Portici, Buon compleanno Cetra!

Venerdì 7 luglio, alle ore 20.30, presso il chiostro del Convento di S. Antonio da Padova, in Portici, si terrà la manifestazione “Buon compleanno, Cetra”. Sarà questa l’occasione per festeggiare il decimo anniversario dell’associazione francescana no profit “La Cetra Angelica” che, in svariati ambiti, ha come unico obiettivo quello di implementare progetti sociali rivolti a tutelare principalmente i più deboli. Durante la serata si condivideranno i risultati conseguiti in questi 10 anni e si cercherà di comprendere come poter proseguire il percorso intrapreso, continuando a concentrare lo sguardo sugli ultimi. Interverranno alla manifestazione: Padre Claudio Joris, promotore dell’associazione, nonché primo Presidente, Padre Bernardino Fiore, attuale Presidente del sodalizio, Padre Oreste Casaburo, uno dei soci fondatore, Giovanna Terracciano, volontaria e referente del progetto “Riscaldiamo il loro cuore”, Alessandra Albano,  volontaria e referente del progetto “E…state al chiostro”. Modererà la serata Roberta Avilia, volontaria e referente delle attività culturali de “La Cetra Angelica”.

Il Vesuvio brucia ancora

Da ieri pomeriggio le fiamme stanno consumando ettari di macchia mediterranea, dopo la nottata riprendono i voli dei Canadair e le operazioni di terra. 

Questa notte sapeva di fumo, quel fumo acre più per il dispiacere che per il timore per la nostra salute, una sofferenza mista ad impotenza e con la consapevolezza che il fuoco, durante la notte, non avrebbe arrestato il suo cammino.

Stamattina, ormai intrisi di odore di bruciato e frustrazione, ci svegliamo e affacciandoci da San Sebastiano, ci rendiamo conto che il fronte delle fiamme di ieri è ancora attivo e purtroppo si è spostato più a valle, sempre ad Ercolano ma stavolta verso via Viulo, una traversa di via Vesuvio.

Le aree interessate dagli incendi degli ultimi due giorni.

Ci rechiamo in zona verso le 11.00, con i Canadair che rombano sulle nostre teste e dove incontriamo, Protezione Civile, Carabinieri e Vigili del Fuoco, nessun altro. I due aeroplani dei VVF alternano i loro voli su una zona mista di sterpaglie e pineta e pericolosamente vicina alle abitazioni che anche in questo caso sono state appena lambite dalle fiamme. I vigili irrorano con gli idranti il terreno ormai ridotto ad un tappeto di cenere, rifinendo il lavoro dei Canadair mentre i Carabinieri forestali indagano sull’accaduto prendendo deposizioni tra chi vive in quei luoghi.

Sembra ormai una giornata di routine, quasi come se l’abitudine e la rassegnazione avessero preso il sopravvento sull’indignazione e sul timore di questi giorni maledettamente infuocati. Le istituzioni tacciono o parlano attraverso i loro post sui social, diffondendo a mo’ di mantra luoghi comuni ed illudendo i cittadini con la fata Morgana di un esercito che se mai venisse in questi luoghi non avrebbe che una funzione estetica e demagogica come del resto già svolge qui ed altrove, saziando momentaneamente la fame di giustizia e lo sconforto di chi è stato danneggiato ma senza interrompere quel che non si vuole sia interrotto.

Nessuna novità all’orizzonte, nessun atto di coraggio istituzionale, solo un quotidiano stato emergenziale.

