Mina Settembre è la versione laica e napoletana di Don Matteo e di Suor Angela

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Mina Settembre, l’assistente sociale “creata” da De Giovanni e protagonista della serie televisiva, “confessa”, protegge e rimprovera gli infelici come don Matteo e la Suor Angela di “Che Dio ci aiuti”. Ma le sue storie si svolgono a Napoli, dove può diventare realtà concreta anche un’idea che altrove sarebbe considerata folle. Scrittore e regista sfruttano con grande abilità questa situazione. I pregi e i limiti della prosa “sorprendente” di Maurizio De Giovanni: la bellezza di Mina  funziona “come una fetta biscottata imburrata”…..   Mina è assistente sociale in un consultorio, e dunque le persone che vanno da lei a raccontare i loro guai, a chiedere e ad ascoltare consigli vengono dagli stessi spazi sociali frequentati da chi va a “confessarsi” da Don Matteo, da Suor Angela, e da Padre Brown, il “modello” primo. Mina è bella, esce da un matrimonio sgretolato, attira corteggiatori, ha una madre insopportabile, che “per lei è il Problema Numero Uno”: i momenti della sua vita privata “colorano” di tinte e di segni caratteristici le sue storie: è la lezione di Pepe Carvalho e di Salvo Montalbano. Ha scritto Gabriele Romagnoli (la Repubblica, 12/1/2020) che i creatori di Don Matteo hanno lasciato fuori dalle sue “imprese” il verosimile e la realtà, anche quella degli spazi di Spoleto in cui il prete vive e agisce. Questa “ fantaSpoleto si propone come capitale morale di un’Italia pacificata, un’oasi atemporale….la vera protagonista della serie è questa penisola che non c’è”. Mina ha la fortuna di vivere e di operare a Napoli, nel “teatro” in cui da sempre non c’è cosa così incredibile che non possa diventare realtà concreta: ciò che altrove è impossibile a Napoli si configura come un dato di fatto.Direte che questo è uno stereotipo, il primo dei molti luoghi comuni costruiti intorno ai Napoletani: però Amalia Signorelli faceva notare che i Napoletani sono a tal punto soddisfatti di questi luoghi comuni ricamati su di loro che vi si adeguano, li scelgono come regole di vita, fanno sì che diventino criteri di verità. Era fatale che Giuseppe Montesano raccontasse nel romanzo “Di questa vita menzognera” la storia dei Negromonte che, diventati padroni di Napoli, la mettono in vendita come se fosse un gigantesco teatro di illusionisti e di prestigiatori, un giocoso labirinto di trucchi e di trappole. Nella puntata “Mina Settembre” di lunedì alcuni malavitosi rapiscono un bambino per costringere la madre ad avvelenare il suo amante, quello in carica. E questo può capitare dovunque: in un “episodio” di Perry Mason, trasmesso sul canale 39 “top crime” proprio lunedì, in contemporanea, capitava qualcosa di simile.Però nemmeno Sherlock Holmes, quello di “Elementary”, avrebbe potuto risolvere il problema così come lo risolve l’assistente sociale di Maurizio De Giovanni. Mina e il ginecologo del consultorio, avendo scoperto dove e da chi è custodito il bambino, si fanno prestare un’autoambulanza, indossano il camice bianco, e a sirene spiegate vanno a liberarlo, facendo credere alla donna che gli fa da guardia che il bambino soffre di una grave malattia infettiva, e che la madre ne è già stata contaminata e sta in ospedale. Lo dicono anche alla folla di curiosi attirati dalle sirene, e mettono tutti in agitazione: la donna- guardiano si arrende, per paura e del morbo e dei suoi vicini di casa. Solo un Napoletano può pensare un progetto così ardito, perché solo a Napoli è possibile realizzarlo. Scrittore e regista sfruttano abilmente tutte le occasioni. Il consultorio sta ai Quartieri Spagnoli, un teatro nel teatro, in un palazzo antico, il cui portiere è uscito dai film di Totò e di Peppino e dalle commedie di Scarpetta. Mina Settembre percorre a piedi la strada tra i Quartieri e il suo alloggio: ed è, questa, un’ “invenzione” brillante dello scrittore, perché “la durata del tragitto era assimilabile a una puntata alla roulette”: scansare moto e auto che vanno contromano, sottrarsi in tempo alla pioggia di briciole e di resti di ogni genere che vengono giù dai balconi e dalle tovaglie che le “vajasse” “sbattono” con violenza, evitare gli altri impedimenti prodotti, scrive De Giovanni, dalla “creatività cittadina: manifestazioni di lavoratori socialmente utili, errata sincronizzazione dei semafori, uccisione di vigili urbani” ( dal romanzo “Troppo freddo per Settembre”).Lo scrittore anche nel racconto dei “casi” di Mina Settembre usa quella prosa “sorprendente” con cui descrive le imprese dei “bastardi di Pizzofalcone”: similitudini, metafore, giochi di parole devono prendere il lettore in contropiede: e spesso si aiutano, vorrebbero aiutarsi, con una punta di ironia o con un lampo di umorismo. Il gioco è difficile, e non sempre riesce. Nel romanzo “Troppo freddo per Settembre” la bellezza di Mina “funzionava come una fetta biscottata imburrata e cosparsa di miele, posta al centro di un prato in un mezzogiorno estivo”. Gli uomini che si avvicinavano a Mina erano trasformati da un demone “in un ammasso di cellule fibrillanti e allupate, dirette in un’unica direzione”. La madre “avrebbe incentivato un utilizzo di quel corpo con finalità economiche”, le amiche se ne sarebbero servite per certe “performance” che descrivevano a Mina “in maniera fin troppo articolata”, e invece Mina avrebbe voluto “essere filiforme e androgina, per poter ispirare pensieri puri su cui costruire amabili rapporti personali. Macché”. Credo che Serena Rossi sappia rendere al meglio le note conturbanti della bellezza di Mina Settembre, anche se me la immagino come un babà, e non come una fetta biscottata. (FONTE FOTO:RETE INTERNET)  

