Si appropria di un carico di divani e lo occulta in un magazzino: 45enne arrestato dai Carabinieri

In totale sono quattro le persone arrestate per concorso in ricettazione e appropriazione indebita dai Carabinieri della sezione operativa di Torre Annunziata: Raffaele Volpe (49enne di Nocera Superiore), Giovanni Palescandolo (53enne di Nocera Inferiore), Umberto Guadagno (45enne di Poggiomarino) e Carmine Benevento (52enne di Roccapiemonte). Corriere per conto di un noto marchio di arredamenti, Guadagno – hanno scoperto i militari – si era appropriato di un carico di divani destinato a svariati clienti e con la collaborazione dei 3 complici l’aveva nascosto in un capannone di Fisciano, in provincia di Salerno. I carabinieri hanno individuato il magazzino, lo hanno sequestrato e recuperato oltre 60mila euro di divani. Nell’area anche altra merce la cui provenienza è ancora al vaglio dei militari. L’arresto è stato convalidato e tutti sono stati sottoposti ai domiciliari.

Covid, la proposta degli avvocati Alviti e Della Pietra: “Riapriamo l’ospedale militare di Agnano”

La struttura – da otto piani e usata dagli Usa fino al 2002 – potrebbe sopperire  alla carenza di posti letto per i pazienti.
Una volta avviate le procedure previste dalla legge per ospitarvi persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o domiciliare – dicono il  Segretario Regionale della Federazione nazionale Lavoratori Giuseppe Alviti e l’ Avv.
Angelo Della Pietra – si potrebbe utilizzare una struttura già nata per fini di cura e ristrutturata di recente. Speriamo che il Ministro Speranza e governatore De Luca valuti la nostra proposta per alleggerire gli ospedali napoletani al momento in grande difficoltà.
Una struttura che in poco tempo potrebbe mettere a disposizione tantissimi posti letto per la cura del coronavirus in tutte le sue forme.
Bisogna fare in fretta, perché quando l’enorme numero di asintomatici incontreranno le persone anziane, quelle con patologie già esistenti o quelle immunodepressi, e quando arriverà il picco influenzale, si potrebbe ripetere tutto quello che abbiamo già vissuto al nord nella prima fase della pandemia.
Siamo sicuri che la vostra scienza è  coscienza è soprattutto l’esperienza che è stata acquisita in tutti  questi mesi, farà valutare molto attentamente questa nostra proposta, che unità alla ricerca immediata in tutte le sue  forme di nuovo personale rappresentano i cardini  per affrontare questo tipo di patologia.

26 ottobre 1920 – 26 ottobre 2020: Centenario dell’Unione Nazionale Ciechi e Ipovedenti

