Regione Campania, De Luca: “Durante le feste niente spostamenti dai comuni con meno di cinquemila abitanti”

La Regione Campania è pronta a varare una ordinanza per non consentire durante le feste gli spostamenti dai comuni con meno di cinquemila abitanti, qualora il Governo, come trapela, li autorizzasse. Lo annuncia il governatore Vincenzo De Luca nella sua consueta diretta Facebook. “In questi giorni ho visto un dibattito allucinante: se si prendono misure non si possono avere 300 deroghe, come quelle sui Comuni sotto i 5000 abitanti, sul pranzo di Natale ospitando due familiari non residenti. Quando sento queste cose c’è da indignarsi, chi controlla se arrivano due familiari o tre, quattro, cinque?”. Così De Luca ha spiegato le misure più restrittive che la Campania sta preparando per le festività di Natale e Capodanno. “Non ci sarà mobilità in Campania – ha detto su Facebook – per i Comuni sotto i 5000 abitanti, faremo un’ordinanza per il divieto. Faremo questo fine settimana anche un’ordinanza per il blocco della vendita e consumo di alcolici e di qualunque genere di consumo in pubblico. In questo quadro resta sempre decisivo il senso responsabilità di ogni cittadino, questa è la misura decisiva per far fronte al covid”.

Pomigliano, “ipermercato sulla discarica”: sigilli all’ex pastificio Russo. Tre indagati (foto)

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Un ipermercato stava per essere costruito su una discarica abusiva di rifiuti. Rifiuti che per legge dovevano essere smaltiti nelle discariche autorizzate ma che qualcuno ha preferito comprimere sul posto per realizzare parte del basamento del nuovo impianto della grande distribuzione commerciale.   E’ la sconfortante ipotesi di reato per la quale ieri è scattato il sequestro dell’ex pastificio Russo, in cui si stavano eseguendo i lavori di realizzazione dello store di un noto marchio tedesco. Sono stati denunciati e indagati dalla polizia municipale e dalla procura di Nola il proprietario dell’immobile e i due professionisti incaricati dell’operazione, un architetto di Caivano e un’architetta di Pomigliano. Architetta già denunciata e indagata di recente per un altro reato commesso sempre in ambito edilizio, un grande condominio che, stando alle accuse degli inquirenti, stava sorgendo, grazie a documentazioni false, al posto di un cinema in disuso, nel centro storico. Ieri sia gli avvisi di garanzia che il verbale di sequestro dell’intero ex pastificio sono stati consegnati agli indagati dai poliziotti municipali di Pomigliano, diretti dal comandante Luigi Maiello, volto noto nel territorio per le sue inchieste antimafia. Anche quest’ultima e molto delicata indagine edilizia porta la firma del coraggioso casco bianco, che sta rivoltando come un calzino gli ultimi dieci anni di intensissima attività cementizia nel territorio. Mattone facile che ha avuto come prima conseguenza quella di stravolgere il centro vecchio di Pomigliano con una serie di palazzi moderni incastratati tra vicoli e cortili e di super affollare proprio in tempo di Covid un’area già satura di traffico e abitanti. Ma torniamo al sequestro operato ieri dalla polizia locale di Pomigliano. Il pastificio Russo è fallito otto anni fa. Sono andati in fumo circa 100 posti di lavoro oltre a una produzione di prestigio nel settore agroalimentare. Una storia molto travagliata. 22 anni fa tre operai del pastificio furono assassinati dai killer della camorra davanti all’ingresso dello stabilimento. A ogni modo il tempo ha sbiadito i brutti ricordi e in questi mesi è stato dato il via a un’operazione di riconversione: al posto del capannone ormai quasi demolito sorgerà una struttura commerciale della grande distribuzione. Fin qui tutto regolare. Il problema è che secondo quanto contestato al titolare dell’immobile e ai professionisti incaricati di gestire il nuovo cantiere sarebbe stato condotto in modo illegale lo smaltimento dei rifiuti, rifiuti che sono il frutto della demolizione e dello svuotamento dell’area, ubicata in via nazionale delle Puglie. Gli investigatori inoltre sostengono che durante l’abbattimento del vecchio capannone che ospitava il pastificio non sarebbe stata fatta la separazione e la caratterizzazione dei rifiuti. Si indaga anche per verificare se sul posto siano stati sversati amianto frantumato o altre sostanze pericolose trattate in maniera non conforme alla legge. Intanto nel cantiere sono state sequestrati 1500 metri cubi di sostanze da analizzare e 13 cisterne contenenti rifiuti speciali. C’è molta preoccupazione. Intorno alla zona dei lavori ci sono molte abitazioni per cui la polizia municipale ha chiamato l’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente, allo scopo di verificare le diverse tipologie di scarti che sarebbero stati trattati e ammassati illegalmente sul posto. Secondo quanto contestato dai caschi bianchi e dalla procura di Nola sarebbe anche stata verificata l’assenza di una documentazione che certifichi non solo la caratterizzazione dei rifiuti ma anche la loro destinazione finale. Non è finita. Nel pastificio Russo i poliziotti municipali già avevano messo a segno un primo sequestro, qualche giorno fa. Il giorno dopo però una ditta ha violato i sigilli introducendo un escavatore che ha proseguito le operazioni di demolizione all’interno, incurante del blocco imposto dai caschi bianchi. I vigili sono quindi stati costretti a intervenire una seconda volta. Per questa vicenda sia il proprietario dell’immobile che l’architetto di Caivano dovranno rispondere pure del reato di violazione dei sigilli.
i poliziotti municipali appongono i sigilli sull’ex pastificio Russo
l'ex pastificio Russo ora
l’ex pastificio Russo ora
   

