Somma Vesuviana, la storia, le imprese e la vita violenta di Sabato di Palma ò scansone

Il prof. Domenico Parisi, membro del Centro studi dell’Archivio storico cittadino,  traccia un curioso e dettagliato ritratto del famigerato Sabatiello di Palma alias ‘o scansone. Molte notizie sono tratte da «Il mondo illustrato», Anno IV n. 49 del 7 Dicembre 1861, nella rubrica «Tipi e scene del brigantaggio», ad opera di un non meglio identificato redattore.     «Poniamo fine ai ritratti ed ai quadri più drammatici offertici dal brigantaggio napoletano, con quel di un uomo meno degli altri scellerato ed il quale è oramai in via di compiuta riabilitazione. Ciò non toglie nulla alla singolarità di codesto tipo». Sabato di Palma nacque a Somma in strada San Sossio il 7 ottobre del 1831 da Raffaele, di condizione contadino, e da Mariantonia Marzano. Cominciò a rendersi noto alla legge all’età di 25 anni, nel 1856, quando fece fuori un uomo per gelosia d’amore. Il colpevole, quantunque si era sempre dichiarato innocente, aveva sempre asserito che nulla poteva essere così falso come l’accusa di omicidio datagli dalla unanime testimonianza del suo paese natale. Vera o falsa la pubblica voce e la sua indiscutibile fama di omicida, venne condannato a trent’anni di galera. Prof. Parisi, che accadde a Sabato di Palma dopo l’omicidio? “Sabato fu molto astuto: malgrado la sua pretesa innocenza di presentarsi al giudizio, si lasciò condannare in contumacia e, dopo la sentenza, si rifugiò nei boschi della provincia di Avellino, procurandosi viveri e munizioni in un podere abitato da alcuni suoi parenti. Un piccolo intrigo amoroso, stavolta, non solo prese ben grandi proporzioni, ma pose un po’di piacevole varietà nella sua agitata esistenza. Il parente avellinese aveva una figlia molto graziosa, di appena 16 anni, che si innamorò del fuorilegge. Il fortunato Sabato, ogni notte, dopo essersi ben bene approvvigionato, faceva finta, d’accordo con il suo parente, di ritornarsene nelle boscaglie, ed invece tornava al podere per raggiungere la finestra della stanza dell’adorata fanciulla. E li, in quella camera, trascorreva felicemente le lunghe notti fino al canto del gallo. La tresca durò vari mesi, fino a quando il governo borbonico, nei suoi strani modi di fare giustizia, non potendolo aver nelle mani, arrestò tutta la sua famiglia e la tenne prigioniera per molti anni. Sabato conosceva bene i suoi polli. Egli sapeva bene che se fosse andato volontariamente a mettersi in gabbia, secondo ogni probabilità, non avrebbe giovato a liberare i suoi parenti, perché poveri e senza amici; perciò, facendo tacere ogni stimolo di generosità e d’abnegazione, proseguì a viver nei boschi più selvaggio, più romito e più ramingo che mai”. Sabatiello ritornò a Somma? “I nuovi eventi del 1860 permisero a Sabato di tornare finalmente a Somma nella sua casa paterna. Da quel momento, da brigante e fuorilegge, diventò un patriota sui generis, utile alla causa della Nazione. Il suo primo atto fu di far entrare suo fratello, caporale dell’esercito borbonico in Sicilia, fra i volontari di Garibaldi. In quanto a lui, come riferisce il non meglio identificato redattore,  si pose al servizio della Guardia nazionale, scortandola come esploratore solerte, intelligente e specchiato. A tal riguardo, non era un iscritto; infatti, quando non collaborava con la Guardia nazionale, agiva per proprio conto, andandosene, solo soletto, a perlustrare la campagna e le boscaglie dei dintorni, da lui conosciuti a perfezione. Il fratello Domenico, invece, nato nel 1837, era un componente della Guardia nazionale. Il 4 gennaio del 1861 si segnalò con un atto degno degli antichi paladini che tenevano da soli fronte ad un intero esercito, sventando un ricatto ai danni del cav. Sersale, ricco benestante di Sant’Anastasia, e arrestando i colpevoli.  