Marigliano, la minoranza sollecita il sindaco Jossa alla formazione della giunta comunale

Riceviamo e pubblichiamo. “La Città prima di tutto – Coraggio è Marigliano” è stato lo slogan elettorale del Sindaco Jossa e della sua coalizione. Dopo 45 giorni non è ancora stata formata una giunta che potrebbe (forse) contribuire al superamento di un periodo complicatissimo della nostra comunità. La nostra città ha bisogno di risposte immediate e di una guida. In piena pandemia la politica è chiamata a cercare soluzioni, operare scelte per il bene della popolazione. I rappresentanti dell’opposizione, sempre disponibili al confronto costruttivo, leale e nel rispetto dei ruoli, auspicano una presa di coscienza della drammatica situazione. Sottolineano altresì la necessità del superamento, da parte dei gruppi di maggioranza, delle “difficoltà” nel formare una giunta politica.

[VIDEO] Marigliano, il modello virtuoso di inclusione offerto dalla scuola di italiano per stranieri

Già da qualche anno le associazioni Nova Koinè e YaBasta! portano avanti l’idea (molto concreta) di una scuola di italiano per stranieri, del tutto gratuita per i partecipanti. Da quest’anno, così peculiare nella sua straordinarietà, le due associazioni hanno deciso di unire le forze per offrire un servizio ancora più funzionale e articolato: la sinergia ha fatto in modo di raccogliere un centinaio di adesioni, e sarebbero state anche di più se l’emergenza sanitaria non ci avesse messo lo zampino. Decine di persone straniere, provenienti da tutto il territorio dell’area nolana e della provincia di Napoli, ogni domenica si danno appuntamento a Marigliano per seguire i corsi della scuola di italiano pensata appositamente per loro. Domenica 1 novembre abbiamo incontrato gli artefici del progetto che ha preso il via con i test utili alla valutazione dei singoli partecipanti. In compagnia di Alessio Malinconico, Alessandra Parrella e Noureddine Halloumi abbiano approfondito la struttura dei corsi e i motivi per cui la scuola vuole esistere e diventare sempre di più un punto di riferimento (come già lo è) per le comunità di immigrati che animano il nostro territorio.
Per l’occasione abbiamo preso parte al primo turno di lezione organizzato dalla scuola: circa 100 iscritti complessivi che gli operatori hanno provveduto a dividere in 5 classi, collocati su due turni, uno mattutino e uno pomeridiano, per provvedere a garantire distanziamento e sicurezza.
“Un grande grazie alle Suore Vincenziane del
Palazzo Ducale – ci tengono a sottolineare i promotori dell’iniziativa – che quest’anno ci ospitano e ci accompagnano in quest’avventura. Da oltre dieci anni costruiamo comunità accoglienti e solidali in cui spezziamo il pane e non lasciamo annegare!”. “Con grande piacere e gioia abbiamo dato la disponibilità dei locali per poter effettuare le lezioni di italiano agli immigrati” – sottolinea Adele Capurro, suor servente del castello – “È una cosa importante per loro, che gli permetterà di poter trovare una sistemazione lavorativa e sentirsi a proprio agio in un paese diverso. È un’opera attinente al nostro carisma (la missione di carità, ndr), infatti in questo momento abbiamo anche un progetto internazionale per l’immigrazione che prevede di dare un tetto a tutti, e intanto nel nostro piccolo iniziamo col dare un tetto per la formazione”. Buone pratiche per dare un senso alle domeniche che si colorano delle voci del mondo, in un formidabile esercizio di inclusione e integrazione. In tempo di distanziamento, una occasione che unisce, ovviamente con grande attenzione alle misure anti contagio: “Per ritornare a costruire un mondo sempre migliore, un mondo fatto di azione e non di parole”.

