Napoli, riapre il Palazzo Reale con visite guidate dal nuovo direttore Mario Epifani

I musei statali riaprono dopo l’emergenza Covid-19 per accogliere i visitatori in sicurezza. In Italia vi sono oltre 500 musei, monumenti e siti archeologici statali.   Via libera al nuovo Dpcm, contenente ulteriori misure legate all’emergenza coronavirus in Italia con provvedimenti che saranno in vigore fino al 15 febbraio e che prevede la riapertura dei musei in zona gialla nei giorni feriali, rispettando tutte le norme del distanziamento sociale per la sicurezza di ogni visitatore e di ogni lavoratore.  «Nel Dpcm  – ha detto  il Ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini – è stato introdotta la riapertura dei musei e delle mostre nelle zone gialle almeno nei giorni feriali, dal lunedì al venerdì. Naturalmente  – ha proseguito il Ministro – tutto dovrà avvenire in modalità di sicurezza, come quest’estate, con gli obblighi di indossare le mascherine, mantenere il distanziamento, il contingentamento e con prenotazioni e bigliettazione elettronica per evitare le file. È un primo passo, un piccolo passo verso la ripartenza». Al Palazzo Reale di Napoli debutta il nuovo direttore Mario Epifani, insediatosi pochi giorni prima della chiusura del 6 novembre, dando il via alla nuova gestione autonoma del Museo in occasione della riapertura avvenuta il 18 gennaio. Il Palazzo Reale di Napoli fu edificato nel ‘600 come palazzo del re di Spagna Filippo III d’Asburgo. La sua collocazione urbanistica è accanto al Palazzo Vicereale Vecchio, poi demolito,   e ai giardini di Castel Nuovo al margine meridionale della città antica, con la facciata rivolta verso il grande spiazzo del Largo di Palazzo. L’architetto Domenico Fontana progettò una residenza civile di forme tardo rinascimentali e con un cortile d’onore centrale quadrato. Altri due cortili vennero aggiunti quando Napoli nel 1734 divenne capitale del regno con Carlo III di Borbone e la reggia fu ampliata. I musei hanno riaperto nelle zone gialle,  con regolare orario, con ingressi contingentati, ma saranno chiusi durante il week end. I visitatori potranno accedere al Palazzo Reale, dalle ore 9.00 alle 20.00, e ammirare oltre metà delle sale con la nuova illuminazione, un’importante innovazione realizzata negli ultimi mesi, che esalta le bellezze e la ricchezza dell’Appartamento Storico. È stata prorogata al 31 maggio l’istallazione “Almost Home – The Rosa Parks House Project” dell’artista statunitense Ryan Mendoza, visitabile gratuitamente all’interno del Cortile d’Onore del Palazzo. Valida fino al 31 gennaio l’iniziativa per l’acquisto di biglietti d’ingresso per famiglie iniziata prima di Natale, che consentirà di partecipare ad una visita guidata con il direttore Mario Epifani. «Per me è un piacere poter accogliere personalmente i visitatori – ha dichiarato Epifani – grazie a questa iniziativa che rappresenta un invito ai napoletani a tornare a visitare Palazzo Reale e che apre la speranza alla ripresa di una vita normale». Anche nel periodo di chiusura dei Musei nel Palazzo Reale si è continuato a lavorare, per migliorare i servizi di sicurezza e di sorveglianza  e l’accoglienza del pubblico. «Il mio progetto immediato è quello di lavorare sull’allestimento del percorso di visita dell’appartamento di etichetta, – racconta il direttore – rafforzando in particolare il collegamento storico con gli spazi occupati dalla Biblioteca Nazionale. Anche con il teatro San Carlo prevediamo una serie di iniziative congiunte che possano far rivivere il Palazzo attraverso la storia della musica napoletana dal ‘600 all’800». Sarà possibile visitare l’Appartamento Storico con gli  interni  allestiti nel gusto tardo barocco con marmi preziosi e affreschi celebrativi, tra i quali le opere di Francesco De Mura e Domenico Antonio Vaccaro. Dunque il primo passo si è fatto  verso il rientro alla normalità, nel rispetto delle norme di contenimento dell’emergenza epidemiologica. foto Luciano Pedicini

La donna amata e cantata da Lamartine si chiamava veramente Graziella ed era di Procida?

