Un ipermercato stava per essere costruito su una discarica abusiva di rifiuti. Rifiuti che per legge dovevano essere smaltiti nelle discariche autorizzate ma che qualcuno ha preferito comprimere sul posto per realizzare parte del basamento del nuovo impianto della grande distribuzione commerciale.
E’ la sconfortante ipotesi di reato per la quale ieri è scattato il sequestro dell’ex pastificio Russo, in cui si stavano eseguendo i lavori di realizzazione dello store di un noto marchio tedesco. Sono stati denunciati e indagati dalla polizia municipale e dalla procura di Nola il proprietario dell’immobile e i due professionisti incaricati dell’operazione, un architetto di Caivano e un’architetta di Pomigliano. Architetta già denunciata e indagata di recente per un altro reato commesso sempre in ambito edilizio, un grande condominio che, stando alle accuse degli inquirenti, stava sorgendo, grazie a documentazioni false, al posto di un cinema in disuso, nel centro storico. Ieri sia gli avvisi di garanzia che il verbale di sequestro dell’intero ex pastificio sono stati consegnati agli indagati dai poliziotti municipali di Pomigliano, diretti dal comandante Luigi Maiello, volto noto nel territorio per le sue inchieste antimafia. Anche quest’ultima e molto delicata indagine edilizia porta la firma del coraggioso casco bianco, che sta rivoltando come un calzino gli ultimi dieci anni di intensissima attività cementizia nel territorio. Mattone facile che ha avuto come prima conseguenza quella di stravolgere il centro vecchio di Pomigliano con una serie di palazzi moderni incastratati tra vicoli e cortili e di super affollare proprio in tempo di Covid un’area già satura di traffico e abitanti. Ma torniamo al sequestro operato ieri dalla polizia locale di Pomigliano. Il pastificio Russo è fallito otto anni fa. Sono andati in fumo circa 100 posti di lavoro oltre a una produzione di prestigio nel settore agroalimentare. Una storia molto travagliata. 22 anni fa tre operai del pastificio furono assassinati dai killer della camorra davanti all’ingresso dello stabilimento. A ogni modo il tempo ha sbiadito i brutti ricordi e in questi mesi è stato dato il via a un’operazione di riconversione: al posto del capannone ormai quasi demolito sorgerà una struttura commerciale della grande distribuzione. Fin qui tutto regolare. Il problema è che secondo quanto contestato al titolare dell’immobile e ai professionisti incaricati di gestire il nuovo cantiere sarebbe stato condotto in modo illegale lo smaltimento dei rifiuti, rifiuti che sono il frutto della demolizione e dello svuotamento dell’area, ubicata in via nazionale delle Puglie. Gli investigatori inoltre sostengono che durante l’abbattimento del vecchio capannone che ospitava il pastificio non sarebbe stata fatta la separazione e la caratterizzazione dei rifiuti. Si indaga anche per verificare se sul posto siano stati sversati amianto frantumato o altre sostanze pericolose trattate in maniera non conforme alla legge. Intanto nel cantiere sono state sequestrati 1500 metri cubi di sostanze da analizzare e 13 cisterne contenenti rifiuti speciali. C’è molta preoccupazione. Intorno alla zona dei lavori ci sono molte abitazioni per cui la polizia municipale ha chiamato l’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente, allo scopo di verificare le diverse tipologie di scarti che sarebbero stati trattati e ammassati illegalmente sul posto. Secondo quanto contestato dai caschi bianchi e dalla procura di Nola sarebbe anche stata verificata l’assenza di una documentazione che certifichi non solo la caratterizzazione dei rifiuti ma anche la loro destinazione finale. Non è finita. Nel pastificio Russo i poliziotti municipali già avevano messo a segno un primo sequestro, qualche giorno fa. Il giorno dopo però una ditta ha violato i sigilli introducendo un escavatore che ha proseguito le operazioni di demolizione all’interno, incurante del blocco imposto dai caschi bianchi. I vigili sono quindi stati costretti a intervenire una seconda volta. Per questa vicenda sia il proprietario dell’immobile che l’architetto di Caivano dovranno rispondere pure del reato di violazione dei sigilli.




