Cercola, raccolta differenziata supera il 70%
Record storici per la raccolta differenziata nel comune vesuviano che nel 2017 chiude in aumento rispetto all’anno precedente.
Aumenta a Cercola, nella provincia vesuviana, la percentuale di differenziata raccolta dalla locale azienda di smaltimento rifiuti, che ha visto in particolare negli ultimi mesi del 2017 superare la soglia del 65% e attestarsi addirittura nell’ultimo mese intorno al 75% circa.
Questi i dati diffusi dal Comune e dall’Assessorato all’Ambiente:
Novembre 2017 – 65,9%
Dicembre 2017 – 74,5%
In aumento anche i dati su base annua che indicano, anche in questo caso, un dato record attestandosi addirittura al 58,37% nel 2017 (in linea con la media nazionale e leggermente superiore alla media regionale) con un aumento, rispetto all’anno precedente di circa 2 punti e mezzo percentuali e ancora prima di oltre l’8%; impressionante poi la differenza di quasi 10 punti percentuali rispetto al 2012.
«Sono particolarmente soddisfatto – ha dichiarato l’Avv. Vincenzo Fiengo Sindaco di Cercola – di come procedono nel nostro Comune i servizi di raccolta differenziata, questo grazie soprattutto anche al grado di civiltà che il cittadino dimostra nei confronti del proprio ambiente.»
«Certo molto va ancora fatto e non tutti sono ancora in grado di capire che è necessario proseguire in questo impegno, ma anche per questo sono particolarmente grato al nostro Assessore Mariarosaria Donnarumma per gli sforzi fin qui fatti nelle campagne di sensibilizzazione – ha concluso il Sindaco del comune vesuviano.
FCA, produzione 2017 a + 4,2. Ma Pomigliano cala. La Fim: “Subito nuove missioni”
Dai dati della trimestrale appena resi noti dal sindacato Fim emerge un comparto italiano di FCA in salute ma con alcune problematiche serie da risolvere a livello locale, in particolare nell’impianto di Pomigliano. Intanto la produzione FCA nel 2017 segna comunque un +4,2%, con il 64% di auto della fascia medio-alta (nel 2012 erano solo il 20 %). Negli ultimi quattro anni le ore di cassa integrazione si sono ridotte da 32 a 5,8 milioni. Incrementi produttivi a Mirafiori e a Cassino. Ma Melfi, Modena, Grugliasco e Pomigliano segnano una flessione rispetto al 2016. In crescita la Sevel di Atessa (+0,7%) e la Ferrari di Maranello (+3,2%). In totale il gruppo FCA Italia ha superato quota 1 milione anche per il 2017. Sono state prodotte 32.748 vetture più del 2016. Dal 2013 si è passati da 595.500 pezzi a 1.043.884 pezzi (+75,3%) considerando FCA, Ferrari e Fiat Professional. I totali occupati del gruppo nazionale (senza Ferrari e considerando Sevel) sono passati a circa 66mila (+ 1,4% rispetto al 2013). La nota dolente è che però l’obiettivo della piena occupazione nel comparto italiano non potrà essere raggiunta entro quest’anno a causa di alcune flessioni e del ritardo nel lancio di nuovi investimenti. Emblematica è in questo senso la situazione diPomigliano, dove dopo il record produttivo ottenuto nel 2016, con oltre 207.000 Panda, il 2017 si chiude con 204.444 unità prodotte, cioè con una leggera flessione del -1,2%. La tenuta dei volumi della Panda è comunque buona ma non risolve il problema della piena occupazione dei 4700 lavoratori dello stabilimento napoletano, che potranno usufruire dei contratti di solidarietà fino all’estate del 2019, data in cui la produzione Panda sarà trasferita in Polonia, a meno di contrordini. Per salvare l’impianto partenopeo sarà necessario introdurre due nuove produzioni, una delle quali subito. Non facile la situazione anche nel polo produttivo di Torino. Negli stabilimenti di Mirafiori e Grugliasco aumentano le produzioni rispetto al 2016 del + 5,8%, da 65.645 a 69.478 vetture. Ma con una situazione differenziata tra i due stabilimenti: Mirafiori in crescita e Grugliasco in calo. A Mirafioril’incremento dei volumi rispetto al 2016 è del 14,7%, da 42.275 vetture a 48.510. L’incremento è determinato dal Suv Maserati Levante, che passa da 20.853 unità a 33.960 (+62,9%). Per Grugliasco il dato produttivo sui due modelli Ghibli e Quattroporte nel 2017 è di 20.968 unità, una flessione del -10,3%. A Cassino, con l’entrata in produzione a febbraio 2017 dello Stelvio, primo Suv Alfa Romeo, si è raggiunta la piena occupazione. Nel 2017 le produzioni di Giulia e Stelvio sono state rispettivamente di 103.938 e di 31.325 vetture. Ma anche qui la produzione è in calo, cosa che hadeterminato il ritorno a Pomigliano di circa 300 operai e l’estromissione di 500 operai interinali.In calo pure Melfi. Lo stabilimento lucano ha prodotto nel 2017 330.536 vetture (-9,4% rispetto al 2016). La flessione maggiore è della Fiat Punto, che con le 53.257 unità prodotte nel 2017 segna un -16,8%. Flessione minore per Jeep Renegade e 500X, a quota 277.279 (-7,8%).