Un mese dopo, il 20 febbraio, nella casa di tale Lucia Capasso, operò la cattura di altri cinque ladri. Il 6 aprile, insieme con la Guardia nazionale, eseguì l’arresto di alcuni reazionari a Castello di Cisterna”.  Quale fu il ruolo del di Palma con i piemontesi? “Quando i bersaglieri piemontesi si insediarono a Somma, Sabatiello fu sempre il primo a marciare innanzi ai plotoni, a qualunque ora del giorno e della notte. Nella spedizione importantissima del 24 agosto del 1861, di cui i giornali diedero dettagliate informazioni, guidò i bersaglieri sulla montagna di Sant’Anastasia in un attacco contro una banda di circa cento briganti: ne uccise parecchi e ne ferì altri. Sette giorni dopo, chiamato di nuovo dai bersaglieri, ne ammazzò quattro. Nei fatti posteriori a quelli di Somma, Sabato di Palma condusse la sua attività, sempre e dappertutto, col massimo coraggio. Ad onta di tutto ciò era sempre sotto il peso d’una condanna di trent’anni di galera. Il governo italiano nelle provincie napoletane, perdette talmente la bussola, che consimili irregolarità erano all’epoca frequentissime. Persone su cui pesavano condanne infamanti ed alle quali furono attribuiti delitti che nulla hanno a che fare con la politica, partecipavano alla vita governativa in termini di grande intimità ed amicizia. Così avvenne per  Sabatiello di Palma, il quale da anni era stato  impiegato a nome e per conto della legge a reprimere il brigantaggio”.  A tal riguardo, come fu il rapporto con il popolo sommese dopo il passaggio con i bersaglieri? “La grazia gli fu promessa. Gli abitanti di Somma, che cinque anni addietro lo volevano giustiziato, indirizzarono al Re una petizione, coperta dai nomi delle persone più influenti del paese, in cui si reclamava oblio, amnistia e riabilitazione per Sabato Di Palma. Il 19 gennaio del 1862, insieme con i Carabinieri in provincia di Avellino, arrestò di notte tre sbandati. L’11 giugno successivo, all’una di notte, nella Masseria San Giorgio di Somma, uccise in uno scontro a fuoco il brigante Alfonso Aliperta alias malacciso. Nel 1863, per l’opera prestata nella repressione, gli fu conferita la medaglia d’argento al valor civile e 100 ducati di premio. Dopo essere entrato meritatamente nelle guardie campestri di Somma, il 28 luglio del 1891 convolò a nozze (matr. parte civile) con la quarantacinquenne Luisa Mosca. Cinque anni dopo, il 16 dicembre del 1896, morì in Strada Santa Croce all’età di sessantasei anni con i gradi di capo delle guardie. Il Consiglio municipale,  con verbale del 12 gennaio 1897, approvò una pensione per la vedova Mosca.  Nel 1935, la Commissione toponomastica, istituita con decisione podestarile del 29 aprile 1935, propose di intitolargli la strada, che dall’alveo del Bosco si dirigeva verso sud – est per terminare dopo milletrecento metri nelle selve demaniali del Comune (dal Scarico al Demanio). La proposta rimase, comunque, incompiuta come tante altre”.  

