“Tedeschi, vi darò il pane”: così Hitler vinse le elezioni del 1933. Conviene ricordarlo

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Le devastanti crisi dell’economia e la “fame” del popolo hanno aperto la strada, dopo la prima guerra mondiale, alle dittature “nazional- popolari” di Mussolini e di Hitler, e, in questi tempi del “covid 19”, consolidano le fortune politiche di neofascisti, sovranisti e populisti di ogni taglia e misura. I cittadini, i politici, i giornalisti si esprimono con parole e immagini tratte dal lessico della guerra.   “Prima viene il mangiare, poi la morale” (Bertold Brecht).   La fame patita durante la prima guerra mondiale e anche negli anni del lungo dopoguerra i Tedeschi non la dimenticarono più, a tal punto che essa divenne il tema centrale delle elezioni del 1933, quelle vinte dal partito nazionalsocialista di Adolf Hitler. Il ricordo dell’“inverno delle rape” dominò la campagna elettorale: Hitler parlò poco di altri temi e problemi, e perciò Carl von Ossietzky scrisse sul giornale “Weltbhune”: “Il programma è carente, ma le sue prestazioni da agitatore sono, al contrario, considerevoli.”. “L’inverno delle rape” fu quello tra il 1916 e il 1917: il raccolto di patate fu scarso, e la produzione, già misera, era destinata tutta all’esercito: la popolazione civile dovette accontentarsi delle rape, prima riservate agli animali. La malnutrizione colpì in modo particolare i bambini, e il “Carnegie Endowment for International Peace” stimò che in ogni anno di guerra almeno centomila Tedeschi morivano di fame. Scrivono Will Brownell e Denise Drace che i raccolti erano scarsi anche perché lo Stato Maggiore dell’esercito tedesco aveva arruolato quasi tutti gli agricoltori, e inoltre aveva confiscato le sostanze chimiche, prima usate nella produzione di fertilizzanti, perché i suoi tecnici ne ricavassero quantità enormi di gas tossico seguendo la “ricetta” del dott. Fritz Haber. Il quale, sebbene fosse “inventore” della guerra chimica e responsabile di migliaia di morti, nel 1919 ricevette il Premio Nobel. Dunque, I Tedeschi non dimenticarono la fame di quegli anni: ancora nel marzo del 1936,  in un discorso al Reichstag, Hitler poteva dire: “Pane! Un solo grido si leva da un popolo di 50 milioni di persone”.Era opinione diffusa, condivisa anche da qualche storico di chiara fama, che il territorio della Germania non riuscisse a nutrire tutti i Tedeschi: su questa opinione Hitler fondò il suo programma di conquista di nuove terre ad oriente, e lo confermò nel “Mein Kampf”: “Noi mettiamo fine alla politica coloniale e commerciale dell’anteguerra e passiamo alla politica del territorio del futuro. Perciò, quando noi oggi in Europa parliamo di proprietà fondiaria, possiamo pensare prima di tutto alla Russia e ai sottomessi stati confinanti.” La guerra venne giustificata dalla necessità di conquistare “spazi vitali” per il popolo tedesco, poiché “la guerra è l’ultima arma con la quale un popolo si batte per il pane quotidiano”. Ricorda Fabrizia Morandi, in un articolo del 2001, che il tema della fame e dell’alimentazione “si snoda come un filo conduttore durante l’arco intero della vita di Hitler”, dalla denutrizione della gioventù al vegetarianismo e ai problemi all’apparato digerente. Il 23 settembre 1943 i Tedeschi liberarono Mussolini, rinchiuso a Campo Imperatore, e lo portarono in Germania, dove venne visitato dal dott. Morell, uno dei medici personali di Hitler. Scrisse Goebbels, il ministro della propaganda, che al Duce erano stati riscontrati “problemi circolatori e disturbi intestinali, cioè le tipiche malattie del politico rivoluzionario moderno, da cui tutti noi siamo più o meno afflitti.”. I 900 morti per “covid 19 ” di giovedì 3 dicembre, i provvedimenti presi dal governo, il linguaggio dei cittadini, dei politici, dei giornali  danno l’ idea della guerra che l’Italia sta combattendo contro la pandemia. Il centrodestra occupa la Camera per protestare contro la decisione di Conte di illustrare il “dpcm” solo in TV, il presidente della Valle d’ Aosta definisce “inique le norme del governo” e “rivendica la particolarità della montagna per quanto riguarda gli spostamenti e il commercio.”, De Luca  dichiara pubblicamente che la Campania è “sotto attacco”, i ministri renziani si agitano ricordando al governo i problemi dei ristoratori e degli anziani, e a Napoli commercianti, ristoratori e baristi sono pronti a sfidare i divieti: non hanno più la forza di sopportare “questa continua indecisione che oltre al danno economico fa danni psicologici notevoli”. E’ guerra tra le Regioni, tra le  “piattaforme” della distribuzione a domicilio e i negozi di quartiere, tra i negozi stessi sulla politica degli sconti e sui “saldi”. Come era facile prevedere, è guerra sui vaccini: il presidente della “Irbm” di Pomezia dichiara che “gli hacker cercano di ritardare la corsa del nostro vaccino AstraZeneca, da quando si è saputo che il prezzo di vendita sarebbe stato di 2,80 euro a dose”, e intanto “il vaccino cinese va alla conquista del continente africano” partendo dalla base del Marocco. Claudio Tito chiude il suo “pezzo” sulla “disunità nazionale” citando una riflessione di Benedetto Croce: “Strani questi italiani. Sono così pignoli che in ogni problema cercano il pelo nell’uovo e quando l’hanno trovato, gettano l’uovo e si mangiano il pelo”.  “In questo caso, però- osserva il giornalista -l’uovo è il nostro Paese”. Insomma,  “ la Repubblica” di venerdì 3 dicembre pare un bollettino di guerra.

