“Incontro tra valori”: al via la quarta edizione dell’evento-gourmet della Caritas diocesana di Nola

I mercoledì degustativi di luglio al Centro Elìm di Somma Vesuviana rappresentano ormai un appuntamento fisso per tutti coloro che hanno a cuore il sostegno alle opere segno della Caritas presenti sul territorio della Diocesi di Nola. Prende il via oggi mercoledì 5 luglio la quarta edizione di “Incontro tra valori”, l’evento-gourmet che racchiude arte, cucina e solidarietà. La formula è sempre la stessa: nei quattro mercoledì di luglio, con un piccolo contributo si cena, si passa una serata in allegria e si sostiene una delle opere della Caritas: dormitorio, mense, docce, sostegno domiciliare, guardaroba, integrazione e i diversi progetti attivi. In particolare, come noto, “Incontro tra valori” consente di far proseguire e potenziare l’opera-segno del dormitorio “don Tonino Bello” di San Giuseppe Vesuviano, risposta concreta della Chiesa e della Caritas diocesana all’emergenza abitativa. Gli ospiti del dormitorio sono in costante aumento: si tratta di stranieri e italiani, a volte di interi nuclei familiari rimasti senza un letto e un tetto sotto cui dormire. L’emergenza abitativa deve interpellare la nostra solidarietà ma deve anche interpellare la responsabilità delle istituzioni: “Incontro tra valori” promuove questo messaggio con particolare forza. Quanto all’evento, quest’anno Caritas ha pensato di proporre quattro serate dedicate alla pizza. Con inizio alle ore 20.30, il 5 luglio ci sarà la pizza in pala Piennolo e San Marzano con il maestro Salvatore Kosta, il 12 luglio la pizza Marinara due pomodori con il maestro Vincenzo Esposito, il 19 luglio il panuozzo con il maestro Gennaro Catapano e per concludere, il 26 luglio, la pizza 4 pomodori con il maestro Ivan Di Leva con la Pizza 4 Pomodori. Una carrellata di professionisti che, come gli altri che si sono avvicendati negli anni scorsi, hanno deciso dedicare il loro tempo, la loro arte e il loro nome a sostegno della raccolta fondi estiva della Caritas.

Palma Campania. Avviata la seconda parte dei lavori al Cimitero

La prima parte, quella non strutturale, era partita già in precedenza, occorreva soltanto l’ultima autorizzazione sismica per poter dare il via anche alla seconda, la strutturale vera e propria, dei lavori al cimitero di Palma Campania. Questa mattina, una volta ricevuto l’ok da parte del Genio Civile di Napoli, gli scavatori sono potuti entrare in azione e, in tempi brevissimi, le nicchie saranno consegnate agli aventi diritto. Un percorso lungo e complesso che, finalmente, nella mattinata odierna, ha trovato la sua conclusione, per la soddisfazione del Sindaco Vincenzo Carbone: «Sono felicissimo – ha affermato il primo cittadino – di poter annunciare ai cittadini palmesi l’avvenuto avvio dei lavori al nostro cimitero relativamente alla parte strutturale, quella, per intenderci, più strettamente relativa alle nicchie. Dispiace che un simile risultato sia arrivato soltanto ora, al termine di un travagliato iter burocratico che ha rallentato i lavori ed allungato i tempi ben oltre le previsioni, ma per fortuna, tutti gli ostacoli sono stati superati ed ora possiamo dare la lieta notizia. Adesso che i lavori sono iniziati, confidiamo in una rapida consegna delle nicchie».

Pista ciclabile, il sindaco Capasso: “Ottaviano esclusa, dalla Regione una insopportabile discriminazione”  

