Covid, Paolo Russo (FI): “In Campania farmacie senza farmaci e ospedali senza medici, altro che zona gialla”

Riceviamo e pubblichiamo.

“La Campania è zona gialla e noi dovremmo essere contenti perché vuol dire che in base ai 21 parametri stabiliti dal Governo la nostra regione non sta messa poi così male.  Strano, perché oggi il numero dei contagiati è pari a 3888 e perché la fila delle ambulanze in fila davanti ai pronto soccorso dura anche 72 ore”: così il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia.

”Forse De Luca e Conte non lo sanno – aggiunge Russo – e forse sono anche all’oscuro del fatto  che gli ospedali ormai sono diventati dei lazzaretti con i pazienti nei corridoi e con i pochi medici che ormai sono fiaccati da turni massacranti senza avere la possibilità di un cambio perché c’è carenza di personale. E chissà se il presidente del Consiglio ed il Governatore siano venuti a  sapere che le farmacie da quattro giorni hanno finito le scorte di ossigeno, di pulsossimetri  e di farmaci essenziali per curare i pazienti Covid a domicilio. E magari non sono neanche al corrente che siamo la regione con il più alto numero di contagi giornalieri per abitante”.

“Se invece sono a conoscenza di tutto, allora ci dicano quali sono le misure adottate per implementare la medicina del territorio e garantire i mezzi necessari a chi sta combattendo una guerra con le armi spuntate della disorganizzazione e della superficialità”, conclude il deputato.

Somma Vesuviana, tragico incidente in via Circumvallazione. Investito e ucciso un 47enne

Tragedia in via Circumvallazione dove, circa un’ora fa, un dipendente della ditta Caputo è stato investito da una Fiat Panda guidata da un giovane che proveniva da Sant’Anastasia e si dirigeva verso Somma. Un impatto terribile: l’uomo è stato sbalzato per parecchi metri e, nonostante l’arrivo tempestivo del 118, per lui non c’è stato nulla da fare.   Si tratta di un 47enne di Portici, dipendente della ditta Caputo, insieme alla moglie. La ditta è ubicata sui due lati della strada e per andare da un deposito all’altro bisogna attraversare: mentre si accingeva a farlo, l’uomo è stato investito. Sul posto i Carabinieri della locale stazione al comando del Maresciallo Gambino e  la Polizia Municipale guidata dal comandante Claudio Russo. A supporto anche  i volontari della protezione civile Cobra 2.

Saviano, il sindaco Simonelli nomina la giunta: “Primo consiglio comunale il 12 novembre”

Riceviamo e pubblichiamo.
Il sindaco avv. Vincenzo Simonelli, con proprio decreto, ha nominato i componenti della Giunta Comunale: 4 sono esterni e uno solo invece è stato nominato tra i consiglieri eletti nella recente tornata elettorale del 20 e 21 settembre scorso. Due sono le donne. Assessore con delega di Vice sindaco, Politiche Ambientali, Organizzative e della Sicurezza è stato nominato il dr. Giuseppe Allocca con competenze in materia di Ambiente, Polizia Municipale, Protezione Civile. Allocca è stato eletto consigliere nella lista “Progetto in Comune” e dunque lascerà il posto in Consiglio comunale. Alle politiche economiche ed infrastrutturali è stato invece nominato il dr. Pasquale Trocchia , con competenze in materia di Bilancio, Tributi e Attività Produttive, coordinamento del Contenzioso e Appalti. L’ingegnare Biagio de Risi è l’assessore alle politiche dei Lavori Pubblici ed avrà competenza in materia di Pianificazione Urbanistica ed Edilizia, manutenzione dei Beni Patrimoniali, funzionamento del Servizio Idrico, Fognario ed attività di Depurazione. Alle politiche sociali e sanitarie è stata nominata la dr.ssa Santina Pierro ed avrà competenza in materia di Assistenza Sociale, tutela delle Minoranze, Politiche Giovanili nonché Politiche Sanitarie e Igiene Pubblica, del Lavoro e dell’Immigrazione, della Famiglia, rapporti con le Istituzioni Religiose e con le Associazioni. La delega delle politiche culturali e dell’istruzione è stata assegnata alla prof.ssa Paola Ammirati che avrà competenza in materia di Pubblica Istruzione, Attività Culturali, Spettacolo, Manifestazioni ed Eventi cittadini, gestione delle Strutture comunali ad uso collettivo, gestione Biblioteca e Archivi. Ai componenti della Giunta il sindaco, che ha tenuto per se le deleghe non assegnate, ha rivolto ai componenti dell’Esecutivo gli auguri di “buon lavoro nell’interesse dell’intera Comunità savianese”.
Simonelli infine darà comunicazione della nomina nel corso della prima seduta di Consiglio comunale convocata per il 12 novembre prossimo.