Articolo correlato 1 Articolo correlato 2

Mondo Eventi Campania, le nuove generazioni vanno in tv

Con l’accelerazione dei grandi cambiamenti tecnologici, sociali ed economici molto si è detto e scritto sulle nuove generazioni. C’è chi li considera dei perdigiorno, chi non se ne cura e chi invece, li “studia” per capire come sono cambiati i tempi. L’agenzia Mondo Eventi Campania di Carlo Sommella, cerca di dare spazio proprio alla “New Generation”, senza voler cadere negli stereotipi abituali con cui vengono indicati i Millennials. A quest’ultimi infatti, dedica uno spazio. Continua così, la sua serie di appuntamenti dedicati alla bellezza e allo spettacolo. Domenica 9 luglio, negli studi di ITALIA MIA ((S.S. Sannitica, Marcianise – CE. Uscita Autostrada Caserta Sud, a pochi passi dal centro Campania), nuova sfilata dell’edizione 2017 di “Miss & Mister New Generation”. Presenti all’evento i due testimonial la modella Giorgia Imela e il modello Carlo Spumante. I partecipanti di età compresa tra i 14 e i 28 anni, saranno seguiti nel portamento dalla fotomodella Giovanna Cianfrano e sfileranno in due momenti ( in abito casual e in elegante), di fronte ad una giuria di esperti del settore della moda e dello spettacolo. La decisione del patron di Mondo Eventi Campania, Sommella, di avviare queste sfilate è proprio far vivere ai più giovani un’esperienza diversa, che esuli dall’uso dei cellulari, di facebook ed altri social. Il motivo è quello di ritrovare i veri valori, passare del tempo coi propri coetanei e migliorare il rapporto coi propri genitori: “Non è un concorso, è un modo per stare insieme, è un modo per valorizzare i più giovani. Sono tanti i ragazzi che vogliono entrare nel mondo della moda e dello spettacolo. Mi raccontano i loro sogni e le loro speranze. Ho cercato di ideare qualcosa che possa essere un posto felice e sano… il posto perfetto per la New Generation, che piace a me o meglio alla mia vecchia generazione!” ha dichiarato Carlo Sommella. Nel corso della serata si alterneranno inoltre, numerosi ospiti come: la ballerina di burlesque, Amira Rose; i due ballerini di undici anni Alessio Davanzo e Marcella Varietà; i cantanti dell’etichetta indipendente del musicista Massimo Curzio, la “Big Stone Studio”. Le foto dell’evento saranno realizzate dal fotografo ufficiale Antonio Iovine. Intanto, ricordiamo che le ragazze ed i ragazzi già in semifinale sono: Paola Troncone, Fatima Gagliotti, Elisabetta Arena, Teresa Pastore, Francesco De Filippo, Eduardo Scicchitano, Giovanna Cianfrano, Lucia Rucco, Ylenia D’Alessandro, Fortunatina Russo e Assunta D’Addio. Mondo Eventi Campania di Carlo Sommella, da oltre venti anni nel settore della moda e dello spettacolo, organizza concorsi di bellezza, shooting fotografici, corsi di portamento, casting e molto altro per maggiori informazioni basta chiamare al 329 2487467 oppure visitare la pagina su Facebook “Carlo Agenzia di Modelle”. Si ringraziano gli sponsor: Due G abbigliamento uomo di Quarto; 2 Effe Shoes di Quarto; R.Romanelli di Napoli; Macelleria Le Carni Pregiate di Quarto; New Body Harmony Evolution di Pozzuoli.

Vesuvio: un paradiso abitato da ipocriti

 

Parafrasando i tanti autori che usarono tale motto, su Napoli e i suoi abitanti, lo faccio pure per la mia amata Muntagna, icona di tutti ma figlia di nessuno.

FOTO

Assistere inermi ad una catastrofe fa male, ma farlo con la consapevolezza che tutto ciò che sta accadendo sarebbe prima o poi avvenuto, fa ancor più male. Essere cassandre è inutile e nuoce a chi ne sopporta l’incombenza, è risaputo, ma mettetevi nei panni di chi vive all’ombra del Vesuvio, mettetevi nei panni di chi, nonostante viva entro i confini di un parco nazionale, notte e giorno, deve respirare i fumi di roghi tossici ed incendi più o meno dolosi; cosa fareste nei suoi panni? C’è chi decide di volgere lo sguardo altrove e far finta di niente, ed altri che invece decidono di guardare in faccia il male che li assilla, e noi stiamo con questi ultimi.

