Tensioni nella fabbrica Leonardo di Pomigliano: operaio frattura con una testata il naso di un collega e viene licenziato

Botte da orbi nella fabbrica Leonardo di Pomigliano: un operaio è stato preso a testate da un collega. Il lavoratore ha il naso fratturato e un sospetto trauma cranico. L’aggressore è stato licenziato. L’operaio ferito è andato in ospedale e poi ha denunciato tutto ai carabinieri. L’episodio, definito increscioso dalla stessa Leonardo, si è consumato alcuni giorni fa nel reparto Boeing 767 del grande stabilimento aeronautico, il reparto messo “in probation”  cinque mesi fa dal colosso americano di Seattle a causa dei pezzi difettosi prodotti, i timoni di coda e i flap delle ali. A ogni modo Leonardo precisa che la rissa tra i due operai non sarebbe minimamente collegata a questioni interne relative alle attivitĂ  della fabbrica. Si sarebbe trattato di una banale lite scaturita da futili motivi. Uno scontro sia pure culminato con un gesto estremo ma che non avrebbe alcun punto in comune con il clima di tensione che si respira da tempo nel piĂą grande impianto aeronautico del Mezzogiorno, 2500 addetti impegnati in attivitĂ  di progettazione aeronautica e in produzioni manifatturiere di fusoliere per i velivoli turboelica a corto raggio Atr.  Secondo voci circolate in fabbrica, però, l’autore della testata al collega sarebbe stato provocato perchĂ© non avrebbe fatto carriera. Una meritocrazia mancata dalla quale sarebbe scaturita la lite.  Intanto il clima di tensione resta, in particolare a causa del futuro incerto e della scarsa efficienza produttiva e qualitativa dello stabilimento, lamentata dall’azienda nel corso di una recente assemblea di fabbrica .  GiĂ  a novembre nell’Alenia di Pomigliano c’era stato un accenno di rissa tra un funzionario e un sindacalista. Intanto proprio nello stesso reparto messo “in probation” dalla Boeing a causa dei pezzi di aero prodotti ma risultati difettosi si è consumato un altro e piĂą grave episodio di violenza. Durante una discussione due operai si sono azzuffati. Uno ha dato una testata all’altro. Quello che ha avuto la peggio, G.C., poco piĂą che trentenne, di Napoli, è stato ricoverato in ospedale. Ha riportato un sospetto trauma cranico e la frattura del naso. DovrĂ  essere operato al setto nasale. Il collega protagonista della testata, V.V., cinquantenne, è stato nel frattempo licenziato. Ma si sta valutando di prendere provvedimenti anche nei confronti della tuta blu che ha avuto la peggio. I due operai specializzati erano stati temporaneamente trasferiti dall’impianto Alenia di Nola, dove sono in organico, a Pomigliano proprio nel tentativo di dare una mano ai colleghi allo scopo di risolvere la difficile situazione dei difetti registrati nei timoni di coda e nei componenti  delle ali del grande velivolo commerciale Boeing 767. Per questo motivo il colosso americano di Seattle ha sostanzialmente commissariato le produzioni di Pomigliano, mettendole “in probation”, che in gergo tecnico significa sotto esame, in prova,  e inviando suoi tecnici nella fabbrica napoletana.  

