Rientro a scuola, a Napoli scioperi per la riapertura degli istituti superiori

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Con la riapertura delle scuole secondarie di II grado non mancano i problemi. Scioperi e proteste in circa 40 istituti in tutta la Campania.

Una questione ancora irrisolta e di difficile gestione è certamente quella legata alla riapertura delle scuole. Ad aprire le danze a gennaio gli istituti di tutti i gradi fino a quelli secondari di I grado; dall’1 febbraio è toccato alle scuole superiori secondo le modalità previste dalla Regione Campania con didattica in presenza al 50%.

Ancora dubbi e perplessità attanagliano il mondo dell’istruzione, che si trova costretto a fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto. A distanza di un mese i casi sono in aumento e sempre con maggiore frequenza i dirigenti scolastici con il manifestarsi di positività, si trovano costretti a chiudere intere sezioni secondo l’ormai noto iter: quarantena della classe, sanificazione, ritorno in aula entro i tempi previsti.

Ed è proprio questa situazione che i ragazzi delle scuole superiori vogliono evitare. Tornare in aula sì, ma solo se ci sono le condizioni per farlo in totale sicurezza. Doveva essere un primo giorno di ripartenza per gli istituti secondari di II grado, ma così non è stato. O almeno non per tutti. Scioperi e proteste degli studenti di circa 40 scuole della Campania che lasciano circolare il loro slogan: “Vogliamo certezza, rientro in sicurezza”.

Sempre sul “chi va là”, è questo lo spirito che ormai accompagna studenti, docenti e personale scolastico con il ritorno in aula. Per nulla facile, ma adattarsi è necessario per evitare di ricadere in un catastrofico lockdown.