Ieri, cinque luglio duemiladiciassette, il mondo alle falde del Vesuvio ha fatto un passo indietro e lo ha fatto a ritroso fino al luglio del duemilasedici, là dove si pensava, e si sperava, che non si potesse andare oltre quel baratro che a memoria d’uomo non si ricordava dal dopoguerra ad oggi. Invece no, la contingenza, il clima e l’approssimazione di un sistema politico inetto che si alimenta solo della clientela e, nel migliore dei casi, dello scaricabarile, ha fatto sì che cadessimo nello stesso errore del passato e tutto ciò nonostante le tante avvisaglie che preannunciavano il rischio di incendi nel Parco Nazionale del Vesuvio.

A dire il vero la questione è ormai regionale, poiché il nostro Vulcano non è stato l’unico oggetto delle fiamme degli incendiari; solo ieri, di incendi ce ne sono stati almeno 15 ma se il pesce puzza dalla testa, le squame non sono per questo più profumate e l’inerzia regna, a monte come a valle del sistema politico regionale. Ritardi, scarsità di mezzi ed uomini, la mancanza di una centrale operativa efficiente e soprattutto l’assenza totale di prevenzione.

E non mi si fraintenda, non parlo solo della fase emergenziale, in quel caso tutti si muovono e talvolta si è anche capaci di grandi cose, ma parlo di ciò che scandalosamente accade prima di un incendio, prima di ogni catastrofe annunciata, allorquando bisogna pianificare e progettare un qualcosa di concreto e non finalizzato al proprio tornaconto elettorale. Perché dunque arrivare all’emergenza?

Il dato di fatto è che ci troviamo al cospetto di un parco nazionale senza speranza, in un contesto altrettanto disperato, dove si agisce solo a parole e spot, mentre la natura, la coerenza e il mondo che vi gira attorno vanno letteralmente in fumo. Buona parte dei roghi di questo periodo è senz’altro di natura dolosa ma tali reati sono tutt’altro che sporadici e reiterati ormai da anni e continuiamo a chiederci quindi il perché non si voglia far fronte seriamente a questo fenomeno. Inoltre, assieme alla pianificazione, perché non si pensa anche ad una forza stabile di volontari ed esperti dell’antincendio a presidio del Parco? Affiancato da un gruppo stabile di volontari per l’avvistamento dei fuochi, composto da gente che ama e conosce il territorio, sarebbe questa la soluzione più efficace e meno dispendiosa per chi lamenta sempre la mancanza di fondi.

Ieri pomeriggio ho assistito alla lotta strenua di una famiglia che cercava di proteggere, non più il suo giardino, ma il proprio lavoro, il sacrificio di anni messo a repentaglio dalla distanza istituzionale. Ancora una volta si è sfiorata la tragedia e se il tutto è andato bene lo dobbiamo alla buona sorte e all’avvedutezza di pochi. Cosa accadrà quando qualcosa andrà storto? Addurremo il tutto agli imperscrutabili strali del destino, all’eccezionalità dell’evento o ci gratteremo gli attributi?