Sant’Anastasia, il sindaco nomina l’assessore e rivede le deleghe

E’ l’avv. Bruno Beneduce il nuovo assessore nominato in sostituzione del dimissionario arch. Stefano Prisco. Il sindaco, Lello Abete, ha azzerato le deleghe, per poi provvedere a ridefinirle e ridistribuirle con proprio decreto del primo marzo, al fine di rendere piĂą efficace l’azione amministrativa dell’organo esecutivo. Nella prossima seduta di Consiglio Comunale sarĂ  data ai consiglieri la comunicazione ufficiale della composizione della Giunta con le materie di loro competenza. Mantenendo ad interim quelle non assegnate, il sindaco, ha provveduto a delegare a ciascun assessore le seguenti materie: al Vice Sindaco, dott.ssa Carmela APREA, vanno le deleghe alla cultura, turismo, trasporti, urbanistica e marketing territoriale. All’Avv. Bruno Beneduce sono assegnati gli affari legali, pubblica istruzione, cimitero e servizi cimiteriali. Confermati all’ass. Girolamo (Fernando) De Simone, l’Ambiente, Patrimonio, Servizi energia elettrica, acquedotti e gasdotti, protezione civile, sicurezza sul lavoro, sicurezza scolastica, informa-giovani, AA.GG., sport, trasparenza. A Palmarosa Beneduce vanno: politiche sociali, politiche agricole, pari opportunitĂ , risorse umane, finanziamenti comunitari. L’ass. Mariano Caserta è confermato al Bilancio, con tributi e programmazione economica, partecipazioni societarie, alienazione e valorizzazione del patrimonio, Polizia Municipale, finanza di progetto e innovazione tecnologica. “A seguito delle dimissioni dell’Arch. Stefano Prisco, che ancora ringrazio per il lavoro svolto, ho ritenuto opportuno azzerare le deleghe degli assessori e procedere ad una ridistribuzione delle stesse. Nella mia squadra amministrativa – dice il Sindaco Lello Abete – ho nominato nuovo assessore l’avv. Bruno Beneduce con delega alla Pubblica Istruzione, Affari legali e Cimitero. L’avv. Beneduce dall’alto profilo professionale, con passione politica e competenze qualificate, sono certo, potrĂ  offrire un contributo all’azione amministrativa”.

Roghi sul Vesuvio, piromane condannato. Il Comune di Ottaviano sarĂ  risarcito

Il Comune di Ottaviano si è costituito parte civile nel processo contro il presunto piromane arrestato a luglio del 2017 a Torre del Greco, con l’accusa di aver appiccato il rogo e distrutto 10mila metri quadrati di vegetazione nel Parco nazionale del Vesuvio. L’uomo è stato condannato a quattro anni e mezzo di carcere, mentre il risarcimento a favore del Comune di Ottaviano sarà stabilito in separata sede. “Lo abbiamo ritenuto un gesto doveroso, perché il Parco siamo tutti noi e perché i danni provocati dagli incendi della scorsa estate hanno riguardato e riguardano un intero territorio. Abbiamo, anzi, letto sugli organi di stampa le dichiarazioni del difensore del piromane, che dice che i veri imputati dovrebbero essere i responsabili del Parco e dei Comuni: si tratta di una caduta di stile, di frasi inaccettabili che un professionista non dovrebbe mai pronunciare”, spiega il sindaco Luca Capasso. Il Comune di Ottaviano è l’unico ente pubblico ad aver formalizzato la costituzione di parte civile.

Elezioni politiche 2018, Falcone: “Necessario votare chi conosce il territorio”

“A voi, candidati, propongo anche un altro passo in avanti rispetto al passato: se sarete eletti, distinguete tra la battaglia politica che riguarda le parti che rappresentate e la tutela del territorio dal quale ricevete i voti per andare in Parlamento. Provate ad essere uniti, a condividere un minimo di visione e progettualità comune. Anche accompagnati dalla Chiesa e dalla comunità cristiana, cercate, da eletti dello stesso territorio, quel bene comune da perseguire insieme. Sarebbe una piccola profezia e aiuterebbe i cittadini a credere che la buona politica è ancora possibile”. Sono parole tratte da un messaggio che il Vescovo di Nola, monsignor Francesco Marino, ha inviato in occasione delle elezioni politiche del 4 marzo. Antonio Falcone, candidato alla Camera dei Deputati nel collegio uninominale di Acerra per il Pd e il centrosinistra, commenta così il messaggio di monsignor Marino: “Nel ringraziare Sua Eccellenza per le belle e importanti parole, è necessario sottolineare che il territorio si può tutelare solo se lo si conosce davvero. In questa ottica, credo che la scelta di candidare uomini e donne provenienti dal territorio sia stata opportuna e giusta, al di là degli schieramenti politici: la nostra area ha una complessità tale che solo chi la conosce bene può pensare di occuparsene sul serio e tutelarla. Chi sarà eletto, non potrà non tenere in considerazione l’appello di monsignor Marino: essere uniti e condividere visione e progettualità sarà doveroso”

Elezioni, D’Angelo: “Un network con territorio per portare proposte in Parlamento”

