Somma Vesuviana. La riforma del servizio civile, corretta gestione dei finanziamenti
Esperti e consulenti sui temi della progettazione sociale, della raccolta e gestione di fondi e sulle modalità di partecipazione ai bandi nazionali ed internazionali, sono alcuni dei temi che saranno affrontati nel ciclo di incontri seminariali organizzati dal Csv (Centro servizi per il volontariato) Napoli, in collaborazione con il Comune di Somma Vesuviana, per offrire alle organizzazioni di volontariato della provincia un aiuto concreto. In particolare la mission del CSV Napoli, sposata dall’amministrazione comunale, può riassumersi in tre punti: promuovere, sostenere e qualificare il volontariato.
Questo il calendario degli appuntamenti:
24 ottobre – ore 15.30
ELEMENTI DI PROGETTAZIONE SU BANDI: LETTURE CONDIVISE E SCAMBIO DI PRATICHE.
9 Novembre – ore 15.30
IL SERVIZIO CIVILE TRA RIFORMA, NUOVE NORME PER L’ACCREDITAMENTO DEGLI ENTI E ISTITUZIONE DEL SERVIZIO CIVILE UNIVERSALE.
14 Novembre – ore 15.30
SISTEMI DI FINANZIAMENTO FUORI BANDO: AUTOFINANZIAMENTO E APPROFONDIMENTI SULLA CORRETTA GESTIONE.
30 Novembre – ore 15.30
IL SERVIZIO CIVILE: CITTADINANZA ATTIVA E OPPORTUNITA’ DI CRESCITA PER I GIOVANI…DALLA SCELTA DEL PROGETTO AL COLLOQUIO PER LA SELEZIONE.
Gli incontri sono gratuiti e si terranno nella Sala Consiliare del Comune di Somma Vesuviana in Piazza Vittorio Emanuele III.
Per partecipare basta compilare l’apposito form di iscrizione al sito http://www.csvnapoli.it/area-vesuviana-partono-i-laboratori-di-progettazione-sociale-allo-sportello-territoriale-del-csv-napoli/
Lo sportello per il volontariato è in funzione da qualche mese ed è destinato a tutta l’area vesuviana, ed ha la sua sede in piazza Vittorio Emanuele III al primo piano del municipio ed è attivo il mercoledì dalle 9 alle 13.
“La nostra Amministrazione si è insediata da pochi mesi, ma sin da subito si è interessata alle attività di volontariato”, spiega il sindaco Salvatore Di Sarno, “stiamo incontrando le associazioni presenti a Somma per capire a fondo le loro attività, stilare delle programmazioni congiunte, unire le forze e le risorse che in questo settore sono sempre troppo poche. Ecco perché abbiamo sposato con interesse il progetto che ci è stato presentato dal Csv che punta ad aiutare i volontari presenti non solo nella nostra città, ma in tutto il territorio vesuviano. La nostra convinzione è che una società cresce quando è in grado di fornire sostegno ai propri cittadini che vivono momenti di disagio. L’unione fa la forza, non è soltanto un detto obsoleto, ma un impegno concreto per la nostra Amministrazione che crede nel dialogo, nella collaborazione, nella comprensione e nell’impegno reciproco”. Nell’importanza dello Sportello a Somma si sofferma, invece, Nicola Caprio, presidente Csv Napoli: “Puntiamo alla creazione di legami territoriali, alla strutturazione di una rete che consenta un dialogo costante tra il Csv Napoli e le associazioni. Ecco perché crediamo molto negli sportelli territoriali, la cui apertura stiamo promuovendo con grande convinzione. Quello di Somma Vesuviana riguarda l’intera area vesuviana: con il ciclo di seminari avviamo una serie di iniziative importanti che, ne siamo certi, saranno molto utili al volontariato vesuviano”.
Nola, carabinieri arrestano 50enne per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio
I carabinieri della compagnia di Nola nel corso di un servizio antidroga hanno tratto in arresto in flagranza Mario Lauro, un 50enne di Cicciano.