La scelta di Procida come capitale della cultura per il 2022 ha spinto molti a ricordare i preziosi “capitoli” della storia culturale dell’isola: il romanzo “Graziella” di Lamartine, “L’isola di Arturo” della Morante e il film “Il postino” di Troisi. Ma alcuni studiosi ritengono che Graziella sia soltanto la “ trasfigurazione” romantica di Antoniella, che lavorava a Napoli, nella “Fabbrica dei tabacchi”, e che Lamartine citò più volte nelle sue opere.   “Graziella” è un romanzo “vagamente autobiografico” ( Giovanni Bogliolo) che Alphonse de Lamartine pubblicò prima come capitolo delle “Confidenze” e poi, nel 1852, come opera a parte: vi è raccontata la storia romanzata  della tormentata relazione tra lo scrittore e la ragazza procidana, che per lui rifiuta il matrimonio con un cugino ed entra in guerra con la famiglia, che vuole imporle questo matrimonio a ogni costo. Graziella e Alphonse si giurano eterno amore, e, costretto a rientrare in Francia, il giovane promette alla ragazza che tornerà certamente. E invece non torna più. Graziella gli scrive, ma inutilmente: nell’ultima lettera gli dà notizia della sua grave malattia e della morte imminente. Il romanzo ebbe un notevole successo, sebbene già i contemporanei considerassero troppo evidente l’influenza del “Paolo e Virginia” pubblicato nel1788 da J.H. Bernardin de Saint Pierre. Assai severo fu il giudizio di Flaubert: “E’ un’opera mediocre, benché sia la miglior cosa che Lamartine abbia scritto in prosa. Ci sono dei particolari interessanti, ma in questo libro non c’è niente che vi commuova”. E tuttavia Graziella divenne un mito, il simbolo splendido della storia culturale dell’isola: ogni anno, dal 1939, durante la “Sagra del Mare”, si elegge, tra le donne di Procida, “Graziella”. A questa storia culturale ha contributo anche Elsa Morante con le pagine affascinanti del romanzo “L’isola di Arturo”. E forse conviene ricordare che Pablo Neruda è stato a Napoli e a Capri, ma mai a Procida, anche se “Il postino” dell’immenso Massimo Troisi ha creato un po’ di confusione. Lamartine giunse a Napoli nel dicembre del 1811 e vi restò fino al marzo dell’anno successivo. Lo accompagnava l’amico pittore Aymon de Virieu, ed entrambi, giovanissimi, poco più che ventenni, rappresentavano, nel fisico e nei modi, il modello dell’artista romantico. Lamartine venne conquistato da Napoli, in cui regnava la “pura e brutale voluttà” – così scrisse in una lettera alla marchesa di Raigecourt – e si augurò di morire a Napoli, per essere sepolto sulla “spiaggia sonora dove il mare di Sorrento srotola le sue onde azzurre”. Raccontò poi lo scrittore che nel 1812 aveva descritto in alcune poesie la meravigliosa bellezza delle gite in barca con Graziella, mentre l’amico Aymon tracciava nel suo album schizzi a matita del paesaggio. In seguito Alphonse aveva bruciato i fogli delle poesie, ma l’amico pittore riuscì a salvarne una, che Lamartine pubblicò, nel 1820, nelle “Meditazioni poetiche”. “Non vedi morir sulla sponda /il placido flusso del mare? / …Sul piccolo legno saliamo /che io guido così facilmente /e presso alle rive passiamo /del magico golfo silente/…Così tutto passa e muore, / e così anche noi passiamo, / né lasciamo traccia migliore / di quella che lascia sull’acqua/ la barca in cui ci troviamo”. Ma la ragazza di cui si innamorò  Lamartine si chiamava veramente Graziella ed era di Procida?  Gino Doria scrive che “recenti studiosi, e fra essi il nostro insigne L.F. Benedetto”, hanno ricostruito la vera storia: la ragazza non lavorava il corallo, ma i sigari, non era di Procida, ma di Napoli, e si chiamava “Antoniella”: e non a caso “Antoniella” fu il titolo dell’ ultimo romanzo che Lamartine scrisse nel 1869. Nel 1811, nella Napoli di Murat, un cugino dello scrittore, Dareste de la Chavanne, di Lione, dirigeva la Fabbrica dei tabacchi a San Pietro Martire, e qui, “ essendo separato dalla moglie, si era creato un piccolo harem. Lamartine stesso.. fa ricordo di questa Antoniella, la quale più che una semplice sigarettaia alla Carmen, era una specie di soprastante, ammessa alla mensa del direttore. Nel popolino, dal quale proveniva, era nota appunto come “la mamma delle sigarette””( Gino Doria). Come Graziella, anche  Antoniella morì giovanissima, poco dopo la partenza da Napoli dello scrittore: e qualche anno dopo Lamartine, nella “Sesta elegia”, scrisse ancora che voleva morire a Napoli ed essere sepolto “sotto qualche aranceto di Resina, accanto ad Antoniella”. Graziella nacque dall’idealizzazione romantica di Antoniella, ma la sua storia e il culto che le hanno dedicato gli abitanti di Procida dimostrano, ancora una volta, che le figure create dall’immaginazione degli artisti diventano spesso persone vere e vive di una vita immortale.  

