Dal casertano fino al parco Verde di Caivano con uno scuolabus: nel veicolo anche una dose di cocaina. Denunciato 39enne

I carabinieri della tenenza di Caivano, durante un servizio di controllo del territorio disposto dal Comando Provinciale di Napoli, hanno notato uno scuolabus nei pressi dell’isolato A53 del Parco Verde. Sul cofano posteriore una targhetta di Curti, comune in provincia di Caserta. Considerata la normativa in vigore che non permette movimenti interprovinciali, i militari hanno fermato e controllato il veicolo. A bordo nessun bambino, solo il conducente, un 39enne di San Prisco (CE) già noto alle ffoo che aveva da poco terminato il giro delle scuole. Nel portacenere dello scuolabus – hanno scoperto i carabinieri – era posata una dose di cocaina di 0,76 grammi, verosimilmente appena acquistata. Il 39enne è stato denunciato per peculato d’uso – avendo utilizzato per scopi personali un veicolo della pubblica amministrazione – e per la violazione della normativa anti-contagio che vieta gli spostamenti tra province. Segnalato alla Prefettura, invece, per la dose di droga rinvenuta.

Boscoreale, lavoro sommerso. Carabinieri denunciano imprenditore 43enne

I carabinieri della Stazione di Boscoreale, insieme a quelli del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela del Lavoro e a personale dell’Ufficio Tecnico del Comune di Boscoreale – nell’ambito dei servizi finalizzati al contrasto del lavoro sommerso disposti dal Comando Provinciale di Napoli – hanno controllato una ditta operante nel settore della lavorazione della pietra lavica. I militari hanno scoperto che il titolare, un 43enne del posto,  aveva realizzato alcuni manufatti edili adibiti ad aree di lavorazione ed a uffici commerciali senza alcuna autorizzazione, in un’area destinata all’uso agricolo. notificate sanzioni amministrative per un totale di 12.000 euro e contestate diverse violazioni della normativa antinfortunistica. Negli uffici identificato anche un lavoratore assunto in “nero” e individuato un impianto abusivo di videosorveglianza, realizzato negli ambienti di lavoro per monitorare l’attività dei dipendenti. L’attività commerciale è stata chiusa e il proprietario denunciato.

San Giuseppe Vesuviano, Carabinieri denunciano 47enne. Nel suo store 850 mascherine non conformi

I carabinieri della Stazione di San Giuseppe Vesuviano, nell’ambito di una serie di controlli disposti dal Comando Provinciale di Napoli a tutela della salute pubblica, hanno sequestrato 850 mascherine chirurgiche, prive di qualsivoglia marchio e attestazione di conformità ai parametri previsti dalle norme vigenti. Il sequestro in un supermercato della periferia cittadina dove il titolare – un 47enne di origini cinesi –  aveva esposto la merce per la libera vendita. Per l’imprenditore una denuncia in stato di libertà.

Marigliano, proclamati i consiglieri comunali: 12 seggi (su 24) per PD e Azzurra Libertà

