Con la riapertura delle scuole secondarie di II grado non mancano i problemi. Scioperi e proteste in circa 40 istituti in tutta la Campania.
Una questione ancora irrisolta e di difficile gestione è certamente quella legata alla riapertura delle scuole. Ad aprire le danze a gennaio gli istituti di tutti i gradi fino a quelli secondari di I grado; dall’1 febbraio è toccato alle scuole superiori secondo le modalità previste dalla Regione Campania con didattica in presenza al 50%.
Ancora dubbi e perplessità attanagliano il mondo dell’istruzione, che si trova costretto a fronteggiare l’emergenza sanitaria in atto. A distanza di un mese i casi sono in aumento e sempre con maggiore frequenza i dirigenti scolastici con il manifestarsi di positività, si trovano costretti a chiudere intere sezioni secondo l’ormai noto iter: quarantena della classe, sanificazione, ritorno in aula entro i tempi previsti.
Ed è proprio questa situazione che i ragazzi delle scuole superiori vogliono evitare. Tornare in aula sì, ma solo se ci sono le condizioni per farlo in totale sicurezza. Doveva essere un primo giorno di ripartenza per gli istituti secondari di II grado, ma così non è stato. O almeno non per tutti. Scioperi e proteste degli studenti di circa 40 scuole della Campania che lasciano circolare il loro slogan: “Vogliamo certezza, rientro in sicurezza”.
Sempre sul “chi va là”, è questo lo spirito che ormai accompagna studenti, docenti e personale scolastico con il ritorno in aula. Per nulla facile, ma adattarsi è necessario per evitare di ricadere in un catastrofico lockdown.