Somma Vesuviana, Di Sarno: “Pronti a dialogare con Procida per un programma culturale di grande valore”

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana

Di Sarno: “Siamo la città che ospita l’unico sito archeologico in grado di svelarci i costumi, la vita trascorsa ai pedi del Vesuvio tra il 79 d.C e il 472 d.C., un sito già conosciuto nel mondo e portato alla luce da archeologi dell’Università di Tokyo e archeologi del Suor Orsola Benincasa. Con Procida si potrà lavorare ad un programma culturale, escursionistico di grande valore”. 

Perna (assessore ai Beni Culturali) : “Noi ci siamo, pronti a valorizzare la cultura. Somma sorge nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, a soli 16 Km da Napoli ed è piena di Monumenti con l’unico Centro Storico rimasto intatto. Siamo pronti a dialogare con l’Amministrazione di Procida!”. 

“Procida capitale italiana della cultura per il 2022 è un grande risultato per l’intera Campania. Già nei giorni scorsi avevamo appoggiato la candidatura anche mediante l’ANCI, ora è arrivato il risultato. Somma Vesuviana è pronta ad una piena collaborazione.  E’ la nostra la città dove archeologi dell’Università di Tokyo con archeologi del Suor Orsola Benincasa stanno portando alla luce l’importante sito della Villa Romana, denominata “Villa Augustea”. Si tratta di uno scavo archeologico importante sotto la guida dell’Università di Tokyo e la collaborazione del Suor Orsola Benincasa. Senza dimenticare che stiamo puntando alla riqualificazione dell’intera area che comprenderà il Complesso Monumentale francescano con meravigliosi affreschi, le catacombe, le chiese sotterranee, non distante dalla Villa Augustea. A pochi metri dal sito romano nascerà anche la prima, vera Villa Comunale del paese e creeremo passaggi pedonali con rifacimento delle strade e parcheggi affinché il turismo possa davvero rappresentare opportunità di sviluppo per questo territorio. Per il 2022 saremo pronti ad accogliere i turisti che giungeranno in Campania in occasione di Procida capitale della Cultura”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, comune del napoletano. 

Le tradizioni popolari, i monumenti davvero unici!

“Il sito romano della “Villa Augustea è il monumento più importante di tutta l’area vesuviana perché dimostra tantissime cose che erano state ignorate e che non si conoscevano fino a circa 15 anni fa – ha proseguito Di Sarno –  ad esempio che dopo il 79 d.C. la vita ricomincia in particolare da questo territorio a distanza di 20-30 anni dall’eruzione. Il sito archeologico di Somma Vesuviana “Villa Augustea” è in grado di raccontarci cosa fosse accaduto dopo l’eruzione che ha coperto Pompei. C’è una grande attenzione da parte del mondo archeologico e storico e noi daremo il massimo per valorizzare tale sito. Ma Somma ha un meraviglioso Borgo Antico con la sua Festa delle Lucerne che si svolge ogni 4 anni, fatta di vedute pittoresche e di giochi prospettici, grazie alla presenza delle lucerne che nel centro storico tratteggiano con tocchi di colore e intensa e calda luminosità, angoli e scorci di vicoli, ponendo in risalto il patrimonio storico/artistico e culturale di Somma Vesuviana”.