Riciclaggio rifiuti, 58enne denunciato ad Ottaviano
Un 58enne di San Giuseppe Vesuviano è stato denunciato dai carabinieri della stazione di Ottaviano per ricettazione, riciclaggio e deposito di rifiuti non autorizzato.
In un terreno recintato nella sua disponibilità –l’uomo è titolare di un deposito giudiziario- i militari hanno rinvenuto una Fiat 500 nuovissima e una Fiat Panda a cui erano state rimosse le targhe, entrambe rubate pochi giorni fa.
Sono stati subito individuati i legittimi proprietari e le auto sono state loro restituite.
E’ stato scoperto, inoltre, che i veicoli sottoposti a sequestro e affidati all’azienda del 58enne si trovavano in stato di abbandono e perdevano gli oli esausti nel terreno.
Beviamocele. Portano allegria
Avete notato? Man mano che ci avviciniamo alla data delle elezioni la stampa italiana esalta l’azione del governo Gentiloni e pubblica notizie sfavillanti, come quella relativa allo stato di salute del lavoro, dello sviluppo e della ripresa dell’Italia.
È di queste ore la “notizia sensazionale” del salto felino compiuto dai posti di lavoro. “Mai così dal 2008”, fa sapere l’Istat.
È difficile stare dietro all’Istat, perché a giorni alterni pubblica dati e statistiche esatte e contrarie, o perlomeno così vengono presentate dai giornaloni italiani. E dunque, secondo i dati pubblicati ieri, è salita l’occupazione, è in calo la quota degli inattivi, la disoccupazione giovanile è scesa ai livelli del gennaio 2012.
Strano, non ci siamo accorti di nulla, ci è sfuggito il repentino sviluppo, non abbiamo badato alle spese pazze di questi ex disoccupati e lo scintillio del successo che viene strombazzato a reti unificate.
È tutta una festa, ora. La campagna elettorale ha lo stesso effetto di una bella bottiglia di Lambrusco amabile (costa poco): bevuta tutta non stordisce ma rende allegri e leggeri. Proprio come l’Italia di questo periodo.
Il prodotto scade il 4 marzo 2018.
Teatrodanza a Porto Petraio
Anna Perrotta ci racconta in un’intervista il suo pluriennale lavoro nel laboratorio di teatrodanza.
Una ragazza con una piccola valigia vaga sulla scena alla ricerca di un posto tranquillo in cui sistemarsi, ma strani personaggi vestiti di scuro, tetri e inquietanti, le impediscono di trovare pace. La scacciano e la infastidiscono ripetendo ossessivamente notizie allarmanti. Altre persone cominciano a vagare sulla scena sperando di trovare un angolino per sé, chi per leggere, chi per dormire, chi per aggiustarsi i capelli e il trucco. Ma i cupi signori in nero inesorabilmente urlano le loro notizie, sovrapponendosi, producendo un frastuono confuso, in cui le notizie perdono il loro valore, diventano solo rumori fastidiosi e inquietanti, ritagli di giornale svolazzanti e disordinati che vengono triturati, in una sarabanda di voci, musiche e rumori. Le persone che cercavano tranquillità, ormai disorientate, completamente stravolte dallo stress della sovraesposizione all’informazione, si fermano frastornate, affrante. Definitivamente spaesate. “Spaesamenti” è appunto il titolo dell’ultimo lavoro del laboratorio di teatrodanza condotto da Anna Perrotta a Porto Petraio, Napoli. E quella appena descritta è la prima scena. Ma che cos’è il teatrodanza? E quale delle sue tante declinazioni prende vita in questo laboratorio?