Somma Vesuviana, sicurezza ambientale, guardie eco-zoofile a cavallo per individuare eventuali sversamenti abusivi in montagna

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Somma Vesuviana Di Sarno (sindaco): “Tolleranza zero nei confronti di chi non rispetta la fauna e l’ambiente. Parteciperò di persona alle operazioni a cavallo in programma domani mattina”. Cimmino: “Avremo in contemporanea azioni a piedi e a cavallo. Il tutto con video – documentazione anche tramite drone. L’obiettivo è quello di contribuire al controllo ed alla tutela del patrimonio ambientale, contrastare il bracconaggio, tutelare la fauna ed individuare eventuali punti di scarico abusivo”.    La stampa potrà assistere alle operazioni “Domani, Sabato 5 Dicembre, daremo vita ad una grande operazione di tutela della montagna. Con le Guardie Eco – zoofile a cavallo ed il supporto anche della Polizia Municipale effettueremo una grande operazione di controllo del patrimonio ambientale. Parteciperò di persona alle azioni che partiranno dalla zona a valle di Rione Trieste fino a salire nel cuore della nostra montagna”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, nel napoletano. Guardie Eco-Zoofile saranno a piedi e a cavallo in contemporanea per entrare anche nelle zone eventualmente impervie dove non è possibile arrivare con i veicoli. L’obiettivo è quello di individuare eventuali scarichi abusivi. E’ un’operazione di controllo a tutela del patrimonio ambientale. “A cavallo in quanto ci sono alcune aree dove è impossibile arrivare con le auto – ha affermato Giovanni Cimmino, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Sicurezza Ambientale – e noi riusciremo ad entrarci con i cavalli per cercare di individuare sia eventuali bracconieri ma anche per verificare ulteriormente se ci sono stati scarichi di rifiuti. Saliremo lungo la zona montuosa del Parco Nazionale del Vesuvio. Sarà un’operazione capillare di controllo. Noi siamo Agenti di Polizia Giudiziaria.  Alle operazioni prenderà parte anche il Corpo della Polizia Municipale di Somma Vesuviana guidato dal Comandante Claudio Russo. La scorsa settimana nelle zone periferiche a valle di Somma Vesuviana, sempre con il Servizio di Igiene Urbana, abbiamo individuato numerosi scarichi abusivi di rifiuti ed inviato la documentazione fotografica di quanto trovato ed anche la geo – localizzazione dei siti allo SMA Campania”.

