Sant’Anastasia, dopo la segnalazione arriva la sostituzione della fontana a Madonna dell’Arco

Riceviamo dal cittadino anastasiano Ciro Notaro e pubblichiamo. Un rilievo, tra quelli sociali di cui mi occupo, mi fecero dar voce già nel mese di settembre ad una situazione di degrado che riguardava appunto la fontanina in piazza. Col proposito  di dare un modesto contributo alla comunità, segnalai indecorose carenze del servizio di  manutenzioni, ma anche di inciviltà. Nello spirito di “Salviamo il salvabile”, invocai per la fontanina, una ripulita di melma e una mano di pittura, richiedendo magari l’intervento di  qualche gestore di attività della zona. In più riprese sollecitai di intervenire ma purtroppo in mancanza di una amministrazione e prossimi alle elezioni i miei appelli caddero nel  vuoto, finché cominciai ad interfacciarmi con uno dei candidati, l’attuale assessore ad ambiente e innovazione, Ciro Pavone, che senza fare promesse mi tranquillizzava. Proprio ieri mattina, in forma privata, mi ha comunicato appunto l’intervento di sostituzione della fontanina. La notizia non mi ha sorpreso del tutto, proprio perché sto seguendo i primi passi di questa nuova amministrazione, indipendentemente dagli schieramenti politici, e da cittadino ho apprezzato l’operato relativo agli interventi programmati, di pulizia delle strade, delle caditoie, del verde pubblico  la raccolta rifiuti, e mi sento pertanto di ringraziare il signor Pavone a nome dei miei concittadini che dal primo momento hanno appoggiato e incoraggiato il mio rilievo, ma ancor di più voglio ringraziare la ditta “Emporio e Ferramenta – di Antonio Esposito” di via Arco per la  nuova fontana istallata. GRAZIE DI CUORE. Aldo Palazzeschi, che ispirò il mio rilievo, si rincuorerebbe oggi a sentire che la sua poesia “La fontana malata” , i cui versi brevi raccontavano lo scorrere di una  fontana malata, ha stimolato e guarito dall’incuria un simbolo bello da  vedere ai lati della piazza principale di Madonna Dell’Arco, a disposizione dei  pellegrini, per riempire un bicchiere o una bottiglia, per bere o semplicemente rinfrescarsi.

M5S, Iovino: “Un pronto soccorso per i pazienti no Covid, salvo l’ospedale di Nola”

Riceviamo dal responsabile comunicazione Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Campania e pubblichiamo.

“Le nostre battaglie per impedire la destinazione dell’ospedale di Nola a presidio esclusivo Covid, hanno sortito gli effetti sperati. È di queste ore la comunicazione, della direzione sanitaria del Santa Maria della Pietà, che cominceranno a breve i lavori per allestire un pronto soccorso temporaneo per l’accesso di tutti i pazienti non contagiati, con percorsi differenziati, una suddivisione dei reparti e la creazione di un’ala esclusiva per i pazienti Covid. Una grande notizia per il comprensorio Nolano, dove il timore era che si sospendessero tutte le attività emergenza urgenza e di assistenza per ogni tipo di patologia tempo dipendente, come infarti e ictus, in un ospedale che rappresenta un riferimento fondamentale in un territorio di oltre mezzo milione di abitanti. Un’assistenza che, in questa fase drammatica, è stata garantita grazie allo straordinario lavoro del personale sanitario”. Lo annuncia il deputato del Movimento 5 Stelle Luigi Iovino.

“È stata trovata la soluzione ideale – sottolinea Iovino – che consente di ampliare la rete di assistenza Covid, senza trascurare tutte le altre patologie. Una vittoria figlia della collaborazione a ogni livello istituzionale tra sindaci, consiglieri regionali e parlamentari del comprensorio, che hanno lavorato sotto l’unica bandiera del sacrosanto diritto alla salute di tutti”.