Articolo correlato

Mariglianella Convegno “Lavoro 3.0” promosso da Alleanza Assicurazioni

Opportunità professionali per i giovani diplomati e laureati.   A Mariglianella, venerdì 30 giugno, nella Sala Consiliare della Casa Comunale si è tenuto il convegno “Il mondo del lavoro 3.0” promosso da Alleanza Assicurazioni avente a Marigliano, fra le 400 presenti in Italia, una propria Agenzia con Agente Generale, il dott. Fabio Pellegrino, Ispettore I.P.A., Antonio Di Palma e Caposettore, Avv. Carmine Monda.  Alleanza Assicurazioni fa parte del Gruppo Generali, una realtà assicurativa e finanziaria internazionale presente in oltre 60 Paesi, con 77mila dipendenti al servizio di 65 milioni di clienti. Fra i presenti al convegno di Mariglianella, insieme ai ragazzi del locale Forum dei Giovani ed altri soggetti provenienti dal territorio circostante, vi erano gli Assessori Comunali, Felice Porcaro, allo Sport e Spettacolo, e la Dott.ssa Valentina Rescigno, all’Ambiente, la quale rivolgendosi all’uditorio al quale ha portato il saluto del Sindaco, Felice Di Maiolo, ha sottolineato “l’esigenza dei giovani di dover assicurare le corrette competenze ma è ancor meglio aggiungere un comportamento proattivo nel mondo specifico del lavoro e delle professioni, per essere orientati al cambiamento, senza aspettare che le cose accadano o di doversi adattare alle situazioni”. Il Presidente del Forum Comunale dei Giovani di Mariglianella, Ing. Francesco Di Somma, ha affermato: “Faccio i complimenti ai promotori di questa iniziativa. Noi siamo il futuro, ma senza lavoro non è possibile avere una prospettiva. Certamente bisogna saper cogliere le opportunità ed avere la forza, il coraggio e le competenze per affrontare la sfida del cambiamento. Ma occorre che ognuno faccia la sua parte, il mondo delle imprese, dei servizi e quello delle Istituzioni. Per quanto ci riguarda, noi giovani stiamo già facendo la nostra parte. Auguro ad ognuno buon lavoro”. Il Dott. Fabio Pellegrino, Agente Generale dell’Agenzia Alleanza Assicurazioni di Marigliano che copre il territorio dell’Agro Nolano-Pomiglianese, ha trattato il tema del convegno presentando cifre e dati di analisi socioeconomica del mondo del lavoro in Italia e del settore assicurativo e finanziario invitando i giovani ad aderire all’iniziativa “Progetta il Tuo Futuro in Alleanza” I presenti in platea hanno seguito con interesse la presentazione del Dott. Pellegrino il quale ha affermato: “Alleanza Assicurazioni ha deciso di investire in questa zona e dintorni per lo sviluppo del territorio da perseguire insieme ai giovani. Questa è la nostra terza tappa dopo San Vitaliano e Marigliano. Cerchiamo giovani diplomati e laureati di età compresa fra i 25 ed i 35 anni di età da inserire in un percorso formativo di crescita professionale interno all’azienda che va dall’iniziale ruolo di Junior Account,  a quello di Responsabile di Agenzia. Sono oltre 15 milioni le potenziali famiglie che manifestano un bisogno di Pensioni integrative, Protection, Copertura degli Infortuni e delle Malattie, Assicurazioni patrimoniali sulla Casa e RC, Gestione del risparmio che con Alleanza del gruppo generali realizza un modello a linea diretta, unico in Italia. Anche le Aziende si stanno aprendo di più si servizi assicurativi. E’ in atto un cambiamento culturale. La attività sul campo seguono un metodo di programmazione per portare avanti un progetto comune sia sul versante part time e sia in quello full time. Siamo pronti -ha concluso il dott. Pellegrino- a ricevere curriculum e investire sui giovani che, dopo adeguata formazione e superamento dei test finali, potranno essere protagonisti del loro futuro e dello sviluppo del territorio con Alleanza Assicurazioni”.

San Giuseppe Vesuviano. “Digestione anaerobica e biometano per autotrazione”: in Sala consiliare il seminario internazionale