[VIDEO] Marigliano, il 2021 propone un San Sebastiano alternativo: intervista a don Lino D’Onofrio

Come sempre, anche se non si sa bene da quando, ogni 20 gennaio la città di Marigliano vive la giornata di festa dedicata al suo santo patrono: San Sebastiano, martire per aver sostenuto la fede cristiana e oggetto di un culto antico. Lo scorso anno la ricorrenza fece giusto in tempo ad arrivare, un attimo prima della pandemia di Covid-19 che da quasi un anno attanaglia la popolazione mondiale, e che questa volta impedirà lo svolgersi delle consuete celebrazioni. Per l’occasione abbiamo incontrato don Lino D’Onofrio, parroco della Insigne Collegiata chiesa “Santa Maria delle Grazie”, con il quale abbiamo conversato proprio partendo dallo spunto offerto dalla festa del santo patrono mariglianese, che evidentemente quest’anno sarà meno festosa, ma non meno sentita. Al fine di evitare assembramenti e di ottemperare alle norme anti Covid in vigore, la processione non avrà luogo: tuttavia saranno diversi i momenti da vivere anche in presenza (ma contingentati), all’interno della chiesa principale della città, a partire dalle ore 10. È previsto anche un intervento del sindaco Peppe Jossa, alle ore 11:30. Una pandemia, quella di coronavirus, che non ha ridimensionato la portata dell’azione diocesana, anzi: la comunità guidata da don Lino ha saputo fare di necessità virtù, spostando l’asse liturgico (e non solo) sulle piattaforme social, favorendo dunque una nuova interazione virtuale, eppure molto concreta, come testimoniano i risultati raggiunti grazie allo spirito di iniziativa e all’unione delle forze. Lo dimostrano i video realizzati di recente, caricati sul canale Youtube della parrocchia, dove proprio da poche ore è possibile apprezzare anche una preziosa opera, dal titolo “Lo cunto di San Sebastiano”, costruita sulla bravura dell’attore Massimo Andrei (noto per le pillole video di Snack), coinvolto nel progetto ideato proprio da don Lino D’Onofrio e realizzato da Diego Vitale e Matteo Notaro. È la religione ai tempi del Covid, che grazie alla verve del primicerio e alla freschezza del suo approccio e dei giovani coinvolti, diventa crossmediale e, forse paradossalmente, si avvicina alle persone, sapendosi trasformare con i tempi che fluiscono, e costruendo reti sinergiche, fatte di idee, solidarietà e umanità. Un altro esempio è il video dell’Inno a San Sebastiano, realizzato con il coinvolgimento delle giovanissime voci del coro parrocchiale. È possibile vederlo (e soprattutto ascoltarlo) qui. Resistenza e resilienza sono le parole chiave che don Lino indica per sopravvivere, fisicamente e spiritualmente, al buio della pandemia: un buio squarciato da raggi di luce che illuminano la comunità – oggi anche community – nonostante le difficoltà e i lutti, in una ritrovata relazione che sogna nuovi abbracci, ma intanto trova nuovi modi per tenersi stretta stretta.