Bonus spesa Covid abusivo, scoperti in 700 dalla GdF: tra loro anche congiunti di esponenti della criminalità organizzata

Oltre 700 persone che avevano ottenuto indebitamente il “Bonus spesa Covid-19”, per aver dichiarato falsamente di trovarsi in condizioni di difficoltà economica tali da non poter comprare generi alimentari e di prima necessità, sono state scoperte dalla Guardia di Finanza di Napoli, nell’ambito dei controlli sui percettori del beneficio. Tra di loro anche alcuni congiunti di esponenti della criminalità organizzata. Casi acclarati soprattutto a Napoli, Portici e Casoria.

Sono state inflitte sanzioni amministrative, per indebita percezione di erogazioni pubbliche, per oltre 250.000 euro e sono stati segnalati i trasgressori agli Enti Comunali per il recupero delle somme indebitamente percepite.

(Foto ANSA Campania)

Somma Vesuviana, covid, il sindaco: “Dodicesimo decesso, aumentano i guariti e la curva del contagio sembra rallentare”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno (sindaco di Somma Vesuviana): “Dodicesimo decesso ma la curva sembra rallentare. Un plauso ai volontari della Misericordia che hanno salvato e stanno salvando vite umane”. Incarnato (Misericordia) : “Anche un sorriso è importante. Ai giovani: abbiamo bisogno di volontari”. Ed intanto il modello – Somma Vesuviana – primo Comune ad avere istituito un servizio sanitario esclusivo per i suoi cittadini malati Covid con ambulanza, medico, infermieri – soccorritori e autista e numero verde, viene esportato in altre città. Il tutto grazie ai volontari della Misericordia. Per i cittadini sommesi positivi al Covid è attivo il servizio di assistenza sanitaria a domicilio, attivato solo dal Comune di Somma Vesuviana con ambulanza, medico ed infermieri. Si può chiamare gratuitamente al numero verde: 800 – 261.487. Attenzione! Il servizio è solo per chiamate dal territorio di Somma Vesuviana, dalle ore 12 alle ore 24, tutti i giorni e solo per emergenze COVID. “Dodicesimo decesso a Somma Vesuviana, in qualità di sindaco esprimo tutta la vicinanza della comunità anche a questa famiglia. Rispettiamo le norme e dunque non usciamo se non per motivi di comprovata necessità”. Lo ha annunciato ora Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, comune del napoletano. “In questo momento abbiamo 717 positivi attivi, di cui 16 ricoverati in ospedale, negli ultimi tre giorni abbiamo registrato 105 nuovi positivi. Dunque sembrerebbero vedersi gli effetti dei provvedimenti adottati, in quanto prima registravamo una media di 55 – 60 positivi al giorno. Abbiamo anche 138 nuovi guariti negli ultimi tre giorni e 140 persone in sorveglianza sanitaria. Più di 40 gli interventi eseguiti dal team istituito dal Comune – ha proseguito Di Sarno – in convenzione con la Misericordia. Ambulanza, medico, soccorritori che hanno salvato le vite delle persone. Somma Vesuviana vi deve essere solo grata per l’immane lavoro che state compiendo. Ora anche gli altri Comuni stanno istituendo lo stesso servizio sul modello di Somma Vesuviana”. Il volontariato che scende in campo per salvare le persone, la vita! Somma Vesuviana è stato il primo Comune ad istituire per i propri cittadini un servizio sanitario di assistenza a casa con ambulanza, medico, infermieri, autista e numero verde, tutto gratuito per il cittadino positivo al Covid che richiede l’assistenza. Ora anche altri Comuni italiani ed in particolare campani stanno prevedendo un servizio identico al modello “Somma Vesuviana”. L’appello: c’è bisogno di altri volontari. “Abbiamo bisogno di altri volontari – ha affermato Pasquale Incarnato, Governatore della Misericordia di Pollena Trocchia che sta curando il servizio sul territorio di Somma Vesuviana – perché il lavoro è davvero tanto. Scendiamo tutti in campo per salvare le persone, oggi è questa la priorità! Anche una carezza è importante, non solo l’assistenza sanitaria ma anche un sorriso dato all’altro, l’esserci e fare squadra è fondamentale. Noi ne siamo tanti ma non bastiamo mai perché le chiamate sono tante e la richiesta di aiuto anche. La gente deve sapere che noi stiamo lavorando per tutelare la vita delle persone. Il servizio messo in campo dall’Amministrazione Comunale di Somma Vesuviana non ha precedenti ed è diventato un modello per altri comuni. Noi ci siamo perché vogliamo essere al fianco degli anziani, dei giovani, delle famiglie. Il mio appello è rivolto ai giovani: abbiamo bisogno di volontari!”.