Covid-19, pronto il piano nazionale per i vaccini. Alla Campania le prime 135.890 dosi

È pronto  il piano vaccini covid-19. Già per la fine di dicembre arriveranno le prime dosi limitate, mentre da gennaio si procederà alla vera e propria vaccinazione di massa grazie alle quasi 2 milioni di dosi che la Pfizer ha messo a disposizione dell’Italia dopo l’autorizzazione dell’Agenzia del farmaco europea e di quella italiana.  Il piano di vaccinazioni presentato dal commissario Domenico Arcuri è stato approvato dalla Conferenza Stato-Regioni e a queste ultime sono stati assegnati i primi lotti di dosi, in testa la Lombardia epicentro della pandemia in Italia con quasi 305 mila fiale, seguono l’Emilia Romagna, il Lazio, il Piemonte e il Veneto. Arcuri invierà alle Regioni un ‘libretto di istruzioni’ per il vaccino e tutte le indicazioni per la procedura di somministrazione. Nella prima consegna la Pfizer invierà 1.833.975 dosi di vaccino, nella seconda, alcune settimane dopo, oltre due milioni e mezzo. Nella prima fase saranno vaccinati operatori sanitari e sociosanitari, pubblici e privati, nonché ospiti e personale delle residenze per anziani. Nella seconda fase della campagna ci sarà il richiamo per i primi vaccinati e si inizierà a somministrare le dosi alle categorie più fragili. In Italia sono 22 i punti Ult (Ultra-low temperature) e diventeranno, secondo il Piano vaccini, 289 dopo il 7 gennaio. Ecco la ripartizione per Regione Abruzzo                      25.480 Basilicata                   19.455 Calabria                     53.131 Campania                135.890 Emilia Romagna       183.138 Friuli VG                   50.094 Lazio                      179.818 Liguria                     60.142 Lombardia              304.955 Marche                     37.872 Molise                        9.294 PA Bolzano               27.521 PA Trento                18.659 Piemonte              170.995 Puglia                    94.526 Sardegna               33.801 Sicilia                  129.047 Toscana               116.240 Umbria                  16.308 Valle d’Aosta            3.334 Veneto                164.278 (fonte foto: rete internet)