  “Nel febbraio del 2016 il protocollo di intesa per la pista ciclabile lungo la tratta della ferrovia dismessa “Torre Annunziata – Cancello” fu firmato anche dai Comuni di Ottaviano, Somma Vesuviana, Nola, Marigliano, San Felice a Cancello. Ieri, invece, abbiamo dovuto prendere atto che il finanziamento riguarda solo una parte dell’area dell’ex ferrovia, in particolare quella più vicina al territorio di influenza di un consigliere regionale del Pd che, evidentemente, ci teneva tantissimo a farsi la pista ciclabile vicino casa”. Sono parole del sindaco di Ottaviano, Luca Capasso, che interviene sull’annuncio degli imminenti lavori di realizzazione della pista ciclopedonale che collegherà San Giuseppe Vesuviano a Torre Annunziata, passando per Terzigno e Boscoreale. Aggiunge Capasso:  “Con tutto il rispetto per gli altri colleghi sindaci, che hanno ottenuto un’opera importante, questo episodio dimostra una cosa sola: il presidente della Regione Vincenzo De Luca considera alcuni Comuni di serie A ed altri di serie B. E poco importa se, come riportano le cronache, il governatore se ne è uscito con una battuta dicendo che la pista ciclabile arriverà nel futuro fino a Nola tanto che i cittadini raggiungeranno il mare in bicicletta: è un’affermazione del tutto campata in aria, una specie di pezza a colori per nascondere una insopportabile discriminazione”. “Quando non ci sono le fritture, ci sono le piste ciclabili: il governatore per mantenere certi equilibri politici non esita a danneggiare i cittadini. Mi auguro che i consiglieri regionali di centrodestra chiedano chiarezza sulla questione, mettendosi accanto ai Comuni penalizzati”, conclude il sindaco di Ottaviano

Ampliamento inceneritore: duro botta e risposta tra il vescovo di Acerra e il vice di De Luca

Di Donna stigmatizza. Ma Bonavitacola chiede di ragionare.      « Contraddittorio, pericoloso, anacronistico e inutile ». Il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna, commenta così l’annuncio del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, di dare il via alla realizzazione di una quarta linea nel termovalorizzatore. Un annuncio dettato dalla necessità di prevenire la crisi di un sistema della raccolta sempre in affanno e sotto la spada di Damocle delle sanzioni europee. Proprio a questo proposito ieri c’è stato un botta e risposta a distanza tra il vescovo, che ha diramato un comunicato piuttosto duro nei riguardi del governatore, e il vicepresidente della giunta, Fulvio Bonavitacola, che in un messaggio immediatamente successivo a quello del prelato ha chiarito alcuni aspetti della questione. « Il presidente De Luca – ha detto Bonavitacola – ha evidenziato l’utilità di poter disporre presso l’impianto di una quarta di linea di sicurezza per le manutenzioni. Periodicamente infatti una linea si deve fermare e c’è il rischio di gravi problemi di tenuta del sistema. A metà luglio questo si verificherà e e la Sapna ha messo le mani avanti creando molto allarme. Quindi il presidente ha ipotizzato una linea sostitutiva di soccorso quando ci sono le manutenzioni, non una linea aggiuntiva per aumentare i quantitativi di trattamento. Comunque si tratta di un’ipotesi da messa in sicurezza per situazioni particolari. In ogni caso il piano regionale rifiuti non prevede una quarta linea per trattamenti e non abbiamo nessuna intenzione di modificare tale previsione ». Nel suo comunicato il vescovo di Acerra aveva tirato in ballo proprio il vicepresidente dell’esecutivo campano, che in una lettera di risposta trasmessa alla diocesi all’inizio dell’anno aveva detto più o meno quanto ribadito ora e cioè che « il piano rifiuti non prevede modifiche dell’impianto di Acerra, né incremento delle autorizzazioni esistenti ». « Si sfiora il cinismo – conclude intanto Di Donna – se si continua a mortificare un popolo: Dio non voglia questo ulteriore gravissimo danno alla città. Si abbia, però, il coraggio civile di venire a spiegare alla gente di Acerra il perché di tutto questo “inspiegabile e inaudito accanimento” ».

Massa di Somma, dipendenti comunali lanciano allarme su possibile presenza di materiali pericolosi nell’ex scuola elementare

 

Dal comune di Massa di Somma arrivano voci preoccupanti sulla possibile presenza di prodotti nocivi per la salute nei locali della scuola elementare Sabin di via Marini, locali che come promesso dall’amministrazione comunale dovrebbero ospitare il nuovo Municipio.

