Covid, al Cotugno un braccialetto per monitorare i pazienti positivi. I dati trasmessi h24 su una piattaforma

Un braccialetto per monitorare i pazienti positivi ricoverati in degenza ordinaria: è il progetto partito all’ospedale Cotugno di Napoli che coinvolge, al momento, i pazienti della prima divisione e del pronto soccorso.   Il sistema, unico nel suo genere in Italia, fino ad ora è stato impiegato per monitorare i pazienti a domicilio. L’Azienda Ospedaliera dei Colli è la prima struttura ospedaliera a utilizzare questo particolare dispositivo per i pazienti ricoverati, considerando le difficoltà gestionali dei pazienti Covid. “I pazienti – spiega Maurizio di Mauro, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera dei Colli – vengono dotati di un kit composto da 2 sensori wireless, un trasmettitore bluetooth e alcune fascette di ricambio, i sensori consentono il monitoraggio non solo della saturazione e della frequenza respirato-ria, ma anche dell’indice di perfusione e di altri parametri. I dati vengono poi trasmessi su una piattaforma sicura che viene controllata h24 da personale dedicato e adeguatamente formato e consente agli operatori di gestire da remoto il paziente, garantendo un intervento tempestivo, qualora i para-metri dovessero modificarsi in maniera improvvisa”. Il sistema nasce per il monitoraggio domiciliare dei pazienti affetti da scompenso cardiaco e, grazie ad una intuizione, è stato adattato alla gestione dei pazienti Covid in ricovero ordinario. “Si è scelto di utilizzare questa tecnologia su questa tipologia di pazienti – aggiunge – perché per quelli in sub intensiva ed in intensiva già è previsto il monitoraggio costante dei parametri”. “La malattia da Sars-Cov-2 è una patologia subdola che può portare a un rapido e repentino aggravarsi delle condizioni del paziente, grazie a questo monitoraggio si riesce ad agire tempestivamente fornendo le cure necessarie in maniera mirata e già con un quadro clinico preciso” conclude Di Mauro.

Genoa – Napoli (Partita 31), due mondi opposti: campo e statistiche

Genoa – Napoli 2 – 1. Se non aveste visto la partita pensereste al solito Napoli molle, senza nerbo, in difficoltà totale di pensiero ed azione, pensereste al Napoli dello Zero contro la Juve o del NaN con il Verona, pensereste al Napoli che ti fa accapponare la pelle di molte delle ultime uscite. Nulla di tutto ciò. La verità non è sempre quella che può emergere da 2 numeri su uno schermo, non può essere guidata da un pregiudizio, non può essere determinata dai giudizi che abbiamo fornito sulle partite precedenti.

Il mondo delle statistiche. E quindi, guardando il tabellino, scoprireste che il Napoli ha avuto un possesso palla del 68%. Ma non vi fidereste perché non sempre il possesso palla risulta efficace e costruttivo. Quindi leggereste di 8 parate di Perin e 0 per Ospina. Potreste pensare che è colpa di Ospina, ma non ci siete ancora vicini. Il Napoli ha tirato 24 volte, 11 nello specchio, ci ha provato spesso da fuori, Perin sugli scudi. Sono 7 i tiri in area. Nei soli primi 6 minuti il Napoli si era proposto con decisione, tirando per ben 3 volte, gli azzurri erano entrati in campo con le giuste intenzioni e le giuste idee. Ma potreste sospettare che la mole di tiri degli avversari, nonostante le 0 parate di Ospina, sia stata corposa. E invece il Genoa tira in porta solo 4 volte, e ne finalizza 2, su 2 errori azzurri, 2 sanguinose incertezze che costano al Napoli una dolorosa sconfitta, le 2 reti dell’ex Pandev. La Lega Serie A fornisce anche il numero delle azioni da gol, sono 12 per il Napoli e soltanto 2 per il Genoa, le 2 dei gol. Completo le statistiche con 584 passaggi riusciti contro 253, 151 passaggi nella 3/4 avversaria contro i 57 del Genoa, 88% di precisione nei passaggi contro il 74% avversario. Ah, dimenticavo. Come ciliegina sulla torta ci metto anche i due legni di Petagna e Insigne. Fonte Lega Serie A.

Il mondo del campo. Il risultato ci fornisce un’immagine totalmente diversa da quella delle statistiche, che al pari della inaccettabile ingiustizia con l’Inter, è veramente difficile da accettare. Non sto diminuendo i meriti del Genoa, che gioca una partita accorta. Chiude le vie centrali per il Napoli, blocca spesso la partenza da dietro, chiudendo i rifornimenti a Demme, e sfruttando le 2 uniche occasioni concesse. Il Napoli paga 2 indecisioni, 2 errori dei singoli, regalando agli avversari occasioni nitidissime. Il Napoli non è una squadra guarita dai suoi mali, ma mai come in questa partita ci ha provato, ha iniziato nel modo giusto, con le giuste intenzioni. Il Napoli ha proseguito e non si è arreso nemmeno sotto di due gol. Nel secondo tempo, seppur con molte difficoltà di manovra, spesso gli azzurri si sono trovati senza la doppia possibilità di passaggio. Ma l’arrembaggio c’è stato, arriva il gol di Politano che accorcia le distanze, ma non basta. Sono tanti gli aspetti che non mi sono piaciuti, la difesa nei singoli non è stata sempre all’altezza, e in avanti, quando entrato, Insigne non ha dato quello che doveva. Male nell’ultima conclusione, gridano vendetta le due palle scagliate sulla Luna da Osimhen e Elmas nella ripresa. E piangiamo i legni di Petagna e Insigne.