Pomigliano D’Arco ricorda Raffaele Sodano a dieci anni dalla morte

“Dieci anni senza Lello”.
A una decade dalla morte di Raffaele Sodano, Pomigliano D’arco, sua città natale, lo ricorda inaugurando la sede dell’Associazione “Città Aperta”. L’evento avrà luogo domenica 8 novembre, in via Mercato, alle ore 10.30. Per l’occasione verrà depositata una targa in onore della sua memoria di “uomo giusto e generoso, aperto al dialogo, compagno di battaglie per l’emancipazione e i diritti dei lavoratori, dei giovani e dell’ambiente”. Nessuno ha dimenticato Lello e nessuno dovrà farlo in futuro perché, seppure siano passati dieci anni dalla morte, “la sua lezione, oggi più che mai, è viva.

Covid, Campania, De Luca sulla zona gialla: “Nessun rilassamento e misure nazionali unitarie”

“Le decisioni del Governo sulla divisione in zone epidemiologiche dell’Italia hanno creato problemi del tutto prevedibili. Rimango convinto della necessità di misure nazionali unitarie, anche più rigorose, per una azione più efficace di contrasto al Covid, a fronte di una diffusione sostanzialmente omogenea del contagio”. Lo ha dichiarato nel corso della giornata il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. “Per quello che ci riguarda, sarebbe fuori luogo ogni atteggiamento di autoconsolazione e di rilassamento. La situazione è pesante. E si rischia ora un paradosso: che chi è in zona rossa o arancione fra un mese riapre tutte le attività, avendo frenato il contagio; e chi oggi chiude gli occhi, dovrà bloccare tutto nel periodo natalizio. Deve essere chiaro che da oggi in poi saranno decisivi i comportamenti dei concittadini. Il contagio non scomparirà da solo. E il rischio di avere situazioni drammatiche è dietro l’angolo. Comportamenti irresponsabili, ancora largamente presenti nei nostri territori, rischiano di pregiudicare tutto e di far saltare due dati per noi decisivi che stiamo difendendo con l’impegno straordinario di tutto il personale sanitario: una presenza contenuta nelle terapie intensive, e un numero contenuto di persone che perdono la vita in relazione alla popolazione residente”. “Ho detto, e ripeto, che dobbiamo considerarci la realtà più esposta, e che dobbiamo adottare prima di altri, e con più rigore, le misure necessarie. Invito i Sindaci a predisporre da oggi la chiusura dei lungomari e di parte dei centri storici nei fine settimana. Non possiamo tollerare che ci siano, in questa situazione, migliaia di persone che vanno a passeggio come se niente fosse. Invito a predisporre attività di controllo e di sanzione per chi ancora oggi, gira senza mascherina.
Sollecito infine il Governo a decidere misure immediate per i congedi parentali o i bonus baby-sitter per le mamme impegnate nella cura dei bambini più piccoli. Per il resto, attendiamo di vedere e valutare le misure di ristoro economico annunciate dal Governo, chiarendo da subito che la proroga dei termini ordinari per versamenti Iva e ritenute, non può che essere una misura di carattere generale”, ha concluso il governatore. Come si suol dire, tanto tuonò che piovve. Nel pomeriggio il sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli, ha annunciato la chiusura del lungomare e della villa comunale nei fine settimana (sabato e domenica) fino al 3 dicembre. Il primo cittadino della roccaforte di De Luca ha anche chiesto al Prefetto la convocazione di un tavolo per l’ordine e la sicurezza. Si attendono, ora, eventuali azioni di contenimento anche da parte del sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, senza dubbio uno dei target dell’invito fatto dal governatore.
Intanto oggi in Campania si contano 3.888 nuovi contagi, di cui 3.678 asintomatici e 210 sintomatici. 19.568 i tamponi effettuati nelle ultime 24 ore, 39 i nuovi ricoveri e 17 i decessi.