Acquistiamo nei negozi e non su Amazon: scelta saggia?

Cerchiamo di fare chiarezza sullo slogan, sempre più in voga sui “social”, secondo cui dovremmo preferire l’acquisto in piccole realtà locali piuttosto che utilizzare i giganti marketplace online. E’ una questione complessa: le scelte dei compratori sono orientate non solo dai prezzi, ma anche dalla qualità dei prodotti e dagli aspetti psicologici connessi all’atto dell’acquistare.   Mala tempora currunt, e non nell’accezione ironica con cui spesso questa espressione è interpretata. Ci troviamo in un periodo storico particolarmente avverso , a partire dall’emergenza sanitaria e dall’emergenza economica, che è anche essa preoccupante, perché pregiudica il futuro imminente e quello delle prossime generazioni. Mala tempora currunt, sed peiora parantur, o almeno questo ci dicono i principali indicatori economico-finanziari che si occupano di previsione nel medio-lungo periodo. In un’ottica in cui il presente è incerto e il futuro lo è di più “gli uomini invecchiano presto” (Omero): l’animo umano è cioè pervaso da quel sentimento di disperazione che porta inevitabilmente alla ricerca irrazionale di soluzioni immediate, sentimento meglio noto come “fretta”. Si ha fretta nell’agire, fretta nel programmare, ma soprattutto, fretta nel pensare. Mi riferisco, tra le altre cose, al sempre più popolare messaggio condiviso sui social network che incita tutti i cittadini italiani ad acquistare nei negozi locali  tutti, o la maggior parte, dei prodotti che ogni giorno sfrecciano sulle autostrade di tutta Italia per essere consegnati a casa. In questo modo, secondo i sostenitori di questa tesi, si aiuterebbero i negozianti a sfamare le proprie famiglie, a danno, totalmente calcolato, di potenti colossi multinazionali che avrebbero già i loro enormi ricavi pluri-miliardari. Questa tesi presenta tuttavia varie contraddizioni, di natura economica, individualistica e tecnologica. La prima contraddizione è da ricercare nella categoria stessa di siti come Amazon: esso, come tutti gli altri marketplace, altro non è che una piattaforma online che permette, anche ai piccoli negozianti sotto casa, di vendere su un portale accessibile a chiunque i propri prodotti in cambio di un corrispettivo , giustamente dovuto, aggiungerei, per la visibilità enorme che Amazon offre a chi decide di vendere sul suo marketplace e per l’impareggiabile servizio di consegna rapida. Il problema, secondo questo approccio, diventa dunque di natura tecnologica: in un’economia in cui oramai in ogni settore appare centrale il ruolo di Internet, ciascun operatore del sistema economico deve far propri i mezzi che la tecnologia ci fornisce. L’unica eccezione a questa soluzione riguarda tutti gli operatori “formalmente impossibilitati” al cambiamento: è molto diffuso, tra i sostenitori della tesi sopra esposta, l’esempio di una persona molto anziana che gestisce un negozio e che, per ovvi motivi, non ha ben chiaro il meccanismo dei marketplaces. L’economia è una scienza grande, che studia, congiuntamente con la sociologia, i comportamenti degli individui in determinati ambiti. Ed è proprio il marketing a suggerire che esistono tanti fattori che possono portare un soggetto a preferire l’acquisto di un bene/servizio rispetto ad un altro. Tra questi, oltre la sopracitata evoluzione tecnologica che si traduce in maggiore efficienza ed efficacia, esiste la qualità dell’esperienza di acquisto, che congiuntamente con una superiore qualità dei prodotti, può portare inevitabilmente una particolare categoria di soggetti a scegliere il prodotto/servizio investito di tali pregi. Iniziamo dunque a notare che i soggetti, intesi come recettori di un sistema economico, si muovono in base a ciò che cercano secondo un meccanismo individualista e non collettivista: ci sono target di soggetti che preferiscono acquistare cinture fatte a mano da un artigiano fiorentino e persone a cui basta quella consigliata da Amazon, di eco-pelle, e ciò anche a parità di prezzo. Allo stesso modo ci sono persone a cui piace acquistare comodamente da casa un pezzo intero di formaggio per poi tagliarlo e metterlo sottovuoto, e persone che amano andare dal salumiere poiché possono parlare di calcio e assaggiare una fettina di pane e di salame che il salumiere gentilmente offre, mentre sta preparando i pezzi di formaggio sottovuoto. La sintesi estrema di tutto ciò è che non si possono indirizzare le scelte dei recettori di un sistema economico, poiché essi agiscono sempre e solo in funzione delle proprie preferenze. Una modalità più analitica, e per questo brutale, di affrontare la questione è quella che tiene conto del  punto di vista economico: di essa si potrebbe scrivere molto , ma verrà da me toccata solo in modo superficiale. Essa conferma inevitabilmente quanto affermato precedentemente: nella maggior parte delle grandi imprese sono frequenti fenomeni di  economie di scala, ovvero relazioni che palesano come l’aumento della produzione in senso quantitativo porti ad una riduzione del costo unitario. Essa è una strategia spesso vincente, ma non è l’unica. Abbiamo spiegato, infatti, come una produzione minima, ma di elevata qualità  o di elevata caratterizzazione, possa giustificare prezzi più alti o maggiore clientela. Non esiste dunque un solo tipo di clientela e non esiste un solo modo di fare impresa, e se anche esistesse, il mercato ne troverebbe altri. Come afferma Friedrich Hayek, “le economie di mercato permettono la creazione di un ordine spontaneo, che è un’allocazione delle risorse della società più efficiente di quanto possa ottenere ogni pianificazione. Sofisticate reti di affari si formano per produrre e distribuire beni e servizi attraverso l’economia, ma questa rete non è stata progettata, ma è emersa come risultato delle decisioni economiche individuali decentralizzate”.