Somma Vesuviana, le vicende storico – familiari del palazzo Tafone

Immerso nel verde delle campagne dell’Ammendolara, si erge nella sua maestosità l’ottocentesco palazzo Tafone.  Esso, un tempo, assolveva al compito di residenza di campagna e di luogo di raccolta dei prodotti agricoli della famiglia. Nel 1951 l’immobile fu alienato, dall’ultimo erede di casa Tafone, all’imprenditore sommese Baldassarre D’Avino.     Nel primo volume del catasto provvisorio del 1811 del Comune di Somma risulta, negli aggiornamenti successivi dei nuovi proprietari – motivi di carico o discarico – che Domenico Tafone, era possidente in data 11 settembre 1857 di una casa rustica, vigneto, selva e bassi in strada Marina. L’estensione del terreno, proveniva dai beni degli eredi del coltivatore De Stefano Vincenzo. Prima del passaggio al Tafone, troviamo intestati, il 6 settembre 1856, gli stessi beni a tale Molaro Salvatore, che nel frattempo si era rivolto all’esperto avvocato napoletano per districarsi in alcune vicende legali. Il legale Tafone non preferì i soldi ma desiderò un moggio di terreno, dove poter costruire un palazzo. Si pensi, comunque, che nel 1800 quella zona era molto estesa, pianeggiante e registrava numerosi terreni, a vigneto, appartenenti alla Casa dell’Annunziata di Napoli, come rilevato dalla carta catastale dell’epoca del cartografo Luigi Marchese. Oltretutto, nel 1819, troviamo residenti in strada Marina solo quattro famiglie che di cognome facevano Di (De) Stefano, tra cui il citato Vincenzo, all’epoca deceduto, sposato con Rosa Castaldo. L’avvocato Domenico Tafone era un napoletano privilegiato che non risparmiò la sua opera in beneficio dei poveri. A tal riguardo, nel 1876, lo troviamo membro della benemerita Commissione di beneficenza di Montecalvario a Napoli. Era, oltretutto, un illustre avvocato sia presso la corte d’appello e sia presso il Tribunale civile e correzionale di Napoli. Sposò Donna Amalia Schioppa, da cui ebbe quattro figli: tre maschi e una femmina. Donna Amalia era nata il 17 maggio 1827 a Napoli (Quartiere Montecalvario) da D. Filippo, di condizione ispettore della Pubblica Illuminazione, e Donna Clementina Castiglia. Domenico Tafone morì a Napoli il 24 febbraio del 1894. La divisione della sua eredità, come quella della moglie Amalia, ebbe luogo con istrumento per notar Raffaele Tucci del 26 febbraio del 1903. I figli Alberto (n. 1863), Fausto (n.1862) e Giulio (n. 1870) si divisero le quote della bellissima proprietà a Posillipo. Elvira non ebbe nulla, poiché la sua quota l’aveva già ricevuta coi capitoli matrimoniali. Era la stupenda villa, dove la famiglia soleva trascorrere la propria villeggiatura nei periodi estivi. Alberto vendette, poi, la propria parte alla sorella Elvira nel 1891, in occasione del matrimonio con l’industriale metalmeccanico e finanziere Teodoro Cutolo (1862 – 1923), figlio del commerciante napoletano D. Carlo e di Donna Antonietta Giannoni. Ai tre figli maschi toccò sicuramente anche il palazzo di Somma Vesuviana. A tal riguardo, già nel 1901, Alberto e Giulio erano entrambi residenti ed inscritti nella lista elettorale amministrativa di quell’anno per requisito di censo. Nel dicembre del 1938, inoltre, troviamo immigrato a Somma, proveniente da Napoli, anche l’altro fratello Fausto con i due figli e la moglie. La residenza sommese – come afferma il compianto prof. Raffaele D’Avino – può essere datata, osservando l’impianto planimetrico e gli elementi costruttivi, verso la metà dell’Ottocento. L’edificio, cresciuto d’importanza, doveva assolvere oltre al compito di residenza, anche a luogo di raccolta della produzione agricola della famiglia. I Tafone, comunque, erano una famiglia alquanto stravagante, come riferisce l’ing. Marco Ricciulli in suo articolo sulla Villa Tafone a Napoli. Giulio, quando risiedeva nella sua villa napoletana, viveva in una casa (l’ attuale casa di Liliana Pane, sopra la Chiana romana di Posillipo) senz’acqua ne luce. Aveva sempre il letto fatto, ma dormiva stranamente sul divano. Nel 1899 era tra i nobili villeggianti di Somma Vesuviana che contribuirono alla buona riuscita della Piedigrotta locale. Inoltre alla sua morte, furono trovate conservate centinaia di scatolette di fiammiferi già usati. Fausto, sposato con Maria Bertel, come abbiamo già riferito, aveva due figli: Nino e tale Bebè Tafone. Anche lui, personaggio particolare, amava tanto spendere e fare le cose in grande, in particolare per la festa di Piedigrotta di Napoli. Soleva passare ore intere nel cortile, al di sotto di una pagliarella, indossando un basco rosso che arrivava a toccargli la lunga barba bianca. Rimase ben presto senza più soldi, vivendo come un umile pescatore e trascorrendo i suoi ultimi giorni nella grotta tufacea della sua proprietà. Il palazzo sommese, comunque, fu alienato nel 1951 da Domenico, un nipote del capostipite, all’imprenditore locale Baldassarre D’Avino, che già possedeva numerosi appezzamenti di terra intorno alla tenuta. Era l’immediato dopoguerra e tanti nobili napoletani non solo persero la loro esclusività sociale, ma anche i loro interessi, sprofondando alcune volte nella povertà più assoluta. Il Municipio di Somma Vesuviana nel 1975, d’intesa con i nuovi proprietari, incaricò l’architetto Giacomo Maria Falomo (n. 1936), di eseguire un progetto che prevedesse una casa di riposo per anziani. La pratica, però, non fu mai portata a conclusione, anzi fu deviata – riferisce il D’Avino – su un’altra zona, dove oggi insiste la disagiata e ben visibile casa di riposo mai conclusa. In seguito al catastrofico terremoto del 1980 e grazie agli opportuni sovvenzionamenti statali, furono effettuati lavori di consolidamento delle strutture. Oggi lo stabile rivive nello splendore più assoluto grazie ai discendenti del citato D. Baldassarre D’Avino, figlio di Salvatore e di Maria Benedetta Matilde De Stefano. Vi si accede mediante una stradina interpoderale detta della Marina, a ricordo dell’antico collegamento, già di epoca romana, con il mare partenopeo. La zona fa parte di quel vasto rione detto dell’Ammendolara: una delle zone collinose sulle falde del monte più produttive e meglio coltivate dell’epoca. L’edificio era, e rimane ancora oggi, la tipica casa a corte, con vani su tre lati ed una cortina muraria, che chiude il quadrilatero, comprendente il bel cortile dal lato del giardino. Il prospetto del palazzo, molto lineare, volge ad est verso il paese e più propriamente verso il quartiere Casamale. Il compianto prof. Raffaele D’Avino così la descrive, dal punto di vista  architettonico, in suo articolo del 1984: “…L’accesso all’interno era consentito da un alto portone chiuso nella parte superiore da un arco fortemente ribassato e l’ingresso è riquadrato da una cornice di stucco. Davanti ad esso uno spazio non molto ampio, permetteva il movimento più spedito ai carri e carrozze che vi dovevano accedere. La cappella, seguendo gli schemi comuni ad altri palazzi della zona, è accessibile sia dall’esterno che dall’interno. Sul colmo del tetto  s’innalza un piccolo campanile del tipo a parete traforata culminante a timpano. L’interno della cappella si presentava molto raccolto e con poche decorazioni di rilievo.  Si accede al cortile  interno mediante un androne a pianta irregolare. Sulla sinistra s’innalza la scala torre (…). Ambienti di uso comune come forno, lavatoio, ripostigli, e l’immancabile pozzo erano distribuiti in diversi punti del cortile interno. Mediante rampe di scale, impostate su volta a vela, si raggiunge il primo piano dove lungo un ballatoio si aprono i vani d’accesso alle singole stanze intercomunicanti tra loro (…). Simile impianto si riscontra al secondo piano dove il ballatoio risulta interrotto nella sua recinzione  in muratura da tratti di ringhiere di ferro”. Un’opera architettonica, insomma, di grande bellezza, ancora viva, che ha sempre espresso in chi la osserva sensazioni d’accoglienza e di contemplazione.

