Somma, Covid, al via la task-force sulle scuole per garantire la sicurezza

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana Di Sarno: “Domani alle ore 18:00 insediamento a Palazzo Torino della task–force comunale formata da dirigenti scolastici, genitori, medici, al fine di valutare ogni 10 giorni la situazione epidemiologica ed adottare le decisioni migliori garantendo la sicurezza sanitaria. Ricordo che le scuole sono i luoghi più sicuri per i nostri ragazzi ma abbiamo dovuto tenerle chiuse a causa dei contagi domiciliari”. Piccolo: “Abbiamo sanificato gli ambienti anche durante il periodo natalizio. Tutte le prime avranno la didattica in presenza al 100%, le seconde e le terze all’85% grazie a banchi monoposto e riorganizzazione degli spazi”. Giugliano (Liceo Scientifico) : “Abbiamo assunto organico Covid. Con la tecnologia LIM, Lavagne Interattive Multimediali le classi prime saranno collegate tra loro riuscendo nella didattica in presenza al 100%. Agli ingressi termoscanner particolari che diranno anche se la mascherina è indossata correttamente. Inoltre gli studenti, in un apposito video, raccontano con la loro voce e i loro volti agli altri coetanei ed ai genitori, tutte le misure di sicurezza messe in campo dall’Istituto e le norme comportamentali da seguire”. “Domani, alle ore 18, si insedierà, a Palazzo Torino, dunque presso la sede del Comune, la task – force comunale sulla scuola, voluta fortemente dal sottoscritto per garantire costantemente la sicurezza. Io sarò in sede e chiaramente l’intera task – force sarà in video – collegamento e dunque la riunione si svolgerà con modalità a distanza.  La task – force sarà formata da tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, dai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, al fine di interagire sulla situazione epidemiologica locale. Questo tavolo permanente, ogni 10 giorni farà un’analisi dettagliata della situazione con dei risultati dei quali terrò conto per adottare le migliori decisioni durante il periodo della scuola in presenza. Vorrei ringraziare tutti i dirigenti scolastici perché, mettendo anche in campo le migliori tecnologie ed idee, stanno veramente facendo con sacrificio ma anche amore, un lavoro importante per il bene dei ragazzi. C’è piena collaborazione tra istituzioni con il coinvolgimento in prima linea dei genitori”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. Una task – force per la quale il sindaco ha creato anche un apposito gruppo Whatsapp al fine di interagire velocemente con le parti in campo. Ma come si sono preparati gli istituti scolastici di Somma Vesuviana? Al Liceo Scientifico tutte le prime avranno didattica in presenza grazie alla tecnologia LIM, alle Lavagne Interattive Multimediali che metteranno in collegamento aule vicine, assunto anche “organico Covid”. Alla Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco – Summa Villa” didattica in presenza all’85% per seconde e terze, grazie alla riorganizzazione degli spazi e banchi monoposto. Anche alla San Giovanni Bosco didattica in presenza al 100% per le prime. “Nella previsione della riapertura scolastica, ad Ottobre scorso, senza l’arrivo dei banchi monoposto, per garantire il distanziamento, avevamo calcolato che il 30 % rimaneva a casa e il restante in classe ma sempre con la turnazione. Oggi con l’arrivo dei banchi monoposto riusciamo a portare la presenza all’85%, questo significa che le classi prime non faranno la didattica a distanza ma tutta in presenza, per le altre classi comunque ci sarà una percentuale alta dell’85 % in presenza. Dunque su 1090 iscritti, in presenza saranno 952 alunni, per 138 alunni la rotazione interna garantirà la presenza e comunque sarà sempre garantita la didattica anche a distanza. Servizi pienamente garantiti ai ragazzi con disabilità. Per i ragazzi che hanno difficoltà motorie garantiremo la presenza in classi con abbattimento delle barriere architettoniche – ha dichiarato Ernesto Piccolo, Preside della Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco – Summa Villa”- e dunque aule al piano terra. Allo stesso tempo abbiamo un montascale che garantirà eventuali spostamenti anche per il raggiungimento dei piani superiori o delle aree inferiori come la palestra. Nel periodo natalizio non ci siamo fermati e siamo riusciti ad eseguire una nuova sanificazione degli ambienti. Dunque la scuola è sicura. Ai ragazzi chiedo di partecipare sempre con entusiasmo anche se la didattica a distanza non è paragonabile a quella oin presenza. Ai genitori chiedo collaborazione e soprattutto di non creare assembramenti fuori agli edifici scolastici. I ragazzi dovranno entrare nel rispetto del distanziamento, alle ore 8, utilizzando gli ingressi garantiti e dunque chiediamo di non creare assembramenti. Alcune classi dovranno entrare per l’ingresso centrale, altre per l’ingresso secondario. Chiediamo ai genitori, una partecipazione attiva, di motivare i propri figli e a farli rientrare. Dentro scuola noi garantiamo il massimo piano di sicurezza sanitaria”. Le LIM e organico Covid al Liceo Scientifico- Classico  “Torricelli” di Somma Vesuviana: “I nostri ragazzi hanno preparato un video di presentazione della nostra impostazione per la ripresa in sicurezza. Nel video i ragazzi illustrano le misure messe in campo per contrastare l’epidemia da SARS COVID 2, in particolar modo un nuovo protocollo di sicurezza stilato dal Comitato aziendale per la sicurezza formato dal dirigente scolastico, dal nostro RSTP, dal medico competente e dal responsabile dei lavoratori per la sicurezza. Inoltre abbiamo i banchi monoposto – ha dichiarato Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico/classico “Torricelli” –  ma igienizzanti in tutte le aule e negli spazi comuni. Abbiamo anche disegnato una segnaletica precisa che va a circoscrivere lo spazio intorno al singolo banco e a separare la cattedra ed una segnaletica che garantirà ingressi separati indicati con bollini rossi, con bollini blu. Abbiamo dei termoscanner particolari in quanto non solo misurano la temperatura ma ci dicono anche se la mascherina è indossata in modo corretto. Qualora il 25 Gennaio le lezioni in presenza dovessero riprendere si avranno due turni. Il primo turno alle ore 8 con la presenza del 40% delle classi, alle ore 10 il rimanente 60% delle restanti classi. Tutte le prime avranno al 100% la didattica a presenza. Le prime sono state le più penalizzate perché praticamente non hanno avuto modo di incontrarsi, conoscersi e dunque per loro è garantita la didattica in presenza. Abbiamo  “l’organico Covid”, perché abbiamo assunto ulteriori docenti che faranno da supporto ai docenti di base per distribuire le classi prime in due aule adiacenti. Dunque metà classe in un’aula con il docente di base e l’altra metà classe nell’aula affianco e collegate tramite la tecnologia LIM con Lavagne Interattive Multimediali che noi abbiamo in tutte le nostre aule. In questo modo è garantito il distanziamento ma è garantita anche la didattica in presenza. Per le altre classi avremo una didattica in presenza al 50% con ovviamente la turnazione con l’altro 50%”.

