserimento dei giovani nel mondo del lavoro, sulla tutela del territorio, dell’ambiente e del patrimonio culturale, nonché sul dare finalmente voce al tessuto imprenditoriale cittadino. L’alleanza fu «battezzata» con un post su facebook anche da Lello D’Avino che si complimentò con entrambi i coordinatori dei movimenti, l’ex assessore Simona Cerbone per Noi Ora, e Salvatore Esposito per i Verdi. Due mesi dopo, di acqua ne è passata parecchia sotto i ponti e tasselli continuamente in movimento nella politica locale hanno portato il movimento ad aderire al progetto di Allocca. Sulla pagina social di Noi Ora l’ultimo post risalente al 4 maggio scorso dice: «Un nuovo giorno nasce per donare una speranza a chi non ha voce e non si è mai sentito rappresentato da doppiogiochisti e ambigui». Manca solo la nota ufficiale, nonché la conferma del candidato sindaco Allocca, per ritenere i giochi già fatti.    

Somma Vesuviana/Amministrative 2017: la “strana storia” del candidato promosso dal Pd

Una persona stimata, finora poco invischiata con la politica: il medico Giuseppe Bianco aveva fatto entusiasmare il Pd e le altre realtà al tavolo che aveva individuato la persona giusta per sfidare nomi “pesanti”. Sarebbe stato lui a guidare la corsa contro un figlio dell’ex sindaco, un ex sindaco, un ex vicesindaco e un ex consigliere/assessore attualmente in una giunta limitrofa, oltre naturalmente al candidato cinquestelle (anche qui ci sta bene un ex, giacche si è candidato pure la scorsa volta). Ma forse i sostenitori di Bianco dovranno rassegnarsi, nonostante una foto di gruppo postata ieri sera evidentemente per smentire le voci che circolano da molte ore nonché l’anticipazione del mediano.it. Il motivo? Condizionamenti ambientali esterni che potrebbero presumibilmente sfociare in prese di posizione, scelte e decisioni dai seri risvolti. Di più non è possibile dire, ma confidiamo che il candidato (o ex candidato) o quantomeno chi ha promosso la sua candidatura, si decida a spiegare cosa sta accadendo. Laddove non volesse, sarebbe almeno il caso di dire alla città se il Pd avrà un candidato. Mai, davvero mai, una campagna elettorale di Somma Vesuviana si è presentata più strana e ambigua di questa in atto per le comunali: ovattata nei modi, povera nei contenuti, dove molti sembrano indossare una maschera della normalità che in realtà vorrebbe celare, ma senza riuscirci, il fuoco che cova sotto la cenere. Colpi bassi, scorrettezza, salti della quaglia, accordi dell’ultimo minuto: tutto è lecito in politica si sa. L’annuncio (e per quanto riguarda i più, l’indiscrezione) che Peppe Bianco, candidato sindaco proposto dal Pd, sia tentato di ritirarsi dalla competizione ha decisamente scompaginato il tavolo politico costruito del centro sinistra. Ieri sera c’è stata una lunga assemblea del Pd  alla fine della quale sembrava che tutto fosse risolto (con tanto di foto ricordo con sorrisi a trentadue denti e hashtag speranzosi) e che il dottore Bianco avesse accettato di continuare la corsa per Palazzo Torino ma, qualche ora dopo, pare che già il candidato designato mostrasse nuovamente segni di incertezza. Nulla di ufficiale, nulla di certo, tranne la evidente difficoltà del Pd a pochi giorni dalla presentazione della lista. Nessuno parla, tutti tacciono. Ma entro questa sera sarebbe prevista un’altra assemblea del Pd, dopo la quale una decisione bisognerà pur prenderla. Alla base ci sarebbe (lo scriviamo senza alcuna conferma dai vertici di partito o dagli interessati, sicuri però di non tradire i lettori) una sorta di condizionamento ambientale serio. Molto serio, tanto da non escludere, in un ipotetico futuro, risvolti in altre sedi. Intanto la fuga dalla coalizione in panne sembra già essere cominciata, un po’ come da una nave che affonda. C’è già una lista in particolare che finora era al tavolo di Bianco e che potrebbe migrare verso il candidato Allocca. Altri potrebbero ritirarsi, rinunciando alla candidatura, altri ancora sarebbero in contatto con il candidato Di Sarno.  Intanto l’acqua bolle in pentola e il coperchio potrebbe esplodere da un momento all’altro… a cura di Carmela D’Avino e Daniela Spadaro