Ho criticato e continuo a criticare questa squadra, ma oggi non me la sento di farmi accecare da quanto ho visto e scritto nelle scorse partite. Oggi giudico quanto visto. Con il Genoa abbiamo vissuto su due mondi opposti, da un lato quello delle ciniche decisioni del campo, e degli errori azzurri, e dall’altro quello delle statistiche che ci avrebbero dovuto soltanto far sorridere, e invece, in maniera ancora più cinica, non lo hanno fatto.

Brusciano, Giornata Mondiale della Fraternità con “Insieme si può”

Riceviamo e pubblichiamo dal Comune di Brusciano

Brusciano, giornata mondiale della Fraternità con “Insieme si può”, associazione che produce innumerevoli iniziative, in costante crescita, che vanno riscontrando il diffuso apprezzamento nei suoi primi tre anni di attività svolte senza discriminazione alcuna e nel rispetto di ognuno.

Anche Brusciano, lo scorso 4 febbraio 2021, ha ricordato la ricorrenza della storica firma di Papa Francesco e del Grande Imam di al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, posta al “Documento sulla fratellanza umana per la pace nel mondo e la convivenza” (Abu Dhabi, 4 febbraio 2019) che costituisce un caposaldo sia nei rapporti tra Cristianesimo ed Islam, sia fra le diverse religioni. Tale documento è richiamato nella Terza Enciclica di Papa Bergoglio “Fratelli Tutti” (Assisi, presso la tomba di San Francesco, 3 ottobre 2020).

Presso la sede dell’Associazione “Insieme si può” con i suoi volontari guidati dal Presidente, Giuseppe Di Maio, con il Consigliere Comunale, Antonio Di Palma, dell’Amministrazione di Brusciano retta dal Sindaco Avv. Giuseppe Montanile, con una delegazione dell’Associazione Cullatori Macchine e Spalla “Giglio Gioventù 1985” guidata da Angelo Mocerino e con il giornalista e sociologo, Antonio Castaldo, per IESUS Istituto Europeo di Scienze Umane e Sociali, si sono ritrovati nella proclamata “Giornata internazionale della fratellanza umana”. L’omonima risoluzione adottata dall’Assemblea Generale ONU, (Documento A/75/L.52) ha dato la spinta a diramare l’invito, agli Stati membri delle Nazioni Unite e non solo, a creare ed intensificare occasioni di dialogo interculturale, constatato l’aumentato odio religioso in questo triste periodo segnato dalla Pandemia da Cocid-19. L’Assemblea Generale ONU, lo scorso mese di dicembre, ha proclamato il 4 febbraio come “Giornata internazionale della fratellanza umana”.

A Brusciano l’Associazione “Insieme si può” sta producendo innumerevoli iniziative, in costante crescita, che vanno riscontrando il diffuso apprezzamento nei suoi primi tre anni di attività svolte senza discriminazionealcuna e nel rispetto di ognuno: “Clownterapia”, con i volontari vestiti da clown dottori che donano un sorriso ai bimbi malati e agli anziani nelle case famiglia e negli ospedali. A causa del Pandemia da Covid-19 non è possibile accedere alle suddette strutture, per cui questa specifica attività è stata postata fuori ai supermercati, dove doniamo palloncini e pop corn per far gioire i bimbi, nel rispetto di tutte le precauzioni; “Carrello Solidale”, conanimazione nei pressi dei supermercati, durante i fine settimana, dei volontari che fanno opera di sensibilizzazione e raccogliendo dalle persone coinvolte il loro gesto di donazione con gli alimenti che vengono poi impiegati per confezionare gli aiuti gratuiti per le famiglie in difficoltà: “Clochard”, con i volontari che consegnanoogni venerdì un pasto caldo e coperte ai senzatetto della zona di Capodimonte a Napoli; “Pronto Farmaco”, che su richiesta permette la consegna dei farmaci a domicilio alle persone anziane, ai disabili e ai malati di Covid-19; “Assistenza Covid-19”, praticata territorialmente su un patto di intesa con il Comune di Brusciano e quello di Castello di Cisterna; “Laboratori Educativi”, con la messa alla prova per il Tribunale dei Minori di Napoli e gliassistenti sociali locali che seguono i ragazzi impegnati in progetti creativi, sociali ed educativi; “Sportello Amico”,che su richiesta anonima, lasciando solo un recapito telefonico permette di avere consulenze con psicologa o educatrice; “Guardaroba solidale”, con la raccolta di tutti i beni di prima necessità (vestiti, alimenti, per adulti, bambini e neonati, ecc…) che su specifiche richieste vengono donati a quanti ne hanno bisogno; “Ambulanza e Defibrillatore”, con personale qualificato che presso la sededell’Associazione “Insieme si può”, in Via Padula m. 127 a Brusciano in provincia di Napoli, sono a disposizione dell’intera comunità.

