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Real Sociedad – Napoli (Partita 7), la dea sbendata
Alla seconda uscita europea Gattuso e i suoi uomini sono alla ricerca del riscatto europeo, servono punti e li ottengono, seppur non con qualche difficoltà. Il Napoli è accorto, gioca col suo solito modulo, con un 4-4-1-1 in fase passiva. Ma questa volta la punta è Petagna e dietro di lui c’è un inaspettato Lobotka, al quale viene chiesto un sacrificio tattico. Il Napoli stringe sul loro centrale di centrocampo Guevara, per rallentare la partenza avversaria, difende in maniera attenta, gli avversari premono e schiacciano spesso il Napoli, anche se gli azzurri riescono ad uscire agevolmente da tale pressione. A volte rinuncerà anche alla partenza da dietro.
Nel primo tempo, nonostante un paio di occasioni iniziali, e qualche buona idea, il Napoli si fa infilare troppo spesso per vie centrali e in avanti è poco efficace. Nella ripresa, continua a difendere in maniera attenta per arginare la pressione avversaria. La partita potrebbe finire così, con un pareggio, con il Napoli che fa il suo buon compito difensivo. Ma per fortuna gli azzurri chiedono aiuto alla dea bendata, questa volta sbendata, che oggi ci vede e ci vede bene; dà una mano al Napoli a sparigliare le carte. Politano fa quello che nella sua posizione deve fare, entrare nel campo e sfruttare la sua vena realizzativa. Lo fa, la dea si sbenda, e indirizza la deviazione in rete. Per il resto il Napoli si difende dall’arrembaggio avversario. Peccato per l’espulsione di Osimhen, che per fortuna non causa alcun danno ai suoi compagni, il ragazzo dovrà stare più attento in futuro. Tra i migliori in campo c’è Koulibaly, Lozano si dedica più alla difesa che all’attacco, Ospina salva il risultato. E un plauso va a Lobotka, che ha fatto un compito in una posizione non sua, ha colto in pieno il significato della parola sacrificio.
Da Dea a Dio, se una dea si sbenda un altro compie 60 anni, il Dio del calcio festeggia il suo compleanno. Per quanto riguarda il Napoli ci conforta che, nonostante le difficoltà, i passi falsi, e le incertezze che non mancano a questa squadra, gli uomini di Gattuso non si arrendono mai. E una volta tanto, la dea si sbenda quando serve.
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- ISOLAMENTI/QUARANTENE E RIAMMISSIONE IN COMUNITÀ – Per i casi positivi asintomatici è previsto un isolamento di 10 giorni dall’esecuzione del tampone il cui esito è positivo, che terminerà a seguito di esito negativo del test molecolare eseguito a partire dal 10° giorno. Per i casi sintomatici i 10 giorni di isolamento sono calcolati dall’inizio dei sintomi: se sfumati e difficilmente collocabili in arco temporale si fa riferimento alla data del tampone positivo. L’isolamento termina con l’esito negativo del test molecolare a partire dal 10° giorno, con almeno gli ultimi 3 giorni precedenti al tampone senza sintomi.
- CONTATTI STRETTI – Per i contatti stretti di casi positivi sintomatici o asintomatici, si richiede sempre un periodo di isolamento. La riammissione in comunità è ammessa dopo tampone molecolare o antigenico rapido negativo a partire dal 10° giorno oppure dopo un periodo di quarantena di 14 giorni dall’ultima esposizione al caso trascorso senza sintomatologia, senza la necessità di eseguire il tampone. Si precisa che, per la riammissione in collettività dei contatti stretti nel setting scolastico, nel caso in cui il soggetto concluda la quarantena dopo 14 giorni senza l’effettuazione del tampone, non è necessario richiedere a PLS/MMG certificazione di riammissione.
- DEFINIZIONE DEL TERMINE “CONTATTO” – Un contatto di un caso COVID-19 è qualsiasi persone esposta ad un caso probabile o confermato COVID-19 in un lasso di tempo che va da 48 ore prima dell’insorgenza dei sintomi fino al momento della diagnosi e dell’isolamento del caso. Se il caso non presenta sintomi, si considerano i contatti con il caso indice in un arco di tempo che va da 48 ore prima dell’esecuzione del tampone.