Terzigno, un calendario benefico per aiutare i cani randagi

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Associazione Vesuvio’s Dog.
Un calendario per aiutare i cani randagi e valorizzare la pineta di Terzigno: dodici scatti di Francesco Servino – giornalista e fotografo ambientalista – che si propone in questo modo di valorizzare una zona bellissima del Parco Nazionale del Vesuvio e di sostenere le volontarie dell’associazione Vesuvio’s Dog, che ogni giorno si prendono cura – a proprie spese – dei cani randagi e inselvatichiti vesuviani, provvedendo a sfamarli e a curarli, evitando che si rivelino dannosi per l’uomo e per la fauna selvatica.
Dodici scatti che immortalano dettagli e scorci suggestivi della pineta, un posto dalle potenzialità infinite, che Servino ha fotografato durante le sue passeggiate, percorrendo sentieri che portano a paesaggi di rara bellezza e a singolarità geologiche e vulcanologiche di grande interesse.
Tra gli scatti non mancano i cani della pineta, tra i quali Vesuvio, un cagnolone simil-Terranova devastato dalla rogna, soccorso dalle volontarie di Vesuvio’s Dog mesi fa, ora quasi guarito e in cerca di qualcuno che lo adotti.
“Spero che questo calendario contribuisca a far innamorare le persone della pineta: con Vesuvio’s Dog ho già organizzato delle giornate di pulizia e ben avviata è la sinergia con il Comune di Terzigno per quanto riguarda le attività di contenimento del randagismo, ma è necessario sostenere le volontarie, che operano a beneficio della collettività provvedendo a monitorare i cani e a trovargli casa” ha commentato Servino.
È possibile avere una copia del calendario in cambio di una piccola donazione contattando l’associazione Vesuvio’s Dog attraverso i canali social (facebook, instagram) o all’indirizzo mail vesuviosdog@libero.it

Radio Siani, webinar,”Il volontariato e la sua narrazione: fare rete e condividere processi”

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Riceviamo e pubblichiamo dalla Giancarlo Siani Cooperativa Sociale

Un webinar sulla comunicazione sociale organizzato dalla Giancarlo Siani Cooperativa Sociale nell’ambito del progetto “Voce di Comunità” dal titolo: Il volontariato e la sua narrazione: fare rete e condividere i processi con relatori Francesco Gravetti Area Comunicazione Csv Napoli e Giovanna De Rosa direttore CSV Napoli, sarà attivo online martedì 22 dicembre ore 16:30 in diretta streaming sulla pagina facebook e canale youtube di Radio Siani – La radio della legalità.

Il volontariato che sa fare rete e individua i bisogni delle fasce deboli, ma anche il volontariato che punta sulla comunicazione per “dare voce a chi non ha voce”, per includere e condividere, questo il tema principale del seminario online al quale parteciperanno anche Giuseppe Scognamiglio, presidente della cooperativa Giancarlo Siani, e Mimmo Caiazza, area comunicazione della Coop Siani.

Il webinar rientra nelle attività del progetto “Voce di Comunità” finanziato dal P.O.R. Campania FSE 2014-2020, un’iniziativa che ha permesso ai soci della Coop, assieme alle scuole del territorio di Ercolano e Ponticelli, coinvolte direttamente nel progetto, di continuare l’opera di diffusione della cultura della legalità attraverso gli elementi della cultura e dell’educazione in campo radiofonico ed agroalimentare.

Covid, Paolo Russo (FI): “Vaccino anche ai medici che esercitano la libera professione”

Riceviamo e pubblichiamo dal deputato Paolo Russo di FI “Il Governo inserisca  i medici che esercitano la libera professione tra quelli che, come il personale sanitario degli ospedali, delle strutture pubbliche e delle Rsa, dovranno essere vaccinati  contro il Covid. Non solo anche  loro sono maggiormente esposti al pericolo di contagio, ma rappresentano un importante presidio in un particolare momento storico in cui la domanda di salute dei cittadini viene sacrificata dalla necessità di fronteggiare la pandemia in atto. È per questo motivo che sottoporrò la questione all’attenzione del ministro della Salute Roberto Speranza e dell’intero Governo con un’interrogazione parlamentare alla quale mi auguro  sarà data una risposta positiva e veloce”. Così il deputato Paolo Russo, responsabile nazionale del dipartimento Sud di Forza Italia. “Per evitare discriminazioni ed esclusioni si chieda all’ordine dei medici l’elenco degli iscritti in modo da evitare che le liste degli aventi diritto lascino ingiustamente fuori chi, anche se con modalità diverse, opera nelle trincee di studi ed ambulatori oggi più che mai pieni di pazienti e di rischi”, conclude Russo.