Riceviamo dalla dott.ssa Rita Terracciano dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti, Sezione Territoriale di Napoli, e pubblichiamo. Era il 26 ottobre del 1920, quando a Genova nasceva per l’intuizione di un certo Aurelio Nicolodi, l’Unione Italiana Ciechi: un sodalizio che avrebbe riunito sotto un’unica bandiera tutti i non vedenti italiani per la conquista del diritto all’istruzione, al lavoro, alla assistenza; insomma alla piena emancipazione e alla integrazione nella società. Non più soggetti sfortunati e meritevoli della sola carità, ma cittadini con gli stessi diritti e i medesimi doveri di tutti. Dunque un compleanno importante, il centenario di una delle più grandi ed importanti associazioni di persone con disabilità. Un compleanno che meriterebbe di essere celebrato in ben altra maniera, ma che per le vicende che noi tutti conosciamo, rischia di passare nell’assoluta indifferenza. La Sezione di Napoli, però, vuole con forza onorare questa ricorrenza edesprimere la gratitudine all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti e a tutti coloro che con sacrificio, abnegazione e spirito di solidarietà hanno fatto la storia di questa grande Associazione che ha consentito l’emancipazione  dei ciechi italiani. Aurelio Nicolodi, Paolo Bentivoglio, Giuseppe Fucà, Roberto Chervin, Tommaso Daniele e Mario Barbuto, sono stati i Presidenti che si sono avvicendati in questi cento anni e che hanno guidato questo sodalizio. Soltanto dopo pochissimi anni dalla sua fondazione, l’Unione ottenne la prima vittoria a favore dei bambini ciechi: il loro ingresso nella scuola pubblica se pur in classi separate. Da quella prima vittoria ad oggi, si sono susseguite innumerevoli azioni che hanno portato al riconoscimento di tutti quei principali diritti che hanno garantito il degno inserimento dei Ciechi e degli Ipovedenti nella società: lavoro ed istruzione hanno smesso di essere una chimera, bensì, traguardi possibili. Grazie alla promulgazione di specifiche leggi, l’Unione Italiana Ciechi  non solo ha riscattato i minorati della vista da una disumana situazione di degrado in cui essi erano costretti a vivere, ma, ha altresì dimostrato uno spiccato talento nella gestione di svariate e difficili problematiche, nonché, la particolare abilità dei Presidenti e dei tanti dirigenti nazionali e locali che si sono susseguiti, ad intrattenere sani e proficui rapporti con le Istituzioni e la politica. Oggi, e possiamo sostenerlo senza alcuna riserva, essa stessa si è elevata ad Istituzione, vantando cento anni di storia fatti di impegno e lavoro, di lotta per i principi di inclusione ed istruzione dei disabili. La storia dell’Unione Italiana ciechi a molte persone non dirà niente di che, eppure questa associazione tra le mille contraddizioni, le luci e le ombre che sempre caratterizzano il cammino degli uomini ha contribuito a cambiare la vita di centinaia di migliaia di persone non vedenti,che senza di essa non avrebbero avuto né voce né  un posto nella società. La più grande intuizione dei padri fondatori è stata quella di comprendere che la solitudine e l’isolamento non portano mai a niente di buono, ma solo la condivisione reale di problemi e bisogni può dare motore al cambiamento. Ci sono state delle persone che hanno avuto l’audacia e la forza di credere in un sogno; quello di abbattere il muro del pregiudizio e dell’esclusione. A dimostrazione dell’importanza che l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti ha avuto, ha ed avrà per i disabili visivi, è significativo riportare qui di seguito alcune riflessioni dei dirigenti della Sezione di Napoli. Silvana Piscopo: “Voglio esprimere il mio sentimento di gratitudine per aver imparato, con l’incontro tra persone, il racconto di storie personali di vite difficili affrontate con determinazione, a gestire la mia cecità con equilibrio e consapevolezza dei miei limiti, ma anche con la fierezza di possedere capacità di farmi apprezzare umanamente, professionalmente e moralmente. Posso dire che l’esperienza di lavoro territoriale a Napoli, ha fatto crescere in me un maggior rispetto per le difficoltà delle persone meno fortunate verso le quali, in passato, non provavo interesse e che, oggi, costituiscono, invece, la priorità del mio pensiero e della volontà di ascolto”. Matteo Cefariello: “Per me, l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è davvero fondamentale, in quanto è la prima accompagnatrice e la miglior guida per un non vedente. Quella che c’è, prima di chiunque altra,  quando le strade si trasformano in salita, quella che ti aiuta nel cammino tanto difficile quanto bello della vita e che, con un piccolo aiuto, riesce a farti avere l’autonomia e la libertà che spettano ad ogni essere umano in qualsiasi campo, come quello dell’istruzione o quello del lavoro. Inoltre, io penso che essa sia un dono perché, nonostante le evoluzioni, tecnologiche e non, che diventano sempre più frequenti nel nostro mondo, non ci ha mai fatto sentire estranei o arretrati rispetto al resto della società. E non solo questo. Diventa la tua seconda casa, la famiglia che ti scegli e che porterai nel tuo cuore per sempre. Io la ritengo ormai parte di me e della mia vita, una delle cose più belle che mi potessero capitare. Molte cose verranno e andranno, ma non questa associazione: lei ci sarà in ogni caso e  ti accompagnerà in ogni momento di questo lungo viaggio, facendoti capire che avere una diversità rispetto a qualcun altro, non è un limite, anzi. È una ricchezza”. Sandra Minichini “L’Unione meritava, un anno migliore. Un 2020 diverso. Ma non importa, perché il posto che lei occupa nei nostri sentimenti è così ben custodito che mai niente potrà distrarci nel rivolgerle un Grazie per tutta la nostra Vita”. Domenico Vitucci: “Quando sono all’Unione,  pensando a tutti voi, dico sempre che se io sono lì, così autonomo, così attivo, lo devo alla mia famiglia ma anche alla mia famiglia Unione, perché prima di me, sicuramente, qualcuno ha fatto quello che io faccio oggi. Unione per me significa: abilità, autonomia e formazione per chi non vede come me”. Gilda Sportelli: “A volte mi chiedo come mai oggi ci sia ancora bisogno del sostegno di un’associazione di categoria, dal momento che sono passati cento anni dal giorno della sua fondazione, cento anni che hanno visto la stesura della nostra costituzione, della legge sull’integrazione scolastica del 1977, della legge quadro 104/92 e di una miriade di provvedimenti legislativi che hanno definitivamente sancito princìpi basilari di uguaglianza, di diritto all’inserimento lavorativo. Invece oggi più che mai bisogna stare attenti a non tornare indietro. Il rischio è quello di accontentarsi del supporto pensionistico, delle poche professioni che la società vede adatte ai non vedenti. Insomma il rischio è quello di non sognare più, di non osare più e di non credere nella possibilità di dare un proprio contributo alla società civile, nonostante la propria disabilità visiva. Io sono stata fortunata, forse più di tanti non vedenti perché ho avuto l’esempio di mio padre, che da non vedente ha vissuto fino in fondo non solo la vita associativa, ma anche l’ambizione di essere trattato alla pari nella società”. Giuseppe Fornaro: “In questo difficile momento è doveroso ringraziare tutti coloro che anche a distanza continuano ad adoperarsi per consentire a non vedenti ed ipovedenti di frequentare lezioni, di svolgere la propria attività lavorativa anche da remoto. A tutti coloro che con la propria attività nella ricerca tecnologica hanno consentito e consentono ai disabili visivi di utilizzare gli strumenti informatici e digitali”. Il Consiglio della Sezione di Napoli dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti nell’esprimere la più profonda gratitudine a tutti coloro che hanno lavorato per l’Unione e al fianco di essa, continuerà ad operare nella consapevolezza che c’è ancora molto da fare: ci sono bambini, anziani, famiglie, ragazzi con gravi minorazioni aggiuntive che aspettano ancora delle risposte; per cui il cammino è ancora lungo! L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti con gli enti ad essa collegati, mette a disposizione servizi per tutti i disabili visivi e le loro famiglie per far sì che nessuno resti indietro!