Covid-19, contagi in aumento: chiudono le scuole di Somma, San Giorgio, Torre Annunziata e Portici

L’aumento dei contagi costringe i sindaci di Somma Vesuviana, San Giorgio a Cremano, Torre Annunziata e Portici a chiudere le scuole. Proposto un ritorno alla DAD anche a Scafati, ma il Tar annulla l’ordinanza sindacale. In Campania si è in attesa della decisione di Vincenzo De Luca. È passato poco più di un mese dalla riapertura delle scuole in Campania e già si parla di chiusura e ritorno alla DAD. Sembra uno scherzo, ma purtroppo non lo è affatto. A parlare sono, come sempre in questi casi, i numeri di chi con la ripresa della didattica in presenza ha contratto il virus. Una curva epidemiologica in aumento, che ha portato i sindaci di molti comuni ad una chiusura forzata. Sono le circostanze ad imporre quella distanza che si cercava di raggirare con un ritorno contingentato tra i banchi di scuola. Dal 9 al 20 febbraio sospese le lezioni in presenza nel comune di Somma Vesuviana, coinvolgendo in questa stretta scuole dell’infanzia, primarie e medie. «Con estremo dispiacere poco fa mi sono trovato costretto a firmare l’ordinanza con la quale dispongo la chiusura dei Tre Circoli Didattici e dei plessi delle medie della “San Giovanni Bosco – Summa Villa” fino al 20 Febbraio. Dopo un’attenta valutazione della Task Force sui rischi di ripresa del contagio, abbiamo deciso di intervenire in maniera preventiva per scongiurare un’espansione incontrollata del virus. La situazione è delicata, c’è bisogno ancora di un piccolo sforzo da parte di tutti noi, per il bene di Somma Vesuviana». Nel comune di Scafati, la prima sezione del Tar di Salerno annulla l’ordinanza del sindaco Cristoforo Salvati, in seguito al ricorso presentato da alcune famiglie che si erano schierate contro la scelta del primo cittadino di chiudere gli istituti scolastici fino al giorno 20 febbraio. Per il presidente Leonardo Pasanisi «il provvedimento impugnato (con il quale viene disposta una sospensione generalizzata delle attività didattiche in presenza su tutto il territorio comunale) non contiene alcun riferimento a dati sanitari specifici dell’Unità di Crisi regionale o della competente Asl circa un aggravamento dei contagi nelle scuole o circa il nesso eziologico tra l’attività didattica in presenza ed un incremento dei contagi in altri settori o ambiti relazionali». Chiuso in via precauzionale fino al 15 febbraio anche l’istituto paritario “Regina dei Gigli” a San Giorgio a Cremano. Il sindaco Giorgio Zinno ha disposto con un’ordinanza la chiusura forzata in seguito all’aggravarsi della situazione che ha portato a ben sedici casi positivi al Covid riscontrati tra alunni e personale scolastico. La scelta è stata presa dopo una riunione tra il sindaco e il responsabile dell’Ambito 3 della Asl Vincenzo Montella in merito all’attuale quadro epidemiologico. «Attualmente negli altri plessi dove sono stati rilevati casi isolati di positività – spiega il sindaco Zinno – la situazione risulta sotto controllo. Attendiamo eventuali decisioni dell’unità di crisi regionale, continuando a monitorare h24 il quadro epidemiologico scolastico e cittadino». Scuole chiuse per un’altra settimana anche a Torre Annunziata insieme ai luoghi della movida fino al giorno di Carnevale per evitare possibili assembramenti. Dal 9 al 16 febbraio 2021 sarà sospesa l’attività didattica in presenza in tutte le scuole di ogni ordine e grado, salvo attività di laboratorio o destinate ad alunni diversamente abili e con bisogni educativi speciali. Questa la decisione del sindaco Vincenzo Ascione che ha firmato una nuova ordinanza per arginare il propagarsi dei contagi. Nel comune di Portici il manifestarsi di un focolaio Covid presso l’Istituto comprensivo statale “Carlo Santagata” ha spinto il dirigente scolastico, Nicola Di Muzio, d’intesa con l’Asl Napoli 3 e con il sindaco di Portici, Enzo Cuomo, a chiudere la scuola d’infanzia e le elementari del plesso di via Caportano fino al 17 febbraio. Previsto il ritorno alla DAD, «considerata la necessità di tutelare la salute pubblica e di contenere la diffusione del contagio da Covid-19», scrive il dirigente scolastico. Una scelta maturata in seguito all’emergere di nuovi casi, circa quindici, tra personale scolastico e alunni di scuola d’infanzia e primaria. Si è ancora in attesa di una decisione da parte del governatore della Campania, Vincenzo De Luca, che nel pomeriggio del 9 febbraio si riunirà per discutere con l’Unità di Crisi regionale se applicare o meno nuove restrizioni.  

