“Tagliatelle ai funghi”: le tagliatelle rappresentano la concezione del tempo dei Napoletani
Ma in modo diverso dai vermicelli. La complessa concezione del tempo nella “filosofia napoletana dei maccheroni” (Leopardi, Marinetti, Artieri) e il valore simbolico dei vermicelli “arravogliati” intorno alla forchetta: per gli antichi e per Bergson il tempo è “un gomitolo”. Ma vi sono momenti in cui la storia scatta in avanti verso il “nuovo”: nella “Piedigrotta” del 1919 cantata da Viviani dopo i carri di tradizione secolare sfila un carro “nuovo”: quello dei disoccupati.
Ingredienti:400 g di tagliatelle all’uovo, 500 g di funghi porcini freschi, 1 fesa di aglio, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, sale, prezzemolo o mentuccia. Tagliate la parte finale del gambo dei funghi porcini e spazzolateli con un pennellino per togliere eventuali residui di terra. Affettateli e poneteli in una padella dove avrete fatto soffriggere uno spicchio di aglio. Lasciateli cuocere per 10 minuti circa, sino a che non diventeranno morbidi. A parte fate bollire l’acqua, salatela e cuoceteci le tagliatelle. Scolatele un minuto prima che siano cotte, unitele ai funghi porcini e fate risottare la pasta per un minuto. Quando le tagliatelle saranno pronte, aggiungete il prezzemolo o la mentuccia, impiattate e servitele ben calde (dal sito: La cucina italiana).
Diciamo prima di tutto qualcosa sulla “napoletanità delle tagliatelle”, senza impaludarci nell’inutile discussione sulla loro prima “patria”. Ci limitiamo a ricordare che in un decreto del 4 luglio 1647 le autorità del Viceregno di Napoli fissano il prezzo di “maccaroni, lagane, tagliatelle, vermicelli fatti con l’ingegno, pere moscarelle, pere jancolelle e bastarde di Gaeta e rossolelle e sangiovanni”. Chi dà uno sguardo ai miei articoli, sa che spesso ho parlato della “filosofia napoletana dei maccheroni” delineata, con intenzioni diverse, da Leopardi, da Marinetti, da Giovanni Artieri, da Mario Stefanile e da Alberto Consiglio. A questo tema ho dedicato nel 2014 una “plaquette”, pubblicata dalla Delegazione di Nola dell’ “Accademia Italiana della Cucina” (vedi immagine in appendice): scriverla fu un puro divertimento. Vi sostenevo, tra l’altro, che come tutte le filosofie che si rispettano, anche la “filosofia napoletana dei maccheroni” delinea una sua concezione del tempo e giunge a conclusioni sorprendenti. Prendiamo gli ziti. Sono il modello del tempo rettilineo, di quell’assurdo e semplice schema pensato e disegnato da filosofi di mezza tacca, i quali, fraintendendo alla grossa Aristotele e Agostino, arrivarono a immaginare che il tempo fosse un binario che va diritto, senza spostarsi di un millimetro, né a destra, né a sinistra, di stazione in stazione, nell’infinita pianura dello spazio, chi sa dove, chi sa dove. Vermicelli, spaghetti, fettuccine, tagliatelle sono il modello del tempo come lo vedeva Bergson: un gomitolo. Arrotolando il filo di lana su se stesso cresce il gomitolo e, man mano che cresce, c’è sempre nuovo filo che si aggiunge, e quello che c’era già non sparisce, resta nascosto, coperto proprio dal filo che si aggiunge e il gomitolo nella sua interezza esiste grazie al filo che già c’era e a quello nuovo .Secondo Bergson, la memoria, la coscienza e il tempo autentico assomigliano al gomitolo , poiché nel tempo reale, che è quello della coscienza – il tempo interiore – non vi è nulla che si perda mai veramente.La fierezza della pasta fa sì che anche nel più intricato groviglio ogni filo conservi la propria inimitabile individualità e trasmetta questa sua libertà, questa sua meravigliosa superbia a colui che mangia, a patto che