Ieri pomeriggio, alla presenza del sindaco Peppe Jossa e della commissione elettorale, sono stati proclamati i consiglieri comunali eletti lo scorso 20 e 21 settembre. Alla fine di una settimana caldissima, fatta di riconteggi e ricorsi, si è ufficializzata la composizione del nuovo consiglio comunale: restano definitivamente fuori Filippo Altarelli (Cambia con Noi) e soprattutto Michele Cerciello (Impegno Civico), che negli ultimi giorni erano stati inseriti a danno di Pasquale Falco (Andiamo Avanti per Marigliano) e Pasquale Allocca (Città in Movimento). A quanto pare una serie di errori di trascrizione avrebbe generato il pasticcio del “dentro/fuori” che ha senza dubbio infiammato gli animi dei contendenti, alcuni già alle prese con il rebus della giunta comunale, tutta ancora in divenire. Qualche polemica sullo scarsi rispetto delle disposizioni anti contagio che i rappresentanti dei cittadini mariglianesi hanno mostrato nel corso del breve evento, trasmesso anche in diretta: è venuto a mancare soprattutto l’obbligatorio distanziamento fisico, sia nell’attesa della proclamazione che nel momento della foto di rito e i cittadini, alle prese con misure esasperanti, lo hanno fatto puntualmente notare. Ad ogni modo, alla luce della proclamazione pubblica avvenuta ieri, dunque, il consiglio comunale è così composto:
Vincenzo Esposito (candidato sindaco non eletto)
Assunta De Rosa (Cambia con Noi)
Francesco Tramontano (Popolari)
Sebastiano Guerriero (Cambia con Noi)
Sebastiano Molaro (Cambia con Noi)
Anna Rita Maione (Popolari, assente in aula consiliare per motivi personali)
Pasquale Falco (Andiamo Avanti per Marigliano)
Rosa Capua (Periferia 2030)
Filomena Bolero (Partito Democratico)
Felice Mautone (Azzurra Libertà)
Adolfo Stellato (Partito Democratico)
Sabato Manna (Azzurra Libertà)
Raffaele Coppola (La Città che Vogliamo)
Carmela Vivolo (Impegno Civico)
Paolo Aliperti (Partito Democratico)
Raimondo D’Oto (Azzurra Libertà)
Giuseppe Allocca (Azzurra Libertà)
Sebastiano Sorrentino (Partito Democratico)
Franco Canzerlo (Partito Democratico)
Pasquale Allocca (Città in Movimento)
Giuseppe D’Agostino (Partito Democratico)
Antonio Di Sauro (Città in Movimento)
Raffaele Caprio (Azzurra Libertà)
Raffaele Guerriero (Azzurra Libertà) Ben 6 i consiglieri di Azzurra Libertà, lista civica di ispirazione forzista (organizzata dall’onorevole Paolo Russo) che, in aggiunta a quella di Città in Movimento, ha messo insieme figure politiche di centrodestra utili a definire l’ampia coalizione che ha contribuito in maniera determinante al successo del sindaco Jossa. Lo stesso numero anche per il PD, partito di espressione del primo cittadino e vera costante del panorama politico cittadino, che ha saputo dare continuità alla vittoria del 2015, nonostante l’amara vicenda Carpino (l’ex sindaco attualmente agli arresti domiciliari). Purtroppo sono soltanto 5 le donne presenti nella pubblica assise. Su 107 candidate presenti nelle liste elettorali, soltanto il 5% è stato eletto: tra gli uomini, invece, che erano 129, la percentuale degli eletti sali al 25%. Adesso tocca alla giunta. Il sindaco Jossa ha affermato che è tutto pronto e quindi si attende l’annuncio già per la prossima settimana. Alcuni rumors darebbero il consigliere Felice Mautone di Azzurra Libertà in pole position per il ruolo di vice sindaco (magari con delega al Cimitero). Pare che anche l’ex assessore Raffaele Coppola, consigliere della lista La Città che Vogliamo, sia desideroso di un ruolo assessoriale, e infine l’escluso Michele Cerciello potrebbe a questo punto avanzare una nuova proposta per rientrare dalla finestra, facendo quindi parte della nuova amministrazione attraverso la giunta. C’è poi curiosità sulle figure femminili che il primo cittadino dovrà inserire: una scelta che impone la legge, e verrebbe da dire meno male.
Staremo a vedere.