Il teatrodanza è una forma di azione scenica che compare negli anni settanta del novecento, e che si è sviluppato per la prima volta in Germania, il Tanz Theater appunto, ad opera di cinque grandi artisti tra cui Pina Bausch è sicuramente la più nota. Non è un genere di balletto, né una tecnica, ma la fusione di più cose: danza moderna, danza libera, mimo, cabaret, recitazione, canto. In Italia i primissimi passi li muovono negli anno settanta Elsa Piperno e Joseph Fontano, ma è con Carolyn Carlson, Lindasay Kemp e la formazione dei Sosta Palmizi negli anni ottanta che il teatrodanza si diffonde. Tutti questi artisti sono molto diversi tra loro e molto diverse sono le loro realizzazioni, ma tutti sono accomunati dalla ricerca di un nuovo rapporto tra movimento e azione, tra il movimento e il suo senso. E’ così che lo spettatore si trova di fronte a stili e “racconti scenici” che non si assomigliano e che tuttavia sempre lo mettono di fronte a un linguaggio artistico innovativo, che abbandona le forme note e propone una comunicazione più diretta, da “capire” istintivamente e intuitivamente, racconto di emozioni prima che di situazioni o personaggi.
Nel panorama napoletano il laboratorio di Anna Perrotta è una delle realtà più attive. Coinvolge persone di tutte le età e di diverse provenienze. Qui l’unica “bravura” richiesta è la disponibilità a mettersi in gioco. E giocare seriamente.
“Il mio percorso è stato ricco, formato da esperienze e studi anche molto diversi tra loro”, dice Anna Perrotta, “ e uno degli elementi più importanti è stata la musica e soprattutto il canto. Con il canto è il corpo intero che si fa voce, musica. E questo è anche quello che accade con la danza: la musica si fa corpo, il nostro movimento dà corpo alla musica”.
Anna, appassionata da sempre di danza, per anni ha fatto ricerche, studiato e tenuto corsi sulle danze popolari, da quelle greche a quelle bretoni, a quelle del vesuviano.
“Quello che mi colpiva era che la danza, per così dire, “usciva da dentro”. Donne anziane e corpulente, rallentate nei movimenti, danzando si trasformavano, diventavano leggere, in un movimento naturale e spontaneo”, continua.
E il “movimento naturale e spontaneo”, come sa chiunque abbia danzato anche solo un po’ nella sua vita, è esattamente la semplicità che è difficile a farsi. Il lavoro fatto con Silvia Vladimivsky, danzatrice e coreografa argentina, docente e regista di teatrodanza, spiega Anna, è stato fondamentale per affinare le capacità di conduzione dei gruppi, di guidare le persone al lavoro sul sé.
“L’emozione viene dal fatto che le persone in scena danzano se stesse”, conclude Anna Perrotta, le cui artiste di riferimento sono Isadora Duncan e, soprattutto, Pina Bausch. Quello che accade in scena non è la rappresentazione di qualcos’altro, ma, appunto, “accade in scena”.
In questo lavoro l’improvvisazione fa sempre la parte del leone. Nel laboratorio si costruisce un canovaccio, una struttura, all’interno della quale ciascun danzatore è autore di se stesso, proprio grazie al grande spazio lasciato all’improvvisazione. Che non è il contrario di studio, piuttosto è il suo sinonimo. La tecnica, in questa attività, lungi dall’essere assente, è fondamentale, ma ha un ruolo completamente diverso da qualsiasi tecnica di danza, classica, moderna o contemporanea. Non è il corpo che si deve adeguare alla tecnica, ma esattamente l’opposto: è la tecnica che si deve adeguare al corpo.