Ercolano, blitz anti-droga: arrestate due persone

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comando Provinciale dei Carabinieri di Napoli. Nel corso di questa notte, i militari della Compagnia di Torre del Greco hanno dato esecuzione a due ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di un 53enne e un 27enne di Ercolano, resisi responsabili di spaccio di sostanze stupefacenti. Le misure restrittive traggono origine da un’attività investigativa condotta dalla Tenenza di Ercolano che, diretta dalla Procura di Napoli, ha permesso di accertare come i due arrestati avessero organizzato una piazza di spaccio insieme ad altri indagati, che riforniva quotidianamente di stupefacenti molti assuntori della zona. Nella circostanza, all’esito di mirati servizi di polizia, i militari della Tenenza hanno potuto verificare come gli indagati, per sottrarsi ai controlli dei Carabinieri, avessero creato un vero e proprio sistema di videosorveglianza, installando telecamere ad ogni angolo del quartiere, che gli permettesse di osservare i movimenti delle forze dell’ordine o anticipare i loro possibili controlli tra gli stretti vicoli della città. Nel corso dell’operazione, in cui sono state perquisite le abitazioni di altri 4 indagati, grazie al supporto del Nucleo Carabinieri Cinofili di Sarno, sono stati rinvenuti anche 182 grammi di hashish e 38 dosi di cocaina per un totale 4.71 grammi, nascosti in alcuni anfratti nei pressi di quelle case, dove sono stati inoltre sequestrati anche sei telefoni cellulari in possesso degli indagati. Gli arrestati sono stati condotti al carcere di Napoli Poggioreale, dove nelle prossime ore saranno interrogati dal Giudice del Tribunale di Napoli, a cui dovranno rispondere del reato di spaccio di sostanze stupefacenti.

Parco Nazionale del Vesuvio, presentati i dati degli incendi boschividel 2020

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Si è tenuta ieri la conferenza stampa in cui sono stati presentati i dati di questo 2020 relativi agli incendi e a tutti i dispositivi utilizzati per il contrasto e la prevenzione sul territorio del Parco Nazionale del Vesuvio.

All’evento hanno partecipato alcuni tra i professionisti che ogni giorno lavorano per tenere al sicuro non solo l’intero Parco Nazionale ma anche le aree circostanti che si trovano al di fuori del perimetro del Parco stesso. Presenti all’incontro : il dott. Agostino Casillo Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, il dott. Stefano Donati Direttore dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, il dott. Marco Ghimenti Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco, il dott. Marco Mei  responsabile regionale AIB dei VV.UU, la dott.saa Claudia Campobasso Dirigente Staff protezione Civile emergenza e post emergenza Regione Campania e il prof. Alfonso De Nardo del Consorzio Universitario per la previsione e la prevenzione di grandi rischi di Salerno.