Ciarambino: “Il mio obiettivo sarà ridurre distanze tra cittadini e istituzioni”

Riceviamo da Giuseppe Porzio, Responsabile comunicazione Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Campania, e pubblichiamo.

La consigliera regionale a margine della sua nomina a vicepresidente dell’assise regionale: “Sarò sui territori per portare nel palazzo la voce delle categorie” 

“La presenza del Movimento 5 Stelle nell’ufficio di presidenza è una novità assoluta per questo Consiglio regionale e ne vado orgogliosa. Una scelta che rispetta appieno il principio di rappresentanza, tenuto conto che siamo la prima forza di opposizione in questa assise. Nel mio ruolo di vicepresidente, il mio obiettivo principale sarà di ridurre le distanze tra le istituzioni e i cittadini. Per questo non sarò mai arroccata nel palazzo, ma sarò per le strade, sui territori, ovunque potrò incontrare le categorie e i cittadini e portare la loro voce all’interno delle istituzioni. Vigilerò sul bilancio del Consiglio regionale, al fine di garantire trasparenza e buon utilizzo delle risorse pubbliche. Valorizzerò il personale in servizio, integrando le competenze che mancano portando i giovani campani migliori a lavorare per l’assise regionale per migliorale la qualità delle leggi e i servizi ai cittadini”: Lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, a margine della sua elezione a vicepresidente del Consiglio regionale.

