Il numero dei contagiati cresce all’ospedale di Nola e arriva ai 36 positivi in una struttura che ne potrebbe contenere al massimo 12 e solo per una sosta momentanea. Chiude nuovamente il pronto soccorso.
La situazione sembra stia decisamente arrivando al collasso per l’ospedale di Nola, attualmente nel mirino per il numero in costante crescita dei positivi al Covid-19. Salgono a 36 i pazienti che hanno contratto il virus, che continua a circolare causando la chiusura, per l’ennesima volta, del cancello del pronto soccorso. Una situazione ai limiti dell’incredibile, difficilmente sopportabile soprattutto dai tanti che in condizione di assoluta emergenza vengono indirizzati verso altri presidi ospedalieri per evitare ulteriori contagi all’interno del nosocomio nolano.
Una realtà drammatica che lascia molto riflettere se si pensa che i percorsi Covid sono inesistenti e i pazienti vengono sistemati alla meglio su barelle secondo gli esigui spazi disponibili con bombole di ossigeno perché attualmente sono terminati persino i bocchettoni centralizzati dell’ossigeno. A parte le modalità di sanificazioni discutibili, il problema ancora più grande è che il personale non basta a fronteggiare questa emergenza e i posti iniziano a diminuire. Un ospedale, come è stato più volte denunciato, “Stop Covid”, cioè adatto a soste solo momentanee, potendo contenere un massimo di 12 pazienti che hanno contratto il virus, a fronte dei 36 attuali. E invece, la situazione peggiora giorno dopo giorno, ambulanze cariche di persone che, loro malgrado, hanno bisogno di cure perché il virus ha colpito le vie respiratorie.
La realtà in cui riversa l’ospedale di Nola è stata portata all’attenzione dello stesso governatore della Campania, in seguito al tavolo tecnico dei comuni dell’Area Nolana che si oppongono alla proposta di rendere il nosocomio della città bruniana “Covid Center”. De Luca, da parte sua, nell’ultima diretta Facebook con cui ha fatto il punto della situazione, ha spiegato con chiarezza che: «C’è questa possibilità. Ho parlato con il direttore dell’ASL NA 3, abbiamo tantissimi contagiati in quei territori. Gli ho chiesto di valutare con la massima attenzione se è necessario rendere l’ospedale di Nola un “Covid Hospital”. Abbiamo fatto accordi con cliniche private, se ci si rende conto che possiamo resistere allora resta tutto come è, in caso contrario deciderà nella massima libertà il direttore. Sono scelte sofferte, creano disagi, ma non possiamo permetterci morti perchè non abbiamo posti negli ospedali».