Marigliano, cittadini allo sbaraglio nella lotta al coronavirus: struttura comunale in affanno

Qualcuno in città si chiede se l’emergenza pandemica sia ormai ridotta a una mera conta di nuovi contagiati, guariti e positivi attivi da COVID. La domanda sorge spontanea, avrebbe detto Antonio Lubrano: siamo ancora in emergenza? Stando all’atteggiamento dell’ente comunale, no: tant’è che, come confermato dal presidente del Nucleo Operativo di Emergenza “La Salamandra”, Peppe Sepe, il numero 0818858605 del centralino COC (Centro Operativo Comunale) è stato disattivato dopo che per due settimane non sono pervenute chiamate. Ora pare che l’amministrazione stia correndo ai ripari per consentirne la riattivazione, anche se la gestione quotidiana delle chiamate dipende dall’azione dei volontari di protezione civile (non tutti impegnati allo stesso modo, tra l’altro), e non da un servizio ad hoc erogato dall’ente comunale, o magari dall’Asl, che ha comunque attivato i suoi numeri. Eppure, come sottolinea lo stesso Sepe de “La Salamandra”, particolarmente attiva sul territorio, il servizio offerto dall’assistenza sanitaria a domicilio prosegue e al momento sono diverse le terapie attive. Non solo, basta scorrere l’albo pretorio comunale per rendersi conto che sono ancora tante le ordinanze di “Sorveglianza attiva e permanenza domiciliare per rischio COVID-19” pubblicate a giorni alterni: i documenti non sono cliccabili, per evidenti motivi di privacy, ma il problema dei cittadini è che non tutti vengono contattati dall’ente comunale per essere informati in merito ai comportamenti da osservare, laddove si attivi la messa in quarantena. Oppure succede, ma dopo che sono trascorsi giorni (anche otto) dall’effettiva pubblicazione dell’ordinanza: e questo, manco a dirlo, diventa un problema serio, causato verosimilmente dallo scarso numero di personale addetto alla mansione in questione. Il comandante della locale polizia, da noi contattato, ha confermato che l’emergenza sanitaria è ancora in atto, nonostante la disattivazione del numero comunale, e ha sottolineato che gli agenti non hanno l’obbligo di informare i genitori di un bambino la cui classe è stata messa in quarantena (ma lo fanno bonariamente). Esiste invece l’obbligo di notificare una ordinanza di permanenza domiciliare, e nei tempi imposti da un’emergenza come quella pandemica che stiamo vivendo: ricordiamo che il mancato rispetto delle misure previste può costituire una violazione dell’ordinanza che rientra nella fattispecie dell’articolo 650 del codice penale. I dati del bollettino COVID 19 della città di Marigliano, come comunicato dal sindaco Jossa in un recente aggiornamento del 30 gennaio scorso, rispetto al giorno 25 gennaio restano stabili con 71 casi attualmente attivi. Un trend in leggera discesa, che rincuora, ma che sicuramente non può portare a pensare che l’emergenza sia finita, anche perché nel frattempo le scuole hanno riaperto, e come ha confermato anche l’Asl locale, proprio il ritorno in classe degli studenti rischia di accelerare una ripresa dei contagi. Un pericolo che mette in difficoltà anche la precaria organizzazione messa in piedi dal comune, che ha sostanzialmente demandato la gestione della crisi alla protezione civile, impegnata su più fronti e quindi non sempre in grado di offrire un servizio (volontario) scrupoloso ed efficiente. Insomma, va bene la conta, passata, presente e purtroppo anche futura, ma dove sono i servizi per la comunità? Sarebbe spiacevole dover essere portati a pensare che l’emergenza, per la politica, consista soltanto nella preziosa occasione di distribuire buoni e praticare assistenzialismo. Pensiamo, per esempio, alla raccolta dei rifiuti presso le abitazioni con pazienti COVID in isolamento: come disposto dalla normativa vigente, in particolare dalle indicazioni dell’Istituto Superiore della Sanità, i rifiuti prodotti da persone in quarantena, positive, non possono essere differenziati, bensì conferiti indistintamente in due sacchetti, all’interno dei contenitori consegnati dall’impresa appositamente incaricata della raccolta, che è personalizzata per ogni nucleo familiare e avviene ogni lunedì e giovedì. Tuttavia, se le informazioni in possesso dell’operatore e del cittadino coinvolto non collimano, come si può convergere nelle intenzioni ed efficientare le azioni di entrambi? Insomma, i cittadini vivono una situazione di disagio e ad alimentarla sembra essere uno scarso sistema informativo e di comunicazione, oltre a una organizzazione tutt’altro che capillare: vuoi vedere che alla fine l’unica emergenza ancora in piedi è quella che attanaglia il coordinamento delle istituzioni ormai da tempo immemore?

