Visciano: Partita del cuore”ecco le formazioni. Artisti e sportivi insieme per ricordare Padre Arturo D’Onofrio

Si svolgerà giovedi 28 Giugno al P.A.D. in Via De Gasperi , la Terza Edizione del Social Day in memoria di padre Arturo D’onofrio . La manifestazione è stata organizzata dal A.S.D Real Visciano – Associazione Vesuvius in collaborazione con Telethon e con il patrocinio del Comune di Visciano. La nobile iniziativa è ideata e curata dall’artista poliedrico Angelo Iannelli. A scendere in campo alle ore 18:oo saranno gli Attori del Sorriso ,gli ex calciatori di serie A e le vecchie glorie viscianesi. L’inno della partita è affidato al noto cantante Antonello Rondi. Arbitrerà Enzo Fischetti di Made in Sud. Il calcio d’inizio affidato al piccolo tifosissimo del Napoli e famosissimo sui social Umbertone. Interveranno : Il Sindaco di Visciano Gianfranco Meo, Il Presidente Ex allievi di Padre Arturo Pellegrino Gambardella i Parroci : Domenico La Manna , Don Aniello Manganiello e Don Michele Lombardi. Antonella Leardi Madre di Ciro Esposito vittima della violenza negli stadi, La show girl Tanya la Gatta, la nota cantante Ida Rendano la talentuosa Federica Raimo , dal programma di canale 5 Uomini e donne : Amedeo Barbato e Vincenzo Lucignano, gli attori: Ciro Esposito, Arturo Sepe, Angelo Di Gennaro, Angelo Iannelli,Giovanni De Filippis , i cantanti : Lino Blandizzi, Felice Romano, da The Voice Gregorio Rega e Felice Vittorino. Per gli ex calciatori: Puzone Pietro campione d’italia con il Napoli ai tempi di Diego Maradona, Il baronetto di Posillipo ex Napoli Gianni Improta, Il vulcanico Salvatore Soviero ex Genoa , Carmine della Pietra e Nicola Mora ex Napoli, Felice Foglia Ex Torino, Vincenzo la Manna ex Sambenedettese, Claudio Moschino ex Cervia, Ernesto Apuzzo ex bomber della Lazio . direttamente dalla trasmissione rai un posto al sole Cosimo Aliberti. Da Radio Kiss Kiss, i soliti tappi con Luca Sepe e Antonio Manganiello. Per Telethon il presidente Campania Francesco Lettieri. Non mancheranno tanti ospiti a sorpresa come nello stile del direttore Angelo Iannelli. Presenteranno la serata Edda Cioffi e Felice D’onofrio . Le Interviste saranno effettuate dalla giornalista Lorenza Licenziati mentre le riprese dal regista Mario Barone , da Videonola e Julie TV. Si prevede una serata emozionante per tutti i presenti tutti uniti nel nome di Padre Arturo D’onofrio.

Sanità in rivolta: assemblea permanente a Medicina Futura di Acerra, Nola e Napoli. Niente stipendi e contrasti contrattuali

In assemblea permanente i 180 lavoratori di Medicina Futura, il grande centro diagnostico di Acerra preposto alla cura dei malati oncologici nella Terra dei Fuochi. In assemblea permanente anche i 50 addetti del centro Alfa di Nola e i 30 del centro di genetica di Poggioreale, a Napoli. Tutte strutture sanitarie convenzionate e di proprietà della Coleman spa. Alla base della protesta la mancata erogazione degli stipendi, che dovevano essere corrisposti ai lavoratori entro il 5 giugno scorso, e il mancato rispetto della sentenza del tribunale di Nola sul cambio contrattuale considerato “illegittimo” dal giudice del lavoro. Sentenza che prevedeva un risarcimento milionario ai dipendenti coinvolti dal provvedimento giudiziario e il ritorno all’orario di lavoro del contratto originario “AIOP”. Intanto l’assemblea permanente rischia di culminare con uno sciopero mentre per motivi umanitari i dipendenti del centro di Acerra hanno deciso di garantire almeno il servizio di radioterapia. Ma tutte le altre diagnosi sono bloccate. << Siamo giunti a questo – spiega Lenina Castaldo, della Cgil FP – a causa del silenzio della proprietà, a cui più volte abbiamo sollecitato incontri allo scopo di far continuare il lavoro ai dipendenti in modo dignitoso, almeno sul fronte salariale. Purtroppo però l’atteggiamento della Coleman è da anni sempre lo stesso: dimentica di gestire soldi pubblici e di rispettare leggi, regole contrattuali e salariali >>. << E al silenzio dell’azienda – denuncia ancora Castaldo – si aggiunge quello della politica e delle istituzioni. I cosiddetti “signori” della sanità violano sistematicamente i diritti dei lavoratori, anche a discapito degli utenti >>. Nel frattempo a Ottaviano, presso il centro di riabilitazione Neapolisanit, i 137 dipendenti hanno votato per il si al referendum sul cambio di contratto, da quello AIOP a un altro peggiorativo. L’operazione è stata ratificata dagli altri sindacati, che sostengono di aver scongiurato in questo modo 12 licenziamenti. Ma i responsabili della Cgil FP non hanno firmato: << perché non possiamo cedere ai ricatti >>.