San Giorgio a Cremano, 16 positivi al Covid nell’istituto paritario “Regina dei Gigli”: disposta la chiusura per tutta la settimana

Riceviamo e pubblichiamo. San Giorgio a Cremano, casi di Covid-19 all’interno della scuola paritaria “Regina Dei Gigli”: 2 alunni appartenenti a 4 diverse classi, 3 docenti e un dipendente scolastico. Tutti si trovavano già in quarantena presso il proprio domicilio. San Giorgio a Cremano: nei giorni scorsi si sono verificati alcuni casi di Covid-19 all’interno della scuola paritaria “Regina Dei Gigli“. Dopo la positività di una maestra e di un alunno, grazie alla tempestiva comunicazione da parte della Direzione scolastica, l’Asl ha immediatamente avviato tutti i tracciamenti e disposto la quarantena per tre classi della primaria e una dell’Infanzia. Sono stati sottoposti a tampone molecolare tutti i loro contatti stretti e ad oggi, la relazione inviata dal Dipartimento di Prevenzione UOPC, riporta 16 casi di positività: 12 alunni appartenenti a 4 diverse classi, 3 docenti e un dipendente scolastico. Tutti si trovavano già in quarantena presso il proprio domicilio. In questi giorni il Sindaco Giorgio Zinno  ha tenuto costantemente sotto controllo la situazione. Con l’assessore alla Scuola Giuseppe Giordano  si sono confrontati quotidianamente con i responsabili della scuola e con i medici dell’UOPC. Oggi nuova riunione tra il Sindaco e il responsabile dell’Ambito 3 della Asl, Dott. Vincenzo Montella in merito all’attuale quadro epidemiologico, in base alla quale è stato concordato di disporre la chiusura “in via precauzionale” dell’intero plesso scolastico regina dei Gigli (scuola primaria e scuola dell’infanzia), a partire da domani 9 febbraio 2021 fino al 15 febbraio. La decisione nasce dalla necessità di valutare anche nei prossimi giorni la situazione epidemiologica dei casi collegati a questi e quindi di tutelare la salute dei bambini, delle famiglie e del corpo docente. Inoltre, il Primo Cittadino fa sapere di monitorare costantemente anche la situazione negli altri istituti scolastici del territorio. In particolare nel fine settimana è stato avviato uno screening sui fratelli di tutti gli alunni contagiati della Regina Dei Gigli che frequentano altre scuole della città. Il filo diretto quotidiano tra amministrazione, uffici di prevenzione collettiva della Asl e dirigenti scolastici permette di avere aggiornamenti in tempo reale delle varie situazioni inerenti a tutta la platea scolastica cittadina “Attualmente negli altri plessi dove sono stati rilevati casi isolati di positività, la situazione risulta sotto controllo – fa sapere Zinno. Attendiamo eventuali decisioni dell’unità di crisi regionale, continuando a monitorare h24 il quadro epidemiologico scolastico e cittadino. La chiusura dell’Istituto Paritario e dell’Infanzia Regina dei Gigli testimonia l’attenzione posta dall’Amministrazione e Asl sull’evolversi della situazione scolastica – conclude. Avevo promesso che non mi sarei fermato rispetto a quanto deciso dal Tar in caso di necessità e continuerò a farlo qualora servisse per tutelare la salute dei concittadini.”