Ercolano, il 3 marzo 2021 una giuria eleggerà la miglior Colomba italiana.

Ad Ercolano in provincia di Napoli una giuria composta dai Campioni del Mondo il 3 Marzo 2021 eleggerà la miglior Colomba Italiana. Questo evento verrà organizzato in digitale e trasmesso in diretta su tutti i Canali Social della Federazione.

Ad Ercolano in provincia di Napoli una giuria composta dai Campioni del Mondo Pastry Chef Roberto Lestani, Matteo Cutolo, Enrico Casarano, Francesco Lastra, Maurizio Santilli, Domenico Lopatriello e Gianluca Cecere, il 3 Marzo 2021, eleggerà la miglior Colomba Italiana. Questo evento verrà organizzato in digitale e trasmesso in diretta su tutti i Canali Social della Federazione. verrà considerata nella premiazione finale, la miglior colomba artigianale italiana, tra le due categorie e realizzata secondo canoni che vanno dall’utilizzo degli ingredienti, taglio, profumo alla alveolatura del prodotto.

I concorrenti che si  cimenteranno tra le due categorie  MIGLIOR COLOMBA ITALIANA CLASSICA 2021 e MIGLIOR COLOMBA ITALIANA INNOVATIVA 2021, dovranno presentare una colomba per un numero di 2 pezzi uguali tra loro del peso di 1Kg ciascuna. 

Per colomba innovativa si intende una colomba con inserimento canditi, frutta secca, cioccolato o qualsiasi altro elemento che la faccia differenziare da una colomba classica. Mentre per colomba classica si intende una colomba con il solo inserimento di canditi d’arancia, con aroma a piacere e ricoperta di glassa croccante. I candidati non potranno essere presenti durante gli assaggi della giuria né tantomeno all’esito dei risultati.

FIPGC è l’organo italiano per eccellenza che contribuisce a diffondere e a valorizzare in maniera globale, la cultura del mondo dei dolci, che comprende la pasticceria, la gelateria la cioccolateria ed il cake design.

La grande tradizione dell’arte pasticcera con quella del gelato e del cioccolato, insieme alla loro cultura, vengono trasferite in tutto il mondo. Questo il grande lavoro della Federazione che oltre a trasmetterne il valore, ha da sempre contribuito ad accrescerne la conoscenza attivandosi anche sul tema della formazione. Infatti l’arte dell’ alta pasticceria che ha visto una notevole espansione negli ultimi anni, ha attirato l’attenzione delle nuove generazioni, e la Federazione Internazionale Pasticceria Gelateria Cioccolateria ha come focus l’attività divulgativa e conoscitiva anche all’interno delle scuole professionali del settore.