“Una rete di eccellenze per creare un collegamento costante tra parlamentare ed elettorato”. E’ la proposta formulata da Libera D’Angelo (Pd), candidata della coalizione Pd al Senato nel collegio Portici-Nola, a poche ore dalla conclusione della campagna elettorale. “Non vedo l’ora di mettermi al servizio di questo territorio e confido che domenica i cittadini possano darmi e darsi questa grande possibilitĂ . Non credo ai tuttologi nĂ© ai super-uomini. Concepisco il ruolo di parlamentare come portabandiera di una comunitĂ . Per questo motivo, se dovessi essere eletta a Palazzo Madama mi muoverò fin da subito per creare una rete di esperti e cittadini in grado di affiancarmi per tenere costantemente il polso della situazione sui territori e trasmettere tutte le criticitĂ  in tempo reale in Parlamento”. “In questi giorni – conclude D’Angelo – ho sempre parlato di orecchio sui territori e voce a Roma: darò seguito a queste parole creando un laboratorio di idee sempre attivo con proposte dal basso ed eccellenze al servizio della comunitĂ . Il Nolano e il Vesuviano hanno un’occasione unica per partecipare ai processi decisionali con le migliori armi che possiamo opporre a populismo e superficialitĂ : la competenza e il gioco di squadra”.

Homo photographicus.  Perché sui “social”  non  “girano” “selfie”  di  sindaci e assessori che spalano la neve?

