Il pane vesuviano: note di storia e di mitologia. I tagli sul pane nel quadro di Meléndez

Ho messo insieme  passi di articoli scritti alcuni anni fa e che ripubblicherò, ampliati e corredati di nuove note e di nuove immagini,  in “Vesuviovero”, la rubrica che il nostro giornale aprirà alla fine dell’estate. Simboli , segni e riti della “cultura” del pane. Il costo del pane nell’Ottocento. Il significato dei tagli sul pane nel quadro di Meléndez, “napoletano” di Spagna(1716-1780). Nel pane c’ è tutto, come nel vino: la mitologia, la religione, il mistero della vita e della morte, il mistero della Resurrezione di Cristo, il nutrimento, l’ immagine – archetipo della vitalità. Il pane irradia la sua forza simbolica su tutto il sistema di cui è centro: la terra; la spiga; il covone; l’erba cattiva che minaccia le messi; la falce e il mietitore, la madia. Il pane andava impastato sempre con la mano destra: i tribunali ecclesiastici, ancora nel Cinquecento, furono severi contro le donne accusate di aver impastato il pane con la sinistra: se non avevano rispettato la rituale procedura di impasto e di cottura, esse progettavano certamente di “affatturare” l”uomo a cui avrebbero offerto quel pane. Sospetti ancora più neri cadevano sulle donne che nascondevano la cenere dei “forni del pane”. Secondo gli antropologi, le forme stesse del pane avrebbero un significato simbolico: la forma rotonda richiamerebbe il disco del sole e della luna, la forma allungata alluderebbe alla fecondità del fallo. Anche le incisioni sulla crosta erano cariche di sensi che il tempo ha a poco a poco spento: le incisioni si praticano ancora, per scopi, diciamo così, tecnici, ma la loro forma è in genere frutto del caso: inutilmente si cercherebbero la croce, o il triangolo, simbolo della fertilità femminile, o il cerchio, che invece i contadini fornai disegnavano ancora, all’ inizio del ‘900, sotto gli occhi della Commissione parlamentare d”inchiesta sullo “stato dell’ agricoltura nel Sud”. I forni feudali e quelli delle masserie degli ordini religiosi, come il forno della masseria che il Convento di Sant’ Anna fuori Porta Capuana possedeva a Somma, “zeccavano” il pane, prima di tutto per motivi fiscali, e poi perché quelli del posto sentissero, a ogni morso, il sale della sudditanza. Non era un granaio la pianura tra Nola e Sarno, ma si coltivò grano, intorno alle sorgenti del Sarno e in Terra di Lavoro, fin dall’ antichità. Scrive Strabone che la Campania produceva “il grano più bello, con cui si fa “l’ alica”, e cioè una semola impareggiabile. Pompei era famosa per il pane. Sul muro di una taverna un certo Sabinio scrisse la sua sentenza: Viandante, il pane gustalo a Pompei, ma il vino compralo a Nocera. Però  nel primo Ottocento il Comune di Nocera era tra quelli che dettavano “assisa” per il pane “bianco” e per il pane “bruno”.Il pane bianco, di “fiore di saragolla” e di “fiore di Carosella”, costava, a rotolo (circa 900 grammi), tra grana 5 e grana 7: la saragolla è un grano duro autoctono che ancora si coltiva nel Sannio, mentre la varietà carosella, diffusa dal Cilento alla Basilicata, è un grano tenero. Il pane nero, invece, costava