L’anno 2017, come tutti ricorderanno, è stato un periodo davvero complicato in materia di incendi, è servito però per migliorare ed incrementare il lavoro dei professionisti e tutti i mezzi a disposizione che sono stati utilizzati da quel momento in poi come sottolineato dal Presidente dell’ente Casillo. L’anticendio boschivo è un progetto che comprende l’assoluta collaborazione tra tutti gli organi istituzionali competenti e la condivisione, tra questi, di dati e informazioni necessari alla sopravvivenza del Parco. L’Ente del Parco Nazionale del Vesuvio ha provveduto in questi anni a continui investimenti con risorse economiche e aumento della forza lavoro. Marco Mei, dirigente responsabile del servizio Antincendi Boschivi dei Vigili del Fuoco, ha illustrato il  lavoro svolto da queste figure istituzionali che rappresentano una delle forze fondamentali per l’anticendio boschivo. La stretta collaborazione con il Parco del Vesuvio siglata da una convenzione che dura da ormai tre anni, ha portato grandi miglioramenti sul campo grazie anche ai nuovi dispositivi utilizzabili, tra cui il nuova sistema di videosorveglianza, per cui i Vigili del Fuoco hanno potuto svolgere il proprio lavoro completando interventi in maniera più rapida ed efficace. Il dottor Mei ha  fatto riferimento  anche delle squadre itineranti che intervengono sul territorio con automezzi di vigilanza permanente, evidenziando la continua presenza che si tramuta in tempestività di intervento sul campo. Gli incendi, però, spesso risultano essere colposi o dolosi, come gli incendi di rifiuti che secondo i dati riportati dal Mei erano in passato quasi 1550 nella sola provincia di Napoli, numero che grazie alla videosorveglianza è diminuito in maniera esponenziale negli ultimi anni. Il progetto AIB, la nuova campagna per il piano antincendio boschivo, è partito ufficialmente lo scorso giugno ed è caratterizzato da interventi forestali per la ricostruzione di habitat naturali distrutti dagli incendi e da numerose campagne di sensibilizzazione. Gli ottimi risultati avuti negli ultimi anni, come specificato dal Direttore dei Vigili del Fuoco della Campania, Marco Ghimenti, è frutto della consapevolezza delle situazioni, del lavoro che bisogna svolgere e della cooperazione dell’ente, dei vigili del fuoco, della protezione civile comunale, della SMA Campania e dei DOS, che assicurano la direzione delle operazioni di spegnimento degli incendi attraverso il coordinamento dei mezzi terrestri e aerei. Questi organi, che si occupano della salvaguardia e della protezione del territorio, si sono concentrati soprattutto sulla prevenzione e sugli eventuali interventi, tesi sostenuta anche dalla dottoressa Claudia Campobasso, dirigente staff della Protezione Civile della Regione Campania. La mancanza di nuclei di protezione civile in tutti i 13 paesi interessati risulta essere però ancora un punto a sfavore in quanto il lavoro svolto da questo collettivo risulta essere fondamentale per combattere gli incendi. La Campabasso si è soffermata  su tutta la macchina organizzativa degli ultimi anni sottolineando la sinergia tra gli organi in continua collaborazione. Bisogna sempre guardare avanti, questo è certo, migliorarsi e stare al passo con i tempi ma questo 2020 è stato sicuramente un anno positivo in cui si è riusciti a contenere i danni, confermandosi un buon punto di partenza per il nuovo anno. Com’è noto, il periodo più sensibile agli incendi boschivi è quello estivo, che va da giugno-luglio a settembre, dove la pericolosità è al massimo rispetto al resto dell’anno. La dottoressa fa riferimento però anche ai mesi invernali: “Non bisogna sottovalutare il mese di marzo perché sarebbe un grave errore, un periodo delicato perché purtroppo non essendo considerato di massima pericolosità, spesso non abbiamo a disposizione tutte le forze lavoro di cui in realtà necessiteremmo, mettendo in pericolo il territorio con interventi sicuramente più lenti e macchinosi”. Risultano essere circa 2000 gli incendi totali da luglio a settembre. Nel Parco Nazionale la media del 2017 è di 27 incendi ma nonostante l’anno molto complicato è comunque un numero positivo rispetto al decennio precedente. Secondo i dati dell’Ente del Parco Nazionale del Vesuvio, quest’anno ci sono stati picchi nei mesi di luglio e settembre nel comune di Torre del Greco che si riconferma al primo posto tra tutti i paesi più colpiti dagli incendi; anche Ottaviano, Somma Vesuviana ed Ercolano però rientrano tra i paesi che hanno subito più incendi negli utimi 10 anni. Per le aree colpite dagli incendi, dopo il tempestivo intervento di professionisti, si attua, secondo il Direttore dell’ente del Parco Stefano Donati, una bonifica e una messa in sicurezza, ovvero un progetto di rinaturalizzazione e riforestazione per il recupero ambientale come stabilito dal Protocollo di Intesa tra L’ente Parco, la città Metropolitana di Napoli e il reparto dei Carabinieri per la Biodiversità di Caserta. Grazie anche alla collaborazione dei privati che investono per salvaguardare e proteggere l’ambiente, il Parco ha potuto realizzare isole autoctone resilienti agli incendi per permettere il reinserimento di determinate specie animali e la conseguente futura continuità di flora e flauna. La prevenzione e i conseguenti interventi sugli incendi però non basta. Secondo la dottoressa Campobasso c’è bisogno della massima sensibilizzazione in materia di incendi boschivi con tutto l’impegno possibile da parte dei sindaci dei comuni interessati per avvicinare i cittadini alla cultura della difesa dell’ambiente e del proprio territorio aumentando anche l’interesse sulle associazioni di volontariato che rappresentano le cosiddette “sentinelle” sul territorio con una continua azione di controllo per una maggiore rapidità di intervento.

Ottaviano, omicidio Pasquale Prisco, confermato l’ergastolo per i due ex carabinieri che lo uccisero

Pasquale Prisco, titolare di un supermercato di Ottaviano, fu ucciso da un colpo di pistola da due ex carabinieri, 5 anni fa.