Guardia di Finanza, pubblicato il bando di concorso per il reclutamento di 571 allievi finanzieri

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Bando di concorso per titoli ed esami reclutamento 571 Allievi Finanzieri – Anno 2020. Sulla Gazzetta Ufficiale – IV Serie Speciale – n. 100, del 29 dicembre 2020, è stato pubblicato il bando di concorso, per titoli ed esami, per il reclutamento di 571 allievi finanzieri (510 del contingente ordinario e 61 del contingente di mare) cosi ripartiti: • n. 315 riservati ai volontari in ferma prefissata delle Forze armate; • n. 256 rivolti ai cittadini italiani (18 posti sono riservati a coloro in possesso dell’attestato di bilinguismo di cui all’articolo 4 del decreto del Presidente della Repubblica 26 luglio 1976, n. 752). Per la prima volta, sono stati destinati 120 posti all’arruolamento di personale da avviare al conseguimento della specializzazione “Anti Terrorismo e Pronto Impiego (A.T.P.1.)”. Al concorso possono partecipare coloro che abbiano, alla data di scadenza del termine per la presentazione della domanda, compiuto il 18° anno e non abbiano superato ii giorno di compimento del 26° anno di età. Il limite anagrafico massimo cosi fissato è elevato di un periodo pari all’effettivo servizio militare prestato e, comunque, non superiore a tre anni per coloro che, alla data del 6 luglio 2017, svolgevano o avevano svolto servizio militare volontario, di leva o di leva prolungato. Ai fini della presentazione della domanda di partecipazione è necessario essere in possesso del diploma di istruzione secondaria: • di primo grado, per i posti riservati ai volontari delle Forze armate; • di secondo grado che consenta l’iscrizione ai corsi per ii conseguimento della laurea, per i restanti posti. La domanda di partecipazione al concorso, da presentare entro le ore 12.00 del 29 gennaio 2021, dovrà essere compilata esclusivamente mediante la procedura telematica disponibile sul portale attivo all’indirizzo “https://concorsi.gdf.gov.it“, seguendo le istruzioni del sistema automatizzato. I concorrenti, che devono essere in possesso di un account di posta elettronica certificata (“P.E.C.”), dopo aver effettuato la registrazione al portale, potranno accedere, tramite la propria area riservata, al form di compilazione della domanda di partecipazione. Sul predetto sito internet e tramite l’APP Mobile “GdF Concorsi” è possibile acquisire ulteriori e più complete informazioni di dettaglio sul concorso e prendere visione del bando.