Al via il programma ITIA, dalla Regione Campania 60 milioni di euro per le politiche sociali

Con la pubblicazione sul Burc del 25 giugno dell’avviso pubblico rivolto agli Ambiti Territoriali, entra nella fase operativa il programma I.T.I.A. (Intese Territoriali di Inclusione Attiva), della Regione Campania che mette in campo misure a sostegno delle persone svantaggiate e a rischio esclusione, in complementarietà con la misura nazionale del REI (Reddito di Inclusione).
Con la pubblicazione sul Burc del 25 giugno dell’avviso pubblico rivolto agli Ambiti Territoriali, entra nella fase operativa il programma I.T.I.A. (Intese Territoriali di Inclusione Attiva), della Regione Campania che mette in campo misure a sostegno delle persone svantaggiate e a rischio esclusione, in complementarietà con la misura nazionale del REI (Reddito di Inclusione). Lo rende noto la giunta regionale della Campania in una nota che esamina, nel dettaglio i requisiti dell’avviso pubblico che stanzia 60 milioni di euro (ripartiti per Ambito Territoriale sulla base anche della popolazione residente). Le risorse saranno destinate ai servizi di supporto alle famiglie per25,5 mln; ai percorsi di empowerment per 20,2 mln; ai tirocini per l’inclusione sociale per 14.3 mln di cui 6,5 rivolti esclusivamente a persone con disabilità. Soggetti attuatori di ogni singolo I.T.I.A. sono i partenariati composti, oltre che dagli Ambiti Territoriali in qualità di capofila, dagli enti del terzo settore, soggetti promotori di tirocini finalizzati all’inclusione sociale, dagli istituti scolastici, soggetti accreditati per l’erogazione di servizi di empowerment (percorsi formativi e/o servizi di sostegno orientativo), dai sindacati e dalle associazioni datoriali di categoria. Ogni progetto I.T.I.A. realizza un Centro Territoriale di Inclusione (uno per Ambito Territoriale) per erogare servizi di sostegno a persone e famiglie svantaggiate, in condizioni di vulnerabilità e fragilità sociale secondo le tre misure previste dai finanziamenti (servizi di supporto alle famiglie, percorsi di empowerment, tirocini per l’inclusione sociale). Nell’erogazione delle misure di sostegno sarà data priorità a persone con disabilità, giovani e donne. “Oggi parte un’iniziativa molto importante sul versante delle politiche sociali: con gli I.T.I.A., le misure a sostegno dei più deboli e delle persone svantaggiate diventano iniziative concrete per il reinserimento attivo dei soggetti coinvolti nei programmi di aiuto”, afferma l’assessore regionale alle Politiche Sociali, Lucia Fortini. “La Regione Campania investe risorse a sostegno dei più deboli, coinvolgendo il terzo settore, gli enti locali, le imprese e organizzazioni sociali. Vogliamo, in questo modo, promuovere un modello di welfare moderno, vicino e attento alle esigenze del territorio, dove tutti possono e debbono avere un’opportunità”, conclude l’assessore Fortini.

Brusciano: operazione antiracket dei Carabinieri. In manette sei presunti estorsori.