All’inizio la fotografia costrinse i filosofi a rivedere i modelli della percezione visiva e il sistema delle relazioni tra soggetto e oggetto; oggi i cellulari e la mania del fotografare e del “postare” senza sosta ci allontanano dalla realtĂ  e ci condannano all’individualismo narcisista. I “selfie” degli amministratori locali durante gli incendi vesuviani e nelle nevicate di questi giorni.   L’invenzione della fotografia non solo modificò la storia dell’arte, costringendo le Avanguardie a cercare, per la pittura, nuovi spazi e nuovi orizzonti, ma spinse anche i filosofi e gli studiosi di psicologia a riflettere sulla natura della percezione visiva. E’ merito anche della fotografia se l’ermeneutica ha potuto sostenere e dimostrare che i nostri occhi vedono non quello che c’è, ma quello che hanno deciso di vedere, e che ogni nostro giudizio è un pregiudizio. La fotografia classica, quella scattata dal fotografo cacciatore di immagini che dicessero qualcosa di particolare alla sua sensibilitĂ , conservò a lungo quella che Claudio Marra chiama la ybris della fotografia, la sua “empia” capacitĂ  di presentarsi come una divinitĂ  demiurgica: riprodurre le apparenze del mondo visibile in immagini che sono esse stesse “apparenze” ricreate, pensate e caricate di significato dall’uomo. In questo paradosso sta il fascino degli scatti “d’epoca”, delle fotografie storiche e di quelle del nostro passato: e fino a che punto questo fascino possa essere ancora oggi un incantesimo è dimostrato ampiamente dalle fotografie che pubblicano sui “social” due miei amici, Antonio Cangiano e Marco D’ Antonio. Essi riescono ad essere artisti “classici” in un’epoca in cui i cellulari e gli smartphone hanno trasformato la fotografia in una pratica di massa: tutto viene fotografato, momento per momento, senza sostanziali motivazioni, ma solo perchĂ© il “fotografo” si illude di conquistare attraverso l’alluvione di immagini scaricate sui siti e sulle “bacheche” un momento di celebritĂ , un flusso di “mi piace”. Ma è l’illusione di un attimo, poichĂ© ogni “scatto” annega nel fiume di “scatti” che implacabile e senza sosta scorre nei canali dei “social” annullando radicalmente, tra l’altro, ogni distinzione tra vero e falso. Così la fotografia, che all’inizio obbligava il fotografo a osservare attentamente la realtĂ , a indagarla, oggi lo allontana da essa, lo isola e lo avviluppa nelle spire dell’individualismo e del narcisismo, lo rende vittima della mania del “selfie”. Era fatale che alle sirene di questa mania cedessero i politici di vario taglio, i sindaci, gli assessori, i consiglieri comunali. Essi hanno valutato, certamente, la misura dei vantaggi e dei rischi che l’uso del mezzo e della tecnica può produrre. I “selfie” possono servire a testimoniare la continuitĂ  della presenza degli amministratori locali sul territorio, a dare sicurezza ai cittadini, a confermare la paternitĂ  dei provvedimenti adottati nell’interesse della comunitĂ : perchĂ© può anche capitare che non ci siano certezze sul nome del sindaco che ha disposto di asfaltare una strada, come è capitato in questi giorni in un Comune del Vesuviano, e che si faccia confusione nell’individuare le Amministrazioni che misero mano, che so, al progetto di metanizzazione o a quello di sistemazione dei parchi nei palazzi storici. Ma i “selfie” possono anche produrre dei danni, o per il numero eccessivo, che genera noia, o per una imprudente impaginazione, che suscita il riso. E niente, soprattutto per un politico locale, è piĂą calamitoso del ridicolo. Gli “incendi” vesuviani dell’anno scorso favorirono la messa in scena di un vero e proprio festival dei “selfie” di amministratori territoriali di ogni grado e taglio: e forse fu cosa buona e lodevole, perchĂ© le fiamme scatenano una paura ancestrale, figuriamoci poi quando il fuoco attacca il Vesuvio: in quella circostanza era giusto che, per rassicurare i cittadini, gli amministratori di ogni grado e taglio si fotografassero e si facessero fotografare, e pubblicassero sui “social” “selfie” e foto che li ritraevano mentre, di giorno e di notte, affrontavano le fiamme voraci con pompe e zappe brandite così come l’Arcangelo Michele brandisce la sua spada sulla testa di Satana e sulle vampe degli Inferi. L’agitazione del momento provocò qualche eccesso, qualche scena parve piĂą teatro che vita vissuta, e il dramma dell’ora venne talvolta svilito dal chiasso dei commenti e dei proclami che accompagnarono la pubblicazione sui “social” di foto e di “.selfie.”  Ma può capitare. Il fuoco crepita, la neve cade in silenzio.La neve, dalle nostre parti, crea problemi soprattutto alle persone che non frequentano le piazze “virtuali”. Per i frequentatori abituali dei “social” la neve è una sorpresa preziosa, perchĂ© consente di fotografare tetti e balconi e giardini e cani e gatti tutti imbiancati, e di modellare pupazzi e fotografarli, e di lamentarsi per le scuole chiuse, e per i ragazzi che restano a casa, oppure di variare lo schema e di distinguersi dalla massa rallegrandosi per le scuole chiuse, e per i ragazzi che potranno giocare con le palle di neve, e un giorno racconteranno l’emozione, così come la raccontano i loro genitori. Una fiumana di foto e di “selfie”.In questi giorni non ho visto “selfie” di amministratori locali che spargevano il sale sulle strade e che spalavano cumuli di neve: hanno intuito che il popolo, quasi tutto, la neve la voleva, a patto che non fosse troppa e non si trasformasse in gelo. Qualche intellettuale ha citato perfino un paio di poesie dedicate all’argomento: uno ha pescato, chi sa da dove, chi sa da dove, un verso di Zanzotto, “ma come ci soffolce, quanta è l’ubertĂ  nivale”, un altro ci ha parlato di Jacques Prèvert, del suo pupazzo di neve che entra in una casa, si siede sulla stufa rovente e si scioglie, d’un tratto; una gentile signora, infine, ha ricamato finissime similitudini tra gli arabeschi di neve e le trame di trine e merletti. Dunque, hanno fatto bene gli amministratori locali a non “selfeggiarsi” mentre spalavano la neve: e poi, nello spalare, non c’è quel tocco epico che invece esalta la figura del domatore delle fiamme: spalare è un gesto prosaico, e un po’ rozzo. Forse avrebbero potuto “selfeggiarsi” mentre bussavano alle porte dei vecchi e dei malati e chiedevano se avessero bisogno di qualcosa. Ma, a pensarci bene, è meglio che non l’abbiano fatto. Sai quante polemiche sarebbero fioccate, quante maligne accuse di demagogia e di populismo…..    

