Somma Vesuviana, Di Sarno: “Tutti negativi i 40 alunni che si sono sottoposti a prelievo di tamponi”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana   “C’è una bella notizia da dare e giunta da poco: i 40 alunni che erano in quarantena e appartenenti alle classi elementari che erano state messe in quarantena sono risultati tutti negativi al tampone antigenico. Qualora fossero risultati positivi avrebbero dovuto fare anche il tampone molecolare.  Questo significa che dunque non ci sarebbe stata una circolazione interna del virus. Allo stesso tempo, però diamo notizia di un nuovo positivo nella platea scolastica del Primo Circolo Didattico. Si tratta di un nuovo caso maturato in ambiente familiare. Anche in questo caso si è proceduto con il protocollo di sicurezza”. Lo ha annunciato ora, Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. “Dunque  40 bambini sono stati sottoposti a tampone nell’ambito dell’attività di screening operata dai Pediatri di base. Un’iniziativa che va semplicemente a supportare l’USCA e non a sostituire, su spinta anche della TASK FORCE che abbiamo istituito al Comune. La TASK FORCE  unisce tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, dai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, al fine di interagire sulla situazione epidemiologica locale – ha concluso Di Sarno – l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Stefano Prisco, l’Assessore all’Edilizia Scolastica, Salvatore Esposito, dalla rappresentante della Commissione Pubblica Istruzione, avv. Allocca Rubina e da qualche aggiorno abbiamo nella TASK FORCE anche l’Associazione Ingegneri dell’Area Vesuviana. Non ci sono nuovi casi al Secondo Circolo delle Elementari, non ci sono nuovi casi al Terzo Circolo delle Elementari. Mentre per quanto riguarda la scuola Media è stata garantita la didattica a distanza a due classi del plesso De Matha in quanto è stato messo in quarantena in via precauzionale il corpo docente di quel plesso. Non ci sono casi al Liceo Scientifico e al momento non si registrano casi all’Itis. I dati odierni riguardanti la città di Somma Vesuviana, però ci dicono che nelle ultime 24 ore abbiamo registrato 37 nuovi positivi per un totale di 157 positivi attivi di cui 6 ricoverati in ospedale ed abbiamo 188 persone in sorveglianza sanitaria. Per questo monitoreremo costantemente la situazione epidemiologica”.  

Sant’Anastasia, l’assessore Pavone: piano di bonifiche per il 2021, con fototrappole e telecamere

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 Quindici aree liberate dai rifiuti in quattro mesi, settanta tonnellate di scarichi abusivi smaltiti tra inerti, ingombranti, pneumatici, olii, vernici, più di trenta litri in totale di sostanze pericolose che giacevano da tempo in varie zone, disseminate in via Luca Giordano, via Nicola Amore, via Sant’Aniello, via Santa Chiara, via Dante Alighieri, via Preziosa, via Delle Gemme, via Romani Costanzi, le rampe della statale 268, per citarne solo alcune. Un lavoro coordinato dall’assessore Ciro Pavone che, nella giunta del sindaco Carmine Esposito insediatasi ad ottobre scorso, ha le deleghe ad ambiente, commercio e innovazione. «Assessore di strada», così tiene ad essere chiamato Pavone il quale ha seguito personalmente ogni intervento e che però, con controlli serrati sul conferimento della frazione secca indifferenziata, ha messo a segno un altro risultato che nelle intenzioni dovrebbe avere riverberi direttamente sulle tasche dei cittadini: nel mese di gennaio la raccolta differenziata ha toccato il 75, 2 per cento, un tetto rispettabilissimo giacché il 2019 si era chiuso a quota 55, 7%. «Un dato raggiunto grazie alle performance degli ultimi tre mesi – spiega – e grazie alle quali siamo riusciti a risparmiare oltre 28mila euro relativi ai costi di smaltimento e, tenendo conto dei quattro mesi di governo della città, quasi centomila euro rispetto agli anni precedenti. Se manteniamo questo trend risparmieremo 300mila euro, costi che saranno sottratti alla Tari». Gli obiettivi sono chiari ma, per raggiungerli, occorrono controlli serrati. «Saranno installate un minimo di 30 foto trappole nelle zone più sensibili, un’operazione in parte finanziata dal Comune e in parte a carico della ditta che gestisce oggi l’igiene urbana – continua l’assessore Pavone – e abbiamo pronto un dossier sulle aree che intendiamo bonificare nell’arco del 2021 puntando ad una Sant’Anastasia libera da rifiuti, con servizi che funzionino e una Tari più bassa». Anche il sistema di videosorveglianza sarà implementato, per tenere sotto controllo gli sversamenti abusivi ancora frequenti. A tal proposito, per la prima volta in tanti anni, si è riusciti qualche giorno fa a risalire all’autore di uno sversamento di materiali inerti e pericolosi in via Sant’Aniello, multandolo e disponendo lo smaltimento a sue spese. «Non era mai successo prima d’ora, eppure dovrebbe essere prassi normale, e lo diventerà». Sul fronte ambientale, attivo anche un pool composto da guardie ambientali e polizia locale e in calendario la dotazione di droni per il controllo del territorio.