Pomigliano, primo consiglio comunale del patto Pd-M5S: è caos. Parlano Del Mastro e Morra

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Ieri la maggioranza del laboratorio M5S-Pd si è divisa proprio nel primo consiglio comunale della nuova era Del Mastro. I consiglieri neoeletti di Pd, Pomigliano 2020 e Nuove Generazioni hanno infatti votato un provvedimento voluto dall’opposizione. Un voto nell’ambito del quale si sono astenuti gli altri alleati della coalizione, i consiglieri di Idea Pomigliano e Rinascita.  Il risultato è stato che i cinque esponenti del Movimento Cinque Stelle e lo stesso sindaco sono rimasti isolati. I pentastellati e il primo cittadino hanno votato contro la richiesta avanzata dall’opposizione di rinviare l’elezione del presidente del consiglio comunale a causa del fatto che alla riunione non stava partecipando un consigliere, Giovanni D’Onofrio, del Pd, in isolamento a causa del Covid. Ma la posizione dei cinque stelle non è stata per niente condivisa da tutte le altre forze politiche in campo, alleati compresi. E alla fine l’elezione del presidente è stata rinviata. Non è finita. C’è stato un altro incidente. Sempre le opposizioni hanno fatto notare al sindaco che doveva essere rinviato anche un altro punto all’ordine del giorno, quello sul voto alle linee programmatiche della nuova amministrazione comunale. E questo voto prevede, in base al regolamento municipale, l’indizione di un consiglio monotematico sull’argomento. Resosi conto dell’errore, il sindaco ha ritirato il punto dall’ordine del giorno. Comunque poco dopo è stata rinviata a oggi pomeriggio l’intera seduta del consiglio comunale. Intanto già si parla ci crisi. Ma sia il Movimento Cinque Stelle che il sindaco Del Mastro smentiscono qualsiasi ipotesi in tal senso. “Oggi nel primo consiglio comunale di Pomigliano – spiega Raffaella Morra, capogruppo dell’M5S – è subentrata l’esigenza che al voto e ai lavori dell’aula partecipasse anche chi è affetto da Covid e posto in isolamento, il consigliere del Pd Giovanni D’Onofrio. Secondo il Movimento Cinque Stelle – chiarisce Morra – si sarebbe potuto procedere regolarmente alla seduta e, dalla successiva convocazione, il consiglio si sarebbe attrezzato tecnicamente per la partecipazione on line. Ma ha prevalso la volontà di far partecipare sin da subito ai lavori dell’aula un membro del consiglio. In ogni caso ne siamo felici perché così anche chi è in isolamento potrà partecipare e dare un contributo nutriente ai lavori”. “Il problema – ha detto ieri il sindaco – è stato di natura squisitamente tecnica. Credo che la votazione on line si sarebbe potuta verificare solo successivamente al primo consiglio ma ha prevalso la volontà di far partecipare subito un nostro consigliere assente perché in quarantena. Vorrà dire – commenta infine Del Mastro – che prenderemo un po’ più di tempo e ne sono certamente felice perché così chiunque sia costretto a casa dal virus potrà partecipare e non farà mancare il suo apporto alla discussione e alla votazione”.

