Covid, de Magistris: Campania zona gialla, i conti non tornano e vogliamo informazioni precise

“I conti non tornano”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commenta in una nota la decisione del Governo di inserire la Campania nella ‘fascia gialla’ zona di minor rischio da contagio Covid. “Due settimane fa il Presidente della Regione Campania annunciava che avrebbe proclamato il lockdown per la gravissima situazione dei contagi in Campania. – continua l’ex magistrato – Annuncio poi caduto nel vuoto. Una settimana fa il professor Ricciardi, consulente del Governo, annunciava in televisione che Napoli sarebbe dovuta andare in lockdown. Ieri sera abbiamo appreso dal Presidente del Consiglio che la Campania è zona gialla, quindi tra le Regioni a più basso rischio in Italia”. “Eppure gli ospedali a Napoli, ed in Campania, sono al collasso. Ambulanze utilizzate come letti di reparto, macchine in fila fuori gli ospedali per attendere cure che non arrivano, persone che rischiano di morire perché non ricevono adeguata ed immediata assistenza, positivi sintomatici spesso abbandonati presso le proprie abitazioni” evidenzia il primo cittadino. “Siccome la situazione è drammatica presso le strutture sanitarie, delle due l’una: o la Regione Campania non fornisce dati reali ed attuali al Ministero della salute, oppure la sanità in Campania è andata in tilt nonostante siamo al livello giallo, il più basso di rischio tra le Regioni in Italia. Siamo sconcertati e preoccupati. Abbiamo il diritto di capire e di ricevere dal Governo informazioni precise” conclude.

Marano di Napoli: Carabinieri arrestano 6 persone per lesioni, violenza privata e estorsione aggravate dal metodo mafioso

A Marano di Napoli i Carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 6 persone, di cui 4 in carcere e 2 agli arresti domiciliari. I soggetti sono ritenuti gravemente indiziati di lesioni, violenza privata e estorsione (solo per uno degli indagati), aggravate dal metodo mafioso, volendo affermare la forza e il controllo del territorio del clan “Orlando”. Le indagini hanno permesso di ricostruire il coinvolgimento degli arrestati nel pestaggio di un cittadino albanese avvenuto nel comune di Marano nel febbraio del 2018. La vittima, accusata dal clan di aver picchiato la ex compagna, poi divenuta la donna di un uomo del clan, venne invitato con un escamotage all’interno di una palestra di Marano, di proprietà di uno degli indagati, dove ad attenderlo erano presenti tutti gli arrestati. Questi lo aggredirono brutalmente con calci e pugni, intimandogli di andare via da Marano. Non potendo denunciare il pestaggio, per paura di ulteriori ritorsioni, al fine di riacquistare la propria serenità e quello dei propri cari, fu costretto a versare un compenso in denaro, “un regalo”, alla criminalità organizzata locale.

Bankitalia, Paolo Russo (FI): “Rischio default per famiglie ed imprese del Sud. Subito misure ad hoc”

Riceviamo e pubblichiamo. “Subito uno shock fiscale per le imprese del Sud e aiuti alle famiglie di quella terra  piegate dalla pandemia più che altrove”: è quanto chiede al Governo il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia commentando i dati resi noti oggi da Bankitalia attraverso il rapporto sull’economia delle regioni italiane. “Se il Governo non vuole credere alla piazza ed al grido d’allarme che proviene dagli imprenditori, dai lavoratori e dalle famiglie – dice Russo – si concentri almeno sull’analisi impietosa di Bankitalia, che non solo descrive una situazione al limite per le aree del Mezzogiorno già provate da una cronica condizione di difficoltà, ma indica prospettive tutt’altro che rosee rispetto ad una ripresa fiaccata dalla seconda ondata della pandemia, largamente prevedibile eppure sottovalutata dall’esecutivo”.

“Con la prossima legge di Bilancio e soprattutto con i provvedimenti economici che Conte e la sua maggioranza adotteranno per ristorare le popolazioni ed il tessuto produttivo penalizzato dal nuovo Dpcm,  si prevedano misure serie ed energiche per evitare che quando sarà vinta la guerra con il virus ci troveremo al cospetto di una nuova e più grave questione meridionale destinata ad avere impatti negativi sull’Italia intera”.