Torna il prestigioso Premio “Ambasciatore del Sorriso“

Riceviamo e pubblichiamo. Si è da poco conclusa con grande successo la settima edizione del premio Internazionale “Ambasciatore del Sorriso” e già si pensa alla prossima: tantissime personalità si impegnano per questo premio che risulta tra i migliori a livello nazionale. Si è da poco conclusa con grande successo la settima edizione del premio Internazionale “Ambasciatore del Sorriso” e già si pensa alla prossima. L’organizzazione si trova già a lavoro per l’ottava edizione: parliamo del prestigioso premio Ambasciatore del Sorriso, ideato dall’attore, erede della maschera di pulcinella Angelo Iannelli ed organizzato dall’associazione culturale “Vesuvius” in collaborazione con il Comune di Napoli. Vista la valenza socio-culturale, il premio vede l’adesione di importanti patrocini. Angelo Iannelli ha fatto del sociale una forma d’arte e del sorriso una terapia asserisce: sarà un’edizione straordinaria con tante novità. La finalità della manifestazione   e quella di premiare , oltre alle varie sezioni in gara come: Poesia, Pittura, Scultura e Fotografia, gli artisti e le eccellenze che, con la propria arte hanno donato un sorriso ai meno fortunati. Per quanto riguarda il regolamento delle varie sezioni elencate, le opere devono pervenire alla segreteria dell’associazione culturale “Vesuvius” entro e non oltre il mese di luglio. Il bando è riservato a tutte le scuole d’Italia e disponibile sulle pagina Facebook e Instagram alla voce Premio Internazionale Ambasciatore del Sorriso. Nelle precedenti edizioni sono stati ricordati: Ciro Esposito, giovane tifoso vittima della violenza negli stadi, il cantautore Pino Daniele, gli attori: Massimo Troisi, Eduardo De Filippo e Antonio De Curtis in arte Totò, il giornalista Luigi Necco e il simbolo di Napoli e Acerra “Pulcinella” . Tantissime personalità si impegnano per questo premio che risulta tra i migliori a livello nazionale.

San Vitaliano, Liceo Colombo: arriva anche l’indirizzo artistico

Riceviamo e pubblichiamo.

San Vitaliano, arriva il liceo artistico sul territorio comunale con la visita in mattinata del sindaco Pasquale Raimo e di alcuni rappresentanti della giunta.

Un istituto appena arrivato che già conta oltre centocinquanta alunni e sei classi al momento attivate. Stiamo parlando del liceo “Cristoforo Colombo“, presente da anni sul territorio comunale di Marigliano e dallo scorso settembre operativo anche a San Vitaliano con l’indirizzo artistico. Un progetto fortemente voluto dalla dirigente scolastica Nicoletta Albano e che nell’amministrazione comunale ha trovato fin da subito piena disponibilità. In mattinata la visita ufficiale alla sede degli amministratori locali con il sindaco Pasquale Raimo accompagnato dagli assessori alla cultura e alla pubblica istruzione Ivana Mascia e ai lavori pubblici Luigi Russo.
È un nuovo inizio per tutti noi – dichiara l’assessore Ivana Masciasoprattutto per i ragazzi che dopo tanti mesi di didattica a distanza, finalmente, sono tornati in presenza e lo hanno fatto in una scuola nuova. Stamattina abbiamo consegnato loro un bene prezioso con la raccomandazione di custodirlo gelosamente, sempre nel rispetto delle restrizioni imposte dall’emergenza sanitaria. Una data storica per la piccola comunità di San Vitaliano che – continua Ivana Mascia – per la prima volta ospita una scuola secondaria di secondo grado e che qualifica un progetto nel quale ho sempre creduto fin dal lontano gennaio 2019, reso possibile grazie anche alla tenacia, alla passione e alla professionalità della dirigente Nicoletta Albano, che ha riposto fiducia nella nostra comunità. Sono certa che, con la collaborazione di tutti ed in sinergia anche con l’istituto comprensivo “Omodeo-Beethoven”, queste nuove aule vedranno nascere percorsi educativi di grande qualità”.