Napoli, Ospedale del Mare: al via i lavori per il ripristino dell’ acqua calda.

La Procura di Napoli ha rimosso i sigilli alla voragine che si è creata la scorsa settimana all’Ospedale del Mare per permettere all’Asl Napoli 1 di ripristinare il flusso di acqua calda e riscaldamento al servizio dei reparti.

 

Il dissequestro temporaneo ieri mattina dopo che l’Asl ha presentato tutta la documentazione richiesta dai pm per proseguire le indagini. L’Asl ha fato partire quindi il cronoprogramma dei lavori che prevede una conclusione in un massimo di sette giorni.
L’ufficio tecnico, si apprende da fonti dell’Asl, con la squadra della ditta che si occupa della manutenzione, sta facendo partire i lavori che si svolgono a circa 50 metri dalla voragine, area anche quella sequestrata dai magistrati. I lavori prevedono l’installazione di nuove centrali caldaie che permettano di bypassare la voragine: con le attuali caldaie, infatti, l’acqua calda si riverserebbe nel fosso senza raggiungere l’ospedale. I lavori si svolgeranno nei cunicoli sotterranei del parcheggio fino all’ospedale. Attualmente l’Ospedale del Mare continua a lavorare in condizioni difficili, riscaldando l’acqua con i fornetti e provando a climatizzare le corsie con termoventilatori, una situazione che si sbloccherà solo alla fine dei lavori.

 

Fonte immagine: rete internet.

 

Somma Vesuviana, scarichi abusivi, Di Sarno: “Tolleranza zero per chi non rispetta il patrimonio ambientale”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana. 

Il Sindaco Di Sarno: “Grazie al nostro occhio vigile, delle Guardie Zoofile, servizio di Igiene Urbana, Polizia Municipale, siamo riusciti a scoprire altri scarichi abusivi. Tolleranza zero nei confronti di chi non rispetta il patrimonio ambientale. La pandemia non fa abbassare la nostra attenzione”.

De Vita: “Questa volta abbiamo individuato scarichi abusivi anche con pezzi d amianto, pneumatici di grandi dimensioni”. 

“Nell’ambito dell’operazione denominata “Occhio di falco” che stiamo conducendo da mesi, abbiamo perlustrato alcune aree della provincia di Napoli e tra queste anche il territorio di Somma Vesuviana, grazie alla collaborazione con la Polizia Municipale, il Servizio di Igiene Urbana del Comune di Somma Vesuviana e Parco Nazionale del Vesuvio. Durante le operazioni coordinate dal Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Sicurezza Ambientale, Giovanni Cimmino, abbiamo rinvenuto amianto, pneumatici di grosse dimensioni ed in qualche zona anche una discarica a cielo aperto e abusiva. Siamo partiti da Rione Trieste salendo la montagna abbiamo raggiunto alcune stradine. Gli interventi hanno riguardato sia zone verso la montagna ma anche a valle. Ricordo che le Guardie Zoofile sono Agenti di Polizia Giudiziaria. Noi, in collaborazione con il Comune e con gli Enti locali preposti, individuiamo le aree degradate, gli scarichi abusivi di rifiuti ed inviamo nell’arco di pochi minuti, in tempo reale, la documentazione fotografica di quanto trovato ed anche la geo – localizzazione dei siti allo SMA Campania”. Lo ha dichiarato Bernardino De Vita, Coordinatore Provinciale delle Nucleo Guardie Eco – zoofile dell’Associazione Italiana Sicurezza Ambientale (AISA).

Tolleranza zero nei confronti di chi reca danno all’ambiente e alla comunità

“Noi siamo costantemente impegnati sul fronte pandemia, negli ultimi 4 giorni abbiamo registrato 25 nuovi positivi con una curva per fortuna stabile ma da tenere sotto controllo con 78 positivi attivi, di cui 6 ricoverati in ospedale, 69 persone in sorveglianza sanitaria, ma non stiamo per nulla abbassando gli occhi e la nostra attenzione sul patrimonio ambientale e sulla sua tutela. Tolleranza zero nei confronti di chi reca danno all’ambiente, alla nostra città, alla comunità. Già in alcune aree abbiamo delle telecamere grazie alle quali è stato anche nei mesi scorsi, possibile individuare i colpevoli. Tutelare l’ambiente è importante – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano che nelle scorse settimane aveva partecipato di persona agli interventi con le Guardie Zoofile e Polizia Municipale – perché tutelare anche il proprio habitat significa garantire ai giovani un futuro migliore, sostenibile e più vivibile. Dobbiamo noi istituzioni sensibilizzare il popolo, la gente, i cittadini ed è giusto che il primo a farlo sia proprio il sindaco. Dunque pieno apprezzamento per quanto con costanza stanno facendo sul territorio le Guardie Zoofile, il personale del servizio di Igiene Urbana del Comune di Somma Vesuviana e Polizia Municipale. Grazie al loro occhio vigile anche questa volta siamo riusciti a scoprire questi scarichi abusivi”.