Somma Vesuviana, covid, 32 positivi in 24 ore. Il sindaco: “Ad oggi abbiamo 661 positivi attivi di cui 20 ricoverati in ospedale”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana Di Sarno  “Pensavo che la Campania divenisse almeno zona arancione”. “Pensavo che la Campania divenisse almeno zona arancione, invece siamo in quella gialla per evitare una guerra sociale. Personalmente ero d’accordo con il Governatore De Luca che chiedeva la zona rossa. Abbiamo bisogno di uno stop totale per ripartire a Dicembre. Nel mio comune ho già chiuso parchi, cimiteri, luoghi di assembramento ma se non c’è una presa di coscienza dei cittadini, il problema non si risolve”. Lo ha affermato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana nel napoletano. Per il sindaco però prima della chiusura è necessario un Piano ben dettagliato di aiuti economici alle imprese. “In questo momento, oggi a Somma Vesuviana, abbiamo registrato altri 32 positivi nelle ultime 24 ore. Abbiamo dunque 661 positivi attivi di cui 20 ricoverati in ospedale ma abbiamo anche altre 250 persone in sorveglianza sanitaria e 18 guariti. In Italia abbiamo bisogno di uno stop totale ma prima abbiamo necessità di un Piano adeguato di aiuti economici e fiscali immediati, veloci, alle imprese ed alle attività che verrebbero chiuse. Inoltre era necessario mettere mano – ha continuato Di Sarno – alla riorganizzazione dei servizi extrascolastici riguardanti anche i trasferimenti. Oggi il Decreto prevede l’uso al 50% perché questo non è stato fatto prima? Un mese fa o poco più si potevano svolgere anche cerimonie con 200 invitati, mentre avremmo dovuto continuare a mantenere in vigore anche le limitazioni di mobilità tra regioni. Ad esempio a Somma Vesuviana da Aprile ad Agosto non avevamo registrato casi Covid, poi abbiamo avuto situazioni di rientro dalla Sardegna”. E Di Sarno è un fiume in piena. Le scuole resteranno chiuse a Somma Vesuviana. “Io le scuole non le riaprirò prima del 13 Novembre, poi valuterò in base alla situazione. Su un territorio come quello di Somma Vesuviana che è di ben 32 Km quadrati – ha concluso il sindaco – con 800 persone da seguire per Covid e 35.000 abitanti, abbiamo solo 15 Vigili Urbani ben guidati dal Tenente Colonnello Claudio Russo e più volte ho chiesto rinforzi e uomini e mezzi per servizi di controllo”.