“Questa legislatura – prosegue Ciarambino – comincia in un momento drammatico nel quale non possono esistere più bandiere, ma solo senso di responsabilità e sobrietà nel linguaggio e nei comportamenti di ciascuno di noi. Chiedo che sia istituito un tavolo di confronto permanente con le opposizioni sulle tematiche legate all’emergenza sanitaria, anche per garantire una comunicazione istituzionale univoca e rassicurante. La politica regionale deve parlare a una sola voce, con prudenza e sobrietà, per non alimentare la confusione e il disorientamento che imperano fuori di qui. I fatti di Napoli lo dimostrano. Deve essere istituito un luogo permanente di confronto con tutte le categorie produttive della Campania, dobbiamo stipulare con loro un’alleanza. In tempo di guerra per sconfiggere il nemico comune, ci si allea. Al presidente della Regione chiedo di non ergersi a uomo solo al comando e confido che la leale collaborazione istituzionale si connoti di una reciprocità che finora è mancata. Al Governo nazionale abbiamo ministri, in capo al Movimento 5 Stelle, fondamentali per la ripartenza della Campania e il mio intento sarà quello di consolidare l’asse regione-governo”.

Le edicole votive vesuviane: un patrimonio da difendere

Collocate, sin dall’epoca più remota, sulle facciate dei caseggiati privati, le edicole votive sono state oggetto di un intenso culto, grazie al quale sono sopravvissute fino alla nostra epoca. Nel 1984 il compianto prof. Raffaele D’Avino (1939 – 2007) scriveva sulla rivista Summana che il patrimonio culturale legato alle edicole votive vesuviane era stato poco approfondito e non tenuto nel debito conto come effettivamente meritava. Oltretutto, aggiungeva alla sua emerita dichiarazione che tali testimonianze non solo erano da studiare con serietà, competenza e in modo razionale, ma da tutelare con grande prudenza. E’ nei vicoli cittadini, infatti, che ancora oggi le troviamo collocate e, precisamente, in quei luoghi dove la comunità ha da sempre svolto tutte le manifestazioni della quotidianità, comprese quelle religiose. Sin dall’inizio della sua avventura generazionale – afferma lo scrittore Vito Pinto –  l’uomo ha sentito sempre il bisogno di crearsi un rapporto con un livello superiore, una entità capace di proteggere i suoi passi, accompagnarlo nel cammino, preservarlo dalle insidie, aiutarlo nelle difficoltà. Per questo da sempre l’uomo ha cosparso di immagini sacre le sue dimore, i luoghi della sua quotidianità, le strade dei suoi tragitti abituali. Le edicole, sia esse rurali, urbane ed ecclesiastiche, traggono la loro origine e sono contemplate nel loro uso già in epoca greca: esse erano legate, in special modo, al culto dei defunti. A tal riguardo, venivano realizzate, in abbondanza, nelle immediate vicinanze delle necropoli, oppure in aree sacre greche e romane. Spesso la loro realizzazione era correlata ad eventi puramente straordinari, che esaltavano in genere gravi lutti, scampati pericoli o concessioni di grazie. In un certo modo la loro origine è del tutto simile a quella delle tavolette votive o ex – voto di grazia dei santuari mariani. Tuttora, la loro collocazione è generalmente situata sia all’interno che all’esterno dei centri urbani o inserite in architetture già esistenti o, addirittura, in monumenti autonomi dispersi nelle campagne in vicinanza di crocicchi e di masserie. Con le loro fioche luci delle lampade ravvivavano le zone più oscure e pericolose degli antichi villaggi vesuviani, quando l’illuminazione non si era ancora affacciata sulla vita quotidiana. Mentre assistiamo in questa nostra società agli effetti a volte veramente degradanti delle molteplici immagini che condizionano la nostra vita e ci vengono proposte dalla pubblicità e da altri mass-media, le edicole votive – afferma la dott.ssa Olimpia Accardo –  con il loro silenzio, continuano a rilevare il valore del segno divino, aiutandoci a ritrovare le strade del sacro. La loro presenza, oltretutto, può divenire un’opportunità per riscoprire o approfondire le radici e la storia della nostra città e del santo che vi è rappresentato. Quasi tutte le edicole venivano realizzate in lucide e colorate mattonelle maiolicate, le cosiddette riggiole. L’architettura, creata per racchiudere tali effigi, si esprimeva attraverso un monumentino o tempietto a se stante, di gusto specifico e privato. Qualche riggiola, in particolare, recava (e reca) dipinto, a scure lettere, il nome dello stesso committente con la specifica data di erezione. Ogni edicola, agli occhi degli osservatori, nasconde la sua storia, la sua importanza, la sua devozione, ma soprattutto la sua grazia. I temi trattati sono diversi e molteplici, ma ovunque ricorre meravigliosamente l’immagine della Vergine nei suoi attributi molteplici: Addolorata, Immacolata Concezione, Madonna del Carmine, del Rosario e così via. Ogni paese vesuviano, però, presenta la sua peculiare forma di religiosità: ad esempio Ottaviano con S. Michele Arcangelo, Somma Vesuviana con S. Maria a Castello, S. Anastasia con la Vergine dell’Arco e così via. Santi o beati, rimane comunque la preoccupazione di quel poco che è rimasto in vita. Il tutto – profetizzò il prof. D’Avino – corre il grosso rischio di essere miseramente distrutto, di essere oggetto di affrettati restauri da parte di personale non qualificato e addirittura trafugato da ignoti mani sacrileghe. L’unica speranza rimane legata alla sensibilità dei proprietari, oltre che in quelle degli amministratori locali, affinché non sia tutto disperso quest’ autorevole forma di religiosità popolare.