tra grana 3 e grana 4 a rotolo: questo, nel 1855. Nello stesso anno il salario di un muratore non superava il 18 grana al giorno. E dunque non ci dobbiamo meravigliare se nel 1861 i vicini di casa dichiararono alle forze dell’ordine, senza esitare, che Vincenzo Lettieri, che abitava alla contrada Finelli di Boscotrecase, era  un “manutengolo” del brigante Antonio Cozzolino Pilone: Vincenzo, “un miserabile bracciante”, e sua figlia mangiavano “pane bianco della Torre”, regalato dal brigante, e la figlia, sfrontata, se ne vantava pubblicamente. La produzione casalinga di pane era un’ attività importante tra Somma, Pollena e San Sebastiano, in un territorio in cui tenevano villa nobili napoletani e alti funzionari della capitale: anzi, i Grassi, conti di Pianura, che possedevano tra San Sebastiano e Massa case e vigneti, tenevano le mani in pasta nei traffici del grano  tra i porti di Odessa e di Torre Annunziata. Castellammare aveva il monopolio della produzione del pane dei marinai, la galletta. Nel 1872 risultavano in attività 17 forni specializzati: i più importanti erano quelli di Giovanni Esposito detto Cerasiello, di Nicola Acanfora e di Stanislao Somma, che nel 1875 impiantò un forno anche a San Giuseppe di Ottajano. Nel 1872 proprio i “panizzatori” organizzarono il primo grande sciopero della storia sociale di Napoli. Chiedevano migliori condizioni di vita e aumenti salariali: lavoravano da 14 a 16 ore al giorno, e, raggruppati in squadre di 12 uomini, impastavano e infornavano da 7 a 9 quintali di farina:  il salario giornaliero era di una lira. Scrisse Marco Aurelio, l’imperatore filosofo: “ Quando si cuoce il pane, alcune parti si spaccano, e queste spaccature, che in un certo qual modo sono in contrasto con ciò che si ripromette l’arte del fornaio, hanno una loro grazia e stimolano l’appetito in un modo del tutto particolare. Così anche i fichi, quando sono ben maturi, si aprono. E alle olive lasciate troppo a lungo a maturare sull’albero il fatto che sono prossime a marcire conferisce una bellezza del tutto particolare”. Il quadro di Luis Meléndez è un esercizio di stile, e nello stesso tempo, il  documento febbrile – non so trovare altro aggettivo che rappresenti meglio la  rapida tessitura delle grumose pennellate – di un’intuizione: che le cose spesso si chiudono a noi, così come la forma del pane si chiude nella sua compattezza; ma se siamo pazienti, se sappiamo interrogarle, esse all’improvviso si aprono, e dai tagli della loro ruvida scorza si leva  la voce, e ci svela i misteri della intima mollica, e della polpa  dolcissima e granulosa.  Nel fico che si apre e in quelli che trascolorano c’è il segno della caducità;  nel pane che oppone alle fenditure il colore caldo e brillante della sua solidità  c’è la forza di un simbolo che non ha paura  del tempo, anzi lo irride e lo riduce a un ricamo di piccole rughe steso sulla  crosta. Il pane e i fichi di Marco Aurelio, il pane e i fichi di Meléndez, il pane e i fichi che il “massaro” vesuviano forniva, come “colazione”, ai braccianti “giornalieri”: nell’ “immaginario” della civiltà occidentale ci sono immagini eterne.      