Casalnuovo, Simone ucciso a coltellate: fermati i sospetti

Le forze dell’ordine hanno individuato e fermato i sospettati di essere i componenti del gruppo di giovani estremamente violenti che martedi sera hanno aggredito e ucciso a coltellate il povero Simone Frascogna, lo studente di 19 anni ammazzato per uno sguardo di troppo verso i bulli di turno.  I fermati sono i giovani D. I. , e due minorenni  C. B. e  A. T. di 17 anni. Sono residenti nell’area compresa tra Casalnuovo  e Pomigliano, nei pressi della frazione di Tavernova. Sono stati presi dai carabinieri del nucleo investigativo di Castello di Cisterna e della Tenenza di Casalnuovo, ieri.  Principale indiziato dell’omicidio è D. I., un ragazzo già legato per motivi familiari ad ambienti criminali visto che il fratello maggiore, residente nel territorio del comune di Pomigliano, risulta pregiudicato per reati relativi alla detenzione di droga e di armi e alle estorsioni. C.B. invece avrebbe a sua volta parenti che operano nel “campo” delle truffe di strada e dei reati contro il patrimonio.  Intanto pende sul groppone di D. I. l’accusa di aver sferrato le quattro letali coltellate che hanno strappato alla vita Simone Frascogna e gli altri due fendenti che hanno ferito, per fortuna solo lievemente, l’amico dell’ucciso, un ragazzo di 18 anni che la sera di martedi 3 novembre si trovava alla guida della sua auto insieme con Simone. Ma anche gli altri due indiziati sono accusati di omicidio volontario in quanto avrebbero sollecitato e partecipato attivamente all’accoltellamento.  Un omicidio assurdo. Sempre in base all’indagine Simone sarebbe stato ucciso perché avrebbe incrociato lo sguardo con quello di Iossa, che non avrebbe digerito la cosa. “Ma tu non sai a chi appartengo ?”, la minaccia che sarebbe stata fatta a Frascogna da D.I. durante un teso inseguimento in auto per le strade della città. Scintille da cui sarebbe scaturito un battibecco poi degenerato in un confronto fisico sul marciapiede, a pochi metri dalla piazza del municipio, lungo il centrale corso Umberto. Una rissa infine sfociata nell’accoltellamento mortale. Dopo aver commesso il fatto di sangue i tre sospettati sono stati accusati dalle forze dell’ordine di essersi dati immediatamente alla fuga nel tentativo di inquinare le prove della loro colpevolezza. A ogni modo le telecamere del sistema di videosorveglianza centralizzato del Comune di Casalnuovo hanno filmato tutto ed è stato pure grazie a queste registrazioni che i carabinieri sono riusciti a dare un nome e un volto agli assassini. Resta però tanto amaro in bocca per questa tragedia ingiustificata e ingiustificabile, un assurdo atto di bullismo, l’ennesima violenza prevaricatrice nel difficile mondo dei giovani inquinato da una pericolosissima dose di sottocultura criminale. Ne ha fatto le spese un giovane studente che era giunto nell’anno del diploma, al quinto superiore dell’Isis Europa. Ma Simone non potrà raggiungere questo agognato traguardo. Il ragazzo ucciso lascia per sempre nella più completa disperazione una mamma, casalinga, un papà , venditore ambulante, un fratello maggiore, cuoco di ristorante,  e una sorellina di appena dieci anni. “Casalnuovo è stata colpita la cuore da una violenza cieca e assurda – ha detto Massimo Pelliccia, sindaco di questa città di 50mila abitanti alla porta nordorientale di Napoli – sia fatta piena giustizia”. Piena giustizia che reclama soprattutto il fratello maggiore di Simone, Stefano Frascogna: “Non voglio assolutamente che belve come queste si facciano al solito due anni di galera e poi escano: chiedo per loro una vera condanna esemplare”.

Confesercenti Campania, Schiavo: “Una catastrofe, 31mila attività di ristorazione a rischio fallimento”

Riceviamo e pubblichiamo.

Il Presidente di Confesercenti Campania, Vincenzo Schiavo, commenta con massima preoccupazione le misure presenti nell’ultimo DPCM: “In Campania le 31mila attività del settore della ristorazione sono a rischio fallimento. Se la nostra regione dovesse essere confermata “zona arancione” sarà una catastrofe: saranno pochissime le attività che riusciranno a sopravvivere con il delivery. Forse qualche pizzeria ben organizzata o al massimo qualche pub dei centri città. La maggior parte dei ristoranti, ad esempio, chiuderà del tutto, rischiando seriamente di non riaprire mai più. Confesercenti è da tempo che ha lanciato l’allarme sostenendo che se il Lockdown Bis, ovemai si fosse reso proprio indispensabile, bisognava farlo con criterio, annullando tutte le tasse e mettendo immediatamente risorse a disposizione degli imprenditori per farli restare a casa. Invochiamo da mesi un “anno bianco” per le aziende a cui viene imposta la chiusura: niente tasse per dodici mesi almeno, misura questa indispensabile per la sopravvivenza delle attività”.

