Educazione civica a scuola: i compiti del referente d’istituto.

  La L. 92/2019 ha consentito che dal 1° settembre dell’a. s. 2020/2021, si avviasse l’insegnamento trasversale dell’educazione civica in ogni ordine e grado. L’art. 2, co. 1, del D.M. n. 35 del 22 giugno 2020, Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica, ai sensi dell’articolo 3 della legge 20 agosto 2019, n. 92 prevede che per gli anni scolastici 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023 le istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione definiscano il curricolo di educazione civica, procedendo in simmetria con le Linee guida che rappresentano  un documento agile e di facile consultazione, con il quale i dirigenti scolastici e gli insegnanti possono dare seguito alle regole entrate in vigore a settembre. Il documento d’indirizzo dispone che le istituzioni scolastiche provvedano ad indicare traguardi di competenza, risultati di apprendimento e gli obiettivi specifici di apprendimento. La legge 92 del 2019, dispone, altresì, che l’insegnamento di Educazione civica ha un proprio voto, con almeno 33 ore all’anno dedicate e tre assi d’azione principali: lo studio della Costituzione, lo sviluppo sostenibile, la cittadinanza digitale. La Costituzione Studentesse e studenti intensificheranno lo studio della Costituzioni e delle principali leggi nazionali e internazionali. L’obiettivo è di munire loro di strumenti per conoscere i propri diritti e doveri, per formare cittadini responsabili e attivi che partecipano in modo consapevole alla vita civica, culturale e sociale  della loro comunità. Lo sviluppo sostenibile Alunne e alunni saranno formati su educazione ambientale, conoscenza e tutela del patrimonio e del territorio, tenendo conto degli obiettivi dell’Agenda 2030 dell’ONU. In tal modo la sostenibilità entrerà, così, negli obiettivi di apprendimento. Cittadinanza digitale A studentesse e studenti saranno date le competenze per utilizzare consapevolmente e responsabilmente i nuovi mezzi di comunicazione e gli strumenti digitali, sensibilizzando loro nei confronti dei possibili rischi connessi all’uso dei social media e alla navigazione in Rete. Nella scuola dell’infanzia, attraverso il gioco e le attività educative e didattiche, si sensibilizzeranno le bambine e dei bambini verso la conoscenza e il rispetto delle differenze proprie e altrui, la consapevolezza delle affinità, il concetto di salute e di benessere. L’insegnamento è affidato, in contitolarità ai docenti sulla base del curricolo, impiegando le risorse dell’organico dell’autonomia; per ciascuna classe la scuola individua, tra i docenti a cui è affidato l’insegnamento dell’educazione civica, un docente (Referente d’Istituto) con compiti di coordinamento che deve collaborare con il Dirigente Scolastico nel coordinamento delle attività di progettazione, organizzazione, attuazione delle attività di Educazione Civica. Più precisamente il referente di educazione civica deve:
  • Coordinare le fasi di progettazione e realizzazione dei percorsi di Educazione Civica anche attraverso la promozione della realizzazione e/o partecipazione a concorsi, convegni, seminari di studio/approfondimento, in correlazione con i diversi ambiti disciplinari garantendo funzionalità, efficacia e coerenza con il PTOF;
  • Favorire l’attuazione dell’insegnamento dell’educazione civica attraverso azioni di tutoring, di consulenza, di accompagnamento, di formazione e supporto alla progettazione;
  • Curare il raccordo organizzativo all’interno dell’Istituto e con qualificati soggetti culturali quali autori/enti/associazioni/organizzazioni supervisionando le varie fasi delle attività e i rapporti con gli stessi;
  • Monitorare le diverse esperienze e le diverse fasi, in funzione della valutazione dell’efficacia e funzionalità delle diverse attività;
  • Promuovere esperienze e progettualità innovative e sostenere le azioni introdotte in coerenza con le finalità e gli obiettivi del nostro Istituto;
  • Socializzare le attività agli Organi Collegiali;
  • Preparare tutta la documentazione necessaria per l’avvio, la prosecuzione e la chiusura delle attività;
  • Creare uno staff di cooperazione per la progettazione dei contenuti didattici nei diversi ordini di scuola;
  • Favorire una cooperazione multipla di docenti al fine di diversificare i percorsi didattici delle classi;
  • Coopera con la funzione strumentale PTOF alla redazione del “Piano” avendo cura di trasferire quanto realizzato ai fini dell’insegnamento dell’educazione civica (i contenuti da proporre, strutturare e diversificare nell’articolazione del percorso didattico delle 33 ore di Educazione Civica trasversale sono elencati nell’articolo 3 della legge, che indica le tematiche e gli obiettivi di apprendimento e lo sviluppo delle competenze cui è indirizzato l’insegnamento sistematico e graduale dell’Educazione Civica);
  • Monitorare, verificare e valutare il tutto al termine del percorso;
  • Disporre le riunioni con i coordinatori dell’educazione civica per ciascuna classe e team pedagogico;
  • Assicurare e garantire che tutti gli alunni, di tutte le classi possano fruire delle competenze, delle abilità e dei valori dell’educazione civica;
  • Registrare, in occasione della valutazione intermedia, le attività svolte per singola classe con le indicazioni delle tematiche trattate e le indicazioni valutative circa la partecipazione e l’impegno di studio dei singoli studenti in vista della definizione del voto/giudizio finale da registrare in pagella;
  • Presentare, a conclusione dell’anno scolastico, al Collegio Docenti, una relazione finale, evidenziando i traguardi conseguiti e le eventuali “debolezze” e vuoti da colmare;
  • Curare il rapporto con l’Albo delle buone pratiche di educazione civica istituito presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca avendo cura di inoltrare le migliori esperienze maturate in istituto al fine di condividere e contribuire a diffondere soluzioni organizzative ed esperienze di eccellenza;
  • Rafforzare la collaborazione con le famiglie al fine di condividere e promuovere comportamenti improntati a una cittadinanza consapevole, non solo dei diritti, dei doveri e delle regole di convivenza, ma anche delle sfide del presente e dell’immediato futuro, anche integrando il Patto educativo di corresponsabile.
Dall’analisi del tessuto normativo citato e dei compiti affidati al Referente di educazione civica, si coglie pienamente la trasversalità dell’insegnamento dell’Educazione civica e la centralità dello stesso nel compito primario della Scuola di formazione del futuro cittadino. Foto:fonte internet  