egli mangi con emozione, con intensità. Chi mangia vermicelli e tagliatelle arrotolati in un saporoso groviglio “sente” che il tempo e la storia o sono fermi o si muovono, come già sapevano gli antichi, secondo un ritmo circolare: la storia di domani è quella di ieri. E questo spiega il senso del gesto di chi mangiava vermicelli e tagliatelle tirandone su dal piatto “’na vranca” con le mani, e poi calandola in bocca dall’alto. Questa idea “greca” della storia circolare è uno dei fondamenti del “carattere” dei Napoletani. Ma Napoli è stata anche la “patria” di G.B. Vico: la storia si ripete, sì, ma può fare scatti improvvisi in avanti. Le tagliatelle, a differenza dei vermicelli, non si attorcigliano mai nella loro interezza intorno alla forchetta: c’è sempre una “striscia” che pende libera, e vuole essere gustata a parte. La grandezza dei Napoletani sta nell’aver previsto che talvolta la storia non si ripete, ma si muove verso un domani che non copia il passato. Nel poemetto “Piedigrotta”, del 1919, Raffaele Viviani descrive una Festa che si svolge nel rispetto assoluto della secolare tradizione: sfilano i carri “d’e bazzariote”, “d’’e lavannare”, “d’e lucianelle”, “d’e ‘mpechere”, ma, all’improvviso, compare il carro “d’e’ disoccupate”: è una storia nuova. “ E truove nu cemmeniero ‘ncopp’ ‘a città / ca jetta nu poco ‘e fummo pe’ faticà’ / Nun ne truove manco uno sulo: / e si ce sta / coce pasta e fasule./ “. Forse noi stiamo fermi a quel 1919.
Madonna dell’Arco, l’incendio del campanile a «sorpresa» c’è stato. Oggi però il Santuario resta chiuso
Niente processione né riti, solo una celebrazione in streaming e la Supplica alla Madonna nel giorno dell’onomastico di Maria. Era stato annunciato che quest’anno, per l’emergenza Covid e dunque per evitare il rischio di assembramenti, il settantesimo incendio simulato del campanile del Santuario di Madonna dell’Arco non ci sarebbe stato. Invece…
Padre Alessio Romano, priore dei Domenicani di Madonna dell’Arco aveva annunciato ai fedeli che, in accordo con il commissario prefettizio del comune di Sant’Anastasia, Stefania Rodà, il simulato incendio del campanile, come del resto tutti i riti consueti che si tengono per la Festa dell’Incoronazione della Madonna, non si sarebbero svolti. Il priore aveva anche invitato i cittadini ad esporre, alle 20 di ieri, su ciascun balcone o finestra, un lumino o una candela e in tanti hanno accolto l’invito. Padre Alessio però ha voluto che, dopo le celebrazioni religiose in diretta streaming sulla pagina facebook del Santuario, ci fosse per tutti i fedeli in collegamento (e anche per chi non lo era), una gradita sorpresa. Così… all’ora esatta del giorno in cui, normalmente, migliaia di persone sarebbero state nei pressi del Santuario con il naso all’insù per ammirare lo spettacolo pirotecnico dell’incendio simulato, ha dato il via al settantesimo anno della tradizione che in tantissimi hanno potuto seguire, ma solo virtualmente e senza rischi. «Alla fine abbiamo deciso che il settantesimo incendio al campanile ci sarebbe stato – dice il priore – pensando di dare un piccolo segno con un mini spettacolo pirotecnico dal campanile, dedicato a tutti i devoti alla nostra Madonna dell’Arco». E ieri sera, sulla pagina social del Santuario, in almeno centomila sono stati raggiunti dall’evento a sorpresa. «Ci sembrava bello che attraverso la diretta streaming, tutti potessero unirsi creando un momento di comunità e di festa pur se virtuale. Alla fine, abbiamo onorato una tradizione che dura da settant’anni». Continuando però a rispettare le precauzioni del caso, oggi – domenica 13 settembre – il Santuario rimarrà chiuso.