Boscoreale, Covid-19: impennata di contagi, sale a 239 il totale degli attuali positivi.

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Boscoreale.

Report covid-19: continua a crescere il numero dei contagiati.

Continua a crescere il numero di cittadini contagiati dal Covid-19. Il report relativo ai giorni 30 e 31 gennaio, evidenzia un’ulteriore impennata che fa aumentare a 239 il totale degli attuali positivi, mentre il numero dei guariti si attesta a 795. Resta immutato il numero dei decessi, pari a 10. Ad oggi ci sono 33 persone in quarantena fiduciaria, gran parte delle quali sono alunni e docenti per gli effetti di alcuni contagi registrati nelle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Un dato allarmante emerge dai tamponi effettuati dal 29 al 31 gennaio. In tale periodo, infatti, sono stati eseguiti complessivamente 255 tamponi di cui 196 negativi e 59 positivi (nel dettaglio: 29 gennaio: 62 negativi e 22 positivi; 30 gennaio: 70 negativi e 16 positivi; 31 gennaio: 64 negativi e 21 positivi), con un elevato tasso di positività tra tamponi effettuati e nuovi positivi pari al 23,13 %, di gran lunga superiore alla media nazionale e regionale.

Terra dei Fuochi, il ministro Costa consegna nuove telecamere alla città di Pomigliano d’Arco

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Riceviamo e pubblichiamo “Possibilità a tutti i Comuni di monitorare il territorio dall’aggressione ambientale” Salgono a 24 i comuni che stanno ricevendo dal ministero dell’Ambiente telecamere ad alta definizione, per un totale di 500, al fine di monitorare strade e zone sensibili all’abbandono illegale dei rifiuti e ai roghi. “Il nostro impegno, sancito proprio sabato scorso con la Carta di Carditello, è far nascere un nuovo patto di collaborazione tra Stato e i cittadini, che finalmente si riappropriano degli spazi comuni, dell’ambiente, della vivibilità – spiega il ministro Costa – Alle amministrazioni pubbliche ora chiedo di attivarsi e mantenere sempre attive queste telecamere, anche per distinguere e tutelare i cittadini onesti di questi territori, che sono la stragrande maggioranza, dalla esigua minoranza degli ecocriminali. Oggi abbiamo visto che, laddove sono state installate le telecamere, l’abbandono dei rifiuti è cessato. Un abbandono che prelude spesso il rogo tossico. Con queste telecamere, vogliamo dotare i comuni di uno strumento in più per la lotta contro questa piaga. Adesso spero che altri comuni si aggiungano”. Attualmente, sul territorio di Pomigliano sono presenti 130 telecamere, comprese quelle del progetto «Terra dei Fuochi» che non erano state ancora attivate. Allo stato, il ministero ha consegnato ulteriori 30 telecamere, che saranno impiegate per sostituire quelle malfunzionanti e coprire altre zone del territorio comunale. Nell’ambito dell’incontro, a cui hanno partecipato anche il sindaco di Pomigliano, Gianluca Del Mastro, Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale Campania, Salvatore Micillo, onorevole, commissione Ambiente, l’incaricato ai roghi dalla Prefettura di Napoli, Filippo Romano, il ministro ha espresso solidarietà proprio al sindaco Del Mastro, che pochi giorni fa è stato minacciato con una busta contenente un proiettile. Dopo Giugliano e Caivano, la lista si allunga comprendendo sia comuni della Città Metropolitana di Napoli, sia quelli della Provincia di Caserta. Arzano (Na), Bacoli (Na), Camposano (Na), Carbonara di Nola (Na), Carinaro (Ce), Casal di Principe (Ce), Casalnuovo di Napoli (Na), Casaluce (Ce), Castel Volturno (Ce), Cercola (Na), Cesa (Ce), Comiziano (Na), Crispano (Na), Frattaminore (Na), Frignano (Ce), Lusciano (Ce), Mariglianella (Na), Orta di Atella (Ce), Ottaviano (Na), Quarto (Na), Pomigliano d’Arco (Na), San Felice a Cancello (Ce), Saviano (Na), Somma Vesuviana (Na). Questi i 24 comuni che hanno richiesto materiale per la videosorveglianza dei