Saviano, in pagamento i contributi per il sostegno ai canoni di locazione. La soddisfazione del sindaco Simonelli

Da lunedì 7 dicembre presso la tesoreria comunale, saranno messi in pagamento i contributi relativi al sostegno ai canoni di locazione di cui alla legge 431 del 1998. Si tratta di una somma di oltre 95mila euro relativa ai contributi fitti degli anni 2005, 2006, 2007, 2011 e 2015. “Un primo significativo risultato con gli obiettivi programmatici illustrati nel nostro programma a favore delle persone svantaggiate che più risentono, in questo particolare momento di emergenza sanitaria, della crisi sociale ed economica”, dice il Sindaco avv. Vincenzo Simonelli. Gli uffici della tesoreria sono aperti nei giorni dispari dalle ore 09.00 alle ore 12.00. “Con gli uffici preposti, che ringrazio per la collaborazione e professionalità – conclude il Sindaco – siamo impegnati a perfezionare gli atti per il pagamento dei bonus fitti regionale Covid-19 e abbiamo già sollecitata la regione Campania per l’accredito delle somme dovute per il sostegno ai canoni relativi all’anno 2008”.

Napoli e provincia, violenza di genere: 7 arresti in 9 giorni, a poca distanza dalla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne

Dal 26 novembre ad oggi 7 arresti per maltrattamenti in famiglia. E’ questo il dato del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli a poco meno di 10 giorni dalla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Da Gennaio 2020 ad oggi sono 980 circa le denunce raccolte per maltrattamenti in famiglia e 310 le persone arrestate. In ordine di tempo, ieri gli ultimi 2 arresti. Il primo a Qualiano dove i carabinieri della locale stazione hanno arrestato un 39enne del posto. I militari dell’Arma – allertati dal 112 per una richiesta di aiuto da parte dei vicini – sono entrati in casa e hanno bloccato l’uomo. Aveva appena preso a calci e pugni la compagna in presenza dei figli minori. La vittima non aveva mai denunciato il compagno ma i Carabinieri hanno ricostruito gli innumerevoli episodi di violenza avvenuti in quell’abitazione. Il 39enne è in carcere in attesa di giudizio. Da una parte all’altra della provincia. Vittime diverse ma gli stessi dolori con i Carabinieri pronti ad aiutare. E’ il caso di una donna di Gragnano dove i militari della locale stazione – in forza a un provvedimento emesso dal Tribunale di Torre Annunziata – hanno arrestato il marito violento. In 8 giorni 7 arresti, alcuni degli episodi: A Fuorigrotta un 53enne del posto –  già sottoposto alle misure dell’allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento alla persona offesa – è stato sorpreso dai Carabinieri della stazione di Pianura all’interno dell’abitazione della ex compagna in Via Giacomo Leopardi, in barba alle misure imposte dal tribunale. A Frattaminore i carabinieri della locale stazione hanno arrestato per maltrattamenti in famiglia, stalking e revenge porn un 43enne del posto. Il 43enne aveva diffuso sui social anche un video che ritraeva i 2 durante un momento di intimità. La vittima non sapeva di essere filmata e questo episodio l’ha messa con le spalle al muro. Non sapeva a chi rivolgersi e così ha chiesto aiuto ai Carabinieri. Altro episodio di violenza è avvenuto a Pozzuoli. I carabinieri della locale stazione hanno eseguito un provvedimento emesso dal Tribunale di Napoli su richiesta della locale Procura nei confronti di un 27enne. L’uomo è ritenuto responsabile dei reati di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e lesioni personali nei confronti dell’ex fidanzata. La donna ha avuto la forza di denunciarlo e per lui sono scattate le manette. A Soccavo i Carabinieri della stazione di rione traiano hanno arrestato 2 giorni fa un 32enne del posto. L’arresto – in forza a un provvedimento emesso dal tribunale di Napoli – è scattato perché l’uomo non aveva rispettato il divieto di avvicinamento alla vittima. Sempre 2 giorni fa i Carabinieri della stazione Napoli Borgoloreto hanno arrestato su disposizione del tribunale di Napoli un altro marito violento di 46 anni. È sempre alta la guardia e l’impegno delle donne e degli uomini del Comando Provinciale di Napoli per essere vicini alle vittime. Pronti a fornirle tutto l’aiuto e il supporto possibile grazie anche ai centri anti-violenza presenti sul territorio.