E non c’è solo l’epoca romana!

“Secondo alcuni studiosi – ha affermato Rosalinda Perna, Assessore ai Beni Culturali di Somma Vesuviana – quelle rinvenute a Somma Vesuviana potrebbero essere le più belle statue dell’epoca augustea. Il paese sorge nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, a soli 16 Km da Napoli ed è servito da ben tre stazioni della Circumvesuviana ed un asse viario di collegamento diretto con la città partenopea. Ma a Somma non mancano anche attività ricettive ed una grande tradizione popolare legata anche alla cucina. Le nostre origini sono antichissime, attestate in numerosi ritrovamenti archeologici e da una delle più grandi ville romane dove si pensa sia morto l’imperatore Cesare Augusto. C’è poi il Borgo del Casamale, tuttora circondato da mura aragonesi. Nuovi studi hanno prospettato la tesi che questo quartiere sebbene antico, non fu il primo nucleo abitativo della città, come dimostra la presenza della chiesa fuori dalle Mura Aragonesi. A Somma Vesuviana ci sono anche il Museo Etnostorico delle Genti Campane, nella zona montuosa del paese ed esattamente ha sede nell’antico convento delle Suore Carmelitane accanto al Santuario di Santa Maria a Castello e il Museo della Civiltà Contadina fondato da Carlo Russo e non distante dalla Villa Romana. A pochi metri da questo Museo è possibile visitare anche la chiesa di Santa Maria del Pozzo. E’ un complesso monumentale francescano di rara bellezza con chiostro, affreschi restaurati e ben due luoghi di culto sotterranei. Il complesso formato dalla chiesa e dal monastero di Santa Maria del Pozzo sorge sulle costruzioni più antiche della chiesa inferiore, costruita da re Roberto d’Angiò nel 1333 per ricordare l’incontro tra Giovanna (erede al trono di Napoli) con Andrea (figlio di Caroberto, re d’Ungheria) nella località denominata “i prati di Nola” e identificata con il territorio ad oriente del palazzo reale della Starza della Regina, cioè di Santa Maria del Pozzo. La chiesa fu dedicata a “Nostra Donna” e successivamente questo nome fu trasformato in “Madonna dello puzzo”, per il pozzo che si trovava nei pressi della chiesa.

Nel 1488 un’alluvione causò gravi danni alla chiesa che rimase sepolta sotto fango e pietre. Fu la regina Giovanna III d’Aragona, nei primi anni del XVI secolo, a volere la costruzione di una nuova chiesa con annesso convento sopra quella più antica, che non fu però demolita. La regina, nel 1510, affidò il magnifico complesso con l’assenso del Papa Giulio II ai frati di San Francesco”. 

Le dominazioni:

“Gli angioini ma anche gli aragonesi, che lasciarono la loro traccia con la riedificazione della cinta muraria, giunta fino a noi quasi intatta, con il castello a ridosso delle mura, eretto da Lucrezia d’Alagno, e con la magnifica chiesa di Santa Maria del Pozzo, fatta costruire dalla regina Giovanna III d’Aragona, che viveva a Somma Vesuviana e che nelle sale del palazzo della Starza della Regina assistette alla celebrazione delle nozze della figlia Giovanna IV con Ferrantino.  Abbiamo la chiesa di San Domenico  che è sorta con il consenso del papa Nicolò IV fu fatta costruire dal re Carlo II d’Angiò nel 1294. Venne di seguito affidata ai Padri Predicatori dell’ordine dei Domenicani. L’origine angioina della chiesa è ricordata da una tela, opera del Cacciapuoti e posta alle spalle dell’altare, raffigurante Carlo II d’Angiò genuflesso ai piedi della Vergine e San Domenico che santifica. Ed ancora la Chiesa di San Giorgio Martire nella piazza centrale del paese che con ogni probabilità è una delle più grandi dell’intero territorio. 

Somma Vesuviana è però famosa per i suoi prodotti, gli eventi come la tradizionale Festa del Baccalà e le tradizioni religiose e popolari come la Festa della Montagna dal primo Sabato dei Fuochi che culmina nel tradizionale omaggio delle paranze il 3 maggio a Santa Maria di Castello e le poetiche tradizioni pasquali con una delle processioni più suggestive esistenti in Italia. Più di 2000 confratelli sfilano con il saio bianco, accompagnando la Madonna Addolorata nei vicoli di Somma Vesuviana”.