Covid-19, Campania: risalgono i contagi. A Torre del Greco e Sant’Anastasia due classi in quarantena

Risalgono i contagi in Campania. Stando a quanto riportato dal solito bollettino dell’unità di crisi regionale, solo nella giornata di ieri ci sono stati 714 nuovi positivi e ben 25 deceduti, numeri che sembrano rappresentare il classico fulmine a ciel sereno vista la situazione positivamente stazionaria in Campania fino a questo momento.   Ed è proprio per questo motivo che si è deciso per la riapertura delle scuole, seppure graduale. I bambini sono finalmente ritornati tra i banchi di scuola, in presenza dopo mesi di didattica a distanza eppure la preoccupazione c’è soprattutto dopo aver notato un nuovo aumento di contagi in Campania. A Sant’Anastasia e Torre Annunziata  ci sono stati casi di bambini risultati positivi al covid-19 in due scuole, le rispettive classi sono state ovviamente poste in quarantena fiduciaria e tutti i bambini dovranno essere sottoposti ad un tampone. Nell’istituto comprensivo Giacomo Leopardi di Torre, dopo questo episodio, la preside ha prontamente comunicato la sospensione temporanea delle attività didattiche in presenza fino al 26 gennaio, permettendo agli alunni di continuare con la Dad. La campagna vaccini continua in Campania, nonostante la brusca decelerazione di questi giorni a causa del taglio delle dosi inviate da Pfizer. Ieri è però iniziata la somministrazione del vaccino anche agli studenti del sesto anno di Medicina e Chirurgia dell’università Federico II che svolgono il tirocinio nei reparti e sono partiti i richiami del vaccino alle persone che per prime avevano ricevuto le dosi alcune settimane fa. La Campania è sempre zona gialla, salvo ulteriori peggioramenti nei prossimi giorni. Dunque, non resta che attendere nuovi aggiornamenti e sperare che la situazione non degeneri per l’ennesima volta. (fonte foto:rete internet)

Campania, molti genitori richiedono la DAD per tutelare i propri figli

Campania, sono molti i genitori che chiedono di protrarre la DAD fino a fine emergenza o almeno di optare per una didattica mista per tutelare gli alunni.

I genitori e gli admin dei gruppi locali “Tuteliamo i nostri figli”, gruppi nati con l’intento di riunire quanti vorrebbero che la DAD fosse protratta fino alla fine dell’emergenza, a seguito della diretta dell’Assessore alle Politiche Giovanili e Sociali Fortini, sono molti a mostrare la loro preoccupazione. La scelta di riaprire le scuole in questo momento non sembra essere prudente poiché i casi di contagio all’interno di esse cominciano a preoccupare. Sono all’ordine del giorno le segnalazioni di positività soprattutto nelle scuole di classi e ordine minore. Secondo alcuni genitori la scelta di riaprire le classi dei più piccoli non è affatto condivisibile. Del resto, ad ottobre, le scuole di ogni ordine e grado sono state chiuse in Campania con numeri molto vicini a quelli che si registrano oggi. Riaprire sia le classi quarte che le quinte, significa riportare a regime i plessi con conseguenti assembramenti di genitori e alunni, sia all’esterno che all’interno degli edifici scolastici. I genitori credono sia più prudente attendere questa settimana per valutare con scrupolosità i numeri dei contagi da Covid-19. Il dato che inoltre hanno rilevato con certezza dal monitoraggio locale e regionale è che c’è una netta maggioranza di genitori impossibilitati a scegliere se riportare o meno i propri figli tra i banchi di scuola in quanto costretti dall’obbligo scolastico e poiché non possono reclamare una didattica almeno mista. Aumentano inoltre le richieste di istruzione parentale alle scuole, scelta disperata di molti genitori per tutelare i propri figli. La vicinanza all’operato della Regione resta, tuttavia, immutata con la fiducia, sempre mostrata, ad un Governo attento ed attendista vocato alla prevenzione. Tuttavia, i primi casi con conseguenti quarantene di intere sezioni e plessi, nonché di aperture e chiusure intermittenti, sono un danno soprattutto per gli studenti. La DAD sarebbe stato uno stratagemma per tenere lontani gli alunni da un clima di tensione psicologica e da un rischio che non giova a nessuno, neanche a chi vuole le scuole aperte ad ogni costo.