Confermata dalla Cassazione la pena per Claudio Vitale e Jacopo Nicchetto, i due carabinieri che quando non indossavano la divisa si prodigavano ad attuare rapine con tanto di utilizzo di pistole perfettamente funzionanti. I due avevano deciso di rapinare il supermercato di Ottaviano di cui Pasquale era titolare, una mossa non andata a buon fine però, perché Pasquale, allora 28enne, salì in auto insieme ad altre persone ed iniziò a seguire i malviventi fino ad arrivare lungo la Statale 268, dove purtroppo fu colpito da uno dei colpi di pistola sparati dai carabinieri-rapinatori che gli fu fatale. La sentenza è decisiva: i due uomini dovranno passare tutta la vita in carcere, una vita che a Pasquale purtroppo non è stato permesso di vivere.  

Attentato di Acerra: il grido dei caschi bianchi lanciato con le sirene. Ieri vigili da tutta la Campania

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Sabato sera un commando di criminali ha incendiato e distrutto due vetture dei vigili di Acerra, erano parcheggiate sotto il municipio. Intanto la prima reazione dei caschi bianchi della Campania è stata di quelle fortemente simboliche. Ieri mattina decine di auto e moto dei corpi di polizia municipale provenienti da tutta la regione hanno fatto squillare contemporaneamente le loro sirene sul luogo dell’attentato, nel parcheggio comunale in cui le auto dei vigili sono state date alle fiamme. E’ stato un momento di quelli da brivido: tutti sull’attenti sullo sfondo delle luci intermittenti dei lampeggianti accesi e della colonna sonora delle sirene. Un rumore che è sembrato il grido d’allarme di chi attende un riscatto che sta tardando troppo. Sta vivendo infatti una fase davvero critica la polizia municipale che opera nei territori più difficili dell’hinterland napoletano, dove l’illegalità è componente strutturale della vita quotidiana. Per tutti questi motivi il distaccamento campano dell’Associazione Nazionale dei Comandanti e degli ufficiali dei Corpi di Polizia Municipale, “A.N.C.U.P.M”, ha mobilitato i colleghi in forze nei comuni della regione allo scopo di dare un segnale significativo. “Ciò che è accaduto ad Acerra è un gravissimo atto intimidatorio per cui abbiamo bisogno di essere solidali tra tutti noi – i commenti dei caschi bianchi intervenuti alla manifestazione – i contesti in cui operiamo sono sempre più difficili e pericolosi col risultato che spesso restiamo soli mentre subiamo mortificazioni di ogni sorta e i nostri margini operativi vengono progressivamente limitati”. C’è tanta rabbia. “Facendoci interpreti del pensiero di molti comandanti, ufficiali ed agenti – scrivono i responsabili dell’A.N.C.U.P.M. – abbiamo ritenuto doveroso ed opportuno proporre un’iniziativa concreta di solidarietà nei confronti di tutti i colleghi colpiti e dell’intera categoria, nella convinzione della necessità di combattere e stigmatizzare ogni fenomeno criminoso ed ogni atto intimidatorio, a qualsiasi livello, in difesa della legalità e della civile convivenza”.  Ieri i poliziotti locali sono stati accolti dal sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, e dal comandante della locale polizia municipale Domenico De Sena. Sul posto è accorso anche il comandante della municipale di Napoli, Ciro Esposito. C’erano anche sindacio e assessori di una quindicina di comuni campani. Molto lungo l’elenco delle delegazioni delle varie polizie municipali che hanno partecipato all’iniziativa. Elenco he però va riportato doverosamente: Napoli, Casalnuovo, Afragola, Pomigliano, Ercolano, Volla, San Sebastiano al Vesuvio, San Giorgio a Cremano, Pompei, Portici, Castello di Cisterna, Giugliano, Massa di Somma, Torre del Greco, Cicciano. Dalla provincia di Caserta sono giunte le delegazioni da Caserta città, Aversa, San Felice a Cancello, Marzano Appio, Calvi Risorta. Per la provincia di Benevento c’erano uomini e mezzi di Sant’Agata dei Goti, per quella di Salerno c’era la delegazione di Siano e per quella di Avellino la delegazione del comune di Lioni.