Saviano, nuova rete idrica in sette strade: avviato il tavolo tecnico permanente tra GORI e amministrazione comunale.

Riceviamo e pubblichiamo Si è svolto ieri mattina, presso la sede del municipio di Saviano, l’incontro tra l’Amministratore Delegato di GORI, Giovanni Paolo Marati, il Vicepresidente, Luigi Mennella, e il Sindaco, Vincenzo Simonelli, per discutere sullo stato di avanzamento dei lavori alla rete idrica ed avviare una proficua collaborazione anche per le opere da realizzare in futuro.   Prosegue, infatti, l’impegno di GORI per il potenziamento delle infrastrutture a servizio del territorio: via Miccoli, via Feudo, via Narni, via Degli Orti, via Caliendo, via Casa Allocca e via Scarlatti, sono le ultime strade interessate dalla sostituzione delle vecchie condotte idriche, con una prima parte di interventi che sarà completata a febbraio 2021, e una seconda parte che sarà completata ad aprile 2021. L’opera, che consta di 1 chilometro e mezzo di nuova rete idrica a servizio di circa 1000 utenze, consentirà di risolvere definitivamente i problemi di perdite diffuse, abbassamenti di pressione e mancanze d’acqua; in tutte le zone oggetto di intervento, inoltre, GORI procederà al ripristino del manto stradale. “Il nostro lavoro non si ferma qui – sottolinea l’Amministratore Delegato di GORI, Giovanni Paolo Marati – Oggi abbiamo avviato un tavolo tecnico permanente per supportare l’amministrazione comunale anche nella risoluzione della problematica degli allagamenti e nell’interlocuzione con gli enti preposti. Si tratta, infatti, di un aspetto che non è di nostra competenza, ma siamo disponibili a individuare, insieme agli enti comunali e sovracomunali, gli interventi necessari per una migliore gestione delle reti, spesso compromessa da una cattiva manutenzione dei corpi idrici superficiali”. Durante l’incontro, infatti, GORI ha illustrato lo stato manutentivo della rete fognaria, evidenziando come la causa degli allagamenti sia da rinvenire nell’attuale consistenza degli alvei, e in particolare dell’Alveo Quindici, deputato allo smaltimento delle acque piovane dei comuni dell’Area Nolana. Dal 2019, inoltre, l’Azienda è al lavoro anche per ripristinare il corretto funzionamento dei collettori comprensoriali afferenti al depuratore di Marigliano, deputati allo smaltimento delle acque nere, ma divenuti nel tempo, spesso e in maniera impropria, unico recapito anche delle acque piovane dei territori serviti. “Ringrazio GORI per l’incontro di ieri mattina – dichiara il Sindaco, Vincenzo Simonelli – È iniziato un nuovo rapporto, con la creazione di un tavolo tecnico teso a meglio approfondire le problematiche legate al territorio, fra cui quella atavica degli allagamenti. Solo con un lavoro sinergico fra i vari enti interessati, potremmo concretamente avviare a soluzione i problemi legati agli aspetti fognari. Un rapporto di collaborazione con Regione, comuni viciniori e GORI, è fondamentale e costituisce un primo punto di partenza. Continua così il lavoro d’impegno nell’interesse della comunità savianese”.

