Richiesta di rettifica. Riceviamo e pubblichiamo

Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di rettifica di Nicola Marino, avvocato di Luca Esposito, arrestato il 23 luglio del 2016 dai carabinieri con l’accusa di sequestro di persona, violenza sessuale, atti persecutori, violenza privata e appropriazione indebita.   Riceviamo e pubblichiamo la richiesta di rettifica dell’avvocato Nicola Marino, riguardo all’articolo del 25 luglio 2016 (LEGGI) in cui si dava notizia dell’arresto del suo assistito, Luca Esposito. Oggetto: Richiesta di rettifica dell’articolo del 25/07/2016 recante il titolo: “Brusciano: picchiava e violentava la compagna, arrestato”. Il sottoscritto avv. Nicola Marino, difensore  di fiducia di Esposito Luca, in relazione all’ articolo pubblicato sul vostro quotidiano online il 25.07.2016, e recante il titolo “Brusciano: picchiava e violentava la compagna, arrestato” PREMESSO
  • che l’ Esposito Luca nato a …. Il ……. veniva tratto in arresto m esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP c/o il Tribunale di Nola, Dott. Martino Aurigemma, in data 23.07.2016;
  • che tra i reati contestati vi erano quelli di sequestro di persona, violenza sessuale, atti persecutori, e due violenze private;
  • che in data 29.01.2018, a seguito di numerose , complesse ed articolate udienze dibattimentali , il Tribunale di Nola, coll. C, pronunciava sentenza di assoluzione nei confronti dell ‘ Esposito, ordinandone l’ immediata scarcerazione  per i reati  di  violenza  sessuale,  sequestro  di  persona e violenza  privata, mentre veniva condannato  esclusivamente  per il reato di atti  persecutori  e per una asserita violenza privata; che di tale provvedimento si attende il deposito delle motivazioni per interporre appello avverso la sentenza di condanna, continuando l’ Esposito a protestarsi innocente ed estraneo ai fatti in contestazion e;
  • che nel corso della istruttoria dibattimentale emergeva la figura della persona offesa, (omissis…) , come un soggetto aduso ad intrattenere relazioni sentimentali con diversi uomini contemporaneamente, cinica e calcolatrice, capace di conferire mandato a due diverse persone per far uccidere l’ Esposito Luca, non prima di avergli sottratto danaro e beni preziosi come a piĂą riprese dichiarato dall’ imputato in sede di istruttoria dibattimentale;
  • che il processo restituiva la figura della Santoro come soggetto ben lontano da quello tipico delle vittime dei reati contro le fasce deboli, capace di dominare gli eventi e di architettare, con freddezza e luciditĂ , un diabolico piano, con denunce a formazione progressiva all’AutoritĂ  Giudiziaria che hanno sortito l’effetto di infliggere un lunghissimo periodo di custodia cautelare, pari ad oltre 1 anno e mezzo, all’ Esposito, e per tale via liberarsene per dedicarsi liberamente alle contemporanee e successive relazioni sentimentali;
  • che il dibattimento evidenziava le gravissime lacune istruttorie delle indagini e le insanabili contraddizioni in cui la Santoro cadeva unitamente ai suoi familiari che hanno orientato il Tribunale verso una mancanza di attendibilitĂ  degli stessi e, per logica conseguenza, verso una pronuncia parzialmente assolutoria;
  • che l’ introitando appello sarĂ  capace di far emergere la veritĂ  totale dei fatti e quindi rendere giustizia all’Esposito, ristorandolo delle immani sofferenze fisiche e morali alle quali è stato sottoposto, unitamente ad i suoi familiari, in virtĂą di accuse false ed infamanti, in questo anno e mezzo di durissima custodia cautelare in carcere;
tanto premesso il sottoscritto difensore, nella qualitĂ , INVITA E DIFFIDA Il Sig. Direttore p.t. della testata giornalistica online “Il Mediano” a voler rettificare, con urgenza assoluta, quanto scritto nel ‘articolo del 25.07.2016, e recante il titolo “Brusciano: picchiava e violentava la compagna, arrestato”, avendo cura di dare alla notizia della assoluzione dai reati di violenza sessuale, sequestro di  persona e di violenza  privata, lo stesso risalto e la stessa veste grafica riservata alla originaria notizia dell’arresto dell’Esposito Luca. Sicuro di un positivo e sollecito riscontro alla presente richiesta , riservandosi in caso negativo ogni azione in sede civile e penale per la tutela del buon nome dell’Esposito Luca e della sua famiglia , è gradita l’occasione per inviare cordiali saluti. Avv. Nicola Marino                