Terra dei Fuochi, il vice prefetto Romano all’Agenzia di Sviluppo: “Sancita sinergia per Action Day”

Agenzia di Sviluppo Area Nolana L’incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi dei rifiuti in Campania, Filippo Romano, in visita alla sede dell’Agenzia di Sviluppo dei Comuni dell’area nolana dopo la firma del protocollo operativo che, il 18 novembre scorso, ha sancito la collaborazione della società pubblica alle attività previste nell’ambito dell’operazione Action Day, attraverso 4 droni, che si aggiungono ai Raven ad ala fissa dell’Esercito,  e soprattutto attraverso i sofisticati software che consentono di stimare la quantità di rifiuti intercettati e di caratterizzarli. Al vice prefetto, che è giunto a Camposano insieme con una delegazione del Raggruppamento Campania dell’Esercito Italiano,  sono stati illustrati nei dettagli tutti i possibili impieghi dei velivoli a pilotaggio remoto e soprattutto dei programmi in grado di elaborare i fotogrammi e di restituire  specifici report sulla natura e l’entità dei rifiuti oltre che sui luoghi entro i quali sono stati rinvenuti. “L’utilizzo del droni messi a disposizione dall’Agenzia di Sviluppo – ha sottolineato Filippo Romano, che guida la cabina di regia “Terra dei Fuochi” – servirà al controllo ed alla prevenzione  in un territorio molto ampio e rafforza il sistema di controllo e prevenzione effettuato dall’alto. Un valore aggiunto importante perché contribuisce a compensare  il gap della video sorveglianza  che, una volta individuata, può essere elusa quando non addirittura distrutta”. “Con il protocollo operativo sottoscritto con l’incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania, l’intera area nolana – ha sottolineato l’amministratore unico dell’Agenzia Vincenzo Caprio –  sarà rappresentata da uno dei comandanti di polizia municipale dei comuni che fanno parte dell’Agenzia. In questa prima fase il vice prefetto Romano ha individuato il maggiore Emiliano Nacar della polizia locale di Marigliano. La valenza di questa collaborazione è duplice: non solo consolida  l’attenzione dell’Agenzia rispetto ai temi di Protezione Civile che riguardano da vicino la sicurezza e la tutela di tutti i cittadini, ma consentirà ai Comuni del nostro territorio, attraverso il coordinamento dell’incaricato per il contrasto al fenomeno dei roghi di rifiuti in Campania,  di programmare ed organizzare attività di controllo e prevenzione in zone specifiche”. “Tutto questo – ha evidenziato poi Caprio – è stato possibile grazie alla sensibilità delle amministrazioni comunali di Marigliano, Tufino e San Paolo Bel Sito, i cui sindaci Antonio Carpino, Carlo Ferone e Manolo Cafarelli, raccolsero l’invito a partecipare ai bandi della Città Metropolitana per l’acquisto dei droni poi affidati alla nostra struttura. La collaborazione alle attività della Cabina di Regia “Terra dei Fuochi” testimonia il know – how e la competenza accumulate in tema di tutela ambientale, controllo del territorio e protezione civile”.