Mille notti in un inedito dedicato alla Luna

Disponibile da pochi giorni il nuovo inedito di Gerardo Attanasio, il giovane cantautore napoletano vincitore della Targa Siae al Premio Pigro e del Premio Lunezia “Musicare i poeti”. Mille notti in una luna straborda di suggestive immagini supportate da una splendida ballata e da un arrangiamento affascinante che ci riportano ad atmosfere magiche, ricche di echi d’infinito. Come ci dice lo stesso autore, si tratta di “un pezzo dedicato alla signora e padrona dell’amore e della morte, il cui triplice volto è espresso dalle relative fasi lunari. La poesia le deve il proprio principio attivo e l’unico tema possibile. Io e Renato Napoli l’abbiamo omaggiata attraverso un linguaggio obliquo e contemporaneo. Alla fine… una canzone d’amore”. Nato a Napoli nel 1983, Gerardo Attanasio è un giovane cantautore che ha iniziato a muovere i primi passi verso il mondo della musica, già da adolescente, suonando in diverse band della provincia napoletana. Si è diplomato come paroliere al CET di Mogol. Si è laureato in Lettere classiche, presso l’Ateneo Federico II di Napoli, scrivendo una tesi sul mondo classico presente nella canzone di Fabrizio De André: l’amore per la letteratura lo accompagna da sempre nel suo percorso artistico e umano. Le sue precedenti creazioni, intrise di affascinanti contaminazioni, sono ricche di temi dedicati ad alcuni miti della provincia napoletana, declinando strumenti tradizionali come la chitarra battente all’interno di scenari rock, creando un vero e proprio scontro di mondi (contadino e industriale) che contribuisce a dar vita a un immaginario variegato, colorato, che spinge la canzone verso territori assolati, sporchi di sale. Le sue liriche si fanno asciutte come le pietre dei templi greci e la semplicità, sintattica e armonica, nasconde un intenso lavoro di limatura che restituisce freschezza e spontaneità al tutto. Gerardo Attanasio, attualmente, è impegnato a creare nuove canzoni e continua la sua attività di produttore. Il 20 novembre scorso ha pubblicato Noi, prodotta e registrata nel suo studio di Castellammare di Stabia, il Blue Bell Project Studio, in completa solitudine durante il primo lockdown, mentre il 22 gennaio ha visto la luce Mille notti in una luna. Entrambe le canzoni faranno parte del suo quarto album, disco che ha deciso di far uscire “a puntate”, che attendiamo con curiosità e interesse destate dalla sua pregevole bravura.

Sant’Anastasia, follia in circumvesuviana: vandalizzato un convoglio

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Riceviamo e pubblichiamo dal sindacato ORSA   Questo pomeriggio, sul treno che è partito da Napoli-Porta Nolana alle 15:02 diretto a Sarno, un uomo in evidente stato di agitazione ha praticamente vandalizzato un intero convoglio, rompendo numerosi vetri. Il capotreno era stato avvisato fin dalla fermata di Ponticelli che sul treno c’era stato il primo atto vandalico, con la rottura del vetro della porta della cabina di guida, ma quando si è recato sul posto, nessun viaggiatore presente ha voluto indicargli chi fosse stato. Nella stazione di Sant’Anastasia c’è stato poi l’epilogo della vicenda, perché l’uomo ha cominciato ad inveire verso il personale dell’EAV e mentre gli si avvicinava in modo minaccioso, tra i viaggiatori terrorizzati, continuava a rompere i vetri del convoglio con un oggetto, probabilmente un martello, che stringeva tra le mani. Il capotreno ha allertato le forze dell’ordine, ma l’uomo se ne è scappato attraversando i binari e dirigendosi verso il passaggio a livello, adiacente alla stazione, facendo così perdere le proprie tracce. I viaggiatori hanno ripreso il viaggio con oltre 45′ di ritardo, allorquando da Napoli è giunto un convoglio che ha sostituito quello vandalizzato. Questo increscioso episodio è la prova che la sicurezza sui treni non è assicurata ne’ per i viaggiatori e neanche per il personale. L’EAV ha una grossa responsabilità in merito, avendo sottovalutato i pericoli a cui si sarebbe andati incontro dopo la fine dei vari blocchi e del “lockdown”, fidandosi di dati che mostravano un crollo delle attività criminose e vandaliche, numeri che però, a nostro avviso, erano falsati dal fatto che tra blocchi alle persone ed alle attività scolastiche e produttive, i trasportati sui treni erano drasticamente diminuiti e con essi anche i danni. Intanto, nonostante i proclami, nessun servizio di controllo e/o controlleria è stato istituito sulla Circumvesuviana e questo nonostante i suggerimenti e le richieste dei Lavoratori e dei sindacati siano state fatte già dallo scorso mese di dicembre. I risultati, stante i fatti di oggi pomeriggio, ci sembrano eloquenti.