Il nuovo laboratorio del 2018 partirà, sempre a Porto Petraio, il 12 gennaio.
Acerra/Caivano . Disastro ambientale, l’allarme dei giudici: “Territorio gravemente contaminato. Compromessa la falda”
“Si è verificato un disastro ambientale straordinariamente grave e complesso. C’è stata una tale diffusione del danno capace di esporre al pericolo una collettività indistinta di persone con minaccia per la salute pubblica e per la pubblica incolumità”. E’ quanto scrivono i giudici della Corte di Cassazione che hanno appena fatto depositare le motivazioni della sentenza definitiva a 7 anni di reclusione a carico degli imprenditori del traffico di rifiuti nella Terra dei Fuochi, i fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini, quest’ultimo ex maresciallo del nucleo informativo dei carabinieri di Napoli. La sentenza definitiva di condanna per disastro ambientale aggravato dei tre personaggi, tutti acerrani, attualmente in carcere, era stata emessa il 17 maggio scorso dalla Cassazione. Ora però, a distanza di sette mesi e mezzo, ne sono state rese note le motivazioni. Secondo l’alta corte, presieduta dal giudice della prima sezione penale Domenico Carcano, questa sentenza conferma “la diffusione e lo spandimento sul suolo di compost contaminato da idrocarburi in un quantitativo di portata davvero elevata e, soprattutto, lo smaltimento illecito di migliaia di tonnellate di rifiuti pericolosi”. Confermato dunque il fatto che i Pellini trasformassero i rifiuti provenienti dal nord Italia in un finto concime poi fatto spargere sui terreni coltivati di Acerra e della confinante Caivano. Vicende risalenti al periodo 2000-2006. “Attività di smaltimento illecito ripetute e continuative – aggiungono i giudici – che avevano assunto proporzioni enormi rispetto alle quali l’impossibilità di tracciare il ciclo e la vita del rifiuto stesso era funzionale alla concretizzazione di uno sversamento illegale che avveniva contaminando i suoli e l’ambiente in generale: volumi di rifiuti tali da risultare distruttivi”. Specificato inoltre che “l’equilibrio dell’ambiente è stato gravemente alterato trasformandone le caratteristiche e le vocazioni essenzialmente agricole in questo modo compromesse”. Non è finita. Richiamando la sentenza di secondo grado la Cassazione ha stabilito che “è stata compromessa anche la falda acquifera nelle aree di attività di questo smaltimento abusivo”. Particolari da pelle d’oca. “I rifiuti liquidi industriali – scrivono i magistrati – sono stati fatti risultare attraverso un falso giro di bolla come meri rifiuti acquosi e venivano usati come finto fertilizzante per le coltivazioni”. Ancora in base al dispositivo la prova del disastro consiste dunque nella portata del reato, scaturito da volumi praticamente “incalcolabili” di rifiuti. Si è chiusa quindi la prima fase dell’inchiesta sul traffico dei rifiuti in provincia di Napoli. C’è però un prossimo capitolo. E’ quello della confisca degli oltre 222 milioni di euro di beni (soprattutto ville, palazzi e case) sequestrati ai Pellini dalla Dda. Il 22 gennaio prima udienza al tribunale di Napoli. Ma gli inquirenti sono convinti che ancora altre ricchezze siano rimaste nascoste. “Faremo di tutto – preannuncia Alessandro Cannavacciuolo, leader ambientalista – affinché i beni dei Pellini vengano confiscati e quindi usati per iniziare a bonificare il territorio: questa nuova battaglia sulle loro ricchezze sarà determinante “.
Il problema non è più capire se nel territorio comanda la camorra, ma se è una camorra di serie A o di serie B
E’ stato un boss calabrese a dire a telefono “ Io rappresento la mafia originale, non la scadente”. Sono stati gli studiosi della camorra, Paola Monzini, Isaia Sales, Amato Lamberti, a spiegare che la camorra, come la mafia e come la ‘ndrangheta, a partire dalla fine della Prima Repubblica si articola su due livelli. I camorristi del primo livello – di serie A – stringono relazioni non più con i politici, ma con i burocrati della Pubblica Amministrazione, con gli imprenditori e con i funzionari del sistema finanziario.