Ciarambino: “Covid, neomamme potranno allattare e avere accompagnatore anche se positive”

Riceviamo dal Responsabile comunicazione Movimento 5 Stelle al Consiglio regionale della Campania e pubblichiamo. “Alcuni giorni fa avevo promosso una battaglia di umanità, più ancora che di civiltà. Purtroppo durante questa pandemia le neo mamme sono state lasciate sole durante le fasi del parto, senza poter avere accanto nessuno, e sono state separate dai loro piccoli appena nati, senza neppure poterli allattare. Procedure che rendono la nascita non umana e che possono arrecare danno anche ai neonati, che hanno assoluto bisogno del contatto materno. Per questa ragione avevo inviato una richiesta alla Regione e a tutti i direttori di Asl e ospedali affinché venissero adottati protocolli specifici a tutela dei diritti delle madri e dei nascituri. Oggi, con grande gioia, la Regione Campania ha accolto la nostra richiesta invitando le aziende ospedaliere ad adeguarsi. Sto ricevendo riscontri da tantissimi medici e primari di ostetricia e ginecologia e dalla stessa Associazione italiana ostetrici e ginecologi ospedalieri a testimonianza che questa era la strada giusta da percorrere”. Lo annuncia la vicepresidente del Consiglio regionale della Campania Valeria Ciarambino sulla sua pagina Facebook.

AZ – Napoli (Partita 14), poteva andare peggio, ma basta già questo

Poteva andare peggio, ma basta già questo: è il titolo che racchiude tutto quello che leggerete in questo articolo. Quindi potreste fermarvi anche qui.

E’ un Napoli che dimostra ancora una volta l’incapacità di continuità e tutti i suoi limiti mentali e organizzativi. Inizio con qualche difficoltà. Poi massimo cinismo e il Napoli la mette dentro alla prima occasione, con una grande azione che vede Di Lorenzo e Mertens protagonisti, quest’ultimo ritornato a fare la punta centrale in un 433. E’ un primo tempo non facile da interpretare, e che lascia qualche perplessità, nonostante il vantaggio. Il Napoli difende decentemente, gestisce bene la gara, ma subisce a tratti, viene pressato bene dagli avversari e spesso ha difficoltà ad uscire. Gli avversari sono ostici. Il vantaggio non mi lasciava totalmente sereno, lo devo ammettere. E infatti, il Napoli che ritorna in campo subisce il pareggio di Bruno Martins Indi e rischia di soccombere per il rigore procurato da un maldestro Bakayoko. Ospina fa il miracolo e salva i suoi da una meritata sconfitta. Sarebbe stato un meritato cattivo epilogo per una gestione della seconda frazione pessima, e i cambi non aiutano per nulla.

E’ stata, nel complesso, una brutta prestazione, senza nerbo, senza convinzione. E Gattuso non riesce a metterci del suo. Il Napoli getta due punti che gli avrebbero permesso di mettere in cassaforte il passaggio al turno successivo. Resta primo, ma ci sarà ancora da fare. Poteva andare peggio, ma basta già questo.