Il predetto è stato fermato in via Napolitano, nei pressi della stazione della Circumvesuviana. Si aggirava con fare sospetto in sella a una bici e a seguito di perquisizione personale è stato trovato in possesso di 5 involucri di cocaina e 8 grammi di eroina.
Dopo le formalità di rito è stato tradotto ai domiciliari.
Qualità dei servizi comunali: i cittadini possono dare un voto via web. Ma M5S e Pd polemizzano
Si sa: in Italia capita un po’dappertutto che i servizi pubblici offerti dal comune spesso lascino a desiderare. Intanto, proprio per misurare l’efficienza dei servizi municipali, il Comune di Pomigliano sta chiedendo ai cittadini cosa ne pensino e allo scopo ha realizzato una serie di questionari anonimi consultabili dal sito web dell’ente. Le domande contenute, rivolte agli utenti, possono essere compilate direttamente nel sito oppure possono essere scaricate e stampate su foglio, dove poi le risposte potranno essere scritte a mano e consegnate all’ufficio relazioni con il pubblico, l’urp, ubicato nella casa comunale. I questionari dovranno essere spediti entro il 5 dicembre. Sono 4 i moduli. Il primo è stato immaginato per capire quanto siano soddisfatti o meno gli utenti dei servizi comunali in generale, nel loro complesso. Dal secondo in poi si tratta invece di rispondere a domande specifiche sui servizi demografici, di edilizia privata e sull’asilo nido. Le valutazioni dei cittadini, che vanno dall’insufficiente all’ottimo, potranno essere espresse con un numero corrispondente da inserire nelle apposite caselle. L’obiettivo dell’amministrazione guidata dal sindaco di centrodestra Raffaele Russo è di migliorare laddove sarà possibile verificando eventuali carenze. Ma c’è polemica. Ad essere già insoddisfatte sono le opposizioni politiche. Pd e Movimento Cinque Stelle sostengono che « l’amministrazione locale con questa iniziativa non ha fatto niente altro che rispondere a un obbligo di legge e alle pressioni dell’opposizione ». « Non c’è un effettivo desiderio della giunta Russo di avere contezza della soddisfazione del cittadino sulla pubblica amministrazione – sostiene Dario De Falco, capogruppo M5S – perché il questionario si basa sulla sensibilità e sulla volontà del cittadino a compilarlo. Invece un’amministrazione che voglia davvero migliorarsi va incontro agli utenti attraverso forme diverse di approccio, più efficaci, credibili ». « Molto più equilibrata – conclude Michele Tufano, capogruppo consiliare del Pd – sarebbe stata la scelta di un campionamento diretto dell’utente al termine del servizio per raccoglierne la percezione immediata. Insomma, probabilmente, i risultati di questa indagine avranno lo stesso valore statistico della celebre domanda rivolta all’acquaiuolo circa la temperatura delle bevande che vende ».
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È nata “Mo Veng”: l’app anti sosta selvaggia
“Mo Veng” è l’app tutta napoletana che promette di “combattere lo stress da macchina in seconda fila” rintracciando il proprietario
Alzi la mano chi non è mai rimasto bloccato, fosse anche per 5 minuti, da un’auto parcheggiata in doppia fila. O ancora da una vettura parcheggiata davanti a un passo carrabile, all’ingresso di un parco, ecc. Quando i trasporti pubblici vanno a singhiozzi e l’auto resta l’unica soluzione ma i parcheggi non sono mai sufficienti, ecco che il parcheggio selvaggio prende piede.
Ma da oggi è nata “Mo Veng”: l’app tutta napoletana, facile e intuitiva, per «gestire lo stress da macchina in seconda fila». Così recita lo slogan dell’applicazione nata dal genio di tre napoletani: l’imprenditore Fabio Capurro, l’ingegnere informatico Luigi Chougard e il grafico Vincenzo Impiccichè.