Napoli, al via bando per la creazione di un portale di gesone del Turismo Accessinile AtCampanioa.com

L’evento di presentazione mercoledì 7 febbraio. L’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti Sezione Territoriale di Napoli, ha dĂ to la massima disponibilitĂ  a gestire un portale relativo al turismo per “tutti”. Il portale Atcampania.com, donato dai circoli dei Rotary Club della Provincia di Napoli, i quali si sono resi promotori anche del progetto “TURISMO ACCESSIBILE”, vuole essere lo strumento per sostenere il turismo dei diversamente abili a Napoli e Provincia. “Il turismo è”, ha affermato Mario Mirabile presidente della sezione UICI coinvolta nel progetto, “una delle piĂą importanti conquiste del genere umano. “La libera circolazione delle persone, gli incontri, la conoscenza reciproca e l’approfondimento culturale sono la base della necessaria evoluzione della nostra civiltĂ , per consolidare sempre di piĂą la convivenza tra popoli diversi, la libertĂ  e la pace”. Il turismo è un diritto per tutti e per i disabili è un elemento fondamentale per l’inclusione sociale e per sentirsi un cittadino con pari dignitĂ  e pari opportunitĂ  come ogni altro. “La finalitĂ  ultima del progetto”, come affermano i dirigenti UICI e i rappresentanti dei Rotari che hanno finanziato il portale, “è la promozione dell’accessibilitĂ , ossia l’eliminazione di barriere architettoniche, culturali e sensoriali, condizione indispensabile per consentire la fruizione di spazi, beni e servizi da parte di tutte le persone, indipendentemente dalle condizioni personali, sociali, economiche e di qualsiasi altra natura che possano limitare tale fruizione”. Il turismo accessibile rappresenta un argomento ancora poco diffuso presso gli operatori turistici della splendida cittĂ  di Napoli e di tutta la Regione Campania. Sebbene si tratti di un tema dai rilevantissimi effetti per lo sviluppo del settore, è necessario promuovere la consapevolezza di questa importanza presso gli operatori pubblici e privati. A tale scopo verranno promossi seminari per gli operatori tenuti da esperti, nonchĂ© convegni e conferenze di presentazione delle attivitĂ , partendo dall’importante strumento del portale dedicato all’accessibilitĂ  di strutture, servizi ed eventi. L’Unione Italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Napoli, per dare il via alla start-up immaginata, ha ritenuto necessario costituire una societĂ  che gestisca in piena autonomia il percorso progettuale descritto. Per presentare la manifestazione di interesse per la costituenda societĂ  di gestione del portale c’è tempo fino al 23 marzo 2018.

“Apri gli occhi”, a Scisciano va di scena la prima commedia di Gian Crò

Una commedia brillante. E’ quella che andrĂ  in scena, venerdì 2 marzo alle ore 20.45. La compagnia di Gianmarco Crò si esibirĂ  con l’opera inedita “Apri gli occhi”, dopo il debutto avvenuto, qualche mese fa, ad Avellino. L’evento promosso dall’associazione Aristofane, testimonia il nuovo cammino del giovane Crò, attore, autore, e per l’occasione anche regista, dopo l’esperienza al fianco di Salemme. “E’ sicuramente una sfida affascinante e rischiosa – afferma Crò – ma credo che il testo possa piacere a appassionare il pubblico. E’ una commedia amara che abbraccia ogni etĂ  e vorrei far passare un messaggio che purtroppo è molto attuale e vorrei invece che fosse lontano da noi: la diffidenza verso l’altro che comporta un egoismo ingiustificato nei rapporti tra le persone. Il mio obiettivo è quello di avvicinare sempre di piĂą i giovani al teatro” Ad affiancare sul palcoscenico lo stesso Crò sono altri due bravissimi attori, come Federico Nelli con alle spalle una gavetta con importanti attori, e Benedetta Rustici reduce dal da un importante riconoscimento consegnatole al festival di Dublino.

Compostaggio a Pomigliano, la Regione: “No alla valutazione d’impatto ambientale”. Impianto piĂą vicino