Il metodo Braille: una luce nel buio. Guida all’inclusione sociale

Evento sabato 13 maggio 2017 ore 9, Nola (NA) Seminario Vescovile Via Seminario n° 53.   Apprendere il Braille accresce il livello culturale di ognuno e consente un approccio differenziato alla conoscenza; infatti, più conoscenza c’è e più aumenta la capacità dei singoli di raggiungere livelli culturali in piena libertà. Il codice Braille deve essere considerato uno strumento di libertà, ponte per il dialogo sociale e lo sviluppo culturale. In questa ottica, la sezione Territoriale di Napoli dell’UICI, ha organizzato, insieme alla Biblioteca per i ciechi regina margherita, al Club Italiano del Braille e all’Istituto per la ricerca, la formazione e la riabilitazione IRIFOR di Napoli, per sabato 13 maggio 2017alle 9 al Seminario Vescovile di Nola (NA) sito alla Via Seminario n° 53, un evento dal titolo “IL METODO BRAILLE: UNA LUCE NEL BUIO Guida all’inclusione sociale”. “L’obiettivo che  l’incontro vuole raggiungere”, come afferma Mario Mirabile attuale presidente della sezione della onlus organizzatrice, “è promuovere e diffondere il metodo di lettura e scrittura Braille, come strumento indispensabile di inclusione sociale e culturale non solo dei disabili visivi”. L’importanza dell’evento, quindi, fa auspicare una massiccia partecipazione di docenti, dirigenti scolastici, studenti e di tutti coloro che, a diverso titolo, costituiscono il mondo dell’istruzione: testata d’angolo per la costruzione della società del futuro.    

Campania, M5S: “in cassa integrazione lavoratori Atitech. La Regione difenda le nostre eccellenze produttive”

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A partire dal 9 maggio scatterà la cassa integrazione per i dipendenti dell’ex stabilimento Alenia Capodichino. La Ciarambino (M5S) chiede l’intervento concreto della Regione.   “Non c’è pace per gli stabilimenti dell’aerospazio in Campania è proprio di oggi l’annuncio da parte dell’Atitech Manufacturing che a partire dal 9 maggio scatterà la cassa integrazione per i dipendenti dell’ex stabilimento Alenia Capodichino. Le nostre preoccupazioni di una generalizzata sottovalutazione e smantellamento del comparto dell’aerospazio campano erano più che fondate. I fatti purtroppo in queste ore ci stanno dando ragione”. Lo dice Valeria Ciarambino, capogruppo del Movimento 5 Stelle che con due distinte mozioni approvate all’unanimità in Consiglio regionale ha più volte posto all’attenzione della Giunta De Luca l’urgenza dei problemi che assediano il comparto d’eccellenza dell’aerospazio campano. “L’ex stabilimento Alenia Capidichino offerto generosamente su un piatto d’argento all’Atitech Manufacturing di Lettieri – sottolinea Ciarambino –  spacciato per un progetto straordinario di investimento e rilancio con la nascita del Polo delle manutenzioni mostra a mano a mano tutte le crepe”. “In tempi non sospetti denunciammo un’operazione di svendita e cessione dell’unico campo volo dell’Italia meridionale – spiega la capogruppo – a un imprenditore come Lettieri che non ci ha mai convinto”. “I fatti di queste ore ci dicono che purtroppo avevamo ragione: invece del milione di ore di lavoro all’anno e delle centinaia di assunzioni entro 5 anni previste dal progetto, oggi si annuncia la cassa integrazione e le ferie forzate per centinaia di lavoratori” – continua Ciarambino – “Voglio ricordare che solo pochi giorni fa è stata approvata in Consiglio regionale la nostra seconda mozione sul rilancio dell’aerospazio in Campania”. “A questo punto e di fronte al precipitare della situazione – aggiunge – il presidente De Luca si assuma la responsabilità di difendere la straordinaria eccellenza del comparto aerospaziale campano chiedendo impegni concreti a Leonardo e al governo nazionale, come il lancio del nuovo velivolo regionale”. “Non permetteremo in alcuno modo che i nostri gioielli produttivi, le nostre eccellenze – conclude Ciarambino – vengano ancora svenduti ad imprenditori-prenditori senza scrupoli e che una classe politica inadeguata non combatta nelle sedi che contano per salvaguardare produzione, posti di lavoro, indotto, insomma il nostro comparto dell’aerospazio campano, fiore all’occhiello nazionale e internazionale”.