I morti per covid in ospedale finiscono in un sacco. La battaglia di Andrea: “Rendiamo umana la procedura”

Una busta trasparente. Oppure la possibilità di vedere almeno la testa, magari dietro un vetro. Andrea D’Alia è un avvocato di San Gennaro Vesuviano che da qualche giorno sta ponendo una questione per niente marginale all’interno della terribile emergenza sanitaria e sociale che sta vivendo l’Italia e il mondo intero: la possibilità di vedere in faccia il proprio caro morto per covid – 19 in ospedale. Attualmente, infatti, la procedura (che vale per tutta l’Italia) non lo consente: il defunto viene messo in un bustone, per lo più verde, e in questo modo viene consegnato alla famiglia. Serve a contenere il rischio biologico: la salma, viene inserita in una doppia busta, con una mascherina sul volto. Viene, poi, cosparsa di un liquido, una sorta di disinfettante. Andrea ha vissuto questa esperienza con la morte della mamma, Giovanna Manzi, spirata al Cardarelli di Napoli, dopo un primo ricovero a Nola. Come tanti altri, non ha potuto vedere il viso della madre. Ora non contesta il procedimento, ma chiede che in questo iter freddo e burocratico venga inserito un briciolo di umanità: “Le buste potrebbero essere trasparenti oppure si potrebbe provare a tirare fuori soltanto la testa per qualche minuto. Magari potrebbe essere esposta dietro un vetro: insomma, l’idea di dover dare l’estremo saluto ad una busta verde è davvero assurda. Mi resterà sempre l’amarezza di non aver visto il viso di mia mamma dopo che se ne è andata”.

Ottaviano, primo bilancio dell’automedica notturna: una decina di interventi, nessun ricovero  

Una decina di interventi in due giorni, nessun ricovero. Ma serve soprattutto ossigeno. A Ottaviano si traccia un bilancio del servizio di automedica notturno voluto dall’amministrazione comunale e dall’Unità di crisi comunale per assistere i malati di covid – 19. Il servizio è garantito dall’associazione Soccorso San Gennaro, che interviene con un medico ed un infermiere. A distanza di due notti dall’attivazione, è possibile dare dei dati: la prima notte l’auto con autista, medico ed infermiere ha risposto a cinque chiamate, la sera successiva a sei. Si trattava, per lo più, di persone bisognose di ossigeno, le cui condizioni però non erano gravissime. In nessun caso è stato necessario attivare la procedura per il ricovero in ospedale. “Stiamo avendo buoni riscontri e questo ci conforta. Negli ultimi giorni i guariti a Ottaviano sono stati decisamente maggiori dei nuovi contagiati, speriamo in una inversione di tendenza, ma intanto non bisogna assolutamente abbassare la guardia”, spiega il sindaco Luca Capasso.

