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Ciarambino: “Il mio obiettivo sarà ridurre distanze tra cittadini e istituzioni”
La consigliera regionale a margine della sua nomina a vicepresidente dell’assise regionale: “Sarò sui territori per portare nel palazzo la voce delle categorie”
“La presenza del Movimento 5 Stelle nell’ufficio di presidenza è una novità assoluta per questo Consiglio regionale e ne vado orgogliosa. Una scelta che rispetta appieno il principio di rappresentanza, tenuto conto che siamo la prima forza di opposizione in questa assise. Nel mio ruolo di vicepresidente, il mio obiettivo principale sarà di ridurre le distanze tra le istituzioni e i cittadini. Per questo non sarò mai arroccata nel palazzo, ma sarò per le strade, sui territori, ovunque potrò incontrare le categorie e i cittadini e portare la loro voce all’interno delle istituzioni. Vigilerò sul bilancio del Consiglio regionale, al fine di garantire trasparenza e buon utilizzo delle risorse pubbliche. Valorizzerò il personale in servizio, integrando le competenze che mancano portando i giovani campani migliori a lavorare per l’assise regionale per migliorale la qualità delle leggi e i servizi ai cittadini”: Lo dichiara la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Valeria Ciarambino, a margine della sua elezione a vicepresidente del Consiglio regionale.
“Questa legislatura – prosegue Ciarambino – comincia in un momento drammatico nel quale non possono esistere più bandiere, ma solo senso di responsabilità e sobrietà nel linguaggio e nei comportamenti di ciascuno di noi. Chiedo che sia istituito un tavolo di confronto permanente con le opposizioni sulle tematiche legate all’emergenza sanitaria, anche per garantire una comunicazione istituzionale univoca e rassicurante. La politica regionale deve parlare a una sola voce, con prudenza e sobrietà, per non alimentare la confusione e il disorientamento che imperano fuori di qui. I fatti di Napoli lo dimostrano. Deve essere istituito un luogo permanente di confronto con tutte le categorie produttive della Campania, dobbiamo stipulare con loro un’alleanza. In tempo di guerra per sconfiggere il nemico comune, ci si allea. Al presidente della Regione chiedo di non ergersi a uomo solo al comando e confido che la leale collaborazione istituzionale si connoti di una reciprocità che finora è mancata. Al Governo nazionale abbiamo ministri, in capo al Movimento 5 Stelle, fondamentali per la ripartenza della Campania e il mio intento sarà quello di consolidare l’asse regione-governo”.
Le edicole votive vesuviane: un patrimonio da difendere
Mentre assistiamo in questa nostra società agli effetti a volte veramente degradanti delle molteplici immagini che condizionano la nostra vita e ci vengono proposte dalla pubblicità e da altri mass-media, le edicole votive – afferma la dott.ssa Olimpia Accardo – con il loro silenzio, continuano a rilevare il valore del segno divino, aiutandoci a ritrovare le strade del sacro. La loro presenza, oltretutto, può divenire un’opportunità per riscoprire o approfondire le radici e la storia della nostra città e del santo che vi è rappresentato. Quasi tutte le edicole venivano realizzate in lucide e colorate mattonelle maiolicate, le cosiddette riggiole.
L’architettura, creata per racchiudere tali effigi, si esprimeva attraverso un monumentino o tempietto a se stante, di gusto specifico e privato. Qualche riggiola, in particolare, recava (e reca) dipinto, a scure lettere, il nome dello stesso committente con la specifica data di erezione. Ogni edicola, agli occhi degli osservatori, nasconde la sua storia, la sua importanza, la sua devozione, ma soprattutto la sua grazia. I temi trattati sono diversi e molteplici, ma ovunque ricorre meravigliosamente l’immagine della Vergine nei suoi attributi molteplici: Addolorata, Immacolata Concezione, Madonna del Carmine, del Rosario e così via. Ogni paese vesuviano, però, presenta la sua peculiare forma di religiosità: ad esempio Ottaviano con S. Michele Arcangelo, Somma Vesuviana con S. Maria a Castello, S. Anastasia con la Vergine dell’Arco e così via. Santi o beati, rimane comunque la preoccupazione di quel poco che è rimasto in vita. Il tutto – profetizzò il prof. D’Avino – corre il grosso rischio di essere miseramente distrutto, di essere oggetto di affrettati restauri da parte di personale non qualificato e addirittura trafugato da ignoti mani sacrileghe. L’unica speranza rimane legata alla sensibilità dei proprietari, oltre che in quelle degli amministratori locali, affinché non sia tutto disperso quest’ autorevole forma di religiosità popolare.
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Benevento – Napoli (Partita 6), un passo indietro e uno in avanti
Un passo indietro e uno in avanti, il titolo per le prestazioni del Napoli degli ultimi 180 minuti in campo. Contro l’abbordabile Benevento, il Napoli mette in campo il copione già visto in Europa League con l’AZ. Lento, senza movimenti, con un possesso inutile, e imprecisio in avanti, il Napoli sbatteva addosso agli avversari e ha avuto la capacità di cadere al primo e unico colpo beneventano.
E’ un copione già visto, un Napoli senza la maturità di sfondare quando serve e di cadere al primo colpo, senza la capacità di trovare un altro modo per superare il muro avversario. Il Benevento passa in vantaggio. Gli stregoni giallorossi partono in contropiede dopo un passaggio sbagliato di Lozano (non al meglio sulla destra). L’azione termina con il gol di Roberto Insigne, uno col dente avvelenato per essere stato scaricato dal Napoli. Un passo indietro. Ma rispetto alla partita europea, il Napoli si riaccende e dà segnali di vitalità. E’ Insigne il più propositivo. Il Napoli recrimina per un probabilissimo fallo da rigore su Lozano, e si danna per la traversa piena presa da Manolas. Il copione del secondo tempo è lo stesso del finale della prima frazione. E’ un passo in avanti. Il Napoli schiaccia gli avversari. Lorenzo non ci sta a concedere al fratello l’onore del gol e della vittoria. Si riprende la gloria nel modo più inaspettato, da fuori area e di sinistro. Da Insigne a Insigne il passo è breve, ma il gol di Lorenzo è una perla unica, da lontano, col piede non suo, forte, preciso sotto la traversa. La partita è segnata, arriva anche il raddoppio del Napoli con l’esordio in gol di Petagna, i suoi sono movimenti intelligenti. Il Napoli gestisce nel finale, ma forse concede qualcosa di troppo in contropiede. La partita è vinta, dopo un passo falso iniziale.
Un passo indietro e uno in avanti, è il Napoli degli ultimi 180 minuti. Ma mentre la Juve si fa ancora fermare su un pareggio, questa volta dal Verona, gli azzurri dimostrano di riuscire a recuperare le false partenze. Il Napoli porta a 4 le vittorie complessive in campionato, guardando all’europa, pensando ad evitare passi indietro e puntare solo alla meta finale.