L’intelligenza artificiale trova nella voce la “firma” delle malattie neurologiche.

Riceviamo e pubblichiamo

L’analisi avanzata della voce con algoritmi di machine learningoffre nuove opportunità di indagine strumentale e non invasiva delle malattie neurologiche, consentendo di sviluppare una medicina di precisione.

L’analisi della voce, eseguita con una specifica tecnica di Intelligenza artificiale chiamata machine learning, potrebbe diventare uno strumento cruciale per la diagnosi e la valutazione clinica del Tremore Essenziale. Questa è la prospettiva aperta da uno studio scientifico pubblicato sulla rivista scientifica Movement Disorders e frutto della collaborazione tra l’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS), il Dipartimento di Neuroscienze Umane di Sapienza Università di Roma e il Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

Il Tremore Essenziale è il più frequente disordine del movimento, colpisce il 4% delle persone al di sopra dei 65 anni ed è circa venti volte più frequente della Malattia di Parkinson – con cui viene frequentemente confuso. Si manifesta prevalentemente con un tremore involontario degli arti superiori e compromette in modo significativo la qualità della vita dei pazienti. Circa il 12% dei pazienti con Tremore Essenziale manifesta inoltre un caratteristico tremore della voce.

La voce è un fenomeno biologico complesso che richiede la corretta attivazione di un esteso network di neuroni nel cervello. Proprio per questo motivo, la voce può fornire informazioni sullo stato di salute del sistema nervoso di una specifica persona, e l’analisi avanzata di registrazioni vocali mediante i più moderni algoritmi di machine learning rappresenta quindi una ricerca scientifica di frontiera.

Questo tipo di analisi ha consentito il riconoscimento automatico – con elevata sensibilità/specificità – del tremore vocale e la risposta sintomatica a specifiche terapie farmacologiche in pazienti affetti da Tremore Essenziale. Un approccio metodologico che potrebbe rivelarsi uno strumento innovativo e non invasivo nella diagnosi di specifiche malattie neurologiche.

“La diagnosi di Tremore Essenziale e la valutazione della risposta alla terapia farmacologica – dice il professor Antonio Suppa del Dipartimento di Neuroscienze Umane di Sapienza Università di Roma e I.R.C.C.S. Neuromed – si basano attualmente su valutazioni cliniche che hanno il limite di dipendere dalla specifica esperienza del valutatore. Grazie ai risultati del nostro studio sarà possibile sviluppare in futuro un nuovo metodo di indagine automatizzato e standardizzato per la diagnosi di questa patologia e per la valutazione della risposta clinica a specifiche terapie farmacologiche”.

Ma le prospettive sono ancora più ampie, come spiega il professor Suppa: “L’analisi avanzata della voce potrebbe consentire in futuro di riconoscere specifiche patologie neurologiche e di identificare gli interventi terapeutici più appropriati in linea con la nuova frontiera della medicina di precisione. L’intelligenza artificiale apre inoltre nuove prospettive nella diagnosi e cura di specifiche malattie neurologiche a distanza, a beneficio della telemedicina”.

Nello specifico, la ricerca è stata condotta attraverso la registrazione della voce di 58 pazienti affetti da Tremore Essenziale e di 74 soggetti sani di controllo. Le registrazioni della voce, eseguite mentre i partecipanti pronunciavano una vocale per cinque secondi, sono state successivamente esaminate con algoritmi di machine learning dal professor Giovanni Costantini e dal professor Giovanni Saggio presso i laboratori del Dipartimento di Ingegneria Elettronica dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata.

“L’utilizzo dell’Intelligenza artificiale permette di ampliare gli strumenti diagnostici attualmente a disposizione in questo campo, oltrepassandone i limiti – spiega il dottor Francesco Asci neurologo presso il Dipartimento di Neuroscienze Umane di Sapienza Università di Roma e coautore dello studio – Le analisi hanno permesso infatti di individuare alterazioni della voce anche in pazienti con Tremore Essenziale che non presentavano nessuna apparente anomalia vocale all’esame clinico. L’analisi avanzata della voce con algoritmi di machine learningconsentirà quindi lo sviluppo di procedure diagnostiche innovative, standardizzate e di elevata precisione”.

Centro “Asterix”, Le associazioni “CallystoArts” e “Coccinella” incontrano il Prefetto di Napoli

Riceviamo e pubblichiamo

Presentati i progetti per la riqualificazione del centro giovanile “Asterix” di San Giovanni a Teduccio.

Una delegazione delle associazioni “CallystoArts” e “Coccinella” ha incontrano il Prefetto di Napoli Marco Valentini in vista dell’imminente avvio delle attività progettuali del centro polivalente “Asterix” di San Giovanni a Teduccio. In particolare, sono stati illustrati al Prefetto i dettagli dei progetti “Musicando” e “Orientati al futuro”, finanziati dal Dipartimento della Gioventù e dal Servizio Civile Universale.