Somma Vesuviana, Ass. Di Marzo: “In arrivo dopo 37 anni il nuovo Piano Urbanistico Comunale”

Riceviamo dal Comune di Somma Vesuviana e pubblichiamo. “Nonostante il Covid l’Amministrazione presieduta dal sindaco Salvatore Di Sarno, sta redigendo il nuovo Piano Urbanistico Comunale (PUC) della Città di Somma Vesuviana. Per la prima volta dopo ben 37 anni avremo un nuovo strumento urbanistico che potrà rappresentare la base sulla quale costruire lo sviluppo economico. Il PUC andrà a sostituire un Piano Regolatore datato 1983, oramai desueto e non più idoneo a soddisfare le esigenze della collettività locale”. Lo ha annunciato l’Assessore all’Urbanistica del Comune di Somma Vesuviana, Elena Di Marzo, con delega allo Sviluppo e Recupero delle Periferie, alle Politiche Energetiche ed Edilizia Privata. Oltre al PUC l’Amministrazione Di Sarno sta costantemente lavorando alla pianificazione di un paese moderno. “Nel quadro del processo di rinnovamento dello strumento di pianificazione urbanistica, inoltre – ha proseguito la Di Marzo – abbiamo indetto la  “manifestazione di interesse per l’approvazione di interventi di pubblica utilità e/o di interesse collettivo anche in variante al vigente P.R.G. Il tutto con il duplice scopo di far emergere le proposte del privato e degli operatori economici dirette sia ad implementare le dotazioni di aree a standard e servizi, sia a qualificare gli insediamenti produttivi esistenti, nel contempo consentendo di “costruire” ed “identificare” le istanze del Territorio.  Andremo a realizzare attrezzature di interesse collettivo per incrementare le dotazioni dei diversi quartieri e diversificare anche l’offerta sportiva. Inoltre avremo la riqualificazione, mantenimento, ampliamento o dismissione delle attività produttive in zona impropria e l’eventuale riclassificazione dei fabbricati esistenti. E non ultimo ci sarà l’intervento per le zone produttive artigianali ed industriali. Dunque, per la prima volta a Somma Vesuviana stiamo creando una pianificazione ampia che guardi ad uno sviluppo completo del paese in tutti i vari settori. Servizi in tutti i quartieri, anche aree sportive, ma soprattutto riqualificazione e rilancio delle attività produttive”.

Emergenza Covid, Scotti: “Abbiamo accolto l’appello per il ritorno in servizio dei medici in pensione”

“L’Asl Napoli 1 cita l’ordine dei medici ma la realtà è che non ci danno nessun tipo di comunicazione né sui medici in servizio né su quelli in pensione. Quindi mi chiedo come si possa pretendere che io abbia raccolto questi dati? Mi sembra una boutade ai limiti dell’ignoranza”. È quanto ha dichiarato all’agenzia DIRE il presidente dell’Ordine dei Medici di Napoli Silvestro Scotti. La polemica è nata dopo che il direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, Ciro Verdoliva, ha accusato l’Ordine dei Medici partenopeo di aver ignorato la richiesta di appello al ritorno in servizio per i medici in pensione. “Noi abbiamo i dati che riguardano la specializzazione dei nostri iscritti solo se il medico ha deciso di comunicarcelo, caso in cui compare sul suo fascicolo professionale – ha chiarito Scotti – Quindi il nostro database ha dei dati che potrebbero essere parziali, e allo stesso modo non ci è possibile sapere se ci sono tra gli iscritti dei medici pensionati che però ora lavorano per strutture private non accreditate”. L’azienda sanitaria ha comunque ricevuto gli elenchi di medici anestesisti e pneumologi richiesti, dopo che gli uffici dell’Omceo li hanno passati al setaccio. “Abbiamo fatto una selezione – ha sottolineato Scotti – partendo da un limite massimo di 67 anni. Poi abbiamo mandato una mail a tutti gli iscritti segnalando l’esigenza sanitaria e l’appello dell’Asl Napoli”. MEDICI PENSIONATI IN REPARTI SENZA CONTAGIATI SCOTTI: “PAZIENTI RADDOPPIANO DI GIORNO IN GIORNO” “Ho proposto all’Asl Napoli 1, dalla quale non ho ottenuto nessuna risposta, di riservare ai medici pensionati che risponderanno al suo appello i reparti Covid free, in modo tale da lasciare i reparti pericolosi alle fasce più giovanili, quindi meno a rischio”, ha dichiarato ulteriormente Scotti. “Le notizie che arrivano dai miei colleghi riguardano una grave sofferenza lavorativa e di questo passo siamo vicino al limite”. Il presidente dell’Omceo e medico di famiglia racconta anche come la mole di lavoro sulle spalle dei medici di base stia aumentando quotidianamente. “Il mio telefono squilla continuamente e sono sempre persone che mi segnalano contatti con positivi o sintomi da Covid – ha precisato – I pazienti si sommano l’uno all’altro, con andamenti di raddoppio giorno dopo giorno e questo crea un rischio concreto, perché a un certo punto si supera una certa soglia di malati e c’è una percentuale di questi che finisce in terapia intensiva e quindi un aumentano di decessi”. LAVORARE SULLE EPIDEMIE FAMILIARI PRESIDENTE OMCEO NAPOLI: “APRIRE IN FRETTA COVID HOTEL” “È importante ragionare non sui singoli contagi ma sulle epidemie familiari“, sottolinea ancora Scotti, evidenziando un disagio che, secondo il medico di base, rappresenterebbe un dato essenziale su cui lavorare. “C’è molta gente in Campania che vive grazie alle pensioni degli anziani in situazioni in cui le attività incassano sempre di meno. Quindi l’anziano diventa spesso per i figli un punto di sicurezza economica e questo porta spesso al raggruppamento di nuclei familiari che prima erano smembrati”. Per il presidente di Omceo Napoli, in questo periodo molti anziani si ritroverebbero quindi a vivere in nuclei familiari numerosi aumentando i rischi di essere contagiati e di diffusione dell’epidemia. La soluzione? Per Scotti è netta: “Bisogna tirare fuori dalle famiglie il prima possibile i positivi contagiosi e aprire in fretta i Covid hotel. Non ci mancano gli alberghi in Campania, sarebbe anche un modo per rimettere in modo alcune attivià e allo stesso tempo frenare l’epidemia che si sviluppa, essenzialmente, nei nuclei familiari”. (Fonte Agenzia DIRE)