A Ottaviano sul “Largo Taverna” si affacciava la “mitica” Taverna del Passo

Fino alle nuove norme del 1848 alcune taverne svolgevano anche la funzione di posto di controllo e di riscossione dei dazi comunali. La Taverna del Passo a Ottajano: l’origine del nome; la “maccaroneria”; “la casa della macina”;i sospetti degli Ottajanesi sulla gestione dei dazi comunali; i “sensali” e qualche nota sulla storia dei “grassatori” di strada.   Fino al 1848, anno in cui l’amministrazione borbonica cominciò a modificare radicalmente le norme sui dazi che ogni Comune poteva imporre sulle merci che entravano nel suo territorio, anche a Ottajano le taverne aperte in punti strategici, oltre a svolgere le funzioni di taverne e di locande, erano anche centri di riscossione di dazi e di quei tributi “feudali” che nemmeno Murat era riuscito a cancellare del tutto. I principi Medici controllarono i flussi di carri, carichi di merce, che ogni giorno entravano a Terzigno, a San Giuseppe, a Ottajano attraverso la Taverna del Mauro, e le taverne alla Zabatta, al Campitello, ai Passanti, “alla Piazzolla”. Di importanza fondamentale fu la Taverna del Passo, nel “largo” che ancora oggi si chiama “Largo Taverna”, poco lontano dalle “porte” di antiche strade che congiungevano e congiungono Ottaviano a Nola, a Palma, a Sarno e nei pressi dello spazio in cui si teneva il mercato settimanale. Si chiamava Taverna del Passo, perché fino alla metà del ‘700 i mercanti che entravano in città con i loro carichi pagavano lì il “diritto del passo”. In una relazione del 1805 si legge che la Taverna si sviluppava intorno a un portico che immetteva in nove ampie camere, tutte coperte da soffitti formati da “travi e sottotravi”. C’erano, negli spazi della taverna a piano terra e nei due vasti cortili tre forni, tavoli, due banchi per la mescita del vino, due stalle, un lavatoio, “due grandi pagliai sostenuti da pilastri” dove venivano parcheggiati i carri e una cantina con un centinaio di botti. Sull’ampia loggia del primo piano si affacciavano cinque camere, coperte da travi, con 18 “giacigli”. Tra il 1790 e il 1805 i Medici affittarono la Taverna a Michele e Giovanni Mazza e a Giuseppe e Francesco Menichini per 1500 ducati all’anno, una somma veramente notevole, che da sola ci fa capire quale fosse la misura degli incassi.Bisogna dire che alla Taverna del Passo non si giocava a carte: su questo punto i Medici furono intransigenti: sapevano che i problemi già erano troppi, e che non c’era spazio per quelli prodotti dal gioco, e dal fatale connubio tra gioco, soldi e boccali di vino. Tra la Taverna e la piazza del mercato c’era la “maccaroneria”: nel 1805 era rimasta in funzione solo una delle cinque “macchine” che nel 1790 producevano “maccheroni”: in questi 15 anni gestirono l’ “officina”, pagando tra 50 e 60 ducati all’anno,prima Michele e Vincenzo Menichini, certamente parenti con gli affittuari della Taverna del Passo, e poi Luigi e Antonio Pascale, membri di una famiglia, i Pascale, che partiti come cocchieri dei principi erano riusciti a entrare e ad occupare un ruolo di rilievo negli uffici dell’amministrazione del “feudo”.  In un angolo dell’edificio che ospitava la “maccaroneria” c’era ancora nel 1801 la “casa della macina”, che fu al centro di complicate questioni giuridiche tra la famiglia Medici e l’amministrazione comunale di Ottajano. Nel 1801 in questa “casa” non si macinava più niente, ma si riscuotevano i dazi imposti su tutta la farina che dai mulini di Sarno, di Cimitile e di Nola veniva ogni giorno portata ai forni e alle botteghe di Ottajano. I maliziosi Ottajanesi sospettarono fin dal primo momento che i “gabellieri” incaricati di controllare il peso dei sacchi, di calcolare l’importo e di incassare le somme corrispondenti chiudessero gli occhi quando arrivavano i “carichi” destinati ai bottegai e ai fornai, diciamo così, “protetti”. I sospetti divennero così intensi e le chiacchiere così rumorose che tra il 1785 e il 1805 non ci fu seduta di Decurionato, cioè di Consiglio Comunale, in cui il sindaco e i decurioni più influenti non dichiarassero, con parole severe, che giù alla Taverna del Passo la legge veniva rispettata in ogni sua parte sia da chi doveva pagare il dazio, sia da chi era chiamato a controllare la correttezza dei pagamenti. Anche la Taverna del Passo, come tutte le altre taverne, fu il teatro di risse e di “duelli” sanguinosi, tra “gabellotti” e mercanti e tra mercanti e sensali, soprattutto quei particolari “sensali” che chiedevano una “mercede” sui “carichi” introdotti in Ottajano. Nel 1838 la strada che dalla Taverna portava, e ancora porta, a Nola, costeggiando Villa Albertini e attraversando Piazzolla, era infestata da una banda di “grassatori”, di rapinatori. Si legge in una relazione di polizia al Sottointendente di Nola-  è l’ottobre del 1838- che questi banditi avevano bloccato prima di Piazzolla, con cattive intenzioni, due carri carichi di farina che venivano da Cimitile e un carro che portava olio da Lauro. Quando i carrettieri dissero che olio e farina erano attesi, alla Taverna del Passo, dai sensali ottajanesi Giovanni Iovino e Felice Menichini, le cattive intenzioni dei “grassatori” si dissolsero in un attimo e i carri salirono verso Ottajano senza problemi.