Ciarambino (M5S): “Ballottaggi, ha trionfato il progetto e il miglior interprete per realizzarlo”

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La consigliera regionale: “Giorno storico per Pomigliano d’Arco, finisce l’era delle destre e della paralisi e comincia quella del rilancio”

“La vittoria straripante di Pomigliano d’Arco, assieme a quelle di Giugliano, Ariano Irpino e Caivano, è segno evidente che la nostra scelta di puntare su un serio progetto di rilancio e su uomini di valore per realizzarlo è stata recepita come la migliore possibile dalla stragrande maggioranza dei cittadini. Un risultato eccezionale, frutto di un lavoro importante che ha portato a un’intesa prima di tutto sul programma e le idee per ogni singolo territorio, oltre che sulla scelta del miglior interprete”. Lo ha dichiarato la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino.

“Oggi – ha proseguito Ciarambino – è un giorno storico per Pomigliano d’Arco. Con la vittoria di Gianluca De Mastro, persona di grande cultura e competenza, profondamente legata a questa terra, possiamo finalmente scrivere un capitolo nuovo e mettere fine a un’era in cui le destre hanno affossato ogni tentativo di sviluppo in una città dalle potenzialità altissime. Quello che non siamo riusciti a fare per la Regione Campania, quando avevamo proposto il nome di Sergio Costa alla testa di un progetto di autentico rinnovamento per la nostra terra, stiamo riuscendo a realizzarlo in Comuni importanti che possono fare da traino per l’economia e lo sviluppo dell’intera regione. Ha vinto la scelta di anteporre il progetto e le competenze ai simboli di partito. Ed è lungo questo solco che dobbiamo continuare a lavorare”.

Confesercenti Campania, Schiavo: “La nuova ordinanza è il colpo di grazia per molte attività commerciali”

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Riceviamo e pubblichiamo   Il presidente Vincenzo Schiavo: «Gli assembramenti non sono causati dalle nostre aziende. Senza introiti ci dicano subito come le imprese potranno pagare i debiti!»   Vincenzo Schiavopresidente di Confesercenti Campania, commenta così l’ultima ordinanza della Regione Campania che limita gli orari delle attività commerciali: «Ancora una volta ad essere penalizzato è il nostro commercio, senza che nel contempo si trovi la soluzione al vero problema, che è culturale, perché le persone si assembrano non certo a causa dei bar aperti dopo mezzanotte. Questa ordinanza mette in ginocchio la nostra economia, è il colpo di grazia per le nostre imprese. Lo Stato dovrebbe scendere in campo con tutti i mezzi che ha per far rispettare le regole e comminare le giuste sanzioni a chi trasgredisce. Fin qui evidentemente non ci è riuscito. Ribadisco: non sono i ristoranti, ad esempio, che creano assembramenti ma il senso civico delle persone. Chi ci assicura che, una volta chiuso il locale alle 23 o alle 24, le persone non si raggruppino, come già accade, in piazza o per strada?». Le nuove limitazioni mortificano ulteriormente le imprese campane, già provate dal lockdown e dalla crisi economica. «Questa ordinanza   – aggiunge Vincenzo Schiavo – crea ulteriori ostacoli alla ripresa dell’economia. Confesercenti critica questa decisione ma è pronta ad eseguirla, naturalmente. Nel contempo pretendiamo, però, di avere immediate risposte su come le nostre attività possono far fronte alle spese. La Regione e il Governo ci dicano, subito, in che modo le nostre aziende, in queste condizioni, riusciranno pagare le tasse, ad affrontare gli impegni con le banche, a sostenere le spese di fitto e di fornitura e ad onorare gli stipendi dei dipendenti».