Un confronto sulle più avanzate tecniche di trattamento dei rifiuti.   Domattina a San Giuseppe Vesuviano si discuterà di ambiente e sostenibilità. La Sala consiliare del Comune ospiterà, a partire dalle ore 9:00, il seminario internazionale su “Digestione anaerobica e biometano per autotrazione”, tasselli indispensabili in una strategia di sostenibilità ambientale ed economica. La digestione anaerobica della frazione umida dei rifiuti (urbani e non), una delle tecnologie migliori per il trattamento e la stabilizzazione dei rifiuti organici, con il beneficio aggiuntivo della produzione di energia rinnovabile, sta assumendo sempre maggiore rilevanza, in Italia e all’estero, per i suoi indubbi benefici energetici ed ambientali. Il prodotto principale della digestione anaerobica è il biogas, cioè una miscela gassosa (soprattutto metano – dal 50 al 75% – e biossido di carbonio), il cui impiego, come biocarburante per i mezzi di trasporto o tramite immissione diretta nella rete di distribuzione del gas, può ridurre le emissioni di gas serra in maniera significativa. Il processo di digestione anaerobica, inoltre, dà luogo a un sottoprodotto principale, il digestato, che può essere sottoposto a un successivo processo di compostaggio e utilizzato a fini analoghi come compost, migliorando così il recupero complessivo di risorse dai rifiuti. All’incontro prenderà parte Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ufficio Comune per la Sostenibilità Ambientale, Jean-Benoit Bel della ACR+ – Association of Cities and Regions for Recycling and Sustainable Resource Management – Lorenzo Maggioni del CIB – Consorzio Italiano Biogas – Andrea Manzi, presidente ATO Rifiuti Napoli 3 e Sergio Piccinini del CRPA – Centro Ricerche Produzioni Animali. “Manteniamo alta l’attenzione sul tema dei rifiuti perché le tecnologie applicate ai processi di gestione e di recupero stanno subendo continue evoluzioni – ha commentato Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano e presidente della Conferenza dei Sindaci dell’Ufficio Comune per la Sostenibilità Ambientale, proseguendo – quelli che fino a ieri si riteneva fossero i migliori standard di raccolta, trasporto e trattamento dei rifiuti, presto potrebbero cambiare in virtù dei nuovi studi e noi dobbiamo essere pronti a garantire un futuro sostenibile alle nuove generazioni, accogliendo il meglio che la scienza può offrire”.

Boscoreale. “Città Solidale, un cammino di civismo e partecipazione attiva.”

Incontro Pubblico, Venerdì 7 Luglio alle ore 18,30, presso il Salone della Congrega in via Giovanni Della Rocca, 235,  con introduzione di Luigi Buffone e gli interventi di Francesca Coleti per ARCI Campania, Bruno Cammarota per ACLI Napoli e Regina Milo per ANCI-Giovane Campania. L’Associazione “Il Melograno”del Presidente Nicola Marano, vuole proporre una riflessione attualizzata, che guardi al futuro, su una nuova concezione del rapporto tra Istituzioni e cittadino. Non si ha infatti un vero cambiamento mutando solamente la persona che ricopre una carica istituzionale, ma trasformando la struttura stessa del potere e il ruolo attivo e partecipativo dei cittadini. C’è un patrimonio di risorse umane, sul nostro territorio, che potrebbe aiutarci a superare egoismi e  particolarismi richiamandoci ad una generosa abnegazione per la società civile, per il territorio nel quale conviviamo, per la terra che è di tutti noi. Far crescere nei cittadini la consapevolezza che con il  confronto, miglioriamo noi e la società in cui viviamo, confrontarsi costantemente per elaborare, a partire da esperienze reali, idee condivise utili a chi ha a cuore il bene comune. Promuovere dal basso esempi di confronto che portino all’incontro perché, come ci dice Papa Francesco, il modo migliore per dialogare non è quello di parlare e discutere, ma quello di fare qualcosa insieme. Lavorare per una città plurale e inclusiva come processo inarrestabile, osteggiare la politica che abbandona gli ultimi, a favore di una capacità diffusa di inclusione e accoglienza. Tale capacità deve essere  frutto dell’impegno di tutti i cittadini e non solo dei politici, anzi è necessario che questi ultimi non ostacolino e valorizzino le esperienze positive che nascono dai soggetti della società civile, in una logica di convivenza solidale. Città Solidali quindi, che non rispondano a pure esigenze di cassa o amministrative ma si facciano carico di una idea strutturale della solidarietà, vero ammortizzatore sociale nell’attuale drammatica crisi economica!

Vesuvio: l’inferno continua

 

Ancora fiamme nel Parco Nazionale del Vesuvio, ancora una volta l’impegno di uomini e mezzi impegnati su più fronti non è sufficiente a scongiurare ciò che si prospetta essere un altro disastro.