Fonte immagine: rete internet.

Campania, riaprono i musei: per due settimane ingresso gratuito. Ecco dove

0
A partire da oggi, lunedì 18 gennaio, in Campania finalmente riaprono i Musei. Per festeggiare la riapertura, la Direttrice dei Musei, Marta Ragozzino, in accordo con il direttore generale, Massimi Osanna, ha deciso di lasciare libero accesso a tutti per due settimane. Un’iniziativa creata per festeggiare la riapertura dei Musei e dei siti archeologici, dopo un duro anno di rinuncia e chiusura totale a causa della pandemia. Ingresso gratuito ma contingentato, nel pieno rispetto delle norme covid, indossando la mascherina protettiva e mantenendo le canoniche distanze sociali. L’obbiettivo di questa iniziativa è donare una seconda vita e riavvicinare le persone ai musei e ai luoghi di cultura che per troppo tempo hanno dovuto bloccarsi per forze di causa maggiore ma che stanno provando pian piano a ripartire. Per le prossime due settimane, dal lunedì al venerdì, si potrà dunque visitare gratuitamente questi luoghi: Castel Sant’Elmo, il Museo di San Martino, la Certosa di Capri, Museo Archeologico dell’antica  Capua e  l’Anfiteatro campano di Santa  Maria  Capua  Vetere, il Museo archeologico  nazionale  di  Pontecagnano, il Teatro romano di Benevento e da domani martedì 19 anche il Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes. Riaprono da oggi, anche i musei e i siti già ordinariamente ad ingresso gratuito tra cui il Museo Archeologico storico di Nola, villa Floridiana di Napoli, i Musei Archeologici di Teano, Alife, Maddaloni, Sarno e Eboli ed infine il Museo del Palazzo della Dogana dei Grani di Atripalda. Per tutte le informazioni sugli orari di apertura ed ulteriori eventuali aggiornamenti, si possono visitare i siti web istituzionali o quelli dei luoghi d’interesse.

Terzigno, la squadra rossonera pronta a rinascere

In diretta Facebook e su “ITALIAMIA” si parla della realtà calcistica del paese, punto di riferimento per i giovani calciatori terzignesi. Il Sindaco Francesco Ranieri promette di riconsegnare lo stadio di Via Salvatore Emblema, “burocrazia permettendo”, all’inizio della prossima stagione calcistica. Migliaia di persone ieri hanno seguito sia in diretta Facebook e in diretta Televisiva su “ITALIAMIA” la conferenza tenuta da una rappresentanza dei dirigenti dell’ “A.C.D. Terzigno” con la partecipazione del primo cittadino del Paese Francesco Ranieri e la straordinaria conduzione del Giornalista Genny Galantuomo. L’ A.C.D. Terzigno (Associazione Calcio Dilettantistica Terzigno 1964) meglio nota come Terzigno, è una società calcistica italiana residente nel paese vesuviano. Fondata nel 1956 con la denominazione “A.C. Terzigno Calcio”, fino al 1968, ha disputato campionati regionali e provinciali e nello stesso anno venne ripescato in Serie D e cambiò denominazione in “Associazione Calcio Terzigno”. Il Terzigno venne nuovamente promosso in Serie D nel 1995 vincendo sia i play-off regionali che quelli nazionali, cambiando anche denominazione in “Associazione Calcio Nuovo Terzigno e i colori sociali in rosso e nero in sostituzione dei precedenti giallo e blu. Nella stagione 2005-2006 è retrocessa in Eccellenza dopo aver perso i play-out con il Matera. A causa di problemi economici la società si è iscritta al campionato di Promozione con la denominazione “Terzigno Porta Vesuvio”, retrocessa in Prima Categoria, successivamente la società non si è iscritta a nessun campionato. Nel 2013, la Real Boschese di Boscoreale, ha trasferito la propria sede a Terzigno cambiando denominazione in “Associazione Calcio Dilettantistica Terzigno” e riprendendo anche gli storici colori rosso e nero. Nel 2018 il club riparte dalla Prima Categoria acquisendo il titolo sportivo del Pro San Giorgio Soccer di San Giorgio a Cremano. Nel 2020 assume la denominazione di A.C.D. Terzigno 1964. Nella diretta diversi i punti affrontati, tra i quali l’azionariato popolare che ha messo in piedi questa splendida realtà calcistica, la quale oggi è un punto di riferimento anche per i giovani calciatori terzignesi che giocano nella categoria juniores. Un invito da parte dei già sostenitori della squadra è quello di far avvicinare quanti più cittadini e aziende alla realtà societaria affinché questo progetto possa crescere sempre di più e continuare nel tempo. Un plauso va a tutti coloro che hanno già sposato questo progetto come MYstrass, Garofano Motorsport, Idee per la testa-Sgv, Manuela Costa, Gruppo Marika e tanti altri cittadini e aziende. Per il tema “stadio” il primo cittadino Ranieri ha ripromesso ai dirigenti di consegnare il campo sportivo comunale di via Salvatore Emblema, “burocrazia permettendo”, all’inizio della prossima stagione calcistica.