Casalnuovo, giovane di 19 anni ucciso a coltellate: ferito un amico, giallo sul movente

Un giovane di 19 anni è morto dopo essere stato accoltellato nella tarda serata di ieri al corso Umberto I, in pieno centro a Casalnuovo di Napoli. Il giovane – secondo la ricostruzione dei Carabinieri- si trovava con un amico di 18 anni: i due sono stati avvicinati da tre persone che li avrebbero aggrediti. Il diciottenne ha riportato ferite non gravi. Il 19enne – incensurato – è stato ferito gravemente ed è poi morto in ospedale al Cardarelli a Napoli. Ancora ignoto il movente. I Carabinieri stanno ricostruendo la dinamica di quanto accaduto. Probabilmente sia i due giovani aggrediti che gli aggressori, forse tre, erano in auto prima dell’accoltellamento. Dinamica e movente sono al centro del lavoro investigativo dei Carabinieri della tenenza di Casalnuovo. L’amico del diciottenne ha avuto una prognosi di quindici giorni ed è stato dimesso. (Foto ANSA Campania)

Afragola, vìola i domiciliari per rubare pezzi di un’auto: 48enne arrestato dai Carabinieri

I Carabinieri della sezione operativa di Giugliano in Campania hanno arrestato furto aggravato ed evasione Vincenzo Maglione, 48enne del quartiere San Carlo Arena di Napoli,  già noto alle forze dell’ordine.  È stato bloccato dai militari alle porte di un noto centro commerciale di Afragola, mentre guidava la sua auto.  Poco prima – hanno scoperto i carabinieri – aveva rubato da una vettura in sosta nell’area parcheggio del centro i due fanali posteriori e la ruota di scorta. Maglione dovrà rispondere anche di evasione poiché già sottoposto ai domiciliari per un altro furto commesso in precedenza. Finito in manette, il 48enne è stato sottoposto nuovamente ai domiciliari in attesa di giudizio.

Questa pandemia che squassa  il mondo  “globale” ci rende migliori?  Ma vulimm’ pazzià’?