Pomigliano d’Arco, il sindaco Russo riceve in Municipio l’Ambasciatore francese

Il sindaco di Pomigliano d’Arco, Lello Russo, riceverà domani – venerdì 29 giugno –  in municipio l’Ambasciatore di Francia Christian Masset, plenipotenziario della Repubblica francese in Italia. La visita avverrà secondo il cerimoniale e Masset sarà accolto dal capo dello staff del sindaco, Rachele Di Gregorio, per poi incontrare il primo cittadino insieme al vicesindaco Elvira Romano e al presidente del consiglio comunale, Maurizio Caiazzo. Masset, ambasciatore di Francia da settembre 2017 e già Segretario generale del Ministero dell’Europa e degli Affari esteri, sarà in municipio – dove ha chiesto di incontrare il sindaco – dopo la sua visita alla Leonardo Aerospace Defense e Security di Pomigliano d’Arco e si intratterrà con Russo in un colloquio privato.

Pomigliano, è aria d’estate: salta il secondo consiglio comunale consecutivo per l’assenza dei politici

Con quello di oggi pomeriggio è il secondo consiglio comunale consecutivo che salta a Pomigliano, città divenuta ormai il cuore politico del Paese. La seduta odierna, nel corso della quale bisognava discutere una ventina di interrogazioni relative ai vari problemi della città, non si è tenuta a causa della mancanza del numero legale. Cosa del resto avvenuta anche nella penultima seduta. Oggi pomeriggio, al momento della conta effettuata dal presidente Maurizio Caiazzo, erano assenti 11 consiglieri comunali su 16 della maggioranza di centrodestra e 4 consiglieri comunali su 8 dell’opposizione formata dal Pd e dal Movimento Cinque Stelle. Anche il sindaco, Raffaele Russo, era assente. Dunque, non c’è che dire: tira aria vacanziera pure a Pomigliano, la classica arietta estiva che induce un po’ tutti al relax. Oppure no. C’è chi tra gli assenti ha infatti lamentato urgenti impegni lavorativi o familiari e chi invece tra i presenti sospetta che qualcuno non voglia che si discuta di questioni spinose. A ogni modo per la cronaca oggi in aula erano presenti tutti gli assessori della giunta Russo. Ma l’estate è ormai giunta e il consiglio si spopola comunque…

Somma Vesuviana, un weekend con «Crisommole»

Ritorna anche quest’anno l’ evento di successo dedicato alla riscoperta delle albicocche del Somma-Vesuvio come frutto, ma anche come eccellente trasformato, ideato dagli Amici del Casamale per sollecitare una riflessione sulla crisi che questo prodotto e tutto il settore agricolo stanno attraversando.

Protagonista sarà anche il fronte della parte culturale e storica, organizzando tavole rotonde, convegni e visite guidate su tutto il territorio sommese; l’associazione Somma Trekking, che ha elaborato una passeggiata tra gli albicocchi presenti sul monte Somma, non solo per gli appassionati del trekking, ma anche per chiunque volesse trascorrere qualche ora a stretto contatto con la natura; il movimento Onda Bianca e l’associazione Madre Terra.

Dopo la due-giorni 15/16 giugno realizzata in collaborazione con Città Metropolitana nell’ambito del progetto “Vesevus de gustibus” che ha visto esibirsi i licei musicali Munari di Acerra e Rosmini di Palma Campania in due emozionanti concerti, e l’istituto alberghiero De’ Medici di Ottaviano in un delizioso buffet dopo il  convegno realizzato dalla facoltà di Agraria dell’università Federico II di Napoli, segue un fine settimana, dal 29 giugno al 1 luglio, dedicato alla scoperta di prodotti realizzati con questo frutto d’oro, come definito dai greci. Pasticceri, pizzaioli e ristoratori daranno vita, nella suggestiva cornice del borgo Casamale, ad un percorso sensoriale imperdibile, il tutto a base di albicocca.

Non mancheranno delle prelibatezze come il panino gourmet realizzato appositamente dalla associazione FOOD EXPERIENCE, creando un connubio tra baccalà e la Crisommola, un bicchiere di vino Catalanesca delle aziende locali, il tutto accompagnato da buona musica di artisti di strada, momenti teatrali a cura delle compagnie Summa Villa ed I Burloni.

Partecipare è facile, basta venire a Somma Vesuviana, a ridosso del borgo Casamale . A soli 50 mt dal percorso è possibile usufruire di un parcheggio. Ulteriori informazioni si possono trovare sulla pagina Facebook “Il borgo Casamale”.

Brusciano, don Salvatore Purcaro scrive un post invitando i camorristi a convertirsi e subito arrivano gli insulti