San Vitaliano è un paese che guarda lontano, nonostante i tempi non facili in cui stiamo vivendo – aggiunge il sindaco Pasquale RaimoAvremmo voluto, già dallo scorso settembre, dare ampio risalto e la giusta attenzione al nuovo plesso ma la situazione sanitaria non ci ha permesso di organizzare eventi. Purtroppo la scuola sta vivendo un periodo particolarmente difficile e solo grazie a dirigenti e personale competente si sta garantendo il diritto allo studio in modo esemplare. È il caso della nostra comunità scolastica che, fortunatamente, gode di professionisti seri come la preside Nicoletta Albano, grande interprete delle esigenze dei ragazzi. In bocca al lupo”.

Una raltà nuova, dinamica e creativa in cui i giovani sapranno riconoscersi ed esprimere il loro talento – aggiunge la dirigente Nicoletta AlbanoIn un momento storico delicato come questo, investire sull’offerta formativa è un dovere nei confronti dei nostri ragazzi a cui affidiamo il futuro delle comunità. Abbiamo ricevuto già una buona risposta dalla platea e sino certa che questi numeri sono destinati a crescere visto l’interesse che l’indirizzo artistico ha suscitato. Ringrazio l’amministrazione comunale per la fiducia e la stima che ricambio con sincero affetto”.

Afragola, atti intimidatori per influenzare l’esito di aste giudiziarie: 7 arresti

Atti intimidatori per influenzare l’esito di almeno tre aste giudiziarie ed assicurare un controllo camorristico: è quanto hanno scoperto gli investigatori della Polizia di Stato di Napoli e della DDA che contestano a sette persone tra le quali figura un elemento ritenuto dagli inquirenti storicamente vicino al clan Moccia di Afragola, Antonio Lucci, 56 anni tra qualche mese, i reati di turbata libertà degli incanti, estorsione, detenzione e porto di armi da fuoco clandestine, aggravati dal metodo mafioso. Gli arresti emessi dal gip di Napoli (6 in carcere e 7 ai domiciliari) sono stati notificati agli indagati dagli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli e del Commissariato di Afragola.

Somma Vesuviana, covid e scuola, Di Sarno: “Registrato cluster in alcune classi, evidentemente il virus sta circolando anche fra i bambini”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’Ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana     Di Sarno: “Chiudo Infanzia ed Elementari. Abbiamo registrato cluster in alcune classi, evidentemente il virus sta circolando anche fra i bambini. Chiudiamo per dare la possibilità alle autorità sanitarie di mappare e circoscrivere il fenomeno. Possibile chiusura anche delle zone interessate dalla movida”.   “Sentita la Task Force, purtroppo con immenso dispiacere devo chiudere Infanzia ed Elementari e prorogare la chiusura delle medie inferiori. Dunque chiusura di tutti e tre i Circoli Didattici di Somma Vesuviana sia scuola d’Infanzia che Elementari.  Il virus evidentemente circola anche fra i bambini e dunque chiudiamo per mappare e circoscrivere il fenomeno e dare la possibilità alle autorità sanitarie di fare il tracciamento e uno screening dettagliato con il prelievo dei tamponi. Sto vedendo anche mascherine per terra, proprio per strada e si vedono anche tantissimi ragazzi che in alcune ore serali vanno a divertirsi senza usare le mascherine. Ho da poco firmato l’ordinanza con la quale dispongo la chiusura dei Tre Circoli Didattici e dei plessi delle Medie della San Giovanni Bosco – Summa Villa fino al 20 Febbraio, fatta eccezione per le attività destinate agli alunni affetti da disturbi dello spettro autistico e/o diversamente abili, il cui svolgimento della didattica in presenza sarà consentito previa valutazione da parte dell’Istituto scolastico. C’è divieto assoluto su tutto il territorio di Somma Vesuviana di forme di aggregazione e assembramenti al chiuso e all’aperto. Si raccomanda a tutte le attività di ristorazione di rispettare gli orari previsti dal DPCM. Il consumo ai tavoli è consentito per un massimo di 4 persone, salvo che siano tutti conviventi, dopo le ore 18 è vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti. Stiamo valutando, a questo punto, la possibilità di chiudere le zone interessate dalla movida e dunque dagli assembramenti. Oggi a Somma registriamo 26 nuovi positivi in tre giorni, con un totale di 159 positivi attivi e 226 persone in sorveglianza sanitaria. Per quanto riguarda le altre scuole non abbiamo nuovi casi, al momento, presso le medie e non abbiamo casi nella platea scolastica degli istituti superiori dove la didattica in presenza sta funzionando bene”. Lo ha annunciato poco fa Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana, comune del napoletano La TASK FORCE  unisce tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Stefano Prisco, l’Assessore all’Edilizia Scolastica, Salvatore Esposito, il rappresentante della Commissione Pubblica Istruzione, avv. Allocca Rubina e l’Associazione Ingegneri dell’Area Vesuviana.