L’app, già disponibile per iOS e Android e completamente gratuita, promette di rintracciare il trasgressore del codice stradale. Il meccanismo è molto semplice: basta registrarsi inserendo la propria mail, il numero di cellulare e di targa. E se malauguratamente si rimane vittime del parcheggio selvaggio, basta fotografare la targa della macchina che ostruisce il passaggio. In pochi secondi, “Mo Veng” elabora la foto cercando la corrispondenza tra gli iscritti all’app e il gioco è fatto. Se il trasgressore è iscritto (e quindi anche lui ha scaricato l’app) gli arriva una notifica che lo invita a spostare la sua vettura. Il tutto in completo anonimato: l’app non diffonde i dati, proteggendo la privacy sia del trasgressore sia di chi segnala.
Ma non è finita, “Mo Veng” ha pensato anche ai casi più urgenti. Se si ha fretta, infatti, l’app dà la possibilità di inviare fino a tre notifiche a chi sta ostruendo il passaggio. Dopo di che basterà attendere cinque minuti per riprovarci nuovamente.
L’intento degli ideatori di “Mo veng” è quella di far diffondere e scaricare gratuitamente l’app il più possibile, in modo da aumentare le possibilità di trovare il proprietario dell’auto parcheggiata in malo modo. Questo non vuol dire però che vogliano incentivare l’illegalità, anzi. L’app è stata creata con il solo scopo di alleviare i disagi alle vittime del parcheggio selvaggio che piuttosto di andare di bar in bar, o di negozio in negozio a chiedere chi è il proprietario della “punto grigia” (tanto per fare un esempio) parcheggiata in doppia fila, potranno semplicemente fare una foto con lo smartphone. E anzi, lo stesso team creativo di “Mo Veng” si augura che negli anni a venire l’app gratuita possa non servire più. E che magari, tra mezzi pubblici e parcheggi in numero sufficiente, si riesca a limitare i disagi di viabilità in città come Napoli e provincia, dove la sosta selvaggia a volte crea fin troppi fastidi.
L’intento degli ideatori di “Mo veng” è quella di far diffondere e scaricare gratuitamente l’app il più possibile, in modo da aumentare le possibilità di trovare il proprietario dell’auto parcheggiata in malo modo. Questo non vuol dire però che vogliano incentivare l’illegalità, anzi. L’app è stata creata con il solo scopo di alleviare i disagi alle vittime del parcheggio selvaggio che piuttosto di andare di bar in bar, o di negozio in negozio a chiedere chi è il proprietario della “punto grigia” (tanto per fare un esempio) parcheggiata in doppia fila, potranno semplicemente fare una foto con lo smartphone. E anzi, lo stesso team creativo di “Mo Veng” si augura che negli anni a venire l’app gratuita possa non servire più. E che magari, tra mezzi pubblici e parcheggi in numero sufficiente, si riesca a limitare i disagi di viabilità in città come Napoli e provincia, dove la sosta selvaggia a volte crea fin troppi fastidi. Somma Vesuviana, per le controversie Soficoop un collegio arbitrale
Per la proposta di delibera, un atto di indirizzo che preluderà alla nomina del collegio arbitrale, 19 voti a favore e un solo voto contrario, quello del consigliere Salvatore Rianna (Ripartire si può). Il resto dell’opposizione ha preferito uscire dall’aula dopo che era stata respinta la proposta del consigliere Antonio Granato (Forza Italia) di rimandare la questione per approfondirne meglio i termini.
Il Consiglio comunale di ieri, giovedì 19 ottobre, ha visto la presenza del neo segretario comunale Massimo Buono e una serie di interrogazioni, prima di entrare nel vivo: argomento principe la proposta di delibera che prevede la costituzione di un Collegio arbitrale per la risoluzione delle controversie derivanti dall’intervento costruttivo Soficoop.