Somma Vesuviana, assembramenti fuori le scuole, Di Sarno:”chiediamo ai genitori maggiore collaborazione”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana. Sul fronte scuola è da poco terminato il vertice al Comune con i dirigenti scolastici. Di Sarno: “Chiediamo ai genitori maggiore collaborazione”. “A Somma Vesuviana altri casi di persone affette da Coronavirus. Ad oggi, per la nuova fase, abbiamo 70 casi di cui però 25 sono guariti e 45 sono i positivi attivi. Le persone in isolamento sono 66”. Lo ha annunciato poco fa, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Sul fronte scuola, è da poco terminato al Comune il vertice con i dirigenti scolastici per fare il punto della situazione. “Alla mia presenza, del Comandante dei Vigili Urbani e dell’Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune, Stefano Prisco – ha proseguito Di Sarno – si è svolto un importante vertice con i dirigenti scolastici. Il tema centrale è stato quello degli assembramenti nei pressi degli edifici scolastici e dunque all’ingresso. Chiediamo ai genitori di usare l’auto solo in casi particolari e di necessità e di collaborare in modo concreto con le istituzioni scolastiche. La misurazione della temperatura va effettuata, ogni mattina, a casa e i genitori devono seguire in modo costante le indicazioni delle istituzioni scolastiche. Stiamo studiando le soluzioni per migliorare la sicurezza al di fuori della scuola”.

Sant’Anastasia, il sindaco è Carmine Esposito

 Oltre seicento voti più dell’avversario del ballottaggio riportano a Palazzo Siano il medico Carmine Esposito, già primo cittadino dal 2010 al 2013.  Hanno votato 11.846 cittadini (53.73% degli aventi diritto, 11543 i voti validi, 244 nulli e 59 schede bianche) ed Esposito ha conquistato il 52.79% delle preferenze, 6094. Il suo competitor, l’avvocato Carmine Pone, si è fermato al 47.21% con 5449 voti. «Abbiamo profuso fino all’ultima goccia di energia in una durissima battaglia – ha detto Esposito – ringraziando i cittadini, i suoi ottanta candidati e tutti coloro che lo hanno sostenuto – spero sia la vittoria di tutta Sant’Anastasia, certo è che da domani io sarò il sindaco di tutti, con l’auspicio di gettare alle spalle tutte le cose brutte e le polemiche di questa campagna elettorale. Spero inoltre che con il nostro contributo possa rinascere la politica ma anche l’associazionismo civico, purché abbia giuste motivazioni e contenuti robusti». Fuochi d’artificio dinanzi al comitato elettorale e consueto corteo verso il municipio dove Esposito ha salutato i dipendenti e il vicecommissario prefettizio che era in sede, affacciandosi poi al balcone di palazzo Siano come nelle tradizioni anastasiane. L’onore delle armi per il competitor Carmine Pone che siederà comunque in consiglio comunale, così come i candidati sindaco del primo turno, l’altro già sindaco Enzo Iervolino e la ex presidente del consiglio comunale Rosalba Punzo che, dopo il primo step, aveva siglato con Pone un apparentamento, scelta che non ha evidentemente pagato nell’intercettare l’elettorato di centrosinistra. «Saranno cinque anni importantissimi – ha detto Esposito subito dopo l’esito delle urne – nostra intenzione è quella di preparare la classe dirigente di domani e accanto a me ci sono tanti giovani che hanno già dimostrato di essere preparati e lungimiranti». La vittoria di Esposito, come del resto sarebbe stato in caso contrario, apre stavolta le porte del consiglio comunale a molte nuove giovani leve, sono pochi infatti i consiglieri uscenti che torneranno a sedere sui banchi di maggioranza e opposizione. Ora la proclamazione e, a breve, la nuova giunta comunale. Nell’attesa, Esposito ha invitato i cittadini a festeggiare la vittoria questa sera, alle 21, in piazza Ferrovia.