Confesercenti Campania, inoltre, si unisce a Confesercenti Nazionale nel condannare la scelta del Governo di chiudere nel weekend mercati e negozi nei centri commerciali: “Nelle aree mercatali c’è spazio a sufficienza per evitare assembramenti – ha detto Vincenzo Schiavo – Intollerabile che proprio nel week-end, allorquando si concentra il 50% del fatturato, venga impedito di svolgere l’attività. Così facendo si continua a far pesare sulle spalle dei più  deboli i tentativi di limitazione del contagio”.

Un provvedimento punitivo, secondo Confesercenti, anche perché queste attività sono di fatto le uniche a subire limitazioni. Se il problema è il rischio di assembramento, qualcuno spieghi perché altre attività di distribuzione commerciale al di fuori dei centri commerciali, anche quelle di grandissime dimensioni che registrano migliaia di clienti ogni giorno, sono considerate sicure, mentre i banchi extralimentari dei mercati all’aperto ed i negozi dentro le gallerie sono, invece, ritenuti pericolosi. Si tratta di una grave e inaccettabile distorsione della concorrenza.  Sono disposizioni al di fuori di ogni logica, che vanno corrette al più presto. In caso contrario, Confesercenti Nazionale sarà costretta a ricorrere al Tar per evitare questa grave ingiustizia.

Covid, de Magistris: Campania zona gialla, i conti non tornano e vogliamo informazioni precise

“I conti non tornano”. Così il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, commenta in una nota la decisione del Governo di inserire la Campania nella ‘fascia gialla’ zona di minor rischio da contagio Covid. “Due settimane fa il Presidente della Regione Campania annunciava che avrebbe proclamato il lockdown per la gravissima situazione dei contagi in Campania. – continua l’ex magistrato – Annuncio poi caduto nel vuoto. Una settimana fa il professor Ricciardi, consulente del Governo, annunciava in televisione che Napoli sarebbe dovuta andare in lockdown. Ieri sera abbiamo appreso dal Presidente del Consiglio che la Campania è zona gialla, quindi tra le Regioni a più basso rischio in Italia”. “Eppure gli ospedali a Napoli, ed in Campania, sono al collasso. Ambulanze utilizzate come letti di reparto, macchine in fila fuori gli ospedali per attendere cure che non arrivano, persone che rischiano di morire perché non ricevono adeguata ed immediata assistenza, positivi sintomatici spesso abbandonati presso le proprie abitazioni” evidenzia il primo cittadino. “Siccome la situazione è drammatica presso le strutture sanitarie, delle due l’una: o la Regione Campania non fornisce dati reali ed attuali al Ministero della salute, oppure la sanità in Campania è andata in tilt nonostante siamo al livello giallo, il più basso di rischio tra le Regioni in Italia. Siamo sconcertati e preoccupati. Abbiamo il diritto di capire e di ricevere dal Governo informazioni precise” conclude.

Marano di Napoli: Carabinieri arrestano 6 persone per lesioni, violenza privata e estorsione aggravate dal metodo mafioso

A Marano di Napoli i Carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 6 persone, di cui 4 in carcere e 2 agli arresti domiciliari. I soggetti sono ritenuti gravemente indiziati di lesioni, violenza privata e estorsione (solo per uno degli indagati), aggravate dal metodo mafioso, volendo affermare la forza e il controllo del territorio del clan “Orlando”. Le indagini hanno permesso di ricostruire il coinvolgimento degli arrestati nel pestaggio di un cittadino albanese avvenuto nel comune di Marano nel febbraio del 2018. La vittima, accusata dal clan di aver picchiato la ex compagna, poi divenuta la donna di un uomo del clan, venne invitato con un escamotage all’interno di una palestra di Marano, di proprietà di uno degli indagati, dove ad attenderlo erano presenti tutti gli arrestati. Questi lo aggredirono brutalmente con calci e pugni, intimandogli di andare via da Marano. Non potendo denunciare il pestaggio, per paura di ulteriori ritorsioni, al fine di riacquistare la propria serenità e quello dei propri cari, fu costretto a versare un compenso in denaro, “un regalo”, alla criminalità organizzata locale.