Quanto alle interrogazioni, in primo piano quella illustrata dal consigliere Vincenzo Piscitelli (Allocca per Somma) e relativa ai problemi di viabilità e ai disagi causati ai cittadini dalla impossibilità di percorrere la statale del Vesuvio e da lavori in corso su altre arterie. Il sindaco Salvatore Di Sarno ha fatto presente, nella replica, che la chiusura della statale 268 è il risultato di una serie di incontri con tutti gli attori del caso (sindaci, viceprefetto, Anas, forze dell’ordine) e che raddoppio e riqualificazione che ne deriveranno creeranno vantaggi che ben valgono qualche disagio. «Questa amministrazione non ha però pensato ad un piano traffico straordinario e alternativo che potesse non solo alleviare i disagi, ma anche garantire la sicurezza dei cittadini» – ha ribattuto Piscitelli. «Non sono pervenuti, del resto, nemmeno i suggerimenti del consigliere Piscitelli in merito, eppure li aveva annunciati» – ha fatto presente il sindaco Di Sarno.
Molto animata la discussione sul punto che riguarda la proposta di indirizzo per la costituzione di un collegio arbitrale che dirima le questioni Soficoop.
L’assessore Giovanni Salierno ha spiegato in aula che, dopo anni di cause e contenziosi, parliamo di quasi quarant’anni, l’amministrazione Di Sarno ha ritenuto sia giunto il momento di una soluzione definitiva alla spinosa questione. «È questione di impegno, ma anche di coraggio – ha detto Salierno- è per questo che si chiede a questo consiglio comunale di approvare l’indirizzo per la costituzione di un collegio arbitrale».
Il consigliere Celestino Allocca ha, nel suo intervento, sollevato dubbi sul fatto che la costituzione di un simile organo, il collegio arbitrale, possa essere di competenza del consiglio comunale ma è stato poi il neo segretario comunale, dopo vari interventi dei consiglieri di opposizione, a chiarire che l’assise era chiamata soltanto ad approvare un atto di indirizzo, non a costituire il collegio di fatto.
Una versione che non ha soddisfatto i consiglieri di minoranza e infatti l’ex sindaco Pasquale Piccolo (L’Aurora) ha ricordato in aula che la questione era stata affrontata nel corso della sua amministrazione e che il collegio arbitrale potrebbe inoltre portare ulteriori aggravi alle case comunali.
Perplessità in merito alla proposta ha espresso pure il consigliere Salvatore Rianna. «Nell’oggetto della delibera c’è la costituzione di un collegio arbitrale – ha fatto notare Rianna – non è chiaro, dai documenti in nostro possesso, che si tratti soltanto di un atto di indirizzo. Noi dobbiamo esprimerci anche sulla base del verbale che ci è stato fornito e stilato a riguardo di un incontro intercorso tra il sindaco, il liquidatore Soficcop, gli amministratori delle varie società coinvolte e il responsabile del servizio contenzioso del comune: ebbene, in un punto di tale verbale la società Ata e la ditta Villani si impegnano a rinunciare alle azioni giurisdizionali promosse dinanzi al Tar Campania e al Consiglio di Stato, in quanto le loro pretese saranno oggetto di esame da parte del costituendo collegio arbitrale. Dunque a rinunciare alle pendenze, mi chiedo perciò cosa accadrebbe, come si dirimerebbero le questioni, nel caso in cui le decisioni del Collegio confliggessero con eventuali sentenze esecutive». Un concetto che è stato rafforzato dall’intervento del consigliere Antonio Granato (Forza Italia) il quale ha suggerito di mettere ai voti il ritiro della proposta di delibera per consentire ai consiglieri di approfondire ulteriormente l’argomento.