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Scoperti anche autori del pestaggio di una vittima che aveva saltato il pagamento del “pizzo”. I Carabinieri della Compagnia Castello di Cisterna hanno dato esecuzione a un’Ordinanza di custodia Cautelare emessa dal GIP di Napoli a carico di  sei personaggi ritenuti affiliati al clan camorristico dei “Rega”, operante nel controllo degli affari illeciti a Brusciano e comuni limitrofi, ritenuti responsabili, a vario titolo, di tentata estorsione, estorsioni e lesioni personali, reati aggravati da metodo e finalità mafiose. Nel corso di indagini coordinate dalla DDA di Napoli i militari dell’Arma hanno raccolto chiari elementi di responsabilità a carico dei 6 indagati relative  ad estorsioni perpetrate da anni in danno di imprenditori e commercianti della zona, nonché ricostruita movente e modalità dell’aggressione a una delle vittime: aveva saltato una rata del “pizzo” ed era stata oggetto di un violento pestaggio organizzato per “convincerla” a riprendere i pagamenti.

Somma Vesuviana. Al Busen Club Marino lo sport è cultura

Non solo sport al Busen Club Marino. Quest’anno la consegna dei diplomi ai judoka che hanno effettuato il passaggio di cintura è avvenuto nella suggestiva location della Villa “Augustea”: un motivo per far conoscere a tutti la nostra storia. Se l’attività fisica contribuisce al proprio benessere mentale, è anche vero che attraverso lo sport si può arricchire il proprio bagaglio culturale. È questo uno dei principi che da sempre contraddistingue il lavoro dei tecnici e di tutti i membri del Busen Club Marino, Società Sportiva di Somma Vesuviana insignita della Stella di Bronzo al Merito Sportivo del CONI, che fin dalla sua nascita, nel 1973, attraverso gemellaggi, scambi interculturali, visite guidate ed escursioni in luoghi di interesse storico ed artistico pensa alla formazione fisica ed intellettiva dei propri atleti. È per questo motivo, quindi, che quest’anno gli esami per il passaggio di cintura di judo si sono svolti in un modo del tutto particolare, facendo diventare protagonisti gli stessi genitori dei piccoli atleti coinvolti e dando a tutti l’opportunità di venire a conoscenza di una storia, il nostro passato, che non tutti conoscevano. La prima parte, l’esame vero è proprio, è stato svolto in palestra dai judoka con i loro genitori, o meglio, sono stati proprio i piccoli samurai a spiegare le tecniche base del judo ai loro familiari e questi hanno compreso quanto può essere bello ma anche duro un allenamento. Accanto a loro il Maestro Salvatore Iovine, amministratore del Busen, e l’insegnante tecnico Raffaele Napolitano. «È sempre bello coinvolgere i genitori e i parenti dei nostri atleti – ha spiegato soddisfatto il Maestro Iovine – Ogni anno, nelle varie discipline, ripetiamo questa lezione e i genitori sono sempre felici di parteciparvi poiché possono anche loro vivere ciò che fanno i loro figli in prima persona». «Durante questo tipo di allenamento – ha continuato Raffaele Napolitano – Abbiamo notato che gli adulti sono più timidi dei bambini, hanno timore ad effettuare capriole, salti e cadute, ma piano piano si sciolgono e si divertono tanto. Principalmente, facciamo questo perché vogliamo porre l’attenzione sul legame genitori-figli e far sì che i piccoli possano sentirsi più responsabili di fronte ai grandi poiché per una volta sono loro ad insegnare, a spiegare ciò che fanno». Per la cerimonia di consegna dei diplomi, delle cinture e del tradizionale regalo ai judoka, quest’anno un telo mare con il tricolore dell’Italia, ci si è spostati in una location storica d’eccezione, antica quanto bella e suggestiva: la Villa “Augustea” di Somma Vesuviana. «Abbiamo scelto questo scavo che sta venendo alla luce grazie all’impegno della Missione Archeologica dell’Università di Tokyo poiché per noi è importante la preparazione sia fisica che culturale dei nostri atleti – ha continuato Salvatore Iovine – I nostri ragazzi partecipano a gare in tutta Italia, vanno anche all’estero grazie ai nostri gemellaggi ma in molti non conoscono la nostra storia. Eppure, reperti storici come la Villa “Augustea” si trovano a pochi passi da noi. Questa volta, quindi, gli atleti della nostra palestra insieme alle proprie famiglie si sono spostati in questo sito archeologico e grazie a Franco Mosca, il Presidente della Pro Loco Somma Vesuviana, e ai volontari di quest’associazione, hanno potuto conoscere o riscoprire il nostro passato. Tengo a ringraziare quindi tutti gli atleti e i genitori presenti, i nostri tecnici, Franco Mosca, il professore Antonio De Simone, il responsabile tecnico dello scavo Satoshi Matsuyama, nonché il Sindaco di Somma Vesuviana Salvatore Di Sarno che ha partecipato al nostro pomeriggio sportivo/culturale e ha lui stesso consegnato le nuove cinture ai judoka. Ora il nostro impegno è quello di migliorare ed impegnarci ancora di più per i nostri sportivi e i nostri concittadini con i nuovi progetti che partiranno il prossimo anno sportivo 2018/2019».