Marigliano, nuovo consiglio comunale convocato per il 9 dicembre: interrogazioni su TARI ed edilizia scolastica

Nuovo consiglio comunale in programma mercoledì 9 dicembre: la pubblica assise è stata convocata in seduta straordinaria dal presidente Dino Manna e si svolgerà sia in presenza presso l’aula consiliare del Comune che in videoconferenza, con modalità telematica a distanza. Appuntamento alle ore 18:30 (con inizio previsto un’ora dopo) per la trattazione di ben 7 punti all’ordine del giorno:
  1. Salvaguardia degli equilibri di bilancio ed assestamento generale del bilancio 2020/2022;
  2. Commissioni Consiliari Permanenti – Integrazione nomina Consiglieri minoranza consiliare;
  3. Mozione: “Marigliano si ribella alle infamanti accuse espresse dal neo eletto sindaco di Pomigliano D’Arco – Discussioni e determinazioni”;
  4. Proposta istituzione Commissione COVID-19: Risoluzioni e Determinazioni;
  5. Mozione proposta dal cons. Sebastiano Guerriero in ordine a “Emergenza COVID-19 – determinazioni riguardo indennità di carica e gettoni di presenza”;
  6. Interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Cambia con Noi” avente ad oggetto: Agevolazioni TARI per attività commerciali;
  7. Interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Popolari” avente ad oggetto: Condizioni dell’edilizia scolastica e adeguatezza degli ambienti.
Molto atteso, dopo la conflittualità emersa nel corso dell’ultimo consiglio comunale, il dibattito sul secondo punto, dedicato alla composizione delle commissioni consiliari, un argomento che ha scatenato la minoranza fino alla minaccia di presentare ricorso al TAR. Tuttavia, il punto più caldo resta forse il terzo, soprattutto alla luce del fatto che pochi giorni fa l’ex primo cittadino Antonio Carpino è stato trasferito dalla Calabria a Marigliano, dove ora sconta gli arresti domiciliari (senza soluzione di continuità da circa quattro mesi, dopo una decina di giorni trascorsi in carcere). La mozione presentata dalla minoranza chiede le scuse formali del sindaco di Pomigliano d’Arco, Gianluca Del Mastro, alla cittadinanza, per aver formulato delle frasi (una in particolare) considerate dai consiglieri di opposizione “infamanti”. Di recente, ai nostri microfoni il consigliere Vincenzo Esposito aveva precisato che “la mozione non è presentata per dare sostegno al sindaco Carpino, la mozione viene presentata per dare sostegno all’uomo”. Eppure, alla notizia del ritorno di Carpino in città è stato proprio Esposito a commentare, scrivendo su Facebook: “Bentornato Antonio. Oggi Marigliano ritrova il suo sindaco”. Una dichiarazione che sembra stonare con il contesto, e a più livelli se si pensa che la magistratura aveva già invitato la politica locale a offrire un contorno di discontinuità con l’ex primo cittadino arrestato, che siamo già a quota due interrogazioni parlamentari per la richiesta di una commissione d’indagine in città, che Marigliano ha attualmente un sindaco democraticamente eletto (Peppe Jossa) e che Esposito è stato proprio colui che ha conteso fino all’ultimo all’avvocato la carica di sindaco nel corso delle recenti elezioni comunali di settembre.

Terra dei Fuochi, lo sdegno: scarcerati di nuovo i Pellini. Del Monaco: “Governo e magistratura chiariscano”