Dopo una lunga giornata sull’onda mediatica e tanta solidarietà, in serata il sacerdote ironizza: «Usiamo i social come una sguattera: quando occorre ce ne serviamo, poi fatti i nostri comodi vorremmo rimetterla in cucina». Un blitz decapita il clan Rega e don Salvatore Purcaro tenta di scuotere gli uomini e le donne della malavita, invitando a convertirsi prima che – scrive – arrivino i carabinieri all’alba anche per loro. Si è complimentato con le forze dell’ordine e poi ha usato la sua pagina facebook per un post accorato: «A voi voglio parlare “cuore a cuore” come un padre che sente dolore per i figli che sbagliano. Vi conosco, per me non siete solo anonime abrasioni di una piaga sociale, il vostro volto a me non appare ombreggiato dalla tutela della privacy o della paura. Ho visto i vostri occhi pieni di lacrime quando abbiamo celebrato i funerali dei vostri cari defunti. Ho stretto le vostre mani quando vi ho augurato di essere bravi genitori dopo il battesimo dei vostri figli. Ho ascoltato la vostra preoccupazione quando avete temuto che i controlli oncologici potessero andare male ed ho cercato di farvi capire che la camorra è già un tumore che minaccia la vita del vostro corpo. A voi stanotte voglio gridare, svegliatevi da questo sonno! Non ho le prove per accusarvi – è vero – chi di dovere deve trovarle senza stancarsi ed è necessario che paghiate quando le vostre responsabilità saranno accertate. Il mio compito di sacerdote, tuttavia, non è portarvi in carcere, ma portarvi in paradiso. È per questo che vi imploro: convertitevi! Non potete dormire sonni tranquilli sapendo che la droga che importate e spacciate sta bruciando decine di giovani e padri di famiglia. Non potete dormire sonni tranquilli sapendo che i commercianti non riescono più a pagare le vostre estorsioni e devono abbassare la serranda. Non potete dormire sonni tranquilli quando prestate i soldi alla povera gente, che, con il cappio alla gola del dover pagare una bolletta, viene a chiedervi cento euro e dopo un mese dovrà restituirvene duecentocinquanta in più. Vi aspetto, siete ancora in tempo, nel nostro paese siamo in faida: chi sta decidendo la morte del rivale di clan, sta preparando a sua volta la propria. Voglio sognare con voi che da domani su tutti i giornali, apparirà il riscatto del nostro paese e potremo leggere come titolo la citazione di un cantico dell’Antico Testamento: Brusciano: «L’arco dei forti si è spezzato, ma i deboli sono pieni di vigore» (1Sam 2, 4). Ed ecco che nei commenti arrivano gli insulti, le ingiurie, gli avvertimenti dei familiari dei sei arrestati nel blitz che ha decapitato il clan Rega. Compreso il figlio del boss, quel Tommaso Rega ritenuto a capo della cosca di camorra. Va avanti molto, tra i messaggi di solidarietà di cittadini, politici, anche del già vescovo di Nola, Beniamino Depalma e dell’attuale, Monsignor Francesco Marino, dei sindaci – tra i quali il neo eletto Giuseppe Montanile, primo cittadino di Brusciano, e di Luca Capasso, riconfermato ad Ottaviano. Ma don Salvatore è uomo di pace oltre che di chiesa e infine incontra i familiari degli arrestati. «Mi hanno chiesto scusa, sono entrato in casa loro e li ho abbracciati. Invito tutti a pregare per loro». E alla fine della lunga giornata, ha scherzato: «Più che per gli attacchi a me, penso che alcuni debbano chiedere scusa per gli attacchi a Facebook…Come siamo ingrati con questa nuova piazza: la usiamo come una sguattera, quando ci serve per curiosità o per arrivismo ce ne serviamo, poi fatti i nostri comodi la vorremmo rimettere in cucina…. Ho visto molti che, usandola, la contestano e contestandola cadono nell’errore che combattono, quello di usarla male… Alcuni mi hanno detto: “ma non scrivete nient lá ncopp”; “Facebook ha ngujat tutt cos”. “Se non scrivevate il post non succedeva niente” …. “nun perdit o’ tiemp ncopp a’ Facebook”…. Ma vi rendete conto che il problema non è dove si scriva, ma come e cosa si scriva? Ma vi rendete conto che il problema non è che si parli, ma quello che si fraintende? Ma vi rendete conto che il desiderio di tornare ai messaggi di fumo, nasconde la paura di fare chiarezza? Ma vi rendete conto che virtuale non è opposto di reale? Ma è la stessa differenza che c’è tra “analogico” e “digitale”? Virtuale è un’altra forma della stessa realtà. …. A me – ve lo confesso – su Facebook non spaventa quello che si dice, ma quello che si tace… É vero che prima le stupidaggini di alcuni avevano uno spazio più ristretto di diffusione, ma è anche vero che le cose belle arrivavano meno… Pensate alle rivoluzioni indipendentiste della primavera araba che ha fatto respirare libertà e ha piegato dittature e non solo a quello stato Facebook di quell’amico che ha linkato una zappata contro di voi…Tutta questa vicenda ci aiuti ad abitare ogni piazza con discernimento e non con desiderio di chiudersi nella comodità del silenzio indifferente».