Dalla comunicazione firmata dal dipendente comunale responsabile per la sicurezza dei dipendenti comunali infatti si legge che nel 2009 il Dirigente Scolastico dell’Istituto Comprensivo “Radice” aveva richiesto ad Arpac e ASL Napoli 3 Sud e all’allora sindaco di effettuare una verifica ambientale all’edificio scolastico di via Marini. La richiesta di verifica ambientale – come si legge dal documento del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza – veniva giustificata in riferimento “al fatto che nel corso degli ultimi anni si è manifestata una notevole incidenza di patologie tumorali , che hanno interessato sia gli alunni, sia il personale scolastico”, “la cosa che maggiormente preoccupa è rappresentata dalla particolarità che tutti coloro che sono rimasti vittime di tali patologie, hanno occupato, nel corso degli anni, sempre la stessa aula ubicata al piano terra dell’edificio”.

“Quanto abbiamo appreso in queste ore deve spingere l’amministrazione comunale ad intervenire velocemente – ha dichiarato il capogruppo del Movimento Cittadini Salvatore Esposito -, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, ovvero un dipendente comunale, ha inviato una comunicazione al sindaco Madonna chiedendogli di effettuare una approfondita analisi mirata a verificare l’eventuale presenza di prodotti chimici o altro della scuola elementare. Se in passato si è  perso tempo ora non è più possibile. Inoltre sarebbe utile capire se come promesso in campagna elettorale e scritto nel programma elettorale di Madonna nei locali indicati come pericolosi si stiano per spostare i locali della Casa comunale oppure se resterà un edificio scolastico, considerando che proprio pochi giorni fa la Giunta da deliberato un progetto esecutivo di 86mila euro per Lavori di riparazione e recupero dell’edificio comunale in via Marini adibito a scuola elementare. Sulla questione – ha annunciato Esposito – presenteremo una interrogazione consiliare”.