Campania, Procida è capitale della cultura italiana 2022

 Procida è la Capitale italiana della cultura per l’anno 2022. E’ stata proclamata da una giuria presieduta dal prof. Stefano Baia Curioni dopo l’esame dei 10 progetti presentati dalle città che si sono candidate. La designazione si è svolta alla presenza del Ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, Dario Franceschini.
Si erano proposte: Ancona, Bari, Cerveteri , L’Aquila , Pieve di Soligo (Treviso), Taranto , Trapani , Verbania Lago Maggiore e Volterra.

Ecco le parole del Presidente della Regione Campania De Luca: “Esprimiamo la nostra gioia e la grande soddisfazione per la scelta di Procida come Capitale italiana della Cultura 2022. L’isola di Procida è uno dei luoghi più suggestivi e caratteristici della Campania per le bellezze ambientali, per la sua storia e le sue storie, per i suoi borghi e le sue spiagge. È un luogo assolutamente affascinante che sottolinea le molte bellezze della nostra terra.
Ha vinto un progetto bellissimo, di valorizzazione dell’isola e della Campania, a cui Regione e Comune hanno creduto. È un’occasione straordinaria di proiezione della nostra Regione sul piano internazionale sulla scia del grande successo delle Universiadi 2019.
Presenteremo nei prossimi giorni i contenuti del progetto.”

Fonte immagine: rete internet.

 

 

Somma Vesuviana piange la scomparsa di Giulio Neri

Si è spento all’età di 69 anni il Dott. Giulio Neri. Già assessore cittadino nella Giunta di Ferdinando Allocca, ha contribuito notevolmente alla realizzazione di importanti  iniziative culturali.   Padre dell’attuale consigliere cittadino, Vincenzo, aveva tra i suoi progetti il recupero delle antiche stanze del chiostro di San Domenico per farne un’ area di grande interesse culturale.  A tal riguardo, d’accordo, con il Prof. Antonio De Simone, aveva elaborato l’idea di spostare il deposito della Villa Augustea in quei luoghi. Profondo cordoglio è stato espresso dal Sindaco Salvatore Di Sarno e dall’intera Amministrazione cittadina. Un perdita per tutti, per gli amici, i politici, per la famiglia, per tutti quelli che gli hanno voluto bene. Il suo impegno per la Città di Somma Vesuviana rimarrà impresso nel ricordo di noi tutti.

Napoli, notte di Sant’Antonio: i Carabinieri interrompono i falò e sanzionano 21 persone.

 

Notte di controlli per i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli. Nonostante i divieti già imposti in passato e le recenti normative anti-contagio, ci sono stati episodi in cui alcuni giovani desideravano celebrare la ricorrenza di Sant’Antonio Abate appiccando dei falò.