Affissi i manifesti anti Renzi. Ma il segretario oggi non sarĂ  a Pomigliano: “Causa neve”

Stanotte gli extraparlamentari di sinistra della Fiat di Pomigliano, del reparto logistico Fiat di Nola e del collettivo 48 Ohm hanno affisso sui muri della cittĂ  delle fabbriche l’annunciato manifesto anti Renzi. Al centro si vede il fotomontaggio, giĂ  utilizzato dal sindaco di destra del comune di Grosseto, Vivarelli Colonna, in cui si vede il segretario, ormai morto, in una bara. Intorno a questa foto ci sono le immagini e gli articoli relativi agli operai della Fiat morti suicidi dopo lunghi periodi di cassa integrazione e le notizie riguardanti i tanti morti sul lavoro nel nostro Paese. Sul manifesto campeggia un titolo rosso in campo bianco, “Non abbelliremo il vostro terrore”, in riferimento al probabile arrivo di oggi a Pomigliano del segretario nazionale del Pd, considerato dagli autori del manifesto funebre, corredato anche da un necrologio, “il garante degli interessi del padronato che sfrutta fino alla morte il sangue dei lavoratori”. Ma Renzi ha dato forfait. Ufficialmente a causa della neve. Proprio così: non verrĂ  a Pomigliano per il maltempo artico che si è abbattuto sulla penisola. Lo ha annunciato attraverso un comunicato la segreteria cittadina del Pd di Pomigliano, ieri sera.

Sant’Anastasia, alla locanda «Mariacarolì» viaggio tra i sapori del Vesuvio e del golfo di Napoli

Un 1 marzo, questa sera, all’insegna delle tipicità vesuviane e campane per gli ospiti dell’evento «Ricci, torzelle e baccalà». Dalle 20, cucina aperta e a vista, tavoli sold out e chef patron Salvatore Piccolo al lavoro. Sarà appunto chef-patron Piccolo, anima della Locanda Mariacarolì di via Garibaldi a Sant’Anastasia, a condurre gli ospiti in questo viaggio del gusto attraverso il menu ideato, pensato e realizzato alla falde del Monte Somma. Un menu che dà largo spazio alle tipicità del territorio vesuviano, abbracciando tutta la Campania. Il Vesuvio si sente anche nei calici da Mariacarolì, con i vini delle Cantine Villa Dora di Terzigno, degni compagni dei piatti della serata organizzata in collaborazione con Laura Gambacorta, giornalista, foodblogger, esperta di enogastronomia. Il Menu della serata: Uovo di quaglia, il suo nido e filetto di acciuga del Mar Cantabrico Polpetta di stoccafisso in crosta di mandorla su crema Parmentier allo zafferano Seppia di scoglio scottata su crema di fagiolo dente di morto di Acerra e torzella croccante del Monte Somma Spaghetti Selezione Gentile, cacio e ova di riccio di mare Filetto di baccalà in oliocottura, crema di papaccella agrodolce e finocchio croccante Pane cafone, burro e pellecchiella Fior di fuscella In abbinamento: Spumante Cuvèe Brut Palvin Società Agricola Palumbo Lacryma Christi “Vigna del Vulcano” 2015 Villa Dora Lacryma Christi “Vigna del Vulcano” 2006 Villa Dora Lacryma Christi “Gelsonero” 2014 Villa Dora Passito Gelsobianco Igt Villa Dora    