La distrazione dei ricordi: la Piedigrotta ottavianese del 1951 e le famiglie che la finanziarono

0
Il difficile dopoguerra e l’opera di ricostruzione di una Ottaviano bombardata e saccheggiata.  Ma nel ’47 si chiede l’autonomia dal Liceo Garibaldi della sezione del Liceo Classico, e nel ’48 si chiede l’apertura di una agenzia del Banco di Napoli. Nel 1951 torna, anche per l’impegno del Circolo “A. Diaz”, la Piedigrotta ottavianese: contribuiscono alle spese le più importanti famiglie della città, e gli imprenditori: di tutti pubblichiamo l’elenco.   Ottaviano esce a fatica dalle rovine della II guerra mondiale. Dopo lunghe e agitate discussioni tra le forze politiche, si decide di imporre, per il ’49, il tributo speciale previsto da un decreto del marzo ’47 sui prodotti locali destinati alla esportazione, e prima di tutto, sui 6000 quintali di vino, che venivano venduti a 5000 lire il quintale, sui 400 quintali di pesche e sui 500 quintali di albicocche e di fichi. La Giunta delibera anche che il gestore del Cinema Romano paghi per il 1949 2000 lire per la tassa affissione manifesti –  l’anno prima aveva pagato 200 lire -, pur riconoscendo che più manifesti si mettono in giro, più cresce il numero degli spettatori: dal settembre del ’48 al gennaio del ’49 il Comune ha incassato “ per diritti sugli spettacoli oltre 100000 lire mensili ”. Ma le casse sono vuote: tanto vuote che gli amministratori decidono di devolvere per le festa di San Michele e per la festa dell’ Immacolata, che fa parte della storia di San Gennarello,  200000 lire ricavate dalla vendita di certe razioni di riso che sono risultate eccedenti: il contributo sarà diviso secondo le proporzioni delle tessere annonarie. E tuttavia  nel settembre del ’48 la Giunta chiede che si apra a Ottaviano un’agenzia del Banco di Napoli: quella della Banca della Provincia non è più in grado di soddisfare le esigenze di un paese che conta 14000 abitanti, “ con tendenza all’aumento dato il crescente numero delle eccedenze delle nascite sui morti ”: inoltre rimangono ancora  in paese 4000 sfollati napoletani che non hanno né la possibilità né la voglia di tornarsene in città. L’economia di Ottaviano è dinamica, scrive la Giunta: l’agricoltura è il nerbo della ricchezza degli Ottavianesi, che producono anche rinomati liquori, tessuti, vetri, alcool, derivati del petrolio. Ottaviano ha anche un ginnasio con una sezione di liceo classico, voluta da Guido Lenzi. Di questa sezione il 26 gennaio del ’47 si chiede l’autonomia dal Liceo Garibaldi, e un comitato di cittadini a giugno ha già raccolto 250000 lire che il Comune presenterà come garanzia. Nel 1951 tornò ” dopo un decennio di interruzione ” la Piedigrotta ottavianese, che accompagnava, il 15 e il 16 settembre, la tradizionale festa di Montevergine, legata al culto della Madonna Schiavona. Il circolo Diaz presentò il carro ” Isola delle Sirene “, ideato e costruito dalla ditta Tudisco di Nola ( vedi immagine in appendice) e tra le canzoni in gara furono acclamate Piererotta Vesuviana ( versi di A.Nappo – musica di M.Nicolò), Vucchella Amata (A.Nappo – A. Giancola) ), Mangiate ‘o limone (A.Nappo -F.Barile),  Speranza perduta (A.Nappo – M.Quintavalle): il poeta A.Nappo, autore dei testi delle canzoni vincitrici, ebbe una targa “con venature d’argento”. Contribuirono alle spese per la festa e per la stampa della plaquette Aniello De Vivo, Aurelio Trusso, Umberto Lanza,  Achille Pisanti,  Giuseppe Pascale, della ” China Vesuvio ” in Piazza Municipio, Luigi  Pascale, del  Bar Pasticceria in viale Ferrovia, i fratelli Duraccio della ” Vetreria Vesuviana ” in viale Ferrovia dello Stato, Antonio  Ragosta del bar in piazza della Ferrovia, l’industria di pavimenti e marmette veneziane ” la Vesuviana” in viale Elena, il dott. Carlo Pirone, amministratore unico della cartotecnica ” Santa Lucia ” in via Camillo Peano ( vedi immagine in appendice), Tonino, parrucchiere per signora  al corso Umberto I,  Ferdinando Saviano della “Casa Vinicola” alla salita Piazza, Salvatore Coppola del  “Cravattificio” in piazza San Giovanni ( cravatte, bretelle e giarrettiere), Michele Parisi che in piazza Mercato vendeva gas ( Pibigas), articoli da regalo e macchine per cucire Necchi, i fratelli Nappo autotrasportatori di via Ginnasio, Adamo Scudieri della camiceria Adam al corso Umberto, i fratelli Sessa di via Roma ( liquigas, macchine Borletti – punti perfetti, radio ), Giuseppe Avino della “Giav, biancheria da uomo”,  Romano del Cinema Teatro, , Giuseppe Del Giudice dell’ “industria Cartonaggi” a Piazza Durelli,  Dino Lazzareschi che aveva un’officina meccanica e riparava auto a viale Elena,  Umberto Polise, Giuseppe Liguori delle “ Beccherie di I categoria ” , Francesco Capasso che produceva confetti nel viale degli Oleandri,  Raffaele e Michele Nappo delle “Tessiture Meccaniche”, e poi i venditori dei vini, “’e vinajuole”, Luigi Romano e Luciano Romano che avevano bottega ai Mozzoni, Gaetano Ragosta di via Casalvecchio, Francesco Ragosta di Piazza San Lorenzo, Antonio Del Giudice di piazza Durelli,i fratelli Saggese di via San Giovanni, Raffaele Rianna di via Genio Civile, l’Enopolio Vesuviano del Consorzio Agrario Provinciale, che aveva sede e bottega in via Ferrovia dello Stato. Di tanto in tanto, pubblicheremo altri “ricordi”. Servono a distrarci. Per un po’.      