Nola, l’Ambito N23 investe sul benessere dei bimbi allontanati dalle proprie famiglie

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Riceviamo e pubblichiamo dall’agenzia di sviluppo area nolana

  Gaetano Minieri, sindaco di Nola: “Puntiamo ad un welfare con meno burocrazia e più  attenzione ai bisogni dei nostri cittadini”

Investire sul benessere dei bambini allontanati dalle famiglie che vivono situazioni di disagio, e per questo momentaneamente non idonee a prendersi cura di loro,  rafforzando il servizio affido territoriale: questo l’obiettivo dell’incontro tra il dirigente dell’Ambito sociale N23 e gli operatori dei servizi sociali dei 14 Comuni del territorio che ne fanno parte.  A dare impulso all’iniziativa, che punta a ridurre ulteriormente i traumi legati all’allontanamento dei minori  dai rispettivi contesti di vita  ed a favorire il ricorso all’affido sono stati il delegato dell’Ambito Paolino Mauro ed il sindaco di Nola Gaetano Minieri. “Il modello utilizzato per  rafforzare il servizio di affido territoriale  – ha sottolineato il primo cittadino di Nola, comune capofila dell’Ambito N23 – costituirà il percorso che imboccheremo per ogni azione del piano sociale di zona. Condividendo con le strutture dell’intero territorio le strategie e le  buone pratiche ottimizzeremo le risorse destinate alla comunità e daremo risposte univoche e più efficienti alle persone maggiormente in difficoltà. Puntiamo ad un welfare con meno burocrazia e più attenzione ai bisogni dei nostri cittadini”. Potenziare il servizio di affido territoriale vuol dire fare in modo che a prendersi cura dei bambini possano essere altre famiglie più che le strutture istituzionali. Alla riunione hanno preso parte anche la responsabile del gruppo integrato di lavoro dell’Asl Na3 Sud, Michela Di Fratta e la dirigente psicologa dell’Asl Na3 Sud, Angela De Sarno. “Potenziare il servizio di affido territoriale – ha spiegato la psicologa del Sat, Anna Iovino – significa mettere al centro il minore, assicurargli il calore di una famiglia che ha scelto di prendersene cura. In questo modo si supererebbe anche l’approccio assistenzialistico perchè  diminuirebbe il numero di minori affidati alle strutture residenziali, a beneficio,  dunque, anche della collettività in termini di aiuto sociale e  di minor carico economico sulle amministrazioni comunali”. “Per raggiungere il risultato –  ha proseguito poi Anna Iovino –  sarà necessario puntare sulla sensibilizzazione verso un tema che ha una grande rilevanza etica e sociale: troppo  spesso, infatti, si percepisce l’affido come una prima tappa verso l’adozione definitiva e non come una risposta al disagio minorile.  Necessaria anche la  formazione continua  delle nuove famiglie  affidatarie in modo da fornire loro strumenti e metodologie operative per prendersi cura dei minori in difficoltà”.

