CONDIVIDI
Alessandro Cannvacciuolo, a sx, a colloquio col ministro Sergio Costa in visita a Pomigliano
Alessandro Cannvacciuolo, a sx, a colloquio col ministro Sergio Costa in visita a Pomigliano

A denunciare una serie impressionante di fatti è stato il candidato M5S Alessandro Cannavacciuolo. L’indagine è stata aperta dal pubblico ministero Aurelia Caporale. Ascoltati in commissariato i primi testimoni 

 

“Schede fantasma, voti spariti, verbali manomessi e poi minacce, intimidazioni, elettori sorpresi nei seggi a fotografare mentre esprimevano il loro voto”: è il quadretto che emerge dall’inchiesta della Procura di Nola sul voto nelle 56 sezioni elettorali di Acerra durante le ultime regionali del 20 e 21 settembre. Intanto su delega del pm Caporale sono stati ascoltati in commissariato le persone informate sui fatti. In base alle indiscrezioni, a denunciare le presunte malversazioni consumate nei seggi acerrani è stato l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, candidato al consiglio regionale per l’M5S. Cannavacciuolo è risultato il primo dei non eletti dei pentastellati nella circoscrizione Napoli e provincia pur essendo stato il candidato consigliere cinquestelle più votato nella propria città. “Ma – tiene a chiarire – non è stata la questione di non avercela fatta a spingermi a denunciare. Io ho iniziato a rivolgermi alla Procura per una serie di anomalie pazzesche verificatesi prima che cominciassero le elezioni. Poi mi sono rivolto alla polizia e alla magistratura pure durante e dopo il voto: fatti incredibili ”. Non si sbottona più di tanto, però, Cannavacciuolo. La faccenda è delicata. Sempre secondo le indiscrezioni finora trapelate le sue denunce sarebbero finite sulle scrivanie della DDA e del ministero dell’Interno. Si parla di oltre 4000 schede non votate ma che non sono state registrate nei verbali delle operazioni elettorali. Non si sa che fine avrebbero fatto. Subito dopo le elezioni, il 29 settembre, il tribunale di Napoli ha sequestrato due verbali di altrettante sezioni, verbali che non erano stati spediti da Acerra all’ufficio elettorale circoscrizionale. Non è finita. Le voci che corrono sempre più insistentemente puntano su una sospetta manomissione dei verbali sezionali. Si parla di una sostituzione, non prevista dalla legge, delle tabelle relative alle preferenze ottenute dai candidati. Queste tabelle, prive di firme e di timbro ministeriale, sarebbero contenute all’interno di fogli poi semplicemente appoggiati oppure incollati con un adesivo blando nei registri elettorali di ogni sezione. “I facsimili delle tabelle sono ormai una prassi consolidata”, ha però risposto l’ufficio elettorale di Acerra. Ma l’elenco dei conti da verificare è lungo. Il 4 ottobre tra gli attivisti della zona è sorto un dibattito inquietante. Dopo aver chiesto e consultato gli atti, Cannavacciuolo, insieme agli altri compagni si è accorto che 56 voti di preferenza alla sua persona, verbalizzati nella sezione 34, non sono stati registrati e comunicati dall’ufficio elettorale del Comune. Dunque, nella sezione 34 voti 0 per lui. Anomalie simili anche in altre sezioni. Mancherebbero all’appello un bel po’ di preferenze per Cannavacciuolo. Un contesto difficile. “Sto assistendo a una compravendita dei voti”, ha scritto e denunciato Cannavacciuolo durante le elezioni. Due persone sono state fermate dai poliziotti per aver scattato nei seggi le foto delle loro schede votate. L’ambientalista ha nel frattempo ricevuto varie minacce di morte, missive lasciate nella buca delle lettere o sull’uscio di casa. E’ stato anche identificato dai poliziotti e dai vigili urbani per quattro volte consecutive in una sola giornata, mentre svolgeva la sua normale funzione di rappresentante di lista. “Dulcis” in fundo c’è la testimonianza firmata e pubblicata attraverso un post Facebook, del presidente di una sezione. “Quello di Cannavacciuolo – ha scritto il pubblico ufficiale – è stato un ottimo risultato raggiunto rischiando l’incolumità personale. Nella due giorni elettorale ho potuto constatare gli attacchi vili e l’abuso di potere di pubblici ufficiali nei suoi confronti. Una vicenda che il prefetto dovrebbe conoscere e che forse l’autorità giudiziaria dovrebbe vagliare per valutare la rilevanza penale di una condotta persecutoria”. Il presidente di sezione, che nella vita fa l’avvocato, ha pure scritto pubblicamente che “si farà sempre più intenso il fetore della corruzione, del voto di scambio, delle assunzioni clientelari, degli abusi, dei soprusi e delle facili vittorie”.