Una pausa dalla campagna elettorale per il critico d’arte Vittorio Sgarbi che ha voluto visitare, senza clamori e senza seguito, il Santuario di Madonna dell’Arco a Sant’Anastasia. Ha contattato il rettore del convento domenicano, padre Alessio Romano, e nella serata di ieri ha trascorso più di un’ora ad ammirare le tavolette votive del Santuario, famose in tutto il mondo, ha osservato il chiostro, contemplato l’antica farmacia dai soffitti affrescati e ha ricevuto in dono i volumi che illustrano la storia e le ricchezze del Santuario dedicato alla Vergine dell’Arco.
Una visita da tempo attesa e già nell’aria pochi mesi or sono quando, in occasione di una mostra d’arte a Bergamo, si era soffermato a lungo dinanzi alle opere dell’artista Pasqualino Mauri. Uno dei dipinti di Mauri rappresentava proprio il Santuario Mariano e Sgarbi, che già conosceva di nome il luogo, aveva espresso l’intenzione di visitarlo presto. Detto, fatto. Ieri padre Alessio Romano e padre Gianpaolo Pagano hanno fatto da «guide» al critico d’arte mostrandogli reliquie, narrando la storia dei miracoli raffigurati su tante tavole ex voto alcune delle quali sono ora in mostra al Mucem di Marsiglia e prima ancora richieste da altri importanti musei europei. «Vittorio Sgarbi ha accolto con entusiasmo l’invito di inaugurare personalmente il nostro nuovo museo ex voto che sarà pronto appena dopo Pasqua – spiega il rettore padre Alessio Romano – potrà così ammirare tutti i tesori che al momento non abbiamo potuto mostrargli». Il museo, che annovera la più grande raccolta di ex voto al mondo, è al momento chiuso, tutte le sue ricchezze riposte e inventariate, per essere poi nuovamente esposte in un salone del chiostro del convento. Sarà lì che, dopo il consueto pellegrinaggio del Lunedì in Albis, Sgarbi tornerà per il taglio del nastro. «Ne siamo felicissimi – continua padre Alessio – anzi contiamo di organizzare in contemporanea la presentazione del suo nuovo libro «Dal mito alla favola bella. Da Canova a Boldini», in cui c’è un ben delineato percorso tra esperienze artistiche poco note eppure straordinarie, in un itinerario che da Venezia ci porta fino a Napoli».

