Pollena Trocchia, censimento della popolazione. Pubblicato l’avviso per selezione degli operatori

Si cercano cinque rilevatori, un coordinatore e un operatore di back office. Pubblicato sul sito istituzionale del Comune di Pollena Trocchia, raggiungibile all’indirizzo www.comune.pollenatrocchia.na.it, e all’Albo Pretorio dell’Ente l’avviso pubblico per la selezione di cinque rilevatori, un coordinatore e un operatore di back-office per il Censimento Permanente della Popolazione 2018-2021, le cui operazioni indicativamente dovranno essere espletate tra ottobre e dicembre 2018, e comunque fino al termine di tutte le attività previste dalle disposizioni dell’ISTAT. I requisiti minimi richiesti per la partecipazione alla selezione – aperta a dipendenti e non – sono l’età non inferiore ai 18 anni, il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado, conoscenza e capacità d’uso dei più diffusi strumenti informatici; possesso della cittadinanza italiana o di uno degli stati membri dell’Unione Europea; godimento dei diritti politici, assenza di procedimenti penali a proprio carico, idoneità fisica a svolgere le funzioni di rilevatore statistico e disponibilità agli spostamenti, con mezzi propri, in qualsiasi zona del territorio comunale. La domanda di partecipazione all’avviso pubblico dovrà essere compilata esclusivamente sull’apposito modulo scaricabile dal sito www.comune.pollenatrocchia.na.it o ritirabile presso l’Ufficio Segreteria del Comune e dovrà essere consegnata all’Ufficio Protocollo dell’Ente – a mano, tramite raccomandata con avviso di ricevimento o Pec – entro il termine perentorio delle ore 12:00 del prossimo 9 luglio. «Sulla base delle domande pervenute si provvederà a redigere apposite graduatorie che tra le altre cose terranno conto della residenza nel comune di Pollena Trocchia, del voto di laurea e/o diploma, del possesso della patente europea del computer e della frequentazione di corsi di formazione informatica, di esperienza pregressa in rilevazioni statistiche o di precedenti incarichi simili. Coloro che riceveranno l’incarico saranno poi formati con incontri d’aula e corsi a distanza» ha spiegato il Sindaco di Pollena Trocchia, Carlo Esposito, invitando a consultare il sito istituzionale dell’Ente per ogni altra informazione.

Sant’Anastasia, Vesuvius Art in piazza

Venticinque artisti vesuviani tra pittori, scultori e disegnatori; la bella Piazza Trivio, in pieno centro di Sant’Anastasia, a fare da sfondo. A unire il tutto: l’arte, la tradizione e la volontà di contribuire alla valorizzazione delle risorse del territorio. Torna sabato 30 giugno, a partire dalle ore 21:30 per il terzo anno consecutivo il Vesuvius Art, la rassegna estiva dell’associazione Urbe Vesuviana che nelle precedenti edizioni, tra Somma Vesuviana e Sant’Anastasia, ha saputo conquistare un folto pubblico, offrendo a tanti artisti, giovani e non, la possibilità di esporre dinanzi a un’ampia platea, le loro opere e creazioni, all’interno di un contesto curato nei minimi dettagli. Obiettivi che, anche quest’anno, si prefiggono gli instancabili componenti dell’associazione culturale operante nel territorio vesuviano e che ancora una volta ha pensato di organizzare la manifestazione a Sant’Anastasia, questa volta però nella sempre più centrale e frequentata Piazza Trivio. Qui, con un sottofondo musicale a tener compagnia i visitatori, si potranno ammirare quadri e dipinti vari, sculture, fotografie e altri oggetti d’arte: alcuni saranno esposti da “fedelissimi” della manifestazione, altri, invece, saranno alla prima esperienza al Vesuvius Art. «La terza edizione del Vesuvius Art, come le altre due, nasce dall’idea e dalla volontà di valorizzare i talenti e le eccellenze del territorio vesuviano, coinvolgendo soprattutto i giovani, questa volta in una location suggestiva come Piazza Trivio. Aspettiamo tanti ospiti per trascorrere una serata indimenticabile, accompagnata da buona musica live e da letture di brani rappresentativi della napoletanità» ha detto il presidente di Urbe Vesuviana, Vincenzo Di Costanzo. Anche quest’anno l’evento è patrocinato dal Comune di Sant’Anastasia, che ancora una volta ha creduto in un’iniziativa della giovane associazione. “E’ un evento culturale e di valorizzazione dell’arte che ospitiamo in piazza Trivio e dintorni, attualmente rivalutate e frequentate – dice il Sindaco Lello Abete – come spazi pubblici adatti a giovani e meno giovani, in cui ritrovarsi prossimamente e, insieme alle associazioni che si distinguono per il loro impegno sociale, nei vari eventi che abbiamo in programmazione per il periodo estivo. Cresciamo con le associazioni sane del paese”.