I progetti mirano alla riqualificazione del centro giovanile ubicato nella VI municipalità che le associazioni assegnatarie valorizzeranno, impegnandosi a rendere la struttura un vero e proprio polo culturale e reso disponibile alla partecipazione ed all’utilizzo delle realtà associative del territorio.

I rappresentanti delle associazioni spiegano che, nel corso dell’incontro, il Prefetto si è mostrato vicino e attento alle istanze dei giovani. È stato un momento importante che ha fatto sentire le associazioni corroborate nel loro lavoro dalla presenza attiva dello Stato.

Ottaviano, Parco Vesuvio, parte in Italia il progetto – pilota “I tre cittadini” per spiegare il rischio sismico ed idrogeologico

Riceviamo e pubblichiamo dal Parco Nazionale del Vesuvio.  Parte in Italia il progetto – pilota “I tre cittadini” – libro in audio e video per spiegare ai ragazzi e alle famiglie il rischio sismico ed idrogeologico Fiore: “Parte dalla Campania, esattamente dall’area vesuviana, il progetto “I tre cittadini” tratto dall’audio/video/libro con il quale spieghiamo ai ragazzi e tramite loro anche alle famiglie il rischio sismico, idroigeologico, i comportamenti e perché è importante trispettare l’ambiente. E’ anche audio/libro con distribuzione ai ragazzi non vedenti. Un progetto pilota che andrà nelle scuole, grazie al Rotary Club di Ottaviano”. Tozzi : “Credo in questo tipo di comunicazione. Il cambiamento climatico c’è, è anomalo, è accelerato e dipende dalle attività dell’uomo, bisogna parlare ai ragazzi”. Pirolo (docente MIUR): “Il manuale è una rivisitazione de “I tre porcellini” di Joseph Jacobs. L’audio/video/libro sarà il punto di partenza. Porteremo nelle scuole tre pilastri importanti: Costituzione, Economia Sostenibile, Cittadinanza Digitale. Il divulgatore scientifico sarà proprio il bambino. Porteremo la divulgazione ambientale su TIK TOK grazie a delle tracce musicali con le quali i ragazzi creeranno un balletto mediante il quale divulgheranno la sensibilità ambientale”. Di Mezza, (Coordinatrice dell’Area Tematica Educazione Ambientale della SIGEA, ricercatrice INGV) : “I dati dicono che in Italia il 30% degli adulti non ha ancora consapevolezza delle tematiche ambientali”. “Parte proprio dalla Campania ed esattamente dall’area vesuviana il progetto pilota su scala nazionale “I tre cittadini” con il quale, anche mediante la didattica a distanza, racconteremo la Geologia, i geo – rischi e le geo-risorse nelle scuole italiane. Il progetto si chiama “I tre cittadini” e prende spunto dal primo video/audio/libro realizzato per raccontare i geo – rischi ma anche la bellezza della Terra ai bambini ed ai ragazzi. Dunque è un piccolo manuale di educazione ambitale ideato con la collaborazione di Pino Zarbo e ispirato alla fiaba “I tre porcellini” di Joseph Jacobs, però guardando mio figlio rimasto profondamente attratto dalla fiaba ho trasformato il messaggio adattandolo alla sensibilità ambientale. Perché i poveri lupi devono essere sempre maltrattati? In questo modo attraverso la fiaba raccontiamo il rischio sismico ed idrogeologico ma anche i comportamenti da assumere, perché è importante rispettare l’ambiente e perché. Ringrazio il Rotary Club di Ottaviano, la Presidente che ha addirittura curato la voce narrante. Dunque anche audio/libro che verrà consegnato ai ragazzi non vedenti”. Lo ha annunciato Antonello Fiore, Presidente Nazionale della Società Italiana di Geologia Ambientale. E la prefazione è a firma del noto geologo Mario Tozzi, presente al WeBinar organizzato dal Rotary Club di Ottaviano. “Quella avuta dalla SIGEA e dal Rotary è un’idea vincente – ha affermato Mario Tozzi – e ben volentieri ho dato il mio contributo al manuale di educazione ambientale con una mia prefazione. Interessante anche l’ampio progetto di divulgazione nelle scuole. Io credo in questo nuovo tipo di comunicazione: mettere insieme la divulgazione scientifica piuttosto rigorosa con la divulgazione un poco più leggera per arrivare a tutti”. E Tozzi ha illustrato “Un’ora e mezzo per salvare il mondo”, libro che ha scritto con Lorenzo Baglioni, di recente uscita e grande successo. “Si tratta di un libro concentrato sul cambiamento climatico e sulle tante disinformazioni che circolano sul cambiamento climatico. E’ un libro che viene da uno spettacolo che facciamo io e Lorenzo Baglioni – ha continuato Tozzi – portato in giro per l’Italia fin quando si è potuto. Lorenzo Baglioni è un matematico, insegnava matematica e ha sempre fatto canzoni didattiche. A me piace la divulgazione mescolata che mette insieme generi diversi. Abbiamo appena pubblicato un libro con all’interno un cd con Max Casacci, fondatore dei Subsonica. Con lui abbiamo fatto parlare