 


I primi alleati dei Carabinieri sono stati i cittadini che hanno segnalato al 112 quanto stesse accadendo. Nel quartiere mercato i militari dell’arma – allertati dal 112 al quale gli abitanti della zona si sono rivolti – sono intervenuti per un cumulo di legna accatastata. Dei ragazzi gli avevano appena dato fuoco. I Carabinieri sono intervenuti e i ragazzi son fuggiti, i vigili del fuoco hanno domato le fiamme e l’area è stata messa in sicurezza.
Nel quartiere Avvocata invece, i Carabinieri sono giunti in tempo. Il falò non è stato acceso ed è stata una fortuna tenuto conto della quantità del materiale rinvenuto che avrebbe – una volta dato alle fiamme – potuto mettere in pericolo le abitazioni poco distanti.
I militari dell’arma hanno infatti rinvenuto in via San Giuseppe dei Nudi ed in via Santa Monica del quartiere Avvocata dei cumuli di alberi ed un grosso ceppo rimosso con una ruspa. La ditta specializzata ha dovuto impiegare due camion per rimuovere la legna rinvenuta.
Nel quartiere mercato-Pendino i Carabinieri della stazione di Borgoloreto – allertati dal 112 – sono intervenuti in Piazza Mercato perché era stata segnalata la presenza di alcune persone che stavano bruciando della legna. Tempestivo anche qui l’intervento dei militari che hanno allertato i vigili del fuoco. Le due pedane sono state rimosse.
Durante i controlli sono stati sanzionate 21 persone per non aver rispettato il coprifuoco imposto dalle recenti normative anti-contagio.

Napoli /Caserta, falsi certificati medici per patenti, 24 misure cautelari

Oltre 50mila false certificazioni mediche emesse in un solo anno per far conseguire la patente a chi non ne aveva i requisiti, come persone anziane, ultranovantenni, e persino soggetti allettati perché affetti da gravi patologie. E’ quanto emerso dall’indagine della Procura di Napoli Nord, che ha portato all’esecuzione, da parte della Polizia Stradale di Napoli (Distaccamento di Nola) di 24 misure cautelari – 20 arresti domiciliari, tre obblighi di dimora e un obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria – a carico di un medico, dei suoi familiari, di titolari e collaboratori di autoscuole e di agenzie di pratiche auto. I destinatari della misure, così come gli altri 16 indagati (40 in tutto le persone finite nel registro della Procura), sono residenti tra le province di Caserta e Napoli e rispondono a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al falso in atto pubblico; il giro d’affari stimati sarebbe di oltre 1,5 milioni di euro.

Napoli, controlli anti-covid dei Carabinieri: lotta al gioco clandestino.

COMUNICATO STAMPA

I Carabinieri del comando provinciale di Napoli sono impegnati su più fronti e, nella lotta al contrasto del gioco clandestino e nelle verifiche del rispetto delle norme per il contenimento del contagio i Carabinieri del Comando Gruppo Napoli hanno riportato importanti risultati.

I Carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Napoli Vomero – durante uno dei tanti servizi notturni disposti da comando provinciale – hanno notato in via Caprera del quartiere Miano 2 ragazzi uscire da uno scantinato. I Carabinieri li hanno bloccati e sanzionati per il mancato rispetto delle norme anti-covid ma hanno comunque voluto approfondire cosa ci fosse in quei locali. Una volta entrati, i Carabinieri hanno sorpreso altri 7 ragazzi – tra i 17 e i 25 anni – mentre giocavano a biliardo in una sorta di centro ricreativo abusivo.
Tutti sono stati sanzionati per non aver rispettato le norme epidemiologiche e 3 di questi, tra cui un 17enne, sono stati anche segnalatati alla prefettura quali assuntori di sostanza stupefacente perché trovati in possesso di una modica quantità di droga.
Nel corso della notte sono state sanzionate altri 14 pregiudicati per non aver rispettato il coprifuoco imposto a causa del fenomeno epidemiologico.
I Carabinieri della stazione di Napoli Posillipo hanno invece denunciato per esercizio abusivo di attività di gioco o di scommesse la proprietaria di un bar in Via di Piedigrotta nel quartiere Mergellina, il suo dipendente e un cliente.
I Carabinieri hanno accertato che il dipendente stesse consentendo all’avventore di effettuare una scommessa calcistica. Il tutto avveniva grazie all’utilizzo di una postazione abusiva – poi sequestrata – non collegata alla rete AAMS.
La titolare dell’attività commerciale è stata anche sanzionata per il mancato rispetto delle normative anti-covid ed il locale sarà chiuso per 5 giorni.