Caporalato ad Acerra: denunciate due persone dai carabinieri

Sfruttavano immigrati extracomunitari, anche clandestini, tenendoli al nero. I soggetti deferiti alla procura sono locali, tra loro c’è un imprenditore agricolo    La piaga del caporalato continua a flagellare le nostre campagne. Stamane i carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal maresciallo Giovanni Caccavale e coadiuvati dai colleghi del comando tutela del lavoro di Napoli, hanno messo a segno un’operazione in un campo agricolo in cui si stava effettuando una raccolta di ortaggi. Qui sono stati sorpresi nove immigrati extracomunitari che in base ai controlli erano del tutto privi di contratto di lavoro. Tutta manodopera completamente tenuta “al nero”, dunque. Quattro dei lavoratori sfruttati sono risultati anche clandestini. A quel punto i carabinieri hanno trattenuto e interrogato due persone del posto che stavano di fatto gestendo la manodopera finita sotto il giogo del caporalato. Si tratta del proprietario di un’azienda di prodotti agricoli e di un suo dipendente. Al termine delle indagini i militari hanno denunciato entrambi a piede libero per concorso in intermediazione e sfruttamento del lavoro nero. E’ stato pure sequestrato il veicolo con il quale i lavoratori venivano prelevati e trasportati nei terreni per la raccolta degli ortaggi. Nei riguardi del titolare della ditta sono anche state comminate sanzioni relative alla violazione delle norme in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro con in più una sanzione accessoria di sospensione dell’attività lavorativa per un’ammontare complessivo di 29mila euro. Comminata infine una sanzione pecuniaria penale di 19mila euro.

Grumo Nevano, inquinamento ambientale: i Carabinieri denunciano due persone.

Riceviamo e pubblichiamo dal Comando Provinciale Carabinieri di Napoli.

Continua la lotta disposta dal comando provinciale di Napoli all’inquinamento ambientale.

I Carabinieri della stazione di Grumo Nevano insieme agli agenti della locale Polizia Municipale – nell’ambito dei servizi di prevenzione e contrasto ai roghi tossici e allo smaltimento illecito di rifiuti – hanno denunciato un 54enne di Grumo Nevano e un 37enne di Casandrino per smaltimento illecito di rifiuti.

I due uomini, titolari di due diverse officine meccaniche della zona, esercitavano la loro attività senza alcun tipo di autorizzazione. I carabinieri hanno accertato che i 2 “imprenditori” smaltivano i rifiuti speciali – scarti di lavorazioni delle officine – senza alcun rispetto della normativa ambientale. Le officine abusive e le attrezzature utilizzate sono state sottoposte a sequestro. I titolari sanzionati per circa diecimila euro.

Quarto, i Carabinieri denunciano 9 persone coinvolte in una rissa.

I Carabinieri della tenenza di Quarto hanno denunciato 7 persone per rissa, 2 per omissione di soccorso.

Lo scorso 8 settembre 2020 sono stati coinvolti in una rissa nei pressi di un bar in Via Campana. Grazie all’analisi delle immagini delle telecamere installate lungo la strada dove i due gruppi di giovani si sono scontrati e le testimonianze delle persone presenti, i militari hanno identificato e segnalato all’autorità giudiziaria i 9 .

Sono tutti maggiorenni del posto tra i 18 e i 22 anni – otto sono già noti alle Forze dell’ordine – e dovranno rispondere del reato di rissa. Nessuno, per eludere le attività investigative, fece ricorso a cure mediche.

Fonte immagine: Ansa.