scansione COMUNICAZIONE SICUREZZA EX SCUOLA ELEMENTARE

Somma Vesuviana, le «Crisommole» risvegliano il borgo

Una due giorni ricca di iniziative culturali, artistiche e degustative di grande spessore ha fatto rivivere il borgo antico Casamale come mai prima.  «Crisommole», giunta alla seconda edizione, ha riscosso un notevole successo in termini di partecipazione e di interesse per i momenti di riflessione sulle ragioni della crisi della produzione delle albicocche del Vesuvio. Intorno ai tavoli di studio, nomi illustri del settore agricolo della regione Campania agronomi e addetti ai lavori, Slow food Vesuvio, Telethon, Parco Nazionale del Vesuvio messi insieme e coordinati da Fiore Di Palma, uno dei promotori e degli organizzatori della bella e importante iniziativa. I due convegni tenutesi nel cortile del Castello d’Alagno, aperto proprio per l’occasione, hanno offerto agli agricoltori e in particolare   ai produttori delle albicocche interessanti spunti e prospettive per rilanciare e rivitalizzare il prodotto, espressione di una sapiente cultura e tradizione agricola del territorio vesuviano. L’albicocco è soggetto all’attacco di insetti dannosi, malattie fungine e batteriche e in particolare alla shak e spesso i contadini pur di non estirpare l’albero non denunciano favorendo il diffondersi della malattia. Da qui forte e unico l’invito da parte di tutti gli esperti agli agricoltori a consorziarsi e all’amministrazione comunale ad affidare a una persona competente una delega all’agricoltura, che faccia da punto di rifermento per tutti i contadini che forse neanche sanno cosa realmente accade con la shak. Per poter competere con i mercati internazionali e anche nazionali è necessario che gli agricoltori che si uniscano. Da parte dei vertici regionali,Filippo Diasco, Francesco Del Vecchio, Giuseppe Allocca e Franco Mosca  arriva poi l’invito diretto al neo sindaco Di Sarno, presente al convegno, di servirsi delle risorse regionali per sostenere l’agricoltura del territorio. Tra gli strumenti, a parte il PSR ed alcune misure che possono accompagnarlo per il recupero di borgo rurali, viene suggerito al neo sindaco il maxi finanziamento del Gaal Vesuvio verde, all’interno del quale Somma Vesuviana occupa un ruolo rilevante. Dunque, gli strumenti ci sono. Manca un cambio di mentalità da parte dei produttori che non devono accontentarsi e svendere il loro prodotto. La qualità pellecchiella, unica nel suo genere, va curata a partire dall’ irrigazione, che deve avvenire con modalità diverse. Devono cambiare le modalità di commercializzazione del prodotto, che sui mercati deve avere la giusta valorizzazione. Valorizzazione e qualità: questo il binomio del successo di un prodotto. A darne testimonianza   Franco Pepe della pizzeria Pepe in Grani nell’alto Casertano. Nel raccontare la propria esperienza, Pepe affascina e incoraggia i produttori a non arrendersi, a sperimentare, a servirsi sempre dei prodotti migliori della nostre terra, a fare squadra, a lavorare con gli esperti, e a lavorare sempre con passione. Pizza, ricerca e accoglienza sono i tre elementi attorno ai quali ruota il progetto di Pepe, che si propone d’essere una finestra sul territorio, sulla tradizione gastronomica e sulle virtuose realtà produttive dell’Alto Casertano. Cosa che può avvenire anche a Somma Vesuviana, dove l’albiococa pellecchiella può rappresentare un grande attrattore economico per tanti e, nel contempo, valorizzare il borgo antico. «Con la vostra albicocca pellecchiella ho inventato la pizza crisommola, che sta avendo un grande successo e che porterò in giro per il mondo». Un appaluso lungo e commosso e una tammurriata dedicata: i sommesi salutano ricambiano così la grande lezione di Franco Pepe ai produttori locali. Dai convegni alle degustazioni nei suggestivi vicoli del borgo del prodotto fresco e poi trasformato. I succhi e le deliziose marmellate dell’azienda Raia, i dolci con le pellecchiella ad opera dei mastri pasticcieri sommesi Alaia, Masulli, Marea, Food e Rir: il profumo, il colore e il sapore dell’albicocca hanno permeato i vicoletti e i cortili del borgo attirando migliaia di turisti, molti di più di quanto ci si immaginava. A riprova del fatto che il Casamale, nonostante gli atavici problemi strutturali e sociali, piace e incanta i visitatori. La musica popolare, i piccoli punti ristoro con menù rigorosamente legati all’albicocca pellecchiella. Gli spettacoli teatrali, l’esposizione di opere d’arte, l’esibizione di gruppi di musica popolare Si, è così: il trionfo dell’albicocca c’è stato, la festa pure Ma, soprattutto, sta avvenendo un importante cambio di rotta che supera i personalismi e si dirige a grandi passi verso il vero senso di comunità. Gli Amici del Casamale sono presenti, si moltiplicano, si impegnano e fanno fronte comune contro tutti e tutto per valorizzare il borgo. Gli Amici del Casamale sono professionisti, imprenditori, commercianti, docenti, impiegati che per il loro borgo diventano con piacere spazzini, camerieri, cuochi, dj, ciceroni, fotografi…E non è poco

Pompei, inaugurati i nuovi percorsi notturni

Da luglio fino a fine agosto l’antica città crollerà anche di notte Torna Pompei di notte, il progetto che consente le visite negli scavi dopo il tramonto. Il nuovo impianto di illuminazione notturna degli scavi di Pompei, realizzato in collaborazione con Enel, è un sistema innovativo che regala una luce straordinaria e suggestiva all’area archeologica. Due ministri, Dario Franceschini e Claudio De Vincenti, hanno inaugurato il percorso e illustrato i risultati del Programma operativo interregionale “Attrattori culturali, naturali e turismo”. Franceschini ne aveva già parlato a novembre scorso. Il ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo, Dario Franceschini e quello per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, sono intervenuti all’Auditorium degli scavi di Pompei. Hanno fatto il punto sulla spesa dei fondi comunitari e nazionali per rilanciare il patrimonio archeologico e artistico delle Regioni meridionali, e hanno scelto Pompei come luogo simbolo della rinascita.