Poggiomarino, la proposta dell’opposizione: “Contributi a commercianti in difficoltà per il covid”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa di Giuseppe Annunziata. Contributi a fondo perduto a sostegno di ristoranti, bar, parrucchieri, cinema e, in generale, di tutti quegli operatori economici di Poggiomarino in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria. È la proposta dei consiglieri di opposizione Giuseppe Annunziata, Nicola Guerrasio, Michele Cangianiello, Nicola Salvati, Maria Stefania Franco, Rossella Vorraro inviata, via pec, all’amministrazione comunale di Poggiomarino. Spiegano i sei: “Si tratta di predisporre una  sovvenzione straordinaria e forfettaria a quegli operatori economici la cui attività è stata oggetto di sospensione obbligatoria. I contributi andrebbero a coprire i costi di gestione sostenuti nel periodo marzo- maggio 2020 (utenze varie, POS bancario, canone locazione di apparecchiature, bollette telefoniche e canone connessione internet, affitto mensile, ecc.) e le spese per l’adeguamento alle diposizioni per la prevenzione e/o la sanificazione dei locali. Altri Comuni lo hanno fatto, possiamo farlo anche a Poggiomarino”. Sono diversi, infatti, i Comuni che hanno già adottato provvedimenti simili durante l’emergenza sanitaria in corso. “Ci dichiariamo fin da ora disponibili a votare una eventuale variazione di bilancio. Ovviamente va fatto tutto in fretta, non c’è tempo da perdere”, aggiungano i consiglieri di minoranza.

Benevento – Napoli (Partita 6), un passo indietro e uno in avanti

Un passo indietro e uno in avanti, il titolo per le prestazioni del Napoli degli ultimi 180 minuti in campo. Contro l’abbordabile Benevento, il Napoli mette in campo il copione già visto in Europa League con l’AZ. Lento, senza movimenti, con un possesso inutile, e imprecisio in avanti, il Napoli sbatteva addosso agli avversari e ha avuto la capacità di cadere al primo e unico colpo beneventano.

E’ un copione già visto, un Napoli senza la maturità di sfondare quando serve e di cadere al primo colpo, senza la capacità di trovare un altro modo per superare il muro avversario. Il Benevento passa in vantaggio. Gli stregoni giallorossi partono in contropiede dopo un passaggio sbagliato di Lozano (non al meglio sulla destra). L’azione termina con il gol di Roberto Insigne, uno col dente avvelenato per essere stato scaricato dal Napoli. Un passo indietro. Ma rispetto alla partita europea, il Napoli si riaccende e dà segnali di vitalità. E’ Insigne il più propositivo. Il Napoli recrimina per un probabilissimo fallo da rigore su Lozano, e si danna per la traversa piena presa da Manolas. Il copione del secondo tempo è lo stesso del finale della prima frazione. E’ un passo in avanti. Il Napoli schiaccia gli avversari. Lorenzo non ci sta a concedere al fratello l’onore del gol e della vittoria. Si riprende la gloria nel modo più inaspettato, da fuori area e di sinistro. Da Insigne a Insigne il passo è breve, ma il gol di Lorenzo è una perla unica, da lontano, col piede non suo, forte, preciso sotto la traversa. La partita è segnata, arriva anche il raddoppio del Napoli con l’esordio in gol di Petagna, i suoi sono movimenti intelligenti. Il Napoli gestisce nel finale, ma forse concede qualcosa di troppo in contropiede. La partita è vinta, dopo un passo falso iniziale.