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Le tensioni sociali provocate dalla pandemia rendono devastanti le crepe di un sistema già disgregato dalla globalizzazione, dai meccanismi perversi del lavoro flessibile, dalla crisi d’identità degli Stati e dall’onnipotenza delle multinazionali. La guerra contro il virus crea folle di nuovi poveri, e genera in essi il sospetto che i “soliti” si arricchiscano grazie alla malattia. La solitudine, l’egoismo, i sospetti, la catastrofe dello spirito di comunità. Il dramma della scuola…..Il quadro “La disperazione di Pierrot”  è di J. Ensor.   Dissero subito, i soliti benpensanti, che era fatale che a Napoli  i delinquenti e i camorristi inquinassero la protesta dei rappresentanti di quelle categorie sociali e di quei gruppi che dai provvedimenti adottati e progettati dal governo nazionale e dal presidente della Regione Campania vedono condannate a morte definitiva le loro attività, già ridotte allo stremo da sette mesi di guerra contro il virus. Proprio a Napoli dal primo giorno di novembre quattrocento lavoratori della Whirlpool diventano ufficialmente disoccupati perché lo stabilimento chiude per sempre le porte, dopo una lunga sequenza di vaghe promesse, di fastidiosi traccheggi e di avventati inviti alla speranza formulati da ministri e sottosegretari. Dopo i fatti di Napoli, la protesta e le vetrine fracassate e i negozi saccheggiati e gli scontri con la polizia e le bandiere degli estremisti di vario colore hanno agitato e scosso altre città italiane, anche quelle “signorili”: allora il problema non è solo  la solita Napoli ?   Solo qualche studioso ha fatto notare che le tensioni sociali provocate dalla pandemia e dalla guerra contro il virus vanno ad aggiungersi, in una miscela esplosiva, a quelle provocate già negli ultimi tre anni dalla crisi della globalizzazione, dalle crepe di un sistema che nell’ultimo decennio aveva radicalmente modificato i rapporti tra gli Stati, il modello della democrazia, i valori del lavoro, il ruolo sociale dei cittadini.  La globalizzazione ha imposto il modello del “lavoro flessibile”, ma, ha scritto Richard Sennet, “la flessibilità crea differenze tra la superficie e il profondo, e i sudditi più deboli del regime flessibile sono costretti a rimanere sulla superficie e questo fa anche in modo che non si formi una identità lavorativa”. La globalizzazione, sostiene Sennet, indebolisce nei cittadini il “sentimento” della comunità, e, in certi territori, lo riduce a un atteggiamento razzista, in cui confluiscono le incertezze provocate dalla crisi del lavoro, dalla concorrenza, dalla paura di non poter realizzare nessun progetto, da una concezione del tempo in cui non c’è posto per la fiduciosa attesa del domani, ma funziona solo l’oggi, il “qui e ora”. Il cittadino della società globale approda all’egoismo, talvolta all’arida insensibilità, e negli altri vede dei nemici, e si sente nemico: vive in uno spazio chiuso da muri, ha fatto notare il più catastrofista degli scrittori, Michel Houellebecq. I potenti dell’economia globale vogliono che il cittadino sia, ha scritto Luciano Canfora, “ un suddito consumatore, frustrato, invano proteso a desiderare e a mimare modelli di vita inarrivabili che finiscono per costituire la totalità delle sue aspirazioni”. Poiché la storia si diverte con l’esercizio dell’ironia, il cittadino del mondo “globale” è, all’apparenza, un cittadino informato, dalla tv, dai “social”, dai giornali, è, come ha scritto G. Lizza, un “informivoro”: ma la massa delle informazioni che egli “divora” ha un solo scopo, quello di farne un consumatore, un frequentatore assiduo di supermercati e di centri commerciali.A poco a poco abbiamo imparato ad accettare che la democrazia diventasse “informatica e consumistica” e che i potenti della globalizzazione espropriassero gli Stati di importanti funzioni ridistribuendo su scala mondiale potere, sovranità, libertà di azione e controllo dei mercati. In questo “nuovo” mondo la pandemia e la guerra contro il virus stanno portando al livello più alto, a una misura ossessiva, egoismi, paure, tensioni e l’amara percezione di una società che si disgrega, e nella quale funziona una sola legge, quella dell’ “homo homini lupus” e trova copioso alimento il crimine più schifoso, l’usura. Persone che conosci e che non si sono mai interessate di politica dicono apertamente, e a voce alta, che la battaglia contro il virus ridurrà in miseria chi non ha santi in paradiso, e arricchirà i soliti noti; un pizzaiolo, che di solito è prudente e riservato, sentenzia che è facile rispettare le regole dettate dal governo, sopportare la “chiusura totale” e passare la giornata sul divano quando si è impiegati dello Stato, e lo stipendio arriva puntuale. Gli impiegati dello Stato ribattono invitando i negozianti a spiegare le incongruenze tra le cifre delle perdite dichiarate oggi e quelle delle tasse pagate fino a ieri. Sale da molti luoghi d’Italia il lamento che gli interventi a pioggia dei Comuni e delle Regioni siano una pioggia che rinfresca solo gli amici degli amici. Un tale che i Liguri, un popolo nobile, hanno eletto Presidente della Regione fa notare che quasi tutte le vittime del virus sono vecchi, “non indispensabili alle attività produttive dello Stato”. E nei silenzi di molti che non sono ancora vecchi si annida lo stesso consolante pensiero: e, per spazzare via ogni dubbio, l’assessore Gallera annuncia che in Lombardia 300 “anziani” non sono stati accettati negli ospedali.E’ guerra anche tra i malati non “anziani”, perché il sistema sanitario pensa solo a quelli del Covid, e non ha tempo e spazio per gli altri: i post dei parenti di questi “esclusi” invadono gli spazi dei “social”. E c’è chi nota  che i ricchi aggrediti dal virus, anche se sono vecchi e già scassati nel fisico, si salvano. E allora c’è già la cura? E se la possono permettere solo loro? Era fatale che negli spazi del disordine sociale e dell’emarginazione raddoppiata e triplicata tornasse il terrorismo  islamico. E cosa succederà quando arriveranno le prime partite dei vaccini  e bisognerà stabilire chi mettere in testa all’elenco dei vaccinandi?  In questa guerra contro la pandemia ci sono anche gli “eroi” e i “buoni”: ma forse servono solo come elemento di contrasto, per far vedere concretamente che la stragrande maggioranza dei cittadini non è né eroica né buona d’animo. Oggi ci dicono i giornali che sei Italiani su dieci soffrono di solitudine, non di quella che piace ai filosofi e ai poeti, ma di quel tenebroso vuoto interiore che ingoia i giorni, i sogni e i progetti e che induceva Nabokov a dire che certe solitudini sono come il campo da gioco di Satana. Racconta Seneca che Cratete vide un giovane che passeggiava da solo. “ Che fai?” gli domandò. “Parlo con me stesso” rispose il giovane. E Cratete: “ Sta’ attento, parli con una brutta persona”. Seneca, Cratete, la scuola, e i banchi con le rotelle: in ogni tragedia c’è la nota comica. Che alla fine, a pensarci bene, diventa la nota più tragica.