Per questo motivo la Federazione internazionale pasticceria gelateria cioccolateria è stata accreditata dal Ministero dell’Istruzione (con decreto n. 657 del 9 giugno 2020) a realizzare iniziative per promuovere le nostre eccellenze come competizioni e concorsi, nell’ambito della formazione ed istruzione culinaria della pasticceria nelle scuole alberghiere. Altro scopo fondamentale della Federazione è quello di unire le diverse realtà (aziende, scuole, grossisti, associazioni, artigiani) esistenti sul territorio internazionale, al fine di rafforzarne la collaborazione e la crescita del comparto artigianale dei diversi professionisti presenti nel mondo. Questa sinergia tra i vari professionisti si rafforza anche con i principali tre eventi Internazionali che la Federazione organizza:

– “The World Trophy of Pastry Gelato Chocolate”

– “Cake Designers World Championship” 

– “ The World Trophy of Professional Tiramisù”

Competizioni internazionali che mettono alla prova le capacità interpretative nella pasticceria e gelateria, comprese le vocazioni estetiche nel cake-design, di ogni concorrente. Le sfide mettono alla prova competenze, coordinamento, tecnica e fantasia dei pasticceri, sotto l’osservazione della giuria cheemette la propria valutazione, in funzione di tutto il flusso della lavorazione, dall’elaborazione al termine del proprio lavoro.

Federazione è quindi un passaggio imprescindibile per chiunque voglia cimentarsi sia per passione che per formazione.

Acerra, stop al consumo di suolo agricolo e insediamenti di industrie inquinanti

Riceviamo e  pubblichiamo dal  Comune di Acerra.

Acerra, nessun consumo di ulteriore suolo agricolo e stop agli insediamenti di industrie inquinanti per il trattamento e smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi nel territorio Asi di Acerra. Il Consiglio generale Asi accoglie gli emendamenti del Sindaco Lettieri.

Nessun consumo di ulteriore suolo agricolo e stop agli insediamenti di industrie inquinanti per il trattamento e smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi nel territorio Asi di Acerra; nel nuovo regolamento per l’insediamento di iniziative imprenditoriali del Consorzio Asi di Napoli accolti due emendamenti proposti dal Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, a tutela del territorio e della Comunità Acerrani. 

Il Consiglio generale del Consorzio Asi di Napoli riunito oggi per approvare alcune modifiche al regolamento, infatti, ha accolto le proposte del primo cittadino di Acerra presentate al presidente del Consorzio Avv. Giuseppe Romano. Nel dettaglio il primo emendamento votato, all’art. 8 stabilisce che: “La realizzazione di interporti, snodi intermodali, infrastrutture logistiche o l’insediamento di qualsiasi attività economica che concerne la zona ASI nel territorio di Acerra, laddove il progetto di sviluppo oggetto di assegnazione preveda la realizzazione di nuovi beni immobili, possono avvenire solo nelle aree dell’attuale perimetro urbanistico del Consorzio Asi, senza consumo di ulteriore suolo agricolo”. Obiettivo di questo primo emendamento – ha ribadito il Sindaco Lettieri – è il contenimento di consumo di suolo (sottratto all’utilizzazione agricola) e, di conseguenza, la protezione degli spazi dedicati all’attività agricola.

Nel secondo emendamento, inoltre, il Comune di Acerra ha ottenuto un risultato storico per la città: avendo già da diversi anni richiesto a tutti i tavoli sovracomunali a cui è chiamato a partecipare, di tenere assolutamente in considerazione il concetto di “cumulo” nell’esaminare l’impatto ambientale dei progetti da insediare sul territorio comunale, anche ai sensi di quanto prescritto dalla normativa vigente, in particolare dal punto 5 lettera e dell’Allegato VII alla Parte II del D.Lgs. 152/2006, dove si richiede, nell’ambito dello studio di impatto ambientale, una descrizione dei probabili impatti del progetto proposto dovuti “al cumulo con gli effetti derivanti da altri progetti esistenti e/o approvati, tenendo conto di eventuali criticità ambientali esistenti, relative all’uso delle risorse naturali e/o ad aree di particolare sensibilità ambientale suscettibili di risentire degli effetti derivanti dal progetto”, il Consiglio generale – su proposta del Sindaco Lettieri al Presidente Romano – ha integrato il regolamento stabilendo che “nella zona Asi territorio di Acerra sono da ritenersi escluse le autorizzazioni all’insediamento di qualsiasi attività economica di trattamento e smaltimento di rifiuti speciali e pericolosi, in nome del principio di precauzione e salvaguardia del territorio”.