Somma Vesuviana, lo scrittore Antonio Cucciniello incontra gli studenti del «Torricelli»

 venerdì 9 marzo, lo scrittore Cucciniello incontrerĂ  gli studenti del liceo classico – scientifico Evangelista Torricelli per condividere l’esperienza della lettura e del viaggio «Le ali del bruco». Un romanzo di rinnovamento, di ricerca, uno stile fluido che fa riscoprire ad ogni lettore il poeta che tutti abbiamo dentro. Il libro di Cucciniello è la storia di un uomo che ha perso il lavoro e non riesce ad accettarne le conseguenze. Il protagonista che scrive in prima persona non ha un nome e nel romanzo, inserito in un piĂą ampio progetto sperimentale sull’Approccio Sistemico Vitale condotto dal professore Sergio Barile della UniversitĂ  La Sapienza di Roma in collaborazione con altre universitĂ  laziali e campane, ci sono pochissimi altri personaggi: la moglie Barbara, il piccolo Matteo e soprattutto il barbone, il clochard, anche lui senza nome. Antonio Cucciniello, autore di Le Ali del Bruco, ha esordito nella letteratura soltanto nel 2003, con il romanzo «Un’altra opportunità», testo di narrativa adottato in molte scuole. In seguito si è dedicato ai thriller, con discreta fortuna nel mercato americano. Ma è stato l’incontro con il professore Barile a segnare una svolta nella sua carriera artistica, come l’autore ha confessato in piĂą interviste. Si definisce un randagio, uno scrittore di strada e «Le Ali del Bruco» è diverso dalle sue produzioni precedenti. Il libro, appunto, della svolta, una sorta di esperimento promosso dalla ASVSA (associazione per la ricerca sui sistemi vitali) e finalizzato a veicolare, attraverso l’arte della scrittura, la teoria dell’approccio sistemico vitale ideata da Barile. Un metodo che è stato elaborato nell’ambito dell’economia di impresa e che ha in seguito ottenuto riconoscimenti internazionali. Insomma, un romanzo unico, diverso, che trasforma la teoria in una storia con tanto di personaggi. L’autore sta attualmente lavorando alla revisione di una trilogia: «Nevrosi».      

Manifesti macabri contro Renzi. I comunisti: “Non abbelliremo il vostro terrore”. La condanna del Pd. Tutte le foto

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Pomigliano. Il segretario del Pd Matteo Renzi fotografato in una bara con attorno il suo necrologio e i nomi dei morti nelle fabbriche.  L’intento è quello di provocare ma il risultato del messaggio resta comunque quello di un macabro avvertimento. Gli extraparlamentari del comitato di lotta licenziati e cassintegrati Fiat e del collettivo 48 Ohm hanno infatti preparato 200 manifesti funebri per “salutare” l’arrivo di Matteo Renzi a Pomigliano, previsto per domani ma non ancora ufficializzato. Gli autori del manifesto sono gli stessi che nel 2015 inscenarono con un fantoccio il finto suicidio di Marchionne e l’annesso “funerale” e che dieci giorni fa hanno affisso in cittĂ  un altro disegno murale satirico contro Vittorio Sgarbi, candidato di Forza Italia nel collegio uninominale di Pomigliano, e che poi la settimana scorsa hanno lanciato una serie di rotoli di carta igienica sul sottosegretario alla giustizia Gennaro Migliore, intervenuto nella cittĂ  delle fabbriche a un convegno organizzato dal Pd con i sindacati firmatari degli accordi con la Fiat, convegno da cui era stata esclusa la Fiom. Intanto i militanti della sinistra radicale ci riprovano. Stavolta con una valanga di manifesti anti Renzi dal sapore davvero macabro. «E’ una provocazione satirica» replica però Mimmo Mignano, operaio della Fiat di Pomigliano che l’azienda tiene a stipendio a casa senza consentirgli l’accesso in fabbrica. «Renzi – spiega Mignano – grazie al jobs act e a tante altre schifezze politiche è il responsabile insieme al suo partito della condizione mortale in cui ora si trovano gli operai italiani, morti suicidi o per i tanti incidenti sul lavoro». Dunque, si surriscalda il clima a poche ore dal probabile ma non ancora confermato arrivo del segretario democrat nel collegio piĂą importante di queste elezioni, il collegio del leader Cinque Stelle Luigi Di Maio. Le invettive degli extraparlamentari all’indirizzo di Renzi, la foto che ritrae il segretario in una bara e il necrologio, sono contenute in un manifesto dal titolo rosso in campo bianco “Non abbelliremo il vostro terrore”. Domani la cittĂ  sarĂ  inondata di questi messaggi. Nel frattempo il Partito Democratico ha emanato un comunicato che condanna in modo molto duro questa iniziativa provocatoria.  