Marigliano, accelera l’attività amministrativa: la giunta comunale, alla ricerca di fondi, candida i primi progetti

Ieri mattina deve aver avuto luogo una riunione di giunta comunale particolarmente ispirata: gli assessori dell’amministrazione guidata dal sindaco Peppe Jossa, tutti presenti tranne Raffaele Coppola, con una serie di delibere hanno dato il là a una grande operazione tesa a intercettare fondi pubblici per il rilancio concreto della città. Si comincia dalla riforestazione, grazie all’opportunità offerta dal decreto 9 ottobre 2020 della Città Metropolitana di Napoli, con il quale l’ex provincia prevede l’assegnazione di 15 milioni di euro per progetti che non possono prevedere costi complessivi superiori a 500mila euro. Il Comune di Marigliano, approfittando dell’ultimo giorno utile, ha candidato la sua proposta che prevede la realizzazione di una foresta urbana e periurbana lineare per la riconnessione ecologica tra il sistema idraulico del Vesuvio e quello dei Regi Lagni. Il quadro economico dell’intervento progettuale – che prende il nome di “Una green line tra città e campagna” – prevede un investimento di 496.025,00 euro, appena qualche spicciolo sotto il limite imposto dalla Città Metropolitana. Il progetto, del cui procedimento è responsabile l’ingegnere Andrea Ciccarelli del settore urbanistica, contempla la realizzazione di percorsi ciclopedonali lungo gli argini dell’antico reticolo di canali rettilinei che attraversano il territorio comunale da sud a nord, verso il casertano. Una seconda delibera riguarda il Programma Nazionale Innovativo per la Qualità dell’abitare che finanzia, tra le altre cose, anche interventi di rifunzionalizzazione di spazi e immobili pubblici non utilizzati, dismessi e degradati, anche destinati a usi temporanei, oltre a interventi di riqualificazione di quartieri di edilizia residenziale pubblica, di incremento di alloggi di edilizia residenziale sociale, compresi la realizzazione e l’acquisto di alloggi da utilizzare a rotazione per le assegnazioni temporanee. In questo caso l’amministrazione ha deciso di presentare un progetto denominato “Abitare tra centro e periferia (Prospettive e programmi di rigenerazione urbana a Marigliano per una città laboratorio pro-attiva e sostenibile nella Città Metropolitana di Napoli)”, che “individua una specifica e definita strategia, che attribuisca all’edilizia sociale un ruolo prioritario, e che sia mirata a dare risposte coerenti ai bisogni che caratterizzano l’ambito prescelto, costituita da interventi e misure riconducibili a cinque linee principali d’azione”, riportate anche nel documento presente in Albo Pretorio:
  1. Riqualificazione e riorganizzazione del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale e incremento dello stesso; b. Rifunzionalizzazione di aree, spazi e immobili pubblici e privati anche attraverso la rigenerazione del tessuto urbano e socioeconomico e all’uso temporaneo; c. Miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza dei luoghi urbani e della dotazione di servizi e delle infrastrutture urbano-locali; d. Rigenerazione di aree e spazi già costruiti, soprattutto ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale e migliorando la resilienza ai cambiamenti climatici anche attraverso l’uso di operazioni di densificazione; e. Individuazione e utilizzo di modelli e strumenti innovativi di gestione, inclusione sociale e welfare urbano nonché di processi partecipativi, anche finalizzati all’autocostruzione.
Un progetto corposo, che formula una richiesta di finanziamento pari a 14.997.130,96 euro, ancora una volta appena sotto il limite di 15 milioni fissato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’eventuale assegnazione dei finanziamenti passerà anche in questo caso  attraverso un avviso della Città Metropolitana di Napoli, che si occuperà della selezione delle proposte da candidare. Sicuramente un deciso passo avanti nel forgiare quella visione politica che oggi è indispensabile per guidare un’azione amministrativa “riformista”, come quella che sembra emergere dalle linee programmatiche recentemente condivise dalla maggioranza: in tal senso la presenza in giunta di assessori come l’architetto Anna Terracciano (pianificazione territoriale e rigenerazione urbana) e il dott. Nicola Di Raffaele (internazionalizzazione delle aree di sviluppo e gestione dei fondi europei, nazionali e regionali) si fanno sentire. A tutto questo si aggiunge anche la manifestazione di interesse promossa in funzione dell’acquisizione al patrimonio comunale di alcuni beni confiscati in via Isonzo, all’interno del Parco Rea: in particolare si tratta di un fabbricato composto da un piano interrato adibito a garage e da sei piani più sottotetto fuori terra adibiti a civili abitazioni. Una confisca che lo scorso 19 novembre è stata acquisita al protocollo generale dell’ente, in virtù di una nota dell’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata che chiedeva al comune se fosse interessato all’acquisizione, per fini sociali, del bene immobile in questione. Una serie di spazi che potrebbero essere destinati, per esempio, alle associazioni presenti e attive sul territorio comunale, come ha più volte ripetuto il primo cittadino negli ultimi tempi. Tutto questo in attesa che lo stesso iter venga definito anche per il mastodontico San Nicola Park Hotel, da tempo confiscato e in attesa di essere acquisito al patrimonio dell’ente. Dulcis in fundo, la comunità può accogliere con interesse e soddisfazione l’approvazione, da parte del Comune di Marigliano, del protocollo culturale d’intesa tra la Parrocchia del Sacro Cuore a Pontecitra e il Parlamento della legalità internazionale, fondato e coordinato inizialmente come “Centro Studi Parlamento della Legalità” da Nicolò Mannino che ne è l’ideatore, e nato dopo anni di intensa attività culturale antimafia ancor prima delle stragi di Capaci e Via D’Amelio: una iniziativa lodevole che alimenta il suo impegno culturale nel sociale proponendo strategie educative finalizzate a non cadere nella trappola della malavita organizzata e del surrogato mafioso che dilaga in ogni settore. Un progetto, quello pensato per Marigliano, che coinvolge circa cinquecento famiglie e che, come recita l’art. 1 del protocollo, “intende stabilire, con spirito di sussidiarietà e gratuità, un’intesa tra le parti per la promozione della cultura e della legalità, soprattutto del rispetto e dell’amore per l’altro, per costruire emotivamente esperienze stimolanti in luoghi dove ordinariamente irrompe la cultura della prepotenza”. Si mettono dunque le basi per dare impulso alla volontà dell’attuale amministrazione di realizzare “un progetto di modificazione profonda della città in cui si affrontino con coraggio e visione progettuale le sfide che questa fase storica necessariamente impone”, contro “la convergenza di una molteplicità di fattori di stress”, come si legge nell’incipit del documento programmatico elaborato da chi oggi governa il territorio. L’auspicio è che sia davvero la volta buona.