Mentre apprendo dai telegiornali che tra la Germania e Crotone sono stati arrestate più di 150 persone, compresi due o tre sindaci, accusate di essere collegate, in un modo o nell’altro, alla ‘ndrangheta, penso alla memorabile lezione che Giuseppe Morabito, nipote, omonimo e erede di “ U Tiradrittu”, boss di Africo, impartì per telefono a un imprenditore che faceva finta di non aver sentito la “bussata” di 5.000 euro: “ Pè’, controlla ! Qua lo Stato sono io…Io sono la mafia originale, non la scadente.” Nello stesso articolo ( La Stampa, 5 luglio 2017) si parla di un quindicenne di Locri che consegna alla figlia di un boss detenuto, sua compagna di classe, una lettera per il padre: “ Vorrei mettermi a disposizione per voi e per la vostra famiglia.”.” E’ proprio la ragazzina a leggere la missiva con la richiesta di affiliazione al clan mentre si trova in auto con la madre”: e, mentre legge, la polizia ascolta e registra.
Giuseppe Morabito junior, che si fa chiamare Ringo e non porta più la coppola del nonno “ Tiradritto”, conferma con una capacità di sintesi degna di un professore universitario –un professore di serie A – le analisi condotte sulle nuove strutture della delinquenza organizzata da Diego Gambetta, da Carlo Marino, da Isaia Sales, da Amato Lamberti e da Paola Monzini che ha scritto lo studio più interessante sulle imprese della camorra vesuviana e nolana negli anni 1970-1990. Che non sono anni qualsiasi: sono gli anni in cui il Nolano divenne un “centro” strategico di attività produttive e di strutture commerciali.
Le organizzazioni criminali di serie A non puntano più sui politici, la cui inaffidabilità cresce di elezione in elezione, soprattutto dopo la fine della Prima Repubblica e dopo la dissoluzione dei partiti tradizionali e delle loro strutture. I politici “nuovi” non superano prove di selezione, non conoscono i ritmi del tacere e del parlare: spesso parlano “ a schiovere”, a vanvera. Le organizzazioni criminali di serie A puntano sulla burocrazia, sui funzionari che occupano la sedia giusta, dietro la scrivania giusta, che è quella su cui si preparano i bandi di appalto per le opere pubbliche. Le cronache sono piene di prove. Cronache dal Sud, e cronache dal Nord. La svolta, per il Nord, la segnò, nel 2015, un articolo di Luigi Ferrarella: “Eufemistico parlare ancora di infiltrazioni della ‘ndrangheta al Nord, se ad essere condannati per concorso esterno in associazione mafiosa sono un imprenditore che ha asfaltato le strade di mezza Lombardia e un direttore sanitario che nell’ Asl di Pavia amministrava un budget annuale di 780 milioni di euro per 530.000 cittadini…”(CdS, 3 maggio 2015). La ‘ndrangheta non era più solo “infiltrata”, ma occupava, platealmente, il centro del potere e degli affari.