Ed è proprio sulla volontà di «approfondire» che il consigliere di maggioranza Peppe Nocerino è partito all’attacco della minoranza: «Mi lascia basito che dopo tanti anni di contenziosi e vari danni all’erario comunale, ci siano ancora consiglieri che si presentino impreparati su una questione simile. Questa proposta, un mero atto di indirizzo, poteva passare soltanto in giunta, abbiamo voluto invece condividere e impegnare tutto il consiglio comunale: questa è trasparenza. Le amministrazioni passate non hanno avuto il coraggio di andare fino in fondo, noi si e non accetteremo un altro rinvio: a forza di approfondire, come chiede il consigliere Granato, sono passati ben 40 anni. Noi abbiamo il coraggio di fare delle scelte definitive».
Gli si è accodato il consigliere Luigi Molaro (Udc): «L’amministrazione Piccolo ha solo avviato la discussione, ma nessuna procedura risolutiva». «Oggi occorrerebbe solo recuperare i crediti che il Comune vanta- ha replicato Piccolo, la convenzione è scaduta ed è falso che noi non abbiamo provato a intervenire nel merito».
Alla fine, la proposta di Granato, ossia il rinvio della votazione in merito alla delibera, trova sponda in tutta la minoranza fatta eccezione per il consigliere Salvatore Rianna. Dunque mentre l’opposizione esce dall’aula, il consiglio procede al voto e la delibera passa con 19 voti a favore (quelli della maggioranza) e un solo voto contrario, quello di Rianna, appunto.
(Carmela D’Avino – Daniela Spadaro)
Di seguito la proposta di delibera al consiglio comunale approvata e gli allegati.
relazione istruttoria collegio arbitrale
allegato collegio
allegato collegio 2
Casalnuovo, « il bullismo si batte a colpi di pennello ». Classe di pittura come “pronto soccorso” anti violenza
Mario e Fabio (sono nomi di fantasia ma i personaggi sono reali), rispettivamente undici e dodici anni appena, fino a qualche tempo fa erano abituati a parcheggiare dentro la scuola i motorini, che per motivi anagrafici ovviamente non potevano guidare. Proprio così: i ragazzetti parcheggiavano nella scuola, accanto alle classi, a pochi metri, nei cortili interni. A volte addirittura nei corridoi. Nonostante la loro giovanissima età bastava loro un cenno per intimidire bidelli e insegnanti e farsi largo indisturbati a cavallo dei loro scooter. Quando poi i due terribili alunni facevano ingresso in classe allora erano guai per tutti, compagni e insegnanti. Intanto, secondo quanto racconta lo stesso preside della scuola media, elementare e materna Aldo Moro, 1300 iscritti a pochi passi dai rioni più popolari di Casalnuovo, la storia di Mario e Fabio non è stata isolata. E’ stata quella di molti altri giovanetti di questo presidio di frontiera: roba da stendere il più scafato dei corpi docenti. Ma nonostante tutto il professor Michelangelo Riemma, il preside, non si è perso d’animo. Ha avuto un’idea semplice e allo stesso tempo geniale per calmare i tanti bulli di turno, per far capire loro che senza lo studio, la disciplina, il rispetto si aprono soltanto le porte dell’inferno metropolitano. Il dirigente scolastico ha infatti allestito nella scuola un laboratorio di pittura e una stanza in cui una cooperativa formata da psicologici, pedagogisti e sociologi curano e combattano ogni tipo di patologia violenta, ogni forma di bullismo. E il laboratorio di pittura si è rivelato terapeutico. Molto efficace. Quando un ragazzo dà in escandescenze il docente lo porta subito in questa speciale struttura e gli sguardi sereni prendono facilmente il posto di quelli arrabbiati col mondo. Qui, grazie a uno staff composto da varie figure professionali ben formate, il giovane bullo viene mescolato ad altri coetanei senza gli stessi problemi ma con spiccate attitudini al disegno. A volte lo staff coinvolge anche i genitori dei bambini. Li chiama, li fa venire a scuola, accanto ai figli. Inizia quindi il lavoro di gruppo e la “terapia del pennello” dà immediatamente i suoi effetti positivi.