Sant’Anastasia, stasera la Lista Arcobaleno al London Park
Questa sera (domenica 13 settembre), alle 19,30, i candidati della Lista Arcobaleno in sostegno del candidato sindaco Carmine Esposito saranno tutti al London Park di via Libero Grassi per presentarsi e dialogare con i cittadini.
Sotto l’egida del simbolo che da anni accompagna le esperienze politiche di Carmine Esposito, sedici candidati al consiglio comunale: Cettina Giliberti, Pasquale Di Mauro, Pasqualino Mauri, Francesco De Linardi, Ciro Gifuni, Vincenza Romano, Luigia Punzo, Giacomo Rea, Luca Molea, Antonio Romano, Antonio Sebeto, Annunziata Piccolo, Simone Esposito, Giovanna Toscano, Raffaele Sposito Procella, Carla Dalia.
Tra loro medici, imprenditori, avvocati, operatori della sanità e della scuola, cuochi, pasticcieri, studenti, in rappresentanza di esperienze e professionalità diverse. Questa sera, in un momento che sarà anche di aggregazione sia pur nel rispetto delle norme anti Covid – 19, racconteranno la loro idea di paese. La morte di Willy nel secolo buio dell’odio, della violenza vigliacca e della banalità del male
Ken Follet, Bauman, Lorenzo Marone, Hanna Arendt, Banksy e Cattelan. Il ruolo della violenza e dell’odio in una società in cui la percezione della precarietà, la competizione, la durezza della lotta per l’esistenza alimentano in molti la crisi dell’identità e il complesso di inferiorità. L’odio e la violenza, sui “social” e nella realtà quotidiana, danno a molti l’illusione di “esistere” e di far parte di un gruppo. E la violenza può diventare bestiale, come quella che ha ucciso Willy e ha continuato a calpestarlo anche dopo la morte. Ma qualcosa sta cambiando, e i seminatori di odio non se ne sono ancora accorti.
Ha ragione Ken Follet: secolo buio è il Medioevo, secolo buio è il nostro tempo. Il Novecento è il secolo dell’odio: e ha ragione anche Bauman: “l’odio primo”, quello dei nazisti, che produsse l’olocausto e lo sterminio degli Ebrei non fu “una devianza dalla modernità”, ma ne fu un prodotto coerente. La società post- industriale, la “liquida ”società globale e la cultura dei “social” hanno reso sempre più intenso questo bisogno di odio e, per questo, ne hanno anche variato la specie: accanto all’odio razziale – quello esterno, indirizzato contro i “neri” e contro i migranti, quello interno, del Nord contro il Sud – hanno preso forma e si sono caricati di veleno l’odio di genere, l’odio sociale, l’odio per la verità. Molte e complicate sono le cause di questa interminabile stagione nera dell’odio. Le varie forme della società industriale e post- industriale hanno trasformato la concorrenza, la competizione, l’individualismo in drammatiche componenti psicologiche, hanno aperto gli spazi alla paura dell’altro, al fastidio per il diverso, alla devastante percezione di quella precarietà che la rivoluzione tecnologica ha reso ancora più tragica “creando una nutrita classe di inadatti”. Forse ha ragione anche Lorenzo Marone, quando scrive che “siamo sempre più stupidi”. E poi il terrorismo di destra e di sinistra, le guerre scatenate dai rigurgiti del colonialismo e contrabbandate come guerre di liberazione, l’asservimento progressivo dei singoli e di popoli interi alla dominante cultura dell’ “utile”, e certe date che diventano simboliche: l’11 settembre del 1973 viene ucciso in Cile Salvador Allende, e l’11 settembre del 2001 un attentato terribile e misterioso sgretola a New York le torri gemelle e la vita di migliaia di persone. Nella società “liquida” si dissolvono le istituzioni democratiche, si scompaginano i partiti, acquistano potere agenzie che attraverso il web controllano flussi di voti, l’elezione e le scelte di deputati e di senatori; e a scuola non si dà più importanza allo studio della storia, e