gli ecosistemi, lui con la musica ed io con le parole. Il libro si chiama “Earthphonia – Le voci della Terra” e questo a me piace perché ritengo oramai una chiave che dobbiamo usare, senza banalizzare ovviamente la divulgazione. Dunque cresco in questo tipo di divulgazione. Nel libro scritto con Lorenzo evidenziamo le false notizie ma alla fine andiamo verso il propositivo indicando cosa fare. Ad esempio grazie ad un accordo obbligatorio fra i paesi per cambiare una produzione che era molto inquinante che era quella dei CFC Cloro Fluoro Carburi che, andavano ad impoverire lo strato di Ozono il quale avvolge l’atmosfera e che noi un poco impropriamente abbiamo definito buco dell’ozono, ora grazie a questo accordo tale situazione si sta ricucendo grazie al fatto che questi CFC siano stati banditi sotto la pressione degli ambientalisti e della scienza perché la scoperta del meccanismo di impoverimento dell’ozono è stata di tre chimici che hanno vinto il Premio Nobel per la Chimica ed uno di questi, Paul Crutzen, è stato anche l’inventore del termine “Antropocene”, il periodo in cui viviamo noi in cui le azioni dell’uomo lasciano una traccia molto evidente al punto tale da dedicare un periodo geologico. Dunque quando vogliono cambiare le cose i Sapiens lo fanno. Non c’è alcuna divisione della Comunità scientifica sul cambiamento climatico. Gli scienziati sono compatti sul cambiamento climatico, non ci sono due correnti. Il cambiamento climatico c’è, è anomalo, è accelerato e dipende dalle attività dell’uomo. Si può ancora fare ma pare che tutte le cose si concentrino alla fine. Rimandiamo sempre la riduzione delle emissioni. Pare che lo vogliamo fare all’ultimo e dunque sembra che non ci sia la volontà politica. L’unica volta che sono stati chiamati a rispondere i petrolieri è stato nel 2015, dopo 30 anni di conferenze. Non bisogna azzerare tutte insieme le emissioni perché perderebbero il lavoro ben 10 milioni di persone nel mondo, impegnate nella ricerca petrocarbonifera ma si dovrebbe iniziare a non investire più in quel tipo di combustibile ed invece i dati non vanno nella direzione dell’accordo di Parigi”. Dunque Mario Tozzi ha tenuto a battesimo il progetto di Educazione Ambientale nelle scuole italiane “I Tre cittadini” tratto dall’omonimo manuale che in queste ore, grazie alla divulgazione del Rotary Club di Ottaviano, ha ottenuto il Patrocinio Morale dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, della Città Metropolitana di Napoli e del Comune di Napoli. “Il manuale di Educazione Ambientale “I tre cittadini” ideato dalla Società Italiana di Geologia Ambientale, tramite le iniziative che come Rotary Club di Ottaviano stiamo mettendo in campo sulla sostenibilità – ha affermato l’architetto Nunzia Ragosta, Presidente del Rotary Club di Ottaviano – verrà distribuito in almeno 400 scuole della Campania ed anche presso i soci del Rotary e gli ambienti Rotary. Il manuale ha ricevuto il patrocinio morale dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio del Comune di Napoli e della Città Metropolitana. Con loro porteremo nelle aule scolastiche il progetto di divulgazione della conoscenza geologica proprio attraverso il video/audio/libro di Antonello Fiore. Inoltre l’audio/libro sarà divulgato anche presso i ragazzi non vedenti stiamo provando a dare una mano a scuotere le coscienze. Rotary Club di Ottaviano e SIGEA saranno insieme nella campagna di divulgazione delle geo – scienze presso la popolazione giovanile”. L’apprezzamento dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio. “L’Ente Parco c’è sempre. Soprattutto su un territorio come il nostro è fondamentale diffondere conoscenza – ha dichiarato Agostino Casillo, Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – informazione corretta ed invitare la popolazione al rispetto delle norme a rispetto dell’Ambiente”. Ecco i dettagli del progetto: “Oggi a tutto tondo la didattica civico/ambientale rientra in quella che è l’obbligatorietà di con tre pilastri che dobbiamo seguire: Costituzione, Economia Sostenibile, Cittadinanza Digitale. La divulgazione del video/audio/libro. Gli approcci sono tantissimi – ha affermato Antonella Pirolo, docente MIUR e formatrice in didattica interculturale, ed hanno tutti nomi inglesi. Eppure per la mia lunga esperienza dedicata ai diritti umani e all’ambiente posso dire con certezza che l’apice di ogni approccio laboratoriale parte invece dalla narrazione. La narrazione è un momento magico e fa il successo di quel laboratorio. Con il progetto “I Tre cittadini” al quale ho collaborato nella stesura andremo a sposare pienamente la Costituzione italiana. Il Rotary Club di Ottaviano assumerà un ruolo strategico perché