Ottaviano, Luca Capasso proclamato sindaco bis

La settimana prossima toccherà ai consiglieri comunali, dopodiché ci saranno dieci giorni per convocare il consiglio comunale. Nell’aula intitolata a Pasquale Cappuccio, il sindaco Capasso ha ringraziato i bambini delle scuole, i parroci, le forze dell’ordine, i candidati sindaci sconfitti, tutti i candidati e ha avuto un pensiero per i suoi genitori. Un’aula gremita e il momento reso ancor più solenne dal coro dei bambini della scuola Mimmo Beneventano che hanno intonato l’inno di Mameli. Una cerimonia breve. Poco dopo, il sindaco Capasso ha affidato il suo commento ai social. «Il presidente dell’ufficio elettorale centrale mi ha proclamato sindaco di Ottaviano – ha scritto poi sulla sua pagina facebook – è una emozione, se possibile, superiore a quella provata cinque anni fa. Soprattutto, sento una grande responsabilità: completare l’opera iniziata, migliorare ancora la città, portarla sempre più in alto. Voglio ringraziare i bambini del coro che hanno eseguito l’inno nazionale e con loro tutti gli alunni e le alunne degli istituti comprensivi di Ottaviano (D’Aosta, San Gennarello e Mimmo Beneventano) insieme ai docenti e ai dirigenti scolastici. Grazie ai parroci, ai quali chiedo di pregare sempre per Ottaviano e per gli ottavianesi. Grazie alle forze dell’ordine e ai dipendenti comunali. Grazie ai consiglieri eletti e a quelli non eletti, che ci hanno messo la faccia. Grazie a tutti i candidati, di maggioranza e di minoranza. E grazie a tutti, davvero tutti i cittadini: sarò il sindaco di tutti gli ottavianesi, la campagna elettorale è finita e ora sento solo il dovere di far crescere sempre più Ottaviano. È un compito difficile ma allo stesso tempo stimolante: questa straordinaria città merita tutto il mio impegno. E ricordiamolo sempre: si insegna solo quello che si è».  

Licenziamenti Simav Pomigliano: tutti uniti per Tiziana. Il vescovo di Acerra: “Ritirare il provvedimento”

