Alla seconda uscita europea Gattuso e i suoi uomini sono alla ricerca del riscatto europeo, servono punti e li ottengono, seppur non con qualche difficoltà. Il Napoli è accorto, gioca col suo solito modulo, con un 4-4-1-1 in fase passiva. Ma questa volta la punta è Petagna e dietro di lui c’è un inaspettato Lobotka, al quale viene chiesto un sacrificio tattico. Il Napoli stringe sul loro centrale di centrocampo Guevara, per rallentare la partenza avversaria, difende in maniera attenta, gli avversari premono e schiacciano spesso il Napoli, anche se gli azzurri riescono ad uscire agevolmente da tale pressione. A volte rinuncerà anche alla partenza da dietro.
Nel primo tempo, nonostante un paio di occasioni iniziali, e qualche buona idea, il Napoli si fa infilare troppo spesso per vie centrali e in avanti è poco efficace. Nella ripresa, continua a difendere in maniera attenta per arginare la pressione avversaria. La partita potrebbe finire così, con un pareggio, con il Napoli che fa il suo buon compito difensivo. Ma per fortuna gli azzurri chiedono aiuto alla dea bendata, questa volta sbendata, che oggi ci vede e ci vede bene; dà una mano al Napoli a sparigliare le carte. Politano fa quello che nella sua posizione deve fare, entrare nel campo e sfruttare la sua vena realizzativa. Lo fa, la dea si sbenda, e indirizza la deviazione in rete. Per il resto il Napoli si difende dall’arrembaggio avversario. Peccato per l’espulsione di Osimhen, che per fortuna non causa alcun danno ai suoi compagni, il ragazzo dovrà stare più attento in futuro. Tra i migliori in campo c’è Koulibaly, Lozano si dedica più alla difesa che all’attacco, Ospina salva il risultato. E un plauso va a Lobotka, che ha fatto un compito in una posizione non sua, ha colto in pieno il significato della parola sacrificio.
Da Dea a Dio, se una dea si sbenda un altro compie 60 anni, il Dio del calcio festeggia il suo compleanno. Per quanto riguarda il Napoli ci conforta che, nonostante le difficoltà, i passi falsi, e le incertezze che non mancano a questa squadra, gli uomini di Gattuso non si arrendono mai. E una volta tanto, la dea si sbenda quando serve.


