Salviamo i sindaci dall’assedio: sono generali senza esercito

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L’Eav, l’azienda che controlla Circumvesuviana, Cumana e Circumflegrea, ha scritto ai sindaci già due volte negli ultimi giorni. I genitori, probabilmente, qualche centinaio: certo, ci sono anche quelli che per discrezione non lo fanno, che si informano e basta, che non interagiscono ma sono tantissime le mamme e i papà che usano tutti i canali (facebook, whatsapp, messenger, eccetera) per contattare il proprio sindaco.

Le domande, poi, sono le più disparate ma l’argomento principe è sempre lo stesso: le scuole.

Diciamo meglio: le scuole e il covid. Si apre? Siamo al sicuro? Le finestre, aperte o chiuse? Non era meglio la dad?

Il risultato è che se sei un sindaco ai tempi della pandemia come fai fai, sbagli. Ci sarà sempre qualcuno che dirà che potevi fare di più, che potevi fare meglio. Che hai fatto troppo o troppo poco. E infatti, dando uno sguardo dalle parti del Vesuvio, le decisioni dei primi cittadini sulla scuola in presenza sono tutt’altro che uniformi: Poggiomarino, Striano, Terzigno, Palma Campania, San Giuseppe Vesuviano e Somma Vesuviana hanno seguito l’ordinanza regionale ed hanno aperto gli istituti scolastici, mentre Ottaviano e San Gennaro Vesuviano hanno scelto di tenere ancora chiuse le superiori.

In mezzo alle due scelte ci sono dati, numeri di contagi che salgono e scendono, riscontri, sensazioni e una certezza: i sindaci hanno molti poteri (ed è giusto che sia così) e pochi mezzi (ed è gravissimo). E ciò spiega perché sono sotto assedio: perché sono generali senza esercito. Possono chiudere, aprire, limitare, consentire, persino concedere. La cronaca è piena di ordinanze curiose, fantasiose. Ma praticamente non possono controllare: non c’è un comando di polizia municipale, in tutta la zona vesuviana, che non sia sotto organico. E se anche avessero decine di agenti a loro disposizione, per i sindaci sarebbe complicatissimo disporre verifiche come Dio comanda. Ripetiamo: generali senza esercito.  E in tempi in cui il mantra (uno dei mantra) è “ci vogliono più controlli”, questo stato di cose è semplicemente drammatico.

E allora prima di dire “abbasso e alè” (cit. Rino Gaetano) al nostro sindaco facciamo una cosa: armiamoci di pazienza. O vogliamo chiamarla resilienza?