Si stanno mobilitando praticamente tutti per Tiziana, la mamma della Terra dei Fuochi licenziata dalla Simav/Siram di Pomigliano insieme ad altri quattro colleghi dopo essere rientrata dal congedo per la scomparsa del figlioletto di 13 anni, portato via da un tumore. Intanto scende in campo la Chiesa mentre Tiziana e gli altri lavoratori che hanno ricevuto l’avviso di estromissione forzata dal ciclo produttivo restano saldamente asserragliati da venerdi sul tetto dello stabilimento. L’altro giorno sul posto, in via ex aeroporto, si è recato a portare la sua solidarietà don Peppino Gambardella, il “prete operaio” parroco della chiesa madre di Pomigliano, San Felice in Pincis. E ieri si è fatto sentire attraverso un comunicato anche il vescovo di Acerra, Antonio Di Donna. << Ho accompagnato il figliolo di Tiziana insieme alla famiglia nel lungo calvario – scrive il prelato – auspico pertanto – la speranza del vescovo – il ritiro della procedura di licenziamento e invito tutti i soggetti coinvolti, in particolare l’azienda Simav/Siram, presente sul territorio nazionale e regionale con un numero elevato di dipendenti, e l’indotto di Leonardo ex Finmeccanica, a creare le condizioni per scongiurare i licenziamenti >>. La Simav/Siram è un’azienda, controllata dalla multinazionale francese Veolia, che si occupa della manutenzione degli impianti industriali. In Campania ha 172 dipendenti impegnati nella manutenzione delle fabbriche Leonardo ed FCA. Ma la Simav serve anche altre grandi aziende. Nel frattempo oltre ai cinque impiegati di Pomigliano la ditta vuole licenziare anche altrettanti colleghi della sede di Roma. Alla base della decisione c’è la volontà del gruppo di conferire a imprese esterne il lavoro finora svolto dagli impiegati finiti in esubero. Immediata è scattata la reazione dei sindacati. Per oggi Fim, Fiom, Uilm e Fismic hanno indetto uno sciopero nazionale di 8 ore in tutti i siti Simav/Siram. Domani poi confronto tra sindacati e azienda al ministero dello Sviluppo Economico sulla procedura di licenziamento avviata nei giorni scorsi. Nel frattempo ieri si è tenuto un incontro urgente al ministero dello Sviluppo Economico. Il tentativo era di scongiurare lo sciopero di oggi, che si è comunque fatto e che sta creando ripercussioni sulle fabbriche Leonardo.

Somma Vesuviana, il nuovo lavoro di A. Masulli: la Venerabile Confraternita di Santa Maria della Neve

Dopo un minuzioso lavoro di ricerca durato anni, l’opera dell’ appassionato ricercatore e archivista Alessandro Masulli verrà presentata il 12 luglio nell’Insigne Collegiata. Racconta dell’associazionismo laicale religioso del nostro territorio e della nostra storia. Dopo anni di ricerche, prossimamente una pubblicazione che raccoglie la storia delle confraternite sommesi con particolare riguardo alla Venerabile Confraternita di Santa Maria della Neve.  Si tratta di uno studio appassionato portato avanti dall’ archivista, nonché nostro collaboratore, Alessandro Masulli che su questo tema ha svolto un lungo lavoro. Un viaggio tra documenti ingialliti d’archivio, Sante Visite pastorali, carte notarili, archivi parrocchiali e testimonianze locali. L’opera avrebbe dovuto vedere la luce nel 2012 in occasione del 250° anniversario della fondazione del sodalizio. Ma il rinvio della pubblicazione dell’opera, alla fine, è risultato determinante, perché l’autore ha potuto perfezionare il suo lavoro, attingendo ancora altre informazioni. Un confronto con la storiografia nazionale e internazionale, che negli ultimi 50-60 anni ha sviluppato un’approfondita analisi del fenomeno confraternite.  La pubblicazione si avvarrà della prefazione di S.E. Mons. Francesco Marino, Vescovo di Nola. L’edizione sarà curata da l’arca e l’arco: una casa editrice che nasce dall’esperienza pluridecennale di Antonio Notaro e Pina Tortora. La venerabile confraternita di S. Maria della Neve nasce nel 1762 nell’Insigne Collegiata per esercitare opere di pietà e di culto. Una storia lunga 256 anni, interrotta solo per pochi decenni. Una congregazione che ancora oggi, reggendo alle tentazioni moderne, svolge regolarmente la sua attività di culto con molteplici attività nel campo sociale: a tal riguardo da diversi anni ha intrapreso una proficua attività volta a promuovere e a sottolineare  il valore etico e pragmatico delle adozioni a distanza. A ciò si aggiunge: l’istituzione di borse di studio in favore di giovani bisognosi e meritevoli; il miglioramento della qualità della vita della popolazione più povera e disagiata; infine,  il recupero di giovani in situazioni di disagio sociale.