San Giorgio a Cremano, parroco preso a pugni durante la messa. Fiaccolata dei cittadini per esprimere vicinanza

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È avvenuto domenica 17 gennaio a San Giorgio Cremano un altro atto di violenza ingiustificata ai danni di Don Nino, il parroco della chiesa di San Giorgio Martire. Durante la celebrazione del l’Eucarestia, un fedele sulla trentina ha colpito con un pugno il prete perché, secondo le disposizioni anti-covid, non può più essere il parroco ad imboccare le persone ma devono essere loro stesse a prendere l’ostia della comunione. Sarebbe questo il motivo per cui l’uomo avrebbe aggredito violentemente Don Nino, come sostenuto da un fedele che ha assistito shockato alla scena. L’episodio è stato raccontato anche dai consiglieri regionali di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli e Alessandro Cilento, insieme a Salvatore Petrilli, commissario di Europa Verde della città: “Solidarietà a Don Nino e a tutti quelli che in questo periodo, già difficile di per sé, stanno subendo gli effetti di questa ondata dilagante di violenza vigliacca ed assurda che va assolutamente fermata con controlli continui, denunce e tolleranza zero.” Nella speranza che il responsabile venga al più presto individuato, i cittadini di San Giorgio a Cremano hanno mostrato la propria vicinanza a Don Nino fin da subito organizzando una fiaccolata in suo onore che si terrà oggi pomeriggio alle 17 in piazza Municipio. Gesto memorabile di una città che non vuole chinare il capo e volgere lo sguardo altrove con omertà ma che si ribella alle ingiustizie e a qualsiasi tipo di violenza. Tutti vogliono bene a Don Nino, come testimoniano tantissimi fedeli che spesso hanno chiesto aiuto al parroco il quale non si è mai tirato indietro ma al contrario ha sempre mostrato la sua vicinanza a tutta la comunità. “Non lo lasceremo solo” è questa la frase forse più significativa che i cittadini di San Giorgio continuano a ripetere dimostrando che, per quanta violenza l’uomo possa infliggere al mondo, ci sarà sempre chi, invece, urlerà a gran voce la pace e tenderà una mano in segno di aiuto a chi ne ha bisogno.  

Poggiomarino. Biblioteca comunale chiusa: compleanno senza festa. Opposizione: “Vogliamo spiegazioni”

Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del comune di Poggiomarino. La biblioteca comunale “Salvatore Boccia Montefusco” compie otto anni ma è chiusa, nonostante negli ultimi anni fosse diventata il fiore all’occhiello del Comune di Poggiomarino. Il certosino lavoro di archiviazione, la presenza costante di tanti fruitori, soprattutto giovani, e i numerosi eventi organizzati, infatti, avevano creato intorno alla biblioteca comunale un polo culturale di grande spessore. Sulla chiusura è intervenuta l’opposizione in consiglio comunale. Maria Stefania Franco, Giuseppe Annunziata, Michele Cangianiello, Nicola Salvati, Nicola Guerrasio e Rossella Vorraro chiedono pubblicamente spiegazioni. «Dal 31 dicembre 2020 non ci sono più prestiti né resi, né libri da catalogare, né progetti e finanziamenti da studiare per la nostra amata Biblioteca. E se è chiusa, non è certo per via della pandemia – fa sapere il gruppo – in Italia, oggi le biblioteche comunali sono aperte al pubblico, sebbene nel rispetto delle misure di sicurezza anti contagio. Per Poggiomarino, invece, è tutto fermo, e non ne conosciamo il motivo. Eppure, siamo dinanzi ad un servizio collaudato e perfettamente funzionante». Le scuole, gli eventi letterali, i laboratori sono ormai il pane quotidiano di un paese che ha tanta voglia di cultura: basterebbe dare uno sguardo al numero di presenze e prestiti annuali registrati dalla biblioteca. «C’è da dire, inoltre, che neanche durante questa terribile pandemia la biblioteca ha mai cessato la sua attività – raccontano – libri catalogati, allestimenti di nuove aree espositive, consigli di lettura e parole di grande conforto non sono mai venuti meno in un periodo storico senza eguali, in cui il senso di smarrimento è stato ed è ancora fortissimo».

Covid, esperti a confronto alla Federico II: “Ora più sanità territoriale.”

Riceviamo e pubbluchiamo

La pandemia di Covid-19 ha totalmente cambiato le prospettive di un mondo sempre in movimento, portando a delle forti accelerazioni soprattutto nell’ambito sanitario e in quello digitale, i due macro-settori che giocoforza sono stati messi a dura prova dall’emergere dell’epidemia, chiamati a rispondere alle esigenze di salute dei cittadini e a sopperire alle carenze economiche dovute alla crisi scatenatasi per i lunghi stop alle attività.