Di Bernardini e la sua visione della politica

L’intervista a Natale Di Bernardini, la voce che dà potere al popolo. Natale Di Bernardini, detto Roberto, nato a Velletri, classe 1954, pensionato e già funzionario tecnico dell’amministrazione provinciale/Città Metropolitana di Napoli, è una persona dedita al lavoro, alla famiglia ed all’impegno politico. Un uomo di altri tempi per una politica di altri tempi e senza per questo essere anacronisti; sembra scontato sottolinearlo ma ultimamente vale la pena dirlo. A seguire l’intervista. Di Bernardini, lei è di Rifondazione Comunista e il passaggio a Potere al Popolo è stato automatico se vogliamo! «Non proprio automatico! Perché se RC non si fosse schierata con i movimenti come OPG ed altre associazioni, schierandosi di nuovo con quelle che sono le sue antiche ideologie, quelle della base, quelle della salvaguardia dei diritti dei lavoratori e dei cittadini, io non mi sarei né presentato alle elezioni e forse sarei andato a votare ma senza esprimere un giudizio.» C’è quindi una consequenzialità di ideali … «Sì, certo, questo per me è un fatto primario, non a caso mi presentai come consigliere comunale col simbolo di Rifondazione Comunista e per questo non mi sarei mai apparentato con nessuno. Le persone hanno libertà di scegliere di andare a votare o meno ma le mie idee devono essere chiare e presentate in modo equo e tranquillo». Con questo passaggio dall’amministrazione pubblica locale a quella nazionale… «Io ho scelto questa lista, ho scelto Potere al Popolo per salvaguardare quello che i nostri avi, nel 1946 hanno creato, la nostra Costituzione che ci invidiano in tutto il mondo, su questo si è basata la mia scelta sulla fedeltà alla Carta Costituzionale. Questo per sancire i diritti fondamentali, il diritto alla libertà, il diritto al lavoro, il diritto alla salute…». Quindi portare i suoi valori di uomo della sinistra a difesa della Carta Costituzionale. «Certamente!». Ma questo perché lei la vede in pericolo? «Sì, perché con la riforma del federalismo fiscale e la modifica dell’articolo quinto della Costituzione abbiamo visto a che cosa siamo arrivati. Siamo arrivati ad uno Stato che non può intervenire perché le Regioni sono autonome e devono da sole far quadrare i bilanci per venire incontro alle esigenze ed ai diritti dei cittadini. Accade però che ci sono Regioni più virtuose dove ci si può curare tranquillamente mentre in altre, come la Campania, la nostra virtù è invece il latrocinio, dove purtroppo, per curarsi, o vai con il codice rosso o non sei assistito. Dobbiamo però essere onesti ed ammettere che queste riforme sono state portate avanti da un governo di sinistra». Nel caso che fosse eletto, quale sarebbe un suo primo atto concreto? «Il lavoro! Ritornare a quelli che erano i diritti dei lavoratori, perché col Job’s Act, si è arrivati a che le conquiste dei nostri padri ma anche le mie (ho 64 anni e con e lotte studentesche) i lavoratori sono arrivati