Covid-19, sale a 36 il numero dei positivi all’ospedale di Nola. Chiuso di nuovo il pronto soccorso

Il numero dei contagiati cresce all’ospedale di Nola e arriva ai 36 positivi in una struttura che ne potrebbe contenere al massimo 12 e solo per una sosta momentanea. Chiude nuovamente il pronto soccorso. La situazione sembra stia decisamente arrivando al collasso per l’ospedale di Nola, attualmente nel mirino per il numero in costante crescita dei positivi al Covid-19. Salgono a 36 i pazienti che hanno contratto il virus, che continua a circolare causando la chiusura, per l’ennesima volta, del cancello del pronto soccorso. Una situazione ai limiti dell’incredibile, difficilmente sopportabile soprattutto dai tanti che in condizione di assoluta emergenza vengono indirizzati verso altri presidi ospedalieri per evitare ulteriori contagi all’interno del nosocomio nolano. Una realtà drammatica che lascia molto riflettere se si pensa che i percorsi Covid sono inesistenti e i pazienti vengono sistemati alla meglio su barelle secondo gli esigui spazi disponibili con bombole di ossigeno perché attualmente sono terminati persino i bocchettoni centralizzati dell’ossigeno. A parte le modalità di sanificazioni discutibili, il problema ancora più grande è che il personale non basta a fronteggiare questa emergenza e i posti iniziano a diminuire. Un ospedale, come è stato più volte denunciato, “Stop Covid”, cioè adatto a soste solo momentanee, potendo contenere un massimo di 12 pazienti che hanno contratto il virus, a fronte dei 36 attuali. E invece, la situazione peggiora giorno dopo giorno, ambulanze cariche di persone che, loro malgrado, hanno bisogno di cure perché il virus ha colpito le vie respiratorie. La realtà in cui riversa l’ospedale di Nola è stata portata all’attenzione dello stesso governatore della Campania, in seguito al tavolo tecnico dei comuni dell’Area Nolana che si oppongono alla proposta di rendere il nosocomio della città bruniana “Covid Center”. De Luca, da parte sua, nell’ultima diretta Facebook con cui ha fatto il punto della situazione, ha spiegato con chiarezza che: «C’è questa possibilità. Ho parlato con il direttore dell’ASL NA 3, abbiamo tantissimi contagiati in quei territori. Gli ho chiesto di valutare con la massima attenzione se è necessario rendere l’ospedale di Nola un “Covid Hospital”. Abbiamo fatto accordi con cliniche private, se ci si rende conto che possiamo resistere allora resta tutto come è, in caso contrario deciderà nella massima libertà il direttore. Sono scelte sofferte, creano disagi, ma non possiamo permetterci morti perchè non abbiamo posti negli ospedali».