Queste tematiche sono state al centro del convegno “LA PANDEMIA DA COVID-19: RIPENSARE LA SANITA’ TERRITORIALE”, organizzato dal Dipartimento di Scienze Sociali, Università degli Studi di Napoli Federico II, nell’ambito delle attività dei Master di I e II Livello sul management sanitario e sociosanitario, tenutosi questa mattina su piattaforma digitale.

Dopo i saluti iniziali del magnifico rettore dell’Università Federico II, Matteo Lorito e diAnna Iervolino direttore generale AOU Policlinico Università Federico II, sono stati molteplici gli esponenti dell’orbe universitario e dell’ambito della salute pubblica a dare il loro apporto ai lavori.

Credo che la pandemia ci imponga una trasformazione”, ha dichiarato Stefano Consiglio, direttore del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II: “piuttosto che provare a resistere a questo cambiamento dobbiamo riuscire a mutare di fronte a delle condizioni esterne che sono profondamente cambiate e che non torneranno mai più come prima. I nostri master guardano non solo agli aspetti di gestione manageriale della sanità ma anche a quelli sociali che proprio con la pandemia hanno mostrato la loro importanza ma anche la loro fragilità”.

“La pandemia ha accentuato la convinzione della indispensabilità della rete, e ha posto ancor di più in primo piano la questione dei dati, non appartenenti alla sfera pubblica ma ai grandi colossi del web”. Ha specificato la professoressa Enrica Amaturo, Coordinatrice Dottorato di Ricerca in Scienze Sociali e Statistiche e Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Sociologia digitale e analisi del webdell’Università Federico II. “I dati non vanno comunicati affidandoci a una fideistica accettazione, bensì vanno decifrati, interpretati, c’è insomma bisogno di una dialettica sociale, in quanto vi è un problema di una scarsa consapevolezza da parte dei cittadini. Dobbiamo spingere affinché le persone siano parti in causa di questi temi altrimenti ci possiamo trovare dinanzi a una dittatura dell’algoritmo”.

A presiedere e a coordinare il convegno è stata Gianfranca Ranisio, coordinatrice dei Master Socio-Sanitari del Dipartimento di Scienze Sociali della Federico II. “La strategia sanitaria incentrata sul paziente deve essere intesa come fondata sulla comunità e sul territorio, e che sia attiva anche sul fronte della prevenzione. Devono collaborare più figure, non solo medici o membri del personale sanitario ma anche gli utenti stessi. Andando al di la di un ambito meramente sanitario o biomedico della salute, bisogna pensare a un sistema complesso che ci porti a vedere la correlazione tra l’ambito sociale e la sanità, immaginando un modello di salute come bene comune”.

Un importante spazio è stato dedicato anche al racconto dalle realtà regionali a cui hanno contribuito con le loro relazioni Maria Grazia Cogliati Dezza, psichiatra e già coordinatrice sociosanitaria microaree di Trieste, Manila Bonciani della Scuola Universitaria Superiore Sant’Anna di Pisa, Andrea Donatinidell’assessorato Sanità dell’Emilia Romagna, Maria Grazia Falciatore Vice capo Gabinetto Regione Campania e di Ugo Trama, della direzione generale SSR Campania.

Credo che abbiamo bisogno di un’ampia mobilitazione per riportare la salute al centro di tutte le politiche. Ognuno di noi ha il dovere di domandarsi come può contribuire.” Ha affermato Nerina Dirindin dell’Università di Torino, senatrice nel corso della XVII Legislatura e attuale membro della Commissione Ministeriale per la riforma dell’assistenza sanitaria e sociosanitaria della popolazione anziana presieduta da Mons. Vincenzo Paglia. “La pandemia da un lato ha rivalutato alcune cose delle regioni del sud e ha messo in luce le grandi debolezze delle grandi realtà industriali del nord”.