Nola. Bimbo Scuola, in scena il musical Scugnizzi

Uno spettacolo musicale e recitato sulle note di “Scugnizzi”, il musical di Claudio Mattone. A metterlo in scena, in una chiave di lettura nuova e rivisitata, gli alunni dell’associazione “Bimbo Scuola” di Nola diretta da Annamaria Santaniello, protagonisti l’altra sera di un evento di alto profilo culturale. A far da sfondo una suggestiva piazza Duomo con gli otto obelischi e la Barca, pronti a richiamare una tradizione secolare tanto amata anche dai più piccoli. E proprio i bambini dell’infanzia di Bimbo Scuola hanno dato voce, corpo ed anima ad uno spettacolo particolarmente innovativo dimostrando, nonostante la giovane età, di essere grandi interpreti. Dallo scugnizzo di ieri al bullo di oggi, la manifestazione è stata così l’occasione per portare all’attenzione della platea scolastica argomenti di grossa attualità come il bullismo che, proprio tra i banchi di scuola, spesso si tramuta in episodi di violenza. Un percorso formativo portato avanti con grande entusiasmo e professionalità da tutte le maestre di Bimbo scuola, a cominciare proprio dalla direttrice Santaniello. “Siamo entusiasti del lavoro svolto finora – spiega Annamaria Santaniello – Lavoriamo per far crescere i nostri ragazzi in un ambiente sano ponendo le basi per la loro formazione fin dalla tenera età. Il risultato di oggi è il frutto di un lavoro di squadra che premia l’impegno di chi, come noi, crede che la scuola oggi rappresenti l’unico strumento per il futuro dei giovani”.

Simav Pomigliano, Tiziana e gli altri colleghi hanno vinto: l’azienda ritira i licenziamenti. Ma non è finita

Ha vinto Tiziana, almeno per il momento. L’azienda per la quale lavora, la Simav di Pomigliano, ieri ha comunicato di aver ritirato il licenziamento dell’impiegata di Acerra che poco dopo aver pianto il figlio di 13 anni, portato via da un brutto male, aveva ricevuto l’avviso di licenziamento insieme ad altri nove suoi colleghi, quattro della sede di Pomigliano e cinque della sede di Roma. Ma alla notizia del dramma di Tiziana e di questi tagli il sindacato, i lavoratori tutti, la Chiesa, il mondo del giornalismo e le più alte cariche istituzionali hanno dato vita a un movimento di opinione in grado di far fare dietrofront all’azienda, che ieri ha annunciato la revoca unilaterale della procedura di mobilità. Si è reso quindi inutile l’incontro previsto per oggi al ministero dello Sviluppo Economico. Intanto, secondo alcune indiscrezioni, sembra proprio che a risultare determinanti sul fronte della revoca dei licenziamenti siano stati la Leonardo ( il grande gruppo aeronautico è tra i principali clienti della Simav, che si occupa della gestione e manutenzione degli impianti industriali ) e il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, che attraverso uno dei suoi fedelissimi, Dario De Falco, capogruppo consiliare a Pomigliano, si è occupato della vicenda. << Sappiamo comunque che non è finita – dichiara nel frattempo Tiziana Visone – perché corre voce che questa sia solo una tregua e che a settembre si ricomicia. Ma noi tutti, insieme al sindacato, vigileremo. Intanto lunedi prossimo ringrazieremo il vescovo di Acerra, don Antonio Di Donna, e don Peppino Gambardella, che con la loro autorevole voce ci hanno sempre difeso >>. La Simav  vuole cedere a terzi parte della sua attività. Ma i sindacati stigmatizzano questa decisione: << non si possono delegare a terzi attività strategiche come la sicurezza degli impianti industriali, sulle quali non si può e non si deve risparmiare >>.