Al Sud è routine: alla commissione parlamentare di inchiesta Raffaele Cantone, presidente dell’ Anac, ha raccontato che il bando per il “Cara” di Mineo – il noto centro di accoglienza per i migranti- “ ci sembrò un bando costruito per escludere la concorrenza…mancava soltanto che indicassero anche il nome del vincitore e quando sollevammo i dubbi ci fu un vero e proprio fuoco di sbarramento contro il nostro provvedimento, che fu oggetto di attacchi in alcune audizioni parlamentari.”( www. globalist.it 18 /5/ 17). Si creano “luoghi”in cui i burocrati della pubblica amministrazione, i funzionari del sistema finanziario, gli imprenditori,i delinquenti di serie A si incontrano e elaborano piani e progetti a lunga scadenza: in questo “mondo di mezzo” – così l’ha chiamato il boss romano Massimo Carminati – i politici entrano solo come figure secondarie, come forme di contorno. Chiedono posti di lavoro, qualche cadeau, pacchetti di voti, e in cambio sono pronti a impegnarsi, per esempio, perché sia cancellato il reato di concorso esterno all’associazione mafiosa. Insomma, sono “a disposizione” per l’opera di “pulitura”. Nell’anticamera di questo “mondo di mezzo” sono ammessi talvolta i delinquenti di serie B, il cui compito è quello di gestire gli affari tradizionali della criminalità organizzata, gli “spiccioli”: le tangenti, i furti, l’usura “piccola”, e, in qualche caso, la gestione delle macchine mangiasoldi nelle sale da gioco. I camorristi di serie B hanno il compito di fare “teatro” con frequenti apparizioni in pubblico, a scopo didattico: essi devono ricordare alla gente che la camorra c’è, e che tiene tutto sotto controllo, dalla strada ai salotti dei quartieri alti, dall’ ambulante che con il suo carrettino vende pizzette e “panzarotti” al ristorante alla moda. Talvolta, la camorra di serie B riceve l’ordine di far chiasso, di attirare su di sé l’attenzione per distoglierla da altre e più importanti faccende, di soddisfare, con qualche arresto chiassoso, la voglia di legalità dell’opinione pubblica. La massa si sazia anche di illusioni, e conviene accontentarla: l’Ordine della camorra provvederà a pagare il “mensile” al camorrista incarcerato.
La camorra di serie B può anche essere autorizzata a mettere le mani sul traffico degli stupefacenti. Ma questa è un’altra storia. Alla prossima.
Campania a rischio sismico, sorgente di magma trovata sotto l’Appennino Meridionale
La sorgente è stata scoperta nel Sannio Matese e potrebbe essere causa di terremoti di magnitudo significativa.
Sotto l’Appennino meridionale, nel Sannio-Matese, esiste in profondità una sorgente di magma che può generare terremoti “di magnitudo significativa” e più profondi rispetto a quelli finora registrati nell’area. La scoperta, pubblicata sulla rivista Science Advances, e’ dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) e dal del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università di Perugia.
“Nella parte più profonda sotto la crosta terrestre ci sono processi di fusione che producono magma. Questo risale verso la superficie, fermandosi alla profondità compresa fra 15 e 25 chilometri”, ha detto in un’intervista all’ANSA Guido Ventura, dell’Ingv, coordinatore della ricerca con Francesca Di Luccio (Ingv). La sorgente di magma, ha aggiunto, “provoca la fuoriuscita di CO2 di origine profonda e può provocare terremoti”.
L’indizio che ha portato a scoprirla è stata la sequenza sismica anomala avvenuta nel Sannio-Matese tra la fine del 2013 e l’inizio del 2014, con sismi di magnitudo massima 5. “Abbiamo scoperto che questi terremoti sono stati innescati da una risalita di magma nella crosta tra 15 e 25 chilometri di profondità”, ha osservato Di Luccio.
L’anomalia era legata sia alla profondità, maggiore rispetto a quella dei terremoti tipici dell’area e compresa fra 10 e 15 chilometri, sia alle forme d’onda degli eventi più importanti, simili a quelle dei terremoti in aree vulcaniche.
Somma Vesuviana. Lo spettacolo in piazza del Busen Club Marino
Grande successo per la manifestazione “Sport sotto le Stelle” del Busen Club Marino, svoltasi in piazza. Dimostrazioni sportive ed artistiche e sensibilizzazione su temi d’attualità al centro dell’evento.
Dimostrazioni di judo e taekwondo, simulazioni di difesa personale, coreografie di ginnastica artistica e balli caraibici, premiazione degli atleti di judo. Stupore, incanto, sorrisi e allegria. Colonne sonore cinematografiche e musica rock. E per finire un’esplosione di coriandoli.
Tutti questi elementi hanno caratterizzato l’evento “Sport sotto le stelle” svoltosi nella tendostruttura di piazza Vittorio Emanuele III a Somma Vesuviana e che, quasi a conclusione delle festività natalizie, ha avuto come protagonisti la Società Sportiva Busen Club Marino e tutti i suoi atleti. Risultato dell’evento: un successo enorme, visto il grande numero di presenti e soprattutto l’entusiasmo con il quale adulti e piccini hanno accompagnato ogni attività sportiva.