Ore 14.00 di un torrido pomeriggio estivo, tutto sembra calmo quando all’improvviso scoppia l’incendio. Da via Vesuvio ad Ercolano, all’altezza del ristorante Casa Rossa, alimentato dal vento, il fuoco si sposta a monte, i focolai sono tanti e se ne creano sempre di più alimentati dall’arida sterpaglia.

Le fiamme raggiungono in poco tempo l’agriturismo Il Sentiero, i proprietari, intenti a pranzare si vedono all’improvviso circondati dalle fiamme che però riescono ad arginare con gli estintori e con le pompe per irrigare, giusto il tempo per scappare e chiamare i soccorsi.

Soccorsi che arriveranno solo dopo un’ora poiché impegnati su altri fronti come in via Ruggiero a Torre del Greco. Ad intervenire sono la protezione civile, la SMA, i Vigili del Fuoco e i Carabinieri coadiuvati dai proprietari del locale nel salvaguardare la loro proprietà e a contenere le fiamme che appaiono sempre più alte e minacciose.

La lotta sembra però impari, l’incendio si estende rapidamente e solo dopo un paio d’ore arriva un elicottero e un Canadair, al contempo le fiamme raggiungono anche i fili dell’energia elettrica e un traliccio dell’alta tensione creando ulteriore pericolo.

Lo scenario è infernale, e ricorda purtroppo quello del luglio scorso, un disastro che non ha lasciato nessun insegnamento a chi avrebbe dovuto contrastare quest’altro evento, purtroppo, ancora una volta, annunciato.

Campania ferma in opere pubbliche.

Brutte notizie  dal censimento del Ministero delle infrastrutture.Impatti sull’ambiente e sulla spesa pubblica. Aumentano nel disinteresse pressoché generale ma fanno gola alle statistiche. Motivi e giustificazioni a portata di mano da parte degli attori principali,  le nostre opere pubbliche continuano ad essere maledette. La Campania, non ne aveva bisogno, ma  si è guadagnata un nuovo primato. Ha in assoluto il più alto numero di cantieri fermi: 90. Cresciuti di 72 in un solo anno. 90 cantieri bloccati in spregio alla celerità delle procedure, alla velocizzazione delle autorizzazioni. Uno scandalo ovattato che si commenta da solo. In lungo e in largo per l’Italia si scopre un desolante  elenco di  opere . Il loro impatto ambientale ed economico è altissimo. L’altra faccia degli impegni a salvaguardia dell’habitat. Un cantiere fermo è fonte di impatti negativi e la sua chiusura prolungata ha  effetti  dirompenti su tutto ciò che sta intorno. L’anagrafe delle opere pubbliche, comunque, è una buona iniziativa del Ministero delle Infrastrutture avviata tre anni fa. I dati diffusi ieri mettono a confronto le opere di interesse nazionale progettate, appaltate e ferme. I dati sono al 30 giugno dell’anno scorso e  si riferiscono a cantieri in stand by a fine 2015. A livello nazionale le incompiute sono 838. Un numero che attesta la riduzione di -30 sul totale dell’anno precedente, ma registra incrementi in Campania, Puglia, Sardegna. Le motivazioni  ? Quelle arcinote:  mancanza di fondi, cause tecniche, certificazioni antimafia non in regola, fallimento delle imprese . Noi aggiungiamo anche capacità di programmare e gestire con competenza. Dalla  radiografia ministeriale non emerge nessun confronto con altri Paesi dell’Unione europea, ma tanta pena per le Regioni del Sud. Per tornare alla Campania il campionario è vasto. Sono fermi i lavori per  la chiesa di Santa Maria delle Grazie nel Parco del Partenio del valore di 2 milioni e 900 mila euro; quelli del Palazzo Baronale di Roccarainola di altri 2 milioni di euro; la nuova scuola elementare di Torre Annunziata del valore di 2 milioni e 174 mila euro; il  campo sportivo di Sarno di 4 milioni e 800 mila. E poi scorrendo,viadotti, ponti, raccordi tra Benevento ed Avellino per per circa 20 milioni di euro. Un fardello pesante di 3,5 miliardi a livello nazionale schiacciato sull’ambiente circostante i cantieri , sulle tasche dei contribuenti e sui livelli occupazionali . Tutto qui ,  si sono chiesti gli attivisti di Legambiente ? Certo che no. Le ragioni di dati non incontrovertibili sono diverse,  a seconda se gli enti hanno risposto correttamente al censimento del Ministero delle Infrastrutture o hanno ritenuto che i motivi alla base del fermo-lavori fossero momentanei. Un piccolo trucco per non entrare male in classifica . Di sicuro non valido per la Campania. Fonte foto: rete internet  

