Marigliano, sindaco Jossa senza giunta né consiglieri: i contrasti nella coalizione allungano i tempi

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Fino a ieri Peppe Jossa sembrava solo uno dei tanti sindaci affetti da “bollettinite” acuta, sindrome istituzionale che imperversa online in questo periodo di pandemia, caratterizzata da una compulsiva pubblicazione di aggiornamenti sanitari tesi a informare la cittadinanza. Oggi, invece, si scopre che il primo cittadino mariglianese è solo alla ricerca di una identità: sì, perché dopo oltre un mese dalle elezioni amministrative la città non ha ancora una giunta comunale, e il sindaco amministra in perfetta solitudine lo straordinario di questa emergenza Covid.

Il motivo lo scopriamo grazie alle parole di Franco Canzerlo, eletto come consigliere nelle fila del Partito Democratico, il quale nella giornata di ieri si è lasciato andare a una confessione a mezzo social, smascherando le difficoltà di un’amministrazione che stenta non solo a decollare, ma addirittura a nascere.

“Ad oltre un mese dal risultato delle elezioni, consci della responsabilità di gestire una macchina amministrativa che versa in una situazione assolutamente critica, se non tragica – emergenza covid, carenza di personale, bilancio deficitario, per fare solo pochi esempi -, dove neanche l’ordinario sembra potersi garantire, e nonostante non ci sia stata ancora l’ufficialità della proclamazione degli eletti, la delegazione del Partito Democratico (con rappresentanza anche del gruppo consiliare in pectore) ha assunto l’iniziativa di convocare le altre forze politiche della coalizione per cercare di garantire il governo alla città”.

Infatti, come specifica l’avvocato su Facebook, non solo manca la giunta, ma per il momento non è stato nemmeno proclamato il consiglio comunale e chi è stato votato, ma non ha ancora uno scranno a disposizione, in questi giorni di emergenza sanitaria si arrabatta con tentativi di comunicazione istituzionale passati senza clamori sui vari gruppi di “casalinghe disperate” presenti sui social.

Ma quali sono gli impedimenti?
“Ci si è incontrati diverse volte con gli altri delegati” – prosegue Canzerlo – “Tuttavia, benché le premesse da parte di tutti fossero, invero, rassicuranti, con tutti i presenti garanti di buona volontà collaborativa per raggiungere un risultato collegiale e che determinasse pari dignità, si è assistito ad uno sfoggio di retropensieri, di riserve mentali, ad una mera enunciazione di richieste (o meglio, pretese!) da parte delle forze della coalizione, in evidente contrasto con le indicate premesse. […] Richieste assunte su posizioni non negoziabili e sulle quali c’è stato un arroccamento assoluto, da parte di tutti, anche delle forze numericamente meno rappresentate. Richieste che prevedevano una ingiustificata ed ingiustificabile prevaricazione della componente Azzurra Libertà-Città in Movimento nei confronti delle altre forze, sorda anche a tutte le disponibilità manifestate dal PD”.

Insomma, nulla di nuovo sotto il sole. Le due liste di ispirazione forzista, quelle citate anche dall’avvocato Canzerlo nel post, e cioè Azzurra Libertà (che ha fatto il pieno di voti) e Città in Movimento, avanzerebbero richieste irricevibili per “porre in situazione di subalternità l’unico partito, l’unica forza politica organica presente nell’attuale contesto”, ossia quel Partito Democratico di cui è espressione proprio il sindaco Jossa, tanto per cominciare.
La lunga ombra di Paolo Russo, responsabile delle operazioni politiche che hanno portato prima alla creazione delle suddette liste e poi alla coalizione “di salute pubblica” che ha spaccato il PD mariglianese, sembra addensare nubi sul percorso dell’amministrazione Jossa: in questi giorni l’onorevole è intento a rilasciare numerose dichiarazioni riguardanti la gestione dell’emergenza pandemica in corso, eppure non ha ancora proferito parola sulla situazione politica che in città vive uno stallo molto pericoloso, come dimostra la chiosa del consigliere Canzerlo: “Si tornerà al tavolo delle trattative, certo. Ma laddove ognuno dovesse ribadire le proprie certezze, allora, purtroppo, non resterà altro che prenderne atto, recedere dai pre-impegni politici assunti, riprendere tutti libertà di azione e percorrere strade che conducano sempre e solo al bene della nostra città”.

Incredibilmente tutto potrebbe finire ancora prima di iniziare, e per Marigliano sarebbe una beffa senza fine, dopo quanto accaduto con l’ex sindaco Carpino.

Non si sono fatte attendere alcune reazioni, come quella di Vincenzo Esposito, candidato sconfitto alle urne da Jossa: “Fortuna che c’è ancora qualcuno che rappresenta le cose per quello che realmente sono. Ma non doveva essere MARIGLIANO PRIMA DI TUTTO?”, si chiede l’ingegnere ex PD.
Secondo Salvatore Tramontano dei Popolari “i problemi sono diversi, forse uno è proprio quelli di prendere, per forza, assessori dalle liste”. Il suo auspicio è che si trovi un’intesa.

“Il sindaco avochi a sé la nomina della giunta” – scrive un cittadino indignato -” Voglio vedere chi avrà il coraggio di sfiduciarlo in consiglio. E che nessuno sia preso dalle liste. Basta tradimenti della legge 81/93 (secondo la quale la carica di assessore è incompatibile con quella di consigliere, ndr). Chi deve fare il consigliere lo faccia. Senza velleità assessoriali”.

Autunno caldissimo in città, dove al momento si contano 134 casi attivi di contagio da Covid-19 e di certo le preoccupazioni non mancano. Alla politica, a maggior ragione, è richiesto un atto di responsabilità per assicurare un governo leale e stabile alla comunità.