ad acquisire dei diritti sacrosanti per poi essere tolti nel giro di soli pochi mesi. Perdendo quindi anche quel poco di tutela si arriva ad una specie di schiavismo dove chi ha il potere in mano ti ricatta. Oggi ci si vanta di 1.800.000 posti di lavoro, ma io conosco persone che in un anno hanno avuto qualcosa come 10, 12 contratti! Dove vengono licenziati e poi ripresi! Ed ogni qualvolta di fa questo risultano nuovi posti di lavoro, ma non è così!». Ma non crede che una volta giunti alle alte sfere le cose poi cambino? «L’ortodossia politica ha una valenza fino a un certo punto! Io ho fatto opposizione, ma fare opposizione becera danneggia semplicemente i cittadini: se ci sono infatti proposte consone al tuo programma tu le devi votare, se c’è un beneficio per i cittadini tu le devi votare! La politica si evolve e non possiamo identificarci in un’ideologia prettamente ortodossa, le dinamiche cambiano». Ma anche qualcun altro potrebbe dire le stesse cose. «Uno dei temi principali, quando ero ragazzo, era il compromesso storico, che non era digerito da tutti i militanti del Partito Comunista. Anche io non avevo intuito determinate cose: essendo giovane ero più intransigente rispetto al cambiamento ma il compromesso storico è stata la prima fase di un connubio tra due diverse ideologie ma una era un’ideologia con un Partito Popolare, quale era la Democrazia Cristiana, non stiamo parlando di una certa destra! Quella che nonostante le disposizioni costituzionali sta ancora qua». In effetti, ascoltando lo streaming del comizio di De Stefano di Casa Pound, al di là delle aberrazioni di chiara marca fascista, esprime concetti sociali molto vicini alla sinistra radicale. «Al di là di tutto loro hanno una visione nazionalistica che noi non abbiamo e poi quando loro parlano di lavoro, da che parte viene questo lavoro? E in che modo lo vuoi sfruttare questo lavoro? Per loro esiste un padrone ed un subalterno ma per noi no, è per questo che non stiamo sullo stesso piano». Volendo fare un confronto tra Natale Di Bernardini ed un altro candidato qual è quel di più che può fare la differenza? «Il di più, senza falsa modestia, è la mia onestà! Sia intellettuale che fattuale. Sfido chiunque a fare indagini sulla mia persona. Né io né la mia famiglia abbiamo scheletri nell’armadio». Una volta era dato per scontato tutto questo ma oggi è divenuto opzionale… «Chi mi conosce poi, sa che ho militato ed ho 46 anni di politica alle spalle e non ne ho mai approfittato». Mi sintetizzi per favore Natale/Roberto Di Bernardini in una parola o in uno slogan. «La coerenza! Se dico una cosa non la rinnegherò mai, pure davanti al Padreterno, a chiunque. Quando dico una cosa è quella, basta una stretta di mano, non come molti politici di oggi che una volta stanno a destra un’altra volta stanno a sinistra».NATALEDI_BERNARDINI2018

Madonna dell’Arco, Vittorio Sgarbi ieri in Santuario, sarà anche all’inaugurazione del nuovo museo degli ex voto