Ottaviano, Parco Nazionale del Vesuvio : istallato un sistema innovativo di sanificazione anti-covid

Riceviamo e pubblichiamo

Presso la sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – Palazzo Mediceo di Ottaviano – è stato installato un innovativo sistema di sanificazione anti-virus dei locali, funzionante attraverso l’azione di lampade a raggi UV-C che garantirà l’accensione quotidiana nelle ore in cui non sarà presente il personale all’interno dell’edificio.

Presso la sede dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – Palazzo Mediceo di Ottaviano – è stato installato un innovativo sistema di sanificazione anti-virus dei locali, funzionante attraverso l’azione di lampade a raggi UV-C. Il sistema è dotato di un temporizzatore automatico che garantirà l’accensione quotidiana nelle ore in cui non sarà presente il personale all’interno dell’edificio. Tutto ciò farà sì che la sede sia costantemente igienizzata in maniera sostenibile, ovvero senza l’utilizzo di prodotti chimici. Un ulteriore vantaggio sarà quello di non dover interrompere le attività lavorative per effettuare la sanificazione così come avviene con i metodi tradizionali fino ad ora utilizzati.

Abbiamo realizzato questo investimento per rendere la nostra sede sempre più sicura dal punto di vista sanitario- dichiara il Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio Agostino Casillo – sia per i nostri dipendenti ma anche di tutte le persone che fruiranno della nostra sede. Questo sistema ci permette non solo di sanificare in maniera costante gli uffici – aggiunge il Presidente – ma anche di avere un risparmio economico nel tempo, dato dall’azzeramento dei costi degli interventi che fino ad oggi abbiamo effettuato periodicamente”

“La tecnologia a lampade UV-C – dichiara il direttore dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Stefano Donati è già stata accertata come molto efficace nella sanificazione degli uffici da microorganismi quali virus e batteri, grazie all’emissione di una radiazione di luce ultravioletta germicida. Non si hanno ancora risultati certificati sul contrasto al Covid-19, ma solo per ragioni di tempo. Quindi questo nostro intervento riveste anche un carattere di sperimentazione, che è una delle funzioni delle aree protette, che devono puntare a essere laboratori di innovazione eco-sostenibile.”

Somma Vesuviana, covid, aumentano i casi nelle scuole, Di Sarno: “Provvedimenti nelle prossime ore”