«Con questo spettacolo abbiamo mostrato alla città e a tutte le persone presenti quali sono le nostre attività e soprattutto abbiamo dimostrato quanto lo sport possa essere importante per ritrovare il proprio benessere psico-fisico e stare bene con se stessi e gli altri nella società», ha dichiarato subito dopo soddisfatto il Maestro Salvatore Iovine, amministratore del Busen Club Marino.
«Questa sera c’è stata innanzitutto una dimostrazione di judo, disciplina che per la prima volta abbiamo portato noi qui a Somma 44 anni fa – ha spiegato Iovine – Attualmente i nostri judoka sono seguiti dall’insegnante tecnico Raffaelle Napolitano che sta preparando gli atleti per le imminenti gare nazionali e collaboriamo anche con il Maestro Biagio Visone responsabile del corso di Judo-kata. Si sono esibite poi le nostre ginnaste che hanno presentato una coreografia di Ginnastica Artistica accompagnate dalle insegnanti FGI Dominique Iovine e Maria Saveria Di Biase. Subito dopo è stata la volta di un’altra arte marziale, il taekwondo, l’arte dei calci e pugni in volo, che da noi i nostri ragazzi svolgono con il Maestro FITA VI Dan Pacifico Laezza. Invece, i pluricampioni nazionali Monica Cardillo e Gennaro Di Sauro hanno proposto i balli caraibici. Inoltre, c’è stata anche una simulazione di difesa personale poiché a breve presso il nostro centro sportivo partirà il corso “Mi voglio bene”, attraverso i quali i partecipanti impareranno a difendersi nel caso di un attacco. Insomma, abbiamo proposto al pubblico alcune delle nostre attività ma soprattutto abbiamo fatto loro vedere la grinta, la passione e la tenacia che mettiamo quando lavoriamo e, vista la partecipazione, penso che tutto ciò sia stato ben compreso. Siamo davvero fieri di ciò che facciamo, dei risultati raggiunti, dei nostri atleti e delle famiglie che costantemente ci seguono e ci sostengono».
La manifestazione è rientrata nell’ambito della serie di eventi “Natale con il Sorriso”, promossa dall’amministrazione Comunale sommese durante le festività, infatti la sera precedente l’evento la Vice-sindaca Maria Vittoria Di Palma e i Consiglieri Sergio D’Avino e Vincenzo Neri sono stati ospiti presso la palestra sita in via Giulio Cesare e, indossando il kimono, hanno provato con alcuni judoka qualche tecnica di judo.
«Il nostro augurio – ha concluso il Maestro Iovine – è che a breve in via ufficiale possiamo rifare questo allenamento “amministratori contro i judoka del Busen” davanti alla platea sommese, poiché realmente crediamo che Somma debba diventare una “Città dello Sport”, in cui tutti possano praticare realmente e costantemente attività sportiva».
Castello di Cisterna: AISA operativa presso la Circumvesuviana dopo la cerimonia presieduta dall’EAV e dall’Amministrazione Comunale
A Castello di Cisterna, presso la ristrutturata Stazione della Circumvesuviana, nella mattinata di domenica 7 gennaio 2018, Festa del Tricolore, è stata inaugurata una sede AISA, Associazione Italiana Salvaguardia Ambientale, presieduta dal Cavaliere Giovanni Cimmino il quale si è ritrovato in questa occasione con il Sindaco di Castello di Cisterna, il Dottore Aniello Rega, ed il Direttore Generale dell’EAV, Ing. Pasquale Sposito, Società Ente Autonomo Volturno S.r.l che ha per Socio Unico la Regione Campania.