Somma Vesuviana, Di Sarno: ” 37 nuovi positivi nelle ultime 24 ore. Oggi tamponi antigenici per gli studenti in quarantena”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio Stampa del Comune di Somma Vesuviana   Di Sarno: “Nelle ultime 24 ore abbiamo avuto 37 nuovi positivi in città. La Task Force sta monitorando la situazione e faremo ulteriori valutazioni nel tardo pomeriggio. Sul fronte scuole, al momento non si registrano altre situazioni”. Improta (Preside dell’ITIS Majorana) : “Il rientro in presenza sta andando bene, siamo al secondo giorno con didattica in presenza al 50%. Ci sono tutte le condizioni di sicurezza”. “Per le due prime settimane abbiamo scelto gli ingressi su due turni, in questo modo i ragazzi hanno la possibilità di riadattarsi alla didattica in presenza. Ed oltre ai due turni, le classi entrano al 50% seguendo la Didattica Integrata a Distanza, in questo modo le aule hanno ampi spazi che garantiscono il distanziamento. Inoltre con una circolare abbiamo richiamato le regole informando tempestivamente l’intera platea scolastica. Dunque le condizioni di sicurezza ci sono tutte”. Lo ha affermato Paola Improta, Preside dell’Istituto Tecnico “Ettore Majorana” di Somma Vesuviana. Ed oggi la Task Force valuterà la situazione interna alla platea scolastica, nel pomeriggio prelievo di tamponi antigenici per tutti gli studenti delle classi elementari e medie che sono in quarantena. “Stiamo monitorando la situazione interna alla platea scolastica di Somma Vesuviana – ha dichiarato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana – e lo stiamo facendo nell’ambito della TASK FORCE che unisce tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, dai rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, al fine di interagire sulla situazione epidemiologica locale, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, l’Assessore all’Edilizia Scolastica e da qualche aggiorno abbiamo nella TASK FORCE anche l’Associazione Ingegneri dell’Area Vesuviana. Oggi, nel tardo pomeriggio faremo il punto della situazione. Oggi prelievo tamponi antigenici per gli studenti delle classi in quarantena che non si sono ancora sottoposti che non hanno ancora effettuato il tampone. E’ un’iniziativa dei Pediatri di base che va solo a supportare l’USCA e non a sostituire. I dati odierni riguardanti la città di Somma Vesuviana, ci dicono che nelle ultime 24 ore abbiamo registrato 37 nuovi positivi per un totale di 157 positivi attivi di cui 6 ricoverati in ospedale ed abbiamo 188 persone in sorveglianza sanitaria. Tutte quelle persone che magari non mettono la mascherina anche all’aria aperta contribuiscono all’aumento della circolazione del virus- A pagarne le conseguenze saranno poi i ragazzi che rischiano di ritornare alla Didattica a Distanza e gli anziani maggiormente esposti in quanto più fragili. Chi non mette la mascherina e non rispetta le norme di sicurezza sanitaria danneggia se stesso, gli altri e l’economia di un’intera nazione”.