Nola, Cinzia Trinchese: “Un ospedale da campo per evitare la conversione in Covid center del nostro nosocomio”

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Riceviamo e pubblichiamo dalla consigliera comunale Cinzia Trinchese “Un ospedale da campo per fronteggiare l’emergenza covid-19  così come è stato fatto all’esterno dei nosocomi di Napoli, Castellammare di Stabia e Salerno: eviteremmo così la conversione del Santa Maria della Pietà di Nola, che serve un’area di circa 600 mila abitanti in Covid Hospital”: è la proposta del consigliere comunale di Nola Cinzia Trinchese al sindaco Gaetano Minieri. In una lettera indirizzata al primo cittadino della sua città ed ai sindaci dei Comuni dell’area nolana, Cinzia Trinchese indica anche il luogo, planimetria compresa, che potrebbe accogliere la struttura sanitaria. “L’area – indica Cinzia Trinchese –  è di proprietà della Regione Campania. Non ci sarebbero intoppi burocratici, è adiacente all’ospedale di Nola, strategicamente perfetta in quanto rientra nel comparto del nosocomio nolano, con accesso separato e indipendente dal lato del SERT. Inoltre, sarebbe  complementare anche alla  realizzazione dell’altro drive in che l’esercito sta allestendo, proprio nei pressi dell’ospedale, precisamente, nel parcheggio dello Sporting Club”. “Il destino dell’ospedale di Nola, purtroppo preoccupa e mina, nella fondamenta, il diritto alla salute di tutti noi. Questo è il tempo della proposta non della protesta  – conclude  – ed il Sindaco del Comune di Nola  insieme con gli altri sindaci, rappresentanti della altre comunità servite dall’ospedale, ha il dovere istituzionale di chiedere ed il diritto di ottenere tutto ciò che serve per il bene della comunità”.

Napoli, Covid19: Ospedale del Mare prossimo al collasso. La protesta dei medici

L’Ospedale del Mare diventa via via ospedale covid. Aumentano i pazienti ma i percorsi covid risultano inadeguati. Esplode la protesta dei sanitari. A testimoniarlo i continui appelli dei  parenti dei pazienti  sui social e di tutte le persone circolate sul posto che invitano fortemente a non recarsi nell’ospedale per insufficienza di sanitàRecentemente è stata resa nota una mail di denuncia da parte del personale sanitario, in primis il direttore di Medicina d’Urgenza incaricato come responsabile area Covid. Nel disperato messaggio si legge una situazione più che tragica. Nella struttura, infatti, si sono riscontrati purtroppo tutti gli errori che i piani alti hanno provato a scongiurare: i reparti sono completamente disorganizzati, il personale manca al punto che un medico deve “prendersi cura” da solo di 40 pazienti che, spesso, sono in condizioni gravi, supportati da ossigeno o ventilatori. Le persone affette da covid-19 non vengono divise da quelle risultate negative, mettendo dunque a rischio la salute di tutti coloro che camminano nell’ospedale. Non solo il Pronto Soccorso, anche i corridoi sono invasi da pazienti spesso in attesa di tampone o di essere trasferiti in altre strutture ospedaliere; inoltre mancano gli strumenti necessari per permettere ai pazienti con problemi respiratori di essere assistiti e, quando ci sono, non sono abbastanza o non funzionano a dovere. Medici, infermieri, personale sanitario tutto, è allo stremo. Chiedono aiuto in un messaggio destinato ai dirigenti dell’ASL Napoli 1, lanciando un SOS che sa di disperazione al punto da esimersi da ogni tipo di responsabilità «pur continuando a garantire assistenza in scienza e coscienza». Molti medici specializzati, come endocrinologi o gastroenterologi, sono costretti a trasferirsi nei reparti più critici come quelli intensivi e subintensivi pur non avendo le competenze necessarie, costringendo, dunque, i malati a non ricevere le cure di cui necessitano. Una situazione ben oltre il limite della decenza, disastrosa, che non può far altro che peggiorare di giorno in giorno. «Un girone infernale», è così che i medici apostrofano l’Ospedale del Mare, ormai stremato da un virus micidiale e da un estremo malfunzionamento sanitario, i quali, seppure in maniera differente, continuano a presentarsi come un’unica grossa e tragica incognita. In un periodo storico  tanto drammatico come quello che l’Italia intera sta vivendo, la sanità campana, almeno in parte, si presenta così.

Covid, firmato da Conte il nuovo DPCM: per la Campania si palesa lo scenario 3, zona arancione

Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha firmato il Dpcm del 3 novembre contenente le nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Il nuovo DPCM sarà in vigore dal 5 novembre al 3 dicembre. Quasi sicuramente la Campania non sarà dichiarata zona rossa (lo scenario 4, il più grave), ma c’è la possibilità che la regione guidata dal presidente Vincenzo De Luca venga delimitata come zona arancione (ossia lo scenario 3), il che significherebbe essere comunque soggetti ad alcune restrizioni. Infatti, come riporta Fanpage, se una regione (o parte di essa) si trova in una “situazione di trasmissibilità sostenuta e diffusa con rischi di tenuta del sistema sanitario nel medio periodo”, diventa arancione. Le conseguenze immediate sono il divieto di ogni spostamento tra Comuni, in entrata e in uscita dalla zona interessata, salvo che per motivi strettamente necessari, lavorativi, scolastici o di salute. Sospese le attività di ristorazione (bar, ristoranti, pasticcerie), con la possibilità dell’asporto e delle consegne a domicilio. Come riporta Il Post, “l’inserimento di una regione o di un particolare territorio (comune o provincia) in uno scenario o in un altro avverrà tramite ordinanza del ministro della Salute, d’intesa con il presidente della Regione, e nella valutazione del rischio si terrà conto non solo dell’indice Rt, ma di 21 parametri tra cui il numero dei ricoveri e la percentuale dei tamponi positivi. Sia lo scenario 3 che il 4 hanno una validità minima di 15 giorni, al termine dei quali si valuterà se spostare un territorio in un altro scenario o se mantenerlo dov’è”.
La reazione del governatore non si è fatta attendere. “Avevamo chiesto al Governo tre cose precise”, sottolinea.
“1) Misure immediate di ristoro o di detassazione
2) Congedi parentali per le madri lavoratrici dipendenti, con retribuzione piena e bonus baby sitter per le lavoratrici autonome.
3) Misure omogenee e semplici su tutto il territorio nazionale, dato che il contagio è ormai diffuso in tutto il paese.
Queste richieste non sono state accolte. Si assumerà il Governo la responsabilità sanitaria e sociale conseguente alle sue scelte, sempre ritardate, e sempre parcellizzate”, chiosa De Luca. Nelle regioni a rischio moderato (tra le quali dovrebbe risultare, appunto, anche la Campania) viene sancita la chiusura delle attività di ristorazione, ma non quella dei negozi, e inoltre vige il divieto di spostamento tra comuni se non con l’apposita autocertificazione. Su tutto il territorio nazionale, invece, sarà in vigore il divieto di circolazione dalle 22 alle 5 del mattino, anche questo derogabile solo con autocertificazione. Tra le attese novità del decreto, e valide anch’esse su tutto il territorio nazionale, c’è anche il riempimento del trasporto pubblico locale non oltre il 50% e la chiusura dei musei, compresi i parchi archeologici.Intanto ecco la situazione epidemiologica in alcuni dei comuni del territorio della Città Metropolitana di Napoli (fonte Campania Fox). Numero dei contagi al momento:
  • Acerra 640
  • Afragola 612
  • Somma Vesuviana 575
  • Nola 515
  • Marigliano 386
  • Ottaviano 368
  • Casalnuovo di Napoli 325
  • Pomigliano d’Arco 340
  • Brusciano 263
  • Saviano 215
  • San Giuseppe Vesuviano 179
  • Sant’Anastasia 169
  • Boscoreale 150
  • Pollena Trocchia 97
  • San Sebastiano al Vesuvio 93
  • Terzigno 89
  • San Gennaro Vesuviana 77
  • Boscotrecase 73
  • Mariglianella 83
  • San Vitaliano 69
  • Scisciano 47
L’Unità di Crisi Regionale comunica che nelle ultime 24 ore si è fatto registrare un ulteriore record di contagi al Covid-19: sono 4.181 i positivi, di cui 329 sintomatici e 3.852 asintomatici. I deceduti sono 15 e i guariti 397.

Somma Vesuviana, oggi altri 90 nuovi positivi. Contro la crisi nasce il Centro per la Famiglia

Riceviamo dal Comune di Somma Vesuviana e pubblichiamo. “Il Covid ha duramente messo alla prova le famiglie. Abbiamo istituito a Somma Vesuviana il Centro per la Famiglia. E’ stata indetta la manifestazione di interesse rivolta ad enti appartenenti al Terzo Settore al fine di collaborare con il Comune alla Co-progettazione del Centro per la Famiglia, ubicato nel Comune di Somma Vesuviana per 12 mesi complessivi. Si tratta di servizi territoriali e specialistici finalizzati a sostenere le famiglie nei momenti critici.  Un punto di accoglienza, specie per le famiglie più fragili, capace di dare informazioni e di orientare ai diritti e ai servizi. Un punto di riferimento per la promozione della cultura delle responsabilità familiari, un luogo di prevenzione del disagio educativo, ma anche uno spazio di mediazione familiare per le coppie in separazione, con alta conflittualità”. Lo ha annunciato Sergio D’Avino, Assessore agli Affari Sociali del Comune di Somma Vesuviana. Si tratta di un progetto molto importante che vede capofila il Comune di Somma Vesuviana e del quale fanno parte anche Brusciano, Castello di Cisterna, Mariglianella, Marigliano, San Vitaliano.   “Si tratta di un progetto messo in campo dall’ambito territoriale numero 22 del quale fanno parte i Comuni di Brusciano, Castello di Cisterna, Mariglianella, Marigliano, San Vitaliano con capofila Somma Vesuviana. Il Centro per la Famiglia con il supporto di esperti psicologi lavorerà anche alla programmazione di iniziative finalizzate a non far sentire sole le famiglie e soprattutto a unirle – ha proseguito D’Avino – ma  anche alle attività di informazione, sensibilizzazione, monitoraggio, valutazione e reclutamento delle famiglie come risorsa; un incubatore per l’associazionismo familiare”. Oggi altri 90 nuovi positivi. L’annuncio arriva nel giorno in cui a Somma Vesuviana si registra una nuova impennata importante di casi. Gli ultimi dati ufficiali dell’Asl parlano di ben 90 nuovi positivi e 12 guariti. Attualmente la situazione è la seguente: 649 positivi attivi, 19 ricoverati in ospedale, 300 persone in sorveglianza sanitaria, più di 800 casi totali dall’inizio della pandemia.