Erano presenti il Vice Sindaco, Giuseppe Scotto detentore anche della delega alla Viabilità; gli Assessori, Davide Nocerino, alla Polizia Municipale; Giovanna Mirra, alle Politiche Sociali; Maria Luigia Villano, alla Pubblica Istruzione; il Presidente del Consiglio Comunale, Concetta Esposito ed i Consiglieri, Elpidio D’Angelo, Capogruppo e Cristoforo Ianuale, delegato all’Ambiente e la Comandante della Polizia Municipale di Castello di Cisterna, dott.ssa Nunzia Esposito. Era presente alla manifestazione anche il Presidente dell’Associazione “Cisterna Running” , Dottore Antonio Opallo, che ha promosso con successo nel Giorno della Befana la gara podistica di 10 km “Cisterna in Marcia 2018” nella sua V Edizione. Con il Presidente Cimmino vi erano i suoi due storici collaboratori, Giuseppe Esposito e Francesco Masi, il Responsabile Nazionale Guardie Zoofile AISA, Raffaele Tontaro con il suo Vice, Giuseppe Salzano, ed alcune delegazioni territoriali AISA con i rispettivi presidenti: Cusano Mutri BN, con Michele Petrillo; Moiano BN, con Michele Buonanno; Succivo NA, con Michele Verde; Casandrino NA, con Carlo Pezzella. A condividere questo momento con l’AISA, tra le rappresentanze istituzionali vi era il dott. Vincenzo Cerciello, Fisico Medico dell’Istituto Nazionale Tumori “Pascale” di Napoli, delegato LILT, Lega Italiana Lotta Tumori, attivo sul territorio con numerose iniziative di prevenzione primaria attraverso visite mediche specialistiche gratuite.
La cerimonia di consegna ufficiale delle chiavi e della documentazione di riconoscimento all’AISA, Associazione Italiana Salvaguardia Aziendale, è stata curata e condotta dal giornalista e sociologo Antonio Castaldo il quale ha ricordato la recente inaugurazione della ristrutturata Stazione Circumvesuviana di Castello di Cisterna del 30 settembre dello scorso anno, avvenuta con il Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, il Presidente EAV, Umberto De Gregorio, ed il Sindaco Aniello Rega, con numerosi rappresentanti di Enti, Autorità e Forze dell’Ordine.
Nei saluti istituzionali, della cerimonia del 7 gennaio, il Vice Sindaco, Giuseppe Scotto, ha affermato: “all’Aisa riconosciamo la competenza sulle problematiche ambientali e su di essa contiamo per aumentare il controllo territoriale”. L’Assessore alla Polizia Municipale, Davide Nocerino, “la collaborazione dell’AISA è assai preziosa, come è stato per la viabilità e l’assistenza ai cittadini nell’ultima iniziativa “Cisterna in Marcia” che ha visto oltre 600 atleti in gara e ha richiamato più di mille visitatori in aggiunta alla Cittadinanza locale”.
Il Direttore dell’EAV, Ing. Pasquale Esposito, ha dichiarato: “dimostriamo con questa esperienza che è possibile gestire un bene pubblico demaniale di concerto tra Pubblico e Privato, rilevata anche la soddisfazione espressa sui social. L’impegno dell’EAV è stato supportato dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca e dal Presidente della IV Commissione regionale, Urbanistica, Lavori Pubblici e Trasporti, Luca Cascone”.
Il Sindaco di Castello di Cisterna, Dottore Aniello Rega, ha espresso la “soddisfazione di poter disporre di questo gioiello, le cui restituite condizioni di massimo godimento auguriamo si ripetano per tutte le altre stazioni. Ringrazio il Presidente De Luca per la promessa mantenuta che ora va da noi tutti ben conservata in ottimo stato, relegando nei brutti ricordi il vandalismo e l’abusivismo ambientale del passato. E citando le buone pratiche, voglio ringraziare -ha continuato il Primo Cittadino- anche il dottore Antonio Opallo di Cisterna Running e la collaborante AISA del Presidente Cimmino per la gara podistica di ieri. Colgo l’occasione che sul versante ambientali noi sindaci della zona siamo impegnati nella salvaguardia della qualità dell’aria e muovendoci insieme, superando i 100.000 abitanti complessivi delle nostre comunità, possiamo sperare di attingere a fondi europei. Ora con la cerimonia di questa mattina salutiamo con piacere la presenza dell’AISA come nuovo alleato sul fronte della salvaguardia ambientale. Auguro a tutti Buon Anno e Buona Festa del Tricolore”. Il Presidente AISA, Giovanni Cimmino, ha ringraziato tutti i partecipanti garantendo il massimo impegno ed invitando i presenti al conclusivo brindisi augurale offrendo un simpatico buffet. L’efficiente service audio è stato curato dal DJ Mimmo Modola.

