Molto «rumore» ha fatto l’installazione di dissuasori di sosta al borgo Casamale, soprattutto perché, per poter impiantare gli stessi, in ghisa e con nulla che riconduca al valore storico del quartiere cinto da mura aragonesi, il basolato antico è stato ovviamente bucato. Ossia danneggiato. Su questa testata è stata peraltro pubblicata una lunga lettera dell’assessore proponente, Rosalinda Perna, ma la polemica non si è sedata. Ed è naturale perché qui il punto non è l’iniziativa in sé ma l’impossibilità di tornare indietro pur se ci si dovesse rendere conto di aver commesso un errore.
Detto ciò, nel frattempo, il Parco Nazionale del Vesuvio è venuto a conoscenza della suddetta installazione di paletti nel basolame di epoca storica e per tutta risposta, il direttore Stefano Donati ha ben pensato di inviare al comune di Somma Vesuviana, nonché per conoscenza al reparto carabinieri del Parco, una lettera nella quale si invita l’amministrazione a trasmettere la documentazione progettuale dell’intervento, raccomandando al contempo di non proseguire i lavori.
«Il borgo del Casamale rappresenta uno dei nuclei storici più importanti dell’area vesuviana – si legge nel documento firmato dal direttore della riserva protetta – ed è inserito in zona D di promozione economica e sociale del Piano del Parco Nazionale del Vesuvio, nell’Unità di Paesaggio in cui gli interventi sono finalizzati anche alla valorizzazione del patrimonio storico, al recupero dei tessuti edilizi e delle emergenze di specifico interesse storico ed architettonico, alla salvaguardia dell’impianto urbano e del suo disegno, compresi i tracciati storici caratterizzanti il luogo, sui quali gli interventi devono tenere conto dell’inscindibilità storico architettonica, urbana e paesaggistica tra la strada ed il contesto spaziale ad essa connesso, e dei caratteri storicamente consolidati, utilizzando tecniche e materiali, elementi di arredo urbano, alberature, segnaletica e così via, appropriati all’identità di ciascun tracciato».
Dunque, a meno che non si dimostri, e ci pare francamente difficile, che i paletti in ghisa siano consoni e possano, per così dire, sposarsi con il basolato antico, le mura aragonesi, la stessa atmosfera del borgo dove anche i colori devono essere appropriati, la questione non finirà qui.
(FONTE FOTO:FB)