cambiano volto e funzione le librerie e i circoli culturali. Molti cittadini della società liquida cercano di darsi una identità, chiedono di “esistere”, e tentano, in ogni modo, di non ascoltare le voci di quel “complesso di inferiorità” che li rode e li avvilisce. A chi si sente “inferiore”, emarginato, assente il web e l’odio offrono l’illusione di “esserci”: il web permette all’odio di scegliere qualsiasi bersaglio, di esercitarsi, senza correre pericoli, anche contro i malati, anche contro i morti: anche contro un ragazzo che steso a terra è stato maciullato dalla violenza di alcune “bestie”, anche contro centinaia di migranti inghiottiti dal mare. La società non è quella “istanza morale primaria” immaginata da Durkeim: oggi, la società non offre più ai cittadini scale di valori che potremmo definire “illuministici” – la fratellanza, la giustizia, la concordia sociale – ma, al contrario, fornisce alla violenza e all’odio la “copertura” di sistemi ideologici e di partiti politici, e, in ogni caso, la giustificazione di un “agente” sociale sempre più devastante: la droga. Ci sono partiti politici che non hanno espresso sdegno e smarrimento per il barbaro assassinio di Willy: chi era poi questo Willy? Uno straniero, un migrante. Raccontano che uno dei picchiatori accusati dell’omicidio subito dopo l’esercizio dell’ animalesca violenza contro il giovane abbia pubblicato su “fb” un post dai contenuti triviali, di cui erano protagoniste due scimmie, e corredato da una serie di faccine che piangevano dalle risate. Osservate le foto dei presunti assassini: la postura “eroica” è tipica di chi ha bisogno di comunicare agli altri e a se stesso: “Vedete che io esisto, che io sono capace di tutto”: è la cultura dei selfie.E’ la banalità del male: il libro di Hanna Arendt, uno dei più importanti del ‘900, di giorno in giorno diventa sempre più attuale. Davanti al tribunale israeliano che lo giudicava per il ruolo di primo piano da lui svolto nella pianificazione dello sterminio degli Ebrei nei campi di concentramento nazisti Adolf Eichmann si difese dichiarando che era stato un semplice esecutore di superiori disposizioni, un impiegato, insomma, che lo Stato, nel pretendere che eseguisse gli ordini ricevuti, sottraeva, di fatto, a ogni giudizio dettato dall’etica e dalla morale tradizionali. E dopo aver preparato gli interminabili elenchi di donne e di bambini da massacrare nelle camere a gas, è probabile che Eichmann riuscisse a commuoversi ascoltando la musica del suo amato Bach. O che andasse in riva a un lago a godere di un romantico paesaggio, come fa l’ufficiale nazista nell’opera (2013) che Banksy ha intitolato “la banalità della banalità del male”(vedi immagine in appendice). Quindi, tocca a chi è “normale” chiedersi qual è la morale nuova di quei politici che ogni giorno sputano odio contro i migranti e contro i “diversi” e, mentre sputano, baciano senza sosta la corona del SS. Rosario che portano al collo. Anche questi gesti sono propaganda, ovviamente: ma è propaganda stupida, perché rivela il disprezzo che quei politici nutrono anche per l’intelligenza degli Italiani: non sanno, i poveretti, che ai tipi come loro la Storia, il Caso, la Provvidenza riservano punizioni esemplari. Ha ragione anche Cattelan, quando immagina e modella in cera e in resina di poliestere, con l’innesto di capelli umani, la statua di Hitler bambino inginocchiato a pregare, con gli occhi lucidi per la commozione. Nel maggio del ’38 Hitler fu in visita ufficiale a Firenze, e Orio Vergani lo descrisse, sul “Corriere della Sera”, mentre, staccatosi dal corteo, contemplava in solitudine, e con manifesta emozione, i capolavori di Palazzo Pitti e degli Uffizi.
Fingeva, o davanti alla Bellezza il male già incominciava a risultare banale?