Somma Vesuviana, il consigliere Rianna: “Professionalità mortificate e troppa approssimazione”

Salvatore Rianna
Il consigliere di opposizione Salvatore Rianna ha protocollato oggi (mercoledì 27 giugno) un’interrogazione alla quale è prevista risposta in consiglio comunale, indirizzandola al sindaco Di Sarno, all’assessore al Personale pro tempore e per conoscenza al presidente del consiglio comunale. Rianna chiede spiegazioni e chiarimenti circa la determina 44 del 17 maggio 2018 firmata dal responsabile dei Servizi Tecnici e Gestione del Territorio, l’ingegnere Ciro De Luca Bossa. Con tale determina si stipula una convenzione e si affida l’incarico di costituzione di un Ufficio Condono per le attività di istruttoria relative, appunto, alle pratiche di condono edilizio, al geometra Ernesto Lauretta. “Pur volendo tralasciare la circostanza data dal fatto che un dirigente proveniente da Cercola affidi l’incarico ad un geometra di Cercola con il quale ha spesso lavorato in passato – spiega il consigliere Rianna – è interessante la motivazione messa nero su bianco in determina: l’ingegnere De Luca Bossa lamenta la persistente e crescente carenza, nel suo ufficio, dell’organico tecnico residuato e di figure professionali da poter destinare alla definizione delle pratiche di condono. Ed è su queste basi che il responsabile motiva il ricorso ad incarichi di supporto, individuando poi il geometra Lauretta come soggetto di comprovata esperienza, per poi aggiungere che lo stesso compare nell’elenco dei tecnici di fiducia del Comune di Somma Vesuviana”. Nell’interrogazione, il consigliere Rianna sottolinea di fatto proprio l’aggettivo utilizzato da De Luca Bossa in determina: “organico residuato”. “Chiaramente l’ingegnere dimostra di avere contezza della falcidie operata a riguardo con il provvedimento di mobilità interna che destinava ad altri incarichi ed altri uffici tecnici di comprovata esperienza – dice Rianna – tanto che viene da chiedersi se, prima di conferire incarico ad altri, abbia manifestato tale disagio al sindaco, al segretario generale e magari al suo omologo dott. Ferraro il quale ha disposto, a marzo scorso, la destinazione di alcuni dipendenti, risorse umane esperte che per anni hanno lavorato in quell’ufficio,  ad altre posizioni. Dipendenti che sarebbero stati perfettamente in grado di svolgere i compiti richiesti, senza altre spese per l’Ente”. “Mi spiace inoltre rimarcare – aggiunge Rianna – che nel conferimento dell’incarico sia utilizzato un articolo del Codice dei Contratti oggi integralmente abrogato insieme all’intero decreto legislativo che lo conteneva, un richiamo dunque che denota estrema approssimazione. Laddove tanto non fosse sufficiente, va evidenziato che il professionista individuato non ci risulta inserito nell’elenco dei 199 architetti, ingegneri, geometri e geologi accreditati quali tecnici di fiducia dell’Ente, sebbene in determina si sostenga il contrario. Pur volendo dunque tralasciare la preferenza che va ancora una volta a privilegiare un professionista che non è del territorio, ritengo che il sindaco abbia il dovere di fornire spiegazioni circa le modalità con le quali il responsabile ha provveduto alla scelta e, non cosa di poco conto, circa il metodo con cui è stato quantificato l’impegno di spesa: 14.300 euro oltre accessori. Non stiamo certo a sindacare sugli onorari di professionisti, pur se non accreditati, ma ci appare quanto meno singolare che per un incarico analogo conferito dall’ingegnere De Luca Bossa allo stesso professionista, ma al Comune di Cercola (determina n.138 del 4 marzo 2014), sia stata prevista una spesa iniziale di duemila (2.000) euro”.