con loro faremo rete sulla divulgazione scolastica. Il testo scritto dal geologo Antonello Fiore, con voce narrante di Nunzia Ragosta, emoziona per davvero in quanto ha una narrazione speciale con musiche inedite. I più piccoli riescono proprio ad immergersi dentro la storia, quella storia che ci servirà per lanciare il nostro imput eduicativo. Cosa faranno nelle scuole i ragazzi? Dopo l’ascolto dovranno indicare parole, parole da scrivere poi sulla lavagna. Parole che i bambini dovranno trasformare in immagine, disegnarle individualmente per poi rincontrarci. A quel punto lanceremo l’input educativo. Da dove partiremo? Dal nostro dettato Costituzionale. Noi abbiamo la Carta Costituzionale più bella che all’articolo 9 parla di rispetto del nostro patrimonio artistico ambientale ed immateriale. Preservare dunque l’ambiente in un aspetto du legalità. Se tu vai a sotterrare i rifiuti tossici sotto la tua terra significa che non tuteli la vita. Bisogna essere incisivi nel messaggio che daremo. Organizzeremo quella che è la costruzione di un prodotto importantissimo perché lascia una traccia visibile all’interno delle scuole. Di questo c’è bisogno perché ogni scuola che ha all’ingresso delle tracce visibili del messaggio riesce a trasmetterne con immediatezza il significato. Compreremo scatole trasparenti. Poi inviteremo i ragazzi alla ricostruzione di ambienti, di quello che loro pensano di ricostruire, la percezione di quel territorio di cui hanno sentito parlare. Poi faremo fare un mega puzzle e cioè di fotografie di se stessi, di un amico, di un parente, nell’ambito di un’azione di rispetto dell’ambiente stesso. La fase dell’emozione, la fase della costruzione, la fase del mostrarsi. Alla fine dell’intera esperienza laboratoriale avremo la mostra di quanto realizzato. Ci saranno i genitori e a quel punto saranno i bambini a spiegare i prodotti realizzati. Il divulgatore scientifico sarà proprio il bambino. Porteremo la divulgazione ambientale su TIK TOK grazie a delle tracce musicali con le quali i ragazzi creeranno un balletto mediante il quale divulgheranno la sensibilità ambientale. Ecco la cittadinanza digitale, facendo comprendere che anche sul web si possono dare messaggi positivi”. Il Covid non fermerà il progetto grazie alla strumentazione innovativa. “Certo per un poco non saranno possibili i workshop ma sarà possibile sempre partire da una narrazione di questo tipo – ha continuato Pirolo – e da un’attività asincrona parlando ai ragazzi degli obiettivi dell’Agenda 2030 : lotta alla povertà, l’economia sostenibile, la difesa dell’ambiente, la pace e la giustizia. Ora ovviamente c’è il Covid ma non possiamo arrendere ma dobbiamo attrezzarci, non possiamo venire meno al nostro obbligo di educazione e capire quali siano le strumentazioni in nostro possesso, tenere in considerazione che l’ambiente sarà diverso perché non saremo più all’aperto o in una bella biblioteca. Però possiamo farlo lo stesso e alla fine lasceremo il nostro input di educazione ambientale”. Il 30% degli adulti, in Italia non ha conoscenza delle tematiche ambientali, il 48% dei ragazzi non arriva alle superiori. “Negli ultimi anni ci siamo rivolti soprattutto ai giovani e dobbiamo spiegare loro l’importanza della sostenibilità e dobbiamo farlo subito. Purtroppo tutto viene demandato alla scuola e se vediamo nella scala delle priorità delle materie quelle scientifiche sono le ultime – ha affermato Maria Di Mezza, Coordinatrice dell’Area Tematica Educazione Ambientale della SIGEA, ricercatrice INGV, Vice Presidente Sigea Lazio, impegnata molto in attività di ricerca, pianificazione dei Beni Culturali, ideatrice di gioco da tavolo ed elettronici sulle tematiche delle geo – scienze – ed in particolare quelle riguardanti le tematiche ambientale. Sembra che queste tematiche non entrino a far parte della vita quotidiana e dell’economia. I dati dicono che il 20% dei giovani iscritti al primo ciclo di studi e gli adulti in età lavorativa oltre il 30% non ha nessuna conoscenza delle tematiche ambientali e scientifiche di base. In Italia la fascia di popolazione tra i 24 e i 65 anni di età, il 48,2% ha conseguito come titolo superiore solamente il diploma di scuola media inferiore. Se vogliamo creare una coscienza ambientale dunque dobbiamo partire dall’età prescolare, dobbiamo cambiare approccio e adottare nuove metodologie che siano più vicine agli studenti, ad esempio i laboratori didattici che non devono ripetere quello fatto a scuola ma devono essere laboratori creativi, attivi, vivi, diversificati, divertenti, inclusivi, devono essere accattivanti utilizzando anche un linguaggio che sia vicino a loro. Dobbiamo arrivare agli adulti, ad un pubblico vasto”.