Tutti gli admin dei gruppi campani “TUTELIAMO I NOSTRI FIGLI” con

Yvonne Colamarco-Avellino, Ileana Gengaro-Atripalda, Emiddio De Falco-Ottaviano, Alessia Marini-Casalnuovo, Sabrina Ranucci-Massalubrense, Anna Imparato, Agnese Vitola-Castellammare di Stabia, Emanuele Vuoso- Ischia, Rachele Sepe-Afragola,Titta Magri-Napoli, Marilina Ariano-Giugliano in Campania, Aurelia D’Aponte-Sant’Antimo, Salvatore De Masi-Mercogliano, Amelia Garofalo- Santa Maria Capua Vetere, Viviana Falanga-Casapulla, Arturo Gelormini-Ariano Irpino, Marylia Martinelli-Villa Literno, Severino Visidore-Pompei.

Ercolano, controlli a tappeto: arrestate 3 persone, 2 di queste per “truffa dello specchietto”

Senza sosta l’attività di controllo del territorio dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Intensificati i servizi nell’area vesuviana ed in particolare ad Ercolano, dove i militari della locale tenenza insieme a quelli della sezione radiomobile di Torre del Greco hanno controllato 106 persone e oltre 70 veicoli.

Durante il servizio i Carabinieri della Tenenza di Ercolano hanno arrestato un 33enne per spaccio di stupefacenti. È stato sorpreso nelle vie del centro cittadino mentre cedeva una dose di hashish ad un “cliente” in cambio di denaro. Nella sua abitazione ancora altre due dosi della stessa sostanza e 60 euro ritenuti provento illecito. È ora ai domiciliari in attesa di giudizio.

I militari della Sezione Radiomobile di Torre del Greco, invece, hanno tratto in arresto per truffa un 40enne e un 25enne, entrambi di Casalnuovo di Napoli e già noti alle Forze dell’ordine.

Simulando un incidente stradale lungo via Benedetto Cozzolino, hanno indotto un’automobilista a credere di essere stato responsabile del danneggiamento dello specchietto retrovisore della loro auto. Promettendo di non coinvolgere le assicurazioni hanno chiesto 70 euro per ripianare il danno subìto.

La classica “truffa dello specchietto” costata ai due le manette e gli arresti domiciliari in attesa di giudizio.

I militari, infatti, hanno facilmente individuato la loro vettura e durante una perquisizione veicolare hanno rinvenuto e sequestrato uno specchietto integro, il denaro sottratto con l’inganno poco prima alla vittima e un attrezzo utilizzato per simulare lo scontro tra auto.

Sei le sanzioni amministrative notificate per inosservanza delle violazioni alla normativa anti-contagio.

Nola, inaugurata la prima casa dell’acqua per limitare il consumo di acqua imbottigliata in plastica

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Riceviamo e pubblichiamo

Ieri mattina in presenza del Sindaco Gaetano Minieri, dell’Assessore all’Ambiente Francesco Pizzella e dei vertici di Acquatec è stata inaugurata la prima casa dell’acqua ubicata in Via Padre Francesco Palliola.

La struttura pubblica sarà fruibile da tutti i cittadini 24 ore su 24 e fornirà acqua microfiltrata liscia e gassata refrigerata al costo di 5 centesimi al litro con monete oppure con card. La finalità del progetto è quella di disincentivare l’acquisto di acqua imbottigliata in plastica equindi ridurne il consumo, sensibilizzando, inoltre, la cittadinanzaintera ad una maggiore consapevolezza verso le tematiche ambientalie la risorsa idrica.

“Abbiamo scelto di affidarci alla competenza e alla professionalità di Acquatec che gestisce in Campania già un centinaio di impianti.” –commenta il Sindaco Gaetano Minieri – “mi auguro che tutta la cittadinanza possa comprendere l’importanza delle case dell’acqua per una migliore tutela dell’ambiente e del nostro territorio.”