Il Presidente del Consorzio Asi di Napoli, Avv. Romano, ha dichiarato: “Gli emendamenti in questione sono pienamente condivisi perché sposano il principio del Consorzio di voler realizzare attività produttive senza pregiudicare l’attività agricola”. Il Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri ha ribadito: “Sin dal nostro insediamento, nel 2012, abbiamo potato avanti l’idea di una moratoria delle industrie inquinanti, in nome del principio di precauzione e a salvaguardia di un territorio che già ha dato tanto, in passato, sotto il profilo dell’insediamento dell’inceneritore e di altre industrie a forte impatto ambientale. C’è stato in passato anche un atto di indirizzo del Consiglio comunale in tale senso e oggi la Comunità tutta di Acerra ottiene un risultato importante e straordinario”.

Terzigno, un video dei cittadini a favore della campagna vaccinale anti Covid

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa ufficiale del Comitato Armando Diaz di Terzigno.

Per sensibilizzare la campagna vaccinale anti Covid-19 il Comitato Armando Diaz di Terzigno insieme ad alcuni cittadini hanno deciso di metterci la faccia realizzando un video che in poche ore ha raccolto migliaia di visualizzazioni su Facebook.

Convincere la popolazione a vaccinarsi: questo il nobile intento di alcuni cittadini di Terzigno che hanno deciso di metterci la faccia, comparendo in un video che in poche ore ha raccolto migliaia di visualizzazioni su facebook.
L’idea è del presidente del Comitato Armando Diaz, Michele Sepe, che, aiutato dal giornalista e videomaker Francesco Servino, ha invitato persone di tutte le età a manifestare la propria intenzione di vaccinarsi.
Il video, intitolato “Vacciniamoci d’Amore”, è stato diffuso in occasione del lancio della piattaforma informatica di adesione alle vaccinazioni anti Covid-19 della Regione Campania, tramite la quale gli over 80 possono registrarsi e prenotare il vaccino.
Tra i partecipanti al video, l’assessore Massimo Annunziata e la cantante Daniela Picciau.
“Vaccinarsi è un atto di amore e di responsabilità: i cittadini di Terzigno, invitano tutti a compiere questo gesto, aderendo alla campagna vaccinale” si legge nella didascalia del video, diffuso sulla pagina facebook del Comitato Diaz e nei gruppi facebook di Terzigno e del vesuviano.

Sant’Anastasia,il comune ha aderito all’iniziativa “Un tampone per tutti.”

 

Il comune di Sant’Anastasia aderisce all’iniziativa “UN TAMPONE PER TUTTI”. Domenica 31 gennaio in Piazza IV Novembre sono stati effettuati oltre 150 test rapidi antigenici risultando tutti negativi.

A fronte della situazione emergenziale causata dalla pandemia e il moltiplicarsi dei contagiati da Covid-19 e dei conseguenti disagi da questa provocati il comune di Sant’Anastasia ha aderito all’iniziativa promossa dall’Ordine dei Farmacisti di Napoli “UN TAMPONE PER TUTTI
Ieri, domenica 31 gennaio in Piazza IV Novembre, sono stati effettuati oltre 150 test rapidi antigenici risultando tutti negativi.
Ad oggi l’amministrazione guidata dal Sindaco Carmine Esposito risulta essere attiva ed attenta ai bisogni dei cittadini, promuovendo attività che siano di aiuto e diano in questo periodo sicurezza e tranquillità.
A tal proposito le dichiarazioni del sindaco: “Il tema della prevenzione e della sicurezza per la nostra amministrazione è prioritaria e ’intervento di ieri ne è la conferma, ringrazio come sempre la Protezione Civile che in questi mesi ci sostiene e ci supporta in tutte le attività promosse sul territorio anastasiano.”

Aggiunge poi l’assessore alla salute pubblica Saveria Giordano: “Il dato della giornata di ieri, ci conforta e ci incoraggia ad andare avanti continuando ad essere prudenti e rispettando le regole con attenzione.Grazie al dottor Vincenzo Santagada, presidente dell’Ordine dei Farmacisti di Napoli, alla Protezione Civile e ai cittadini che hanno risposto all’iniziativa con sensibilità e responsabilità.”