San Giuseppe Vesuviano, mancato rispetto delle norme anticovid: sanzionati titolare di un esercizio commerciale e 9 clienti

È accaduto a San Giuseppe nei giorni scorsi, dopo che la Polizia, già da qualche tempo stava investigando su alcuni esercizi commerciali.
È stato sanzionato il titolare di un negozio di alimentari in via G. Ammendola con una multa di 400 euro e con divieto, in via cautelare, di apertura della propria attività per 5 giorni  perché  non assicurava il rispetto delle norme e del distanziamento sociale. Multati anche 9 clienti che erano nell’alimentari e che non rispettavano alcuna norma anti-covid continuando ad assembrarsi, come ha sottolineato il sindaco Vincenzo Catapano che, in un post su fb, commenta così la vicenda: “Se qualcuno crede di poter fare ciò che gli pare, mettendo a rischio la salute pubblica e lo stesso corretto esercizio delle attività, in questo momento drammatico, dovrà rendersi conto che non è così.”

Saviano, Nola e Palma Campania: controlli dei Carabinieri. Un 29enne arrestato dopo un inseguimento. Una 54enne positiva al Covid si allontana dall’ospedale, denunciata

Giornate intense per i Carabinieri della compagnia di Nola. I militari dell’arma hanno arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, guida senza patente e in stato d’ebbrezza e di alterazione psico-fisica dovuta all’uso di sostanze stupefacenti Andrea Tedeschi (29enne della provincia di Avellino già noto alle forze dell’ordine) e denunciato una ragazza 27enne incensurata. I Carabinieri – percorrendo il Corso Italia di Saviano – li hanno visti a bordo di un’utilitaria e gli hanno intimato di fermarsi. Il 29enne ha invece deciso di tentare la fuga e ne è nato un inseguimento. La corsa è durata circa 4 chilometri fino a quando il giovane non ha perso il controllo dell’auto e si è schiantato in un cancello di un’area parcheggio a Piazzolla di Nola. I due, rimasti fortunatamente illesi, non si sono arresi ed hanno tentato di fuggire a piedi nelle vicine campagne ma sono stati bloccati dopo una breve colluttazione. Per i giovani è scattata anche la sanzione per non aver rispettato le norme anti-covid relative al divieto di uscire dopo le 23 e per lo spostamento interprovinciale se non per i comprovati motivi previsti dalla Legge. L’auto è stata sequestrata. Per l’arrestato, invece, l’autorità giudiziaria ha deciso la sottoposizione dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. A Palma Campania i Carabinieri della locale stazione hanno denunciato una 54enne incensurata del posto. La donna era ricoverata presso l’ospedale civile di Nola perché positiva al coronavirus ma – senza alcuna autorizzazione – si è allontanata dalla struttura. Sono partite immediatamente le ricerche e i Carabinieri hanno trovato la 54enne a casa sua. Denunciata – per aver violato l’ordine dell’autorità dato per prevenire la diffusione di una malattia infettiva – è stata sottoposta in isolamento presso la sua abitazione. Accertato, infine, che durante il suo illecito comportamento la donna non aveva avuto contatti con alcuno. I militari dell’Arma hanno comunque deciso di visionare le immagini dei sistemi di video sorveglianza presenti nella zona data l’importanza della tematica in questione.

Napoli, svuotato l’ospedale San Giovanni Bosco: sarà Covid Hospital. Da domani 130 posti letto in cliniche private

L’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli è stato svuotato dei pazienti che erano ricoverati e dall’11 novembre riaprirà, accogliendo solo pazienti positivi al covid. L’operazione di trasformazione del nosocomio va avanti, sotto la guida di Ciro Verdoliva, direttore generale dell’Asl Napoli 1. “In questi giorni – spiega all’ANSA Verdoliva – sono in corso alcuni piccoli lavori per assicurare la piena sicurezza di pazienti e medici nel nuovo ospedale covid e parallelamente medici e infermieri stanno svolgendo un corso di formazione sulle procedure per affrontare il virus sotto la guida del professore Franco Faella”. Faella, ex direttore del dipartimento di epidemiologia dell’ospedale Monaldi, ora in pensione, prosegue dunque la sua collaborazione con l’Asl nella lotta al covid dopo essersi occupato della trasformazione in covid center del Loreto Mare. L’ospedale San Giovanni Bosco è stato trasformato in covid center per sfruttare appieno tutte le specialistiche e poter quindi curare pazienti positivi con sintomi e altre patologie. Ci saranno in tutto 89 posti letto: 40 degenze ordinarie covid19, 12 posti di ginecologia e ostetricia dove si potrà partorire se positivi, 6 di ortopedia, 12+4 di cardiologia con emodinamica, 15 posti di chirurgia vascolare, generale e neurochirurgia. Tutti i pazienti saranno covid positivi. “Stiamo proseguendo – spiega Verdoliva – anche la giusta interlocuzione con i medici nell’unità di crisi aziendale istituita già da marzo e a cui partecipano anche i sindacati. La decisione di convertire il San Giovanni Bosco in covid center è stata partecipata dalle organizzazioni sindacali di dirigenza e di comparto nell’ambito di questa unità di crisi e a breve convocheremo una nuova riunione informativa”. Intanto scatterà da domani l’apertura dei posti letto covid19 nelle cliniche private a Napoli. Alla manifestazione di interesse dell’Asl Napoli 1 hanno risposto alcune strutture e dopo le verifiche è stata approvata la creazione di reparti per i pazienti affetti da coronavirus e che vanno ricoverati in degenza ordinaria. L’Asl Napoli 1 informa che a partire da domani verranno attivati 40 posti letto alla Casa di Cura Villa Angela, che si trova in via Manzoni, e 90 posti letto nella clinica Villa delle Querce, in via Battistello Caracciolo. Lo step successivo riguarderà invece l’Hermitage in via Cupa Tozzoli, nella zona del Bosco di Capodimonte, che attiverà 60 posti letto di degenza ordinaria dal 23 novembre. (Foto ANSA Campania)