Un passo indietro e uno in avanti, è il Napoli degli ultimi 180 minuti. Ma mentre la Juve si fa ancora fermare su un pareggio, questa volta dal Verona, gli azzurri dimostrano di riuscire a recuperare le false partenze. Il Napoli porta a 4 le vittorie complessive in campionato, guardando all’europa, pensando ad evitare passi indietro e puntare solo alla meta finale.

Somma Vesuviana, prossime elezioni comunali: nasce una coalizione democratica che si apre ai cittadini e alle forze politiche

Riceviamo  e pubblichiamo Una coalizione ampia, democratica e partecipativa è quella che si prefiggono i quattro gruppi politici che hanno dato vita ad una alleanza pronta a scendere in campo alle prossime elezioni comunali. A conclusione di un percorso iniziato diversi mesi fa si è, infatti, concretizzata l’idea di costruire una coalizione da presentare alle elezioni comunali previste ormai tra poco meno di due anni a Somma Vesuviana. I soggetti politici costituiti sono rappresentati, quali garanti delle 4 future liste elettorali, Pasquale Piccolo consigliere comunale e già sindaco della città, da Lucia Di Pilato consigliere comunale e candidata alle elezioni regionali 2020, Vincenzo Piscitelli consigliere comunale e Crescenzo De Falco già consigliere comunale. “Il presupposto che ha unito tutti i soggetti coinvolti è dare alla città di Somma Vesuviana un’Amministrazione alternativa a quella attuale”, commentano Piccolo, Di Pilato, Piscitelli e De Falco, “una coalizione non chiusa, ma anzi aperta al dialogo con le altre forze politiche già presenti sul territorio. Questo è soltanto l’inizio di un percorso che deve essere condiviso e rivolto ai cittadini. L’obiettivo è quello di coinvolgere tutti quelli che amano Somma Vesuviana e vogliono creare una coalizione ampia,  democratica e partecipativa”.

Nola, Covid-19, chiuso di nuovo il pronto soccorso generale

Ancora disagi all’ospedale “S. Maria della Pietà” di Nola: mancano adeguati percorsi Covid. Chiude nuovamente il pronto soccorso generale per problemi strutturali.
Ancora una volta si accendono i riflettori sull’ospedale di Nola “S. Maria della Pietà”. Ormai si alternano con frequenza le aperture e chiusure del pronto soccorso generale, che è stato adibito nel seminterrato dell’ospedale. Non si tratta più solo di spazi esigui, di mancanza del personale sanitario, ma soprattutto di assenza di adeguati percorsi Covid separati dagli altri. L’attuale chiusura del pronto soccorso generale dipende da fattori strettamente strutturali. Nel seminterrato, dove è stato spostato il pronto soccorso generale, vi è la presenza di una tac di cui hanno bisogno anche i malati Covid. Il problema rilevante è legato alla presenza di un solo ascensore interno, che permette lo spostamento dei pazienti positivi dal piano terra al seminterrato. Questo è un passaggio inevitabile dal momento che chi ha contratto il virus non può spostarsi nell’atrio per recarsi al reparto di radiologia, altrimenti ci sarebbe il rischio di inquinare tutti gli ambienti anche al piano terra. Fino a quando non saranno terminate le tac per i pazienti positivi al Covid, non potrà essere riaperto il pronto soccorso generale. Alla fine di questa operazione, sarà necessario procedere ad una sorta di sanificazione, assolutamente discutibile, con l’ipoclorito di sodio.
Non bastano gli sforzi di infermieri e medici che dall’inizio della pandemia hanno combattuto tra le corsie dell’ospedale senza un attimo di pausa. Eroi sì, ma esseri umani al pari di chiunque altra persona, soggetti alla stanchezza fisica e mentale, oltre che al pericolo contagio. Il problema strutturale nel nosocomio nolano espone a evidenti rischi gli stessi ricoverati. L’assenza di percorsi Covid non può passare inosservata in vista dell’emergenza epidemiologica che avanza.
Forti i disagi, sono necessari interventi mirati per evitare che a pagare le conseguenze di questa dura situazione siano anche i pazienti generici. Per quanto possa sembrare paradossale, sembra quasi che di questi tempi sia vietato ammalarsi per patologie differenti dal Covid-19. È indiscussa l’assoluta priorità da riservare ai contagiati, ma è pur vero che i negativi provati da problematiche differenti abbiano in egual misura diritto ad accedere ad un pronto soccorso generale disposto 24 ore su 24 a riservare un posto letto e le dovute cure a chi ne necessita. Con i 249 accertati sul territorio nolano che hanno riscontrato la positività al virus e i 278 cittadini attualmente in sorveglianza attiva, la situazione sembra andare alla deriva.