San Giuseppe Vesuviano. Catapano incontra De Luca: firmato in Regione il protocollo d’intesa per la realizzazione della pista ciclopedonale

  Si procede speditamente per completare l’opera entro settembre 2019.   Una giornata storica per i Comuni attraversati dall’area interessata dai prossimi lavori di realizzazione della pista ciclopedonale che collegherà San Giuseppe Vesuviano a Torre Annunziata. Questa mattina, in Regione Campania, Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, accanto agli altri sindaci dei Comuni coinvolti, ha sottoscritto, insieme al presidente Vincenzo De Luca, il protocollo d’intesa “per la riqualificazione della linea ferroviaria RFI di Cancello – Torre Annunziata, tratta dismessa di San Giuseppe Vesuviano / Terzigno / Boscoreale / Torre Annunziata”. Già nel mese di maggio, la Giunta Regionale della Campania, su proposta dello stesso  De Luca, aveva approvato la delibera contenente lo schema di protocollo di intesa, suggellato, poi, stamane, nell’atto corredato dalle reciproche firme. Con questo provvedimento, già finanziato nel Patto per la Campania, si dà formalmente avvio alle procedure per la realizzazione della più grande pista ciclopedonale d’Italia, che partirà dal Comune di San Giuseppe Vesuviano ed arriverà fino al mare, nel Comune di Torre Annunziata. La realizzazione della pista ciclopedonale, il cui progetto è stato redatto da Antonio Rega – ingegnere a capo del Servizio Urbanistica del Comune di San Giuseppe Vesuviano –  contribuirà fortemente alla riqualificazione urbana,  aumentando gli spazi verdi e recuperando grandi aree per il tempo libero, per il  divertimento, per la socialità. Il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca ha avuto modo di esprimere grande soddisfazione per il lavoro svolto e di complimentarsi  con Vincenzo Catapano, sindaco di San Giuseppe Vesuviano, per la rapidissima tempistica con cui si sta procedendo verso la concreta realizzazione di un’opera che avrà un significativo impatto sulla qualità della vita dei Comuni dell’area vesuviana e dell’area oplontina. “Inutile nascondere la soddisfazione per la sigla del protocollo di intesa con il presidente De Luca – ha commentato Catapano – quanto sottoscritto stamane, però, non ci consente in alcun modo di crogiolarci sugli allori. Anzi, ci impegna a lavorare di più per tradurre questa grande mole di lavoro in opere fruibili per i bambini, i giovani, le famiglie, gli anziani dei nostri territori. Non vi è fascia sociale che non ne trarrà beneficio e, per questa ragione, dobbiamo profondere ogni sforzo possibile per un traguardo che si avvicina sempre di più”.  

De Luca: «ok all’ampliamento dell’inceneritore». Acerra replica: «faremo le barricate»