San Giuseppe Vesuviano, ruba 70mila euro di energia elettrica per il suo bar. Carabinieri arrestano 21enne
Una 21enne incensurata – di fatto gestore di un noto bar del centro cittadino – è stata arrestata dai Carabinieri di San Giuseppe Vesuviano per furto aggravato di energia elettrica. Secondo quanto emerso dall’ispezione dei militari insieme ai tecnici dell’ENEL, la donna aveva realizzato un allaccio abusivo alla rete pubblica procurandosi illecitamente l’energia elettrica per la propria attività commerciale. L’importo complessivo dei consumi è stato stimato in circa 70mila euro.
Diverse anche le violazioni in materia di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro riscontrate all’interno dell’attività: i carabinieri di San Giuseppe Vesuviano – insieme al personale dell’ASL Napoli 3 Sud – hanno elevato sanzioni amministrative per un totale complessivo di 25mila euro.
La 21enne è stata sottoposta agli arresti domiciliari in attesa di giudizio.
Marigliano, al Parco Verde Peppe Jossa tira le somme sulla campagna di ascolto
Riceviamo e pubblichiamo.
Dopo le numerosissime proposte inviate dai cittadini che hanno aderito con grande entusiasmo alla campagna di ascolto “La tua idea è Marigliano”, inviando suggerimenti e segnalando criticità, lunedì sera l’incontro dal vivo per un confronto sui temi emersi durante l’iniziativa.
L’appuntamento è per le 18,30 del 14 settembre al Parco Verde di via Masseria Coca Cola a Marigliano.
“Le regole anti Covid – dice Peppe Jossa, candidato sindaco sostenuto da Pd, Azzurra Libertà, La Città che Vogliamo, Impegno Civico e Città in Movimento – hanno inevitabilmente spostato la campagna elettorale sulle piazze virtuali ma è diventata forte a pochi giorni dal voto l’esigenza di incontrarsi di persona e condividere un percorso di partecipazione e cittadinanza attiva. Con le doverose e necessarie precauzioni, lunedì con i candidati che condividono con me la nuova visione di amministrare la città incontreremo i nostri concittadini per confrontarci proprio su quelle idee che testimoniano tanta voglia di migliorare il contesto in cui tutti viviamo, ma anche un grande attaccamento a questo territorio. Sono certo che lunedì verrano fuori tanti altri stimoli che ci consentiranno ancor di più di percorrere insieme la strada che porta ad una città dove tutti, in primis i più fragili, possano vivere meglio”.
Pierino Gallone: 50 anni con la musica
Somma Vesuviana, l’autobiografia di Pierino Gallone in occasione dei suoi 50 anni con la musica
In questa autobiografia musicale Pierino Gallone inizia a viaggiare con la mente in un mix di emozioni fortissime che hanno caratterizzato la sua gioventù. L’autore riesce in queste pagine a comunicare la sua energia e il suo entusiasmo, trascinandoci e coinvolgendoci in quella che è stata la sua attività di musicista.
Negli anni ‘60 del Novecento si svilupparono nuove tendenze musicali, altre si consolidarono e il panorama dell’intera musica venne rivoluzionato. Erano gli anni di band come i Beatles e i Rolling Stones, precursori del grande rock degli anni Settanta. Alla ribalta c’erano personaggi come Bob Dylan, l’amatissimo Elvis Presley, che già si era fatto conoscere nel decennio precedente, mentre la musica soul vedeva nascere talenti come James Brown e Wilson Pickett. Accanto a questa tendenza continuarono, inoltre, a prosperare anche altri generi, come il romantico, che erano ancora sulla cresta dell’onda, e il latino-americano. L’America latina aveva ormai acquistato in Italia una grande rilevanza dal punto di vista politico e culturale. Vi era una forte attenzione ed una notevole ricercatezza nella composizione di melodie derivanti da questa musica, che si andava affacciando sulla nostra penisola. Bastava esaltare i balli latino- americani per essere trasportati in un variopinto universo fatto di ritmi, suoni e colori. Musiche adatte ad ogni circostanza e ad ogni età, come samba, rumba o cha chacha, cominciavano a riscuotere al di fuori dei confini di provenienza un grande successo. Componente essenziale dello spirito latino-americano era ed è ancora l’amore. Amore come presenza costante della vita, zucchero e sale di ogni esistenza, orizzonte costante degli spiriti romantici.