« E’ un laboratorio di inclusione – spiega il preside Riemma – mettere solo gli alunni problematici non è pedagogicamente esatto. Dobbiamo mischiare tutti i ragazzi che abbiano un’attitudine per questo tipo di arte. Tra poco inoltre apriremo anche un laboratorio di musicoterapia perché ci rendiamo conto che l’arte ha questo potere liberatorio della rabbia che cova dentro. Il ragazzo si ritrova a essere alunno e a percepire cosa significhi il rispetto delle regole ». Nel frattempo la scuola Aldo Moro è diventata punto di riferimento territoriale per tutti i ragazzi con problemi relazionali, che gli specialisti chiamano “bef”, acronimo che sta per bisogni educativi speciali. « Sono gli assistenti sociali del Comune – specifica a questo proposito Riemma – che ce li segnalano, anche dai comuni vicini. E noi li prendiamo. Perché siamo attrezzati. Prima qui c’erano 750 ragazzi e bambini. Ora ce ne sono 1300. Le nostre iniziative hanno cambiato anche i loro genitori, che in un primo tempo erano permissivi ma che ora si sentono pienamente coinvolti ». L’importanza dei docenti. « Senza di loro nulla sarebbe possibile – fa notare il dirigente scolastico – non appena suona il campanello d’allarme chiamano subito in causa le nostre strutture specializzate, che intervengono molto rapidamente in quanto si trovano già in loco ». Da questo punto di vista è un fiore nel deserto della disorganizzazione la scuola Aldo Moro. A pochi chilometri da qui, ad Acerra, il fenomeno del bullismo è una piaga. Nella città dell’inceneritore ora va di moda tra i ragazzini il lancio di pietre all’uscita delle scuole. Da quelle parti i bulli hanno anche preso di mira gli anziani: pietre pure sul povero vecchietto che passa. « Speriamo che la nostra sperimentazione possa essere esportata – l’auspicio di alcuni docenti dell’Aldo Moro – questa didattica dà i risultati giusti. Ma anche l’attenzione e la vicinanza del Comune di Casalnuovo ci sono state molto d’aiuto ». Dati da brivido su bullismo e violenza sulle donne: nell’ultimo anno nel centro di ascolto comunale sono pervenute 130 richieste di aiuto.
È vicina la fine della Cina
450 specialisti cinesi in tre anni saranno a Napoli, presso l’istituto oncologico Pascale, per frequentare reparti e servizi dell’istituto ma soprattutto per conoscere da vicino il sistema sanitario nazionale italiano, ritenendolo evidentemente un modello positivo.
È proprio quest’ultimo aspetto il segnale che aiuta a capire il momento esatto in cui un colosso economico, una potenza mondiale, inizia a scricchiolare e si prepara ad arrivare rapidamente alla fine.
San Giorgio a Cremano, Indagine in corso sul servizio civile fantasma al Comune
Procura e Corte dei Conti indagano dopo un esposto del senatore Puglia e dei consiglieri comunali M5S. Coinvolto l’attuale e le passate amministrazioni comunali.
Da anni il Comune di San Giorgio a Cremano, attraverso l’istituzione di un servizio civile fantasma, sta perpetrando un raggiro in piena regola sulla pelle di una delle fasce più deboli e bisognose della comunità. Una vergogna sulla quale oggi indagano le autorità competenti, grazie ad un esposto presentati dal Movimento 5 Stelle alla Procura della Repubblica di Napoli e alla Corte dei Conti della Campania”. Così il senatore M5S Sergio Puglia e i consiglieri comunali M5S Danilo Cascone, Patrizia Nola e Rosaria Tremante.
I contenuti dell’esposto saranno illustrati nel corso di una conferenza stampa, alle ore 12 di domani, venerdì 20 ottobre, nella sede dello “Spazio 5 Stelle”, in via de Lauzieres 3A, a San Giorgio a Cremano.