Una pausa dalla campagna elettorale per il critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha voluto visitare, senza clamori e senza seguito, il Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia. Ha contattato il rettore del convento domenicano, padre Alessio Romano, e nella serata di ieri ha trascorso più di un’ora ad ammirare le tavolette votive del Santuario, famose in tutto il mondo, ha osservato il chiostro, contemplato l’antica farmacia dai soffitti affrescati e ha ricevuto in dono i volumi che illustrano la storia e le ricchezze del Santuario dedicato alla Vergine dell’Arco. Una visita da tempo attesa e già nell’aria pochi mesi or sono quando, in occasione di una mostra d’arte a Bergamo, si era soffermato a lungo dinanzi alle opere dell’artista Pasqualino Mauri. Uno dei dipinti di Mauri rappresentava proprio il Santuario Mariano e Sgarbi, che già conosceva di nome il luogo, aveva espresso l’intenzione di visitarlo presto. Detto, fatto. Ieri padre Alessio Romano e padre Gianpaolo Pagano hanno fatto da «guide» al critico d’arte mostrandogli reliquie, narrando la storia dei miracoli raffigurati su tante tavole ex voto alcune delle quali sono ora in mostra al Mucem di Marsiglia e prima ancora richieste da altri importanti musei europei. «Vittorio Sgarbi ha accolto con entusiasmo l’invito di inaugurare personalmente il nostro nuovo museo ex voto che sarà pronto appena dopo Pasqua – spiega il rettore padre Alessio Romano – potrà così ammirare tutti i tesori che al momento non abbiamo potuto mostrargli». Il museo, che annovera la più grande raccolta di ex voto al mondo, è al momento chiuso, tutte le sue ricchezze riposte e inventariate, per essere poi nuovamente esposte in un salone del chiostro del convento. Sarà lì che, dopo il consueto pellegrinaggio del Lunedì in Albis, Sgarbi tornerà per il taglio del nastro. «Ne siamo felicissimi – continua padre Alessio – anzi contiamo di organizzare in contemporanea la presentazione del suo nuovo libro «Dal mito alla favola bella. Da Canova a Boldini», in cui c’è un ben delineato percorso tra esperienze artistiche poco note eppure straordinarie, in un itinerario che da Venezia ci porta fino a Napoli».  

Elezioni politiche 2018, il punto sulla campagna elettorale di Libera D’Angelo

A poche ore dalla chiusura della campagna elettorale Libera D’Angelo fa il punto sul percorso che la condurrà fino all’appuntamento del 4 marzo. Tra i primi bilanci e l’ultimo appello la candidata della coalizione Pd al Senato nel collegio Portici-Nola tocca diversi punti chiave della sfida di domenica. Campagna elettorale “E’ stata una campagna elettorale anomala da tanti punti di vista ma purtroppo ha rappresentato anche un’occasione mancata per un confronto serio tra forze politiche sui temi cari ai cittadini. Ho visto tanti slogan, accuse pesanti e colpi di teatro. Non certo quello che chiedevano gli elettori: io ho cercato di fare la mia parte e credo, insieme al Pd ed alle altre forze della coalizione, di aver segnato una differenza netta rispetto a estremisti, populisti e urlatori” Il territorio “Quello di Portici-Nola è un collegio vivo e ricco di risorse. Ci sono piccole realtà e grandi centri, ma voglio portare alla ribalta la laboriosità di queste comunità. L’appuntamento col rilancio attraverso il turismo non può essere più rimandato: c’è il Villaggio Preistorico che merita un’attenzione speciale dopo anni di oblio e c’è la Reggia di Portici che può essere completamente rivalutata. Il Pd in questi anni ha già mostrato di poter attuare modelli vincenti in Campania con Caserta e Pompei: possiamo replicarli anche nel Nolano-Vesuviano” I temi dimenticati “La disabilità fa parte della schiera delle tematiche messe ai margini del dibattito di queste settimane. Con la legge sul “dopo di noi” si è intrapreso un percorso importante, ma il punto cruciale sui territori è la mancanza di servizi e l’aiuto alle famiglie. Vorrei l’assistenza ai disabili in un progetto al di fuori dei limiti di spesa del sistema sanitario come avvenuto per altre patologie”. L’appello trasversale “Non sappiamo come finiranno queste elezioni ma di certo girando per ogni realtà del mio collegio e osservando il dibattito politico posso evidenziare che c’è una vasta fetta di popolazione senza diritti e che purtroppo si sente esclusa anche da appuntamenti importanti come quello di domenica. Istituzioni e partiti devono portare avanti la loro azione pensando a loro. Ho dedicato all’attenzione per gli ultimi i miei sforzi in questa campagna elettorale; continuerò a farlo dal 5 marzo, indipendentemente dall’esito delle urne.