Vertenza Spiezia, degli investitori fanno sperare i lavoratori del salumificio

Fiato sospeso per i lavoratori del Salumificio Spiezia: si aspettano risposte da alcuni investitori. Domani se ne parlerà in un incontro con l’azienda. La riunione seguirà il consiglio comunale in cui, a partire dalle 12, si discuterà della vertenza che sta facendo preoccupare un territorio dove la fabbrica, nei suoi 110 anni di vita, ha dato lavoro. Nel corso dell’assemblea ci si confronterà sulle trattative che sono in corso per evitare la cessazione di un’attività che va avanti da oltre un secolo, dal 1907. La storica azienda di San Vitaliano, impegnata nella produzione dell’intera gamma della salumeria italiana, rischia di chiudere. Per 90 dipendenti è molto forte il timore di perdere il posto di lavoro. Ma l’interesse manifestato da alcuni investitori lascia ancora accesa qualche speranza. “Non voglio dire di più per non rischiare di alzare un polverone”, dichiara Francesco Tullio, uno dei sindacalisti facenti parte del consiglio di fabbrica. In attesa di avere qualcosa di più concreto tra le mani, i rappresentanti dei lavoratori, dopo giorni di protesta, preferiscono quindi mantenere per ora una certa discrezione.  

Intasamento vesuviano

Un turismo vesuviano spolpato fino all’osso che va avanti in regime di monopolio e in un contesto di squallore assoluto.

È facile quando si è considerati il nuovo che avanza, avere tutti dalla propria parte e non solo per ruffianeria o faziosità, attitudine non rara qui da noi, ma anche per quell’innata simpatia che comporta la venuta di un elemento giovanile in un contesto che si spera ne sia positivamente influenzato.

Purtroppo però, ancora una volta, dobbiamo costatare che giovane non è sinonimo di migliore e soprattutto quel che viene reclamizzato non corrisponde quasi mai alla realtà. Si dirà che questo modo di pensare e di scrivere sia distruttivo ma se non esistesse questa funzione, quella del libero pensiero, allora vivremmo, agli occhi di chi campa solo di disimpegno e di belle parole, in un mondo perfetto e che purtroppo così non è, ed è per questo quindi che proviamo a mostrarvi, con dovizia di particolari, la realtà delle cose, poste al vostro giudizio e di chi vorrà provare il contrario di quanto da noi scritto.

Quota 1000 dal Somma (foto di Ciro Teodonno)

I due assi viari che portano al Vesuvio, la Strada Provinciale/Comunale (di competenza della Città Metropolitana fino a quota 800 e comunale dagli 800 metri fino al piazzale di Quota 1000) e la Via Matrone sono, come già abbiamo rimarcato in passato, un’incongruenza in un’area parco poiché creano traffico, emissioni inquinanti e rumore, là dove esiste una riserva integrale e dove, in certi casi, devi chiedere il permesso anche per andare a piedi e o in bicicletta.

Per quel che riguarda l’ex provinciale, risulta ben chiara l’effettiva intenzione di spremere al meglio i turisti che, tra biglietto d’ingresso, parcheggio ed eventuale navetta, rischiano di tornare a casa in mutande o quasi. Se calcoliamo infatti che una famiglia tipo di quattro persone, non vesuviana, vada a visitare il Gran Cono, questa spenderebbe di base 53€ (10€ del biglietto pieno x 4 persone per l’accesso al Gran Cono + il tragitto in navetta 1€ A/R + 5€ di parcheggio auto), un chiaro disincentivo al turismo locale.

La tanto strombazzata riorganizzazione di Quota 1000, fortemente voluta dal comune di Ercolano e avallata dall’Ente Parco, pensata per decongestionare quel Piazzale e liberarlo dagli abusivi, non è stata altro che una trovata per favorire le navette che da quota 800 vanno alla biglietteria e per rimpinguare le casse ercolanesi grazie agli introiti dei parcheggi; il resto se lo spartiscono, in maniera tutt’altro che equa, parco e guide. Atro fattore sconcertante è invece quello dell’ampia possibilità di movimento lasciata ancora ai bus granturismo, il reale problema del traffico in quella zona, non privo di rischi come la cronaca della scorsa estate ci ha mostrato, ma altra grande fonte di guadagno per il Comune di Ercolano e per quei pochi che gestiscono il turismo vesuviano, questi bus non vengono fermati a quota 800 e raggiungono liberamente Quota 1000, dopo aver pagato i tassativi € 50,00 e intasando all’inverosimile tutta la strada.