Boscoreale, report Covid-19: impennata di contagi. Chiusi alcuni plessi scolastici

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Boscoreale

Impennata di contagi. Il sindaco dispone la chiusura di alcuni istituti del territorio: “Stiamo vivendo un momento difficile.”

Il report Covid-19 relativo al periodo dal 26 al 29 gennaio, evidenzia un’ulteriore impennata di contagi che fa aumentare a 212 il totale degli attuali positivi, mentre il numero dei guariti siattesta a 787. Resta immutato il numero dei decessi, pari a 10.

Un dato allarmante emerge dai tamponi effettuati il 29 gennaio. In tale giorno il tasso di positività tra tamponi effettuati e nuovi positivi è del 26,19 % (effettuati 84 tamponi con 22 positivi). 

Ad oggi ci sono 33 persone in quarantena fiduciaria, gran parte delle quali sono alunni e docenti per gli effetti di alcuni contagi registrati nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

Proprio l’aumento di contagi verificatosi nelle scuole ha determinato l’adozione di tre ordinanze sindacali. Il sindaco Antonio Diplomatico, infatti, ha disposto la proroga fino al 4 febbraio, salvo ulteriori complicazioni, della chiusura del plesso scolastico di Santa Maria Salome appartenente all’Istituto comprensivo 1° Cangemi, e la chiusura dei plessi scolastici Francesco Dati fino al 7 febbraio, e Nicola De Prisco fino al 3 febbraio, appartenenti all’Istituto comprensivo 2° Dati, in quanto si è verificato un cluster di infezione da Covid-19 costituito, al momento, da due casi in entrambi gli edifici.

“Stiamo vivendo un momento difficile dovuto a questo ulteriore aumento di contagi che purtroppo sta interessando anche alcune scuole del territorio – spiega il sindaco Antonio Diplomatico – È indubbio che questi dati sono preoccupanti e per invertire il trendnon posso che ribadire la necessità che tutti adottino comportamenti responsabili. Rinnovo l’appello a rispettare le regole ed evitare qualsiasi forma di assembramento”.

Somma Vesuviana, al Liceo Torricelli classi prime in due aule adiacenti collegate dalla tecnologia LIM

Riceviamo e  pubblichiamo dal Comune di Somma Vesuviana

Di Sarno: “Un grande e forte augurio a tutti i ragazzi delle superiori che oggi sono rientrati in presenza. Domani pomeriggio la TASK FORCE farà un’analisi della situazione sulla platea scolastica sommese”.

Giugliano: “Al Liceo Scientifico classi prime in due aule adiacenti collegate dalla tecnologia LIM con l’ausilio del personale “COVID”.

Giuliano (Presidente dell’Associazione Pediatri della Campania): “I pediatri di famiglia si sono resi disponibili ad eseguire i tamponi antigenici rapidi, per accelerare le procedure di screening degli studenti messi in quarantena. Da domani prelievo tamponi a Somma Vesuviana sulle classi elementari e medie in quarantena. Un servizio che va a supportare dell’UOPC dipartimento di prevenzione evitando ai ragazzi di recarsi fuori Somma. Iniziamo domani alle ore 15:30 presso la sala consiliare attrezzata per l’occasione”.

“Abbiamo assunto personale “COVID” e con la LIM mettiamo in collegamento le prime divise in aule adiacenti. Al Liceo Scientifico, da oggi tutte le prime stanno, dunque seguendo una didattica in presenza al 100% grazie alla tecnologia LIM, alle Lavagne Interattive Multimediali che mettono in collegamento aule vicine. Ogni prima è stata divisa al 50% in un’aula e l’altro 50% in un’altra aula video – collegate attraverso la LIM. Le prime sono state le più penalizzate dal Covid perché praticamente non hanno avuto modo di incontrarsi, conoscersi e dunque per loro è garantita la didattica in presenza. Abbiamo assunto “l’organico Covid”, ulteriori docenti che da questa mattina stanno facendo da supporto ai docenti di base per distribuire le classi prime in due aule adiacenti. Dunque metà classe in un’aula con il docente di base e l’altra metà classe nell’aula affianco. Ambedue le classi sono collegate tramite la tecnologia LIM mediante Lavagne Interattive Multimediali che noi abbiamo in tutte le nostre aule. In questo modo è garantito il distanziamento ma è garantita anche la didattica in presenza. Chiaramente per le altre classi siamo invece con una didattica in presenza al 50%”. Lo ha affermato Anna Giugliano, Preside del Liceo Scientifico che proprio di recente è risultato terzo tra i migliori Istituti di Napoli e provincia per le scienze applicate, nell’ambito di Eduscopio, la graduatoria stilata dalla Fondazione Agnelli.