“Su espressa richiesta in Consiglio comunale e ai responsabili degli uffici comunali competenti – rivelano gli esponenti M5S – abbiamo scoperto che, nel segreto generale, dapprima il sindaco Mimmo Giorgiano e successivamente il suo successore, l’attuale primo cittadino Giorgio Zinno, hanno stipulato e rinnovato di propria iniziativa e senza coinvolgere la giunta, come la legge dispone, accordi di partnership con l’associazione “Insieme per la Vita” per l’istituzione di un servizio civile. Un accordo che prevede di ospitare ben 20 ragazzi in locali del Municipio di San Giorgio a Cremano, per essere inseriti in progetti di assistenza agli anziani. Volontari selezionati all’insaputa del Comune, di cui non è la tipologia di attività svolta e che non hanno mai messo piede nel palazzo comunale, nonostante sia stato formalmente individuato come sede del progetto. Né risulta ai Servizi Sociali che anziani residenti a San Giorgio a Cremano ricevano assistenza da giovani arruolati attraverso il servizio civile. Un servizio fantasma su cui speriamo sia fatta presto chiarezza. Così da mettere in luce le responsabilità e comprendere chi è in che modo, tra i nostri attuali ed ex amministratori, ha tratto beneficio da quella che sembra avere tutti i connotati di una truffa”.
Terzigno, il Comune aderisce al bando “Bonus idrico 2017”
Soddisfatti l’Assessore Giuseppe Caputo e il Consigliere Serafino Ambrosio.
Il Comune di Terzigno ha aderito al bando dell’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano relativo al Bonus Idrico per l’annualità 2017.
Il bonus in questione consiste in un rimborso annuale pari all’importo relativo a 29.200 litri di acqua (equivalente ad 80 litri al giorno) su base annua per ciascun componente del nucleo familiare richiedente, calcolato applicando la tariffa vigente per gli usi domestici.
Sono destinatari le famiglie che dispongono di un’attestazione ISEE di valore inferiore o uguale ad € 8.107,5 e per le famiglie con quattro o più figli a carico, cosiddette “numerose”, con ISEE non superiore ad € 20.000,00, o in presenza di casi in cui una grave malattia accertata costringa all’utilizzo di elevate quantità di acqua necessarie per ridurre al minimo il disagio fisico. Ai beneficiari dell’agevolazione sarà assegnato un credito che consentirà di ricevere un rimborso attraverso le fatture emesse successivamente all’assegnazione del Bonus Idrico o, nel caso in cui non risultassero in regola con i pagamenti, di compensare gli importi insoluti fino al loro esaurimento.
“I cittadini interessati all’assegnazione del Bonus Idrico anno 2017 – afferma l’Assessore alle Politiche Sociali Giuseppe Caputo – possono presentare domanda al Comune, utilizzando l’apposita modulistica disponibile presso gli uffici dei Servizi Sociali e/o Segretariato Sociale, sui siti internet di GORI S.P.A, dell’Ente d’Ambito e del Comune di Terzigno o presso gli sportelli al pubblico di GORI Spa. Ricordo, inoltre, che le istanze per l’anno 2017 dovranno essere presentate al Protocollo Generale del Comune di Terzigno entro e non oltre il 15 novembre 2017, utilizzando l’apposita modulistica”.
“L’adesione a questo bando – dichiara Serafino Ambrosio, capogruppo di Terzigno Casa Comune – è un altro segnale di vicinanza nei confronti delle fasce meno abbienti o indigenti. L’attuazione di interventi in materia di politiche sociali rappresenta, per questa Amministrazione, una priorità innanzitutto morale alla quale stiamo dimostrando di tenere fede. Lavorando in questa direzione, continueremo a profondere il massimo sforzo per soddisfare le istanze di quei cittadini che vivono in una situazione di difficoltà”.