Compatte le posizioni politiche del territorio.    Ampliamento del termovalorizzatore di Acerra: una scelta obbligata. Lo smaltimento dell’immondizia è di nuovo in affanno, sia a Napoli e provincia che in tutta la Campania. Zone turistiche come il capoluogo partenopeo, Sorrento, Ischia, Amalfi, Positano, Capri, si trovano in questo momento sotto l’incombente minaccia del più che temuto cassonetto stracolmo. Inoltre bisogna sciogliere due nodi importanti: la mancata approvazione da parte dell’Unione Europea del piano regionale dei rifiuti, con tutto il suo carico di più che probabili multe, e il rischio che eventuali guasti dell’inceneritore di Acerra possano far aggravare una situazione già costantemente in bilico, sempre sul baratro dell’emergenza. Da qui l’annuncio del presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, l’altro ieri, in diretta tv: « Ampliare il termovalorizzatore aggiungendo una quarta linea di incenerimento degli scarti ». Ed è un’idea che sta trovando i favori della maggior parte del panorama politico campano. Ma è anche un’idea che, come del resto era prevedibile, non sta piacendo affatto agli acerrani, in questo ferale e rovente periodo di caldo che non dà scampo assillati dai roghi tossici e dal fantasma della cronica chimera delle bonifiche dei terreni inquinati. Sempre ad Acerra, sabato, sono spuntati comitati spontanei che hanno organizzato in fretta e furia un’assemblea popolare, all’aperto, nel centro storico, in serata. In piazza Castello si sono radunate decine di persone. « Faremo le barricate – la minaccia dei manifestanti – qui i roghi tossici ci stanno flagellando ma il governatore pensa ad inquinarci di più con il potenziamento dell’inceneritore: faremo le barricate ». Anche Forza Italia scende in campo al fianco del fronte del no. « Siamo basiti di fronte a tanta irresponsabilità istituzionale – afferma Paolo Russo, leader campano degli azzurri – un giorno si dice no ai termovalorizzatori e il giorno dopo si aumenta la capacità di un termovalorizzatore che insiste in un’area che ha il record regionale di polveri sottili. Noi non siamo quelli del no, anzi, abbiamo sempre una responsabilità per cui chiediamo che Napoli e Salerno facciano la loro parte anche dal punto di vista impiantistico. Ma questa di De Luca ci sembra una condanna per un territorio che a questo punto deve reagire con civiltà democratica e istituzionale ». A ogni modo De Luca conferma « il no alla costruzione di nuovi impianti, come quello di Giugliano e Napoli Est ». Il presidente della giunta regionale spiega inoltre che la decisione di ampliare ad Acerra è dettata dal fatto che « bisogna prevenire problemi legati non alla manutenzione ordinaria, come un guasto tecnico che richieda tempi più lunghi di un paio di settimane ». Per concretizzare il tutto ci sarà bisogno del si della conferenza dei servizi campana. Ma il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, ribadisce il suo no. « De Luca – dichiara il sindaco – pensi piuttosto a fare le bonifiche visto che il Comune ha appena diffidato sia la Regione che il governo ». Il Comune di Acerra ha diffidato Regione e Governo a dare il via alle bonifiche dei terreni classificati come pericolosi dalle stesse istituzioni campane e nazionali. « Non solo dico no all’ampliamento del termovalorizzatore – afferma il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri – ma con la diffida che il Comune ha inoltrato a Regione e governo chiediamo di provvedere all’adozione degli atti obbligatori di propria competenza». Sulla stessa linea è la posizione della segretaria del Pd di Acerra, Paola Montesarchio: « Credevo che per la mia città fosse arrivato il tempo di ricevere e non quello di continuare a dare: difenderemo il nostro territorio con le unghie e con i denti! ». Dura è anche la leader locale del Movimento Cinque Stelle. « Faccio un appello – dice Carmela Auriemma – a tutte le forze politiche, partiti, movimenti, associazioni, comitati, istituzioni, affinchè si uniscano in un’unica anima per difendere la nostra comunità da questo che senza dubbio è un crimine di massa ».

Somma Vesuviana, l’incanto del Castello d’Alagno fruibile per due giorni. La promessa del neosindaco in campagna elettorale: «Aperto subito»…