Sant’Anastasia, rapina dinanzi al Santuario, quattro malviventi armi in pugno

Terrore a Madonna dell’Arco nella prima serata di ieri. Quattro malviventi, casco integrale e armi in pugno, a bordo di motociclette, si sono appostati e hanno fermato una Mercedes spaccando con una pistola il finestrino del guidatore intimandogli di consegnare tutto quello che aveva con sé. Portafogli, orologio, soldi. Una volta messa a segno la rapina i quattro sono risaliti a bordo delle moto mentre tante persone che avevano assistito alla scena tentavano di allontanarsi in preda alla paura. Uno dei quattro malviventi non è riuscito a far partire la moto e si è messo a spingerla, arma sempre in pugno, finché non è riuscito ad avviare il motore. La vittima, intanto, si è rifugiata nel bar di fronte al Santuario. I carabinieri della locale stazione, al comando del maresciallo Francesco Russo, sono arrivati subito dopo aver ricevuto una chiamata che li ha allertati di quanto stava accadendo a Madonna dell’Arco ma i rapinatori si erano già dileguati.

Somma Vesuviana, nell’auditorium delle Suore Trinitarie la presentazione del libro “Lirica greca antica”

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  Giovedì 1 marzo 2018 nell’auditorium delle Suore Trinitarie, in via San Giovanni de Matha, alle ore 17:30 Salvatore De Stefano farĂ , invitato dalla locale sezione F.I.D.A.P.A, un reading poetico dei suoi componimenti. Nell’ambito della perfomance la prof.ssa Silvia Svanera, docente di Lettere al Liceo Scientifico E. Torricelli di Somma Vesuviana, presenterĂ  il libro Lirica greca antica tradotto in italiano da Salvatore De Stefano, pubblicata da Massa Editore. Salvatore De Stefano nasce a Somma Vesuviana nel 1943. Laureatosi in Lettere presso l’UniversitĂ  di Napoli, ha insegnato prima nella Scuola Media, poi all’Istituto Magistrale, infine al Liceo Scientifico. Militante politico, ha ricoperto la carica di vicesegretario e poi di segretario cittadino del PSI ed è stato consigliere comunale per alcune consiliature. Uscito dal PSI, ha partecipato alla formazione nel suo paese del nuovo soggetto politico PDS, DS, PD. Cultore di Letteratura classica e moderna, si interessa di Giottologia, di Filologia Romanza, di Dialettologia Napoletana. Oltre a sporadici articoli sulle materie dei suoi studi, ha pubblicato il saggio introduttivo alla raccolta di poesie Le Frondi Sparte di Giovannina Papa, e tre sue sillogi poetiche: Carminario Vesevino, Pecilodia Vesevina e Carminario Vespertino. Al principio nella Grecia antica, per lirica si intendeva la poesia la cui recitazione era accompagnata dal suono della lira o da strumenti a fiato, differenziandosi in questo dalla poesia recitativa. Ma giĂ  nella Grecia tardo – arcaica quella denominazione, in contraddizione con la sua etimologia, non implicava che la poesia fosse accompagnata dalla musica.  I testi nel libro antologizzati – riferisce il Prof. De Stefano – sono brani estratti da componimenti integrali, o, piĂą spesso, frammenti di opere disintegrate ed in buona parte perdute, sono un campionario della poesia lirica prodotta da autori greci lungo un periodo cha va dal VII al I secolo a.C.