Somma Vesuviana, aggiornamento Covid, 109 casi in 24 ore

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno (Somma Vesuviana): “Siamo a 432 positivi attivi. Nelle ultime 24 ore 109 nuovi casi. Bene ho fatto a chiudere già 20 giorni fa le scuole. Il problema non è negli edifici scolastici, ma nei contagi familiari. Abbiamo però evitato che molti altri ragazzi o insegnanti potessero ammalarsi. Pochi minuti fa ho firmato una nuova ordinanza con la quale si raccomanda a tutti i laboratori di analisi presenti sul territorio e che effettuano tamponi antigenici (cosiddetto rapido) e che non sono tenuti al caricamento nella piattaforma dedicata, di attivarsi per comunicare sollecitamente all’Autorità Sanitaria Locale gli esiti positivi, allo scopo di attivare tempestivamente i protocolli sanitari per contenere quanto più possibile la diffusione del contagio. Ai medici di base l’appello ad essere rintracciabili anche al di fuori dell’orario di studio!”. “E’ il numero più alto per Somma Vesuviana dall’inizio della pandemia: oggi 109 nuovi positivi. Sono dati Asl giunti da pochi minuti. Si tratta di un dato che fa balzare i positivi attivi a ben 432 mentre i casi totali maturati dall’inizio della pandemia sono ben oltre i 600. Inoltre attualmente abbiamo 310 persone in sorveglianza sanitaria, purtroppo diminuisce il dato dei guariti, solo 7.  Oggi abbiamo registrato anche la sesta vittima, la seconda in 5 giorni. Rinnovo l’appello ai medici di base: siate rintracciabili anche al di fuori dell’orario di studio!”. Lo ha annunciato poco fa Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. Immediata in questi minuti la nuova ordinanza del sindaco. “Pochi minuti fa ho firmato una nuova ordinanza – ha continuato Di Sarno – con la quale si raccomanda fortemente: a tutti i laboratori di analisi presenti sul territorio e che effettuano tamponi antigenici (cosiddetto rapido) e che non sono tenuti al caricamento nella piattaforma dedicata, di attivarsi per comunicare sollecitamente all’Autorità Sanitaria Locale gli esiti positivi, allo scopo di attivare tempestivamente i protocolli sanitari per contenere quanto più possibile la diffusione del contagio; A tutti i cittadini: la massima tempestività e puntualità nell’invio dell’esito positivo al proprio medico di base, allo scopo di attivare sollecitamente i protocolli sanitari per contenere quanto più possibile la diffusione del contagio; di segnalare la positività sull’Applicativo IMMUNI; di restare presso la propria abitazione o dimora fino alla comunicazione dell’esito negativo del tampone; Appello per istituzione di un Presidio fisso di Unità Speciale di Continuità Assistenziale. “Ricordo che Somma Vesuviana anche dal punto di vista geografico occupa una posizione importante di collegamento dal sarnese al napoletano – ha continuato Di Sarno – e viceversa. Chiedo l’istituzione di un Presidio fisso dell’Unità Speciale di Continuità Assistenziale sul territorio di Somma Vesuviana ed un maggiore impiego di Forze dell’Ordine”. No a catechismo, no ad aggregazioni fuori ai locali. Chiusura fino al 13 Novembre di Cimitero, scuole di ogni ordine e grado, circoli. “Un’altra ordinanza sindacale firmata da me quale giorno fa – ha proseguito Di Sarno – vieta ogni forma di aggregazione e riunione al chiuso e all’aperto. Dunque e lo dichiaro con dispiacere, sono vietati anche gli incontri per il catechismo. Dobbiamo cercare di spezzare il contagio. Il problema non è nel catechismo o nella scuola – ha proseguito Di Sarno –  ma è nel contagio maturato soprattutto nelle famiglie ed in altri ambienti che si estenderà qualora non dovessimo sospendere tali occasioni di relazioni umane. Non sono contro il catechismo, anzi. Ma in questo momento dobbiamo vietare ogni forma di aggregazione. Lo stesso ragionamento vale per le aggregazioni che si formano all’esterno di bar, ristoranti, locali e negozi. Queste aggregazioni sono vietate e sono vietate le riunioni. Chiusura fino al 13 Novembre del Cimitero, di tutte le scuole di ogni ordine e grado e di tutti i circoli”. Un grazie ai dirigenti scolastici ed ai sacerdoti. “La didattica a distanza attivata in poco tempo sta funzionando e grazie ad insegnanti che rappresentano l’eccellenza del territorio e ai loro dirigenti – ha concluso Di Sarno – migliaia di studenti di Somma Vesuviana non stanno perdendo neanche un secondo di formazione culturale. Un grazie a tutti i sacerdoti di Somma Vesuviana che costantemente, nel corso della Santa Messa, si rendono portavoce del rispetto delle norme sanitarie, grazie di cuore. Abbiamo bisogno di tutti!”.