Covid 19, in Campania locali chiusi alle 23,00 durante la settimana e alle 24,00 nel weekend

In Campania nuove restrizioni per contrastare il Covid-19. Con decorrenza immediata e fino al 20 ottobre 2020 chiusure anticipate per i locali. L’ordinanza firmata dal presidente della Regione, Vincenzo De Luca, stabilisce che: “E’ fatto obbligo ai bar, gelaterie, pasticcerie ed esercizi similari di chiusura dell’attività dalle ore 23,00 alle ore 06,00 del giorno successivo, nei giorni da domenica a giovedì; dalle ore 24,00 alle ore 6,00 del giorno successivo, nei giorni di venerdì e sabato. Fanno eccezione gli esercizi presenti all’interno di strutture di vendita all’ingrosso che osservano orari notturni di esercizio”. Per ristoranti, pizzerie ed altri esercizi della ristorazione (pub, vinerie, kebab e similari), “è fatto obbligo di prevedere l’ultimo ingresso dei clienti nonché degli avventori per asporto alle ore 23,00 per l’intera settimana. Le consegne a domicilio sono consentite senza limiti di orario”. Resta confermato l’obbligo, su tutto il territorio regionale, di indossare la mascherina anche nei luoghi all’aperto, durante l’intero arco della giornata, a prescindere dalla distanza interpersonale oltre all’obbligo di “porre a disposizione, all’ingresso e all’interno dei locali, soluzioni idroalcoliche igienizzanti e di subordinare l’ingresso da parte degli utenti alla avvenuta igienizzazione delle mani e alla protezione delle vie respiratorie attraverso l’uso della mascherina”.

Vincenzo Simonelli, eletto il nuovo sindaco di Saviano

Conclusi gli spogli elettorali, il comune di Saviano festeggia per il suo nuovo sindaco eletto, l’Avv. Vincenzo Simonelli. Con il 57,86% delle preferenze il nuovo primo cittadino riconferma l’esito della prima fase di votazioni. Saviano sceglie il suo nuovo sindaco. Confermato il trend del primo turno, con Simonelli che si era già portato avanti due settimane fa grazie al 36% delle preferenze ottenute durante le votazioni del 20 e 21 settembre. La situazione pandemica ha certamente influenzato le elezioni comunali 2020. Ad oggi nel comune di Saviano si contano ben 56 casi di cittadini positivi al Covid-19, in costante aumento da giorni. Meno del 50% è il dato che rappresenta l’affluenza alle urne in vista di questo ballottaggio: solo il 48,16% rispetto al 75,12% del primo turno. Un momento importante per la comunità che ha perso l’ex primo cittadino Carmine Sommese, stroncato dal Covid-19. Una nuova guida a capo del paese, che ha fatto la sua scelta riconfermando in fase di ballottaggio l’Avv. Vincenzo Simonelli, appoggiato da PD, Saviano al Centro e Progetto in Comune. A favore di Vincenzo Simonelli il 57,86% delle preferenze, superando la Dott.ssa Virgilia Strocchia che ne ha ottenuto il 42,14%. Un paese che arriva alle elezioni dopo un periodo particolarmente buio in seguito alla dipartita del compianto ex sindaco. L’elettorato oggi conferma la sua volontà, affidando la fascia tricolore all’Avv. Simonelli, pronto a scendere in campo per il bene della comunità e della cosa pubblica.

Ballottaggio: stravince Del Mastro, il candidato di M5S e PD

Nella strategica città delle fabbriche risulta vincente il laboratorio politico che vede insieme Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico, laboratorio benedetto dal pomiglianese doc Luigi Di Maio e dal segretario nazionale dei democrat Nicola Zingaretti. Del Mastro, professore universitario e presidente dell’Ente Ville Vesuviane, al ballottaggio ha raggiunto il 60 % dei consensi con un’affluenza piuttosto elevata per il secondo turno, distanziando di molti punti la candidata del sindaco uscente Lello Russo, che da dieci anni domina la città delle fabbriche e che per legge non si poteva ricandidare per la terza volta optando per il “lancio” della sua attuale vicesindaco. La maggioranza uscente era di centrodestra, capeggiata da Forza Italia. Poi però Russo ha puntato su una coalizione civica. Il sindaco uscente si era candidato al consiglio comunale. Con la vittoria di Del Mastro non potrà essere eletto nell’assemblea cittadina.