Afragola, contrabbando di sigaretti: 13 arresti

13 arresti dei Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli per contrabbando di sigarette Dalle prime luci dell’alba i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare – emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – nei confronti di un gruppo criminale dedito al contrabbando di tabacchi lavorati esteri: 13 le persone arrestate. Le indagini hanno permesso di ricostruire le dinamiche all’interno del gruppo per l’approvvigionamento delle sigarette e di individuare i soggetti che sono tutti gravemente indiziati di “associazione per delinquere finalizzata al contrabbando di tabacchi lavorati esteri”.

Salviamo i sindaci dall’assedio: sono generali senza esercito

L’Eav, l’azienda che controlla Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea, ha scritto ai sindaci già due volte negli ultimi giorni. I genitori, probabilmente, qualche centinaio: certo, ci sono anche quelli che per discrezione non lo fanno, che si informano e basta, che non interagiscono ma sono tantissime le mamme e i papà che usano tutti i canali (facebook, whatsapp, messenger, eccetera) per contattare il proprio sindaco. Le domande, poi, sono le più disparate ma l’argomento principe è sempre lo stesso: le scuole. Diciamo meglio: le scuole e il covid. Si apre? Siamo al sicuro? Le finestre, aperte o chiuse? Non era meglio la dad? Il risultato è che se sei un sindaco ai tempi della pandemia come fai fai, sbagli. Ci sarà sempre qualcuno che dirà che potevi fare di più, che potevi fare meglio. Che hai fatto troppo o troppo poco. E infatti, dando uno sguardo dalle parti del Vesuvio, le decisioni dei primi cittadini sulla scuola in presenza sono tutt’altro che uniformi: Poggiomarino, Striano, Terzigno, Palma Campania, San Giuseppe Vesuviano e Somma Vesuviana hanno seguito l’ordinanza regionale ed hanno aperto gli istituti scolastici, mentre Ottaviano e San Gennaro Vesuviano hanno scelto di tenere ancora chiuse le superiori. In mezzo alle due scelte ci sono dati, numeri di contagi che salgono e scendono, riscontri, sensazioni e una certezza: i sindaci hanno molti poteri (ed è giusto che sia così) e pochi mezzi (ed è gravissimo). E ciò spiega perché sono sotto assedio: perché sono generali senza esercito. Possono chiudere, aprire, limitare, consentire, persino concedere. La cronaca è piena di ordinanze curiose, fantasiose. Ma praticamente non possono controllare: non c’è un comando di polizia municipale, in tutta la zona vesuviana, che non sia sotto organico. E se anche avessero decine di agenti a loro disposizione, per i sindaci sarebbe complicatissimo disporre verifiche come Dio comanda. Ripetiamo: generali senza esercito.  E in tempi in cui il mantra (uno dei mantra) è “ci vogliono più controlli”, questo stato di cose è semplicemente drammatico. E allora prima di dire “abbasso e alè” (cit. Rino Gaetano) al nostro sindaco facciamo una cosa: armiamoci di pazienza. O vogliamo chiamarla resilienza?