All’incontro hanno dato il loro contributo anche il professore Eugenio Zito, antropologo dell’Università Federico II e i responsabili degli ordini professionali, Fausto Piccolo, Direttore Ordine Medici Napoli e Provincia; Vincenzo Santagada, presidente Ordine Farmacisti Napoli; Gilda Panico, presidente Ordine Assistenti Sociali della Campania; Margherita Ascione, Ordine Professioni Infermieristiche Napoli, i rappresentanti delle AA.SS.LL Maria FemianoDirettore UOC Integrazione Sociosanitaria Asl Na2 Nord, Gaetano D’Onofrio Direttore sanitario Asl Na3 Sud e Domenico Crea Medico di medicina genarale Asl Na1 Centro.

In chiusura l’intervento di Roberto Landolfi, presidente Comitato etico del Santobono-Cardarelli di Napoli e referente Aria Territoriale Regione Campania della Commissione Salute. “In Campania è migliorata moltissimo la situazione degli ospedali, deve crescere la sanità territoriale. Quattro sono le proposte: in ordinario portare le risorse sanitarie stabilmente a livello di quello della Germania, i livelli essenziali delle prestazioni previsti dalla Costituzione debbono finalmente trovare una loro applicazione, non solo residenza ma anche assistenza domiciliare e infine, ci vorranno forse vent’anni, ma i medici della continuità assistenziale devono diventare tutti dipendenti del sistema sanitario nazionale

Cava dei Tirreni, il nuovo libro sulla storia della Chiesa di Sant’Anna all’Oliveto

Stampato in numero limitato di copie, è uscito in questi giorni l’ultimo contributo di storiografia locale dedicato alla chiesa di Sant’Anna all’Oliveto in Cava dei Tirreni.  Gli autori – Carmine Di Domenico, Felice Marciano e Pasquale Marciano –  raccontano la storia artistica, culturale e sociale dell’edificio sacro.   Il libro esalta la storia artistica, culturale e sociale di questo sacro luogo, sorto da una costola della più antica chiesa di Santa Lucia tra il 1855 e il 1867. L’appellativo deriva, appunto, dall’omonima confraternita di Sant’Anna, già esistente nella chiesa matrice di Santa Lucia, alla quale le famiglie di quel luogo aggiunsero l’identificativo “all’Oliveto”. Il 6 aprile del 1918 il Vescovo di Cava e di Sarno, Mons. Luigi Lavitrano (1874-1950), con proprio decreto, concesse alla chiesa il titolo di parrocchia, nominando come primo parroco il reverendo Don Michele Giordano. Il tempio sorge, attualmente, sulla piccola altura che caratterizza il centro della frazione Sant’Anna, in un ambiente di carattere rurale e collinare, con abitazioni sparse tra i terreni coltivati. Il luogo è anche conosciuto in tutta Italia per la presenza dell’antico gruppo dei Trombonieri di Sant’Anna all’Oliveto, che con i loro cortei ci deliziano in tante manifestazioni. Oggi ha il primato di essere il sodalizio più antico di Cava de’ Tirreni. Il Rev. Michele Giordano, comunque, tenne il possesso canonico dal 1919 fino al 1927, quando fu trasferito nella Collegiata di S. Maria Maggiore nella località Corpo di Cava. Il successore fu il Rev. Luigi Fasano. Seguirono in ordine di tempo: Mons. Carmine Di Domenico, Rev. Panfilo Spighi, Rev. Camillo Spadea,  Rev. Giuseppe Di Donato, Rev. Salvatore Convertino,  Rev. Salvatore D’Agostino, Rev. Carlo Papa, Rev. Attilio Razzano e, l’attuale parroco, Rev. Alessandro Buono. La facciata, in stile neoclassico e dall’aspetto di tempio greco, prospetta direttamente sulla strada, oltre la quale si apre una piazza trapezoidale aperta sulla valle metelliana, dove un tempo fu luogo di riposo del console romano Metello. Il restauro più importante fu quello del 1936, curato dal parroco Mons. Carmine Di Domenico e consistette nel consolidamento dell’intero edificio e nel  ripristino del tetto. Il volume in questione consta di 256 pagine ed è ricco di illustrazioni in bianco e nero: sono foto d’epoca che ripercorrono la storia locale attraverso immagini, processioni, personaggi locali, opere d’arte, affreschi, lapidi, documenti e così via. La prefazione è del parroco Don Alessandro Buono.