L’arrivo del primo, grande impianto campano di compostaggio dei rifiuti si sta consumando in sordina. L’apertura del cantiere sembra infatti dietro l’angolo, grazie anche alle ultime dichiarazioni del presidente della giunta regionale, Vincenzo De Luca, che ha dato per imminente il via libera definitivo alle procedure di realizzazione di 7 impianti produttori di compost, uno dei quali è stato ubicato sulla strada provinciale Pomigliano-Acerra . Intanto a riaprire il dibattito a Pomigliano e dintorni sulla questione c’ha pensato la Regione Campania. Questo perchĂ© in base a un recentissimo provvedimento pubblicato sul bollettino regionale, il burc, il 27 febbraio scorso, il progetto dell’impianto non dovrĂ  piĂą essere sottoposto alla valutazione d’impatto ambientale, la cosiddetta V.I.A., che impone giudizi molto restrittivi ai piani delle strutture di trattamento dei rifiuti. L’impianto di compostaggio di Pomigliano potrĂ  dunque essere soggetto soltanto all’autorizzazione integrata ambientale, l’A.I.A., perchĂ©, stando a quanto scrive la Regione, si tratta di una struttura a basso impatto, le cui lavorazioni non costituirebbero un pericolo per la salute pubblica. E’ una notizia di quelle che pesano nella Terra dei Fuochi, nella regione dell’eterna emergenza ambientale. L’area individuata per il sito di compostaggio a Pomigliano, grande quanto almeno quattro campi di calcio, si trova lungo la pista ciclabile della provinciale, tra un grande distributore di benzina, il campo di rugby e una cisterna di gas seminterrata. E’ una vasta zona che presenta enormi criticitĂ  ambientali, prediletta per decenni dall’ecomafia, che qui ha scaricato di tutto. L’impianto di compostaggio immaginato finora è una grande struttura progettata per smaltire 24mila tonnellate all’anno di rifiuti biodegradabili di vario tipo provenienti da un bacino di oltre 100mila abitanti. Negli 11mila metri quadrati di spazi individuati sul confine settentrionale del territorio di Pomigliano, accanto alla provinciale che collega Pomigliano con Acerra, nei pressi del canile municipale, saranno installati 5 “biotunnel”, enormi cilindri di cemento armato della lunghezza di 31 metri e di oltre 6 metri d’altezza. All’interno saranno stipate le frazioni piĂą facilmente biodegradabili da trasformare in compost, cioè in fertilizzante. Saranno anche costruiti due capannoni, di cemento prefabbricato, di oltre 1500 metri quadrati e alti 7 metri. Uno ospiterĂ  il processo di maturazione della frazione in uscita dalla fase di compostaggio attiva. Nell’altro invece si compirĂ  la post maturazione del compost e la raffinazione dello stesso tramite vagliatura e deplastificazione. SarĂ  costruita pure una palazzina per gli uffici, di due piani per un totale di 400 metri quadrati. Nel maggio del 2016 il Comune di Pomigliano ha aderito a una manifestazione dì’interessi della Regione Campania, che con avviso pubblico ha indetto una campagna per chiudere il ciclo dei rifiuti e realizzare impianti di compostaggio. Il Comune ha aderito al bando con un progetto presentato a giugno, che prevede appunto 24mila tonnelate all’anno di frazione umida di rifiuti. E il progetto presentato in Regione dal Comune di Pomigliano è stato quindi finanziato dalla Regione, ad agosto 2017.

Somma Vesuviana, il mistero della sera al borgo Casamale

Una strana situazione preoccupa i residenti di vico Perzechiello,vicolo adiacente al Bar Febbraro nel cuore del centro storico Casamale. Sono diversi giorni che  piĂą o meno intorno alle 20 o poco dopo, di sera, si sente un forte boato, come uno scoppio o uno sparo. Per diversi minuti i vetri e infissi tremano. Non si riesce a spiegare l’arcano. Si è ipotizzato di tutto: impianti di gas, movimenti sotto terra…Tant’è che sono stati allertati polizia municipale e carabinieri che hanno effettuato due sopralluoghi. Agenti della polizia locale e carabinieri hanno perlustrato il vicolo in lungo e in largo e hanno controllato anche alle spalle del vicolo precisamente in corrispondenza del pub ristorante Gold Lion. Dai sopralluoghi effettuati però non è risultato alcunchĂ©. I residenti sono molto preoccupati perchĂ© il boato si è sentito pure qualche giorno fa e hanno chiesto pure l’intervento dei vigili del fuoco dei quali si attende il sopralluogo. “Inoltre- raccontano i residenti- da diverse sere da un lato solo del vicolo manca la corrente per almeno un’ora. Abbiamo chiamato l’Enel e anche loro non si spiegano il motivo, pare che nelle cabine sia tutto funzionante”. Il mistero si infittisce…