Real Sociedad – Napoli (Partita 7), la dea sbendata

Alla seconda uscita europea Gattuso e i suoi uomini sono alla ricerca del riscatto europeo, servono punti e li ottengono, seppur non con qualche difficoltà. Il Napoli è accorto, gioca col suo solito modulo, con un 4-4-1-1 in fase passiva. Ma questa volta la punta è Petagna e dietro di lui c’è un inaspettato Lobotka, al quale viene chiesto un sacrificio tattico. Il Napoli stringe sul loro centrale di centrocampo Guevara, per rallentare la partenza avversaria, difende in maniera attenta, gli avversari premono e schiacciano spesso il Napoli, anche se gli azzurri riescono ad uscire agevolmente da tale pressione. A volte rinuncerà anche alla partenza da dietro.

Nel primo tempo, nonostante un paio di occasioni iniziali, e qualche buona idea, il Napoli si fa infilare troppo spesso per vie centrali e in avanti è poco efficace. Nella ripresa, continua a difendere in maniera attenta per arginare la pressione avversaria. La partita potrebbe finire così, con un pareggio, con il Napoli che fa il suo buon compito difensivo. Ma per fortuna gli azzurri chiedono aiuto alla dea bendata, questa volta sbendata, che oggi ci vede e ci vede bene; dà una mano al Napoli a sparigliare le carte. Politano fa quello che nella sua posizione deve fare, entrare nel campo e sfruttare la sua vena realizzativa. Lo fa, la dea si sbenda, e indirizza la deviazione in rete. Per il resto il Napoli si difende dall’arrembaggio avversario. Peccato per l’espulsione di Osimhen, che per fortuna non causa alcun danno ai suoi compagni, il ragazzo dovrà stare più attento in futuro. Tra i migliori in campo c’è Koulibaly, Lozano si dedica più alla difesa che all’attacco, Ospina salva il risultato. E un plauso va a Lobotka, che ha fatto un compito in una posizione non sua, ha colto in pieno il significato della parola sacrificio.