I responsabili del disastro ambientale nei territori di Acerra, Caivano, Qualiano e Bacoli sono stati scarcerati per la seconda volta. Ora sono agli arresti domiciliari, nelle loro case. Cittadini inviperiti    “I fratelli Pellini sono tornati a casa, nelle loro ville sontuose: rimettiamoli in galera”. Lo sdegno del web ieri è scaturito dall’allarme lanciato dagli ambientalisti di Acerra. Intanto anche il deputato della commissione parlamentare sull’ecomafia, Antonio Del Monaco (M5S), ha annunciato interrogazioni al governo e lettere di protesta al tribunale. Sconcerto nato dal ritorno a casa dei fratelli Salvatore, Giovanni e Cuono Pellini, gli unici imprenditori dello smaltimento dei rifiuti tossici condannati in via definitiva a 7 anni di reclusione per disastro ambientale aggravato nella provincia di Napoli. Per loro i giudici hanno disposto la scarcerazione e il trasferimento agli arresti domiciliari. E’ la terza volta che i Pellini vengono scarcerati. La prima risale al 2006, quando furono arrestati e trascorsero in prigione soltanto alcuni mesi di custodia cautelare. Nel maggio del 2017, con la condanna definitiva della Cassazione, i tre fecero di nuovo ingresso in carcere. Ma dopo dieci mesi, a marzo 2018, furono di nuovo liberati. Trascorsero a casa la Pasqua di quell’anno provocando l’ira non solo degli ecologisti ma anche del vescovo di Acerra, don Antonio Di Donna, che pronunciò una durissima omelia dall’altare del Duomo. Dopo queste reazioni popolari e della Chiesa gli ambientalisti consegnarono al tribunale di sorveglianza una serie di documenti per dimostrare che i Pellini “operavano ancora nel settore dei rifiuti, non avevano riparato i danni procurati dalle loro attività illecite e non avevano mostrato nessun segno di pentimento o di collaborazione con lo Stato”. Nel novembre 2019 i tre fratelli dello smaltimento di veleni tornarono in galera. Ora però sono di nuovo a casa, agli arresti domiciliari. Secondo quanto riferito ieri dalle forze dell’ordine e dai legali che hanno assistito per anni i responsabili del disastro ambientale nei territori di Acerra, Caivano, Bacoli e Qualiano, la scarcerazione è avvenuta a seguito del provvedimento anti Covid emanato ad aprile dal governo. Decreto molto contestato ed a cui è seguito un altro volto a far rientrare in carcere i soggetti che si sono macchiati di gravi reati. Non è stato il caso dei Pellini però, che sono rimasti a casa. Sempre secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine solo ad uno dei tre fratelli condannati è stato applicato il braccialetto elettronico, dispositivo che consente di controllare a distanza chi è ai domiciliari. “Per la magistratura non è un reato grave il disastro ambientale aggravato ? – si chiede Alessandro Cannavacciuolo, ambientalista della Terra dei Fuochi ed uno dei principali accusatori dei Pellini – i giudici devono rivedere subito quest’ennesimo, assurdo, provvedimento. E’ inconcepibile che chi ha commesso un disastro ambientale aggravato compromettendo il territorio e le future generazioni possa beneficiare di ulteriori provvedimenti. Non ci interessa la giustizia su carta ma quella effettivamente applicata”. “E’ incredibile questa vicenda dei Pellini – aggiunge l’onorevole Del Monaco – interrogherò il governo e chiederò chiarimenti alla magistratura. I reati commessi da loro forse sono anche peggiori di quelli commessi dai più pericolosi camorristi eppure finora hanno trascorso in carcere solo pochi anni”. Con lo smaltimento illecito dei rifiuti tossici scaricati nelle falde acquifere e spalmati sui terreni agricoli spacciandoli per fertilizzante i Pellini hanno accumulato una ricchezza finora identificata di 222milioni. Un tesoro confiscato fino al primo grado di giudizio. Si è in attesa dell’appello.

Da Brusciano a Napoli, 33enne inseguito dal quartiere 219 fino al centro direzionale: arrestato dai Carabinieri

Una pattuglia della stazione di Brusciano nota un’auto percorrere le strade del quartiere popolare “219” e decide di controllare l’autista. L’uomo, l. d. f., 33enne napoletano incensurato, non si ferma e ne nasce uno spericolato inseguimento. La fuga termina a Napoli – nei pressi dell’uscita del centro direzionale della strada statale 162. I Carabinieri – approfittando del traffico che ha bloccato il 33enne – sono scesi dalla gazzella e sono riusciti a bloccare l’uomo dopo aver vinto la sua resistenza. Rinvenuta e sequestrata la somma contante di 1500 euro ed un telefono cellulare. L’uomo – arrestato per resistenza e violenza a pubblico ufficiale – è in caserma in attesa di giudizio. Per i 2 Carabinieri 5 giorni di prognosi.