Ercolano, scivola in un dirupo, 84enne ritrovato dopo sei ore

I carabinieri della tenenza di Ercolano hanno ricevuto intorno alle 19 di ieri una richiesta di aiuto da parte di una famiglia del posto. Un anziano di 84 anni, uscito nel pomeriggio, non aveva più fatto rientro a casa. Le ricerche sono partite immediatamente nell’intera cittadina e nei comuni limitrofi. Decine di militari impegnati in operazioni di ricerca rese particolarmente difficili dal buio e dalla varietà paesaggistica dell’area vesuviana. Dopo molte ore, intorno alle 2 di questa notte, i carabinieri hanno individuato la sua auto alle pendici del Vesuvio. Hanno poi sentito delle grida provenire dalla vegetazione. Ed è proprio in un dirupo generato dalle colate laviche alle pendici del vulcano, tra la fitta boscaglia, che è stato ritrovato, in buone condizioni di salute. Grazie ad un sentiero che i militari hanno ricavato tra gli arbusti e alla collaborazione dei vigili del fuoco, l’anziano è stato recuperato, soccorso e poi affidato all’affetto dei familiari. Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri, l’anziano aveva raggiunto uno dei versanti del vulcano alla ricerca funghi. Scivolato in un burrone aveva perso l’orientamento a causa del buio ed era rimasto in attesa dei soccorsi.

Napoli e provincia, sequestrati dalla Guardia di Finanza 4.300 botti illegali: 4 arresti e 2 denunce

4,300 artifizi pirotecnici illegali pericolosi, del peso complessivo di oltre 260 kg., 4 arresti e due denunce. Questo il bilancio di una operazione contro i fuochi illegali portata a termine dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli. In particolare, i finanzieri della Compagnia di Giugliano hanno scoperto a Casalnuovo una fiorente attività di commercio di botti illegali del tipo “cobra”. Sequestrati 2100 artifizi pirotecnici altamente pericolosi, del peso complessivo di 117 kg e con massa attiva di 52 kg., prodotti artigianalmente e detenuti in maniera non conforme. Tratto in arresto un 60enne. In un secondo intervento, le stesse Fiamme Gialle, insieme ai colleghi della Compagnia di Portici, hanno sequestrato 1044 fuochi illegali del tipo “rentini” detenuti dal titolare di una ditta individuale di Ercolano (Napoli). Anche in questo caso, il materiale esplosivo, del peso di 33 kg e con massa attiva pari a quasi 19 kg, era detenuto illegalmente all’interno del magazzino. Denunciato un 66enne di Ercolano. Nel corso di un terzo, i finanzieri della Compagnia di Giugliano hanno individuato ad Ercolano (Contrada Focone) un commercio all’ingrosso di botti pirotecnici proibiti (del tipo cobra, cipolle e rentini) traendo in arresto un 66enne di Ercolano, un 30enne e un 27enne di Napoli. Infine, nel corso di una quarta operazione, i “Baschi Verdi” del Gruppo Pronto Impiego di Napoli hanno notato una persona che trasportava alcuni pacchi di grandi dimensioni all’interno di un magazzino. I finanzieri ne hanno prima controllato il contenuto rinvenendo artifizi pirotecnici di categorie F1 e F2, e hanno poi esteso le perquisizioni all’interno di un magazzino di Arzano (Napoli) scoprendo 1164 artifizi pirotecnici pericolosi, di massa attiva pari a 68 kg. Denunciato un 34enne di origine cinese. (Foto ANSA Campania)