Pollena Trocchia: che fine ha fatto la domus di Masseria de Carolis?

Il nostro patrimonio culturale è inestimabile e lo è tanto da essere sovente il nostro vanto più grande ma spesso, sarà anche per l’abbondanza di siti e reperti presenti sul territorio, questo vanto non corrisponde alla reale tutela dovuta a cotanto valore. FOTO

Lungi dal giustificare questa mancanza ma è evidente che tra le priorità di chi di dovere non sempre rientrano le antiche vestigia e spesso ciò vuol dire che, una volta investito là dove era necessario, spesso ci si arena in un incompiuto tutt’altro che michelangiolesco.

Si rischia che così a Pollena Trocchia abbiamo ragione di temere che le importanti rovine della domus di Masseria de Carolis vadano in malora perché alla merce’ di tutti e risultino addirittura anche un pericolo per chi vi si avventurasse.

Infatti, la scorsa sera, passeggiando lungo la via traversa Vasca Cozzolino, entriamo in un area attrezzata per il tempo libero, dove ragazzi e bambini godono della frescura serale. Da quel luogo, andando verso quel muraglione di Parco Europa, ci affacciamo sul dislivello che custodisce la villa romana del II sec. d.C.

Contemporaneamente ci rendiamo conto che l’accesso è facile, per l’assenza di recinzione e senza alcun ostacolo accediamo all’area di scavo. Tutt’attorno vi sono cumuli di materiale di risulta e la natura sta prendendo il sopravvento con erbacce, sterpaglia ed altra vegetazione spontanea, le impalcature di sostegno e di lavoro lì presenti sono, a nostro giudizio, assai pericolose per un bambino o un ragazzetto che decidesse di passare dalle giostrine a un qualcosa di più interessante.

Le antiche strutture, anche se messe in sicurezza dagli archeologi, sono di per sé ancora un pericolo per chi vi si avventurasse, o comunque un terreno fertile per i malintenzionati o chi volesse portare a casa qualche souvenir da una Pompei a portata di mano, così come pare sia successo per gli attrezzi da lavoro che erano conservati in un armadietto in un ambiente della villa.

Abbiamo interpellato il Prof. Antonio De Simone, autore degli scavi assieme al figlio Ferdinando, che ci ha informato della loro interruzione, avvenuta per carenza di fondi, e per la necessità della sola messa in sicurezza della struttura e di un suo inserimento in un contesto più ampio e fruibile per la cittadinanza. Tale opera spetterebbe al comune, proprietario dell’area e che nel 2004, in collaborazione con l’Università, ha portato alla luce ed ha bonificato un’area archeologica che altrimenti, definirla discarica sarebbe stato poco.

Il Prof. De Simone ci ha parlato delle sue innumerevoli difficoltà nel programmare un piano di scavo che dovesse tenere in conto delle variabili di un’amministrazione bloccata da limiti di spesa imposti e da un bilancio programmato con un anno di anticipo. Per questo ci si è impegnati a pianificare in altri contesti, come ad esempio quello della cosiddetta Villa Augustea di Somma, dove le difficoltà sono risultate minori.

Resta il fatto che un bene così prezioso andrebbe, oltre che tutelato, valorizzato e, nel breve termine messo almeno in sicurezza.

La storia del sito archeologico di Masseria de Carolis