 In occasione di «Crisommole», la due giorni dedicata all’albicocca vesuviana, la commissaria prefettizia ha concesso agli organizzatori l’autorizzazione per tenere due convegni negli spazi esterni del Castello D’Alagno, gli unici spazi che hanno i requisiti di agiibilità e sicurezza.  Gli spazi esterni sono stati resi fruibili dal pubblico grazie all’impegno e alla fatica degli Amici del Casamale, organizzatori della Kermesse, che hanno ripulito da cima a fondo il cortile, lasciato a lungo in uno stato di abbandono. Chi ha varcato i cancelli della maestosa struttura che domina sul borgo antico ne è rimasto molto affascinante e inevitabilmente il coro unanime è stato: «Perché il Castello D’Alagno è ancora chiuso? Perché tanta incuria per una gioiello simile? In realtà la storia dello storico Castello è lunga e travagliata. Grazie ai fondi Por Campani 200/2006-misura 1.9- Pit Vesevo, dopo lunghi anni di attesa, nel 2007 iniziavano i lavori di riqualificazione del Castello D’’Alagno. Il progetto, approvato dalla Regione Campania e presentato dall’allora amministrazione D’Avino, prevedeva precisamente «Ristrutturazione e adeguamento funzionale del Castello D’Alagno. Museo Archeologico interattivo, biblioteca multimediale, centro formazione e documentazione archeologica». Il progetto divenne poi esecutivo qualche anno dopo con l’amministrazione Allocca e i lavori furono completati nel 2011 e certificati nell’aprile del 2012. Da allora e a tutt’oggi il maestoso Castello D’Alagno è ancora chiuso. Ma andiamo con ordine. Finiti i lavori, mancavano pochi atti relativi all’agibilità della struttura e l’amministrazione aveva garantito che in tempi brevi avrebbe restituito la storica struttura alla città per le finalità previste nel progetto originale. Il Castello sarebbe diventato principalmente un museo, che avrebbe dovuto accogliere innanzitutto i reperti estratti dagli scavi del sito archeologico di Starza Regina, la cosiddetta Villa Augustea, mentre il resto degli spazi sia interni che esterni dovevano servire esclusivamente per finalità culturali. Il Castello D’Alagno doveva essere luogo per iniziative espositive di artigianato e prodotti tipici, ma soprattutto luogo fisico di eventi, incontri e dibattiti.  Ma, ahinoi, gli interessi dei soliti affaristi di turno e di una politica tutt’altra che interessata al bene comune prevalsero su tutti i buoni propositi.  Il Castello D’Alagno per la sua invidiabile posizione e per il suo suggestivo fascino faceva gola non solo a qualche politico locale ma anche a tanti ristoratori che ne volevano fare luogo di ricevimenti ed eventi.  I riflettori si accesero sulla struttura quando l’allora assessore alla cultura Emanuele Coppola pensò di aprire le porte del Castello d’Alagno, ancora sprovvisto di certificazioni, per una festa privata, o meglio per la festa di pensionamento di un dirigente scolastico. Immediata fu la reazione di rabbia e di sdegno della società civile e politica sommese tant’è che l’opposizione chiese in consiglio comunale anche la sfiducia dell’assessore, sfiducia che fu poi respinta poiché, sulla scorta di una ampia documentazione, Coppola sollevò il problema reale della gestione e del mantenimento delle spese del personale e della manutenzione del Castello.  La proposte di Coppola di aprire il Castello, per eventi culturali e non, per far fronte alle spese di gestione   fu sostenuta fortemente dall’allora sindaco Allocca tanto che si decise di mettere mano a un regolamento sulla destinazione d’uso del maestoso Castello e portarlo in consiglio comunale per l’approvazione.  E così fu. Le finalità, quelle culturali, vennero però annullate dagli articoli che confermano chiaramente l’intento di destinare la struttura per aste, tombolate, catering e quant’altro.  Dai popolari del Buon Governo e nello specifico da Vittorio De Filippo fu presentata alla V commissione (bilancio e turismo) e alla II commissione(cultura) una relazione con alcune osservazioni sulla bozza di regolamento presentata in consiglio, proposte accettate dal consiglio comunale. Intanto mentre si dibatteva in consiglio comunale e si sollevavano le proteste dalla forze politiche, civili e religiose del territorio, il sindaco Allocca, colpito da un male incurabile, non ebbe il tempo di portare avanti nessun progetto relativo al Castello D’Alagno e, soprattutto, non ebbe il tempo per portare a completamento le procedure per certificati indispensabili per aprirlo alla città: il collaudo, le certificazioni antisismiche e la certificazione antincendio. Con l’amministrazione Piccolo, costantemente in crisi con la sua stessa maggioranza, le sorti del Castello D’Alagno non sono state per niente felici. Il sindaco Piccolo e il suo esecutivo   avevano messo mano al progetto e anche affidato ad alcuni tecnici il compito di avviare l’iter per ottenere le dovute certificazioni ma ancora una volta  il tutto si è arenato a causa della crisi di maggioranza che, a distanza di poco meno di due anni, ha portato alle dimissioni de sindaco Piccolo  e al commissariamento  e poi alle elezioni, conclusesi da qualche giorno con la vittoria del candidato sindaco Salvatore Di Sarno. Insomma il Castello D’Alagno, i cui lavori di riqualificazione sono stati completati nel 2011, è rimasto chiuso per sei anni e da sei anni nessuno, cosa davvero strana, è riuscito a completare l’ter utile a renderlo agibile! Intanto in questi giorni i cittadini hanno potuto ammirarne le aree disponibili, ora staremo a vedere cosa ne sarà. Il neo sindaco ebbe a dire in un confronto alla Collegiata nonché in una intervista rilasciata al mediano.it «Sarà aperto subito». Ebbe a dire, anche, che sarebbe stata sede di una Università, ancorché telematica. E di un team che dovrà occuparsi di intercettare finanziamenti. Domani, l’insediamento di Di Sarno. Si auspica, prima dell’autunno magari, anche la restituzione del Castello alla città.