Eruzione 1872

Francesco Mastriani alla fine del 1872 pubblicò una notevole memoria sull’eruzione del  26 aprile. L’incipit della cronaca non poteva essere più mastrianesco: la catastrofe smuo­veva con la furia delle lave e delle “bombe” la “monotona bonaccia dell’orizzon­te politico”, che isterilisce slanci del cuore e affetti, e invigoriva lo spirito della Nazione, così che grazie al Vesuvio gli Italiani potevano dimostrare all’ invido straniero” che il cuore del popolo nostro batteva “unisono” il ritmo della solidale concordia. Subito dopo si arroventa il furore immaginativo dello scrittore, e pare, nei suoi impeti ,ora ossessivi, ora smorzati, un modello di quel furore naturale che intende rappresentare. Il Vesuvio, “curiosità napoletana” insieme con Pompei e il San Carlino, è “una vecchia fucina infernale”, un “mostro dell’inferno” eruttato dallo sto­maco della natura, che sa fingere il sorriso, che si diverte a fumare e a cicisbeare con Napoli che gli siede in grembo, che gioca sornione con le vispe creature, Ercolano, Portici, Resina, appese ai suoi fianchi e intente a bamboleggiare. Il Vesuvio del 79 d.C. è un allocco che ha soffocato quelle vispe creature nei suoi  bituminosi amplessi. Il Vesuvio distrugge il tempo, ne condensa la durata vertiginosa in un punto immobile, eterno, nero: per cui i 18 secoli intercorsi tra il 79 d.C. e il 1872 sono il niente dell’ombra di una nube, del  volo di un augello, del  fiato dell’aura, e pare che i pompeiani siano fuggiti dalle rovine del foro e dal cupo silenzio delle case diroccate non allora, ma ora. Il furor metaforico esplode in una grandinata di immagini: le eruzioni del Vesuvio sono coliche, isterismi, furiosi deliri, sono un vescicatorio, che ci brucia il braccio, ma ci salva da un colpo apoplettico, da un eccesso epilettico, da un tifo mortale, sono un beneficio per i pittori e i sediarii che affittano  sedie a chi vuole godersi lo spetta­colo, per i calessieri e i ciceroni, sono un mero sollazzo di tutti gli sfaccen­dati d’Europa. Il Vesuvio è un vecchio atrabiliare che si sbizzisce col mostrare di giorno il pennacchio bianco e di sera  i suoi denti di melograno, è un pirotecnico che spara in aria  folgori pazze  e  salterelli  grandi come una cupola, è una cucina crepitante di bollori e di sfrigolii, è l’Ignoto, la Morte, il Destino. E’ la motrice di un treno: e Napoli è il convoglio. Cinque anni dopo Renato Fucini così scriveva: Togliete a Napoli il Vesuvio, e la voce incantata della sirena avrà perduto per voi le sue più dolci armonie. Nelle notti stellate, quando la bruna verruca manda i suoi sospiri di fuoco a riflettersi in una lucida striscia sul mare silenzioso; nei giorni sereni, allorché gli ultimi ciuffi della sua chioma sparpagliati al vento si stendono come un vello diafano fra i dardi del sole ed il profumo dei colli di Sorrento, piovono sui vostri sensi onde così sature di altissima poesia, che, ammaliato davanti al sublime spettacolo, l’animo vostro a poco a poco si confonde, e va a per­dersi in un mare di ineffabile malinconia. Il fascino di questo abbrustolito Prometo, che avviva con la sua anima di fuoco tutte le membra della bellissima sfinge posata voluttuosamente ai suoi piedi, è qualche cosa di strano, qualche cosa di irresistibile… Il Vesuvio è il cuore, è l’anima, è il sunto di tutti gli splendori del Golfo; è il rubino gigantesco che sta come il fermaglio in questa collana di perle composta nel cielo, forse per adornare il seno di Venere, e smarrita tra le alghe dal Genio della spensieratezza…  è il  gran delinquente dalle bellissime forme che tutti ammirano perché è feroce, che tutti amano perché è bello. L’Arcangelo Michele è un poli­ziotto volgare; Lucifero è un eroe. Il 19 Novembre 1872 il canonico Raffaele Longo scrive, su carta intestata della Diocesi di Nola, una lunga lettera  a Girolamo Milone, direttore del periodico La libertà cattolica:… Nell’ultima Eruzione Vesuviana, circa le due del pomeriggio del 26 aprile 1872, mentre la incendiosa lava del cratere terribile, che vomitava fumo, lapillo, cenere soffocante, gettava nella costernazione tante famiglie e quasi rendeva desolate le circostanti campagne, qui in Nola accadde un fatto straordinario sul quale ho serbato un prudente silenzio finché non fosse pronunziata la sentenza della competente autorità ecclesiastica. Una fanciulla di umili condizioni, e che da pochi mesi era uscita dal sessennio, mentre soletta trastullava dentro il cancello che circonda la Statua in marmo di S. Felice Vescovo e Martire, sita nell’Emiciclo orientale, nel largo della Stazione ferroviaria di Nola, vide muoversi la Statua suddetta, e temendo le fosse caduta addosso fortemente sbigottita gridò chiamando sua Madre che poco lungi da lei attendeva al lavoro delle funi. A quelle grida corse molta gente, che nulla vide del muoversi della Statua suddetta, tutti però l’osservarono col volto diretto non più come prima, verso l’occidente della città, sebbene con la faccia verso il mezzogiorno direttamente alla bocca principale del Vesuvio. Quando accadde il fatto, il cielo era bello e sereno, né vi erano nubi per l’aria, eccetto un pino di cenere e fumo, che sollevato dal monte terribile pendeva in aria quasi sulla  Città… Il Vescovo di Nola, Giuseppe Formisano, aprì, sul miracolo, un regolare processo canonico, che durò circa sei mesi. Vennero discusse le perizie di artisti statuari, di architetti e di periti muratori, e vennero esaminate le dichiarazioni di un grandissimo numero di testimoni, sotto ogni riguardo autorevoli: Avvocati, Artisti, Pittori, Impiegati e Proprietari e conoscitori del luogo e della Statua. Si giunse, infine, al felice risultato: il contorcimento della statua constava dalle ginocchia in su, restando fermi e immobili, e nella loro antica posizione, i piedi, lo zoccolo e la base sottoposta, in cui non si osserva né frattura, né smossa di terreno, né alcuna sgretolatura: il fatto poi è sensibile e permanente. Il Direttore del Pungolo  raccontando la storia in un articolo del 27 novembre, intitolato Un miracolo a noi vicino,  si divertì a fare da avvocato del diavolo sui punti oscuri della vicenda. Il portavoce della Curia nolana non gradì, ovviamente: riconobbe al giornalista miscredente il diritto di sentire in materia di religione come a Lui meglio pareva e piaceva, ma gli ricordò che ne avrebbe dovuto dar conto a Dio. E’ lecito sperare che Dio abbia perdonato tutti quelli che meritavano di essere perdonati.                