Lotta alla fame: il fondo “Legami di Solidarietà” e i disperati della crisi
E’ l’associazione di volontariato del territorio delle grandi fabbriche che sta facendo qualcosa di concreto contro la povertà dilagante. Basti pensare che soltanto negli ultimi due anni sono state 101 le richieste di aiuto alle quali è stato possibile dare almeno una minima risposta. Intanto l’altro giorno ha “celebrato” le sue azioni per combattere la crisi “Legami di Solidarietà”, l’associazione voluta da don Peppino Gambardella, il “prete operaio” della chiesa madre di San Felice, a Pomigliano, dalla Fiom di Maurizio Landini e da Libera di don Luigi Ciotti. L’evento, tenuto a Pomigliano nella rettoria della chiesa del Carmine, in piazza municipio, in occasione della giornata nazionale indetta dalla Rete dei Numeri Pari, ha fatto emergere storie e situazioni davvero da pelle d’oca. Con i suoi modesti fondi Legami di Solidarietà sta pagando le bollette e le medicine a tanti disperati della zona che nessuno riesce o vuole aiutare. « Legami è praticamente un piccolo presidio di Emergency sul territorio », dice, orgoglioso, Francesco Viscione, impiegato della fabbrica Avio di Pomigliano e volontario in questa difficile iniziativa sociale. Alla manifestazione di Legami hanno partecipato, tra gli altri, don Peppino Gambardella, Michele De Palma, della segreteria nazionale Fiom, e Francesco Percuoco, della segretaria provinciale dei metalmeccanici della Cgil. Ma i protagonisti dell’evento sono stati loro, gli utenti del fondo istituito nell’ottobre del 2105 per fronteggiare la crisi delle grandi fabbriche napoletane e porre un argine alla conseguente catena di suicidi. Cittadini ormai giunti allo stremo. Amanda, 59 anni, architetto, non sa più cosa fare. « Prima – spiega la professionista – facevo qualche ripetizione ma con la crisi è finito anche questo lavoro. E il mio compagno, maestro di chitarra, non trova più allievi ai quali insegnare musica: non abbiamo un soldo ». Mario, 45 anni, di Pomigliano, 4 figli piccoli: « Ho lavorato da manovale solo a luglio, ad agosto e a settembre. Ma quando mi sono permesso di chiedere il pagamento dell’ultimo stipendio il padrone mi ha cacciato. Ora sto in mezzo alla strada ». Federico, di Acerra, e Michele, di Marigliano, entrambi alle soglie dei sessant’anni, subito dopo un accordo sindacale sono stati licenziati dall’Adler, azienda di componenti automobilistici e aeronautici, prima ubicata ad Acerra e ora ad Airola, in provincia di Benevento. « Mi sto trovando di fronte a un bivio terribile – racconta Federico – o pago i medicinali per mia moglie ammalata oppure pago la tassa universitaria per mia figlia ». Disperata è anche la situazione di Nicola, 45 anni, di Casalnuovo. Lavora alla BiTicino di Torre Annunziata ma con i suoi 1300 euro al mese lo stesso non ce la fa a curare la moglie ammalata di cancro e la figlia, minorenne, afflitta da una patologia irreversibile. Altrettanto drammatica è la vicenda di Angelo, 57 anni, operaio licenziato dalla Fiat di Pomigliano. « Mia moglie ha avuto un intervento al cervello – racconta – anche nel mio caso la sanità ormai è diventata un lusso ». « Oggi – commenta don Peppino Gambardella – abbiamo visto scorrere davanti ai nostri occhi i diversi volti della precarietà e del disagio. Abbiamo capito che è arrivato il momento della denuncia della latitanza delle istituzioni e degli organismi politici e sindacali di fronte al fenomeno della diffusa e crescente povertà ». « Seguirò personalmente questa iniziativa – promette nel frattempo Michele De Palma – Legami di Solidarietà ci ha restituito la visione dal basso delle cose ».