In Italia nel 1964, dicevamo, grazie al successo dei Beatles e dei Rolling Stones, iniziò a diffondersi il beat, una musica che emerse per mezzo delle controculture dei paesi anglosassoni ed in particolare della British invasion con band che mescolavano il rock and roll con influenze swing, rhythm and blues. Si diffusero così in tutta Italia complessini di giovani che iniziarono a suonare e molte case discografiche iniziarono a metterli sotto contratto, puntando sul loro successo. Un grosso contributo allo sviluppo del fenomeno fu dato dalle riviste di musica giovanili, che nascevano proprio in quegli anni: Ciao amici nel 1963, Big nel 1965 ed infine Giovani nel 1966. In Italia si scatenò un fiorire di complessi: i Camaleonti, I Corvi, I Delfini, i DikDik, I Giganti, Le Orme, i Nomadi e i Pooh. Anche a Napoli i complessi beat riuscirono nel giro di anni a diventare protagonisti delle scene musicali, ricevendo un successo enorme. In alcune cittadine di provincia si potevano trovare addirittura più di dieci complessi che riproponevano le hit dei gruppi famosi e che si cimentavano in proprie composizioni.
A Somma Vesuviana, cittadina alle falde del monte omonimo, nel 1964 un appassionato giovane, appena sedicenne, fondò un primo complesso The Brothers. Suonava una chitarra comprata umilmente da suo padre, che di mestiere faceva l’impiegato comunale. Il suo nome era Pietro Paolo Gallone, a tutti noto come Pierino. I suoi studi si perfezionarono grazie al maestro napoletano Mario Cenci e poi via con l’esigenza di uscire ed essere condivisi con il mondo. Gli altri musicisti erano Angelo Auriemma al basso, Enrico Angrisani alla chitarra e Gianni Biondi alla batteria. Un manipolo di giovanissimi ragazzi con il desiderio evidente di fare carriera. Nel 1966 la partecipazione al primo festival canoro Città di Somma Vesuviana sarebbe stato il salto di qualità e il punto di partenza di una carriera musicale durata 50 anni.
In questa autobiografia musicale Pierino Gallone inizia a viaggiare con la mente in un mix di emozioni fortissime che hanno caratterizzato la sua gioventù. L’autore riesce in queste pagine a comunicare la sua energia e il suo entusiasmo, trascinandoci e coinvolgendoci in quella che è stata la sua attività di musicista. I suoi progetti, che vanno dai The Brothers ai Visconti,dopo diverse ricerche di stile,gli avrebbero permesso con i suoi amici di girare piazze e locali della Campania, ricevendo molti apprezzamenti. La sua parola d’ordine era divertimento. Pagine queste fatte di tanti ricordi edi grande peso emotivo, che portano il lettore a scendere nell’animo più profondo e a far proprio il messaggio dell’autore.
A Somma Vesuviana, cittadina alle falde del monte omonimo, nel 1964 un appassionato giovane, appena sedicenne, fondò un primo complesso The Brothers. Suonava una chitarra comprata umilmente da suo padre, che di mestiere faceva l’impiegato comunale. Il suo nome era Pietro Paolo Gallone, a tutti noto come Pierino. I suoi studi si perfezionarono grazie al maestro napoletano Mario Cenci e poi via con l’esigenza di uscire ed essere condivisi con il mondo. Gli altri musicisti erano Angelo Auriemma al basso, Enrico Angrisani alla chitarra e Gianni Biondi alla batteria. Un manipolo di giovanissimi ragazzi con il desiderio evidente di fare carriera. Nel 1966 la partecipazione al primo festival canoro Città di Somma Vesuviana sarebbe stato il salto di qualità e il punto di partenza di una carriera musicale durata 50 anni.