“Questo è solo il primo di tre impianti che verranno dislocati sul nostro comune.” – commenta l’Assessore all’Ambiente l’Arch. Francesco Pizzella – “ciascuno di noi può e deve contribuire attraverso le case dell’acqua a ridurre i consumi di plastica e a diminuire le emissioni di CO2.”

Mariglianella, rinnovate le bandiere sul Municipio, il Sindaco Russo dispone il debutto del Vessillo Comunale.

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Mariglianella

 

Sulla Casa Comunale di Mariglianella, così come disposto dal Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, svetta la rinnovata esposizione dei vessilli istituzionali con lo Stemma Comunale, il Tricolore e la Bandiera Europea.  

Lo scorso 7 gennaio, in Italia, è stata celebrata la giornata nazionale della Bandiera con al centro la città di Reggio Emilia, dove si acconsentì per la prima volta, il 7 gennaio 1797, all’adozione del Tricolore, da parte di un sovrano Stato Italiano, la Repubblica Cispadana. 

Con la Proclamazione del Regno d’Italia, avvenuta il 17 marzo 1861, l’Italia unita ebbe come vessillo nazionale la bandiera verde, bianca e rossa. La definitiva adozione ufficiale del Tricolore, quale bandiera nazionale, avvenne con un Decreto del Presidente del Consiglio, il 12 giugno del 1946, accompagnata dai primi vagiti  della Repubblica Italiana. Il 24 marzo 1947 l’Assemblea Costituente ratificava tale decisione inserendola dell’articolo 12 della Costituzione Italiana: «La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni». 

Per celebrare il Bicentenario della nascita del Tricolore, con la Legge n. 671 del 31 dicembre 1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 1 del 2 gennaio 1997, si fissò quanto segue: «Il giorno 7 gennaio, anniversario della nascita del primo tricolore d’Italia, è dichiarato giornata nazionale della bandiera. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri sono fissate le modalità delle celebrazioni annuali che devono, comunque, prevedere il carattere non festivo del giorno stesso».

Quest’anno a Mariglianella il Sindaco, Dott. Arcangelo Russo, oltre al Tricolore e alla Bandiera dell’Europa con le 12 Stelle in campo azzurro, ha fatto aggiungere un vessillo con lo Stemma Comunale riprodotto dallo storico Gonfalone cittadino esposto in una teca protetta presso la Sala Consiliare Comunale di Mariglianella.

Il Primo Cittadino ha inteso sottolineare «con l’esposizione anche del Vessillo Comunale, insieme alle Bandiere dell’Italia e dell’Europa, un’armonica appartenenza intessuta di principi e valori che alimentano costantemente la coerente azione personale di ogni Cittadino, della Comunità e dell’Amministrazione Comunale di Mariglianella, che ho l’onore e l’onere di guidare, nel rispetto delle leggi e della Costituzione Italiana, su mandato popolare ricevuto con le Elezioni Comunali del 20 e 21 settembre 2020. Un piglio identitario -ha concluso il Sindaco Russo- in sintonia con l’Unità Nazionale e nell’afflato verso un futuro sempre più coeso ed integrato dell’Unione Europea».

Pollena Trocchia, usura aggravata ed estorsione:quattro arresti

Nella mattinata odierna, i carabinieri della Tenenza di Cercola, hanno dato esecuzione in Napoli, Pollena Trocchia e Rotello (CB) a quattro ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Tribunale di Nola — Ufficio G.I.P. — per i reati usura aggravata ed estorsione.   Le indagini sono state avviate nell’ottobre 2019 a seguito di una denuncia per usura sporta presso la Tenenza dei Carabinieri di Cercola da parte del titolare di un esercizio commerciale di Pollena Trocchia il quale, trovandosi in uno stato di difficoltà economica, si era visto costretto a rivolgersi a soggetti dediti all’attività di usura tra cui gli odierni arrestati. Le difficoltà nel reperire il denaro ed assolvere alle obbligazioni contratte (il tasso di interesse praticato oscillava tra il 20 ed il 120 % annuo) hanno ulteriormente aggravato la posizione debitoria della vittima la quale ha subito anche azioni intimidatorie da parte degli usurai. Le dichiarazioni rese in denuncia hanno trovato pieno riscontro nell’attività tecnica delegata dall’A.G., nel rinvenimento di prove documentali nonché in alcune dichiarazioni di un collaboratore di giustizia co-indagato con gli arrestati nello stesso procedimento penale. Gli arrestati (A. V., di anni 57, C. G., di anni 50, S. C., di anni 40, C. P., di anni 44) sono stati associati presso le case circondariali di Napoli Poggioreale, Secondigliano e di Larino.