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Riceviamo e pubblichiamo dall’ufficio stampa del Comune di Somma Vesuviana.   “In questi minuti la Task Force ha notizia di 5 nuovi positivi nella platea scolastica del Secondo Circolo Didattico, mentre i positivi nella platea scolastica del Primo Circolo Didattico sarebbero 7, un nuovo positivo anche nella platea scolastica della Scuola Media “San Giovanni Bosco-Summa Villa” i cui plessi sono stati già chiusi. Non abbiamo nuovi positivi, al momento, nella platea scolastica del Terzo Circolo Didattico delle Elementari e non abbiamo positivi nelle platee scolastiche dell’Istituto Tecnico “Ettore Majorana” e del Liceo Scientifico “Evangelista Torricelli”. Ci saranno provvedimenti già nelle prossime ore che provvederò a comunicare dopo il confronto con la Task Force e la valutazione dei dati epidemiologici e di ulteriori dettagli che mi stanno arrivando”. Lo ha annunciato ora Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana comune del napoletano. La TASK FORCE  unisce tutti i Dirigenti Scolastici, i Presidenti dei Consigli di Istituto, il Coordinatore dei medici di medicina di base, il coordinatore dei pediatri di libera scelta, i rappresentanti dell’Associazione Nazionale dei Genitori presente in Campania e riconosciuta dal Ministero dell’Istruzione, l’Assessore alla Pubblica Istruzione, Stefano Prisco, l’Assessore all’Edilizia Scolastica, Salvatore Esposito, il rappresentante della Commissione Pubblica Istruzione, avv. Allocca Rubina e l’Associazione Ingegneri dell’Area Vesuviana.

Ottaviano. Lucia, La ragazza con il turbante che lotta contro il bullismo e in favore della bellezza della diversità

Si parla spesso di bullismo, di violenze fisiche e verbali, di come affrontarle e prevenirle, di cosa insegnare ai bambini per permettere loro di crescere al passo con la diversità. Spesso, quando ci troviamo dinanzi a persone diverse da noi, ci spaventiamo senza alcun tipo di motivazione valida e quella paura, che è mancanza di conoscenza, ci porta ad essere distanti o addirittura aggressivi nei confronti di chi viene definito “diverso”. Una storia che si ripete ovunque e di continuo, quella del bullissimo, che non lascia spazio alla speranza per il futuro. Lucia La Marca, giornalista e imprenditrice 27enne originaria di Ottaviano la conosce bene questa storia che più volte ha lei stessa raccontato. Anche il sindaco di Ottaviano Luca Capasso, ha parlato proprio oggi, nella giornata con il bullismo, di Lucia e ha raccontato una storia che non tutti conoscevano. Affetta da Alopecia, una malattia autoimmunitaria per molti aspetti invalidante, fin da bambina è stata bullizzata e presa di mira dai compagni di scuola ed emarginata anche da qualche insegnante a causa della perdita dei capelli, che caratterizza proprio la malattia di cui lei soffre. Lucia, però, è riuscita col tempo a ritrovare quella speranza e a riconoscere nella diversità di ognuno di noi la vera bellezza. Un giorno la ragazza ha detto basta con le parrucche, basta con i continui tentativi di essere uguale agli altri e ha deciso di esprimere finalmente se stessa in tutta la sua bellezza e diversità indossando un turbante. Oggi Lucia è anche un’imprenditrice, oltre che una giornalista e un’attivista, ha creato infatti una linea di turbanti (“La ragazza con il turbante”) di ogni colore realizzati con materiali ecosostenibili la cui collezione rientra in un progetto di sensibilizzazione in collaborazione con un’associazione impegnata nel riconoscimento dell’alopecia e nella costante ricerca scientifica. Parte del ricavato di ogni acquisto verrà devoluto alla lotta contro le malattie rare, le malattie oncologiche e alla sensibilizzazione proprio contro il bullismo. Il significato del turbante è un messaggio a tutte le donne che a causa di malattie come l’alopecia o di trattamenti terapeutici, perdono i capelli: “la bellezza è uno stato d’animo”, nessuno può tracciare i confini entro i quali si definisce il bello. Quel pezzo di stoffa ha permesso a Lucia e a tantissime donne di ritrovare per la prima volta un senso di libertà, di accettazione di sé e della propria diversità che viene finalmente riconosciuta come ricchezza. E ai bulli, che spesso continuano a minacciarla, a deriderla, che provano a farla sentire brutalmente sbagliata, Lucia risponde con un’arma che in pochi sanno usare: la forza del sorriso.