In questa autobiografia musicale Pierino Gallone inizia a viaggiare con la mente in un mix di emozioni fortissime che hanno caratterizzato la sua gioventù. L’autore riesce in queste pagine a comunicare la sua energia e il suo entusiasmo, trascinandoci e coinvolgendoci in quella che è stata la sua attività di musicista. I suoi progetti, che vanno dai The Brothers ai Visconti,dopo diverse ricerche di stile,gli avrebbero permesso con i suoi amici di girare piazze e locali della Campania, ricevendo molti apprezzamenti. La sua parola d’ordine era divertimento. Pagine queste fatte di tanti ricordi edi grande peso emotivo, che portano il lettore a scendere nell’animo più profondo e a far proprio il messaggio dell’autore. Elezioni a Poggiomarino, Annunziata: “Ecco le domande alle quali la destra non risponde”
Riceviamo e pubblichiamo.
Gestione del cimitero, Puc, rete fognaria, Longola, Parco Sarno. Nel suo recente comizio in via Nuova San Marzano, il candidato sindaco alle elezioni del 20 e 21 settembre a Poggiomarino, Giuseppe Annunziata, ha elencato gli argomenti sui quali la coalizione avversa non prende posizione.
Spiega Annunziata: “Dalla destra salviniana non arriva ancora una
proposta. Noi in questi giorni abbiamo spiegato cosa vogliamo fare e come farlo: ci saremmo aspettati altrettanto e invece prendiamo atto che non ci sono idee concrete”.
Nel corso del discorso, Giuseppe Annunziata ha aggiunto: “La mia
candidatura nasce a Poggiomarino per mano esclusiva di uomini e donne libere. Sono stato scelto per la militanza, per la mia storia per quello che ho avuto la possibilità di dimostrare nel corso della mia vita. Sono un uomo che ha un riconosciuto radicamento nel territorio. Perché l’impegno per la città non si manifesta solo con i post sui social”.
Casalnuovo: “Denunciamo la Gori”. La battaglia degli avvocati Angelo Pisani ed Espedito Iasevoli
Riceviamo e pubblichiamo.
Casalnuovo di Napoli, 11 settembre, 2020 – Parte da Casalnuovo di Napoli, con l’avvocato Angelo Pisani, Presidente Nazionale dell’Associazione Noi Consumatori, e l’avvocato Espedito Iasevoli, Candidato Sindaco alle prossime elezioni Amministrative di Casalnuovo, la battaglia legale contro la GORI concessionaria di forniture idriche da impianti fatiscenti e pericolosi alla salute per chiedere giustizia e risarcimento danni per i continui disservizi.
Ieri in Piazza Siani, a Tavernanova, incontri con la popolazione esasperata ed assestata anche di giustizia per la presentazione dell’iniziativa e l’avvio di una raccolta firme che porterà a presentare una denuncia nei confronti del soggetto concessionario e del titolare degli impianti del Servizio Idrico Integrato per inadempimenti contrattuali. Sotto accusa l’improvviso stop alla fornitura per quasi un mese, la qualità scadente dell’acqua con elevata concentrazione di calcare o altre sostanze tossiche, e le perdite incontrollate gestite con estremo ritardo nonostante le numerose segnalazioni il tutto sempre a spese dei cittadini .
«La nostra idea è quella di presentare oltre ad un esposto in procura a tutela della salute pubblica e per il controllo della gestione dei servizi addebiti ai cittadini anche un ondata di reclami congiunto nei confronti della GORI e dei committenti della concessione al fine di tutelare i diritti degli utenti e far riconoscere ai cittadini un regolare servizio di fornitura idrica e giusto risarcimento del danno per tutti i torti subiti – hanno spiegato gli avv. Iasevoli e Pisani . Si tratta di un’azione immediata e fattibile rispetto alle promesse illusorie e inconcludenti fatte sino ad oggi dalla politica che illude tutti con la cacciata della Gori che sicuro non è l’unica responsabile di tale vergognosa situazione . La GORI rientra in un consorzio sovracomunale che è stato istituito con una legge, motivo per cui – continua– non possiamo promettere di mandarla via, sarebbe solo l’ennesima bugia. Vogliamo andare sul concreto – conclude il candidato Sindaco – su quello che possiamo fare: un’azione congiunta anche contro la GORI perché costringa le istituzioni a regolarizzare gli impianti in concessione ! E per fare questo ci siamo avvalsi dell’assistenza dell’avv. Pisani che si è sempre battuto per la difesa dei cittadini oggi vittime innocenti da tutelare e difendere in ogni sede».