Boscoreale: prefetto e sindaco hanno sottoscritto patto per sicurezza urbana

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Presso la Prefettura di Napoli lo scorso 22 giugno,  il sindaco Antonio Diplomatico ha sottoscritto con il prefetto Carmela Pagano il “Patto per la sicurezza urbana” per l’estensione, sul territorio comunale, della piattaforma di videosorveglianza per la prevenzione e il contrasto ai fenomeni di criminalità diffusa e predatoria, per le zone ad alto rischio, e potenziamento della centrale di monitoraggio connessa alle Forze dell’Ordine. Il Comune, difatti, ha già approvato il progetto di massima per la “Realizzazione Sistema Integrato di Sicurezza Urbana mediante impianto di videosorveglianza sul territorio comunale” finalizzato all’accesso ai contributi stanziati dal Ministero dell’Interno. “La sottoscrizione del Patto è un passo risolutivo per il potenziamento delle misure di sicurezza della città – ha dichiarato il sindaco Antonio Diplomatico – L’attivazione di un moderno e adeguato sistema di videosorveglianza, monitorato costantemente dalle Forze dell’Ordine – ha aggiunto il sindaco -, ha la finalità di migliorare la vivibilità cittadina con azioni volte alla prevenzione e al contrasto dei fenomeni di criminalità, e di impulso al rispetto del decoro urbano. Garantire la sicurezza dei boschesi è la mia priorità – ha concluso il sindaco-”.