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Pierino Gallone: 50 anni con la musica

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Somma Vesuviana,  l’autobiografia di Pierino Gallone in occasione dei suoi 50 anni con la musica                                                               

In questa autobiografia musicale Pierino Gallone inizia a viaggiare con la mente in un mix di emozioni fortissime che hanno caratterizzato la sua gioventù. L’autore riesce in queste pagine a comunicare la sua energia e il suo entusiasmo, trascinandoci e coinvolgendoci in quella che è stata la sua attività di musicista.

Negli anni ‘60 del Novecento si svilupparono nuove tendenze musicali, altre si consolidarono e il panorama dell’intera musica venne rivoluzionato. Erano gli anni di band come i Beatles e i Rolling Stonesprecursori del grande rock degli anni Settanta. Alla ribalta c’erano personaggi come Bob Dylan, l’amatissimo Elvis Presley, che già si era fatto conoscere nel decennio precedente, mentre la musica soul vedeva nascere talenti come James Brown e Wilson Pickett. Accanto a questa tendenza continuarono, inoltre, a prosperare anche altri generi, come il romantico, che erano ancora sulla cresta dell’onda, e il latino-americano. L’America latina aveva ormai acquistato in Italia una grande rilevanza dal punto di vista politico e culturale. Vi era una forte attenzione ed una notevole ricercatezza nella composizione di melodie derivanti da questa musica, che si andava affacciando sulla nostra penisola. Bastava esaltare i balli latino- americani per essere trasportati in un variopinto universo fatto di ritmi, suoni e colori. Musiche adatte ad ogni circostanza e ad ogni età, come samba, rumba o cha chacha, cominciavano a riscuotere al di fuori dei confini di provenienza un grande successo. Componente essenziale dello spirito latino-americano era ed è ancora l’amore. Amore come presenza costante della vita, zucchero e sale di ogni esistenza, orizzonte costante degli spiriti romantici.

In Italia nel 1964, dicevamo, grazie al successo dei Beatles e dei Rolling Stones, iniziò a diffondersi il beat, una musica che emerse per mezzo delle controculture dei paesi anglosassoni ed in particolare della British invasion con band che mescolavano il rock and roll con influenze swingrhythm and blues. Si diffusero così in tutta Italia complessini di giovani che iniziarono a suonare e molte case discografiche iniziarono a metterli sotto contratto, puntando sul loro successo. Un grosso contributo allo sviluppo del fenomeno fu dato dalle riviste di musica giovanili, che nascevano proprio in quegli anni: Ciao amici nel 1963Big nel 1965 ed infine Giovani nel 1966. In Italia si scatenò un fiorire di complessi: i Camaleonti, I Corvi, I Delfini, i DikDik, I Giganti, Le Orme, i Nomadi e i Pooh. Anche a Napoli i complessi beat riuscirono nel giro di anni a diventare protagonisti delle scene musicali, ricevendo un successo enorme. In alcune cittadine di provincia si potevano trovare addirittura più di dieci complessi che riproponevano le hit dei gruppi famosi e che si cimentavano in proprie composizioni.

A Somma Vesuviana, cittadina alle falde del monte omonimo, nel 1964 un appassionato giovane, appena sedicenne, fondò un primo complesso The Brothers. Suonava una chitarra comprata umilmente da suo padre, che di mestiere faceva l’impiegato comunale. Il suo nome era Pietro Paolo Gallone, a tutti noto come Pierino. I suoi studi si perfezionarono grazie al maestro napoletano Mario Cenci e poi via con l’esigenza di uscire ed essere condivisi con il mondo.  Gli altri musicisti erano Angelo Auriemma al basso, Enrico Angrisani alla chitarra e Gianni Biondi alla batteria. Un manipolo di giovanissimi ragazzi con il desiderio evidente di fare carriera. Nel 1966 la partecipazione al primo festival canoro Città di Somma Vesuviana sarebbe stato il salto di qualità e il punto di partenza di una carriera musicale durata 50 anni.

In questa autobiografia musicale Pierino Gallone inizia a viaggiare con la mente in un mix di emozioni fortissime che hanno caratterizzato la sua gioventù. L’autore riesce in queste pagine a comunicare la sua energia e il suo entusiasmo, trascinandoci e coinvolgendoci in quella che è stata la sua attività di musicista. I suoi progetti, che vanno dai The Brothers ai Visconti,dopo diverse ricerche di stile,gli avrebbero permesso con i suoi amici di girare piazze e locali della Campania, ricevendo molti apprezzamenti. La sua parola d’ordine era divertimento. Pagine queste fatte di tanti ricordi edi grande peso emotivo, che portano il lettore a scendere nell’animo più profondo e a far proprio il messaggio dell’autore.