Cosa c’è di strano si potrà obiettare, anche altrove, in Italia come all’estero, l’ingresso ad alcuni parchi o ad alcuni sentieri si paga, ma cosa si ottiene in cambio qui da noi? Un prodotto turistico scadente! Infatti, per quanto si venda un unicum, non si è capaci di offrire infrastrutture degne di un luogo e di un paese civile. Mancano a Quota 1000 i bagni per le migliaia di turisti che ascendono al Vesuvio, la strada carrozzabile è sporca e non solo perché è vista discarica, ma perché è essa stessa una discarica. Lungo il suo tragitto i pullman si muovono tra cunette ricolme di immondizia di ogni genere. Ma non finisce qui, varcata la soglia, dopo aver attraversato il suk di Quota 1000, devi elemosinare una guida anche se è inclusa nel biglietto e sottostare al “chi è figlio e chi è figliastro” per fare il giro completo del Cratere, ufficialmente interdetto al turismo.

Per quel che riguarda invece la BusVia, questa risale l’antica strada Matrone provenendo da via Cifelli a Trecase. Per anni avrebbero voluto farci credere che tale linea fosse ecocompatibile e per anni hanno permesso che i grossi 4×4 diesel sfumassero lungo l’antico percorso carrozzabile danneggiandone il selciato. Oggi invece, come un coniglio bianco dal cilindro del prestigiatore, saltano fuori altri quattro bus, definiti ancora più ecologici dei primi, quelli che in realtà già dovevano esserlo, visto il prezioso contesto ma, come abbiamo detto prima, il nuovo è sempre meglio e immaginiamo che i prossimi lo siano ancor di più, ma purtroppo, là dove neanche a piedi puoi andare senza un apposito permesso, vi possono invece scorrazzare quattro e più bus diesel, perché loro sì, sono eco compatibili, noi escursionisti no!

Sì, quattro e più, poiché abbiamo potuto verificare che, almeno al momento, lungo la Matrone, continuano a salire i vecchi bus verdi. Ma non solo! Pare infatti che delle quattro navette bianche, una sola percorrerebbe la Matrone assieme ai vecchi furgoni verdi mentre le altre pare facciano la spola, non lungo la Strada Matrone, come da contratto, ma lungo l’asse viario principale dell’ex Provinciale. In pratica, i bus dati in usufrutto alla ditta Torquato Tasso di Sorrento, ditta dai trascorsi alquanto burrascosi, da tre passano a sette, raddoppiando quasi il loro parco macchine (un quarto bus prese misteriosamente fuoco la scorsa estate) e questo alla faccia della ecocompatibilità e del libero mercato, nel frattempo, l’ente parco, ovviamente si bea e sta a guardare.

Che dire davanti a tanta incoerenza? Che viene meno il buon esempio del buon padre di famiglia? Che l’ipocrisia e i favoritismi delle istituzioni danno man forte al mal costume locale? Certo! Quello che facendosi forza di ciò decide di infrangere le leggi, poiché l’unico baluardo esistente, quello della legalità, quella vera, viene meno nei suoi principi fondamentali, minando quel rapporto fondamentale di fiducia tra il cittadino e chi amministra la cosa pubblica. In pratica, un cane che, consapevolmente, si morde la coda.

Palma Campania, spaccio di stupefacenti: in manette 47enne

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L’uomo è stato trovato in possesso di 56 grammi di marjuana, un bilancino e materiale per il confezionamento. I carabinieri della stazione di Palma Campania hanno tratto in arresto in flagranza di reato Francesco Felice Malinconico, 47enne del luogo. Nel corso di perquisizione domiciliare nella sua abitazione i militari dell’Arma lo hanno trovato in possesso di 56 grammi di marijuana in confezioni, un bilancino e materiale per il confezionamento.  Sono stati inoltre rinvenuti 2.745 euro in banconote di vario taglio ritenuti provento di attività illecita. L’arrestato è in attesa di rito direttissimo.