E c’è il boom di iscrizioni sia per lo Scientifico che per il Classico. 

“Il trend era in crescita già dallo scorso anno – ha proseguito Giugliano – ed il Covid non ha fermato questo trend anzi, abbiamo dovuto aumentare le prime in scienze applicate ed è in crescita anche la sezione del Classico”.

Oggi in presenza anche gli studenti dell’Istituto Tecnico Ettore Majorana, altra eccellenza sommese. Il Majorana è risultato addirittura secondo sempre nell’ambito della graduatoria della Fondazione Agnelli, tra gli Istituti Tecnici di Napoli e provincia.

Dunque ritorna la didattica in presenza. 

“Purtroppo dobbiamo registrare un nuovo caso positivo nella platea scolastica della Scuola Media Statale “San Giovanni Bosco-Summa Villa”, anche in questo caso è stato applicato immediatamente il protocollo di sicurezza. Si tratta di un caso maturato sempre in ambienti familiari. Un plauso va a tutti i dirigenti scolastici che stanno veramente collaborando in modo costante – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – nell’ambito della TASK FORCE che unisce tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, dai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, al fine di interagire sulla situazione epidemiologica locale, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, l’Assessore all’Edilizia Scolastica e da qualche aggiorno abbiamo nella TASK FORCE anche l’Associazione Ingegneri dell’Area Vesuviana. Domani, nel tardo pomeriggio faremo il punto della situazione. Attualmente i positivi attivi a Somma Vesuviana sono 135, di cui 5 ricoverati in ospedale, mentre i nuovi positivi sono 8 negli ultimi tre giorni”.

E domani screening tamponi su studenti delle classi elementari e medie che sono in quarantena.

“I pediatri di famiglia si sono resi disponibili ad eseguire i tamponi antigenici rapidi, per accelerare le procedure di screening. Non ci sovrapponiamo ne sostituiamo l’azione dell’UOPC dipartimento di prevenzione – ha affermato Maria Giuliano, Presidente dell’Associazione Pediatri della Campania – ma diamo un aiuto ad analizzare le classi messe in quarantena per presenza di casi di positività al COVID19. Si tratta, dunque di studenti che magari non hanno ancora effettuato il tampone. Infatti la nostra azione sarà volta esclusivamente ai casi di contatto stretti asintomatici che sono stati messi in quarantena fiduciaria i quali, per poter essere certificati al fine dell’interruzione dell’isolamento, devono aver effettuato o un tampone antigenico rapido o un tampone molecolare. I pediatri del distretto 48 in totale sicurezza dal 7 gennaio stanno procedendo agli screening e martedì 2 febbraio dalle 15:30, grazie alla disponibilità del Sindaco di Somma Vesuviana sarà allestita la sala consiliare del Comune per poter eseguire il tampone antigenico rapido ai bambini di Somma in possesso di prenotazione evitandogli una trasferta fuori paese. Il tutto nell’ottica di una collaborazione sinergica.”

Somma Vesuviana, il consigliere Antonio Granato: “Avanti con l’ambizione di creare un polo riformista e moderato”

Riceviamo e pubblichiamo dal consigliere Antonio Granato. “Il  2021  è iniziato e continuerà con l’ambizione della creazione di un polo riformista e moderato, che possa dare  voce  ai Tanti, donne  ed  uomini, che  hanno  già  aderito  e  che vogliono contribuire  al rilancio della nostra cara Città. Sarà,  pertanto, necessario  confrontarsi  con  tutti i rappresentanti delle forze politiche locali senza alcuna discriminazione che possa derivare dall’appartenenza a coalizioni e/o ideologie. Infatti, l’obiettivo è quello di dialogare e costruire con gli uomini e non con le sigle, rispettando il confronto ed il ruolo di ognuno. Determinante, sarà il contributo anche dei Consiglieri Regionali che rappresentano la nostra città, in quanto strumento  per  la  realizzazione di importanti risultati e nei confronti dei quali è evidente un sentimento di stima e fiducia. C’è tanto entusiasmo e  lavoreremo per tali finalità. A breve organizzeremo anche forme di divulgazione tramite i mezzi d’informazione”.

Il consigliere Comunale

Avv. Antonio Granato