Marigliano, la Municipale sequestra 350 kg di prodotti ittici privi di tracciabilità

Nel corso delle operazioni tese al contrasto alla abusività commerciale (ossia alla mancata rispondenza alle disposizioni della legge, in particolare alla richiesta di un’autorizzazione) e alla tracciabilità dei prodotti, a maggior ragione per il rispetto delle norme anti-covid, la polizia locale di Marigliano agli ordini del Comandante Emiliano Nacar, con la collaborazione della Guardia Costiera di Portici agli ordini del maresciallo Falco, ha svolto un sopralluogo ispettivo in un ingrosso commerciale di prodotti ittici. A seguito del controllo sono emerse violazioni sulla tracciabilità dei prodotti, sia in capo all’esercente commerciale sia in capo ai fornitori, con sanzioni elevate per euro 3000. Il controllo ha portato al sequestro di circa 350 kg di prodotti ittici privi di tracciabilità. I controlli per la sofisticazione alimentare continueranno anche nel mese di dicembre e diventeranno ancora più sensibili in un momento, particolarmente delicato, di maggiore attenzione dovuto all’emergenza epidemiologica.

Casalnuovo, l’addio al giovanissimo Simone Frascogna, ucciso a coltellate in pieno centro

È stata inutile la corsa in ospedale, Simone Frascogna è morto a causa delle profonde ferite riportate. L’omicidio è avvenuto ieri sera intorno alle 22 circa probabilmente dopo una lite, non si conoscono ancora i motivi dell’aggressione né il  movente che abbia portato alla morte del giovane. Il 19enne è stato inseguito in auto da alcuni ragazzi, bloccato e accoltellato violentemente in pieno centro a Casalnuovo provincia di Napoli, precisamente in corso Umberto. Con lui, un amico, anch’egli aggredito ma fortunatamente fuori pericolo con una prognosi di 15 giorni circa. I Carabinieri sono già sulle tracce degli assassini del giovane Simone grazie alle telecamere del comune che hanno ripreso la scena e la targa dell’auto dei presunti assassini. Il cordoglio dell’intera città e degli amici della palestra che Simone frequentava, l’Asd Charles Gym, uniti a quello del sindaco di Casalnuovo, Massimo Pelliccia, che scrive:” Li prenderemo. Sono sicuro che li prenderemo. Ma non si può morire quando si ha ancora tutta la vita avanti. Non si può immaginare un mondo in cui il proprio figlio esce e non torna più a casa. Non si può. Oggi la città vive una delle giornate più tristi della propria storia.”
Non si può o meglio, non si dovrebbe.

Covid, De Lise (commercialisti): slittare le scadenze fiscali ed eliminare adempimenti superflui

Riceviamo da Ufficio Stampa U.N.G.D.C.E.C. (Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) e pubblichiamo. “Davvero Per Cortesia Muoviamoci. Ci piacerebbe se una volta DPCM potesse avere un significato differente. È questo, in fondo, l’invito che rivolgiamo alle istituzioni. Muoviamoci a slittare le scadenze fiscali, dal momento che la crisi è sotto gli occhi di tutti e che molti studi di dottori commercialisti ed esperti contabili, così come i reparti contabili delle imprese clienti, sono stati colpiti dal virus e alle prese con la quarantena”. Lo afferma Matteo De Lise, presidente dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti ed esperti contabili. “Ci sembra illogico che gli studi professionali alle prese con il Covid debbano obbligatoriamente inviare le dichiarazioni dei redditi entro il 30 novembre. E di certo non sarebbe corretto chiedere sanzioni per il ravvedimento di un versamento che non è stato tempestivo perché qualcuno era sintomatico e non poteva materialmente elaborarlo”, evidenzia De Lise che chiede al governo di “comprendere come un altro aiuto concreto ai contribuenti, a costo zero per lo Stato, possa arrivare cancellando una serie di oneri amministrativi superflui. Lo Stato non dovrebbe investire risorse e darebbe un grosso contributo. Crediamo – conclude il presidente dei giovani commercialisti – che scelte del genere aiuterebbero ad abbassare l’enorme tensione sociale”.