Pomigliano, la bufala della scheda già votata. Il comandante: “Caso inesistente”

Un allarme mediatico creato ad arte sui social e attraverso siti compiacenti per mettere in difficoltà il candidato sindaco Gianluca del Mastro, in pieno ballottaggio. Alla fine infatti è stato il comandante della polizia municipale di Pomigliano, Luigi Maiello, a chiarire stamane la vicenda della scheda già votata per Del Mastro nel seggio elettorale di via Sulmona. “E’ un caso creato sul nulla – ha appena dichiarato il colonnello della municipale – la cosa è andata in questo modo: un elettore è andato a votare nel seggio di via Sulmona e quindi dopo aver votato ha consegnato la sua scheda al presidente di seggio. Ma la scheda invece di essere subito imbucata nell’urna è rimasta sulla scrivania. Subito dopo però è giunto un altro elettore che doveva votare. Allora i responsabili del seggio gli hanno consegnato la scheda già votata rimasta sulla scrivania, pensando però che fosse una scheda nuova. Un evidente quanto banale errore. Quando però l’elettore ha preso la scheda l’ha aperta e si è accorto che questa era giù votata. Ne è nato un inutile putiferio. Scaturito da un malinteso. La scheda in questione dovrà essere regolarmente apposta nell’urna”. Sono stati piuttosto segnalati casi inquietanti davanti a vari seggi della città. Mancano intanto solo circa cinque ore alla chiusura definitiva delle urne. L’affluenza è bassa. Ieri si è attestata intorno al 45 %.

Coronavirus, mascherine e plastiche in mare: è allarme ambientale

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“Con l’emergenza Coronavirus abbiamo fatto un gigantesco passo indietro. Abbiamo perso cinque anni di battaglie contro l’utilizzo del monouso, con un danno notevole per l’ambiente. E’ stimato che passeremo da 340 milioni a 390 milioni di tonnellate della produzione mondiale annuale di plastica, con la conseguente dispersione di dpi e altri materiali che non sono facilmente avviabili a riciclo e che andranno ad inquinare ulteriormente il mare”. L’allarme è lanciato da Silvio Greco, direttore della stazione zoologica “Anton Dohrn”, biologo marino fra i massimi esperti di plastiche in mare, intervenuto al Forum internazionale sui rifiuti del consorzio Polieco, conclusosi ieri a Napoli. “E’ necessario cambiare paradigma, altrimenti il lockdown non ci avrà insegnato nulla”, ha affermato Greco, rimarcando la necessità di “mascherine da realizzare in un unico materiale in modo da poter essere riciclate facilmente, evitando un peggioramento drastico dell’inquinamento ambientale”. Alla sua voce si è aggiunta quella della  direttrice generale dell’ Istituto nazionale di oceanografia e geofisica sperimentale Paola Del Negro: “Purtroppo la più grande discarica del mondo è il mare!”. Del Negro, al Forum, ha mostrato le immagini dello zooplancton con pezzi di plastiche, frutto di una recente ricerca scientifica, che ancora una volta richiama l’attenzione sulla catena alimentare e su cosa finisce nel nostro piatto. Non di certo incoraggianti i dati emersi dal progetto Un Po di plastica” presentati da Roberto Cavallo, fondatore ed amministratore delegato della cooperativa Erica: “Abbiamo effettuato sei campionamenti e dall’analisi dei frammenti, è emerso che il fiume Po, ogni anno, riversa nel mare Adriatico circa 4 mila tonnellate di plastica”. “Il tema del Forum di quest’anno, “Ambiente ed economia oltre il Covid – 19” – ha commentato la direttrice Polieco Claudia Salvestrini – è stato scelto proprio per offrire spunti di riflessione sulla necessità di trasformare la crisi globale in occasione per un approccio determinato alla green e circular economy, che purtroppo finora è rimasta nel limbo delle buone intenzioni o al massimo appannaggio di poche realtà imprenditoriali, troppo spesso disincentivate”. “Serve un piano nazionale interregionale sull’impiantistica, un sostegno al mercato del materiale rigenerato, e uno stop quindi a sistemi che favoriscono l’invio alla termovalorizzazione dei rifiuti plastici che invece vanno destinati a nuova vita – ha affermato al Forum la Presidente della Commissione Ambiente della Camera, Alessia Rotta -E’ una strada che possiamo e dobbiamo imboccare perché l’Italia avrà a disposizioni ingenti risorse dal Next Generation Ue . Infatti, come stabilito dalla Commissione europea, il 37% delle risorse del programma Next Generation EU dovrà essere destinato a investimenti per la transizione verde, in coerenza con gli obiettivi europei della neutralità climatica al 2050 e della riduzione delle emissioni del 55% al 2030″.