Da Dea a Dio, se una dea si sbenda un altro compie 60 anni, il Dio del calcio festeggia il suo compleanno. Per quanto riguarda il Napoli ci conforta che, nonostante le difficoltà, i passi falsi, e le incertezze che non mancano a questa squadra, gli uomini di Gattuso non si arrendono mai. E una volta tanto, la dea si sbenda quando serve.

[VIDEO] Marigliano, emergenza Covid: l’attività di sensibilizzazione della Polizia Municipale

Non solo controlli. Il Comando di Polizia Municipale di Marigliano si attiva per accompagnare la comunità attraverso questa emergenza sanitaria (e anche sociale), offrendo indicazioni utili su come affrontare le difficoltà e fornendo sostegno logistico e non solo, anche attraverso una premurosa campagna di informazione. È di poche ore fa la notizia che sono state formulate nuove condizioni su quarantena e isolamento: nelle parole “illustrative” del Comandante Emiliano Nacar le indicazioni da seguire, che riportiamo anche in versione leggibile.
  1. ISOLAMENTI/QUARANTENE E RIAMMISSIONE IN COMUNITÀ – Per i casi positivi asintomatici è previsto un isolamento di 10 giorni dall’esecuzione del tampone il cui esito è positivo, che terminerà a seguito di esito negativo del test molecolare eseguito a partire dal 10° giorno. Per i casi sintomatici i 10 giorni di isolamento sono calcolati dall’inizio dei sintomi: se sfumati e difficilmente collocabili in arco temporale si fa riferimento alla data del tampone positivo. L’isolamento termina con l’esito negativo del test molecolare a partire dal 10° giorno, con almeno gli ultimi 3 giorni precedenti al tampone senza sintomi.
  2. CONTATTI STRETTI – Per i contatti stretti di casi positivi sintomatici o asintomatici, si richiede sempre un periodo di isolamento. La riammissione in comunità è ammessa dopo tampone molecolare o antigenico rapido negativo a partire dal 10° giorno oppure dopo un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso trascorso senza sintomatologia, senza la necessità di eseguire il tampone. Si precisa che, per la riammissione in collettività dei contatti stretti nel setting scolastico, nel caso in cui il soggetto concluda la quarantena dopo 14 giorni senza l’effettuazione del tampone, non è necessario richiedere a PLS/MMG certificazione di riammissione.
  3. DEFINIZIONE DEL TERMINE “CONTATTO” – Un contatto di un caso COVID-19 è qualsiasi persone esposta ad un caso probabile o confermato COVID-19 in un lasso di tempo che va da 48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del caso. Se il caso non presenta sintomi, si considerano i contatti con il caso indice in un arco di tempo che va da 48 ore prima dell’esecuzione del tampone.

Napoli, Di Mauro (dg ospedale Cotugno): “Lockdown indispensabile, abbiamo perso la tracciabilità”

“Dopo mesi non abbiamo ancora certezze sul virus e sulla logica di diffusione. Il lockdown ora è indispensabile almeno per tre settimane per recuperare la tracciabilità del virus che abbiamo perso”, A dirlo è Maurizio Di Mauro, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli di Napoli, ai microfoni di Radio Crc Targato Italia. Il dg dell’ospedale Cotugno ha ribadito la sua preoccupazione riguardo la mancanza di posti letto: “il Cotugno è già pieno. La nostra Regione ha reagito bene alla prima ondata ma ora il Governo deve prendere restrizioni forti. Non basta chiudere la Campania”. “Le precauzioni – continua Di Mauro – sono fondamentali. La mascherina io non l’ho mai tolta. Ma la logica del virus è strana: io sono stato contagiato ma i miei familiari sono negativi”. In conclusione il Direttore ha parlato del vaccino: “È incerto e la distribuzione non avverrà prima della prossima primavera. Ma bisogna vedere che immunità darà. Vi prego, state attenti”. (Foto askanews.it)