Somma Vesuviana, Covid, primo decesso della seconda ondata

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana Di Sarno (Somma Vesuviana): “Purtroppo registriamo ufficialmente la prima perdita. Non è escluso però che anche un’altra persona abbia perso la vita a causa del Covid, ma su questo caso attendiamo l’ufficialità. Comunque abbiamo perso due cari concittadini. Sono morte due persone ed il miglior modo per unirci alle loro famiglie è rispettare tutti le norme sanitarie. Anche ieri notte costante è stato il servizio di controllo delle Forze dell’Ordine. Io sono stato in vari luoghi questa notte, personalmente sul posto” Russo (Comandante Vigili Urbani) : “Tolleranza zero anche perché la situazione è senza precedenti”. “Purtroppo registriamo ufficialmente il primo morto di questa nuova fase. Si tratta di una persona che era ricoverata in ospedale, la notizia è di queste ore e non escludo che i morti possano essere due anche se su questo altro caso non abbiamo ancora l’ufficialità.  Sono affranto e vicino alle famiglie di queste persone. Tutta la città di Somma Vesuviana si stringe nel dolore. L’unico modo concreto per testimoniare vicinanza da parte nostra e mi rivolgo soprattutto ai ragazzi è rispettare le norme di sicurezza sanitaria: mascherine anche all’aria aperta, rispetto degli orari di chiusura, non circolare dopo le ore 23, distanziamento fisico e igienizzazione delle mani. In questo momento abbiamo ricevuto il Decreto del Governo e non sono escluse però altre misure. Nelle prossime ore aggiorneremo anche il bollettino su Somma Vesuviana. Anche questa notte è stato costante il servizio di controllo e di pattugliamento notturno e ringrazio tutte le forze in campo. Devo segnalarvi che in alcune zone del paese ed in particolare in località Cupa di Nola si stanno verificando furti. Io personalmente sono stato sui posti dove abbiamo effettuato i controlli in periferia e nelle aree centrali di Somma Vesuviana”. Lo ha annunciato ora Salvatore di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Il forte messaggio del Comandante dei Vigili Urbani Claudio Russo. “Tolleranza zero – ha dichiarato Claudio Russo, Comandante dei Vigili Urbani di Somma Vesuviana – anche perché siamo in presenza di una situazione senza precedenti. Chiedo a tutti i cittadini un grande senso di responsabilità. Stiamo effettuando sul territorio un costante servizio di controllo. Rispettiamo le regole per difendere la salute ma anche l’economia”. E domani –  Lunedì – 26 Ottobre – alle ore 10 e 30 – al momento, riprenderanno le celebrazioni dei matrimoni presso il Palazzo Municipale della città, nel pieno rispetto delle norme sanitarie di sicurezza. Saranno le ultime? Anche nelle chiese di Somma Vesuviana, gli sposi hanno confermato le celebrazioni di matrimoni che ovviamente si svolgeranno nel pieno rispetto delle norme di sicurezza sanitaria. Il Covid non ferma il desiderio di unirsi e dare vita alla famiglia.