Somma Vesuviana, il laboratorio politico: “Confronto e dialogo con le realtà locali”

Riceviamo e  pubblichiamo una nota stampa dal Laboratorio politico Il laboratorio politico composto dal movimento politico Onda Bianca, Alternativa Civica e Insieme per Somma continua i suoi incontri con le realtà sommesi per comprendere (dai diretti interessati) quali sono le problematiche da analizzare e porre sul tavolo del confronto, onde poter fare un resoconto che potrebbe contribuire alla stesura del futuro programma politico.  “Il nostro è un continuo percorso di crescita e di arricchimento attraverso il dialogo e le proposte tra noi e le associazioni locali”, dice Giovanni Salierno, mentre Giovanni Bianco prosegue: “abbiamo deciso di scrivere il nostro programma politico insieme ai soggetti direttamente interessati”. Nelle ultime ore si è conclusa una riunione in cui si è parlato delle problematiche del Casamale insieme ad ad alcune realtà attive nel centro storico. Altri incontri sono previsti nei prossimi giorni con altre realtà locali. Il laboratorio politico rimane aperto a qualsiasi incontro con chiunque senta l’esigenza di evidenziare qualche problematica locale o qualche progetto che sia rivolto al bene comune. Il vero intento del laboratorio politico è quello di costruire una politica che dia voce a chi non ha mai avuto la possibilità di porre in essere le proprie istanze.

Nolano e Vesuviano, regi lagni: controlli a tappeto dei carabinieri del comando unità forestali, ambientali ed agroalimentari

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Nel corso degli ultimi 2 mesi, sulla scorta dei positivi effetti determinati dalla campagna di controlli effettuati lungo il corso del fiume Sarno, è stata intrapresa dai Carabinieri del Comando Unità Forestali, Ambientali e Agroalimentari e del Comando Provinciale di Napoli una analoga complessa campagna di controlli tesi a reprimere fenomeni di abbandono di rifiuti nonché di illeciti sversamenti da parte di imprese operanti nelle aree del Bacino Idrografico dei Regi Lagni. I Regi Lagni sono frutto di un’opera di canalizzazione e bonifica idraulica avviata, durante il predominio spagnolo in Italia, dal viceré di Napoli Pedro Fernández de Castro nel 1610 e terminata nel 1616, sotto direzione dell’architetto Domenico Fontana, per porre fine ad un problema che da secoli attanagliava la Campania Felix: le frequenti inondazioni del fiume Clanio che tormentavano le popolazioni locali e impedivano lo sviluppo urbanistico sin dall’epoca pre – romana. Essi sono un reticolo di canali rettilinei, per lo più artificiali, il cui bacino si estende in un’area di 1095 km2 in 99 comuni della città metropolitana di Napoli e delle province di Caserta, Avellino e Benevento, che dovrebbero raccogliere le acque piovane e sorgive, convogliandole dalla pianura a Nord di Napoli per oltre 56 km da San Vitaliano e Nola verso Marigliano, Acerra, Brusciano, Pomigliano d’Arco, Afragola, Giugliano in Campania e quindi al mare, tra la foce del Volturno e il Lago di Patria Campi Flegrei. L’attività di controllo che vede il coinvolgimento del Gruppo per la Tutela Ambientale di Napoli con i dipendenti Nuclei Operativi Ecologici di Napoli e Caserta e dei Gruppi Carabinieri Forestali di Napoli, Avellino, Caserta e Benevento si è sviluppata principalmente nelle seguenti attività: 1.  verifica del funzionamento degli impianti di depurazione e della qualità delle acque che vengono scaricate nel canale dei Regi Lagni; 2.  controllo dei principali impianti produttivi industriali ed aziende agricole-zootecniche potenzialmente impattanti sullo stato delle acque; 3.  controllo degli scarichi abusivi e sversamenti di rifiuti. Complessivamente nel corso dei mesi di dicembre 2020 e gennaio 2021, i Carabinieri, nell’area del bacino idrografico del canale artificiale dei Regi Lagni (province di Napoli, Caserta, Benevento ed Avellino), hanno: • controllato nr. 66 attività produttive ed effettuando nr. 9 sequestri, tra scarichi abusivi e aree di stoccaggio rifiuti; • denunciato all’Autorità Giudiziaria nr. 29 persone; • elevato nr. 21 sanzioni amministrative per un importo pari a circa 97.437 Euro. I primi accertamenti condotti hanno permesso di constatare che le probabili cause di inquinamento possono essere ricondotte a: •scarichi di reflui industriali effettuati illegalmente da aziende che approfittano anche delle avverse condizioni meteo per evacuare i propri reflui; *   •  scarichi di aziende agricole-zootecniche che si disfano degli effluenti convogliandoli nei canali; *   •  scarico di reflui della rete fognaria, costituiti dal “troppo pieno” a servizio della rete stessa e/o addirittura da interi tronchi di rete fognaria non collettati ad alcun impianto di depurazione; *   •  abbandono incontrollato di rifiuti di ogni genere che vengono sversati sulle sponde ed all’interno del canale. I dati in questione non rappresentano, peraltro, elementi di valutazione definitiva, in quanto le attività di controllo sono tuttora in corso e continueranno nel prossimo futuro.