Per aderire al reclamo è possibile sottoscrivere i moduli recandosi presso:
Caf GNC Via Iazzetta 1, Talona – Casalnuovo di Napoli
Caf GNC Via Nazionale delle Puglie 23, Tavernanova – Casalnuovo di Napoli
Informazioni Aggiuntive
In particolare i disagi , sul territorio comunale, si sono registrati a partire dal mese di Luglio con continue interruzioni dell’erogazione lasciando migliaia di cittadini a secco. Ad aggravare la situazione anche la qualità dell’acqua color ruggine e ricca di residui calcarei come testimoniato dai cittadini con foto e video lanciate sui canali social. Stanchi ed esasperati per i continui disagi ma anche per le bollette sempre più esose, in centinaia hanno raccolto l’appello lanciato da Pisani e Iasevoli sottoscrivendo i moduli per avviare l’azione legale.
Terra dei Fuochi: via libera al piano operativo contro le ecomafie
Sono partiti ieri i primi camion per il potenziamento della raccolta rifiuti nella Terra dei Fuochi. Con il via libera siglato dalla Corte dei Conti diventa finalmente operativo l’Accordo di Programma finalizzato ad assicurare un adeguato supporto per realizzare un modello virtuoso e replicabile per il recupero e la valorizzazione della “Terra dei Fuochi” in Campania.
Un documento nato dall’intesa tra il ministero dell’Ambiente, il Prefetto di Napoli, l’Incaricato del ministro dell’Interno per il contrasto del fenomeno dei roghi nella regione Campania, la Commissione straordinaria del Comune di Caivano e il Commissario prefettizio del Comune di Giugliano in Campania.
«Sappiamo che i comuni di Giugliano e Caivano sono tra i più aggrediti dagli ecocriminali che ogni giorno accumulano rifiuti illecitamente e li incendiano – spiega il ministro dell’Ambiente Sergio Costa –. Proprio un anno fa avevo annunciato un accordo di programma per intervenire in modo concreto. Ecco: è stato firmato, finalmente ci siamo. I camion partiranno per andare nelle strade, nelle campagne e nei pressi dei campi rom (dove si concentrano di più i roghi) a iniziare a raccogliere rifiuti».
Attraverso i fondi stanziati dal ministero dell’Ambiente, pari a 4 milioni di euro, finalmente prendono il via nei due Comuni le operazioni di potenziamento straordinario delle attività di raccolta, riciclo e recupero dei rifiuti, contestualmente al rafforzamento del controllo del territorio attraverso l’installazione di telecamere per la videosorveglianza nelle aree a rischio. Inoltre, saranno intraprese iniziative di informazione e cittadinanza attiva con il coinvolgimento dei Comitati di cittadini sorti nel territorio e delle altre espressioni di volontariato delle comunità locali.
«Da tanti anni, troppi, i cittadini della Terra dei Fuochi vivono questo dramma – aggiunge il ministro –. La gente è delusa. E lo capisco. Ma quello che stiamo costruendo è un piano operativo concreto e complesso. La politica questo deve essere: polis, gestione del bene comune e non elettoralismo. Quello non mi riguarda e chi mi conosce sa non so neanche farlo. C’è chi la chiama passerella elettorale. Io la chiamo azione, e metterci la faccia. Consentitemelo, non è facile farlo. Ma penso a chi vive chiuso in casa per la puzza, e credo che le difficoltà principali siano le loro».

